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L’invidia non è un difetto

Domanda: I Kabbalisti attribuiscono l’invidia alle qualità che aiutano la persona ad uscire da questo mondo ed entrare nel mondo spirituale. Ma perché dovrei invidiare gli altri? Dopo tutto ognuno è speciale e ognuno sta seguendo il suo sentiero personale. Perché mai l’unicità di un’altra persona dovrebbe rendermi geloso e spingermi sulla mia strada?

Risposta: Io evoco in me l’invidia, la brama e il desiderio di essere rispettato di proposito. Non è proprio come per qualunque persona normale che invidia il successo degli altri o che cerca la stima. In questo mondo noi invidiamo tutti i tipi di cose senza senso e veramente vogliamo cose frivole. Io, al contrario, prendo solo ciò che è necessario per vivere e non considero tutto il resto. Quando ho tutte le necessità di base, io costruisco me stesso per il lavoro spirituale e in questa cornice io utilizzo strumenti come l’invidia.

Diversamente, non avrò nulla con cui avanzare. L’invidia, la brama e il rispetto sono i tre approcci egoistici, e su cosa lavorerei senza di loro dentro di me? Sono queste tre qualità che mi tirano fuori da questo mondo; è come uscire dai mondi di BYA verso il mondo di Atzilut.

Così se voglio lavorare spiritualmente, guardo al lavoro degli altri e annullo me stesso davanti a loro. Allora vedo loro come i più grandi della nostra generazione: Loro sono andati molto avanti, loro hanno raggiunto la fine della correzione, e io li invidio. Se non li invidio sono senza forza e non mi posso muovere. Io ricevo tutta la forza per avanzare dal mio ego. Il giusto avanzamento con la giusta intenzione, che significa la forma che è rivestita nella materia è condotta a me dalla Luce, mentre la materia in sé stessa attraverso cui io ascendo è il mio proprio ego.

Domanda: Ma come posso difendere la giusta intenzione dall’invidia?

Risposta: L’intenzione viene costruita in relazione all’invidia, alla brama e al desiderio di stima. Tu cambi l’invidia in invidia verso il Creatore, il desiderio di rispetto in rispetto per il Creatore, la brama e urgenza di aderire a Lui. Senno, che cosa correggi? Che cosa costruisci, un castello immaginario sulle nuvole?

Domanda: Ma ancora, quando io provo invidia, il suo fuoco mi consuma.

Risposta: No, tu permetti a te stesso di evocare l’invidia, la gelosia, e il desiderio di stima solo dopo la restrizione, quando non è più per te, ma allo scopo di comprendere di determinare “lo spazio del lavoro”. Tutto dev’essere sotto controllo; altrimenti tu non puoi neppure cominciare.

In breve, prova. Non aver paura di cadere preda dell’invidia. Comincia a lavorare sopra di essa. Sei fortunato se invidi gli amici; è una cosa buona. Dopo tutto, non abbiamo altra forza per avanzare. Se vivessi da solo, senza un ambiente, sarei come un animale. D’altra parte, se la società mi incita e mi stimola mostrandomi costantemente che gli amici hanno ciò che mi manca, mi aiuta ad avanzare nella vita. Ho solo bisogno di un ambiente speciale che mi offra buoni esempi che io invidio.
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(Dalla parte 4 della Lezione quotidiana di Kabbalah 12.09.2012, “Pace nel mondo”)

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Depressione: La malattia del secolo

Sondaggio (tratto da l’Associazione Europea per la Depressione): Secondo un nuovo sondaggio eseguito dall’Associazione Europea per la Depressione: “Un lavoratore europeo su 10 intervistato ha dichiarato di aver preso una pausa dal lavoro a causa della depressione, con una media di 36 giorni persi ad ogni episodio di depressione. Questo gruppo di persone ha quindi perso più di 21.000 giorni di lavoro. Tuttavia, nonostante le dimensioni del problema, quasi un dirigente su tre ha riferito di non avere alcun supporto formale o risorse per aver a che fare con dipendenti che soffrono di depressione, e il 43% ha chiesto politiche migliori e la legislazione che protegga i lavoratori.

