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Il ruolo speciale degli egoisti zelanti

Domanda: Le persone hanno qualità diverse e ci sono alcune che hanno ruoli speciali. Essi sono i detentori del metodo dell’ educazione integrale, e devono insegnare, trasmettere e parlare all’umanità di questo.

Risposta: E’ vero ci sono persone con una grande sensibilità verso questo metodo specifico dell’educazione integrale. Circa il sei – dieci percento delle persone al mondo si sforzano verso l’educazione integrale. Esse rappresentano le varie organizzazioni altruiste, di combattenti per le più diverse libertà. Questi non sono dei rivoluzionari ma combattenti per l’ambiente, la protezione della vita selvaggia, e così via. Questi includono i volontari che aiutano gli altri, come i poveri e gli affamati e così via.

Comunque, queste sono persone che semplicemente si sforzano verso questo tipo di comunicazione, verso l’integrazione. Di norma non hanno un livello sufficientemente approfondito di comprensione del sistema integrale. La Natura li ha fatti in questo modo.

Allora, ci sono persone che per natura sono degli egoisti molto ma molto zelanti. Come vediamo nei nostri studi essi non sono compresi nel sei o dieci percento degli altruisti naturali. Questi sono egoisti molto ordinari e in loro la comprensione della necessità dell’integrazione viene rivelata per via del desiderio che hanno di comprendere il significato del mondo, dell’esistenza della legge della natura, del suo piano. Vogliono sapere dove ci sta portando l’evoluzione, perché in un modo così vincolante e così via .

Queste sono persone scientifiche che desiderano approfondire l’essenza dell’evoluzione. Esse fanno parte della squadriglia di persone che guidano l’umanità verso il traguardo. La natura non le ha fatti altruiste ma invece il loro altruismo si sviluppa in conseguenza della loro ricerca e realizzazione riguardo alla necessità di questo processo.

Noi stiamo cercando di trovare queste persone in giro per il mondo attraverso un sistema specifico di divulgazione. Questi vengono a noi. Al momento ci sono circa due milioni di persone che sono collegate con noi indipendentemente dalle loro origini, religione e stile di vita.

Sono unite da un’aspirazione comune di progredire correttamente verso il fine dell’uomo, raggiungerlo, e cambiare la direzione dell’umanità in modo da avanzare, piuttosto che attraverso la sofferenza, tramite la realizzazione ovvero l’unificazione consapevole. Stiamo cercando di trovare una connessione con queste persone e di organizzarle.

Domanda: Queste persone possono partecipare alla creazione del sistema di educazione integrale?

Risposta: Certo, sono proprio loro che devono partecipare! Noi le stiamo preparando. Abbiamo un corso per i leader in educazione integrale in cui facciamo un training speciale, che comprende anche il lavoro con le persone, giochi di gruppo sull’insegnamento, eventi attivi, e primariamente fare un’analisi nei gruppi in cui le persone si riuniscono per mettere in discussione sé stesse, la società, e tutti i problemi che possono insorgere tra loro.

Noi inneschiamo apposta dei problemi sociali in questi gruppi. E di conseguenza le persone si dividono in sotto gruppi come difensori, accusatori, critici, giudici, giurie e così via, e discutono di questi problemi. Queste sono discussioni molto serie.

Non invitiamo degli psicologi a partecipare, visto che il nostro intento è che le persone si sviluppino interiormente, indipendentemente dall’enorme apparato psicologico e della massa di informazioni raccolte sin ora. Vogliamo che le persone giudichino dal punto di vista dello scopo integrale. Con gli psicologi, tutti lavorano solo sulla loro parte.

Abbiamo moltissimo materiale con cui lavorare riguardo a queste cose.
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(Da un “Discorso sull’educazione integrale” #10, 16.12.2011)

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Transizione verso il livello “Umano”

Domanda: Quando parliamo delle quattro fasi di sviluppo, come possiamo spiegare in quale fase ci troviamo?

