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Dalla tristezza alla gioia e viceversa

Domanda: A un anziano fu chiesto: “Cos’è la tristezza?” “Essere tristi significa pensare sempre a se stessi”, rispose l’anziano.
Questo è così semplice, e allo stesso tempo complicato. Può una persona non essere triste?

Risposta: Non lo so. Io mi impegno a tenermi occupato.

Domanda: Ti tieni occupato, ma non per evitare la tristezza, giusto? Non lo fai per quello?

Risposta: No. Anche se non facessi nulla, non sarei triste.

Domanda: Non provi mai tristezza?

Risposta: No.

Domanda: Perché? Tutti la sentono, ma tu no.

Risposta: Non lascio che questo sentimento si sviluppi dentro di me. Questa è la prima cosa.
In secondo luogo, scopro più informazioni sullo sviluppo di quante ne possa assorbire o contemplare. Per questo motivo non mi sento triste.

Commento: Quindi hai continuamente orizzonti, sempre più vasti.

La mia risposta: Sì, puoi dire così.

Domanda: L’opposto della tristezza è la gioia. Si può essere sempre gioiosi?

Risposta: No.

Domanda: Quindi, in un modo o nell’altro, dovrebbe esserci qui un movimento di questo tipo?

Risposta: Sì, è naturale per una persona.

Domanda: Per raggiungere la gioia è necessario sentirsi tristi?

Risposta: Per raggiungere la gioia, tu devi renderti conto che ciò che hai è solo una vita ordinaria. Pertanto, non puoi essere in una gioia costante o in un qualche stato euforico. Ma, in linea di principio, non puoi nemmeno essere triste. Puoi essere in uno stato neutrale e quindi avere la sensazione di galleggiare.

Domanda: E poi ci sarà la gioia, e poi tutti questi stati? Arriverà la gioia e poi galleggerai di nuovo e così via?

Risposta: Sì, a piccole dosi.

Domanda: Perché il Creatore ci dà questi stati, incluse gioia e tristezza? Perché ci dà tutto questo?

Risposta: Senza questo non saremmo in grado di accorgerci del tempo. Solo attraverso questi sentimenti opposti: dalla gioia alla tristezza, dalla paura alla felicità…

Domanda: È per questo che sentiamo che il tempo passa?

Risposta: Sì.

Domanda: Allora, cos’è il tempo?

Risposta: È l’alternanza di tali sentimenti.

Domanda: Quindi il tempo è l’alternanza di questi stati?

Risposta: Sì.

Domanda: Questo è tutto?

Risposta: Cos’altro potrebbe esserci per una persona?
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Da “Notizie con il Dr. Michael Laitman” di KabTV 17/06/24

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Cosa ci offre precisamente lo studio della Torah?

Da una lettera:
Sono un’insegnante con poca esperienza e non sono ebrea. Ma mi ha sempre interessato il fatto che voi insegniate a leggere ai vostri bambini dall’età di tre anni. So che viene prestata molta attenzione alla memorizzazione del testo.
“Voi” è riferito agli Ebrei.

È noto che i bambini delle scuole elementari sapevano leggere fluentemente l’intera Torah a memoria. Erano anche in grado di dire quante volte e in quale pagina viene menzionata una determinata parola.

Ho molte domande. Certamente, ci hanno insegnato molto all’università, ma le tue risposte sono particolarmente importanti per me. Prendo molto dai tuoi programmi. La prima domanda è: A cosa porta iniziare l’istruzione a tre anni?

Risposta: Porta allo sviluppo.

Domanda: “Cosa offre una memorizzazione così rigorosa del testo?”, chiede.

Risposta: Porta anche allo sviluppo della memoria.

Domanda: Qual è lo scopo di tutto questo per il bambino?

Risposta: Lo scopo è che conoscano bene la Torah, possano ricordare qualsiasi parte a memoria e citarla.

Domanda: Perché proprio la Torah?

Risposta: Per sviluppare in una persona capacità che non possono essere sviluppate da nient’altro. Con nient’altro. Ho parlato con molte persone che hanno studiato la Torah in questo modo e dicono che è impossibile trasmettere questo a coloro che non l’hanno studiata. I testi della Torah “legano” la mente di una persona in un insieme armonioso.

