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Il Mondo deve affrontare un atterraggio difficile

Nelle Notizie (da Ereport.ru): “Moody Investors Service ha ridotto le sue previsioni di crescita sia per le nazioni progredite che per quelle emergenti nel G-20, citando un aumento degli aspetti negativi di rischio nella ripresa globale.

“Nella sua ultima Prospettiva di Rischio-Macro Globale aggiornata al 2012-2013, l’agenzia di valutazione dice che la crescita reale dell’economia del G-20 sarà di circa 2,8 % nel 2012 e del 3,4% l’anno successivo. Questi dati sono rispettivamente 20 punti base e 10 punti base in meno rispetto alla previsione di Moody dello scorso aprile.

“Secondo l’agenzia, i rischi principali della crescita globale sono le recessioni profonde e impreviste dell’eurozona; il pericolo di un atterraggio difficile nei principali mercati emergenti come la Cina, l’India e il Brasile; e da un lato il prezzo shock di fornitura del petrolio causato dal rischio geopolitico riemerso negli Stati Uniti, insieme ad una potenziale, improvvisa e forte stretta fiscale prevista per l’ anno prossimo. […]

Il funzionario di Moody del gruppo di credito per il rischio sovrano, Elena Duggar, dice: “Nella nostra opinione, gli sforzi per una consolidazione fiscale, un indebolimento dei consumatori e della fiducia nell’impresa, un ’indebitamento del settore bancario e delle famiglie, il livello elevato e persistente della disoccupazione e l’indebolimento dei mercati immobiliari, continueranno a crescere nelle economie più progredite”.

L’agenzia di valutazione ha anche previsto che le economie emergenti del G-20 cresceranno del 5,2% nel 2012 e del 5.7% l’anno successivo. Questi dati sono praticamente inferiori a quelli del 2011 pari al 6.6% e di quelli del 2010 pari al 8% .

“E. Duggar continua:”Stiamo rivalutando verso il basso le nostre previsioni per le vaste economie dei mercati emergenti, dove il debole ambiente esterno e la decelerazione della domanda causano una diminuzione del’impulso alla crescita.

“Continuiamo a prevedere che il rallentamento delle economie progredite e il flusso di capitale fluttuante soffocheranno la crescita dei mercati emergenti”.

Il mio commento: C’è solo una domanda: la rapidità dell’approfondirsi della crisi è più veloce o più lenta di quella delle riflessioni dei politici? Se la crisi supererà in velocità l’opportunità di riflessione su quello che sta accadendo, allora il mondo sprofonderà nel buio della guerra, della fame e del disastro naturale. Se invece saranno capaci di interpretare gli eventi e riusciranno ad elevarsi sopra ai loro calcoli egoistici (o piuttosto fallimenti), allora supereremo la crisi con poche perdite e inizieremo a costruire una nuova economia in una nuova società.
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Il costo economico del riscaldamento globale: Rovina le nazioni povere e privilegia quelle ricche

Nelle Notizie (del MIT News): “Anche il rialzamento delle temperature danneggia in maniera significativa la crescita economica delle nazioni in via di sviluppo del mondo, secondo una nuova ricerca di un co -autore del MIT economist.

“Osservando i dati meteorologici nel corso dell’ultimo mezzo secolo, la ricerca ci dice che ogni grado Celsius che aumenta nei paesi poveri, durante il corso di un dato anno, riduce la sua crescita economica del 13%. Tuttavia, questo riguarda solo le nazioni in via di sviluppo; le nazioni più ricche non vengono influenzate dalla variazione delle temperature.

“Le temperature più elevate conducono sostanzialmente verso una crescita economica inferiore nei paesi poveri”, dice Ben Olken, un professore di economia alla MIT, che ha contribuito alla ricerca. E mentre vediamo in modo diretto come le correnti e il caldo rovinano le agricolture, la ricerca indica che le ondate di caldo hanno una più vasta influenza sull’economia.

