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Soffrire a causa del dolore e delle difficoltà rende le persone più forti?

Nel corso della storia ci sono state persone, atleti come Brumel o Yuri Vlasov, ad esempio, che hanno sopportato terribili infortuni o malattie e, nonostante tutto, si sono rialzate, superando quello che sembrava un destino impossibile. Quando tali prove si presentano nella vita di una persona, non è un caso. Tutto ciò che accade a un individuo entra in definitiva a far parte del patrimonio comune dell’anima collettiva dell’umanità. Attraverso il loro destino, questi individui apportano un contributo importante allo sviluppo di tutti i popoli.

Che cosa donano all’umanità? Innalzano il livello di ciò che significa essere umani. Dimostrano che una persona può elevarsi, avvicinarsi al Creatore, la fonte di amore, dazione e connessione che ci ha creati e ci sostiene, e rivelare una maggiore forza d’animo. Non importa se pensano consapevolmente al Creatore o meno, non sto dicendo che siano dei santi. Ma attraverso le loro vite innalzano gli standard per l’umanità e dimostrano nuove possibilità per lo spirito umano.

Allo stesso tempo, non sono a favore della sofferenza in sé. Alcuni credono che la sofferenza di per sé elevi una persona, che si debba ricercarla o glorificarla. Questo è errato. La sofferenza ha significato solo in determinate condizioni. Se comprendiamo chiaramente che ciò che sopportiamo contribuisce alla correzione o al progresso degli altri, cioè se facilita il cammino di qualcun altro, lo ispira o lo rafforza, allora tale sofferenza può avere valore. Tuttavia, se esiste solo nella nostra immaginazione, se serve solo al nostro egoistico senso di eroismo, allora non ha alcuno scopo superiore.

Quando la sofferenza diventa un esempio che incoraggia gli altri, quando dimostra che un essere umano può resistere e superare le avversità, allora contribuisce in qualche modo al progresso collettivo dell’umanità.

Allo stesso tempo, parlo spesso della necessità di annullarsi di fronte al destino e a ciò che il Creatore ha predisposto. Questo non significa sottomissione cieca o passività. Significa giungere a un ragionevole accordo con la situazione che ci si presenta. Anche quando si presentano malattia o difficoltà, dovremmo dire a noi stessi: “Questo viene dal Creatore e deve avere il suo posto nel mio cammino”.

Quando accettiamo la nostra condizione in questo modo, qualcosa cambia dentro di noi. L’accettazione porta tranquillità interiore. Smettiamo di combattere la realtà in modo distruttivo e accettiamo invece ciò che ci è stato dato come parte del nostro destino. Questa accettazione agisce quasi come un analgesico. Attenua il dolore perché non ci sentiamo più in opposizione a ciò che sta accadendo.

Questo stato si chiama annullamento. È la capacità di essere d’accordo con il governo del Creatore, di accettare ciò che viene con comprensione piuttosto che con resistenza. Confido che dovremmo impegnarci per raggiungere tale stato.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV, con il Kabbalista Dr. Michael Laitman, del 22 novembre 2025.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché alcune persone sentono il bisogno di trovare un significato nella vita, mentre altre si accontentano semplicemente di viverla?

Possiamo pervenire al significato della vita, rivelarlo e sentirlo veramente solo quando arriviamo a uno stato in cui comprendiamo che non possiamo esistere senza di esso. La ricerca di significato deve diventare qualcosa di più grande della vita e della morte stesse.

Tuttavia, non siamo noi a giungere a uno stato così estremo con le nostre sole forze. È l’anima che ci conduce lì. L’anima inizia a reclamare la libertà, una fuga dai limiti ristretti di questa vita, e questa esigenza interiore ci spinge in avanti.

Si tratta davvero di anime speciali che si risvegliano in questo modo, noi stessi non sappiamo quando questo risveglio avverrà in noi. Tuttavia, gradualmente sempre più anime si stanno avvicinando a questo stato. L’umanità si sta evolvendo in questa direzione.

