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Il criterio per la valutazione dell’integrità di una persona

Domanda: Qual è il criterio per la valutazione dell’integrità di una persona, specificamente il responsabile di uno stabilimento dopo che ha seguito il corso di Educazione Integrale?

Risposta: Può essere valutato secondo vari criteri.

Il primo criterio è del gruppo. Quanto brama una persona per il gruppo durante la vita quotidiana e durante il suo lavoro regolare e perché è ricaricato da esso? Quanto è connesso più strettamente con alcuni dei suoi amici, ma principalmente con la collettività intera perché insieme a questo lui si senta a suo agio e caloroso?

Tutti aspirano inconsciamente a sentirsi sicuri, come un bambino che corre verso la madre per nascondere il suo viso nel suo grembo, solo che lui esprime questo diversamente. Una unità come questa esiste per tutti: sia per una nazione, sia per un popolo e per un singolo individuo, e anche per tutta l’umanità.

Intenzionalmente riceviamo degli imperativi come questi dall’alto. Pertanto una persona che brama per la connessione, per il calore, è naturalmente più avanzata.

Il secondo criterio è la famiglia. Egli prova a creare un’atmosfera identica nella famiglia; altrimenti non si sente a suo agio lì? Potrebbe essere che lui non può o non vuole spiegare questo alla famiglia; non è comodo o piacevole. Quindi, lui ha bisogno di organizzare i picnic di famiglia comuni e gli incontri sociali. Oppure potrebbe istituire un club femminile dove le donne parleranno dei cambiamenti che trovano nei loro mariti.

Il terzo criterio è il lavoro. E’ molto difficile per un dirigente lavorare insieme con i suoi operai perché lui comincerà a lavorare con loro più dolcemente e loro considereranno questo come una debolezza. In un caso come questo, dobbiamo cominciare ad insegnare l’Educazione Integrale.

Finché i dirigenti si stanno ancora “cucinando”, dopo due o tre sessioni dobbiamo cominciare a lavorare con i lavoratori.

Allo stesso momento, l’azienda non cambia, ha solo migliorato la connessione fra la squadra di lavoratori. Il sistema non ha bisogno di essere cambiato, si ammorbidirà diventando più integrale nelle sue connessioni interne. Però niente sarà cambiato con le direttive e la struttura, la linea dall’alto in basso rimane la stessa. Dobbiamo soltanto migliorare l’atmosfera nell’azienda per produrre risultati positivi a tutti i livelli.

I valori cambiano gradualmente fra la gente. La rivoluzione succederà quando ogni persona nello stabilimento, come un risultato del lavoro integrale annuale, sentirà che la cosa principale è lo spirito e non un aumento dello stipendio.

Poi verrà creato il bisogno interiore di pareggiare gli stipendi. Quello che porterà a questo sarà la relazione che un lavoratore riceve una quantità con la quale può vivere solo con difficoltà, mentre il dirigente riceve sopra e al di là; tutto si porterà ad un nuovo equilibrio. Si verificherà un riallineamento graduale che sarà risolto dall’alto e non dal basso, ma solo dopo lo sviluppo integrale della squadra dirigente.
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(Da Kab.TV “Attraverso il Tempo”9.12.2013)

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Scoprendo il codice dei mondi superiori

Domanda: Il pubblico comune ama molto le regole generali di tavole rotonde per i seminari. Possono applicarle nella vita e nel lavoro, come una forma di cooperazione reciproca tra le persone?

Risposta: In ogni caso, se provano ad applicare il metodo integrale a casa, in famiglia, quando c’è un problema a lavoro, in una collettività, durante le discussioni nelle riunioni, con questo provano assolutamente che il metodo funziona.

La domanda è: possono raggiungere la “sfera di lamponi” al centro del cerchio stesso; cioè, il risveglio delle caratteristiche generali di dazione e amore? Sono sicuro che non possono perché non hanno il contatto con il potere superiore. Il contatto può essere soltanto per coloro che imparano la saggezza della Kabbalah. Pertanto loro hanno bisogno di noi.

Però gradualmente questa unisce in un sistema unico. Dopo tutto, in Kabbalah, quali sono i nomi di tutti tipi di qualità: “Sefirot,” “Partzufim,” “Mondi”?—Questo all’incirca è il sistema di connessione fra noi.