“Tra le persone in età lavorativa, la depressione è la sfida predominante per la salute mentale e più di 30 milioni di cittadini europei ad un certo punto della loro vita, soffrono di depressione.
1 L’indagine IDEA (Impatto della Depressione nei luoghi di lavoro in Europa) ha intervistato più di 7.000 persone in Europa e ha riscontrato che il 20% degli intervistati aveva ricevuto ad un certo punto, una diagnosi di depressione. Il tasso più alto è stato in Gran Bretagna (26%) mentre il più basso in Italia (12%). Tra i lavoratori depressi, quelli in Germania (61%), Danimarca (60%), e GB (58%) hanno più probabilità di astenersi dal lavoro, mentre quelli turchi sono i meno propensi a prendere del tempo libero (25%) .

“Nell’UE i costi della depressione sono stati stimati nel 2010 a € 92 miliardi, con perdita di produttività a causa dell’assenteismo (prendersi del tempo) e del presenzialismo (essere presente sul luogo di lavoro durante la malattia), che rappresentano oltre il 50% di tutti i costi legati alla depressione. 1 Secondo il sondaggio IDEA il numero medio di giorni presi dal lavoro durante l’ultimo episodio di depressione è stato di 36 giorni, con la Germania e la GB con il più alto (41 giorni) e l’Italia (23 giorni) con il più basso. “

Il mio commento: In generale, la depressione è la malattia più comune del nostro tempo. Solo perché non è fatale e si nasconde, può essere facilmente nascosta, e non preoccupa la società. Che cosa spetta agli attuali e futuri disoccupati? Senza dubbio, con la crescita dell’egoismo individuale e la sua trasformazione in egoismo integrale che è dimostrata nell’ interdipendenza di tutti e tutto, la depressione si svilupperà e si trasformerà in un’epidemia.
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Quattro passi verso Keter

Quando si rivelano in noi delle intuizioni spirituali, di fatto cominciamo a vedere e a capire gradualmente e in modo sempre più chiaro che ogni cosa dipende dal “luogo” (il Creatore), il che significa dal numero e dall’intensità dei miei discernimenti che rivelano la realtà spirituale e che mi mostrano fino a che punto sono connesso a tutti gli altri. Tutto dipende dal numero dei discernimenti e principalmente dalla loro intensità e dall’intensità della connessione.

Ognuno di noi scopre improvvisamente diversi discernimenti della propria percezione egoistica, ma rinuncia al proprio ego al fine di connettersi con gli altri. Si scopre che una “ammaccatura” appare nel mio desiderio di fronte ad un “rigonfiamento” nel desiderio dell’amico, ed un “rigonfiamento” del mio desiderio appare opposto alla sua “ammaccatura.” Quindi ci connettiamo, poiché ognuno si arrende all’altro.

Si scopre che ho rinunciato ai miei interessi al fine di connettermi all’amico, ma lui, nella sua percezione, scoprirà questi “rigonfiamenti” del mio ego e annullerà sé stesso per connettersi con me. Dunque, noi non annulliamo il nostro ego, ma lo utilizziamo costantemente attraverso più “rigonfiamenti” e “ammaccature.” La nostra percezione sensibile e raffinata e la sua intensità dipendono dalla quantità di tali connessioni, nelle quali scopriamo sempre più discernimenti.

Questo è come il vaso generale costruito per l’interesse generale. Più scopro mancanze comuni, più posso annullare me stesso e connettermi con gli altri. Ma poi devo pensare al motivo per cui lo sto facendo —per la rivelazione della Shechina (Divinità). Qui devo raggiungere un’ulteriore connessione che è più interiore e per uno scopo più alto, scoprendo che è il Creatore.

Il Creatore non è una qualche personalità, ma un discernimento che ho rivelato come conseguenza della mia chiarificazione. È la Sefira superiore di Keter, che scopro dopo aver chiarito tutte le Sefirot che la precedono. Proprio come il comandamento dell’amore, che dobbiamo raggiungere, ma che in realtà non siamo in grado di raggiungere. Esso si rivela a noi da sé se attuiamo tutti i comandamenti che lo precedono.

Avviene lo stesso quando si tratta di connessione. Se io lavoro con il mio punto nel cuore nel gruppo e mi connetto con gli amici, allora all’interno di questa connessione, in tutte le quattro fasi, scopro la loro radice interiore chiamata Shechina. La Shechina simboleggia la rivelazione del Creatore.

Non posso costruire da solo quest’ultima fase, Keter, colui che dona. Si rivela poiché salgo i quattro gradini verso di essa.