Quando questa pressione interiore cresce al punto da farci sentire di non poter più continuare a vivere come prima, questo stato diventa ciò che chiamiamo “un grido” o “una preghiera”. È l’appello interiore dell’anima. Tuttavia, nemmeno questo ci appartiene. Tutto è un dono dall’alto. Assolutamente tutto proviene dal Creatore, ovvero dalla forza sorgente della dazione e dell’amore che ha creato e sostiene la realtà.

Anche i nostri sforzi di ricerca, di lotta e di impegno per scoprire il senso della vita sono di per sé un dono. Nulla appare da solo. Non accade mai a caso a chiunque. Il risveglio proviene unicamente dal Creatore e solo a coloro che Egli prepara ad esso.

Quando la verità si rivela a una persona, non è la fine del percorso, ma l’inizio del vero lavoro. Dopo quella rivelazione, emergono continuamente nuovi stati. Potremmo sentire ancora una volta di non riuscire a respirare, di non poter esistere senza una comprensione più profonda. Tuttavia, ogni volta lo stato è diverso e più evoluto.

Qual è questa verità che viene rivelata? È il raggiungimento del Creatore. Attraverso il Creatore, iniziamo a raggiungere l’intero universo. Iniziamo a vedere e a percepire la perfezione delle azioni e del governo del Creatore.

Questo è lo stato che l’umanità deve raggiungere, in ultima analisi. Tutti ci arriveranno prima o poi. Ma non tutti attraversano le stesse intense fasi. Ci sono anime speciali che attraversano per prime questi stati estremi. Aprono la strada. Dopo di loro vengono molti altri che seguono le loro orme e attraversano stati simili in modo molto più agevole e collettivo.

Si potrebbe paragonare a questo concetto con quello della luce elettrica. Un tempo, le persone illuminavano le proprie case con le candele e non esisteva l’idea di una luce elettrica in grado di illuminare le nostre abitazioni. Tuttavia, alcuni scienziati e inventori si sono dedicati con impegno alla scoperta e all’invenzione di questa tecnologia e, oggi chiunque nel mondo, con uno sforzo minimo, può accendere un interruttore e illuminare la propria casa con una luce molto più potente. Gli scienziati e gli inventori hanno affrontato le fasi di sviluppo della luce elettrica con grande intensità, e coloro che sono venuti dopo di loro hanno sfruttato le loro scoperte in modo molto più semplice e accessibile.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV, con il Kabbalista Dr. Michael Laitman, del 4 dicembre 2025.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Gli Ebrei sono una nazione pura?

Oggi, il metodo della Kabbalah, che è un metodo di connessione per scoprire l’unica forza  di amore e di dazione che dimora nella natura, è aperto a tutti. Attraverso l’applicazione di questo metodo, le persone diventano Ebrei in senso spirituale. Tuttavia, non è sempre stato così. Nell’antica Babilonia, circa 4.000 anni fa, solo una piccola parte dell’umanità lo utilizzava. Nel corso della storia, molte persone di nazioni diverse hanno  intrapreso questo cammino.

Se osserviamo la storia antica, dall’esodo dall’Egitto, attraverso l’esistenza del Regno di Israele, fino alla distruzione del Secondo Tempio, vediamo un periodo in cui un gran numero di persone provenienti da molte tribù si unì al processo di ascesa spirituale. Tra loro c’erano molti grandi Kabbalisti.

Quando le persone aderivano,  non significava che diventavano ebrei in senso biologico. “Aderire” significa adottare questo metodo e iniziare a realizzarlo dentro di sé. Questo è esattamente ciò che accadde nell’antica Babilonia, quando Abramo, egli stesso sacerdote babilonese, radunò attorno a sé alcune migliaia di persone. Creò un gruppo unito da un unico obiettivo spirituale, e da questo gruppo si formò una nazione. Una nazione, in questo senso, significa individui uniti da un unico obiettivo: l’ascesa spirituale. Chi desidera questo obiettivo aderisce. A livello del nostro mondo, in realtà, non esiste una “nazione ebraica” nel senso comune del termine.

