Pubblicato nella 'dazione' Categoria

Troppo potere è dannoso per i capi?

Se i capi sentono un eccessivo desiderio di potere, la prima cosa che devono fare è decidere di porsi una condizione chiara: la dirigenza deve essere determinata esclusivamente dalla misura della gentilezza e dell’amore che nutrono per coloro che sono sotto la loro responsabilità. Devono interrogarsi su come intendono agire con bontà e su come intendono riempire d’amore lo spazio loro affidato.

Non è sufficiente ascoltare promesse o guardare un lungo elenco di azioni programmate. Tale elenco non sarà di alcun aiuto. Ciò che conta è una revisione continua e senza compromessi della loro gestione su base giornaliera, settimanale, mensile e annuale. Dobbiamo verificare se il dirigente agisce effettivamente secondo criteri di gentilezza e amore. Nel momento in cui vediamo che si discosta da tali criteri, deve essere immediatamente allontanato.

Poi, dietro al capo, ci dovrebbe essere sempre una fila di persone che lottano non per il potere personale, ma per il diritto di esprimere gentilezza, di manifestare il potere dell’amore verso la società. La dirigenza deve diventare un campo di battaglia per chi è in grado di servire al meglio gli altri con autentico amore.

Tratto dalla trasmissione “Spiritual States” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 22 marzo 2022.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Che cosa cambia la civiltà umana attuale? In che modo?

La forza che sta cambiando l’umanità oggi è la forza originaria della natura, composta da amore, dazione e connessione. È una forza che si manifesta specificamente nell’essere umano, che è lo stadio più alto dello sviluppo della natura. Ci cambia perché si rivolge specificamente a noi.

In cosa ci sta trasformando questa forza? Ci sta trasformando in un’entità completamente integrata, interconnessa e interdipendente, che ci richiede di comprendere quanto siano necessarie connessioni positive, alimentate da atteggiamenti di amore puro e dazione, per poter vivere in modo armonioso questo stato di interconnessione.

Quanto prima raggiungeremo un’interazione integrale positiva con sostegno, incoraggiamento e cura reciproci nelle nostre connessioni, tanto prima noi come umanità entreremo in equilibrio e armonia con la natura. Questa è la chiave per ottenere il prossimo grande cambiamento che dobbiamo compiere nella nostra evoluzione: attuare la connessione verso cui la natura ci sta facendo evolvere in modo positivo e raggiungere così uno stato di felicità, di completo appagamento e di eternità.

Questo si manifesterà visibilmente tra di noi. Lo vedremo davanti ai nostri occhi.

Tratto da “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman il 17 aprile 2025.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Perché si dice che “La parola malvagia uccide tre persone: chi parla, chi ascolta e colui del quale si parla”?

Perché se parliamo male di qualcuno, parliamo contro la forza stessa che ha creato e sostiene tutti noi. Non c’è altro che questa forza. Perciò, impegnandoci nella maldicenza, danneggiamo il sistema di connessione, la struttura più profonda della natura a cui tutti apparteniamo. Questo non si applica alle critiche su questioni pratiche come il lavoro o i compiti. Si tratta piuttosto di calunnie ideologiche, interiori e spirituali, in cui si parla contro la forza dell’amore, della dazione e della connessione. È qui che si annida il vero male.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 28 dicembre 2019.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

A che età si sviluppa la vergogna?

Crescendo i bambini incontrano regole ed aspettative sociali. Non possono più avere tutto ciò che desiderano e comprendono che deve esserci reciprocità ed impegno per essere ricompensati. Ed è allora che emerge una nuova consapevolezza, una distinzione tra superiore ed inferiore, tra ciò che è lodato e ciò che è condannato.

Questa consapevolezza va oltre le azioni e tocca la nostra stessa natura. Iniziamo a percepire che ci sono qualità che la società valorizza ed altre che rifiuta. Con il tempo, questo porta a un’analisi di sé sempre più profonda e complessa, in cui arriviamo a misurarci rispetto a uno standard esterno di amore e di dazione.

