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Domande sull’educazione integrale

Qual è, secondo lei, l’obiettivo dell’educazione?

L’obiettivo dell’educazione è quello di dare a una persona una comprensione della sua missione nel mondo e i veri mezzi per la sua attuazione. Questa educazione oggi viene chiamata integrale (EI) perché permette ad una persona di diventare un tutt’uno con la natura e, quindi, portarla alla condizione ottimale. È molto più importante che ottenere un’educazione in forma di professione o mestiere. Lo scopo dell’EI è quello di rendere felici le persone nella loro vita personale e utilizzarla nella vita pubblica.

Che cos’è una società educata?

Una società educata è una società che è in costante miglioramento per sé verso una maggiore somiglianza con una natura unitaria integrale, rivelando nella sua unione la sola forza della natura, del Creatore.

Com’è cambiato nel tempo l’istituto di istruzione superiore?

L’istruzione, storicamente, è stata generata dal sistema sociale basato sulle opinioni di studiosi e leader religiosi. Dal momento che oggi entrambe le autorità stanno perdendo la loro importanza, a causa dei cambiamenti interiori che si stanno verificando all’interno delle persone così come la pressione esterna della natura integrata che si manifesta ora, non vi è la necessità di una nuova forma di istruzione finalizzata alla rivelazione del piano e dello scopo del nostro sviluppo naturale (evolutivo). Io chiamo questa educazione: educazione integrale, EI .

Crede che la saggezza non possa avere posto nell’educazione di oggi, che richiede di memorizzare?

La saggezza esisteva nel passato, ed era la saggezza terrena, cioè, entro i limiti della speculazione umana degli antichi filosofi. Non avendo la possibilità di rivelare il vero scopo e il piano della natura, di sentire il Creatore, gli scienziati di tutti i tempi hanno cercato di creare una visione del mondo, nel quadro della mente umana. I loro sforzi meritano molto rispetto.

Tuttavia, non possono aiutarci in nulla, se non nel mestiere, vale a dire, l’ uso pratico dei risultati della loro ricerca, perché non possono né sentire né studiare le forze che governano il nostro mondo.

Solo colui che rivela il Creatore in modo pratico, le cui qualità diventano simili al Creatore, possiede sapienza nel senso illimitato della parola. In lui è compresa la definizione di “comprensione”.

Platone ha scritto un libro che da’ alle persone una “parvenza di conoscenza” piuttosto che una reale comprensione.

Egli intendeva che dopo la lettura di un libro, puoi convincere te stesso e gli altri di conoscerne il soggetto. Nella Kabbalah, tu scopri il libro, nella misura in cui comprendi ciò che descrive, cioè, raggiungi questo livello attraverso la tua contemplazione interiore. Inoltre, il tuo raggiungimento è individuale, negli strumenti, le proprietà della tua anima.

Che cosa è la conoscenza?

È una connessione alla sorgente superiore, la Luce, da cui, in base alla necessità e possibilità, una persona può attirare qualsiasi informazione necessaria, come denaro da una banca. Ma la capacità di ottenere la conoscenza dipende interamente dal livello spirituale di una persona, dal suo schermo, non da una ricerca di successo su Internet.

Come possiamo risolvere il problema dell’informazione?

Tutto, dai motori di ricerca ai social network, è finalizzato a garantire che le informazioni siano immediatamente disponibili a tutti. Questo porta ad una sua svalutazione perché l’ importanza del vettore della conoscenza è persa. Questo è un bene, perché ciò che è importante non è la conoscenza, ma la saggezza, la profondità della conoscenza – la comprensione dei livelli nascosti della natura. Essi sono raggiunti solo dalla legge dell’equivalenza della forma tra il ricercatore e il materiale. La Kabbalah pratica prepara una persona a questa equivalenza della forma.

Ma dal momento che solo poche persone hanno una predisposizione alla Kabbalah, vorrei suggerire la pratica di workshop dove, sotto la guida dei kabbalisti, chiunque potrebbe essere incluso nella discussione della conoscenza nascosta della natura e, quindi, sviluppare gradualmente la sua latente capacità di realizzare questo, cioè, diventare un kabbalista.

Questi workshop non sono come le normali discussioni o dibattiti ampiamente praticati. Sono costruiti non sui principi dell’opposizione, ma sull’aggiunta, non sulla divisione, ma sull’unione, non sulla contestazione, ma sull’accordo, di conseguenza, si verifica una sensazione nuova, comune e la conoscenza che ne deriva.

Come vede il prossimo futuro, quali caratteristiche prevede del suo sviluppo?

