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Kabbalah per Tutti – 27.11.2012

Kabbalah per tutti, “Chi siamo noi, il Popolo di Israele”
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Il dovere di tutti

Domanda: Sono tutti in grado di salire la scala spirituale fino in cima e cosa accadrà a coloro che non riuscranno a salire?

Risposta: Tutti devono e dovranno raggiungere un equilibrio, l’armonia con la natura, con il Creatore, con gli altri. Tutti!

Che cosa accadrà a coloro che non vogliono? La Natura li spingerà con un bastone verso la felicità e li picchierà fino a quando vorranno. Li picchierà, quindi non sono necessarie protezioni. Poi una persona comincerà a chiedersi con calma: “Perché succede questo? Perché sta succedendo a me? Che cosa sto facendo di sbagliato?” affinchè i colpi gli insegnino a poco a poco.

Perciò esiste la Kabbalah, al fine di imparare rapidamente, per capire questo dopo uno o due colpi e non dopo 100 o 200. In linea di principio, non fa altro, ma aiuta semplicemente a capire qual è il problema nella vita e come modificarlo.
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(Dal congresso di Giorgia 05.11.2012, Lezione 1)

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Noi non temiamo nessuna data

Domanda: Attualmente l’intero Internet pullula di prognosi su alcuni eventi spiacevoli che si svolgeranno nel mese di dicembre 2012. Che cosa ha da dire su questo la Kabbalah? Si prega di rassicurare il mondo

Risposta: Come posso calmarti?

Io credo che tutto dipenda da noi, tu compreso. Io non intendo calmarti, ma l’esatto contrario, perché in realtà noi esistiamo in una forte libertà di scelta e Dicembre e l’intero anno prossimo dipende da noi. Inoltre, questi stati, che dobbiamo attraversare, sono determinati solo dal nostro gruppo mondiale e da nessun altro.

Quindi, io non calmerò nessuno di voi. Al contrario, voi dovete sentire chiaramente che l’intero mondo dipende da voi. Bisogna rendersi conto di questo, che significa che dobbiamo prendere seriamente il nostro compito, una costante aspirazione reciproca nei vostri cuori.

Senti come i nostri cuori si stanno raccogliendo sempre di più in una sfera? Solo questo può salvare la nostra situazione e renderlo meraviglioso. Sarà meraviglioso, nel senso che ci ricorderemo che dobbiamo essere più vicini e più uniti fino ad arrivare tutti in un unico cuore insieme. Allora non avremo paura di nessun calendario.
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(Dal congresso di Georgia 06.11.2012, Lezione 3)

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In previsione del Congresso Siberiano

Domanda: Stiamo attraversando un periodo di aumento del lavoro interiore del gruppo, e alcuni dei nostri amici hanno avuto l’impressione che a questo proposito possiamo ridurre in modo significativo la nostra attività di divulgazione per dedicarci maggiormente al lavoro interiore.

Risposta: Tutto il nostro lavoro è costituito da due opposti. Rabash ha scritto nei suoi articoli che il problema è che apparentemente siamo tagliati dentro di noi, siamo suddivisi in interiore ed esteriore. E il mondo intorno a noi sembra suddiviso in interiore ed esteriore. Ecco perché è necessario capire come essere in contatto con esso.

A questo proposito, noi spesso dedichiamo più tempo alla nostra unione interiore, e poi la lasciamo andare via per un po’ e ci impegnamo nella divulgazione. Tutto dipende dalle condizioni del nostro ambiente.

Ora ci stiamo preparando per un grande congresso in Russia. Ci auguriamo che centinaia di nostri amici vi parteciperanno, anche quelli che non hanno avuto un collegamento visivo diretto con noi.

Vedo questo congresso come molto importante ed è per questo che l’unione che dobbiamo raggiungere lì non vale naturalmente tutta la nostra attenzione. Così, mentre la divulgazione verso l’esterno è importante per noi, quella interiore lo è di più.

Così, ci stiamo muovendo. Come il battito del cuore, tutto il nostro lavoro si muove attraverso l’inalazione-espirazione, e il mondo interiore è in questo movimento. Compressione ed espansione si alternano, e così si avanza: lungo le linee di destra e di sinistra. Tutto è disposto alternativamente.

Quindi, non bisogna chiudere completamente una di queste linee. A volte, non ci resta che spostare l’attenzione da una parte all’altra, dall’interiore all’esteriore e vice versa. Quindi, in ogni caso, non dovresti farti prendere dal panico se ci fermiamo con la divulgazione verso l’esterno, e, soprattutto, con la divulgazione interiore.

Eppure dobbiamo cercare di prepararci di più alla vigilia del congresso, cioè, unirci, e cercare di portare al congresso tutti coloro che studiano con noi in vari luoghi, in particolare nella regione della Siberia, la Far East, la parte meridionale della Russia, e i paesi limitrofi.

Dobbiamo cogliere questa opportunità, vorrei sottolineare ancora una volta l’importanza di questo congresso e invitare tutti gli individui, tutti gli scettici, e coloro che comunicano nello spazio virtuale in diverse parti delle infinite distese della Siberia e di tale regione. Mi auguro che tutti troveranno la forza, i mezzi e il tempo per incontrarsi con noi.