Tuttavia, un sentimento di vergogna più profondo non nasce da ciò che riceviamo, ma dal riconoscere che la nostra natura di ricezione è contrapposta alla qualità di amore e di dazione. È il momento in cui comprendiamo che siamo controllati da un desiderio egoistico di godere per il solo beneficio personale, mentre esiste una qualità opposta, molto più grande e nobile, che si trova fuori dalla nostra natura: una qualità di amore e di dazione. I Kabbalisti  chiamano questa qualità di amore e di dazione: “il Creatore” e la definiscono come la forza che ci ha creato e che ci dona ogni singolo momento della nostra vita e del nostro sviluppo. Il “riconoscimento del male” indica quello stato di vergogna spirituale che raggiungiamo quando ci sentiamo come se stessimo di fronte al “Creatore”.

In questa fase non ci vergogniamo solo di ricevere, ma di come riceviamo, cioè di come sfruttiamo gli altri e la natura per il nostro beneficio personale. Non si tratta di un giudizio esterno, ma di una presa di coscienza interiore ed è un momento chiave nella nostra trasformazione dal ricevere per il solo beneficio personale al diventare come la forza di amore e di dazione, come il Creatore.

Basato sul video “ Shame – Spiritual States with Kabbalist Dr. Michael Laitman.”

Scritto/modificato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Di cosa dovremmo essere orgogliosi?

Quando impariamo come funziona la natura, come essa sia una forza unica di amore e dazione che crea e sostiene tutta la realtà, e come ogni nostro desiderio, pensiero,  caratteristica e qualità siano opera della natura, alla fine ci rendiamo conto che non abbiamo nulla di cui essere orgogliosi da soli. Ogni nostra forza, talento e qualità, sia positiva che negativa, ci è stata data dalla natura. Anche la saggezza e lo sforzo di cui abbiamo bisogno per passare dal nostro stato egoistico innato a uno stato altruistico che sia in equilibrio con la natura, vengono anch’essi dalla natura. Pertanto, è privo di senso vantarsi della nostra intelligenza, forza o abilità, perché non siamo noi ad aver creato queste qualità.

Potremmo allora chiederci se possiamo essere orgogliosi di compiere buone azioni per gli altri. Chi ci dà questa forza? Se analizziamo bene, vediamo che la natura ci dà tutto: la saggezza, la capacità e persino le circostanze che ci permettono di agire.

Qual è quindi il nostro ruolo personale? Noi siamo il sistema attraverso il quale agiscono le leggi della natura. Il nostro ruolo in questo quadro è quello di creare le giuste condizioni affinché le leggi altruistiche e integrali della natura possano operare attraverso di noi. Possiamo quindi essere orgogliosi di diventare un recipiente corretto per l’opera della natura attraverso di noi, di renderci un canale per far fluire la forza d’amore e di dazione della natura verso gli altri e verso il mondo.

Basato sul video: “Pride – Spiritual States with Kabbalist Dr. Michael Laitman”.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Cos’è la Verità Assoluta?


La verità assoluta è il riconoscimento che tutto nel nostro mondo è relativo, tranne due forze fondamentali: il desiderio di ricevere e il desiderio di dare. Queste due forze opposte definiscono tutta l’esistenza. La forza della dazione è la forza che risiede nella natura, mentre noi esseri umani siamo la forza della ricezione.

La saggezza della Kabbalah chiama la forza della dazione “il Creatore”, così come “la Natura” e diversi altri nomi che definiscono la potenza del dare rivolta verso l’esterno e che ha creato e sostiene tutta la vita.

La forza della ricezione è ciò che questa forza di dazione ha creato: gli esseri di livello inanimato, vegetale, animale e umano.

Per determinare la verità, dobbiamo misurare tutto in base a questo standard assoluto: la forza o qualità della dazione. Se qualcosa ci avvicina alla dazione e alla connessione, è vero. Se ci allontana dalla dazione, è falso. Questa comprensione ci consente di fare veri progressi per scoprire come e perché la natura funziona come funziona, come e perché la natura dell’essere creato è stata creata in opposizione alla natura generale e come passare dalla nostra natura di ricezione alla natura della dazione per scoprire la realtà al di fuori della nostra percezione innata, una realtà di eternità e perfezione. Altrimenti, ci perdiamo in molteplici “verità” soggettive.