Anche oggi, quelli che chiamiamo ebrei non sono una nazione, ma un gruppo. Quando diventeremo una nazione? Quando ci uniremo per mezzo della forza dell’amore reciproco, cioè l’unica forza positiva che risiede nella natura. Non esiste altra forza che possa unirci. In altre nazioni, esiste una forza di legame naturale che viene dal basso. Può essere la terra condivisa, il sangue, la lingua o la cultura. Ma qui, il legame deve provenire dall’alto.

Ecco perché, per esempio, un italiano può diventare ebreo a pieno titolo se accetta di applicare il metodo dell’ascesa spirituale. Può dire: “Non sono più italiano; sono ebreo.” Questo non ha nulla a che fare con i genitori, il sangue o l’origine. Le leggi della conversione all’ebraismo si basano su questo principio spirituale. Quando una persona accetta questo percorso, non può semplicemente “tornare indietro”, perché si tratta di una trasformazione interiore. È un modello irrazionale dal punto di vista di questo mondo, ma esiste perché è costruito su leggi spirituali, che cerchiamo costantemente di forzare in schemi corporei a cui non si adattano perfettamente.

Le persone non comprendono ancora questo concetto, per loro suona strano. Ma ci stiamo gradualmente avvicinando a un periodo in cui l’umanità inizierà a chiarire l’intero quadro storico: perché le cose si sono svolte in questo modo, a cosa porta tutto ciò, e perché deve essere così. Per ora, l’umanità ha soprattutto domande, e quasi nessuna risposta.

Basato sul programma “I Got a Call. Children of Israel, Part 2” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 1° ottobre 2010.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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La tecnologia mobile può essere utile a tutti?

Di seguito una  dichiarazione  del co-fondatore di Apple, Steve Wozniak:

“Quando abbiamo fondato Apple, Steve Jobs e io abbiamo parlato di come volevamo rendere i non vedenti uguali e capaci quanto i vedenti, e bisogna dire che ci siamo riusciti quando si guardano tutte le persone che camminano sul marciapiede con lo sguardo fisso su qualcosa che hanno in mano, totalmente ignare di tutto ciò che li circonda!”

Non ci rendiamo ancora conto che l’esplosione dell’elettronica e delle innovazioni tecnologiche non ha ampliato le sensazioni umane, ma le ha limitate. Abbiamo ridotto il mondo a un piccolo schermo che sta nel palmo di una mano. Una persona lo guarda e per lei non esiste nient’altro. Pensa di essere connessa al mondo, ma in realtà è connessa a intermediari, uffici, sistemi e aziende, che le forniscono ciò che decidono. Così, invece di diventare più libero, l’essere umano è diventato più dipendente. Stiamo diventando sempre più schiavi.

E c’è qualcosa di ancora più grave. Con l’avvento dell’elettronica, molte professioni tradizionali scompaiono. Ma una professione non è solo un modo per guadagnare denaro. L’aspetto più importante di una professione è che attraverso di essa una persona si senta necessaria nella società, adatta alla convivenza con gli altri. Una professione è una forma di comunicazione tra le persone. Io sono un sarto, tu sei un calzolaio, un medico, un avvocato: qualunque cosa sia, abbiamo bisogno l’uno dell’altro. Ci scambiamo servizi, interagiamo e viviamo l’uno attraverso l’altro.

Tuttavia, se le persone non hanno più bisogno l’una dell’altra, se fissano solo il telefono, allora diventa come una droga. Le persone si addormentano dentro se stesse,  nella loro testa gireranno dei film e si isoleranno completamente dalla vita reale.

Tali innovazioni ci stanno gradualmente conducendo a uno stato chiamato: “Riconoscimento del male”. Ciò significa che saremo costretti a riconoscere che il nostro sviluppo egoistico, in cui ognuno cerca di trarre vantaggio da sé stesso a spese degli altri e della natura, ci conduce in un vicolo cieco. Non avremo altra scelta che ammettere che un tale percorso porta vuoto, dipendenza e separazione e che dobbiamo uscirne, fuggire con un balzo, a capofitto, ovunque, lontano da esso.