Internet ci trasformerà in abitanti di spazi non geografici. Il problema della distanza non sarà sentito, sia nella connessione tra le persone che nella connessione tra stato e servizi sociali, commerciali, e così via. Possiamo essere costantemente connessi con tutti. Così eliminiamo il problema del tempo. La rete diventa un campo, libero da qualsiasi stato, politica, religione , e qualsiasi altro controllo. Questo confonde i confini del potere .

Resta solo l’elite, che controlla la rete e gestisce il mondo attraverso essa: i media, il sistema educativo, e così via. Ma il governo superiore controlla l’elite stessa, come è detto: “I cuori dei ministri e dei re sono nelle mani del Signore”. Il risultato della disponibilità di tutti i tipi di informazioni sarà nel riconoscimento del “vuoto ” e del “Perché esisto? “.  Alla fine, tutto ciò ci porta al bisogno di una consapevolezza personale e pubblica della necessità di rivelare il governo superiore, la sua causa, la sua legge, e il suo scopo. E il metodo dell’educazione integrale sarà in grado di rispondere a questo.

Che cosa significa tutto questo nel contesto della natura del lavoro?

La gente smetterà di pensare a ridurre la popolazione del pianeta. Arriverà al bisogno di consumare ciò che è necessario per l’esistenza corporea e riceverà un altro tipo di riempimento dalla comunicazione integrale, attraverso il quale giungerà a loro un riempimento più alto. Lavoreranno solo il necessario per l’esistenza accettabile del genere umano. Il lavoro sarà affidato e considerato socialmente necessario, non pagato.

Ognuno, dalla più tenera età fino al suo ultimo giorno, sarà nel sistema di educazione integrale all’interno del quale avrà luogo l’intera vita personale e sociale del genere umano. Lo stato si estinguerà; noi oggi osserviamo la scomparsa delle frontiere esistenti, l’influenza del governo scompare con l’aumento della rete tra le persone.
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La formula universale della felicità

Nelle notizie (da DailyMail): “La ricerca su ciò che rendono le persone a sentirsi felici ha portato un rinomato professore, il dottor Todd Kashdan, a produrre un’equazione chiamata la Formula del Sentirsi Bene.

“In essa, egli individua sei fattori che, se messi insieme nella giusta combinazione, rendono l’anima felice.

“I fattori sono: Vivere il momento (M), essere curiosi (C), fare qualcosa che ami (L), pensare agli altri (T), coltivare le relazioni (N), e prendersi cura del proprio corpo (B).

“La formula vincente per sentirsi bene = (Mx16 + Cx1 + Lx2) + (Tx5 + Nx2 + Bx33). […]

“Anche se può non apparire evidente come una combinazione di lettere e numeri vi farà sentire bene, il dottor Kashdan crede che questa formula è la ricetta perfetta per un anima felice.

“Lui ha detto: ‘Non esiste un unico segreto per sentirsi bene, ma quando questi sei ingredienti sono accuratamente partecipi, nelle dosi giuste, potresti essere nel target per una vita felice.'”

Il mio commento: Artificialmente, è impossibile raggiungere un tale stato per conto proprio. Per questo, una persona deve rieducare se stesso, per correggersi. Gli psicologi stessi dicono che è impossibile. Ma il metodo dell’educazione integrale lo rende possibile per tutti, perché questo metodo utilizza la forza che ci ha creato come mezzo per la nostra correzione.

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La grande frantumazione interiore

Baal HaSulam, “La Pace nel Mondo”: La contraddizione tra il ricevere per se stessi e la dazione verso gli altri non è altro che una questione psicologica.

Domanda: Allora qual è la barriera psicologica?

Risposta: Ha molte sfaccettature ed origina dal principio che noi non comprendiamo che dobbiamo abbandonare tutto per ricevere tutto. Se riusciamo a capire questo nella sua totalità, saremo capaci di spalancare tutte le porte. Però, è impossibile rivelare poco per ricevere la forza di concedere, perché sarebbe già una concessione egoistica (al fine di ricevere).

Qui abbiamo una frantumazione interiore che richiede una concessione incondizionata. Io non ho niente e non avrò niente, fa quello che vuoi di me, io non appartengo più a me stesso; io abbandono e scappo da me stesso.

E’ molto difficile. Ci vuole molto tempo ed una persona deve attraversare molti stati. E’ difficile uscire dalla nostra natura e penetrare nella natura dell’altro, del Creatore.

Questa è la barriera psicologica. E’ psicologica perché in seguito c’è il piacere. Di fatto io ho abbandonato qualcosa che è senza valore: questo mondo e la sua temporanea esistenza, i guai di ogni giorno che solo occasionalmente offrono attimi di consolazione. Infatti, in nessun modo riusciamo ad essere felici, ma riusciamo a soffrire di meno.