Quando questo sistema comincia ad essere scoperto, la gente scopre all’ improvviso che questo si chiama presente, e che si chiama così. “Da quando sappiamo che questo si chiama presente?” “Cosa non si capisce?” E non è perchè una persona legge questo in un libro; in generale, non può aprirlo; ma dirà semplicamente: “Questo si chiama ‘Arich Anpin’.”

Per tutti questi nomi che compaiono dalla scoperta delle connessioni interiori fra le persone. Fino a quel momento non esistevano. Adam HaRishon è stato il primo che ha portato il linguaggio del mondo superiore. In principio, questo non è neanche una lingua, ma un codice, come in un computer.

Pertanto, prima o poi la gente percepisce tutto questo. Però nonostante tutto, li dobbiamo guidare, senza di noi niente può essere realizzato.
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(Dal Discorso sul Gruppo e la Divulgazione del 24.11.2013)

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Cambiamenti favorevoli

Domanda: Supponiamo che i lavoratori della nostra compagnia facessero un corso di educazione integrale e lavorassero secondo questi principi. Improvvisamente si presenta un nuovo capo. Vedrà quali cambiamenti sono successi dentro di noi?

Risposta: Certamente, egli vedrà che le persone di questa compagnia lavorano in base ad un altro principio: persona a persona – un amico, non un lupo. Gli spiegheremo che abbiamo lavorato con dei bravi psicologi che hanno migliorato il nostro gruppo, lo hanno reso sano, e questo ha avuto come conseguenza che le cose fossero più economiche, più efficienti, e più flessibili di prima. Abbiamo dei costi minimi, nessun assenteismo, le persone hanno meno incidenti e malattie perché tutti cercano il modo per aiutare gli altri.

In altre parole, spieghiamo tutto dal punto di vista del vantaggio per gli affari, il che sarà comprensibile a tutti. Non sorprende che svariate compagnie abbiamo dei preparatori, degli psicologi, ed altri esperti.
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(Da “Attraverso il Tempo” di Kab.TV del 23.09.2013)

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Il contatto tra il Manager ed il suo subordinato

Domanda: C’è una questione complicata riguardo al contatto tra chi dirige ed i subordinati. Come è possibile diventare amici dei propri subordinati se sono il loro capo?

Risposta: Prima di tutto prepariamo i lavoratori discutendo con loro come sia possible agire verso il capo come se fosse un amico

In aggiunta il direttore deve rimanere pur sempre un direttore. La vita è costruita secondo una gerarchia. Ma abbiamo bisogno di creare queste relazioni mutue nel sistema collettivo, ovvero da un certo punto di vista, quello del lavoratore, non ci sarà paura del capo per via del fatto che l’assistenza mutua è la garanzia per il lavoro efficace nel nostro impianto.

Supponiamo che tu possa rivolgerti al capo come ad un amico dicendo: “Ascolta, così non funziona. Credo sarebbe meglio agire in questo modo”. E che egli ti accetti, capisca, ascolti i tuoi consigli e apprezzi il tuo consiglio visto che al tuo livello, con il punto di vista di chi deve eseguire una mansione, tu conosci le problematiche meglio di lui.

Un’assistenza mutua di questo tipo non si limiterà a creare una buona atmosfera nella fabbrica ma anche porterà dei benefici economici. Inizieremo a dividere in modo uguale le risorse collettive assegnando una parte dei profitti all’aiuto dei più bisognosi. Qui stiamo parlando dell’eguaglianza fisica tra le persone, tra gli amici. Da un lato, lavorano sotto un direttore e dall’altro sono amici. Ed in questo dobbiamo attirare coloro che partecipano in modo attivo al processo dell’integrazione.

Potrebbe succedere che alcuni ruoli nel sistema collettivo non siano necessari o addirittura siano dannosi. Se una persona non partecipa al sistema integrale e non è di vantaggio per la collettività, non dal punto di vista della sua produzione o da punto di vista della sua collaborazione, allora dovremmo allontanarlo.

Creare un contatto tra il direttore ed i lavoratori che lavorano per lui non è un compito facile. Bisogna cercare di farlo in modo molto cauto con tutti i tipi possibili di gioco. Supponiamo di star giocando con degli amici. Tutti sono identici, diciamo: “Giovanni come stai?” e non Scusi Signor Giovanni Rossi, diciamo soltanto “Giovanni come stai?” E poi giocando al manager ed al lavoratore tutto cambia istantaneamente.

