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Il pulsante nascosto

Domanda: Gli sforzi interiori causano sofferenza. Possiamo dire il contrario, cioè che questi dolori provengono direttamente dalla natura in forma di uragani e altri disastri naturali?

Risposta: Nel complesso, la risposta è sì. Invece di ricostruire le case che sono state distrutte dall’uragano e ricevere colpi ancora più terribili, possiamo muoverci internamente a lavorare e fare sforzi mentali. Questi sforzi dovrebbero essere qualitativi, sebbene la natura ci obbliga a muoverci verso sforzi quantitativi.

Questa differenza tra la qualità e la quantità è enorme. Lo sappiamo dalle leggi della piramide, che è divisa in quattro livelli: l’inanimato (s), il vegetativo (v), l’animale (a) e l’umano (h). Nel livello dell’essere umano noi facciamo degli sforzi mirati a uno scopo.

Ma le altre persone sono a un livello più basso. Pensate agli sforzi che devono fare per l’intera larghezza della base della piramide! Che grande area di desiderio ricoprono, quante tonnellate di cemento e ferro, quante ore di lavoro consumate, quante malattie attraversate e quale grande mancanza viene risentita!

Noi siamo al di sopra di questo livello e possiamo cambiare le difficoltà e le sofferenze di miliardi di persone per molti anni con un clic su un pulsante.

Ma non credo che spingere questo pulsante sia più facile che un migliaio di anni di lavori forzati. Non è per caso che il popolo di Israele gridò nel deserto e che era disposto a tornare al duro lavoro in Egitto, a lavorare di nuovo per il faraone, solo per evitare di spingere questo pulsante.

Questa è l’essenza della decisione che una persona deve prendere, così che il nostro mondo non scompaia fino alla fine della correzione.

Premendo questo pulsante tu devi essere consapevole e realizzare ciò che dovrà succedere, non puoi fare clic ed essere sorpreso dall’esito; nella spiritualità tu premi il pulsante solo quando sei a conoscenza di tutte le azioni che succederanno dopo. In altre parole la forma della redenzione esiste già in esilio.

Devi immaginare il processo; altrimenti non hai scelta, perché scegliere significa comprendere il futuro ed è per questo che lo scegli.

Qualitativamente, questo lavoro è molto più difficile rispetto al lavoro ordinario. Quindi anche se avrebbero potuto farlo, loro gridarono: “Lasciaci tornare indietro! Lasciaci cambiare questo lavoro con il precedente tipo di lavoro!”

Domanda: Allora perché i kabbalisti sostengono che il percorso della Torà è più facile rispetto al percorso delle sofferenze?

Risposta: Cerca di pesare due cose diverse con la stessa scala: un quantum di luce con miliardi di tonnellate di rocce. Possono essere paragonati? L’energia della luce interiore è miliardi di volte maggiore del peso fisico delle rocce. Ma queste cose sono incomparabili nella tua percezione egoistica, nei tuoi sensi immaginari. Prima dobbiamo cambiare la nostra scala di valori. È scritto: “il giusto è il fondamento del mondo”. La sua potenza e valore sono molto più grandi di tutta l’umanità. Senza di lui la gente non può fare nulla, loro non esistono affatto nella spiritualità. Quindi non si possono pesare i due tipi di sforzi dallo stesso strumento.

Domanda: Allora tutti dovranno spingere quel tasto alla fine?

Risposta: No, nemmeno tutti i figli di Israele, il che significa tutti coloro che anelano direttamente al Creatore. Tutti partecipano nel premere il pulsante, ma è difficile dire chi avrà il ruolo di protagonista nel futuro.

Da un lato, una persona non può avanzare senza un leader. In ogni generazione ci deve essere qualcuno che tira in avanti e trascina gli altri. D’altra parte, può esserci qualcosa di simile al Sinedrio, un gruppo di persone che sono pronte e in grado di trovare la forza generale che condurrà il popolo dalla connessione fra loro. Non credo che c’è qualcuno  in grado di fornire una chiara prognosi, ma non importa. La cosa principale è che noi stiamo avanzando. Ciò che è necessario è che questo dovrà accadere. La mancanza di conoscenza in questo caso non è un problema.

In un modo o nell’altro, tutti parteciperanno nel processo fino alla fine della correzione, fino all’ultimo clic, tutti saremo nella piramide. Solo la luce della fine della correzione trasformerà la linea in un cerchio. I livelli della scala spirituale non cambiano, e solo quando in tutti i Malchut entrerà la correzione e raggiungeranno il Keter diventando uguali ad esso, succederà che tutte le forme scompariranno, fatta eccezione per il cerchio.