C’è ancora una massa enorme di persone che sono sole da qualche parte, lontane le une dalle altre, ed è auspicabile che almeno una volta frequentino i nostri congressi. Spero che abbiano questa opportunità. Lasciate che si connettano, almeno con gli organizzatori del congresso, e anche se non hanno intenzione di partecipare, devono scrivere, così che noi sappiamo dove sono. E se improvvisamente decidono di venire, saremo in grado di aiutarli.
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(Dalla Lezione virtuale del 28.10.2012)

Cosa ci manca?

Domanda: Supponiamo che una persona si sieda e guardi se stessa: “voglio dell’acqua, quindi voglio qualcos’altro, e non so che cosa voglio”. Un semplice esperimento l’aiuterà a capire che l’essenza del suo desiderio è quella di godere?

Risposta: Una persona vedrà che, in ogni momento emergono in lei nuovi desideri. Egli non conosce la loro provenienza; prima egli vuole una cosa e all’improvviso un’altra e poi qualcos’altro ancora.

D’altra parte, egli può programmare se stesso, che significa mettere a fuoco in se stesso certi desideri per ricordarsi qualcosa che gli ha portato piacere. In questo caso si sviluppa in lui un grande desiderio per quel piacere così che egli comincia ad anelare ad esso: “che cosa voglio? Ah, dimenticavo, c’è del gelato in frigo,” e lui tira fuori il gelato o egli può ricordare che voleva andare da qualche parte interessante o incontrare qualcuno di interessante, o leggere qualche libro interessante o vedere un film che si è preparato a vedere e così via.

Questo significa che noi stessi evochiamo qualcosa quando non sentiamo il piacere. Non sentiamo il piacere quando riempiamo noi stessi. Ora sono pieno, il che apparentemente significa che tutto è andato bene, ma la mia vita è insipida. Anche quando apparentemente abbiamo tutto, ci manca l’aggiunta dell’eccitazione. Inventiamo nuove fonti di piacere e incentivi, ma in realtà è lo stesso ego.
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(Dalle “Conversazioni con Michael Laitman,” di KabTV 03.11.2012)

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Che cosa prevede la Kabbalah?

Domanda: La Kabbalah prevede assolutamente tutto lo sviluppo della storia umana. Che cosa dice dell’attuale millennio?

Risposta: La Kabbalah predice tutto se io conosco in anticipo il sistema generale, il suo moto, perché in esso tutto avviene in modo deterministico, ossia esistono forze che interagiscono in base ad un programma particolare, e io studio questo programma.

Il programma esiste, ed è perfetto, completo. E anche se non lo conosco nemmeno interamente perché non ho raggiunto ancora il livello per poter vederlo del tutto, posso già intravedere qualcosa, prevedere.

Nel nostro mondo funziona così. Se ho imparato alcune leggi della natura, per esempio, determinate condizioni meteorologiche, allora posso calcolare tutte le condizioni atmosferiche e dire con un certo grado di probabilità che nel corso di questa settimana potrebbe piovere, o nevicare, o essere soleggiato o poco nuvoloso. Posso prevedere questo? Sì. Cioè, sulla base di studi precedenti e dello stato attuale, posso prevedere lo stato futuro. Questa è già la conoscenza delle leggi. Naturalmente, questa non è la conoscenza della legge assoluta, quando vi è una formula davanti a me e vedo chiaramente che cosa e come, ma posso prevedere qualcosa in modo approssimativo. Con la Kabbalah avviene la stessa cosa. Abbiamo a che fare con il sistema.

Una volta studiavo Bio-cibernetica, è assolutamente la stessa cosa. È lo stesso sistema. Lavoro anche con le forze che influenzano il nostro mondo. Se conosco queste forze, conosco la natura di questo mondo, allora posso prevedere in anticipo, vale a dire, calcolare in anticipo il modo in cui entrano in contatto tra di loro nel corso del tempo, e che risultato potrebbe esserci. Non c’è da stupirsi.

Quando accendiamo o spegnamo qualcosa, per un bambino è un miracolo, cioè, gli mostriamo qualcosa che non capisce, ma per noi non è un miracolo perché conosciamo quello che stiamo facendo. Così è con la Kabbalah.

Salendo al prossimo livello di comprensione, di conoscenza, vedi cosa succede, e per te diventa lavoro, perché in linea di principio un Kabbalista è una persona che è impegnata non solo nello studio, ma nell’applicazione pratica dei sistemi di gestione, l’attuazione pratica del programma di sviluppo del mondo.
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(Dal Congresso di Giorgia 05.11.2012, Lezione 1)

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La vita volò come un sogno

Domanda: Una persona sa davvero ciò che vuole?

Risposta: Lui non lo saprà mai. Chiedilo alle persone anziane e ti diranno, “non abbiamo notato come la vita è passata e cos’abbiamo fatto con essa. E improvvisamente se n’è andata. Mi ricordo di me a 20 e un po ‘ a 30 anni e degli ultimi tre o quattro decenni neanche mi ricordo. “

Domanda: Ma è possibile vivere in consapevolezza. Cosa ci impedisce di farlo? Supponiamo che quando ero piccolo i miei genitori mi avrebbero detto, “presta attenzione a te stesso, sei fatto di desideri”?