Un gioco è un affare serio. In questo addestriamo le persone a lavorare simultaneamente su due livelli. E’ proprio quello che ci succede con lo studio della saggezza della Kabbalah: C’è una conoscenza e c’è “fede sopra la ragione”. Dobbiamo fare questo in modo tale che questi due livelli siano percepiti senza interferire l’uno con l’altro.

In un momento giocano come se fossero tutti uguali, rivolgendosi al capo in modo amichevole, senza essere rudi, ma in modo amichevole. E poi in un modo simile, sempre in modo amichevole, giocando al manager ed al lavoratore a lui sottoposto, ci esprimiamo da un lato portando le lamentele al capo sul posto di lavoro e secondo un altro proponendo i nostri consigli per creare una buona atmosfera collettiva visto che questo dipende anche dal management.

In questo modo si portano dei suggerimenti adatti a far si che la compagnia diventi integrale sia nei risultati sia nell’atmosfera generale basandosi su questi due parametri. Inizieranno a discuterne sia come pari che in termini di direttori e lavoratori.
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(Da Kab.TV “Attraverso il Tempo” 23.09.2013)

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Come si può sfuggire alla solitudine?

Domanda: Spesso frustrazione e depressione sono causate da una profonda e distinta paura di essere soli in questo mondo privo della connessione con i nostri cari. In altre parole, c’è un fondamento, forte, sul quale costruire i nostri rapporti familiari.

A prescindere dal fatto che forse non abbiamo bisogno uno dell’ altro come prima, l’ovvio declino delle tradizioni familiari, la disponibilità di partner sessuali, porte che erano chiuse a chiave in passato sono adesso spalancate, e nonostante il fatto che in questi giorni i partner in una famiglia hanno molto meno in comune, ci rimane ancora qualcosa di intrinseco in noi: una paura esistenziale, primordiale, della solitudine che molti sperimentano oggi.

Risposta: Eppure, è poco probabile che la gente trovi una risposta a questa paura. Reciproca fiducia e supporto reciproco non sono più associati ad una famiglia contemporanea. La paura è ancora presente ma le soluzioni non sono ancora visibili.

In ogni caso, è meglio essere insieme ad una persona invece di rimanere solo. Le persone con un ampio ‘bagaglio’ ritengono che il proprio partner dipenda da loro; capiscono di essere responsabili per loro almeno a causa di abitudini che sono state costruite nel passato. Noi siamo solo persone.

Comunque, allo stesso momento, non penso che la paura di essere soli possa trattenere le persone all’interno di una buona famiglia fiduciosa. Questa ‘teoria’non ha bisogno di essere provata per assurdo, né può essere risolta nascondendo gli aspetti negativi. Abbiamo bisogno soltanto di essere positivi.

Domanda: La psicologia afferma che non ci attacchiamo a qualcuno solo perché abbiamo paura, stiamo cercando un’unità più profonda, interna. Eppure non c’è dubbio che tante persone sono motivate dalla paura. E’ qui che comincia il processo, sebbene sia ovvio che la nostra connessione non viene da esso. Al contrario, la paura dà luogo ad un altro fenomeno, spesso ci impedisce di rompere le connessioni che erano intrinsecamente imperfette.

Parliamo di una situazione in cui le persone provano a stabilire un rapporto, ma non sanno come farlo. La domanda é: Da dove iniziamo?

In genere metodi vari presentano alle persone un mezzo di auto-esplorazione che offra una possibilità di conoscere la loro natura: “Quale parte di me stesso posso dedicare alla connessione con il mio partner?” Dopo di che, uno deve fare una lista: “Che cosa mi aspetto dal mio compagno e dalla nostra vita in comune?” Poi, quando uno capisce che cosa vuole e cosa si aspetta, può essere configurato per un rapporto particolare. Attualmente questo esercizio è molto comune. E’ corretto?

Risposta: Suppongo che non sia popolare soltanto oggi. E’ stato sempre così: Le persone hanno sempre calcolato il proprio contributo ed il contributo del compagno nella loro vita comune. Paraninfi di tutti i tipi hanno sempre comunicato in questo modo ed hanno aiutato i giovani e i loro genitori a ‘fare buoni affari”. Infatti si trattava di affari. Entrambi i futuri sposi essendo egoisti hanno dovuto valutare con sobrietà se valeva la pena vivere insieme. I loro sentimenti l’uno verso l’altro non facevano parte di questa formula. Le loro emozioni avevano un “potere di acquisto” e sono state incluse in questa formula generale.