“Quello che stiamo dicendo è che questa influenza sia molto più vasta e non riguarda solo l’agricoltura”, Olken aggiunge:”Influenza gli investimenti, la stabilità politica e la produzione industriale”.

Il mio commento: La Natura (che è come dire la forza superiore) è un sistema unico, e perciò si manifesta nell’impatto con l’umanità in molti modi, a volte contraddittori, e che a noi sembrano, almeno, che non siano correlati.
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La geografia delle proteste anti-americane è in espansione

Nelle notizie (da Euronews): “Gli scontri antiamericani suscitati da un film made in USA che deride il Profeta Muhammad continuano in tutto il mondo musulmano.

“In Indonesia centinaia di manifestanti si sono scontrati con la polizia fuori dall’ambasciata degli Stati Uniti a Giacarta. La polizia ha usato cannoni ad acqua e gas lacrimogeni per cercare di controllarli. Diversi ufficiali sono stati ricoverati in ospedale dopo essere stati attaccati con pietre e bastoni di bambù.

“In Pakistan i manifestanti a Karachi hanno cercato di farsi strada verso il Consolato americano per il secondo giorno di seguito. […]

“Nel frattempo nella capitale afgana, centinaia di manifestanti sono stati bloccati dal personale di sicurezza durante la marcia verso l’ambasciata statunitense di Kabul.”

Il mio commento: Quindi, in tutto il mondo, c’è una conseguenza della politica di promuovere qualsiasi movimento che non pubblicizza l’unità, ma se stesso. Per salvare l’umanità da una guerra mondiale, è necessario mettere al bando tutte le pubblicità e propagande, fatta eccezione quella per l’unità, connessione e sostegno reciproco.
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Il sistema finanziario come il mondo Web

Opinione (Da Nature): “I Regolatori finanziari e i responsabili politici dovrebbero concentrarsi sulle istituzioni finanziarie che sono ‘troppo centrali per fallire’ come coloro che sono ‘troppo grandi per fallire’, suggerisce la ricerca pubblicata in Rapporti Scientifici di questa settimana. … Gli autori hanno trovato che durante il picco della crisi, un gruppo di 22 istituti finanziari, che hanno ricevuto la maggior parte dei prestiti, sono diventati centrali per la rete, il che significa che il default di ciascuno di loro avrebbe un grande impatto economico su tutta la rete.

“I nodi rappresentano le istituzioni finanziarie (selezionate come spiegato nel testo). I collegamenti rappresentano l’impatto potenziale stimato di un’istituzione su un’altra. I nodi sono posizionati all’interno di un cerchio di raggio 1, centrato nel punto 0. … Quindi, più un nodo è vicino al centro più alto è il suo rango del debito. Il nodo al centro (rango del debito = 1) è in grado di mettere in pericolo l’intero valore economico della rete. Il rango del debito diminuisce spostandosi verso l’esterno e verso sinistra lungo la spirale. Il diagramma permette allo stesso tempo di visualizzare la struttura della rete e di confrontare l’importanza del valore di due nodi. La dimensione e il colore del nodo riflette il valore del rango del debito (i nodi rossi sono più grandi e hanno il più alto rango di debito). Il colore del collegamento riflette il rango del debito del nodo da cui proviene (i link rossi provengono dai nodi con più alto grado di debito e hanno un alto impatto sui nodi di destinazione). (a) Il primo periodo, all’inizio della crisi. La maggior parte dei nodi hanno bassi livelli di rango del debito, cioè, si trovano vicino al confine. (b) Il quarto periodo (il picco della crisi). I nodi hanno livelli comparabili di rango di debito. Tuttavia, essi sono anche molto più centrali, cioè, possono influire su una grande frazione del valore economico totale. Un singolo default rischia di innescare un fallimento sistemico.”
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“Perché Socialismo?”

Albert Einstein (Monthly Review, Maggio 1949)

“E’ consigliabile a chi non è un esperto di argomenti sociali e di economia esprimere le proprie opinioni riguardo il socialismo? Io credo che lo sia per un certo numero di ragioni.