Probabilmente avanzeremo sempre più nella tecnologia proprio per scoprire che non porta da nessuna parte. Non perché la tecnologia in sé sia ​​malvagia, ma perché lo sviluppo esteriore senza sviluppo interiore rivela solo vuoto. Il progresso esteriore è inutile. Ciò che è necessario è il progresso interiore.

Se non ci sviluppiamo interiormente, verso la connessione, la responsabilità reciproca e lo scopo della vita, allora il progresso tecnologico ci riporterà semplicemente al punto di partenza, alle domande: “Perché siamo vivi? Per cosa viviamo?”

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 9 gennaio 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come posso eliminare spiritualmente la paura?

La paura per la nostra vita in questo mondo nasce in noi in modo istintivo e incontrollabile. In relazione alla spiritualità, non dobbiamo eliminare la paura, ma reindirizzarla affinché sia ​​specificamente una paura spirituale.

Cosa significa “timore spirituale”? Spiritualità significa dazione e amore, cioè uno stato in cui acquisiamo le qualità spirituali di dazione e amore che sono simili nella forma alla forza superiore, che è una forza di dazione e amore. Pertanto, il timore spirituale è la paura di non dare e amare come la forza stessa di dazione e amore.

Quindi non eliminiamo la paura spiritualmente, ma possiamo ottenere un tale reindirizzamento della paura per avere timore in modo spirituale e non semplicemente per il bene della nostra vita corporea nel nostro mondo.

Allo stesso modo, coloro che avanzano sul cammino spirituale non sono impotenti di fronte alle paure di questo mondo. Quando iniziamo a progredire spiritualmente, riceviamo timori molto strani attraverso i quali possiamo capire che non sono paure reali, ma un gioco.

Noi percepiamo queste paure dall’alto, come se ci fossero proiettate addosso da un raggio, tutto ciò che ci resta da fare è elevarci al di sopra di esse in un modo che potremmo definire di dazione.

Se siamo veramente nella dazione, non abbiamo nulla da temere. Possiamo tranquillamente chiudere gli occhi alle paure che emergono solo per costringerci a superare l’egocentrismo e insegnarci a vivere nell’anelito alla dazione.

Non si tratta semplicemente di paure animalesche e inconsce, ma piuttosto di uno stato che percepiamo consapevolmente, con una certa illuminazione proveniente dalla fonte, in cui le nostre sensazioni vengono proiettate su di noi da una certa fonte con lo scopo di farci progredire. Di conseguenza comprendiamo che nulla può accadere senza uno scopo e che nessuna paura sorge senza motivo.

Basato sulla lezione quotidiana di Kabbalah con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 17 agosto 2010.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché a volte aiutare le persone ha un risultato negativo?

Aiutare gli altri a volte si rivela un’impresa ardua se chi aiuta non comprende le leggi della natura. Ad esempio, un errore comune è cercare di aiutare gli altri puntando a migliorare le loro condizioni esterne senza un’educazione interiore. Di conseguenza, i desideri egoistici delle persone aumentano, ovvero aumenta il desiderio di godere per il proprio tornaconto a spese degli altri, il che alla fine porta a risultati negativi.

Un esempio toccante di questa situazione è la storia di un giovane cresciuto in condizioni difficili in un remoto villaggio cinese, diventato milionario e, spinto dal sincero desiderio di aiutare i suoi compaesani, costruì per loro nuove case con bagni e servizi igienici caldi. Ma invece di gratitudine e pace, incontrò un esito negativo inaspettato: litigi, pretese, cause legali, risentimento su chi merita cosa e persino pressioni per fornire case più grandi. Il milionario ne rimase scioccato, deluso e quasi cadde in depressione.

La sua delusione è comprensibile, perché semplicemente non aveva capito come è costruito l’egoismo umano.

Le persone non possono “calmarsi” solo perché hanno ricevuto condizioni di vita migliori. Non funziona così. Nel momento in cui le condizioni esterne delle persone migliorano, la loro consapevolezza si eleva e il loro desiderio egoistico di stare bene a spese degli altri e della natura si espande. Improvvisamente iniziano a confrontarsi con gli altri, valutando chi ha ricevuto di più, chi merita di più, chi ha il bagno più caldo e chi ha la vasca da bagno più grande. In altre parole, il milionario ha involontariamente lasciato uscire il diavolo dalla scatola. Quando il nostro ego cresce oltre il nostro sviluppo interiore, non riusciamo più a gestirlo. Allora iniziamo a roderci a vicenda e, alla fine, siamo pronti a distruggerci l’un l’altro.