Risposta: Se solo essi ci avrebbero preparati su come afferrare il mondo in modo corretto! Se solo la famiglia e la scuola ci avrebbero preparati, allora tutto sarebbe stato diverso! Dove sono quella famiglia e quella scuola? Non esistono.

I miei genitori non hanno saputo come educarmi, loro non hanno avuto insegnati così a scuola e di conseguenza non mi hanno educato a loro volta. I risultati sono: ho vissuto la mia vita senza saper vivere, ho educato i miei figli senza saperli educare ed essi hanno educato i miei nipoti senza sapere come farlo.

In questo modo andiamo di generazione in generazione. Se guardate l’umanità dal lato, vedrete che il comportamento di tutti noi non corrisponde alla nostra intelligenza, alle nostre capacità interiori! Guardate come sprechiamo noi stessi!

Quindi, il problema principale con l’umanità è l’educazione. Se dovessimo educare una generazione correttamente, allora avremo corretto tutta l’umanità, e potremo cambiare tutta la vita sulla faccia della terra.
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(Dalle “Conversazioni con Michael Laitman,” di KabTV 03.11.2012)

Il ruolo dei Kabbalisti in ogni Generazione

Domanda: Qual è stato il ruolo dei kabbalisti prima della rivelazione della Kabbalah ai nostri giorni? O semplicemente era il trasferimento di informazioni da una generazione all’altra?

Risposta: Il ruolo dei Kabalisti era quello di sviluppare sempre più la Kabbalah in ogni generazione fino ai nostri tempi. Non c’era un altro uso in pratica. C’erano diversi Kabbalisti in ogni generazione che dovevano continuare a svilupparla nella loro generazione.

Un Kabbalista è una persona che è interessata al sistema di gestione del nostro mondo: perché, per che cosa, e come lavorare con esso. Rivela questo sistema, lo studia, e lo descrive in base al suo livello.

Un Kabbalista della prossima generazione è su un piano diverso rispetto al Kabbalista del passato. Proprio come tutte le altre persone, si evolve con altre esigenze e in base a quelle egli sviluppa ulteriormente la Kabbalah. In altre parole, lo sviluppo dell’umanità e della Kabbalah sono parallele, fino a quando la gente comincia ad averne bisogno, allora la Kabbalah viene rivelata.
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(Dal Congresso di Giorgia 05.11.2012, lezione 1)

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Cosa può aiutare l’economia?

Domanda: Come può la Kabbalah e i libri di Kabbalah aiutare l’economia a uscire dalla crisi globale?

Risposta: Non c’è nulla che può aiutare l’economia ad eccezione della ristrutturazione della società umana. Oggi, la società non può fornire a tutti un lavoro con il buon reddito che ognuno sogna. Per questo, non ci sono abbastanza risorse naturali, energia, e tutto il reso. L’umanità deve essere ristrutturata in modo da assicurare a ognuno tutto l’occorrente nel cosiddetto livello di consumo ragionevole. L’economia deve essere cambiata secondo questo principio.

Ho molti studenti che sono economisti, e sono molto impegnati, cercando con grande impegno di creare un economia a consumo ragionevole. Non è facile perché abbiamo bisogno di cambiare l’approccio alla vita: cioè di vedere tutti uguali, e tutti interdipendenti; Questo è ciò che la natura richiede da noi oggi.

Ma come possiamo arrivare a questo? La prima cosa da fare è rieducare una persona in modo che egli può vedere gli altri in questo modo; in caso contrario sarà costretto dalla sofferenza immensa, una globale guerra nucleare, ecc.

Quello che sta accadendo in America ora è solo una piccola parte di ciò che ci viene mostrato. Ieri in televisione, ho visto una coda immensa di migliaia di persone in piedi per ottenere acqua o una ciotola di minestra. E questo a New York!

Questo può accadere in tutto il mondo molte volte peggio. Almeno in America, possono ripulire velocemente gli effetti dell’uragano, anche se li costerà 200 miliardi di dollari, se non di più. Troveranno il denaro stampandolo, e voi pagherete per questo. Ma se succede qui, chi pagherà per noi? Questo è il problema.

Ecco perché la Kabbalah insegna come prevenire tutto questo.
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(Dal Congresso di Giorgia del 05.11.2012, Lezione 1)

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La vista e l’udito spirituale

Domanda: Quali sono la vista e l’udito spirituale?

Risposta: La prima fase di realizzazione si chiama “ho sentito”, e la seconda fase è “ho visto”, ma non sono le orecchie e gli occhi, ma il livello, la profondità, della realizzazione spirituale. Quando una persona raggiunge lo stato, “non fare del male agli altri”, allora egli è nello stato, “Ho sentito”, e quando inoltre, si raggiunge il livello, “ama il tuo prossimo come te stesso”, allora si arriva al livello di “Ho visto”.
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(Congresso di Giorgia del 5.11.2012, Lezione 1)

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