Questa non è vita e non è piacere. Devo continuamente calcolare dove soffrirò di meno, e niente più di questo. Ma di più ancora, i miei calcoli si fanno ogni giorno più confusi.

Questa è una misera vita piena di sofferenza che ci torchia, nella quale gli ostacoli ci sono stati dati allo scopo di aiutarci dall’alto perché invece possiamo scegliere un altro modo di svilupparci. Comunque non riusciamo…

Ma oggi noi divulghiamo il metodo dell’educazione integrale, che significa l’occasione di ricevere piacere attraverso la connessione. Speriamo che le persone scoprano quest’opportunità. Qui non ci sono crisi psicologiche, poiché le persone non devono abbandonare questo mondo. Proviamo soltanto a connetterci, proviamo a lavorare insieme; non dobbiamo lasciare niente o abbandonare niente se non i nostri pregiudizi sulla connessione.

Infatti, abbiamo sofferto abbastanza per trovarci d’accordo a provare, ma anche questo è difficile. Anche sotto la minaccia di terribili afflizioni non saremo d’accordo di fare neanche un piccolo innocuo tentativo, di sederci in un gruppo di persone in una bella atmosfera e fare due chiacchiere davanti ad una tazza di caffè. La crisi è così seria che un uomo non è nemmeno disposto a sentirne parlare.

Tuttavia, suppongo che l’inclinazione generale sia positiva. I nostri gruppi in giro per il mondo riescono ad ottenere dei grandi risultati nel divulgare il metodo integrale ed il processo piano piano va avanti.

Nel complesso, dobbiamo cercare ogni occasione per parlare alle persone della connessione. Dovremmo farlo ad ogni livello, anche a quello più semplice fin tanto che non creiamo degli ostacoli. In base a questo approccio, scegliamo il modo di presentarla alle diverse persone. I lavori di gruppo vanno bene per alcuni, mentre le tavole-rotonde vanno bene per altri; altri preferiranno ancora i giochi nei parchi o i programmi alla TV, o i giochi ai computer, ecc.

Nel complesso si tratta dello stesso argomento – la connessione, ma la connessione avviene su basi differenti. Possono essere, la medicina, l’educazione, le relazioni in famiglia, al lavoro ecc. Adattiamo il giusto atteggiamento che va bene per un certo settore considerando i problemi che ci possono essere.

I nostri vicini di casa possono avere occupato lo spazio del parcheggio con la spazzatura, e questo è esattamente ciò di cui parliamo nei nostri lavori di gruppo. La cosa più importante è risvegliare la più piccola resistenza possibile in modo che le persone vedano che qui c’è una vera possibilità di migliorare la loro vita.

Da parte nostra, facciamo così per mostrare loro che alla fine la connessione li porta a qualcosa di più grande. Inoltre, quando le persone trovano una soluzione, incitiamo la Luce che Corregge e che li solleva ad un altro livello dove vedono qualcosa di più grande e più sublime.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotiana di Kabbalah del 31.07.2013, Gli Scritti di Baal HaSulam)

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L’educazione integrale nei college americani

Alla Westchester Community College in New York sono state completate una serie di lezioni di Educazione Integrale, in base ai due corsi del programma intensivo dell’Istituto di Lingua Inglese. Entrambe le classi sperimentali a cui hanno partecipato circa quaranta studenti hanno permesso loro di costruire la parvenza di un buon ambiente.

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Questi corsi informali che non danno credito si basano sull’insegnamento intensivo della lingua parlata agli studenti che sono venuti negli Stati Uniti per studiare economia, ingegneria, medicina, ecc… Tra di loro c’erano diversi futuri sacerdoti cattolici, un istruttore di immersioni subacquee, dei tutor, e delle tate, così come tanti ragazzi, che si preparavano a una varietà di occupazioni negli Stati Uniti.

L’età media del gruppo era di 25 anni, il livello di istruzione precedente variava dal liceo fino agli studi universitari. La demografia geografica includeva: il 30% di Asiatici (Cina, Corea, Giappone), il 40% di Latino Americani, il 5% di Medio Orientali (Siria, Iran, Emirati Arabi Uniti), il 2% di africani, il 3% di Haitiani, il 20 % di europei, nord-americani e russi.

Il livello avanzato della lingua e dell’educazione degli studenti ha permesso la costruzione di un programma basato sull’educazione integrale e sulle interviste “Una Nuova Vita” con il Dr. Michael Laitman riguardanti la vita nel mondo futuro. Gli studenti si sono incontrati con l’insegnante e tra di loro presso la classe per tre ore al giorno, cinque giorni alla settimana per tre mesi, permettendo al docente di usare il linguaggio più liberamente come strumento per presentare il nostro materiale e dare agli studenti un senso di interrelazione, il desiderio di integrazione, e una comprensione del nuovo mondo e il loro ruolo e il potenziale per raggiungere la felicità e un buon futuro insieme.

