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C’è una donna dietro ogni uomo di successo

Domanda: Le donne dovrebbero agire come se gli uomini si trovassero già nella qualità di Lishmà (intenzione altruistica)?

Risposta: No! Le donne non dovrebbero pensare che gli uomini siano già a tale livello. Li devono vedere come dei bambini: Tutti insieme stiamo partecipando a questo gioco. Loro trattano gli uomini come una madre tratta i suoi figli e come una moglie che manda il marito a lavorare.

Dicono che c’è sempre una donna dietro ogni uomo di successo, e questo è realmente vero. Non potrebbe essere in altro modo. Allora, vogliamo essere degli uomini fortunati!
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(Tratto dalla lezione 2 del Congresso di Vilnius, 23.03.2012)

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Il tipo di egoismo speciale delle donne

In base alla nostra natura, la natura di un essere creato, la connessione esiste solamente tra gli uomini. Le donne non si connettono tra di loro perché il loro egoismo è di un genere diverso. Non è né buono né cattivo.

È importante lavorare nella nostra natura originale senza cercare di danneggiarla. È importare lavorare con il materiale con il quale siamo stati creati e comprendere che raggiungeremo il traguardo solamente se usiamo la nostra natura in modo adeguato.

Mettendo uomini e donne in un gruppo, nel processo di lavorare insieme sentiamo una connessione diversa tra gli uomini che tra le donne.

Non si sente così tanto nella vita reale come nelle nostre lezioni sulla metodologia integrale.

Letteralmente, in mezz’ora, un’ora di studio comune, la parte maschile inizia a sentire che la loro natura è pronta per andare avanti ed essere connessi con tutti mentre la parte femminile si sente incapace di lavorare sull’avvicinamento di una con l’altra.

Il miglior risultato si raggiunge attraverso il supporto delle donne agli uomini con la loro intenzione e sforzi mentre gli uomini si avvicinano uno all’altro.
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(Tratto dalla seconda lezione del Congresso di Vilnius, 23.03.2012)

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Tutto inizia con una donna

Domanda: Quanto è importante il lavoro pratico delle donne? Ad esempio, quant’è importante che le donne partecipino ai seminari invece di stare a fare le loro cose?

Risposta: Gli uomini non sarebbero capaci di fare assolutamente niente da sé!
Possono riunirsi, stare in giro, cantare come sempre, queste cose sono buone, ma è solamente preparazione. Il vero lavoro non può esistere senza la forte parte femminile che allo stesso tempo genera la sua aspirazione al traguardo comune. Non può essere in un altro modo! Noi vediamo questo dappertutto, sempre. Ci sono molti esempi nella storia. Questo viene dalla struttura del Partzufim superiore, dai mondi superiori; se noi non innalziamo questo desiderio a Malchut, esso non forma, e senza di esso, non accade niente. Perciò, le donne devono prendere questo molto seriamente.

Prima, io dirigo la mia attenzione verso la parte femminile perché tutto inizia da lì. Io vi chiedo di comprendere che qui tutto dipende dalle donne. Gli uomini possono essere “lanciati”, manipolati, e le donne lo sanno molto bene. La maniera giusta di manipolare gli uomini è basata nel dirigergli seriamente verso il traguardo; una donna può fare questo direttamente con il suo desiderio, con una parola sola, con qualsiasi cosa lei faccia. È molto facile per lei, per l’uomo è molto difficile, praticamente impossibile, avanzare per conto proprio.

È per questo motivo che c’è sempre stata una regola nella Kabbalah, che gli scapoli non potevano essere ammessi come studenti. È così perché senza il desiderio di una donna accanto a te che pensa al tuo successo, non sarai in grado di avanzare.
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(Tratto dalla seconda lezione del Congresso di Vilnius, 23.03.2012)

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Il potere delle donne e degli uomini: Una condizione per l’ascesa spirituale

Noi studiamo il ruolo degli uomini e delle donne basandoci sul sistema dei mondi spirituali, perché solo da lì possiamo prendere degli esempi, e non dal nostro mondo.

Ci sono milioni di teorie nel nostro mondo e vediamo che perfino adesso non sappiamo il ruolo giusto degli uomini e delle donne, quindi, il nostro mondo è imperfetto.