Questo approccio è corretto? Non penso. Di sicuro, ha funzionato per un po’ di tempo, ma abbiamo cambiato drammaticamente. Oggi non siamo sicuri di che cosa vogliamo esattamente, specialmente non sappiamo che cosa vogliamo domani. Inoltre, la nostra psicologia è in gran parte storpiata da un grande effetto esterno che ci spinge dal un lato ad un altro con limitazioni artificiali e permessi, benefici immaginari e perdite.

Ogni “moda” ogni “cambio di stagione” ci altera completamente dall’esterno in aggiunta a tutti i cambiamenti interni che subiamo. E’ per questo che i nostri calcoli dei benefici e degli svantaggi della nostra futura famiglia potrebbero essere sbagliati. Soltanto se si imposta un valore più alto come obbiettivo e conveniamo per una certa sfida, verso un obbiettivo che ci eleva al di sopra delle interruzioni che avvengono sia nella società che dentro di noi, soltanto in quel momento ci sarà la società e le sue cellule, le giovani coppie potranno non soltanto sopravvivere, ma fioriranno.
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(Da Kab.TV “Una Vita Nuova”09.06.2013)

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“I figli dei genitori ricchi soffrono di maggiori problemi di salute mentale”

Nelle notizie (da The Telegraph): “I figli dei genitori ricchi sono messi sotto tanta pressione per avere successo con un rischio più alto di soffrire di malattie mentali, afferma uno studio.

“Gli scienziati hanno scoperto che i bambini provenienti da famiglie con un reddito di più di £100.000 ($160.000 US) all’anno soffrivano di ansia e depressione doppiamente rispetto alla normale rata dei loro coetanei meno abbienti.

“I ricercatori hanno trovato che problemi come i disturbi alimentari, l’abuso di droghe, nevrosi e autolesionismo erano maggiori tra gli adolescenti ricchi.

“Si pensa che la pressione incessante per diventare esagerati addosso ai ragazzi sia a scuola che nelle attività extra-curriculari sta portando a un maggior senso di vulnerabilità.”

Il mio commento: La ragione di questo fatto è che essi subiscono pressioni sia da parte dei genitori che dalla concorrenza tra coetanei, loro continuano a vivere in pieno capitalismo, mentre i loro coetanei più poveri vivono in un ambiente più socievole.
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Superare un problema

Domanda: Io non capisco: cosa significa “superare” un problema?

Risposta: Superare un problema significa superare le nostre caratteristiche egoistiche, il nostro pensiero precedente. Io accetto il parere a cui tutti siamo arrivati insieme, ma dentro di me, nel mio cuore, nel mio corpo, non lo sento come il mio. Io agisco consapevolmente con un’intelligenza che va oltre la mia emozione.

Ciò è necessario in modo che possiamo unirci e salire al livello successivo. Con questo, io risveglio su di me la potenza unica della natura, la Luce Circostante, e questa caratteristica comune che creiamo tra noi agisce e influenza ciascuno di noi, ci migliora e ci cambia.
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(Da Kab.TV “Attraverso il Tempo” 21.09.2013)

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Il Segreto del Sistema Integrale

Domanda: Le persone non capiscono per cosa devono rimanere nei gruppi integrali. Chiedono, “c’è sotto?”

Risposta: non c’è alcun trucco, visto che dopo tutto, li tiriamo verso la connessione con l’universo, con il mondo e con la natura. La natura è unita, armoniosa e noi mostriamo loro come raggiungere quest’armonia. Quando raggiungono la connessione armoniosa tra loro stessi e con l’ambiente, essi si includono nella sua sfera, cominciano a sentire il suo respiro. L’intero “trucco” consiste in questo, nel renderli adatti all’essere integrali con la natura. E poi?

Poi continuiamo a svilupparci sino allo stato in cui iniziamo a sentire come tutto attorno a noi respira, come tutto è saturo di un solo pensiero che è detto “il piano della Creazione”. Questo è quel che raggiungiamo.

La natura è intelligente! Vedete in che computer armonioso siamo inseriti! Non ci sono trappole qui, c’è solo la scoperta del significato dell’umanità che è del tutto realistica, costruita solo per farci diventare collegati correttamente agli altri, per rienpirci in modo reciproco e secondo la sola legge, “diventare un’unica natura”. Non è un gioco ecologico, dei “verdi”, ma una crescita sino al livello di Adam (l’uomo – l’essere umano).