Ho fatto tutto quello che era in mio potere, ho rivelato da solo le quattro fasi e le forme di connessione, e poi scopro la fase Keter sulla quale però non posso lavorare da solo. Questa è la Shechina. Da parte mia, posso completare il lavoro e così vi sarà una scoperta che mi attende, come è detto “ho faticato e ho trovato.”
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah 13.06.2012, “L’Arvut (la mutua garanzia)”)

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Annullarsi dinanzi al potere dell’amore

Dagli scritti di Rabash, Volume II, Lettera 40: E quando una persona comincia a percepire l’amore del suo amico, immediatamente iniziano a risvegliarsi in lui la gioia e il piacere. Per lui l’amore del suo amico è una cosa nuova, dato che ha sempre saputo di essere il solo a preoccuparsi per il suo benessere. Ma nel momento in cui scopre che il suo amico si prende cura di lui, questo evoca in lui una gioia incommensurabile, e non può più prendersi cura di se stesso, dal momento che l’uomo può far fatica solo dove sente piacere. E dato che sta cominciando a provare piacere nel prendersi cura per il suo amico, egli, naturalmente, non riesce a pensare a se stesso.

Vediamo che in natura, l’amore esiste fino a quando il desiderio diventa insopportabile …

In noi esistono delle Reshimot (reminiscenze), ricordi del vaso dell’anima generale. Tutta la realtà che percepiamo e anche le parti che non percepiamo sono in noi e fanno parte del vaso, così come era prima della rottura dei vasi. Quindi nel momento in cui una persona percepisce l’amore che qualcuno prova verso di lui, non l’amore egoistico che conosciamo nel nostro mondo, ma un amore che proviene dall’alto dell’anima generale corretta, dalla sorgente corretta, la Reshimo del vaso generale, che al momento viene percepita come esterna, viene immediatamente evocata in lui.

Così una persona sente subito che questa forza viene da un altro mondo, da uno stato superiore, e il suo amor proprio viene annullato. Egli non può rimanere nello stato di amore per sé stesso ed è pronto a dare la sua anima alla nuova inclinazione, alla connessione che si trova al di fuori di lui. Avviene in questa maniera perché è il vaso esterno che è il vero, generale vaso superiore rispetto al singolo egoistico amore per sé stesso che adesso lo domina.

Una persona si annulla davanti a questo potere. Se una persona sente di essere amato e che è l’inclinazione ad amare spiritualmente qualcuno, che si trova al di fuori di lui, viene improvvisamente evocata, allora l’amore animale e corporeo per se stesso scompare. La ragione è che una persona sente che il grande vaso generale è superiore rispetto al piccolo vaso individuale, e quindi annulla se stesso dinanzi a questo amore.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.10.2012)

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Una scintilla che penetra dal piano superiore

Tutto il nostro cammino è finalizzato a far uscire il nostro ego,è l’unico attributo collettivo nel quale noi esistiamo e che ci chiude all’interno di minuscole sfere dal sentire la realtà di questo mondo. Al fine di cominciare a gestirci, noi necessitiamo di un’altra forza in aggiunta al nostro desiderio di gioire: un desiderio di dare. Con queste due forze possiamo già cominciare a operare.

Questo significa che noi manchiamo della forza della dazione che viene dalla forza generale, dal Creatore, che è la vera natura. Questo è perché la parola “Creatore” in Ghematria è “natura” (in ebraico). E il nostro desiderio di gioire non esiste in natura, ma è esterno a essa.

Tutto il nostro lavoro e il nostro scopo è di arrivare al desiderio di dare. Grazie a questo noi siamo incorporati nel Creatore, acquisire la libertà di scelta tra queste due forze e poter divenire simile a Lui, che è chiamato il livello umano: il livello di Adamo.

Noi possiamo solo raggiungere il potere di dazione dalla connessione nel gruppo, che è un modello di come noi dovremmo adempiere ciò. Nel gruppo noi sentiamo quanto noi necessitiamo della dazione, o l’opposto, quanto sia non necessario a noi e quanto odioso sia, dal momento che è opposto alla nostra natura.

Così noi cominciamo a lavorare artificialmente e gridiamo come bambini che chiedono cose che non desiderano. Ma i bambini usano il nostro amore da genitore e continuiamo a concedere facendo quello che loro vogliono benché noi sappiamo sia solo un piagnisteo infantile.

E’ esattamente lo stesso con noi. Se anche noi chiediamo per la dazione egoisticamente, benché nessuno ne abbia bisogno e “tormenti” il superiore con i nostri pianti:”Daccelo, daccelo!” come dei bambini fastidiosi, noi lo otterremo poco a poco e saremo gradualmente colpiti da questo. In aggiunta, noi siamo impressi dalle nostre azioni e dal nostro agire che vogliamo dare e allora eventualmente noi realmente cominciamo a volerlo.