Domanda: Quindi, in linea di principio, l’obiettivo è avvicinare una persona a questa armonia?

Risposta: Sì.

Domanda: Come legge la Torah un Kabbalista?

Risposta: Un Kabbalista non legge la Torah, la vede. Essa evoca immagini dentro di lui. Non quelle illustrate nei libri. Vede le proprie immagini personali dietro le parole.

Domanda: Tutti questi strati vengono in un certo senso rimossi?

Risposta: Questo è impossibile da spiegare.

Domanda: Un’altra domanda da parte sua: “Il progresso ci ha portato al punto in cui memorizzare i testi non è più necessario. Le informazioni possono essere ottenute istantaneamente. Quali sono secondo te i vantaggi e gli svantaggi di tutto questo?”

Risposta: Il fatto che possiamo destreggiarci tra testi, libri ed enciclopedie come vogliamo e trovare citazioni in pochi secondi, da un lato è naturale. Ma dall’altro lato, toglie l’anima da tutto questo. Il risultato è pura informazione.

Domanda: E invece c’è un’anima nell’imparare la Torah in questo modo?

Risposta: In questo modo sì. Certamente!

Domanda: La sua ultima domanda: “Ho appena iniziato a insegnare. Qual è la cosa più importante da insegnare ai bambini?”

Risposta: La cosa più importante da insegnare ai bambini è avere il giusto atteggiamento nei confronti del materiale che stai insegnando loro. Devono capire che il processo di apprendimento stesso li sviluppa. Pertanto, non importa nemmeno cosa studi, ma è il processo stesso che trasforma un bambino piccolo in una persona.
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Da “Notizie con il Dr. Michael Laitman” di KabTV 8/4/24

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Devi amare prima te stesso?

Domanda: Io non mi piaccio, ma tu dici: “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Forse è necessario amare prima se stessi? Ma come?

Risposta: Comincia ad amare gli altri e poi vedrai quanto ami te stesso. Solo allora una persona comincia a capire che in realtà è un terribile egoista!

Domanda: Di solito questa frase viene tradotta così: “Prima amo me stesso e poi mi occuperò degli altri”. Ma tu la dici in modo diverso. Sforzati di andare verso gli altri, ama gli altri e poi vedrai quanto ami te stesso.
Quindi una persona deve forzatamente fare questo sforzo e iniziare a cercare di amare le persone. Allora apparirà un po’ di amarezza in lui? Cosa apparirà in lui?

Risposta: Vedrà che è diviso in una parte esterna e una interna, e che in realtà ama solo se stesso e solo per questo è pronto a esistere.
E poi, se capirà che deve ricostruire se stesso, avrà già bisogno di una qualche metodologia di correzione.

Domanda: E sono queste le persone che ci trovano?

Risposta: Sì
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Da  KabTV “News with Dr. Michael Laitman” 4/1/24

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La ricchezza del mondo spirituale

Commento: Sei una persona puramente tecnica, ma quando si parla con te, spieghi tutto in un’altra scala con immagini attraverso il linguaggio dei sentimenti. Dipingi un mondo kabbalistico interiore così ricco che, al confronto, il nostro mondo sembra infantile.

La mia risposta: Questo perché il nostro mondo è un modello molto semplificato e unilaterale del mondo esterno.
Immagina che invece dell’uso globale dell’elettricità esistente nel mondo (elettronica, circuiti elettrici, centrali elettriche, ecc.), ti sia stata mostrata una lampadina. E che questa rappresenti per te tutta l’elettricità del mondo, tutto ciò che funziona in base al movimento degli elettroni. Ecco come appare il nostro mondo rispetto al mondo spirituale.

Domanda: In che modo l’egoismo costruisce immagini così ricche e affidabili, e tu dici che il mondo interiore è molto più ricco e importante?

Risposta: Quali immagini crea l’egoismo? Immagini piccolissime, dalle quali puoi solo trarre un po’ di gioia o da cui, se hai paura, ti puoi allontanare. Nient’altro.

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Da “Ho ricevuto una chiamata. La ricchezza del mondo interiore di un cabalista” di KabTV 10/01/12

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Cosa dovrebbero insegnare i media

Domanda: Come possono tutti i media che ci circondano trasformarsi in media kabbalistici, ossia che riportino informazioni utili e non solo stupide?