Risposta: Oggi, tutta l’umanità è in transizione dal terzo al quarto stadio. All’interno di ogni fase, ci sono delle sotto-fasi. Se prendessimo, ad esempio, le fasi dello sviluppo umano senza prendere in considerazione le nature ancora vegetative e animate e il livello di “umano” perché siamo esistiti per decine e anche centinaia di migliaia di anni, allora potremmo vedere lo sviluppo lungo l’asse storico come nel primo, nel secondo, nel terzo e quarto stadio.

Supponiamo che il 16 ° secolo, il tardo Medioevo, abbia segnato l’inizio della rivoluzione tecnologica con lo sviluppo delle culture, delle scienze, e così via. Questa era la terza fase, cioè, l’umanità era diventata intensamente preoccupata per la sua vita, per se stessa in quanto animale. Questa è la rivoluzione borghese e, in ultima analisi, il capitalismo. Prima di allora, l’umanità era in fase vegetativa. Nel Medioevo, nell’antichità, troviamo dei segni di tipo vegetativo, il carattere vegetativo dello sviluppo. Prima di allora, eravamo nel cosiddetto livello in cui le persone utilizzavano ancora delle piccole forze con manodopera a basso rendimento, e potevano soltanto prendersi cura del loro cibo.
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(Da un discorso sull’educazione integrale N.12, 16.12.2011)

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Caratteristiche del linguaggio

Domanda: Ci sono diversi linguaggi nella moderna psicologia; per esempio, la conversazione diretta o la metafora psicoterapeutica, il cui scopo è quello di creare una favola per una specifica persona, nella quale possa sconfiggere i propri problemi. Attraverso questo linguaggio, la favola penetra la coscienza della persona.

Io so che tu utilizzi linguaggi diversi quando insegni alle persone. Qual è il miglior modo per usarli e dove?

Risposta: Noi abbiamo molti articoli specifici sull’educazione globale, sul movimento verso l’integrazione, l’unione, sull’uscita dal proprio “io” verso “noi”, da “noi” verso “l’uno”, dove anche “il noi” viene perso e l’unione appare al posto suo, e c’è solo l’unione. Ci sono molti esempi ed immagini riguardo a questo.

Ma noi non classifichiamo il linguaggio perché non usiamo un approccio psicologico, il solo usato dalla moderna psicologia, anche se noi lo approviamo e siamo contenti che si sia evoluto così tanto da poterci aiutare ad avanzare.

Noi non abbiamo un sistema come questo. Io spero che una volta gli psicologi vengano da noi, “si allontanino” dai loro limiti ed imparino i nostri, che creino delle tabelle specifiche e dei libri di esercizi.

Noi non abbiamo questo. Noi crediamo che il nostro lavoro sia così multi sfaccettato e sia svolto in una società sempre in cambiamento con circostanze mutevoli alle quali noi applichiamo sempre dei materiali molto differenti. Noi siamo molto flessibili. È possibile che durante una lezione in una singola conversazione di gruppo, in una singola discussione, potresti sperimentare degli stati così diversi che potrebbero non inserirsi in nessuna struttura di condotta conforme al gruppo.

Io lo vedo durante le mie lezioni, quando ho delle conversazioni faccia a faccia con gli studenti e le loro domande, che includono dei materiali da livelli completamente differenti e di diverse forme.

Commento: uno di questi linguaggi è il linguaggio dello scherzo, dell’ umor, ecc …

Risposta: è usato costantemente, ovunque sia possibile, ma solo allo scopo che possa schiarire l’aria ed aiutarci ad unirci perché questo è il solo scopo; in altre parole, lo usi ovunque aiuti.
L’umore è molto buono perché rilassa le situazioni. Esso libera la sottocorteccia ed aiuta la persona ad “uscire da sé stessa” e questa entra in un nuovo livello.

L’umore rivela una comunicazione e delle possibilità di pensiero completamente differenti. È un metodo per elevarsi ad un nuovo livello. È così irreale che un nuovo grado del nostro sviluppo si forma in esso ed ecco perché noi lo incoraggiamo molto.
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(Da un “Discorso sull’Educazione Integrale” #11, del 16.12.2011)

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L’Amore degli amici (2)

Ci faccia luce su diverse questioni relazionate alla nozione “dell’amore degli amici.