Nel mondo spirituale, c’è la qualità di Bina, dazione, e noi dobbiamo diventare uguali a questa qualità. Per farlo, dobbiamo unirci in maniera talmente integrale da essere capaci di connetterci con Zeir Anpin, e poi ci solleveremo a Bina.

 

È un sistema molto complicato con molti elementi diversi. Esso ci controlla, emette tutti i segnali alle anime; ci lancia, e noi in cambio, ascendiamo verso esso.

In base a questo sistema, ci sono due forze nel mondo: quella femminile e quella maschile. È impossibile ascendere attraverso solo una di esse. Solamente l’uso corretto di entrambe crea le condizioni necessarie sufficienti per l’ascesa.

L’inclinazione femminile crea un enorme desiderio. Ma questo desiderio non può essere realizzato indipendentemente poiché è solamente un desiderio, che non ha il potere di realizzare sé stesso.

E vicino a esso c’è l’altra forza, la forza maschile.

La donna fornisce il bisogno all’ascesa. Spinge la forza maschile. Crea un enorme desiderio da sé stessa, ispira, dirige, prega e forma. Spinge gli uomini in avanti, come una madre che manda i figli a scuola e il marito al lavoro. Lei crea gli sforzi, che permettono loro di avanzare, altrimenti non si sarebbero mossi. E grazie a questi sforzi, la parte maschile prende il desiderio femminile, inizia a realizzarlo, e ascende avanti.

La donna è la carenza di soddisfazione, un enorme desiderio, senza il quale niente potrebbe esistere. E l’uomo è la forza che già trasforma questa mancanza nella forza motrice e raggiunge il Creatore. Lui raggiunge il Creatore con l’aiuto del desiderio che ha ricevuto dalla parte femminile; lui innalza questo desiderio, e insieme lo realizzano.

 

Così erano le cose inizialmente nel nostro mondo: Un tempo, l’uomo andava a caccia e portava a casa la sua preda, e adesso va al lavoro e porta a casa il suo stipendio. In questa maniera esiste la famiglia, così è il mondo.

Nel nostro gruppo non possiamo rompere queste condizioni naturali; altrimenti non potremmo corrispondere alla struttura superiore. Dobbiamo essere costantemente come il Partzuf superiore.

Quindi, abbiamo bisogno del desiderio femminile, il loro enorme sforzo, la preghiera dal fondo dei loro cuori. Le donne, in questo modo, possono influenzare gli uomini con il loro desiderio silenzioso. Gli uomini potrebbero sentire che le donne stanno gridando, anche se in realtà non dicono una sola parola, semplicemente perché vogliono.

Gli uomini hanno l’abilità di percepire il desiderio delle donne in tal modo di sentire di volere realizzarlo. Lui deve realizzarlo; è così che siamo fatti. Se noi dirigeremo i nostri desideri comuni in maniera giusta, raggiungeremo lo scopo assolutamente.

È impossibile andare avanti senza le donne. Loro iniziano questo movimento; loro sono le prime a reagire ai cambiamenti in questo mondo, al nostro metodo. E gli uomini devono connettersi con loro e realizzare il metodo. Perché? Perché il potere che ci spinge avanti è il potere di dazione. Le donne devono provvedere la carenza e il bisogno, e gli uomini, la creazione del potere di dazione.

Noi costruiamo i nostri gruppi basandoci su questo principio.
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(Tratto dalla seconda lezione del Congresso di Vilnius, 23.03.2012)

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La donna è un desiderio

Domanda: Tutti noi, uomini e donne, stiamo cercando un modo per ascendere al prossimo grado. Come può una donna arrivare alla comprensione corretta di questo? Dopotutto, gli uomini si uniscono e discutono queste questioni nei gruppi, mentre la donna non partecipa a questo processo.

Risposta: La donna è il vaso che l’ uomo ha bisogno di riempire con il suo lavoro verso il Creatore. Con che cosa riempie questo vaso? Con il Creatore. Qui l’Uomo agisce solo come un mezzo. Questo è ciò che chiamiamo uno schermo per la luce riflessa. Questo è il lavoro degli uomini. E il lavoro delle donne è un enorme desiderio per la rivelazione del Creatore.