Risposta: I media dovrebbero educare le persone in modo da indirizzarle verso un’unificazione globale e integrale. Non possono fare altro.

Naturalmente non si tratterebbe di un’educazione kabbalistica, ma di una corretta unità sociale e morale. L’unità kabbalistica arriverà alle persone gradualmente.

Quando cominceranno a connettersi correttamente tra loro sotto la guida dei kabbalisti, allora cominceranno a sentire che in questa unione c’è una specie di forza interna, una proprietà interna, che li eleva e li ispira. Allora cominceranno a comportarsi in modo diverso.
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Da “I Got a Call” di KabTV. Media kabbalistici” 18/1/2012

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La verità è sempre nuova

Domanda: Cos’è la verità, se secondo la Cabala tutti vivono in un’illusione?

Risposta: La verità è ciò che nel mio stato attuale mi sembra vero oggi, perché coincide con il mio sentimento, la mia percezione, la mia comprensione e con ciò a cui sono abituato e che conosco. Al momento, questo si inserisce chiaramente nella mia matrice interna, e quindi, è vero per me.

L’unica domanda è: capisco che si tratta di me stesso? Allora esisto normalmente in piani chiari.

Supponiamo che la meccanica newtoniana esista in alcuni piani. Esiste anche la meccanica di Einstein, e la geometria di Lobachevsky, Riemann ed Euclide. Cioè, tutto è relativo. Non c’è nulla di assoluto in natura, perché tutto nasce da un individuo che percepisce il mondo a modo suo. E sebbene sia stato creato in questo modo, cambiando, percepisce comunque il mondo in modo diverso, e quindi le verità cambiano di secolo in secolo.

Per esempio, quando fu inventata l’automobile, tutti dicevano che praticamente non poteva funzionare a una velocità superiore ai 10 km all’ora, perché l’uomo avrebbe provato sensazioni cerebrali che lo avrebbero fatto impazzire. Questo dimostra come percepiamo tutto in modo relativo.

Niente è assoluto. Faccio spesso l’esempio del mio maestro RABASH. Quando vedi un aereo o un qualche tipo di uccello volare nel cielo, come fai a sapere se è lungo 20 cm o mezzo metro?! O magari è lungo 200 metri, ma da lontano ti sembra piccolo. Pertanto, finché non l’hai misurato, finché non l’hai raggiunto con precisione o finché non hai misure specifiche e assolute in relazione a te, non puoi parlare di questo o di qualsiasi altra cosa. E anche quando misuri, misuri tutto in relazione a te stesso.

 

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Da KabTV’s “ Ho ricevuto una chiamata. Dov’è la verità”? 37/8/11

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C’è solo un cancello per una vita felice

Commento: Alexander scrive: “Dici che col tempo tutto il male scomparirà. Allora perché non è scomparso fino ad oggi? Molte generazioni sono cambiate nel corso di migliaia di anni; saremmo dovuti rinascere in persone migliori, ma il male è solo aumentato. In qualche modo la tua soluzione non funziona”.

La mia risposta: Il mio metodo può funzionare solo quando proviamo tutti i risultati possibili, cioè quando ci assicuriamo che nulla funzioni! Niente.

Allora capiremo che non abbiamo altra soluzione se non quella di trattarci l’un l’altro come parenti. Non come i nostri parenti di oggi, perché è anche egoistico quando pensiamo a loro, ma i nostri parenti come noi stessi, “ama il tuo prossimo come te stesso”.

Domanda: Questo significa che con il tempo tutto il male scomparirà?

Risposta: Sì.

Domanda: Dovremo solo provare in tutte le direzioni possibili?

Risposta: Assolutamente!

Domanda: Perché non ci viene data nemmeno qualche piccola apertura attraverso la quale passare

Risposta: Ci imbatteremo nuovamente in una sorta di leninismo.

Domanda: Non succederà nulla finché non percorreremo tutte le strade e tutte le vie e non ci imbatteremo ovunque in un vicolo cieco?

Risposta: In generale, sì. Tale è il nostro egoismo. Deve essere sicuro che non ci sia altra strada che l’amore per l’altro.