Così siamo impressionati l’uno con l’altro riguardo alla grandezza della dazione e della spiritualità, benché noi non vediamo realmente nulla di buono, grandioso e di valore nel desiderio della dazione, ma piuttosto l’opposto. Questo significa che stiamo agendo come in un teatro, e da questo agire noi ci sviluppiamo; siamo in una bugia intenzionale e ci è chiaro che tutte le nostre preghiere sono false e la nostra attitudine non è reale.

Noi siamo a conoscenza di questo, lo sappiamo e noi lo dichiariamo apertamente perché è l’unica opportunità per uscire dallo stato in cui ci troviamo ora. Da questo atto, noi costruiamo noi stessi sotto le condizioni dello stato corrente al fine di raggiungere la dazione dal desiderio di gioire.

La leva con la quale possiamo fare questo è basata su una scintilla spirituale, il punto nel cuore, con il quale noi possiamo cominciare ad agire. E’ un minuscolo punto nel cuore, che noi percepiamo e cominciamo a sviluppare. Se noi lo percepiamo come la fine di una corda che ci è stata lanciata, noi possiamo elevare noi stessi al di sopra del nostro desiderio egoistico al desiderio di dazione, come elevarsi al di sopra del piano e penetrare il secondo piano attraverso un piccolo buco nel soffitto. Poi con l’aiuto della corda, noi possiamo tirare il nostro intero desiderio di gioire, che riempia tutto il piano inferiore e gradualmente si trasferisca al piano superiore – elevandosi da Malchut a Binà.

La scintilla che è stata inserita in noi è una scintilla da Binà che cade sopra di noi dal secondo piano da un buco nel soffitto. Attraverso quel buco noi possiamo muoverci verso il secondo piano e poi tirare tutta la Malchut da là.

Dovrebbe esserci chiaro che stiamo lavorando con attributi egoistici. Noi stiamo solo giocando con la dazione e non immaginiamo che siamo già corretti. Se noi continuiamo a non sapere chi siamo veramente, noi lo scopriremo senza dubbio: La cosa più importante è non aver paura della verità.
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(Dalla Preparazione alla lezione quotidiana di Kabbalah del 07.09.2012)

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Un giubbotto salvavita per coloro che stanno annegando nel mare dell’egoismo

Domanda: Ultimamente ho perso ogni interesse e desiderio spirituale. Sono diventato distante dal gruppo, ma il gruppo non si è dimenticato di me e ha continuato a prendersi cura di me con amore costante. Questo è il perché, nonostante tutto, ho deciso di venire al congresso di Roma e ho fatto enormi sforzi per farlo. E ora qui, sento vergogna davanti ai miei amici che ancora una volta mi hanno preso in braccio, e ho sperimentato l’amore dei miei amici con forza in questi due giorni. Ma cosa devo fare per assicurarmi di non diventare distante nuovamente dopo il Congresso? Temo molto questo.

Risposta: Mi dispiace per tutto quello che hai dovuto sperimentare. Ma non c’è nessun altra via, solo accettare il fatto che tutto proviene da una sola fonte a cui dobbiamo essere grati per le cose buone e per le cose cattive. Io sono molto grato ai tuoi amici che hanno lavorato così duramente e che sono stati in grado di riportarti indietro. Spero che da questo giorno in avanti, tutti voi vedrete solo la bontà e la misericordia, l’amore e il calore che vi aspettano.

Ancora una volta, non importa cosa succede, dovete necessariamente mantenervi nel gruppo con tutta la vostra forza perché è il vostro giubbotto salvavita buttato in mare per coloro che stanno annegando. Non abbiamo niente altro a cui aggrapparci.

E credetemi, vedrete anche l’intero paese aggrapparsi al vostro gruppo come se fosse il loro giubbotto salvavita. Così diventerete più forti, aiutandovi a vicenda continuamente. Vi auguro successo!
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(Dal quinto pasto del congresso di Roma, 20.09.2012)

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La terra ha abbastanza vento per dare energia al mondo

Dalle notizie (CBS News): “Due nuovi studi dicono che la Terra possieda una quantità più che sufficiente di vento per dare energia al mondo, almeno tecnicamente. … La prima linea nel [primo] studio dice tutto questo: ‘C’è abbastanza energia nei venti terrestri perché possa essere una risorsa primaria ad emissione elettrica prossima a zero essendo che l’economia globale continua a crescere durante il ventunesimo secolo.’[…]

Gli studi sono stati condotti da due gruppi di ricerca statunitensi e sono stati pubblicati in riviste scientifiche separate la Domenica e il Lunedì. Loro calcolano che l’esistente tecnologia delle turbine eoliche possa produrre centinaia di trilioni di Watt di potenza. Questo è più di dieci volte quello che consuma il mondo.”