Fateci considerare la questione da un punto di vista della conoscenza scientifica. Potrebbe apparire che non ci siano diverse metodologie essenziali tra l’astronomia e l’economia: gli scienziati in entrambi i campi cercano di scoprire leggi generalmente accettabili per un circoscritto gruppo di fenomeni al fine di creare l’interconnessione di quest’ultimi il più chiaramente possibile. Ma nella realtà queste differenze metodologiche non esistono. La scoperta di leggi generali nel campo dell’economia è resa difficile dal fatto che osservare fenomeni di natura economica è spesso affetto da molteplici fattori che sono diversi e da valutare separatamente. In più, l’esperienza che si è accumulata dall’inizio di quello che è chiamato il periodo di civilizzazione umana della storia è – come noto – largamente influenzata e limitata da cause che non sono affatto di natura esclusivamente economica. Per esempio, la maggior parte dei maggiori stati della storia devono la loro esistenza alla conquista. I conquistatori si imponevano, legalmente ed economicamente, come la classe privilegiata del paese conquistato. Loro detenevano il monopolio della proprietà terriera e si facevano nominare un sacerdozio tra i loro ranghi. I preti, in controllo dell’educazione, mantenevano la divisione delle classi sociali un’istituzione permanente, e creavano un sistema di valori affinché le persone, da allora in poi, per la maggior parte inconsciamente, fossero guidate nei loro comportamenti sociali.

Ma la tradizione storica, per così dire, di ieri; in nessuna parte del mondo abbiamo veramente superato quella che Thorstein Vebeln chiama “la fase predatoria” dello sviluppo umano. I fatti economici osservabili dipendono da questa fase e persino certe leggi che possiamo far derivare da quel momento non sono applicabili in altre fasi. Poiché lo scopo reale del socialismo è stato precisamente superare e anticipare la fase predatoria dello sviluppo umano, la scienza economica al suo stato presente può portare un pò di luce nella società socialista del futuro.

Secondo, il socialismo è diretto verso una fine etico-sociale. La scienza, comunque, non può portare conclusioni e, ancor meno, instillarli negli esseri umani; la scienza, al massimo, può provvedere ai significati attraverso i quali possiamo raggiungere certi traguardi. Ma le conclusioni in se stesse sono concepite da personalità con elevati ideali etici e – se questi compimenti non sono nati morti, ma vitali e vigorosi – sono adottati e condotti da quegli esseri umani che, per metà inconsciamente, determinano la lenta evoluzione della società.

Per queste ragioni, noi dovremmo essere in guardia non sovrastimando la scienza e il metodo scientifico quando c’é una questione di problemi umani; e noi non dovremmo assumere che gli esperti siano gli unici che abbiano un diritto di esprimere se stessi riguardo l’organizzazione della società.

Innumerevoli voci hanno asserito che, all’incirca in quest’epoca, la società umana sarebbe potuta passare attraverso una crisi, dove la sua stabilità sarebbe stata gravemente infranta. E’ caratteristico di tale situazione che gli individui sentano indifferenza o addirittura ostilità attraverso il gruppo, piccola o grande, al quale loro appartengono. Al fine di illustrare il significato, lasciatemi rimembrare un’esperienza personale. Io ho recentemente discusso con un uomo intelligente e ben disposto all’argomento riguardo un’altra guerra, che nella mia opinione metterebbe in serio pericolo l’esistenza dell’umanità, ed io ho rimarcato che solo un’organizzazione sovrannazionale potrebbe offrire protezione dal pericolo. Perciò il mio visitatore, in maniera molto calma e fredda, mi ha detto: ”Perché sei così profondamente opposto dalla scomparsa della razza umana?”

Sono sicuro che solamente un secolo fa nessuno vorrebbe aver fatto un’osservazione di questo tipo. E’ un commento di una persona che si è sforzata invano di raggiungere un equilibrio in se stessa e ha più o meno perso le speranze di successo. E’ l’espressione di una dolorosa solitudine e d’ isolamento della quale molte persone soffrono in questi giorni. Qual è la causa? C’è una via d’uscita?