Domanda: Quele tasto è l’amore per gli altri?

Risposta: Sì, ma attraverso l’amore per gli altri, aneliamo all’amore del Creatore, dobbiamo ricordare questo.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah,  04.11.2012, Matan Torà, (Il dono della Torà))

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Cosa spinge l’uomo?

Domanda: Se guardiamo un cane, troviamo che le sue esigenze di base sono il cibo, il sonno e il sesso. Quindi cosa spinge l’uomo?

Risposta: Anche nell’uomo, è la stessa cosa: cibo, sesso e famiglia. Questi sono i desideri animali, fisici. Il livello successivo dei desideri è quello sociale, questi vengono creati in noi sotto l’influenza della società circostante. Questo suscita in noi ulteriori desideri: ricchezza, fama (potenza) e scienza (conoscenza). Questo significa che i primi tre desideri sono fisici e i tre successivi sono apparentemente spirituali.

Domanda: Da dove vengono sensazioni come la fiducia nel futuro per me e i miei bambini?

Risposta: Tutto è incluso. Assolutamente tutto!

Tutto è incluso all’interno di questi tipi di desideri: i tre desideri corporali e i tre desideri che sono, apparentemente, «spirituali», cioè sembra che arrivino dall’esterno del corpo dell’uomo e non vengano utilizzati direttamente come i piaceri corporali.

Domanda: Ma il desiderio di non fare nulla, che tutti mi lascino in pace, di non toccarmi, di scomparire e basta, è incluso anche questo?

Risposta: Questo è ciò che vuole il nostro desiderio generale, l’egoismo.

Il desiderio di pace può essere scoperto anche quando si corre da un angolo all’altro, in particolar modo questo crea in te un senso di pace. Prova a fermare un bambino, per lui fermarsi in un posto, al contrario, lo porta in uno stato d’ansia e quando lui corre si diverte, questa è la pace per lui. Questo per dire che tutto è sentito secondo il desiderio. Quando è in equilibrio, in pienezza, saziato, il desiderio sente se stesso rilassato.

(Dalle “Conversazioni con Michael Laitman,” di KabTV 10.03.12)

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Una scintilla di Luce in un mondo virtuale

Baal HaSulam, Shamati, Articolo 3: “Il caso della realizzazione spirituale:” Dal momento in cui il desiderio di ricevere è chiamato “creatura” e un “nuovo discernimento,” l’espressione comincia precisamente dal posto dove il desiderio di ricevere inizia ad assimilare impressioni. Il discorso sono discernimenti, parti d’impressioni. Per ora c’è già una correlazione tra la Luce e il desiderio di ricevere.

Domanda: Cos’è la Luce?

Risposta: Qualcosa di speciale è evocato in te, un fenomeno eccezionale e tu la chiami Luce. Quando arriva, sai che cosa intendi quando la si nomina.

In quel momento, comunque, non hai il vaso corretto per sentire questo fenomeno. Fino a che non acquisisci il raggiungimento spirituale, tutti i tuoi desideri sono mirati al tuo auto-beneficio: ”tutto per me stesso, per il mio bene, usare gli altri, tutto per il mio bene e contro gli altri.” Questa è più o meno la strada di come le cose funzionano oggigiorno e allora essendo in questi desideri non puoi sentire il fenomeno della dazione, amore, cooperazione, connessione e un’aspirazione verso l’esterno – tutte le cose che sono chiamate “Luce.” Per te non è Luce ma oscurità.

Qualche volta si fa scuro e cattivo: Tu ti senti impotente e non hai voglia di fare niente; non vedi nessuna luce alla fine del tunnel. Questo è come i tuoi desideri ti appaiono senza la tipica illuminazione del nostro mondo, senza quella sottile illuminazione che rischiarerà l’oscurità nel vaso.

Dopo tutto, nei nostri magri desideri, solo un piccolo bagliore si può far vedere, dando un po’ di vita e gioia. Questa scintilla è così piccola che questa può penetrare persino gli egoistici vasi di ricezione. Io vivo in loro ai livelli inanimato, vegetativo e animale; l’intero sistema umano è al di sopra di questo e io non sono parte di questo.

