Pubblicato nella 'Evoluzione' Categoria

Quali sono i benefici della solitudine? Rende le persone più forti?

La solitudine dipende da come la percepiamo e da cosa ne facciamo. Se siamo soli e usiamo questo tempo per evolverci, per riflettere e per capire la vita più a fondo, allora può essere molto benefica. In questa condizione, non siamo vincolati da obblighi esterni. Siamo liberi di strutturare la nostra vita come meglio crediamo e possiamo utilizzare il nostro tempo in modo efficace per la nostra crescita personale.

Tuttavia, non tutti sono portati per questo. Alcune persone cercano naturalmente la vita familiare, i legami e le relazioni strette. Trovano appagamento nell’essere circondati da altri, nelle responsabilità che derivano dalla famiglia e nell’educazione dei figli. Altri, al contrario, si sentono perfettamente a loro agio da soli e non sentono il bisogno di un costante impegno sociale.

Dobbiamo capire che la nostra natura egoistica, il desiderio di trarre vantaggio solo per se stessi, sta crescendo rapidamente e, con essa, la nostra capacità di tollerare e di entrare in contatto con gli altri sta diminuendo. Questo è il motivo per cui sempre più persone scelgono di vivere da sole e perché anche molte persone che hanno una relazione si sentono estranee l’una all’altra.

Ma piuttosto che giudicare questa tendenza come buona o cattiva, dovremmo riconoscerla come parte dell’evoluzione naturale dell’umanità. Se vogliamo migliorare le nostre relazioni, non solo nel matrimonio, ma in tutte le interazioni umane, l’attenzione non deve essere rivolta a costringere le persone in strutture tradizionali, ma a elevare un’atmosfera di connessione umana positiva in tutta la società. Ciò significa superare il nostro egoismo e imparare a relazionarci in un modo che non sia basato sul guadagno personale, ma sulla comprensione e sulla considerazione reciproca.

Il mondo di oggi è sempre più strutturato per un’interazione minima: tutto è disponibile online, dalla consegna di cibo al lavoro a distanza. Questo è un altro segno di come la natura umana stia cambiando. Ma la vera domanda è: qual è lo scopo della connessione tra le persone?

Nella saggezza della Kabbalah, impariamo che il legame tra le persone è un mezzo per elevarsi al di sopra dell’egoismo e rivelare una realtà superiore. Ciò che conta è se stiamo usando le nostre relazioni, qualunque forma esse assumano, per raggiungere uno stato di esistenza superiore.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 21 giugno 2019.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Si dovrebbero porre domande esistenziali alle persone?

Non si dovrebbero sollevare domande esistenziali nelle persone. Le persone devono invece avere una preparazione propria, in cui le domande esistenziali dovrebbero risvegliarsi apparentemente da sole. Secondo un detto, se si pone un ostacolo davanti a un cieco, si commette un crimine terribile, ovvero se si pone una pietra o un albero davanti a un cieco, questi inciamperà e cadrà.

Per quanto riguarda le domande più importanti sulla vita, sul suo significato e scopo ultimo, tutti gli uomini sono ciechi. Come possiamo allora cercare di suscitare in loro la domanda esistenziale se essi stessi non si sono ancora risvegliati?

Non hanno risposte a queste domande e quindi sollevarle non farebbe altro che deprimerli. Dovremmo quindi rivelare gradualmente le domande esistenziali, cioè le domande sul significato e sullo scopo della vita, solo quando sappiamo in anticipo come fornire simultaneamente risposte accurate e collaudate ad esse, risposte che le persone troveranno accettabili e desiderabili. In questo modo, le persone vedranno aprirsi orizzonti gioiosi e non bui.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV in onda il 6 febbraio 2018 con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Che impatto hanno la natura e l’ambiente sul nutrimento di una connessione spirituale

Erik Bertrand Larssen, noto coach e consulente aziendale, ha sviluppato una metodologia basata sulla sua esperienza militare, che ha descritto nel suo libro Hell Week: Seven Days to Be Your Best Self. Ha identificato tre modelli di culture altamente efficaci: quella militare, quella aziendale e quella sportiva. Secondo lui, l’esercito ci insegna a superare i nostri limiti per scoprire il potenziale inespresso, gli atleti ci mostrano come fissare e perseguire sistematicamente gli obiettivi e lo sport ci insegna che la vittoria non si ottiene sotto i riflettori del traguardo, ma attraverso uno sforzo quotidiano costante e minuzioso.