Agli studenti è stato consegnato del materiale di formazione per diffondere l’educazione integrale, degli articoli e dei video per la discussione. Gli studenti si sono divertiti a giocare, hanno lavorato costantemente in gruppi, e creato cinque progetti di gruppo con presentazioni visive che dimostrassero la loro comprensione e percezione di ciò che avevano imparato condividendo i loro sentimenti e le loro impressioni con la classe.

Il corso contiene più di dieci argomenti, tra cui: la differenza tra leadership e l’autorità, un modo migliore per il successo, se la competizione fa bene ai bambini, come trovare l’equilibrio tra noi e la natura, cos’è una persona adulta, e altri. Più lavoravano insieme, più si avvicinavano e più si sentivano profondamente simili, nonostante le differenze etniche e sentivano quanto sono simili le loro speranze per il futuro.

Due settimane fa, il direttore del programma è venuto ad osservare il lavoro in classe per un’ora e mezza, e gli è capitato di assistere alla presentazione di gruppo sul tema del successo. Gli studenti hanno studiato il successo di vari personaggi famosi e hanno scoperto che il loro successo è dipeso dal contributo complessivo di persone connesse a un solo obiettivo, una sola visione, leali verso la causa come una famiglia.

Ciò che ha sorpreso il direttore, così come l’insegnante, è stato che alcuni dei partecipanti hanno completato la loro porzione di presentazione dicendo che le scuole insegnano loro molte cose, ma nessuno insegna loro a vivere e ad amare e questo è ciò che vorrebbero continuare a studiare. Più tardi, il direttore del programma ha detto che è stato colpito dal fatto che gli studenti avevano imparato a lavorare bene insieme, armoniosamente su problemi complessi.

La sessione si è conclusa con proiezione del film Crossroads con discussioni di gruppo in cerchio, la condivisione di esperienze e l’utilizzo di giochi. Il film Crossroads è stato utilizzato come materiale visivo, accademico, e gli studenti hanno amato il film. Dopo il caffè, dopo aver visto il film, e dopo le attività, gli studenti sono stati invitati a condividere le loro conclusioni riguardanti il tema: di cosa abbiamo bisogno per sopravvivere nel mondo e per costruire un futuro migliore.

Quasi tutti hanno risposto “cambiare se stessi e iniziare ad essere integrati con le altre persone.” Anche se durante l’intero periodo erano immersi nel tema di educazione integrale, dopo aver visto il film, hanno trovato formule più accurate di come cambiare il mondo attraverso se stessi – cominciando da piccole azioni nel loro ambiente, in classe, a casa, con gli amici, al lavoro, e nei loro paesi dove potrebbero presto tornare.

Si spera che un paio di mesi di formazione di educazione integrale e un buon ambiente abbia dato a questi giovani, rappresentanti della gente di tutto il mondo, informazioni utili sulla vita e sui sentimenti che li aiuterà a determinare ciò che vogliono dal loro futuro e ciò che deve essere fatto per smettere di averne paura.

Attualmente, alcuni docenti universitari stanno lavorando insieme per strutturare un corso ufficiale di formazione integrale, possibilmente con credito nel nuovo futuro, per inserire il corso nel college, e poi di fare una proposta al New York State Education Department e altri stati negli Stati Uniti, al fine di favorire il lancio di una riforma del sistema di istruzione.

Le foto mostrano: una presentazione di squadra “Come raggiungere un equilibrio tra uomo e natura”, la proiezione del film Crossroads ed eventi correlati.
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Le condizioni precise per lo Sviluppo Integrale

Domanda: Perché una persona sia inclusa nella rete integrale, devono esserci almeno due condizioni. Da una parte, è necessario annullarsi rispetto al pensiero del gruppo al fine di assorbire tutto dal gruppo stesso. Dall’altra parte, dobbiamo porci in uno stato tale nel quale anche la mia opinione è utile al gruppo. Ci sono delle ulteriori condizioni?

Risposta: Per creare un rapporto corretto ed eguale con il gruppo, dovremmo effettivamente utilizzare molte svariate condizioni. Ma per il momento ci troviamo ad avere a che fare con interazioni al quanto complicate dentro il gruppo che sono in continuo cambiamento.

Prima di tutto, quando parliamo agli uomini della creazione di una società integrale, è preferibile partire da un certo gruppo ristretto. Si potrebbe trattare di un gruppo organizzato all’interno di qualche compagnia o nell’organizzazione delle attività di altri gruppi, di club, e così via. Vale a dire, è meglio rivolgersi ad gruppo limitato di persone, gruppi di dieci persone, e gestire il lavoro dell’educazione integrale in questi gruppi.