Domanda: Si tratta di un lavoro di logorio e lacrime qui?

Risposta: Questo è il significato dell’amore: “ama il tuo prossimo come te stesso”. Quando ho provato tutto e solo questo cancello è aperto.

Domanda: Come posso arrivare a questa soluzione? Lei sta dicendo: “Ama il tuo prossimo come te stesso”, ma diciamo che non riesco a sentirla. Come arrivo alla conclusione che questo è il cancello in cui ho bisogno di  entrare?

Risposta: Vedrai questo cancello davanti al tuo naso e ti renderai conto che non può esistere un’altra entrata! Non c’è nulla oltre a questo cancello, solo il vuoto.

Domanda: È questo che scrivono i grandi cabalisti, che vai e non c’è nessun cancello? Cammini lungo il muro e non c’è nessuna entrata. E a un certo punto, quando si è esausti, si vede improvvisamente il cancello. E si scopre che è sempre stato lì.

Risposta: Sì.

Domanda: E io  non l’ho visto?

Risposta: No.

Domanda: Di cosa avevo bisogno per vederlo? È sempre stato lì, semplicemente c’era!

Risposta: Non c’era abbastanza delusione.

Domanda: Devo essere deluso da tutto?

Risposta: Certamente. In tutto! In modo che rimanga solo una cosa: l’adesione, la fratellanza. Non sappiamo cosa sia. Tutti noi usiamo alcuni tipi di sostituti e surrogati. Ma poi le sentiremo.

Domanda: Può dare almeno un suggerimento? È chiaro che se non sentiamo, non saremo in grado di ascoltarti. Ma cosa intende per fratellanza?

Risposta: La fratellanza è quando siamo tutti nello stesso desiderio, nella stessa intenzione e in completa adesione e connessione, unità di ciascuno con tutti. Torniamo di nuovo al sistema chiamato Adamo come un solo uomo in un solo corpo, in un solo cuore. Questo è il futuro corretto.

Deve essere davanti a noi! Questo è il modo in cui questo futuro deve stare davanti a me come uno stato evidente, realizzabile e necessario.

Commento: Hai appena descritto ciò a cui dobbiamo arrivare dopo tutte le peregrinazioni e le delusioni.

La mia risposta: Per questo sono necessarie, per arrivare a uno stato come questo.

Domanda: Non è idealismo?

Risposta: Non è idealismo, è proprio il sistema dell’autoeducazione.

Domanda: Ma io sono dentro questo sistema?

Risposta: Io sono all’interno di questo sistema, ma devo trovare la mia identificazione con esso, nel senso che devo essere in esso, partecipare a ogni aspetto di esso, e voglio che diventi realtà.

Domanda: In linea di principio, siamo ancora dentro questo sistema rotto, frantumato, disperso, ricercando e soffrendo?

Risposta: Ma dobbiamo essere d’accordo con esso. Dobbiamo volere che si manifesti e non rimanere in questa nebbia, in una forma  negativa, com’è oggi.

Domanda: Allora, siamo tenuti a manifestarlo?

Risposta: Sì.

 

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Da KabTV’s “ News with Dr. Michael Laitman” 29/6/23

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Il nostro mondo è un’allucinazione persistente

Domanda: Cos’è un’allucinazione secondo te?

Risposta: Gli uomini hanno molti disturbi cerebrali, tra cui questo.

La Kabbalah è materialismo puro. Dal punto di vista della Kabbalah, esiste solo ciò che percepiamo nel nostro desiderio in una forma assolutamente chiara e misurata. Tutto il resto sono correnti vaganti che possono provocare ogni sorta di stato nel nostro cervello, nel nostro desiderio, comprese le allucinazioni, ma non hanno alcuna realtà.

Oggi non sappiamo cosa significhi “realtà” perché viviamo in un mondo irreale. Secondo la Kabbalah, tutto il nostro mondo è un’illusione.

Non c’è da stupirsi se si dice che il nostro mondo è inventato da noi, che appare nella nostra immaginazione. Infatti, tutto ciò che esiste in natura esiste solo nella qualità del dare, nella reciprocità, nella piena regolazione e in equilibrio. E noi, esseri umani, siamo in uno stato di squilibrio.