Tuttavia, dal punto di vista della saggezza della Kabbalah, la mente serve solo i desideri e non dobbiamo cercare di opporci ad essi, perché non possiamo cambiarli. Quello che possiamo fare è dividere un desiderio in parti più piccole, creando una reazione a catena: uno diventa due, due diventano quattro e così via. Il nostro problema principale è come dare priorità a un desiderio rispetto a un altro, più alto, che è interamente influenzato dalla società che ci circonda. Se siamo membri di un gruppo che privilegia i desideri più elevati rispetto a quelli personali, possiamo più facilmente abbandonare i nostri desideri minori a favore di quelli più alti.

L’esercito, lo sport e gli affari si basano sull’auto-coercizione, ma io non credo nel forzare me stesso fino all’estremo. Il corpo resiste naturalmente a questi stati. La chiave sta invece nell’ambiente. Se entriamo a far parte dell’ambiente giusto, quello che sa come motivarci e influenzarci attraverso suggerimenti sottili, esercizi e una guida nutritiva, possiamo plasmarci completamente. Come un bambino che risponde agli incoraggiamenti, possiamo essere trasformati da una società che sostiene la nostra crescita.

La Kabbalah sottolinea l’importanza di costruire una società che sostenga, incoraggi e curi lo sviluppo spirituale dei suoi membri. Una società kabbalistica opera secondo il principio di avvicinare gradualmente le persone al di sopra dei loro piccoli ego personali. I suoi membri partecipano a esercizi specifici chiamati “workshop”, in cui discutono idee, si connettono e si aprono l’uno all’altro. Questo processo richiede il superamento dell’egoismo innato, il desiderio di trarre vantaggio da se stessi a spese degli altri. È come entrare in un ascensore cosmico che ci eleva al di sopra della nostra natura egoistica, trasportandoci in un universo completamente diverso, anti-egoistico, basato sulle qualità dell’amore e della dazione invece che della ricezione e dell’odio.

Grazie all’influenza di questa società, subiamo una trasformazione. Cominciamo a sentirci come se ci elevassimo al di sopra dei confini della Terra, distaccandoci dalla nostra realtà limitata ed entrando in una dimensione superiore. Questo cambiamento ci eleva al di là dei confini della vita e della morte, facendoci percepire non come corpi fisici ma come una coscienza unificata superiore, un’anima. Superando la nostra natura egoistica, ci eleviamo al di sopra della vita e della morte biologica e iniziamo a sperimentare l’eterno.

Il metodo della Kabbalah ci permette di elevarci al di sopra di noi stessi, rivelando il mondo superiore e la forza superiore dell’amore, della dazione e della connessione, che è chiamata “il Creatore”. Ci permette di liberarci dallo spazio piccolo e ristretto in cui esistiamo e di trasformarci in un’entità eterna e perfetta. Chiunque provi interesse per ciò che è al di là del regno corporeo e per il significato e lo scopo della vita, potrebbe trovare in questa saggezza ciò che sta cercando e anche molto di più.

Tratto dal programma “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman trasmesso il 10 dicembre 2018.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Quali sono gli effetti dell’interazione umana con l’ambiente sulla natura e sull’uomo stesso e quali potrebbero essere in futuro?

Le relazioni umane definiscono ogni livello della natura: inanimato, vegetale, animale e umano. Questo è più evidente nei paesi altamente sviluppati, poiché le loro azioni influenzano le relazioni in tutto il mondo, anche nelle nazioni meno sviluppate. Se prima stabilissimo armonia armonia nelle nostre relazioni reciproche, porteremmo naturalmente equilibrio a tutti gli altri sistemi della natura. Tuttavia, se non riuscissimo a armonizzare le nostre relazioni, la natura andrebbe fuori controllo. Questo squilibrio porterebbe a mutazioni e problemi imprevedibili, tra cui animali che diventano sempre più selvaggi e pericolosi.