Ma perché dovremmo pensare che la dazione sia la verità ultima? Dopotutto, non lo percepiamo immediatamente come tale. È qui che la Kabbalah offre un metodo, non un sistema di credenze, ma un approccio pratico, scientifico ed empirico. Siamo invitati ad esaminare la saggezza, per vedere come essa spiega la struttura dell’universo, la natura dell’umanità e la direzione del nostro sviluppo in modo logico e pratico. Col tempo, attraverso lo studio e l’esperienza personale, sviluppiamo gli strumenti sensoriali per percepire direttamente questa realtà.

Proprio come i primi scienziati che dedussero l’esistenza dei microrganismi prima di poterli vedere al microscopio, i kabbalisti lavorano con forze che inizialmente sono al di là della percezione ordinaria. Ma attraverso un processo strutturato, chiunque può sviluppare queste capacità e sperimentare direttamente il Creatore, la forza assoluta della verità.

Pertanto, la verità non riguarda solo i fatti o la logica. Si tratta di raggiungere uno stato in cui ci allineiamo con la forza della dazione, elevandoci al di sopra della nostra percezione limitata ed egocentrica per recepire la realtà come è al di fuori della nostra innata visione e sensibilità egoistica.

Basato sul video: “Verità e menzogna – Stati spirituali con il Kabbalista Dr. Michael Laitman”.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Che cosa dobbiamo fare se siamo completamente distrutti?

Se ci sentiamo completamente distrutti, in ginocchio, per così dire, come possiamo risollevarci da questo stato? Dovremmo pensare a chi siamo, a cosa siamo, a cosa viviamo, a chi ci governa e a quale sia il nostro significato e il nostro scopo qui.

Vedremo allora che le nostre esperienze ci preparano per una vera correzione, quando ci eleviamo al di sopra della nostra natura, e il Creatore, la forza superiore dell’amore, della dazione e della connessione che ci ha creato e ci sostiene, ci attende lì.

Basato sulla trasmissione dell’emittente KabTV “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman andata in onda in data 7 ottobre 2024.

Scritto/redatto da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Qual è il segreto dell’immortalità?

In primo luogo, l’immortalità non riguarda la conservazione del corpo fisico, perché il corpo fisico in realtà non esiste. Esiste solo nella nostra immaginazione, proprio come tutto ciò che percepiamo in questo mondo. È per questo che il mondo è chiamato “Olam” in ebraico, dalla parola “Ne’elam” (nascosto) e “Alama” (occultamento). La nostra esistenza attuale è solo uno stato d’ombra, una realtà nascosta in cui non ci siamo ancora risvegliati alla vera vita.

Come possiamo quindi superare queste illusioni, scoprire la vita reale e raggiungere l’immortalità? Attraverso la trasformazione, non del corpo, ma della percezione. L’immortalità non consiste nell’aggrapparsi alla forma temporanea del nostro corpo fisico, ma nello spostare il nostro senso di sé dall’interno. È la resurrezione di una nuova consapevolezza.

Iniziamo questo processo quando non vediamo più la vita solo in noi stessi, ma negli altri, quando iniziamo a sentire noi stessi attraverso gli altri. Più ci stacchiamo dalla preoccupazione per noi stessi e ci risvegliamo a una realtà che va oltre il nostro ego, più ci eleviamo al di sopra dell’illusione della vita e della morte. Questo è il segreto dell’immortalità: elevarsi al di sopra dell’io, fondersi con la qualità eterna della dazione e risvegliarsi a una vita senza fine.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 22 settembre 2019.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Qual è un esempio di miracolo?

Un esempio di miracolo si verifica quando persone naturalmente distanti tra loro, che si rifiutano, si oppongono e persino si odiano, si elevano al di sopra delle loro differenze. Nonostante i loro sentimenti e il modo in cui potrebbero trattarsi, scelgono di connettersi. Come è scritto, “l’amore copre tutti i crimini”. Non è un processo facile. È una lotta contro la nostra natura egoistica, il desiderio di trarre vantaggio solo per il proprio tornaconto. Ma quando facciamo questo sforzo, attiriamo la forza positiva della connessione che risiede nella natura per aiutarci in questa ascesa.