Il mio commento: Prima di tutto, dobbiamo studiare tutti gli effetti secondari del riscaldamento e dei cambiamenti dell’aria che i mulini a vento creano. Allora, essi avranno bisogno di attrarre uomini d’affari che traggono profitto da altre fonti di energia, allo stesso modo i governi che dipendono da quest’ultime. Ovviamente, senza cambiare le persone, noi non saremo in grado di approcciare l’implementazione di un’energia pura e la protezione dell’ambiente perché è contrario al nostro egoismo pensare riguardo a qualcosa che non sia a noi stessi.
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La geografia delle proteste anti-americane è in espansione

Nelle notizie (da Euronews): “Gli scontri antiamericani suscitati da un film made in USA che deride il Profeta Muhammad continuano in tutto il mondo musulmano.

“In Indonesia centinaia di manifestanti si sono scontrati con la polizia fuori dall’ambasciata degli Stati Uniti a Giacarta. La polizia ha usato cannoni ad acqua e gas lacrimogeni per cercare di controllarli. Diversi ufficiali sono stati ricoverati in ospedale dopo essere stati attaccati con pietre e bastoni di bambù.

“In Pakistan i manifestanti a Karachi hanno cercato di farsi strada verso il Consolato americano per il secondo giorno di seguito. […]

“Nel frattempo nella capitale afgana, centinaia di manifestanti sono stati bloccati dal personale di sicurezza durante la marcia verso l’ambasciata statunitense di Kabul.”

Il mio commento: Quindi, in tutto il mondo, c’è una conseguenza della politica di promuovere qualsiasi movimento che non pubblicizza l’unità, ma se stesso. Per salvare l’umanità da una guerra mondiale, è necessario mettere al bando tutte le pubblicità e propagande, fatta eccezione quella per l’unità, connessione e sostegno reciproco.
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Ricreare armoniche superiori

Baal Ha Sulam ha scritto un articolo intitolato “La ragione della Difficoltà nell’Annullare Se Stessi al Creatore.” Basicamente, questo è molto importante. Dopo tutto, la cosa che giace tra noi oggigiorno è il nostro ego, o “Io”. Se provassimo ad annullarlo, noi sentiremmo il Creatore nell’estensione della nostra nullificazione.

Il mio egoismo si estende al mondo dell’Infinito. Io gradualmente mi annullo; in altre parole, io lo correggo in 125 gradini e il Creatore continua a manifestarsi sempre più nell’egoismo corretto.

Lasciateci marcare il punto del cuore in rosso. Sono io e il mio egoismo è davanti a me. Io mi sforzo il più possibile per togliere queste “fette” di egoismo, fino a che non le correggo tutte. E ogni volta che le correggo, il Creatore diventa rivelato in esse.

In questo modo, l’ “Io” giace prima di noi, tra noi e il Creatore. Questa è la ragione per cui l’articolo è chiamato: “La ragione della Difficoltà nell’Annullare Se Stessi al Creatore.”

Una persona sperimenta difficoltà quando desidera annullare se stessa per il bene del Creatore, in altre parole, quando lui desidera sacrificare il suo “Io” per la qualità della Dazione. Dopo tutto, annullare te stesso significa smettere di occuparti di te stesso. Inoltre, questo è solo il primo stadio. E poi, una volta corretto me stesso il mio intero egoismo passato “smette di occuparsi” di me, io comincio a usarlo per lavorare per il bene degli altri.

Allora, la ragione completa del perché sia difficile annullare te stesso risiede nella persona che si sente come se il mondo intero rimanesse al suo posto, ma lui scompare. Allora lui con cosa viene lasciato? Sembra che sia assolutamente nulla. Lui lascia la sua famiglia e gli amici al fine di annullare se stesso per il bene della dazione.

Allora ciò che sono io, i miei amici, i parenti, il mondo, è tutto quello che è in me e quello che possiedo? Altri problemi e domande emergono. Non importa quanto io voglia farlo, improvvisamente mi sento che qualcosa di nuovo mi trattiene dal di dentro, non mi permette di aumentare o investire pienamente me stesso.