Questo significa che non dovremmo mai cambiare le condizioni delle persone? Certamente. In nessun caso dovremmo cambiare bruscamente le condizioni delle persone. Le condizioni esterne devono essere migliorate solo con molta attenzione, solo in base allo sviluppo interiore della popolazione e solo insieme a una corretta ideologia. Secondo la Kabbalah, il progresso deve andare di pari passo con l’educazione e la correzione interiore. Altrimenti, non ne verrà fuori nulla di buono. Anche se tutti avessero pane, si sentirebbero ancora più infelici e alla fine inventerebbero armi sempre più potenti fino a distruggersi a vicenda. È esattamente così che funziona.

Perché dare a qualcuno un bagno caldo e un bagno di servizio se il giorno dopo inizia a guardare il vicino con invidia? Ieri ha vissuto e accettato la vita così com’era, oggi la moglie pretende un guardaroba, poi uno più grande, poi un secondo armadio, perché non c’è fine all’egoismo. Il desiderio continua a crescere e ciò che era una benedizione diventa una maledizione. Solo lo sviluppo del nostro livello interiore dovrebbe determinare il nostro status materiale.

Qual è dunque la via d’uscita? Come si può vivere bene ed essere felici? Evidentemente non attraverso il progresso tecnologico e le comodità esteriori. L’umanità vive già in condizioni più o meno normali, eppure l’egoismo è cresciuto a tal punto che le persone non vogliono nemmeno più avere figli. Dicono che sia perché il mondo è terribile, ma la verità è più semplice: pensano solo a se stesse. Perché dovrei investire nei figli? In passato, i figli garantivano il futuro, sostenevano i genitori, davano loro continuità. Oggi l’egoismo non vuole niente di tutto questo. Vuole comodità fino alla morte.

Il progresso tecnologico, in definitiva, non gioca a nostro favore. Ci confonde, ci intrappola nelle comodità esteriori e iniziamo a vivere la nostra vita in un “bagno caldo”, pensando che questa sia la felicità. Tuttavia, oltre a questo, non abbiamo nulla, ovvero nessuno scopo, nessun appagamento interiore, nessuna comprensione significativa della vita.

Quindi cosa avrebbe dovuto fare il milionario cinese se avesse davvero voluto che le persone si sentissero bene? Avrebbe dovuto aprire scuole. Avrebbe dovuto investire non in case, ma nell’istruzione. Prima una scuola, poi un’università adiacente e, soprattutto, un’istruzione che insegnasse alle persone come diventare elementi integranti del mondo: come funziona la natura, come gira il mondo e come una persona deve girare insieme ad esso, per non violare l’armonia. È un processo lungo, ma è l’unico che produce un cambiamento positivo in un essere umano.

Questo perché la vera correzione non consiste nel cambiare il mondo intorno a una persona, ma nel cambiare la persona stessa attraverso il giusto ambiente. Quando una persona cambia, vedremo una generazione completamente diversa.

È così che si può portare il bene al mondo. Solo l’educazione e solo nella misura in cui le persone sono pronte ad accoglierla. L’educazione alla persona integrale, alla connessione consapevole con la natura, con gli altri e con il Creatore. Questo deve essere instillato fin dalla prima infanzia.

Cos’è, dunque, il vero progresso? Non sono astronavi che solcano l’universo. A che scopo? Il vero progresso sta nelle relazioni tra le persone e nel penetrare le profondità della natura integrale. Lì scopriamo tutto. Non abbiamo bisogno di lasciare il nostro villaggio. Ci libriamo nell’universo interiormente. Comprendiamo cosa sta accadendo, perché esistiamo, chi ci ha creato e per quale scopo. Realizziamo questo scopo e ci sentiamo eterni e perfetti, così completi che persino il passaggio dalla vita alla morte non ci spaventa più.