Ci sono desideri di ricevere e desideri di dazione su quel livello che saranno rivelati in me l’uno opposto all’altro. La linea sinistra è l’inclinazione maligna, il vero ego che è rivelato nella misura in cui voglio connettermi agli altri e così agisco. Così attiro la Luce che Riforma e provo ad acquisire la forza benevola e lavorare tra le due inclinazioni nella linea di mezzo, che è chiamata Adamo (uomo).

Allo stesso tempo io sono sul livello dell’animato, sotto il dominio del mio piccolo ego, ricevendo solo una “candela sottile” nel vaso che è stato costruito dei primi tre livelli. Da un punto di vista spirituale, questa non è considerata vita o un’esistenza. Allora il nostro mondo è chiamato mondo virtuale, esso è come se esistesse al di sotto del livello di coscienza.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 12.10.12, Shamati #3)

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Perché Noi non siamo una buona corrispondenza per l’altro?

Domanda: Nel corso delle discussioni sull’educazione integrale sorgono domande riguardo le relazioni familiari perché le persone sono stanche dei problemi domestici e sentono che non hanno bisogno delle famiglie. Come questo può essere spiegato a una persona che necessita una famiglia? Qual è il beneficio della formazione di questo tipo di relazioni per lo sviluppo di una persona?

Risposta: Qualche tempo fa le persone vivevano in maniera molto primitiva: Noi non abbiamo lasciato le nostre città, le nostre relazioni personali e il sesso primitivo – noi non chiedevamo niente.

Oggigiorno le persone cambiano in pochi anni o anche più frequentemente. Noi non siamo soddisfatti con le stesse vecchie cose. Se io sposo una ragazza che mi piace e con cui ci sto bene quando abbiamo vent’anni, poi verso i trenta potrebbe non piacermi più quella ragazza. E verso i cinquanta e i sessanta non mi piacerà nemmeno una seconda donna. Cosa può essere fatto? Noi sentiamo i nostri punti di vista diversi e non è colpa di nessuno.

Questa è la turbolenta evoluzione interna di cui stiamo facendo esperienza oggi e questo è quanto rapidamente stiamo cambiando.

Per questa ragione, nessuno dovrebbe imporsi l’idea di un matrimonio a lungo termine sulle persone, specialmente dato dalla durata nella vita odierna. Un sistema incentivante serio dovrebbe essere inventato in un matrimonio al fine che le persone vedano i reali benefici di sposarsi dal momento in cui devono annullare le abitudini, le responsabilità, la morale e la mancata corrispondenza con il partner con cui hanno speso dieci o quindici anni insieme. Come può essere fatto questo?

Deve esistere un’idea superiore, qualche cosa al di sopra del nostro mondo, una ricompensa che può essere ottenuta solo all’interno del matrimonio.
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(Da Kab.TV “Costruendo un Ambiente Sociale” 24.09.2012)

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Il principe e il povero topolino

Domanda: Come posso annullare me stesso prima degli amici se io già mi sento sento più in basso degli altri?

Risposta: Sentirsi più in basso di chiunque altro non significa sentirsi difettato; piuttosto è l’opportunità di essere incorporati in ogni persona e di ricevere la miglior Luce di Nefesh da loro.

Se sono piccolo, io posso essere incorporato in un sistema piccolo o in uno grande, dipende tutto dal livello del mio auto-annullamento, che similmente è un’azione semplice. Se annullo me stesso prima di un picolo sistema, sono come un piccolo topo che è nato in una famiglia di topolini. Ma se posso annullare me stesso, con il mio ego in un grande sistema sono come una piccola principessa nel palazzo del re. Dipende in toto con quale ego io mi annullo.

Allora essere piccoli non è una cosa piccola. Benché il piccolo riceva solo la Luce da un primo livello – la Luce di Nefesh, che è illimitata.

E’ buono essere piccoli! E’ il miglior tempo per avanzare. E’ il piccolo che avanza.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 12.10.2012, Scritti di Rabash)

Avanzando verso il futuro luminoso

Domanda: Dovremmo parlare della crisi, riguardo ai problemi esistenti, e delle cose negative quando stabiliamo la percezione del sistema sociale che è basato scientificamente, o dovremmo parlare solo riguardo cose che influenzano positivamente la società?

Risposta: Nel complesso sì. Ma noi percepiamo che la società senta il bisogno di muoversi verso un altro stato.