Così l’ego, l’unico male nel nostro mondo, è multisfacettato. E si tiene dall’essere rivelato sempre più. Sembra che io sia andato al di sopra di lui, che io non abbia bisogno di niente per me stesso, sia pronto per entrare negli altri ed esista solo in loro, ma proprio nel momento in cui arrivo a quel punto, diversi pensieri che mi forzano improvvisamente si svelano in me, diversi desideri, intenzioni a molteplice direzione e una volta ancora perdo la concretezza, l’intenzione corretta.

Allora, tutto questo problema, la ragione della difficoltà è semplice, il problema è la mancanza di percezione del Creatore. E l’unica cosa che può venirci in aiuto con tutti i nostri sforzi è solo percependo, rivelando il Creatore. Non può esserci nient’altro: Sia nel caso tu percepisca sempre te stesso, sempre rimarrà in te, e questo egoismo ti fa “traballare”, prendendo i tuoi pensieri da un’altra parte, sia che il Creatore ti sia rivelato e solo allora sarai in grado di essere nella potenza del Creatore, il potere della dazione, e non il tuo egoismo.

E, Baal Ha Sulam scrive che appena la persona sente il Creatore, la sua anima, il suo desiderio immediatamente vorrà connettersi alla radice, essere una parte di ciò, annullare se stessa senza un singolo pensiero, solo compiendolo naturalmente. Noi dobbiamo raggiungere questo stato, in altre parole, noi dobbiamo forzare il Creatore a essere rivelato in noi. E allora tutti i problemi scompariranno.

Per questa ragione, la cosa più importante che una persona ha bisogno di raggiungere è la percezione del Creatore al fine di sentire che è questa qualità, questa forza che riempie l’intero mondo e controlla tutto e non c’é nient’altro dietro a Lui. Nessuna mancanza di egoismo rimarrà vuota. Tutto ciò diventa riempito con il Creatore e diventa il Suo assoluto obbediente “attrezzo operativo” facendo tutto in accordo alla qualità della dazione e connessa con lei senza alcun problema.

La Luce superiore ha creato questo desiderio, lo ha rotto e formato nella forma che percepiamo. La Luce ha fatto specificamente il desiderio in questa maniera e l’ha cambiato completamente riempiendolo. Questo perché la cosa più importante di cui ha bisogno una persona è di raggiungere la percezione del Creatore, di sentire che la sua qualità riempie l’intero mondo e controlla e governa tutto in assoluto.

Questo sta succedendo ora, ma è celato a noi al fine di obbligarci a rivelarLo, a desiderare la Sua rivelazione. Noi dobbiamo raggiungere questo grado di disperazione dove comprendiamo che solo la rivelazione del Creatore può salvarci. Nessun altro appello potrà funzionare: venendo insieme, dandoci le corrette intenzioni, dandoci forza, comprendendo ciò che succede, anche unendoci – tutte queste cose saranno conseguenze della rivelazione del Creatore.

Baal Ha Sulam scrive che l’intero sforzo di una persona nel lavoro spirituale si deve manifestare nel raggiungimento di questa sensazione, in altre parole, la realizzazione del fatto che in realtà, l’unica cosa che gli manca e che risolve assolutamente tutti i problemi è la percezione del Creatore. Lui non deve pensare a nient’altro ma alla ricompensa principale che vuole ricevere per tutti i suoi sforzi; essere riempito dal Creatore.

Non ci sono domande in questo stato. Tutto è chiaro. Ma noi perdiamo la libertà di scelta in questo caso? Diventiamo come “pupazzi sacri”? Il Creatore ci governa e questo ci obbliga a operare attraverso la dazione. Questo significa che noi ci trasformiamo in “angeli”?

Questo no. Questo è perché la qualità della dazione, che noi riceviamo dalla percezione del Creatore, non nullifica l’egoismo. Lo riempie solo e, assieme, loro diventano come due categorie, due forze, due qualità, che si completano mutualmente. Una persona raggiunge la vera libertà di scelta quando ha queste due forze in egual proporzione. Il Creatore non sopprime l’egoismo e non lo nullifica; Lui lo bilancia in una maniera tale che la persona raggiunga l’abilità di esistere tra queste due qualità, queste due forze della natura.