In questo modo inizieremo a crescere sempre di più nell’essere riempiti con il sentimento di una felicità senza limiti. Non sentiremo più di essere ristretti entro il telaio del nostro corpo.

Attraverso questo inizio di miglioramento del corpo o addirittura dell’anima, ed innalzandosi anche più in alto, iniziamo a sentire che acquisiamo delle possibilità completamente diverse. E’ specificatamente nelle connessioni mutue tra di noi che scopriamo degli spazi riempiti con la sensazione della felicità.
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(Da Kab.TV “Attraverso il Tempo” 20.10.2013)

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Il mondo da una nuova prospettiva

Domanda: Lei dice che le persone che creano gruppi integrali iniziano a sentirsi uniche. Come si esprime questo?

Risposta: La particolarità è che le persone cominciano a guardare il mondo con occhi diversi. Prima di tutto, vedono che la connessione tra loro è davvero possibile, la cosa principale è regolarla in modo corretto, capire che tutti noi siamo diversi per natura e non abbiamo bisogno di distorcere e confondere l’un l’altro in alcun modo. Non c’è coercizione, al contrario, ci eleviamo solo sopra i nostri dati egoistici iniziali e ci connettiamo con l’altro con buoni rapporti reciproci al di sopra delle fondamenta egoistiche.

Siamo tutti egoisti; dentro tutti noi siamo rigidi, grossolani e “oscuri”, però ci eleviamo al di sopra dell’ego, capiamo che noi siamo così per natura, e vogliamo creare una piattaforma altruistica al di sopra di questo.

Attraverso la sua formazione, cominciamo a sentire che la natura (non la nostra natura egoistica personale, ma la natura in generale) è creata appositamente in base al principio di integralità. Cominciamo a vedere che il problema dell’umanità sta in questo, ora sta cominciando a sentire la differenza tra la sua natura egoistica e la natura superiore che le si rivela. Questa mancanza di equilibrio e armonia ci da’ una sensazione di “crisi multiple”.
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(Da Kab.TV “Attraverso il Tempo” 15.09.2013)

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La Luce convincerà il polemista più testardo

I workshop e le tavole rotonde sono pensate affinché la persona scopra che nella connessione tra di noi c’è un certo scatto, un certo contatto, e una nuova mente e sentimento. Questo serve già come struttura del futuro uomo dato che l’uomo è composto da una mente e da dei sentimenti, e questo è ciò che lo rende superiore agli animali.

Nella connessione tra noi creiamo l’immagine del futuro uomo che non ha un corpo fisico, corporeo, ma solo una mente e dei sentimenti. Questa è la sfera di lamponi che vogliamo instaurare tra di noi. Il workshop (le domande e l’intero processo) deve essere pianificato in questo modo affinché alla fine i suoi partecipanti possano sentire che la connessione tra noi comprende un potere che è sopra di noi.

Domanda: E se, nonostante gli sforzi del moderatore, qualcuno dicesse che non crede sia possibile connettersi e che ognuno dovrebbe prendersi cura solo di se stesso?

Risposta: Avrebbe assolutamente ragione! Nel nostro mondo non esiste una forza che ci può connettere. Non solo il 99% del nostro mondo è cattivo ed egoista , ma l’intero 100% lo è. Noi camuffiamo solo il nostro ego ed è solo a causa di ciò che  non ci divoriamo a vicenda. Se, tuttavia, il nostro ego rivelasse la sua vera forma, il modo in cui in realtà è, e io avessi fame, ti attaccherei e ti divorerei proprio come sei. Ci comporteremmo esattamente come i predatori che si nutrono a vicenda.

Il nostro ego non può fare nulla ed è pronto a divorare tutti, compresi i nostri figli. Fortunatamente, non rivela la sua vera forma nel modo in cui in realtà è, e noi possiamo in qualche modo attraverso diversi accordi tra noi, frenarlo in questo modo e esistere in questo mondo.

Quindi, le affermazioni contraddittorie di coloro che hanno dubbi sono certamente legittime. Ma noi sappiamo che solo la Luce Superiore può correggerci e connetterci e non possiamo farlo con le nostre forze. Quindi abbiamo bisogno solo di essere il passaggio per la Luce.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 24.09.2013, Talmud Eser Sefirot)

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