Allora, dove vedete voi una piccola parte di una donna, se lei è in realtà il desiderio stesso, senza il quale l’uomo non ha nulla da fare?  E’ per questa ragione che gli uomini scapoli non venivano accettati nella kabbalah. Cos’hai da fare lì, se non hai una sposa? Questo è chiamato “la metà di un corpo”. C’è un concetto nella kabbalah: un uomo scapolo è la metà di un corpo. Con la metà di un corpo solamente, non puoi venire a studiare.

E’ per questo che dobbiamo capire qual è la parte della donna.
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(Dal Congresso di Vilnius del 24.03. 2012, Lezione 3)

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Chi supporterà chi?

Domanda: Quando un uomo sta attraversando degli stati spiacevoli, noi raccomandiamo che si connetta al gruppo e che risolva lì il suo problema, attraverso la connessione integrale con gli altri. Che cosa si può raccomandare a una donna in un caso del genere?

Risposta: Gli istruttori maschi, che insegnano nei gruppi delle donne, devono accorgersi di queste cose e aiutare le donne. Diversi uomini, e non solamente uno, devono lavorare con gli stati delle donne. Tuttavia, il lavoro costante con il gruppo conduce le donne al superamento di tali stati.

Domanda: Che cosa intende quando dice che gli istruttori maschi devono lavorare con le donne?

Risposta: Supportare, insegnare delle cose, avere delle conversazioni individuali con le donne.

Quando diversi istruttori maschi vedono che una donna si trova in uno stato molto difficile, dobbiamo lavorare con le donne, anche se questo accade raramente; abitualmente le donne superano questi stati da sé; per gli uomini è molto più difficile.

Generalmente ci dovrebbero essere due istruttori per parlare con una donna. E se abbiamo un marito e una moglie in gruppi separati, possiamo metterli temporaneamente in un gruppo in modo di poter influire sulla moglie attraverso il marito e viceversa.

Domanda: Che cosa intende con “influenzare”?

Risposta: Supporto, per esempio, se l’uomo è caduto o è diventato più debole nel suo sviluppo integrale.

Domanda: E in maniera inversa? Possiamo influire su una donna attraverso un uomo?

Risposta: Può essere fatto in una famiglia. Possiamo dire al marito di supportare la moglie, ma non deve dire a lei che gli è stato chiesto di farlo. Naturalmente le mogli decidono tutto tra di loro. In ogni situazione, noi consigliamo uno dei partner di dare in maniera non diretta all’altro partner l’importanza di ulteriore avanzamento integrale, e mostrare che questo lo fa più grande (lui o lei) agli occhi dell’altro partner, e lui o lei sono valutati molto.
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(Tratto da “Un discorso sull’educazione integrale” n.11, 16.12.2011)

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Alla ricerca di un partner spirituale

Fino a 40 anni fa, il divorzio veniva considerato un atto disonorevole, oggi non c’è nulla di strano. La gente non capisce il motivo per cui dovrebbe sposarsi, mettere al mondo dei figli, e perché dovrebbe continuare a vivere!

Se non trova una risposta a questa domanda, una persona non avrà bisogno di avere una famiglia e dare alla luce dei bambini. Io posso tranquillamente continuare a vivere da solo, quello che succederà in seguito non è affar mio. È questo il modo in cui oggi il nostro ego si rapporta alla vita.

Se però io scopro uno scopo più elevato, come aprire le porte di un altro mondo, verso l’intenzione eterna, e inoltre so che questo può accadere qui ed ora, anche se questo comporta maggiore responsabilità e mi impone più doveri, come ad esempio annullarmi per raggiungere questo obiettivo e raggiungere la sua importanza, questo mi costringe a creare una famiglia.

Successivamente, sposo una donna scegliendola non seguendo i miei istinti animali, ma piuttosto come risultato della mia ricerca di un partner spirituale! Mia moglie sta con me tutto il tempo e diventa un indicatore che traccia se sono ancora sulla strada giusta.

Poi raggiungiamo davvero l’obiettivo che ci connette, e invece di tollerarci solamente l’un l’altro, ci uniamo insieme come un tutt’uno! Questo si chiama: “Un uomo e una moglie e la Shechinà (la Divinità) tra loro”.

Cominciamo a relazionarci l’un l’altro attraverso il Creatore dal momento che non siamo soli: Egli è sempre tra noi. Ecco perché vedo mia moglie attraverso il prisma del Creatore, cioè, io vedo sia il Creatore che lei. Di conseguenza, lei vede il Creatore e me.