Per farlo, dobbiamo mettere insieme una lista completa di forme di comportamento per la persona rispetto al gruppo e del gruppo rispetto alla persona.

Noi già sappiamo che se un uomo si diminuisce rispetto al gruppo, in questo modo si aiuta ad ascoltare le visioni del gruppo. Dall’altra parte, l’uomo deve aggiungere qualcosa di se stesso. Il che vale a dire, egli deve presentarsi come un componente molto importante del gruppo e deve essere preparato a dare al gruppo qualcosa.

Ogni membro del gruppo deve capire che per fare in modo che gli uomini abbiamo qualche motivazione ed incentivo, dobbiamo parlare loro dell’importanza dello scopo che conseguiranno.

Oltre a questo, essi si devono sostenere a vicenda con un buono stato d’animo ed un atteggiamento elevato. Degli strumenti speciali, come i canti e la condivisione dei pasti, sono imperativi per tutto questo, si tratta di qualcosa che li connetterà tra di loro, in modo che non saranno solamente seduti a parlare.

Essi devono sempre organizzare degli eventi come delle conferenze in una tavola rotonda e dei lavori di gruppo dove scambiarsi opinioni ed imparare come conversare. Potrebbe essere una cosa fatta molto bene che invitassero degli attori per parlare loro e per insegnare loro come parlarsi a vicenda.

Stiamo parlando qui della nostra natura interiore che vuole sopraffare tutti solo per il proprio bene. Cioè, io so di essere un egoista e sono pronto a colpire tutti. Noi comprendiamo che questa è la nostra essenza. Tuttavia, al di là di questo, dipende da noi giocare a fare le brave persone, giocare con me stesso e con gli altri senza finte ma seriamente, con il preciso intento di vedere e costruire un gruppo come questo. Come dei bambini piccolini che giocano a fare gli adulti, ci riuniamo in piccoli gruppo di tre o quattro persone.

Affinché l’azione del gioco sia efficace, richiediamo attori e registi e produttori che ci spiegheranno, “Ora, stiamo facendo finta di essere in un gruppo futuro a cui vogliamo arrivare. Perciò, prima di tutto, dobbiamo discutere in gruppo a che cosa vogliamo arrivare, fantasticare un pochino, e poi mettere in pratica l’azione.

In una forma come questa risvegliamo le forze integrali che sono nascoste in natura e che connettono tutti noi. La verità è che già ci ritroviamo in questa rete, sebbene ancora vogliamo fare in modo che le forze che sviluppano ci influenzino, il che ci farebbe muovere in avanti.

Se un bambino gioca a qualcosa, in questo modo fa scattare su di sé una forza che lo sviluppa e cresce in questa direzione. Un bambino colleziona francobolli, un secondo vuole disegnare e costruire, ed un terzo vuole fare l’atleta. Lo vuole! La cosa principale è che ha un forte desiderio! L’idea è che tutto questo non succede con l’allenamento, ma con il desiderio. Questo desiderio attira verso l’uomo la forza integrale che lo attacca a questo modello. E’ in questo modo che gli uomini si avvicinano al gruppo.

Lo stesso succede qui. Dobbiamo fare finta quanto più possiamo di essere in un nuovo gruppo integrale. Dobbiamo descrivercelo, immaginarlo, parlare insieme della sua forma futura, ed insieme ai nostri maestri, anche con i produttori e gli attori che organizzano il nostro sistema di cambiamento, allenamento, e di correzione. Non è importante che nome gli daremo; dobbiamo giocarci dentro.

A parte tutto questo, il gioco rimarrà un gioco. Non saremo pronti a farci prendere e a giocare al massimo e allora, all’improvviso, cerchiamo di fare finta di stare già vivendo una vita in una forma meravigliosa, per esempio in qualche genere di utopia come “Sun City”. Il nostro ego non ce lo permetterà. Cresce di continuo e porta ognuno di noi nella nostra particolare nicchia egoistica.

Questo gioco è molto efficace. Ci mostra come descrivere a noi stessi il nostro futuro, come ci immaginiamo corretti e diversi, le nostre interazioni, connessioni, ed il gruppo nella sua completezza.

Possiamo discutere e decidere come organizzeremo lo sviluppo sociale dei contatti, il sistema di educazione pubblica dei nostri figli, la vita delle famiglie nella società integrale, tutto ciò che è possibile. Come, per esempio, possiamo lavorare nel settore della salute e nei settori finanziari, economici e del lavoro, e così via. Cosa diremo, cosa saremo in questa società e cosa non saremo. Quali problemi possono venirsi a creare e come li risolveremo. Tutto questo dovrà essere argomento di vari gruppi di lavoro. Tutti noi ne dovremo discutere.