Se le relazioni umane regredissero a livelli più bestiali e primitivi, la natura rispecchierebbe tale degrado. Gli animali diventerebbero così selvaggi che non potremmo nemmeno immaginare il loro comportamento. In casi estremi, si potrebbe assistere alla ricomparsa di creature come i dinosauri, se le nostre relazioni si degradassero al livello che esisteva in quei tempi antichi. Tali trasformazioni non richiederebbero particolari spostamenti geologici: la natura riflette semplicemente lo stato dell’umanità.

La ferocia dell’umanità potrebbe diventare così estrema che la natura stessa potrebbe iniziare a odiarci a causa del nostro odio reciproco. La saggezza della Kabbalah insegna che solo migliorando i legami e le relazioni umane possiamo riportare l’equilibrio nel mondo naturale. Le nostre azioni si ripercuotono all’esterno, plasmando tutti i livelli dell’esistenza.

Questa dinamica spiega che possiamo regredire in situazioni che si sono verificate nel passato attraverso il nostro degrado verso relazioni sempre più primitive tra di noi. Allo stesso modo, possiamo avere un impatto positivo sul futuro se ci sviluppiamo nella direzione di stabilire connessioni umane positive.

La natura non ci permetterà di continuare a progredire nel modo in cui lo facciamo oggi. Il nostro futuro positivo richiede che trasformiamo noi stessi e le nostre connessioni per allinearci al sistema integrale della natura. Raggiungendo l’armonia nelle nostre relazioni reciproche, possiamo compiere il progresso e l’ulteriore sviluppo di cui abbiamo bisogno come esseri umani.

Il nostro futuro felice dipende dalla nostra capacità di sviluppare connessioni positive al di sopra della marea crescente della nostra natura egoistica che resiste a tale connessione. Attraverso questo obiettivo, possiamo garantire che l’umanità si evolva in linea con l’interconnessione, l’interdipendenza e l’integrità della natura, portando così l’umanità a uno stato armonioso e pacifico, in equilibrio con la natura.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 7 settembre 2018.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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L’umanità trae più benefici o più danni dai progressi tecnologici?

Cerchiamo di avere una vita migliore e più confortevole, il che è naturale. Ma lo facciamo con la giusta intenzione? Correggiamo l’“essere umano” che è in noi, cioè ci eleviamo al di sopra del nostro livello animale per relazionarci con gli altri attraverso le più elevate qualità umane come l’amore, la cura, il sostegno e l’incoraggiamento?

Se agiamo con l’obiettivo di correggere noi stessi per il bene del mondo, cioè di cambiare la nostra innata intenzione egoistica di trarre vantaggio per noi stessi a spese degli altri con un’intenzione altruistica di portare giovamento agli altri e alla natura, allora possiamo agire liberamente. Altrimenti, le nostre azioni portano problemi, guerre e disastri.

L’umanità progredisce fuggendo la sofferenza. Ogni generazione si spinge in avanti, spinta dalla forza implacabile dell’evoluzione, quella che nella saggezza della Kabbalah chiamiamo “il rullo compressore dell’evoluzione”. Andiamo avanti senza sapere perché, spinti da pressioni invisibili.

Per millenni, questo schema ci ha portato attraverso i primi tre livelli della natura: inanimato, vegetativo e animato. Ora, ci troviamo di fronte al nostro limite evolutivo. Anche se le opportunità tecnologiche abbondano sempre di più, ci sentiamo sempre meno soddisfatti e ci interroghiamo quindi sul loro scopo. La nanotecnologia e Internet offrono molto, ma perché ne abbiamo bisogno?

Internet rivela principalmente il nostro vuoto. Gran parte del suo contenuto è banale, privo di messaggi che ci arricchiscano davvero. Anche la scienza, invece di elevare l’umanità a nuovi livelli di appagamento e felicità, aggiunge a questo vuoto. Questi strumenti mettono in evidenza il fatto che il nostro problema non può essere risolto con mezzi tecnologici.