E allora noi cominciamo a far crescere il nostro punto nel cuore, connettendo queste due forze insieme con esso. Lui cresce come una goccia di sperma nell’utero materno.

Baal Ha Sulam rimarca che è necessario sapere che non c’é differenza tra la grande luce e una piccola illuminazione, che raggiunge una persona. Dopo tutto, non ci sono cambiamenti nella Luce. Tutti i cambiamenti avvengono solo nella percezione.

In altre parole, noi siamo sempre nel completo, enorme volume di Luce, ma noi lo sentiamo solo nell’estensione della sua corrispondenza, nella similarità delle nostre qualità alle sue. E solo i nostri sforzi nel rivelare il Creatore creano le qualità più grandi in noi. Se una persona è capace di incrementare il suo desiderio diretto attraverso la qualità della dazione alla stessa estensione, lui aumenta la quantità di Luce che entra in loro.

Cosa può fare lui per incrementare il suo desiderio, per espanderli e prepararli per essere più vicino alla Luce? La risposta di Baal Ha Sulam a questo: lodando ed esaltando il Creatore, le qualità dell’amore e dazione, le qualità di relazionarsi col vicino e gli altri al di fuori di te stesso.

Quando una persona agisce in questa maniera, lui si sente grato verso il Creatore per averlo portato più vicino a Lui, per avergli dato almeno una costituzione, un qualche punto di partenza che gli consente di cominciare ad agire in questa maniera, di salire al di sopra del nostro mondo, il nostro stato egoistico. La persona acquisisce l’abilità o almeno sente lievemente il Creatore, la qualità della dazione, per capire un po’ di cosa si parla nel gruppo, cercando di trovare il suo centro – il sentimento che sorge tra noi.

Questi sono già dei flash preliminari di Luce. Anche se noi sentiamo questi come se fossero i nostri desideri, i nostri pensieri, come se ci fossimo mossi e trovato qualcosa in noi. In realtà, noi non siamo capaci di trovare niente in noi. Quando noi sviluppiamo certe sensazioni, tutte loro provengono dalle vibrazioni della Luce, che sono talvolta vicine e talvolta distanti da noi. Quando una sensazione di calore avviene tra noi, quando noi esprimiamo una migliore connessione, una più grande rete di relazioni, è solo perché la Luce superiore sta cominciando a manifestarsi.

E la cosa più importante è che in aggiunta all’importanza di tutto questo, io ho sempre bisogno di essere conscio e tentare costantemente di verbalizzare dentro me stesso quanto è importante per me la connessione con il Creatore, questo potere di dare, questa forza universale, che ora mi é nascosta; come la rivelazione di queste due forze ti darà l’opportunità di agire liberamente, di essere come il Creatore in relazione a chiunque altro, nella stessa intenzione, amore e dazione.

Questo non è accidentale, è stato il creatore che ha dato all’uomo l’opportunità di avanzare spiritualmente. Lui è con noi, con tutti gli amici in giro per il mondo. E, più importante, la persona crede questo che è, all’espandere sempre più i Kelim, il posto dove la Luce, il Creatore, si manifesterà eventualmente.

La gratitudine al Creatore deve essere sempre maggiore della richiesta; all’interesse deve seguire gratitudine affinché la mia attitudine verso la qualità della dazione venga realmente dal mio movimento nella sua direzione. E questo avviene solo quando io armonizzo me stesso alla gratitudine.

Noi abbiamo bisogno di esprimere gratitudine per tutto, anche la più spiacevole delle sensazioni. In questa maniera una persona comincia a comprendere l’unicità del governo del Creatore sopra di lui. Lui comprende e realizza tutto questo, anche le influenze più negative di cui fa esperienza in questo mondo, che sono designate per il suo bene, per il suo beneficiare. E il Creatore soffre di questo miliardi di volte più di lui, come noi soffriamo riguardo ai nostri figli.

Questo perché noi non dobbiamo incolparlo di alcuna cosa, essere arrabbiati con lui, o essere infelici per qualcosa. Quando una persona comprende che lui è sotto l’influenza di una singola, costante, eterna Forza, allora, ovviamente, questo stato non potrà esistere. Lui all’inizio sperimenta sempre la sensazione di gratitudine enorme come se ci sciogliessimo in esso e poi il suo interesse ci segue nella stessa direzione.