Questo è ciò che desideriamo veramente: il benessere interiore. Il benessere esteriore non può mai essere sufficiente, perché suscita solo paragoni, invidia, conflitti, rivoluzioni e odio. Il benessere interiore si ottiene quando raggiungiamo l’equilibrio con noi stessi e con la natura. Allora nulla ci minaccia.

In breve, il milionario ha commesso un errore. Non perché le sue intenzioni fossero cattive, ma perché ha migliorato le condizioni esterne senza correggere l’essere umano interiore.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 29 gennaio 2020.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Quali sono i vantaggi del parlare con buone intenzioni?

Oggi, quando osserviamo l’umanità, vediamo molte persone che urlano. In televisione, nei talk show, le persone siedono a pochi metri di distanza e urlano senza sosta, come se il volume potesse sostituire il significato. Urlare non può portare a nulla; le persone non si dimostrano nulla l’una all’altra. Semplicemente non si sentono. Ognuno parla solo per non farsi sentire. In uno stato del genere, non c’è alcun dialogo.

Una vera conversazione inizia solo quando una persona desidera qualcosa di buono per l’altra. Se la persona seduta di fronte a me mi prendesse la mano e parlasse con calma, dolcemente, anche in un sussurro, trasmettendo il suo messaggio dal cuore, allora il mio cuore si aprirebbe in risposta. Allora qualcosa potrebbe passare da un cuore all’altro. Le parole diventerebbero secondarie. I sentimenti diventerebbero primari. In una conversazione del genere, c’è veramente poco da dire, eppure tutto viene compreso. Persino gli osservatori lo percepirebbero immediatamente. Avvertirebbero un’interazione calorosa, umana e genuina.

Tuttavia, questo non è lo stato del nostro mondo oggi. L’umanità è ancora in una fase in cui il combattimento verbale è considerato intrattenimento, proprio come il combattimento fisico è stato trasformato in sport. Questo tipo di urla si esaurirà. Deve. Il tempo stesso agirà e mostrerà alle persone che è inutile, che non ne deriva nulla di positivo e che non vale la pena partecipare a questi spettacoli circensi verbali. Gradualmente, il desiderio di essi svanirà. Poi arriverà una svolta e solo dopo ci sarà spazio per una seria espressione delle proprie intenzioni.

Questo non verrà da noi. Nulla di buono può venire da noi da soli. Verrà dall’alto come parte integrante del nostro sviluppo naturale. L’umanità sarà portata a uno stato in cui il silenzio diventerà preferibile al rumore, in cui le persone saranno pronte a sedersi insieme in silenzio. Allora la comunicazione passerà dalle parole ai sentimenti. Questo perché il vero lavoro non è cambiare gli altri, ma correggere noi stessi, cioè elevare la nostra intenzione da puramente egoistica e mirata a una volta al bene degli altri e della natura.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 24 dicembre 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cos’è il riposo spirituale?

I Kabbalisti scrivono che non c’è riposo né in questo mondo né in quello a venire. In altre parole, dobbiamo avanzare costantemente senza sosta. Quando avremo superato completamente il nostro desiderio egoistico di godere solo per il nostro tornaconto personale a spese degli altri, raggiungendo il pieno e assoluto conseguimento del mondo superiore, che è caratterizzato da un’intenzione altruistica al di sopra del nostro desiderio di ricevere, allora tutto arriverà davvero a uno stato di riposo perfetto ed eterno.

Basato su una lezione virtuale di Kabbalah tenuta dal Kabbalista Dr. Michael Laitman il 19 novembre 2017.

Scritto/modificato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Le persone spirituali tendono ad essere più calme?

Calma e armonia, come vengono comunemente intese, non sono in realtà stati favorevoli per una persona che progredisce spiritualmente. Sebbene lo scopo ultimo della creazione conduca all’armonia, per una persona già orientata verso la meta più elevata, uno stato di calma può evocare un’avversione interiore perché non tollera la stagnazione. Pertanto, se desideriamo progredire spiritualmente, non dovremmo cercare la calma come obiettivo in sé.