In questa forma, ci eleviamo e ci avviciniamo alle condizioni integrali. Possiamo vedere cosa ci manca, come sarà possibile materializzare tutto questo, e proveremo a realizzarlo parzialmente nella connessione tra di noi e un pochino con l’immaginazione e, nel frattempo, questa fantasia rimarrà nel regno dei sogni. Tuttavia, si svilupperà sempre di più, e ci permetterà di avvicinarci a qualche specie di scenario realistico.
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(Da Kab.TV “La Saggezza delle Masse” 5-14.02.2013)

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Fare una prova di guida della macchina famiglia

Giudizio e misericordia si accompagnano a vicenda nelle relazioni familiari e devono essere sempre in equilibrio. Da una parte, essendo egoista io voglio usare il mio partner, dando per scontato che mia moglie debba fare quello che io le chiedo, e questo è ciò che io definisco “giudizio”. E “misericordia” significa che mi stacco assolutamente da me stesso, prendendo in considerazione ciò che mia moglie vuole da me, e provo a costruire un modello ideale. Come mi relazionerei con lei se non avessi il mio interesse egoistico e fossi intenzionato interamente solo a servirla?

Ora, io devo trovare l’equilibrio tra questi due estremi: giudizio e misericordia, che è chiamato la “linea di mezzo“. Tutto questo richiede esperienza, lavoro reciproco, ed un processo nel quale ognuno insegna all’altro. Ma già iniziamo a lavorare con la nuova creatura – con la persona in noi che è pronta a considerare il partner, a comprenderlo, ad essere sensibile nei suoi confronti, e ad amarlo come se stessa.

In una forma come questa potete non solo avvicinarvi a vostra moglie, ma potete anche iniziare ad essere sensibili con le persone. Dopo un esercizio come questo con il vostro partner, sentirete di essere preparati a connettervi con le persone e a rapportarvi ad esse: per la strada, al lavoro, in ogni posto in cui vi trovate. Esse inizieranno a sottostare alla vostra influenza, perché vi starete rapportando a loro con la “linea di mezzo”, con la giusta proporzione, nella misura in cui ogni persona si avvicina a voi, così fate anche voi.

In modo automatico, raggiungerete l’equilibrio con il mondo ed inizierete a percepire che potete gestirlo. Vedrete che la “linea di mezzo” è la legge fondamentale della natura in base alla quale l’universo intero funziona, tranne che per la società umana, perché l’essere umano è stato creato come un egoista. Ed ora voi vi connetterete a tutto questo e bilancerete il vostro ego. Imparando a considerare vostra moglie in questo modo, incomincerete a considerare tutti gli altri nello stesso modo quando realizzerete la “linea di mezzo” condivisa nelle relazioni con gli altri.

La prima linea si chiama “giudizio”; questo è ciò che richiedo per me stesso agli altri. La seconda linea è chiamata “misericordia”, nel senso che dono a mia moglie tutto quello che vuole da me quando mi stacco del tutto dai miei desideri. E’ come se la portassi dentro di me.

Siamo due egoisti che si trovano faccia a faccia. Se io soddisfo il mio ego, questo è ciò che si chiama giudizio in relazione a mia moglie, e se soddisfo il suo ego, questo è ciò che si chiama misericordia. Io devo porre queste due linee in una forma in cui si venga a formare una terza linea, la “linea di mezzo”. Ciò significa raggiungere l’adesione, un accordo. Il nostro scopo è quello di mettere insieme questi due egoisti e di portarli alla connessione. La prima condizione compulsiva, senza la quale è impossibile iniziare a lavorare, è che ognuno sia pronto a sentire i desideri dell’altro.

L’equilibrio si basa sul principio che ognuno è pronto ad annullare se stesso. Noi non possiamo appagare questi due desideri egoistici che si trovano faccia a faccia fino alla fine. Solo a condizione che una parte riduca le proprie pretese di un pochino, ci permetterà di appagare l’altra parte un pochino.

Domanda: Ma come sappiamo fino a che punto dobbiamo concedere? Vedi, hai detto che non deve essere un amore assoluto senza limiti. Devo far vedere che reagisco al rapporto che ho con il mio partner e che ne tengo conto?

Risposta: E’ necessario trovare un punto di equilibrio, come se steste guidando una macchina, concentrandovi sulla meta che volete raggiungere. Questo è il modo in cui dobbiamo fare le verifiche se vogliamo avvicinarci al traguardo: ci stiamo avvicinando a vicenda, vediamo che il partner reagisce nel modo giusto ai nostri sforzi di avvicinarci?