In accordo alla legge dello sviluppo noi osserviamo che correntemente ci sono certe caratteristiche e attributi negativi nel sistema che non ci permettono di funzionare positivamente e provvedere a tutto quello che c’é bisogno. Improvvisamente si scopre che c’é bisogno di scappare e allora c’é necessità di un cambiamento.

Quindi, qua deve esserci un fattore negativo. Noi semplicemente non dovremmo farlo tre volte meglio di quello che é e portarlo agli estremi, ma nel complesso deve essere sentito nel sistema come qualcosa che riassume un nuovo approccio rivoluzionario.

Noi abbiamo notato questo anche nelle piante e negli animali, nello sviluppo di ogni organismo. Noi ci muoviamo da uno stato all’altro solo quando siamo forzati a farlo perché lo stato precedente o quello attuale ci sembrano difettosi o si arriva ad una fine e non si può continuare riempiendosi con conoscenza, cibo, o con tutto quello che ci serve.

In ogni caso, il movimento può solo essere negando lo stato corrente e muovendosi verso uno migliore.
Noi non sviluppiamo stati negativi; noi non viviamo in negatività. Ci sono società nelle quali le persone fanno esperienza di stati negativi costantemente. Noi non gli diamo attenzione.

L’unico nostro movimento è andare avanti, solo attraverso il lato positivo. Non è fuggire dal precedente stato negativo, ma dar luce al futuro stato positivo e muoverci verso di esso.

Noi vogliamo persone che capiscano che qualcosa di chiaro, buono, piacevole e tiepido sta aspettando lì di fronte e vogliamo attrarli a questo.
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(Da KabTV “Il mondo Integrale: La Formula di una Società Integrale 01.07.2012)

La questione che riguarda tutti

Nel suo articolo “Corpo e AnimaBaal HaSulam chiarisce una confusione molto comune riguardo al corpo e all’anima. L’argomento riguarda tutti. Chi sono “io” in questo regno? Cosa mi succederà dopo che sarò morto?

Gli animali non si preoccupano di queste cose. Non hanno mai pensieri come questo poiché non percepiscono il tempo al di fuori della loro natura, né mai si elevano al di sopra della loro natura, mentre in cima alle sensazioni umane della vita c’è una percezione aggiuntiva di distacco che suscita le domande. Cosa accade fuori da questa vita?

Infatti noi apparteniamo all’eternità e in base al grado della nostra personale connessione con l’eternità, solleviamo diversi tipi di domande La nostra ricerca varia in intensità e forza, ma tutti abbiamo a che fare con queste domande in un modo o nell’altro.

Come risultato di questa ricerca, le persone sono arrivate a molteplici teorie e concetti. Esistono diverse migliaia di religioni, credenze, usanze e così via che Baal HaSulam divide nelle seguenti categorie:

  • Qualcuno pensa che non ci sia anima di qualche tipo e che il corpo sia una macchina, un sacco di combinazioni chimiche, e che sia guidato da impulsi elettrici.
  • Altri pensano ad un corpo come a qualcosa che possiede un’anima che entra in un corpo al tempo della nascita e ne esce alla morte.
  • Qualcuno pensa che, sebbene un’anima esista, pure il corpo possa vivere senza di essa. Noi sappiamo come collegare parti del corpo che sono state dilaniate e abbiamo imparato a trapiantare organi nuovi, a volte persino artificiali. Nel futuro forse creeremo i nostri corpi da un insieme di parti del corpo.

Per farla breve, le persone sono molto confuse riguardo a questo argomento. C’è o non c’è un’anima? È dentro o fuori dal corpo? Nessuno conosce la risposta precisa, né qualcuno ha qualche spiegazione scientifica di questa questione.

Perciò le persone scelgono teorie in base ai propri gusti. Nell’ultimo secolo sono state create numerose ipotesi che hanno portato un sacco di soldi ai loro autori. Comunque, finora, nessuna di quelle teorie fornisce una vera risposta al problema dal momento che non svelano l’argomento per intero.

Qui, interviene la saggezza della Kabbalah. Essa rivela la realtà fino alla sua completa portata: il Creatore, l’anima, e così via—in altre parole, tutto! Nulla è nascosto a noi qui.

Questo è il motivo per cui la Kabbalah è chiamata una “saggezza segreta”. Studia cose che sono a noi nascoste e le rende evidenti a coloro che studiano questa scienza. Certo uno deve investire un grande sforzo, ma verrà ricompensato in accordo al suo impegno. È un luogo dove si può scoprire la veracità, sebbene dobbiamo ricordare che la rivelazione nella Kabbalah è condizionata dai cambiamenti interiori dello studente.