Se non prendiamo in considerazione il terzo fattore non saremo in grado di costruire un triangolo (un uomo, una moglie, e l’obiettivo), né saremo in grado di vivere insieme. A livello animale questo è possibile, ma a “livello parlante” non è fattibile.

Non sarò in grado di identificare il Creatore se non guardo mio marito o mia moglie attraverso questo prisma.

In origine, eravamo parte di una sola anima comune: Adamo ed Eva. Ora, dobbiamo far rivivere questa “struttura”, anche se il serpente (il nostro ego enorme) ci ha diviso. Dobbiamo correggere questo “serpente” e rivelare il Creatore tra noi.

Domanda: Quindi è inutile aspettare che arrivi il “principe azzurro su un cavallo bianco.”? Dovremmo piuttosto cercare il Creatore?

Risposta: Il Creatore è sopra ogni altra cosa! In seguito devi concentrarti su chi Lo può riempire nei tuoi occhi.
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Le critiche delle donne

Domanda: Se una donna possiede una mente critica, forte e acuta e riesce a vedere che c’è un certo squilibrio nel gruppo degli uomini, lei può dire questo a loro?

Risposta: Mai. Ma può descriverla e valutarla. Inoltre, le sue valutazioni possono essere molto serie, molto più serie di quelle degli uomini.

Le donne vedono queste cose dall’esterno – le vedono correttamente. Non c’è niente che possano fare di loro stesse, ma hanno la grande abilità di vedere quello che accade agli uomini. E quest’abilità può essere usata, non dal gruppo degli uomini, ma dagli educatori.

Gli uomini non dovrebbero mai saperlo o sentirlo. Dovrebbero unicamente sentire un’influenza positiva, uno stato di anticipazione del loro eroico atto, l’ascesa oltre loro stessi.

Domanda: E allora con chi devono condividere le donne le loro critiche, con le loro amiche?

Risposta: Le donne dovrebbero avere un desiderio interiore per far cambiare le cose tra gli uomini. Possono farlo anche discutendone tra di loro, ma queste dovrebbero essere delle discussioni positive, come tra “molte tate che hanno un neonato”.
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(Tratto da “Una conversazione sull’educazione integrale” n.10, 16.12.2011)

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Un’educazione amorevole

Domanda: La creazione di fondamenti teorici del nostro corso include molti aspetti: la creazione di programmi e la scrittura. Le donne possono partecipare a questo lavoro?

Risposta: Le donne non devono partecipare nell’integrazione sia pratica sia teorica, ma possono assisterci. Alcune donne hanno un sentimento interiore speciale, ma ne ho trovate soltanto poche così. Tra la grande quantità di donne che io sento e osservo, queste donne dovrebbero essere una tra mille, non più di questo.

Commentario: Va bene, ma a casa…

Risposta: A casa una donna non ha il diritto di puntualizzare il marito su qualsiasi cosa. Non deve! In questo modo reprime il marito. Deve agire delicatamente, come una madre con il figlio. Quando fa questa parte, come una madre con il figlio, lei ottiene tutto. Ma con la pressione conduce solamente alla discussione e al divorzio. Questo non è curare.

E il marito ha bisogno di cure. Lei vuole questo. E avere cura può essere fatto solamente con amore.

Commentario: Oggigiorno l’80% delle donne rimproverano costantemente i loro mariti, segnalandoli di fare le cose in maniera incorretta, di spendere il loro tempo nelle cose sbagliate, e cosi via.

Risposta: É per questo motivo che il 60, 70% dei giovani non desidera sposarsi. È giusto! Perché dovrei volere una famiglia cosi? E questo conduce sia al divorzio sia a che le persone non pensino a sposarsi e perfino a coabitare senza avere degli obblighi.

Gli abbiamo educati in maniera incorretta.

Domanda: Che cos’è l’educazione in relazione alla comunicazione tra uomo e donna?

Risposta: Essi non dovrebbero parlare di quanto sia cattivo uno o l’altro. Qualsiasi cosa tranne questa. Io non parlo mai di questo con mia moglie. Abbiamo smesso di farlo prima di sposarci, durante i primi tempi di fidanzamento.