Sebbene la tecnologia continui a progredire, non riusciamo a progredire nei nostri atteggiamenti reciproci, l’unico ambito in cui possiamo davvero evolverci a un altro livello di esistenza. In fondo, non sentiamo più il bisogno di un progresso tecnologico infinito. Decenni fa, durante l’era hippy, sono emersi dubbi simili. Il progresso sembrava privare la vita di significato, riducendoci a macchine. Nascita, lavoro e morte erano diventati la formula, lasciando molti disillusi.

Senza sviluppare il livello umano dentro di noi, cioè il prossimo livello di esistenza in cui scopriamo connessioni positive tra di noi attraverso la scoperta della forza positiva che risiede nella natura, il progresso tecnologico si blocca. La cultura e l’educazione potrebbero aiutare, ma servono risultati più profondi e sostanziali. Il desiderio inappagato, o Reshimot (dati o registri di natura spirituale ), si agita dentro di noi, esponendo un vuoto che la tecnologia non può colmare.

Perché non riusciamo a risolvere questo problema? La tecnologia crea l’illusione che possiamo migliorare facilmente noi stessi. Ma il vero cambiamento interiore richiede una forza superiore, spirituale. I mezzi terreni non riescono a correggere la natura umana. Finché l’umanità non se ne renderà conto, la situazione rimarrà invariata.

Basato sulla Lezione Quotidiana di Kabbalah con il Kabbalista Dr. Michael Laitman sull’articolo “Pace nel Mondo” del Kabbalista Yehuda Ashlag (Baal HaSulam). 22 dicembre 2010.

Scritto/modificato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Il debito può essere considerato una forma di schiavitù moderna?

I sistemi moderni ci tengono deliberatamente indebitati come forma di schiavitù moderna. Questo sistema lega le persone, le confonde e le rende schiave. Pensiamo di essere liberi, ma se oggi non possiamo provvedere alle nostre famiglie, siamo legati da catene di ferro. Un saldo negativo nel nostro conto bancario completa questa schiavitù.

Tasse, debiti e pagamenti sono strumenti di controllo. Potrebbe sembrare gestibile: si prende in prestito altro denaro e la vita continua. Ma questo sistema basato sul debito è relativamente nuovo. Intere nazioni ora vivono in negativo, con debiti che raggiungono centinaia di miliardi. Quando i conti di un paese vengono congelati, esso implora per sopravvivere: “Farò qualsiasi cosa, basta che mi diate del cibo!” Questo è il modo in cui le persone e le nazioni vengono ridotte in schiavitù, intrappolate in un sistema senza via di uscita.

Una situazione del genere è un ulteriore risultato del nostro sviluppo egoistico, in cui ci evolviamo attraverso desideri sempre maggiori di trarre piacere a spese degli altri. Questo sviluppo ci sta portando a uno stato in cui ci renderemo conto dei limiti della nostra natura egoistica e inizieremo a risvegliarci al bisogno di un cambiamento nei nostri atteggiamenti reciproci: da egoistici ad altruistici, da sfruttatori a solidali e da divisivi a positivamente connessi. Sarà l’unico modo per trovare piacere e significato nella nostra vita mentre avanziamo nella nostra evoluzione, invece l’incapacità di ’effettuare tale aggiustamento, cercando di continuare  a condurre gli “affari come al solito”, ci porterà a una crescente disperazione e impotenza.

Basato sulla Lezione Quotidiana di Kabbalah con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 1° marzo 2011.

Scritto/modificato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come possiamo cambiare i nostri pensieri per creare risultati diversi nella vita?

Per prima cosa, dobbiamo comprendere che i nostri pensieri plasmano la nostra vita e cosa significa questo. Il nostro atteggiamento verso chi siamo, cosa siamo, cosa ci circonda e qual è il nostro scopo, sono tutti considerati “i nostri pensieri”. Perciò, sarebbe saggio cercare attivamente risposte a domande esistenziali che dimorano in noi, come: perché siamo qui? Qual è questo processo attraverso cui stiamo evolvendo nella nostra vita? Come finirà la nostra vita e cosa rimarrà di noi?

Tali domande potrebbero emergere in un modo puramente egoistico, cioè in modi in cui ci preoccupiamo solo di ciò che immaginiamo come la nostra bolla individuale di vita, che include principalmente noi stessi e poche persone intorno a noi. Tuttavia, in ogni caso, dovremmo cercarne le risposte. Alla fine, dobbiamo arrivare a capire che, se ci concentriamo solo sulla soddisfazione dei nostri desideri egoistici per il beneficio personale, finiremo per trovarci sempre nello stesso punto.