La saggezza della Kabbalah non ha a che fare con attività esteriori come rituali, amuleti o cerimonie segrete. In modo molto accurato e chiaro richiede che una persona cambi interiormente.

La richiesta è molto rigida. Essendo controllati dal nostro desiderio di ricevere noi pensiamo sempre a prenderci cura di noi stessi. Questo ci rende “animali egoistici”. Pensate a questo, controllate, realizzate la vostra inclinazione al male, e trasformatela nel suo opposto: l’intenzione per la dazione. C’è una forza speciale che realizza la correzione quando lavoriamo nel gruppo.

In un modo o nell’altro l’attuazione dei principi della Kabbalah dovrebbero essere molto chiari per chiunque li voglia conoscere. Il problema risiede, diciamo, nell’essere pigri. Per questo, non ci sono troppe persone che sono riuscite a rivelare la verità finora.

La saggezza della Kabbalah afferma che non c’è anima che dimori nel corpo. C’è un vaso dell’anima anche chiamato “corpo dell’anima” un desiderio di ricevere che è totalmente orientato verso la dazione. È un vaso corretto per l’anima, cioè per la Luce che lo riempie in accordo alla legge della somiglianza delle proprietà e che è chiamata la “Luce dell’anima”.

Così, se la persona trasforma se stesso in un vaso che riceve la Luce, allora la Luce entra in lui. Dopo di che, uno ottiene un’anima che gli appartiene e che riflette il livello dei desideri con cui lui ha lavorato.
Ci sono cinque livelli della Luce dell’anima: Nefesh, Ruach, Neshama, Haya, e Yechida. In genere, una persona deve realizzare una grande anima comune e riconoscere il suo conseguimento spirituale in ogni cosa intorno a lui.

In quanto ai valori materiali, essi scompaiono, cessano di esistere, dal momento che i sensi materiali sono immaginari. Ci furono dati temporaneamente in modo che fuggiamo da questa realtà e ce ne andiamo nella spiritualità.
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(Dalla parte 4 della Lezione quotidiana di Kabbalah del 07.09.2012“Corpo e anima”)

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Sfuggire dalla morsa del tempo

Domanda: Come un kabbalista, che è nel mondo spirituale, sente il tempo?

Risposta: Il tempo non esiste per un kabbalista. Anche per una persona ordinaria il tempo è una percezione condizionata. Il tempo è una percezione nel desiderio egoistico che delinea l’asse del tempo da un punto nel mondo di Ein Soif (Infinito).

Più distante sei dal mondo di Ein Sof, più distante sarai dal punto zero del tempo. Più profondamente affondi nel desiderio di ricevere, meno discenderai giù fino all’ultimo gradino dei mondi e più allungherai il tempo. Questo significa che il numero di azioni che dovrai svolgere al fine di raggiungere il punto di Ein Sof stabilizza il concetto del tempo per te.

Nel tuo corrente stato, tu non fai certi calcoli del numero di azioni che svolgi. Non è chiaro ed è nascosto a te dal momento in cui il vaso e la Luce non operano in te in accordo al tuo desiderio. Se il processo non è in accordo al tuo desiderio, questo ti è celato.

Ma nel momento in cui cominci a gestirtelo da solo, tu capirai che cosa stai facendo e allora tu gestirai il tempo. Questo perché è scritto: ”Israele è al di sopra delle stelle e delle costellazioni,” al di sopra del concetto del tempo e il suo anelare Yashar-Kel (diretto al Creatore).

Allo stesso tempo, comunque, tu non sei in questo stato, ma sotto il dominio del tuo ego e allora non determini il tempo, ma il tempo determina il tuo fato. Quindi, a volte, sembra che i giorni passino rapidamente, come in un momento, e altre volte ogni momento “si attarda” per molto tempo ed è difficile aspettarlo fino alla fine.

Questo viene percepito specialmente durante lo studio. Da notare che alcune volte durante Lo Studio delle Dieci Sefirot tu prendi sonno alla prima parola e ti risvegli all’ultima e ti sembra come un’eternità. Tu vorresti dormire così tanto, il che significa che questo tempo ti è così caro che è molto importante disconnetterti e riposarti anche solo un momento.