1. Quale terreno c’è per il bisogno di raggiungere l’amore degli amici?
2. Dovrei scegliere gli amici e loro dovrebbero scegliere me?
3. Dovrebbe ogni amico esprimere apertamente i suoi sentimenti verso gli altri membri del gruppo, oppure è sufficiente per lui sentire l’amore per loro nel suo cuore, senza esprimere questo sentimento esternamente? Dovrebbe restare modesto e non vantarsi delle sue realizzazioni?

Certamente ogni persona dovrebbe esprimere apertamente l’amore per gli amici che c’è nel suo cuore, perché l’espressione aperta di questo sentimento può risvegliare il cuore degli amici allo stesso modo. Come risultato, i sentimenti degli amici si uniscono in un sentimento comune, che sarà più grande della loro somma aritmetica.

In questo modo ogni membro del gruppo riceverà un forte sentimento d’amore per gli amici e sentirà anche il bisogno di espandere questo sentimento. Dall’altro lato, se i membri del gruppo non esprimono i loro sentimenti apertamente, non possono essere impregnati dalla forza comune, collettiva e superare il loro personale egoismo.

In questo caso, è molto difficile vedere l’amico sotto una luce positiva. Ogni persona pensa di essere la sola persona giusta e che solo lei ama i suoi amici, mentre loro non contraccambiano i suoi sentimenti.

Ne deriva che le forze di una persona sono troppo deboli per essere capaci di raggiungere l’amore per i suoi amici ed esprimere i suoi sentimenti esplicitamente invece di nasconderli.
Una persona deve costantemente ricordare a sé stessa lo scopo dell’esistenza del gruppo,  altrimenti, il proprio egoismo cercherà di macchiare questo scopo, perché la sua sola preoccupazione è sempre il suo beneficio.

Una persona ha bisogno del gruppo per raggiungere la qualità di essere assorbita nel pensiero di deliziare i suoi amici senza richiedere niente in cambio e non affinché il gruppo la aiuti a riempire i suoi desideri egoistici. Dopotutto, se ogni membro del gruppo si aspetta solo di ricevere aiuto dagli altri, il gruppo è fondato sull’egoismo e lavora solo per incrementarlo. In questo caso, una persona vede il gruppo solo come un mezzo per soddisfare i suoi bisogni egoistici.

Quindi, dobbiamo tenere a mente che il gruppo deve essere costruito sull’amore per il prossimo. Quello che ogni membro del gruppo deve ricevere dal gruppo è l’amore per il prossimo e l’odio per il suo egoismo. Quando una persona vede che il suo amico cerca di sopprimere il suo egoismo, questo le dà delle forze aggiuntive per combattere il suo egoismo. Allora tutte le intenzioni degli amici si fondono in un insieme. In questo modo, se il gruppo consiste di dieci membri, ognuno di loro riceverà le forze di tutti i dieci amici che sopprimono il loro egoismo ed aspirano all’amore per il prossimo.

Ma se i membri del gruppo non esprimono i loro sentimenti reciprocamente a causa della loro finta modestia, allora i loro sentimenti non cresceranno più forti ed ognuno di loro perderà gradualmente il desiderio di progredire verso l’amore per il prossimo e ritornerà all’amore egoistico.

(Basato sull’articolo del Rabash “L’amore degli Amici (2))
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Le difficoltà del periodo transitorio

Le transizioni ai nuovi livelli di sviluppo sono sempre state indotte da piccole crisi: Educazione, società, finanza, e altri sistemi che via via hanno iniziato ad andare fuori ordine. I matrimoni hanno iniziato a sfaldarsi, lentamente ma costantemente con l’uso illecito di droga e alcol. Tutto ad un tratto il terrorismo è entrato in vista.

Il nervosismo dell’umanità si rivela. E’ un risultato di debolezze in tutte le sfere della vita, che sono state costruite in base alle leggi egoistiche che hanno fatto sì che tutti si concentrassero unicamente su sé stessi: questo è tuo, questo è mio, non attraversare la linea! Ognuno difende la propria libertà e il proprio spazio personale. Ora, la natura distrugge i confini tra di noi, rompe le pareti, e ci trascina in una sorta di vita comunitaria che cerchiamo di evitare perché non siamo ancora pronti per questo.