Ma, Baal Ha Sulam scrive che dal momento in cui una persona sperimenta tutto dentro il suo desiderio, lui non sarà più capace di valutare precisamente il grado attuale di connessione tra lui e il Creatore. Questo è perché il nostro desiderio egoistico, fino a che non è corretto, sempre “assorda” la valutazione della nostra connessione al Creatore. Non importa come Lo percepisco, anche se è nella miglior maniera possibile, io continuo ad avere sensazioni riguardo a questo e le valuto. E la mia valutazione è sempre più bassa. Questo perché è fatto nel mio desiderio egoistico e non corretto e questo perché io rimango sempre infelice riguardo qualcosa. L’egoismo rimuove un’enorme quantità di “ipertono”, “alte armoniche” dalla percezione del Creatore e lascia solo una povera luce.

Immagina: invece del mio amato apparire prima di me per abbracciarmi e ricoprirmi di baci, io sono stato spedito in un sottile pacchetto. Similmente, il mio egoismo alla fine rimuove completamente tutto: io ricevo qualche pacco che sembra assolutamente  insignificante.

Noi dovremo completare questo da soli: queste “armoniche”, “ipertono”, le cose filtrate dall’egoismo, le cose superiori sono tagliate, l’attitudine speciale, il piacere e la sensazione. Noi dobbiamo aggiungere queste cose che sono state filtrate dal nostro egoismo attraverso l’utilizzo della gratitudine ed esaltando il Creatore.

Se sarò in grado di fare questo, allora comincerò a percepire la manifestazione del Creatore precisamente in queste “armoniche” aggiuntive. Il filtro rimuove Lui e mi lascia senza niente tranne un piccolo, insignificante regalo, un piccolo brivido ed io dovrò restaurarlo. E lo faccio rivolgendomi a Lui con ammirazione ed essendo grato. Allora, nel dirigermi verso di Lui, il Creatore si rivela.
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(Dal Congresso di Kharkov “Uniting to Ascend” del 19.08.2012, Lezione 6)

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0% per Noi stessi

Domanda: Ora, mentre siamo ancora nel modo preparatorio chiediamo di ottenere il potere della  dazione. La nostra richiesta cambierà dopo che saremo entrati nel mondo spirituale o chiederemo ancora la stessa cosa?

Risposta: E’ ancora la stessa richiesta, ma durante il periodo preparatorio contiene una natura egoistica. Lo Lishma, chiedo che mi sia data la forza della dazione ma nel subconscio spero di ottenere un vantaggio per me stesso.

Il periodo della preparazione inizia con la mia prima richiesta per il potere della dazione. Questo periodo si conclude quando lo riceviamo, e lo usiamo per entrare nel mondo spirituale. Là, riceviamo il potere della dazione di nuovo.

Durante la preparazione, ho richiesto per il mio proprio bene, Lo Lishma, ho voluto ottenere il potere della dazione ed ho sperato che alla fine avrei ottenuto qualcosa di buono per me stesso. Le mie intenzioni egoistiche sono gradualmente diminuite dal 100%, all’inizio del mio viaggio, sino a che sono diventate lo 0% alla fine. Ecco come avanzo durante il periodo della preparazione.

Quando ottengo il potere della dazione preparando il desiderio per la dazione vera, uso questo potere per richiedere un potere ancora più forte di dare. A questo punto, la forza è al livello di Bina, Hafetz Hesed, dazione per la dazione. Nel prossimo livello di nuovo chiedo per il potere della dazione per ricevere al fine di dare, ma questa volta è il livello di Hochma. Ecco come mi muovo in avanti sino al livello della correzione finale (Gmar Tikkun), lo stato di Keter. Chiedo continuamente per il potere della dazione e la differenza risiede nel desiderio che è predominante  nella sua forza.

Realizzo che per poter acquisire il potere della dazione, devo sentire la grandezza del Creatore. Sarò capace di “piegare” il mio desiderio secondo la misura della mia capacità di percepirlo. Durante il periodo della preparazione e per quanto sento grande il creatore, riesco a correggere il mio Lo Lishma e desidero meno per il mio solo bene. Ecco come preparo i miei desideri di dazione per il prossimo stadio della dazione per la dazione ed, allo stesso tempo, i miei desideri di ricevere per lo stato di ricevere per dare.

Tutto dipende dalla comprensione della grandezza del Creatore, che mi aiuta ad innalzarmi sopra il mio egoismo. E’ possibile compiere la transizione dalla richiesta a parole al bisogno interiore del cuore solo con l’aiuto della luce. Questo è fatto dalla luce che riforma.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del  12.07.2012, Scritti del Rabash)

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