La minima distanza che noi teniamo sulla strada è proiettata verso una veramente lunga, a causa del nostro ego e in accordo a quanto ne godi. E’ come Faust quando disse: ”Stop, un momento! Sei così amabile!”

Infatti, un grande ego ferma il tempo, come voleva il Faraone, quindi anche il corpo sarebbe stato eterno e allora lui si faceva imbalsamare.

Quindi fino a che non cominceremo a controllare il nostro desiderio, il tempo ci controllerà decelerando o accelerando. Al fine di elevarci al di sopra del tempo, noi dobbiamo controllare il nostro desiderio di ricevere. Tempo, moto e locazione sono i tre parametri attraverso i quali il desiderio di ricevere ci è rivelato e ci controlla.
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(Da un Discorso sul Lavoro Interiore 30.09.2012)

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L’invidia non è un difetto

Domanda: I Kabbalisti attribuiscono l’invidia alle qualità che aiutano la persona ad uscire da questo mondo ed entrare nel mondo spirituale. Ma perché dovrei invidiare gli altri? Dopo tutto ognuno è speciale e ognuno sta seguendo il suo sentiero personale. Perché mai l’unicità di un’altra persona dovrebbe rendermi geloso e spingermi sulla mia strada?

Risposta: Io evoco in me l’invidia, la brama e il desiderio di essere rispettato di proposito. Non è proprio come per qualunque persona normale che invidia il successo degli altri o che cerca la stima. In questo mondo noi invidiamo tutti i tipi di cose senza senso e veramente vogliamo cose frivole. Io, al contrario, prendo solo ciò che è necessario per vivere e non considero tutto il resto. Quando ho tutte le necessità di base, io costruisco me stesso per il lavoro spirituale e in questa cornice io utilizzo strumenti come l’invidia.

Diversamente, non avrò nulla con cui avanzare. L’invidia, la brama e il rispetto sono i tre approcci egoistici, e su cosa lavorerei senza di loro dentro di me? Sono queste tre qualità che mi tirano fuori da questo mondo; è come uscire dai mondi di BYA verso il mondo di Atzilut.

Così se voglio lavorare spiritualmente, guardo al lavoro degli altri e annullo me stesso davanti a loro. Allora vedo loro come i più grandi della nostra generazione: Loro sono andati molto avanti, loro hanno raggiunto la fine della correzione, e io li invidio. Se non li invidio sono senza forza e non mi posso muovere. Io ricevo tutta la forza per avanzare dal mio ego. Il giusto avanzamento con la giusta intenzione, che significa la forma che è rivestita nella materia è condotta a me dalla Luce, mentre la materia in sé stessa attraverso cui io ascendo è il mio proprio ego.

Domanda: Ma come posso difendere la giusta intenzione dall’invidia?

Risposta: L’intenzione viene costruita in relazione all’invidia, alla brama e al desiderio di stima. Tu cambi l’invidia in invidia verso il Creatore, il desiderio di rispetto in rispetto per il Creatore, la brama e urgenza di aderire a Lui. Senno, che cosa correggi? Che cosa costruisci, un castello immaginario sulle nuvole?

Domanda: Ma ancora, quando io provo invidia, il suo fuoco mi consuma.

Risposta: No, tu permetti a te stesso di evocare l’invidia, la gelosia, e il desiderio di stima solo dopo la restrizione, quando non è più per te, ma allo scopo di comprendere di determinare “lo spazio del lavoro”. Tutto dev’essere sotto controllo; altrimenti tu non puoi neppure cominciare.

In breve, prova. Non aver paura di cadere preda dell’invidia. Comincia a lavorare sopra di essa. Sei fortunato se invidi gli amici; è una cosa buona. Dopo tutto, non abbiamo altra forza per avanzare. Se vivessi da solo, senza un ambiente, sarei come un animale. D’altra parte, se la società mi incita e mi stimola mostrandomi costantemente che gli amici hanno ciò che mi manca, mi aiuta ad avanzare nella vita. Ho solo bisogno di un ambiente speciale che mi offra buoni esempi che io invidio.
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(Dalla parte 4 della Lezione quotidiana di Kabbalah 12.09.2012, “Pace nel mondo”)

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All’unisono con il mondo

Baal HaSulam, “Pace nel mondo”: Perciò pace del mondo e pace dello stato sono interdipendenti. Per questo motivo, necessariamente troviamo che la parte dello stato che è attualmente soddisfatta della propria vita, che sono quelli abili e intelligenti, ha ancora parecchio di che preoccuparsi per la sicurezza delle proprie vite, a causa delle tensioni con coloro che cercano di destituirli. E se loro comprendessero il valore della pace, sarebbero felici di adottare la condotta di vita dell’ultima generazione, poichè “tutto ciò che un uomo ha, lo darà per la sua vita”.