Quando i nostri ego erano ancora troppo piccoli, eravamo aperti a tutto. A quel tempo, non ci importava di vivere come una famiglia in un villaggio. La gente non chiudeva le porte ed erano molto cordiali l’un l’altro. Una grande famiglia (genitori, figli e nipoti) condividevano una stanza e non erano affatto in imbarazzo l’un l’altro.

Oggi, le cose sono diverse. Siamo separati dal nostro egoismo enorme: Tutti vogliono una stanza separata, ci si sforza di nascondersi dietro il computer o il telefono, e tendere al contatto con gli altri il meno possibile. La gente non si riunisce in più famiglie, ma si riuniscono per fare sesso e poi andare via.

Ma improvvisamente, la natura comincia a distruggere le partizioni e così facendo annulla la nostra separazione. La crisi attuale è la più grande di tutto quello che abbiamo sperimentato finora. Facciamo di tutto per ritardare, sviare, ma si manifesta su livelli più bassi a cui noi tutti ancora siamo interconnessi.

Attualmente, non esiste una cosa come una crisi familiare dal momento che le famiglie sono semplicemente rotte. Più della metà delle famiglie non può essere considerata di per sé una famiglia e non hanno alcun desiderio di far rivivere e ricostruire sé stessi. Il numero di persone che non desiderano sposarsi ha raggiunto il 70%! Oggi, è normale mentre una buona famiglia in cui i suoi membri si rivolgono l’un l’altro con amore e rispetto è diventato un anacronismo.

Il secondo grande problema è la droga. Rispettiamo questo tremendo fenomeno, la nostra lotta ad esso è mite e gentile. Realizziamo che è una cosa terribile, che non possiamo evitare perchè la società in cui viviamo e questa vita stessa ci obbligano a cercare vie di fuga.

Il problema successivo è come far crescere la nostra gioventù. Attualmente, la demografia sta calando, la popolazione non cresce molto e la gente non sa come prendersi cura dei propri figli. I genitori acconsentono a lasciare i bambini sia durante la notte che durante il giorno. I bambini non sono attaccati ai loro genitori molto a lungo, il divario tra le generazioni cresce. Siamo sul punto di perdere la prossima generazione, ma nessuno si preoccupa troppo di questo. Noi diciamo: “Che differenza fa se l’educazione dei nostri figli è buona o cattiva, che cosa cambia?” Questo è il modo in cui la pensiamo, non è neanche lontanamente realizzabile l’essenza del problema.

Sembra quasi che tutte le crisi precedenti non fossero grandi tali da risultare un colpo per noi, né da scatenare la nostra comprensione che siamo ormai in bancarotta sotto tutti gli aspetti della nostra vita. Il processo di sviluppo scorre sempre dal piccolo e debole per incidere sui grandi. Questo è simile alle punizioni dei bambini, ciò significa che in un primo momento cominciamo a convincerli e poi progrediamo a minacciarli con maggiori difficoltà. A questo punto, tutti noi stiamo attraversando un processo molto serio, è una questione di vita o di morte.

Stiamo attraversando due cicli seri di divergenze tra noi e la natura. L’integralità ci permette di renderci conto che siamo opposti alla natura e in contrasto con tutti i suoi sistemi, il che significa che in origine avremmo dovuto essere completamente interconnessi, ma facciamo tutto il possibile per evitare di rimanere uniti.

Siamo consapevoli che stare insieme sarebbe un bene per noi, ma non sappiamo come acquisire questo stato. Tutti nel mondo si rendono conto che se le persone si uniscono per l’educazione, tecnica, finalità pedagogiche e culturali, faciliterà l’intera situazione. Ma come possiamo agire contro il nostro ego? Non siamo in grado di farlo!

Ecco il problema: se non siamo in grado di unirci, noi resteremo affamati. Molto semplice! Non saremo in grado di fornire beni di prima necessità: cibo, calore, sicurezza, abitazione, e la salute fisica. Questi sono i cinque bisogni fondamentali che devono essere soddisfatti per poter sopravvivere.