Giro il volante della nostra famiglia a destra e provo ad inserire quanta più compassione mi è possibile nella mia relazione, e a vedere fino a che punto funziona bene, e quando lo scostamento diventa troppo grande, dovrò aggiustare il volante. E anche mia moglie girerà il volante il che, vale a dire, incominceremo ad interagire, a “guidarci”. A questo punto staremo già lavorando al di sopra delle nostre nature! Diventeremo degli esseri umani che si elevano al di sopra dei loro istinti naturali.
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(Da Kab.TV “Una Nuova Vita n.46 ” 01.08.2012)

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Ritornare ad Adamo ed Eva

Domanda: Come possiamo creare il nostro punto di connessione all’interno della famiglia, da cosa viene costruito?

Risposta: il punto di connessione viene costruito dal mio buon desiderio e dal buon desiderio di mia moglie. Questo è il punto di connessione in cui ci sentiamo interiormente a vicenda. Improvvisamente comincio a sentire cosa c’è nella mente di mia moglie e cosa c’è nel suo cuore e lei sente ciò che c’è nella mia mente e nel mio cuore. Cominciamo a essere legati da punti più interiori che si connettono in un unico punto.

E, naturalmente, quando raggiungiamo questo punto di connessione, esso scompare immediatamente! In quel momento, si verificano l’evasione e il nascondersi. È come se io cercassi di raggiungere un obiettivo e questo punto girasse per tutto il tempo da non riuscire a colpirlo. Ma proprio perché noi lo monitoriamo per tutto il tempo e lo inseriamo con maggiore precisione, aggiungendo una varietà di desideri, di pensieri, e di sforzi reciproci, in questo modo facciamo un progresso.

Ci viene richiesto impegno e lavoro costante nella mente e nel cuore, ma allo stesso tempo ci sentiamo eccitati. Ecco qui scopriamo qualcosa di nuovo che abbiamo in comune, che si chiama “uomo”, l’inclusione di Adamo ed Eva, un uomo e una donna. Scopriamo il fondamento spirituale interiore di questa struttura chiamata “uomo” (Adamo).

Domanda: Come posso essere sicuro che sto guardando questo processo dal nostro punto in comune e non dal mio privato punto egoistico?

Risposta: Questa sensazione non può essere misurata. È sufficiente sapere che ora senti l’altro come non vi eravate mai sentiti prima. All’improvviso in te si risveglia una sensazione unica come questa e non vuoi fuggire. Ti da’ una sensazione di vitalità e di riempimento un miliardo di volte più grande di ciò che hai mai sentito prima. Allora puoi riuscire a connetterti all’immagine che si trova di fronte a te, e in questo modo vai fuori da te stesso e cominci a sentire il mondo intero.

Domanda: Cosa possiamo fare affinché questo punto di connessione non scompaia mai?

Risposta: Dovete per tutto il tempo lavorare insieme su questo. Se comprendi questo punto, è necessario cercare di mantenerlo attraverso l’accoppiamento costante, con una sensazione di connessione interiore che non scompare.

L’accoppiamento interiore non può essere spiegato a parole. Potrai capirlo solo quando lo sentirai dentro di te. Non si tratta di un accoppiamento bestiale, corporeo, ma piuttosto di una connessione in cui tu senti che il tuo mondo interiore e il mondo interiore della tua partner sono diventati uno.

Domanda: In che modo questo accade realmente, sentirò i pensieri di mia moglie, le sue emozioni?

Risposta: Non saranno più i suoi pensieri, ma quelli di entrambi, un pensiero comune. Dalla vostra connessione si crea una nuova realtà. E all’interno di questa connessione, sentirai un livello superiore. Noi chiamiamo questo “il Creatore” dal momento che, una volta entrati in questo mondo, da questo livello, siamo nati, cresciuti, e come per caso ci siamo incontrati e sposati. E ora, grazie a questo lavoro, dobbiamo di nuovo tornare a quella fonte.

Domanda: E cosa facciamo se per un secondo raggiungiamo una goccia di sentimento come questo e poi esso scompare?

Risposta: E’ necessario iniziare il lavoro di nuovo, io descrivo di nuovo a me stesso quello che mia moglie vuole da me, e lo paragono al mio desiderio egoistico, e tra questi due estremi, costruisco una linea di mezzo. In tale linea di mezzo ci connettiamo e raggiungiamo una nuova unione.