Se desidero elevarmi a un livello superiore di esistenza, al di sopra del nostro modus operandi egoistico innato e verso una forma spirituale, dobbiamo iniziare a vivere secondo valori completamente diversi: non limitandoci a immaginare lo scopo della vita come il riempimento del nostro corpo fisico il più possibile, ma riempiendoci delle qualità supreme che esistono in natura, quelle di amore, dazione e connessione positiva. Questi ultimi rappresentano un sistema di valori completamente diverso, che ci conduce a una vita del tutto differente: una vita eterna e perfetta, con una connessione interiore assoluta tra tutti noi, contrapposta alle nostre vite transitorie e incomplete qui nel nostro mondo attuale, dove siamo interiormente disconnessi gli uni dagli altri.

A questo punto, ci troviamo di fronte a una sfida significativa. Cominciamo a vederci su un piano apparentemente vasto, con i valori egoistico-materialistici di ricchezza, rispetto e potere da un lato, cioè valori che la società in cui siamo nati e cresciuti considera degni di essere perseguiti, e un vago e sconosciuto “qualcosa” dall’altro lato, dove le domande sul nostro significato e scopo più importante nella vita ci pungolano. Di conseguenza, iniziamo a riposizionarci in un modo completamente diverso in termini di ciò che apprezziamo nella vita e a cercare come possiamo scoprire uno scopo molto più elevato rispetto agli obiettivi egoistico-materialistici, che cominciamo a considerare sempre meno importanti.

Questo piano è un piano interiore dei nostri desideri e pensieri. Sempre più persone oggi si trovano ad affrontare questo tipo di domande esistenziali. È una forma di introspezione che può portare un vero cambiamento nelle nostre vite. Cercando un ambiente ottimale, cioè testi, insegnanti e amici che non si limitino a seguire i flussi egoistico-materialistici della vita che portano a un vicolo cieco, ma che si dirigano regolarmente verso valori, significati e scopi molto più elevati, possiamo influenzare in modo ottimale i nostri pensieri per evolvere verso un significato e uno scopo della vita superiori.

Il Kabbalista Yehuda Ashlag (Baal HaSulam) descrive ampiamente questo principio nel suo articolo “La Libertà”. Nella mia organizzazione, il Bnei Baruch Kabbalah Education & Research Institute, lavoriamo per sviluppare questo ambiente per il massimo sviluppo spirituale di chiunque lo desideri.

Basato su “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 3 giugno 2019. Scritto/modificato da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Fino a che punto la sofferenza è necessaria, se lo è, per la crescita spirituale?

In risposta al detto buddista: “Non interferire mai nella sofferenza altrui, una persona deve stancarsi di se stessa e bere la coppa di veleno che le è stata assegnata,” sono pienamente d’accordo. È espresso in modo superlativo. Se cerchi di liberare qualcuno dalla sua sofferenza prima che l’abbia pienamente sperimentata e interiorizzata, prima che abbia bevuto la coppa di veleno che gli è stata assegnata, non riuscirai ad aiutarlo veramente. Ogni persona deve affrontare le proprie lotte interiori.

Nel processo di crescita spirituale, dobbiamo stancarci di noi stessi, fino ad arrivare all’odio verso di noi. Questo passaggio è necessario perché porta alla consapevolezza che il male che sperimentiamo proviene da dentro di noi. Questo è un punto di svolta critico, un momento in cui affrontiamo la domanda: “Come posso cambiare me stesso?”. È da questa domanda che scaturisce la capacità di prendere decisioni corrette sulla nostra vita.

Le nostre vite sono strutturate per condurci a uno stato di disillusione. Per quanto riguarda l’idea di vedersi “assegnare” una coppa di veleno, la vedo come una misura precisa di sofferenza, adattata in modo unico a ogni persona. Da una parte della bilancia c’è la coppa di veleno, dall’altra una goccia di saggezza.