In questo momento, la natura sta facendo pressione su di noi così tanto che se non corrispondiamo alle sue esigenze, non saremo in grado di provvedere ai nostri cinque bisogni principali. Tale nozione, come l’ecologia è parte del nostro requisito di sicurezza. Noi non riusciremo a fornire cibo e a mantenere una buona ecologia; entrambi sono intrecciate dal momento che uno influenza l’altro.

La preoccupazione, la paura, e i guai alla fine costringeranno l’umanità ad adottare misure drastiche. Se non facciamo nulla, la nostra resistenza e l’opposizione alla Natura ci porterà alla sofferenza, alle guerre, alle devastazioni, e all’obliterazione. Ad un certo punto, vi sarà la ri-valutazione delle nostre possibilità di sopravvivenza e arriveremo alla conclusione che dobbiamo unirci e raggiungere il quarto livello di sviluppo, il livello umano.
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(Tratto da un discorso sull’educazione integrale 12, 16.12.2011)

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L’Amore degli amici

Una persona nel nostro mondo è simile ad una persona che ha perso la sua strada in un campo. Ai giorni nostri, tutta l’umanità può essere anche comparata ad una grande massa di persone che, avendo perso tutti i punti di riferimento, sta vagando al buio intorno all’enorme campo della vita.

La via d’uscita di questa situazione, che si è presentata come risultato del nostro sviluppo egoistico, giace nel creare una società integrale; ovvero, giace nel cercare delle persone che hanno realizzato che la situazione attuale è ad un punto morto e che la sola soluzione è stabilire una connessione integrale tra le persone.

In questo caso, il campo della vita si trasforma da un campo vuoto e selvaggio in un campo benedetto di vita perché le persone in esso desiderano lavorare sul loro egoismo per raggiungere la qualità della dazione reciproca e quindi, diventare equivalenti alla Natura. In questo caso, il loro cammino viene chiamato “il cammino della dazione”.

Siccome la nostra natura egoistica è completamente contraria a questo cammino, c’è solo un modo per mettersi su questo cammino: essere in un gruppo di educazione integrale che lavora sullo sviluppo “dell’amore per gli amici” laddove ogni persona può aiutare il proprio amico a progredire proprio lungo questo cammino.
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(Sulla base dell’articolo del Rabash “L’amore degli Amici”)

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Addio al livello animato dello sviluppo

Domanda: C’è un concetto chiamato il ciclo di contatto nella Terapia della Gestalt. Questo include le fasi che ogni persona attraversa. La base dell’attività umana in un gruppo consiste in quattro fasi. Da dove deriva questo numero? Quante fasi ci dovrebbero essere in accordo alle leggi della natura?

Risposta: In accordo alle leggi della natura, ci sono quattro fasi che risultano dalla quinta, la più elevata, la zero. Lo zero è il primo vero livello, che è la natura in sé. Le quattro fasi dello sviluppo di un desiderio derivano da esso. La quarta fase è la forma finale dello sviluppo di un desiderio.

Così ci sono in verità cinque fasi, ma non prendiamo in considerazione la prima fase perché è al di là di noi e fa riferimento alla natura più elevata. Quindi, noi consideriamo solo le quattro fasi dello sviluppo di un desiderio. Noi sentiamo come nostra solo l’ultima fase delle quattro, come il nostro “Io”. Noi non lo consideriamo più come qualcosa che proviene dall’esterno, ma come qualcosa che emerge dentro di noi.

Domanda: Cosa sono queste fasi nel contesto del corso dell’evoluzione dell’egoismo?

Risposta: Queste sono la natura inanimata, vegetale ed animata. Noi ci troviamo oggi nella quarta fase, quella dello sviluppo umano.

Oggi noi siamo ancora trattati come nel livello animato, perché abbiamo cura del nostro corpo animato e di tutto quello che lo circonda. Noi siamo animali raffinati, ma ancora animali perché tutti i nostri problemi e le nostre preoccupazioni sono all’interno della nostra vita animale, il che significa che i nostri corpi fisici sono importanti per noi.