Alcune volta accade di segnalare al proprio partner delle cose perché vedi che facendole si fa del male. Allora puoi dire gentilmente che sta facendo male alla sua salute. Ma non devi farlo mai direttamente. Che cosa ti darà questo? Le cose accadono, ma questa dovrebbe essere un’eccezione e non la regola.

E allora, di che cosa dovrebbero parlare le persone? Solamente di cose gradevoli. L’uomo ha bisogno di andare a casa come da sua madre, che avrà cura di lui e lo terrà al caldo. Lui deve sentire che la sua casa è la sua fortezza, non la sua prigione. Se no, che cosa ci tornerebbe a fare? Adesso viviamo come pensiamo.

Domanda: Allora, su che cos’è l’educazione?

Risposta: Se tu mostri al tuo compagno che lo (la) ami, loro indirettamente vedranno che alcune delle loro azioni sono indesiderabili e dannose, e non le faranno. Se tu mostri indirettamente di aspettarti qualche cosa da loro, loro sentiranno di poter farlo per te. Ma questo può essere fatto unicamente con gentilezza.

L’educazione va fatta solamente con gentilezza. Un bambino piccolo cresce solamente se gli dai, se lo soddisfi, se ti prendi cura di lui. La stessa regola si applica se desideri cambiare o formare una persona.

Domanda: E allora dove è il posto per lo “sferzino”, la seconda linea, che deve essere presente?

Risposta: Questo non deve esistere tra un uomo e una donna. Mai.

Dobbiamo interagire tra di noi causando solamente dei sentimenti positivi nei nostri partner e causare poco disappunto, solo al punto della personale abilità di cambiare costantemente. Se il tuo partner vede che dalla sua prospettiva l’azione è corretta, ma non dalla tua, e tu lo mostri con una grande offesa, anche se non lo riguarda, questo non aiuterà a correggere le sue azioni. Uno dovrebbe essere intelligente in questo.

Ma vediamo che non educhiamo assolutamente le persone in questo mondo. Quando una persona si laurea, sa un poco di fisica, un poco di matematica, ed è tutto. Entra nella vita senza la conoscenza dell’interazione o l’educazione dei bambini – nessuna conoscenza. L’unica materia che è stata introdotta nelle scuole è l’educazione sessuale, che è necessaria unicamente per completare tutto il resto. Per questo motivo la nostra educazione, se possiamo chiamarla cosi, è molto brutta.

L’educazione integrale fa si che nella famiglia le persone danno le une alle altre poiché la famiglia può essere costruita solo su concessioni reciproche. Il mio insegnante diceva che l’amore è qualche cosa che cresce dalle concessioni reciproche, quando “metti te stesso da parte”, e permetti che l’altra persona entri in te, e lei fa la stessa cosa e ti fa entrare in sé. Né risulta che ogni partner entra uno nell’altro, e questo segmento reciproco è chiamato famiglia, e la sensazione del tuo partner dentro di te è chiamata amore.
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(Tratto da “Una conversazione sull’educazione integrale” n.10, 16.12.2011)

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Tavola rotonda: Le donne assumono responsabilità

Il 6 marzo, il movimento Arvut (garanzia reciproca) ha tenuto una tavola rotonda alla Knesset, il ramo legislativo del governo israeliano. Alla tavola rotonda hanno partecipato donne parlamentari ed eminenti figure pubbliche: Vice Ministro Gila Gamliel, deputati Ronit Tirosh, Orit Zuaretz, Dr. Rachel Adachi e Yulia Shamalov-Berkovich, imprenditrice Galia Albin, Ola Najm, avvocato, “Donne contro la violenza,” Vered Sweid, direttore generale dell’autorità per l’avanzamento della condizione della donna nell’ufficio del primo ministro, Ian Zamir, direttore esecutivo dell’organizzazione “Noi il Potere” e Ilanit Trabalsi, un rappresentante del movimento Arvut.

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I partecipanti hanno affrontato questioni relative alla condizione delle donne in era moderna e discusso suggerimenti su come migliorare la situazione delle donne. La discussione ha riguardato una vasta gamma di argomenti: diritto, politica, affari, religione, comunità, comunicazione intersettoriale, e la società in generale. Alla discussione hanno partecipato decine di attivisti del Movimento Arvut e laureandi del corso organizzato dall’Associazione “La forza delle donne”.
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