In altre parole, la natura inanimata, vegetale, animale e spirituale è in equilibrio. Solo noi uomini, al di fuori di tutto questo stato smisurato, siamo in disequilibrio e quindi, sentiamo noi stessi e il mondo circostante in uno stato sbagliato, distorto e minaccioso. In effetti, non capiamo dove siamo e cosa ci sta accadendo.

E quando realizziamo veramente il mondo in somiglianza alla qualità del dare, allora iniziamo a capire che abbiamo visto il mondo che è stato immaginato da noi e che è sorto nella nostra immaginazione falsa e distorta. Ma per quanto riguarda il nostro stato, quando percepiamo il nostro mondo in modo puramente egoistico, questa distorsione è permanente.

Sembra come se avessimo, ad esempio, un qualche problema nel nostro computer che è permanente. Si sa che esiste e si può in qualche modo sopportarlo, continuare a lavorare e persino tenerne conto. Lo stesso vale per noi per quanto riguarda tutti i tipi di allucinazioni, visioni e così via.

Pertanto, il nostro stato egoistico è stabile, perché percepiamo noi stessi e il mondo nel desiderio di essere riempiti e pensiamo solo a noi stessi. Questo stato è concreto, dipendente dalla materia e reale in relazione a noi.

Le allucinazioni sono correnti completamente arbitrarie che vagano nel cervello, e non possiamo tenerne conto.

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Da KabTV’s “ Ho ricevuto una chiamata. Un’allucinazione” 20/8/11

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Cosa sono l’amore e l’odio?

L’amore e l’odio sono una proprietà che si manifesta nelle sue due qualità opposte. Sono come la faccia e il retro, due lati opposti della stessa proprietà. La loro manifestazione dipende dalla comprensione dell’importanza della qualità dell’amore o della qualità dell’odio.

Domanda: quale stato è migliore?

Risposta: Per determinare questo, è necessario tener conto anche della terza qualità da cui partiremo, perché sia l’amore che l’odio sono proprietà della dipendenza.

Quando sento la dipendenza, la mia dipendenza da qualcuno o la dipendenza di qualcuno da me, allora appare la qualità dell’amore o dell’odio. Ora tutto dipende da come voglio sentire questa dipendenza, o come buona e desiderabile, il che significa svilupparla, goderne, o viceversa, non voglio essere dipendente, non voglio tollerare questa proprietà, e allora, è odio.

Cioè, se qualcuno mi odia, egli dipende da me, e questo lo limita molto. Ma se cambiasse il suo atteggiamento in amore, ugualmente dipenderebbe da me, ma allo stesso tempo, ne trarrebbe piacere.

Pertanto, dobbiamo prima rivelare l’odio universale e poi  da esso arrivare all’amore.

 

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Da KabTV’s “ Ho ricevuto una chiamata. Cos’è l’amore e cos’è l’odio?” 12/3/11

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Cos’è il piacere

Domanda: Cos’è il piacere?

Risposta: Il piacere è la sensazione che si prova quando un desiderio viene soddisfatto.

Domanda: Qual è la differenza tra piacere spirituale e piacere ordinario?

Risposta: Ricevi piaceri corporei (animati) quando sei riempito personalmente all’interno delle tue sensazioni. Sono desideri limitati a: cibo, sesso, famiglia, ricchezza, fama, potere e conoscenza. Questi sono i piaceri egoistici del nostro mondo.

Ricevi piaceri spirituali, invece, unendoti ad altri desideri (non ai tuoi, ma a quelli che ti sembrano esterni, altri) basati sull’amore per il prossimo. Quindi, soddisfacendo i desideri altrui, che diventano i tuoi, ricevi piacere.

Questo piacere è illimitato e perfetto. Questo piacere è chiamato spirituale perché in esso inizi a sperimentare piaceri al di fuori di te stesso. Non sono limitati dalla qualità, dalla misura o dal tempo. Tu diventi parte di questo processo e senti così il flusso eterno della vita.

Questi desideri sono infiniti e inesauribili e hai un’opportunità costante di ampliarli e di  soddisfarli. Per questo motivo, la sensazione di questo tipo di esistenza è chiamata vita eterna.

 

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Da “I Got a Call” di KabTV. Che cos’è il piacere? 21/2/11

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