Dobbiamo bere questa coppa di veleno senza rifiutarla e accettare la nostra unica porzione e dose. A ciascuno di noi viene dato il proprio calice da bere. Si tratta di capire che le prove della vita sono un percorso verso l’eternità e la perfezione. In altre parole, davanti a noi c’è una coppa di veleno e oltre c’è una vita bella, armoniosa e pacifica. Il nostro cammino passa sempre attraverso questa coppa di veleno.

Affrontando e bevendo questo veleno, possiamo raggiungere l’equilibrio e la bontà che cerchiamo. Di conseguenza, il cammino verso il paradiso passa davvero attraverso l’inferno. È così che siamo destinati a vivere: non nella paura o nell’evitamento, ma nell’accettazione delle sfide trasformative della vita.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

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Perché dobbiamo cambiare le nostre abitudini?

C’è un detto: “Cambia le tue abitudini e la tua vita cambierà.” È vero che le abitudini governano gran parte delle nostre vite, ma la domanda chiave è: perché dovremmo cambiarle e in cosa dovremmo cambiarle?

Dobbiamo cambiare le nostre abitudini con quelle che portano ad azioni e connessioni spirituali. Per farlo, è innanzitutto necessario acquisire una comprensione profonda delle nostre abitudini, cioè imparare da dove provengono, come si formano e cosa le guida. Quando comprendiamo le abitudini dalla loro radice, possiamo iniziare a trasformarle.

Ma in cosa dovremmo cambiarle? Quali sono le buone abitudini? Non esistono buone abitudini. Per loro natura, le abitudini sono intrinsecamente limitanti. Ci bloccano in una posizione e impediscono la crescita. Anche ciò che potrebbe sembrare una buona abitudine alla fine si trasforma in una forma di stagnazione.

Ciò che è veramente buono, tuttavia, è un’ascesa costante, passare da un’azione positiva a una ancora più grande. Un tale processo, però, non è abituale. Richiede che andiamo contro le nostre tendenze naturali, interrompendo i comportamenti automatici. Non è un compito facile. Esige uno sforzo enorme.

Tuttavia, se abbiamo in mente un obiettivo elevato e potente e ci circondiamo di un ambiente di supporto formato da insegnanti, amici e testi che sostengano questo movimento, possiamo allora elevarci al di sopra delle nostre abitudini unendoci intorno al significato e allo scopo della vita: connetterci positivamente attraverso i fili dell’amore e della dazione nella nostra connessione.

L’unione dell’obiettivo ultimo della vita con un ambiente forte e di supporto può allora spingerci in una modalità creativa continua, liberandoci dalla stagnazione abituale e portandoci verso connessioni sempre più grandi di amore e dazione, allineandoci sempre di più con le leggi della natura basate sull’amore, la dazione e la connessione positiva.

Tratto da “Notizie con il Dr. Michael Laitman” su KabTV con il kabbalista Dr. Michael Laitman del 3 giugno 2019.

Scritto/modificato dagli studenti del kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cosa pensi delle paure e dei dubbi?

Dubbi e paure sono qualità positive nella nostra natura che ci spingono a fare progressi nella vita. Senza dubbi e paure, rimarremmo fermi. Cercheremmo semplicemente di minimizzare qualsiasi sensazione negativa che emerge e, di conseguenza, sperimenteremmo a malapena qualcosa di positivo. Vivremmo in modo statico, evitando il più possibile di innescare dubbi e paure.

Dovremmo quindi accogliere dubbi e paure con la consapevolezza che emergono per spronarci a progredire e diventare esseri umani pienamente sviluppati.

Se viviamo in un ambiente di supporto formato da insegnanti, amici e testi che sostengono il nostro progresso verso lo sviluppo completo come esseri umani, allora i nostri dubbi e le nostre paure assumeranno una forma positiva nelle nostre interazioni con quell’ambiente. Progrediremo così insieme.

Dovremmo quindi comprendere che nulla nella natura è creato invano. Allo stesso modo, sarebbe saggio non sminuire, sopprimere o cancellare alcuna qualità apparentemente negativa che emerge in noi. Al contrario, dovremmo cercare la forma positiva di quelle qualità attraverso la partecipazione a un ambiente che supporti la nostra crescita positiva.

Scritto/editato da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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