Tuttavia, un umano è un’immagine collettiva, Adam, laddove noi riuniamo tutte le nostre speranze, i pensieri, i desideri ed unendoci, ci eleviamo al di sopra della nostra natura fisica. Cioè qualcosa in natura ci risveglia e ci conduce verso di essa. Se noi rispondiamo appropriatamente alla chiamata della natura e seguiamo questa direzione corretta, arriviamo allo stato integrale “dell’umano”, nel quale tutti i nostri desideri ed i pensieri si uniscono.

Insieme, sentiamo questo desiderio e questa nuova coscienza che è al di sopra del livello animale adeguandolo tra di noi quasi nella misura di non sentire la nostra esistenza animata. Noi ci prendiamo cura del nostro corpo come se ci occupassimo di un animale, solo nella misura richiesta per la sua esistenza. Noi diamo il cibo, il sesso e la famiglia al corpo nella misura dei suoi bisogni fisici. Il resto delle nostre necessità lo eleviamo al livello dell’unione, dell’integralità e della reciproca responsabilità.

Questa è la quarta fase che abbiamo bisogno di raggiungere. L’attuale pietra angolare della crisi estremamente critica è solo il punto di biforcazione attraverso il quale dobbiamo passare. Spero che vi passeremo più o meno dolcemente realizzando che dobbiamo elevarci al prossimo livello.
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(Da un “Discorso sull’Educazione Integrale” #12, del 16.12.2011)

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Disturbi psicologici

Domanda: Nel caso dovesse trapelare che delle persone del gruppo dell’educazione integrale abbiano dei disturbi psicologici, come dovremmo interagire con loro?

Risposta: Li demarchiamo immediatamente e cerchiamo di capire in che misura possono comportarsi in una struttura generale e la misura in cui il lavoro su di loro possa influenzare negativamente sulla loro psiche. In questo caso, li allontaniamo dal gruppo, gentilmente e con cautela, per qualche periodo di tempo o in maniera permanente.

Noi abbiamo degli psichiatri i quali possono dare le loro conclusioni dopo aver osservato la persona dall’esterno per qualche periodo ed utilizzando i rapporti dei loro amici e di quelli più vicini. Indubbiamente, se una persona con una mente danneggiata resta in un gruppo per un lungo periodo di tempo, questo può dare un risultato negativo, un’ondata di energia molto cattiva.

Comunque, raramente ci imbattiamo in simili problemi, ci sono molte poche persone del genere. Come regola, loro vengono equilibrate in qualche modo.

Noi le allontaniamo per qualche tempo e poi diamo loro l’opportunità di ritornare. Poi le allontaniamo ancora, ed esse ritornano ancora. Questo avviene un certo numero di volte; loro non possono avanzare allo stesso ritmo del gruppo. Ecco perché è positivo per loro essere allontanate un po’. Comunque, in generale, molti di loro trovano una qualche forza per compensare.

Domanda: Oggi le persone affrontano degli stati depressivi profondi, non semplicemente un cattivo stato d’animo, ma la depressione più profonda che richiede degli antidepressivi, gli ospedali e così via. Se ci imbattiamo in simili avvenimenti, raccomandiamo alle persone di andare dal dottore oppure cerchiamo di correggere questo attraverso il sistema integrale?

Risposta: Nei casi clinici, solo un completo cambiamento dell’ambiente può aiutare, mediante il quale tu porti la persona con un gruppo particolare nella natura, alla spiaggia, o al fiume e lì cominci ad effettuare delle sessioni molto serie con lui ed in più molto sport all’aria fresca.
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(Da un “Discorso sull’Educazione Integrale” #11, del 16.12.2011)

La generazione persa della Spagna? No, una nuova Ritrovata!

Nelle notizie: (da ABC News): “Approssimativamente metà degli spagnoli tra i 17 e i 24 anni sono disoccupati, il più alto livello tra le diciassette nazioni che usano l’euro. È il disegno devastante di una gioventù rovinata che minaccia di distorcere il tessuto sociale spagnolo degli anni a venire, tristi sogni, strutture familiari in tensione che distruggono il benessere di una popolazione che invecchia velocemente”.