Nelle stesse tenebre che un tempo riempivano la nostra vita e le nostre relazioni, iniziamo a percepire una nuova luminosità. Questo è il miracolo: la stessa realtà, che un tempo sembrava tetra e senza speranza, inizia a brillare di luce.

Dov’è il nostro miracolo personale in questo quadro? È proprio in questa trasformazione, nel momento in cui sentiamo che la nostra vita comincia a illuminarsi, quando il peso della negatività viene tolto.

Il miracolo avviene anche quando trattiamo gli altri con gentilezza, al di sopra della nostra natura egoistica. Quando agiamo in modo da assomigliare alla forza positiva di connessione che risiede in natura, cioè quando miriamo ad amare, a prenderci cura e a connetterci al meglio con gli altri, attiriamo su di noi la forza positiva di connessione della natura. Più ci allineiamo con essa, più sperimentiamo la sua influenza armoniosa.

E se il miracolo che cerchiamo fosse quello di migliorare la nostra vita, ad esempio sul lavoro o in famiglia? Vedremo come tutto comincia a funzionare, non perché lo controlliamo direttamente, ma perché cambiando il nostro stato interiore, muovendoci in direzione di una connessione positiva con gli altri, invitiamo la forza positiva di connessione della natura nella nostra vita.

Cosa dobbiamo fare, dunque, per sperimentare i miracoli nella nostra vita personale? Non possiamo ottenere miracoli in modo isolato, ad esempio all’interno di una singola famiglia, aspettandoci risultati immediati. Ma se decidiamo collettivamente di averne abbastanza delle divisioni sociali e dell’odio e ci proponiamo di trattarci bene, percepiremo immediatamente un cambiamento. Il mondo stesso inizierà a cambiare.

È la natura stessa a realizzare questi miracoli. In questo momento, la percepiamo come oscurità perché siamo opposti ad essa. Nella natura, prima e al di là di tutte le forze fisiche che percepiamo, c’è una forza d’amore, di dazione e di connessione. Questa forza ci porta un senso comune di felicità e di abbondanza quando siamo in equilibrio con essa. Questa qualità manca alla nostra natura umana egoistica. Ma se ci eleviamo al di sopra del nostro istintivo rifiuto dell’altro e ci muoviamo per connetterci, per agire con senso di responsabilità, bontà e considerazione, allora sentiremo gradualmente la forza positiva della natura entrare nelle nostre vite. Ci porterà felicità, fiducia e abbondanza. Ecco cos’è un miracolo: la nostra trasformazione per raggiungere il giusto “click” tra di noi e la rivelazione della forza positiva della connessione che risiede nella natura, riempiendo lo spazio tra di noi.

Basato sul video “What Is a Miracle? Kabbalist Responds” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Cosa significa uscire da noi stessi?

Uscire da noi stessi significa uscire dalla nostra natura egoistica, distaccarsi dal nostro io fisico e trovare il nostro io spirituale.

Come funziona? Sentiamo il mondo corporeo, fisico, nella nostra natura egoistica umana, dove desideriamo trarre beneficio per noi stessi a spese degli altri e della natura in ogni momento. Possiamo percepire un mondo spirituale molto più ampio attraverso una qualità opposta al nostro egoismo, l’altruismo, che è anche chiamato “la qualità della dazione”.

L’uscita dalla qualità egoistica di ricezione e l’ingresso nella qualità altruistica della dazione porta a una sensazione di un nuovo mondo. È uno stato che esiste, ma che non possiamo vedere prima di adattare i nostri sensi a percepirlo. Si rivela quando cambiamo il nostro punto di vista, passando dal desiderio di assorbire l’appagamento in noi stessi  al desiderio di donare l’appagamento agli altri e alla natura.

Basato sulla lezione di Kabbalah in russo tenuta dal Kabbalista Dr. Michael Laitman il 21 febbraio 2016.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”