Quando facciamo esperienza attraverso questo lavoro, siamo in grado quindi di sviluppare le nostre relazioni personali in modo informato. Ma per cominciare, questa immagine può essere descritta più semplicemente, non nella sua vera forma, dove ognuno lavora con le sue due linee egoistiche e costruisce tra loro una linea di mezzo, ma come due linee opposte, la mia e quella della mia partner, mentre raggiungiamo una linea di mezzo tra di noi. E poi ognuno in base al grado della sua concessione, avanzerà verso il centro dove ci incontriamo.
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(Da Kab.TV “Una Nuova Vita” N.46 del  01.08.2012)

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“Studio: Le persone con tanto auto-controllo sono le più felici”

Nelle notizie (da The Atlantic): “‘Abbastanza Improbabile, ma le persone che sono maggiormente in grado di resistere agli impulsi riferiscono di essere più soddisfatti della loro vita.

“Fra le risorse più preziose dell’umanità c’è l’auto-controllo, secondo Wilhelm Hofmann e il suo team di ricercatori presso l’Università di Chicago. Loro lo definiscono come ‘la possibilità di annullare o modificare le risposte interiori di una persona’ e di non agire in base ai propri impulsi. […]

“Maggior autocontrollo le persone riferivano di aver avuto, più soddisfatti segnalavano di essere della loro vita. E contrariamente a quanto i ricercatori si aspettavano, le persone con più auto-controllo avevano anche maggiori probabilità di essere felici nel breve termine. Infatti, quando hanno ulteriormente analizzato i dati, hanno scoperto che la maggiore felicità di queste persone è in gran parte rappresentata dall’aumento della soddisfazione di vita.

“Quando svolgono i loro compiti quotidiani, le persone con un grande autocontrollo sembrano essere generalmente superiori spiritualmente, e a lungo andare, sono più felici con le loro vite. Per spiegare perché questo dovrebbe essere così, i ricercatori hanno condotto un sondaggio on-line. Quello che hanno scoperto è che invece negando continuamente se stesse, le persone con un alto autocontrollo hanno semplicemente meno probabilità di trovarsi in situazioni in cui c’è un problema. Non perdono tempo a combattere battaglie interiori sul fatto di mangiare o meno un secondo pezzo di torta. Loro sono al di sopra di tali tentazioni minute. “

Il mio commento: Precisamente, la restrizione (Tzimzum Aleph) e ricevere solo dopo un certo calcolo e con una specifica intenzione (lo schermo e la luce che ritorna) rende la ricezione acuta (la Luce di NRNHY), fino al punto che una persona può sentire la sua fonte, il Creatore, in ogni piacere! Questo è il modo in cui la saggezza della Kabbalah ci insegna a rivelare il Creatore, attraverso la ricezione del piacere da lui.
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L’effetto dell’applicare il metodo integrale

Domanda: Dopo le prime discussioni integrali in cerchi, le persone che vi hanno partecipato hanno detto che più utilizzano questo metodo, più diventano egoiste.

Risposta: Loro incominciano a vedere la loro natura egoistica, cominciano a vedere se stesse. Questo è un bene. Cioè, c’è veramente una ragione per connettersi. Non abbiate paura di questo. Essi non avranno fenomeni negativi, deviazioni o depressioni. Il loro ego si sta solo rivelando nella sua forma integrale. E questo è un bene. Questo sta a significare che tra di loro sta comparendo una maggiore necessità di connettersi.
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(Dal congresso di Krasnoyarsk 13.06.2013, Lezione 3)

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La crisi dell’arte

Opinione (Nikita S. Mikhalkov, sovietica e regista russa, attore, e capo dell’Unione dei cineasti russi): “Il presidente dell’International Moscow Film Festival Nikita Mikhalkov ha spiegato perché la maggior parte dei festival sono caratterizzati da tristezza e disperazione e riassume i risultati del 35 ° festival del cinema.

“I film cupi sono un riflesso della tendenza globale; un film tratto da qualsiasi grande festival innesca ‘Il desiderio puntarsi una pallottola in fronte o di puntarla verso qualcun’altro’. Siamo in uno stato di grave crisi umana. Un conflitto tra due persone, e ce ne sono in abbondanza nella letteratura e in molti film, non è sufficiente. Abbiamo bisogno di spaventarci attraverso il 3D. Le persone hanno sviluppato l’abitudine al disastro interiore; la morte sullo schermo ha smesso di preoccuparci. ‘Abbiamo perso il rispetto per la vita, per la gente, e questa stessa crisi è nata al di fuori di questo,’ Mikhalkov suggerisce. “

Il mio commento: Ma la domanda sorge spontanea: perché l’arte non rende le persone interessate ad un nuovo mondo? Perché gli artisti non vedono una via d’uscita dalla crisi. Tuttavia, essi non vogliono sentir parlare della necessità di correggere le persone. Mi auguro che la crisi dell’arte li porti alla necessità di accettare l’ educazione integrale come una necessità e che baseranno le loro opere d’arte su questo per il pubblico di massa. Dopo tutto, l’arte è un mezzo per educare le persone.
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