“Questo mette l’intero welfare in uno stato di rischio” ha detto Gayle Allard, specialista di mercato dello IE, Scuola di Affari di Madrid. “Le persone giovani che arrivano adesso al mercato sono la generazione persa. Stanno perdendo il vantaggio della loro giovinezza ed energia che non ritorna”.

“Le figure vacillanti disoccupate – 48.6 % di spagnoli tra i 16 e i 24 anni; 39% per quelli che hanno tra i 20 e 29 anni, hanno terribili conseguenze per una nazione che si è abituata alla prosperità dietro il boom di proprietà che è collassato nel 2008”.

“Il 1.6 milione di giovani disoccupati e giovani adulti di una nazione di 47 milioni rischia di non poter mai iniziare una carriera. Probabilmente non accumuleranno mai dei beni come le proprie case o dei risparmi fino all’età di 40 anni. E sicuramente dovranno affrontare dei tassi molto alti per sostenere il costoso sistema di welfare sociale della Spagna”.

“Inoltre, si aspetta che smettano di avere dei figli, o a farne meno dei loro genitori, riducendo il numero di nascite che è già calato ora che la generazione dei Baby Boomers spagnoli inizia ad andare in pensione.

Questo significa un minor numero di persone per assorbire i costi della cura della crescente schiera di pensionati”.

“La rabbia e la frustrazione tra i giovani adulti ha già messo radici. Migliaia di tende di protesta erette l’anno scorso in primavera e in estate a Madrid e a Barcellona in tende nelle piazze centrali”.

Il mio commento: C’è solamente una soluzione: cambiare l’attitudine verso la produzione, il lavoro e la società, cioè, verso la vita in genere. Ci è stata data per vivere in equilibrio con la natura e con la società, ricevere ciò che è necessario, essere contenti di cose ragionevoli che anche tutti gli altri ricevono, lavorare quanto sia necessario, e usando le risorse naturali per coprire questi bisogni. La pubblicità è proibita; tutto si riduce al livello necessario, includendo la produzione di farmaci pericolosi.

Per iniziare dobbiamo descrivere la struttura di tale società e poi creare un piano preliminare per una transizione indolore. E tutto il tempo liberato (80, 90% dell’attuale tempo di lavoro), tutto il tempo libero delle nostre mogli, gli anziani, e i ragazzi dovrebbe essere dedicato all’educazione, organizzato in centri comunitari, grandi supermercati vuoti, centri commerciali, alberghi e attuali luoghi di vizio.

La Spagna è un esempio del futuro di tutti, inoltre, questo è solo l’inizio, possibilmente, di un futuro cruento se non organizziamo l’educazione delle masse!
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Le critiche delle donne

Domanda: Se una donna possiede una mente critica, forte e acuta e riesce a vedere che c’è un certo squilibrio nel gruppo degli uomini, lei può dire questo a loro?

Risposta: Mai. Ma può descriverla e valutarla. Inoltre, le sue valutazioni possono essere molto serie, molto più serie di quelle degli uomini.

Le donne vedono queste cose dall’esterno – le vedono correttamente. Non c’è niente che possano fare di loro stesse, ma hanno la grande abilità di vedere quello che accade agli uomini. E quest’abilità può essere usata, non dal gruppo degli uomini, ma dagli educatori.

Gli uomini non dovrebbero mai saperlo o sentirlo. Dovrebbero unicamente sentire un’influenza positiva, uno stato di anticipazione del loro eroico atto, l’ascesa oltre loro stessi.

Domanda: E allora con chi devono condividere le donne le loro critiche, con le loro amiche?

Risposta: Le donne dovrebbero avere un desiderio interiore per far cambiare le cose tra gli uomini. Possono farlo anche discutendone tra di loro, ma queste dovrebbero essere delle discussioni positive, come tra “molte tate che hanno un neonato”.
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(Tratto da “Una conversazione sull’educazione integrale” n.10, 16.12.2011)

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