C’è una condizione semplice per la buona vita dell’ultima generazione, ed è sapere che ogni cosa sulla terra, in tutta l’umanità, tutto è integralmente e globalmente connesso e nessuno è libero da questa relazione generale. Tutti sono connessi con tutti in connessioni piene di cui noi abbiamo conoscenza e di cui non abbiamo conoscenza, quelle rivelate e quelle nascoste. Vi sono milioni di fili tesi tra noi attraverso i miei pensieri e desideri e tutto di me. Se non le ho ancora rivelate non significa che esse non esistano. Certamente esse esistono ed ogni giorno vengono sempre più chiaramente rivelate.

La sola cosa che posso fare è comprendere che cosi’ è come stanno le cose, ma la comprensione non basta—ho bisogno di giungere alla sensazione che sono in grado di utilizzare la situazione correttamente. Lascio che mi limiti quando faccio qualcosa di sbagliato e che mi spinga avanti nelle iniziative corrette, in accordo con il sistema generale in cui noi tutti siamo connessi gli uni agli altri.

Se non lo percepirò perderò questa opportunità: comincerò dicendo una cosa e facendone un’altra, che è ciò che sta esattamente accadendo oggi.

Bene, prima di tutto io devo capire questo e spiegarlo a quelli attorno a me. Ma alla fine, questo sistema deve essere a noi rivelato così che lo vedremo coi nostri occhi e interiormente, così che sentiremo i suoi segnali che vengono da cuore a cuore, da mente a mente.

Nessuno sarà in grado di pensare e contemplare da sé stesso. Ciascuno dovrà connettersi nei suoi pensieri a tutto il mondo. In altre parole, abbiamo bisogno di un cuore e una mente per tutti.

La vita in sé stessa richiede l’unità. Ci stiamo muovendo in questa direzione e la raggiungeremo comunque, se non ora, allora più tardi. Allora come possiamo attuarla? Potrà aiutarci qualche governo globale o polizia globale? Cosa possiamo fare?

Necessitiamo di mezzi speciali che ci mostreranno le connessioni tra tutti in un modo emozionale e cognitivo cosicché non la guarderemo solamente standone a lato, ma troveremo noi stessi veramente dentro di essa.

Allora automaticamente mi preoccuperò degli altri: se penso, penso a tutti; se prendo una decisione, tengo in considerazione tutti. Sarò fortemente e strettamente connesso al sistema generale. Senza questo non c’è possibilità che potremo avere successo.

Domanda: Tu hai descritto lo stato finale, ma non come raggiungerlo.

Risposta: È vero. Persino ora posso usare il mio buon senso e la mia mente corretta in modo da figurarmi come le cose dovrebbero essere. Se vedo già il sistema generale, come questo mi vincola al momento? Poi altre condizioni si riveleranno, persino più dure e sconosciute.

Eppure devo pensare obiettivamente al presente: ci sono dei componenti che sono connessi in un certo modo.

Come li connetto in modo che ciascuno senta tutti gli altri e ciascuno possa tenere in considerazione tutti gli altri?

Tutti conoscono completamente la natura degli altri e sono illimitatamente connessi a tutti in una varietà di connessioni e hanno una mente talmente ampia da poter prendere tutti in considerazione, da pianificare progetti immediatamente per conto di tutti e portare avanti le operazioni attuali, assicurando che queste siano ottimali e che nelle attuali circostanze siano le migliori possibili.

Diversamente, se ciascuno continuerà a portare avanti i suoi interessi personali sotto le condizioni della crescente connessione reciproca, tutto crollerà come un’auto i cui pezzi vanno in ogni direzione quando succede un incidente.

Così noi dobbiamo guardare l’immagine della nostra unità obbligatoriamente: tutti hanno la mente di tutti e tutti hanno i sentimenti di chiunque altro. Come è possibile ciò? Questa è di per sé una domanda. Ma persino ora noi già vediamo che la natura ci consegna questo problema.
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(Dalla parte 4 della Lezione quotidiana di Kabbalah 13.09.2012, “Pace nel mondo”)

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