Una persona deve attraversare molti stati diversi. Ma l’aspirazione corretta non è verso il riposo, né verso la pace interiore come quiete, bensì verso il movimento corretto verso l’obiettivo della creazione, uno stato di adesione alla forza superiore dell’amore, della dazione e della connessione che ha creato e sostiene ogni forma di vita. Tale movimento si rinnova costantemente, dà origine a nuove sensazioni e porta a una realizzazione sempre più profonda. La vita, in senso spirituale, non è calma, è dinamica.

Allo stesso tempo, la forza superiore della natura, una forza di amore assoluto e di dazione, è effettivamente in uno stato di completo riposo. Ma questo riposo non ha nulla a che fare con l’inerzia o la passività. La forza superiore è immutabile. Si relaziona a tutti con amore infinito e costante. In fisica, un corpo che si muove in linea retta uniforme, senza accelerazione o alterazione, è considerato in quiete, perché nessuna forza agisce su di esso per modificarne lo stato. Questo è ciò che si intende per riposo nella spiritualità.

I Kabbalisti, tuttavia, si trovano nella situazione opposta. Devono costantemente cambiare e progredire, raggiungere la pienezza e quindi aumentare la loro accelerazione interiore. Pertanto, non hanno bisogno di riposo. Nella Kabbalah, il movimento senza accelerazione non è considerato movimento. Una persona può frequentare lezioni di Kabbalah ogni giorno, compiere le stesse azioni anno dopo anno, eppure non fare alcun progresso spirituale.

Il progresso esiste solo dove c’è accelerazione, cioè dove ci spingiamo costantemente a rinnovare l’intenzione, ad approfondire la connessione e ad aumentare la velocità del nostro sviluppo interiore. Questo è ciò a cui dobbiamo tendere: non la calma, ma un movimento continuo e accelerato verso l’obiettivo finale della vita: uno stato di equivalenza della forma con la forza superiore dell’amore e della dazione.

Basato sulla lezione virtuale di Kabbalah con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 14 gennaio 2018.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come viene spiegata la velocità nella spiritualità?

Nel mondo spirituale non esiste la velocità costante, tantomeno la quiete. Nel nostro mondo, siamo abituati a pensare in termini di quiete e movimento: qualcosa può stare fermo, qualcosa può muoversi, qualcosa può muoversi a velocità costante. Ma la spiritualità si basa su leggi completamente diverse. Lì, la quiete equivale immediatamente a zero. Semplicemente non esiste.

Questo è simile a ciò che vediamo nel microcosmo: una particella elementare non può essere fermata. Nel momento in cui dovrebbe diventare immobile, scomparirebbe. Nella spiritualità è lo stesso, ma a livello qualitativo interiore. Ciò che ci appare in questo mondo come “movimento costante” è solo un’illusione creata dalla nostra percezione limitata. Nel mondo spirituale non c’è alcuna costanza, solo una continua accelerazione positiva.

Perché è così? Perché la spiritualità è il mondo delle qualità, dell’intenzione, dello sforzo verso la dazione. Nel momento in cui smettiamo di avanzare, di aggiungere impegno e di approfondire la nostra intenzione spirituale, usciamo immediatamente dalla spiritualità. Non c’è marcia in folle. O stai avanzando, o non sei più in quello stato.

Cos’è dunque il “riposo” nella spiritualità? Il riposo non è inattività. Il riposo è il godimento di uno sforzo costante, il piacere che deriva dal lavoro ininterrotto e dal continuo incremento di tale lavoro. È la soddisfazione che deriva dal fatto che mi impegno costantemente sempre di più, approfondendo la mia connessione, affinando la mia intenzione e accelerando il mio movimento interiore, diventando sempre più simile alla forza spirituale dell’amore e della dazione.

In altre parole, il riposo spirituale non si trova nell’arresto, ma nell’accelerazione stessa, nella gioia dello sforzo continuo e crescente di amare, donare e connettersi positivamente con gli altri.

Basato sulla lezione virtuale di Kabbalah con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 25 febbraio 2018.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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