E’ facile portare queste domande, ma è difficile rispondere con un certo grado di sicurezza. Io devo provarci, comunque, nella migliore maniera possibile, benché io sia veramente cosciente del fatto che i nostri sentimenti e gli sforzi sono spesso contraddittori e oscuri e che non possono essere espressi in una formula facile e semplice.

L’uomo è, allo stesso tempo, un essere solitario e sociale. Come essere solitario, lui cerca di proteggere la propria esistenza e quella di coloro che gli stanno vicino, per soddisfare i propri desideri personali, e per sviluppare le proprie abilità innate. Come essere sociale, lui cerca di raggiungere il riconoscimento e l’affetto dei suoi simili, condividere i piaceri degli altri, confortarli nei loro problemi, e a migliorare la loro condizione di vita. Solo l’esistenza di questi vari, spesso conflittuali, impegnati accadimenti per il carattere speciale di un uomo, e le loro specifiche combinazioni determina l’estensione alla quale un uomo può raggiungere un equilibrio interno e contribuire al benessere della società. E’ abbastanza possibile che la forza relativa di queste due vie sia, principalmente, determinata dall’eredità.

Ma la personalità che emerge alla fine è in gran parte formata dall’ambiente in cui un uomo cerca di trovare se stesso durante il suo sviluppo, dalla struttura della società in cui è cresciuto, dalla tradizione di quella società, dalla sua valutazione preliminare di particolari tipologie di credenze. Il concetto astratto di “società” significa per l’essere umano individuale il sunto totale delle sue relazioni dirette e indirette verso i suoi contemporanei e le persone delle generazioni passate. L’individuale è capace di pensare, sentire, sforzarsi, e lavorare per se stesso; ma lui dipende molto dalla società – nella sua esistenza fisica, intellettuale ed emozionale – che è impossibile che pensi a lui, o a capirlo, al di fuori del contesto della società. E’ la “società” che provvede per l’uomo il cibo, vestiario, una casa, gli attrezzi da lavoro, il linguaggio, le forme di pensiero, e la maggior parte dei contenuti del pensiero; la sua vita è resa possibile attraverso il lavoro e i compiti di milioni di persone passate e presenti che sono celate dalla parola “società”.

E’ evidente, di conseguenza, che la dipendenza dell’individuo dalla società è un fatto naturale il quale non può essere abolito – come nel caso delle formiche e delle api. Comunque, l’intero processo vitale delle formiche e delle api è determinato nel più piccolo dettaglio da istinti rigidi ed ereditari, lo schema sociale e le interrelazioni tra gli esseri umani sono molto variabili e suscettibili al cambiamento. La memoria, la capacità di creare nuove combinazioni, il dono della comunicazione orale hanno reso possibile sviluppi dell’essere umano che non sono dettate da necessità biologiche. Questi sviluppi si manifestano nelle tradizioni, nelle istituzioni e nelle organizzazioni; nella letteratura; nei successi scientifici e ingegneristici; nei lavori artistici. Questo spiega come accada che, in un certo senso, l’uomo può influenzare la propria vita mediante la propria condotta, e in questo processo conscio il pensare e il volere giocano la propria parte.

“L’uomo acquisisce alla nascita, attraverso l’eredità, una costituzione biologica che dobbiamo considerare determinata ed inalterabile, includendo gli stimoli che sono caratteristici della specie umana. In più, durante la sua vita, lui acquisisce una costituzione culturale che adotta dalla società mediante la comunicazione e differenti altre tipologie d’influenze. E’ la costituzione culturale che, col passare del tempo, è soggetta al cambiamento e che determina principalmente la relazione tra l’individuo e la società. Gli antropologi moderni ci hanno insegnato, attraverso un’investigazione comparativa tra quelle che vengono chiamate culture primitive, che il comportamento sociale dell’essere umano potrebbe differire maggiormente, dipendendo dagli schemi culturali predominanti e dalle tipologie di organizzazione che prevalgono nella società. E’ su questo che coloro che si stanno sforzando per migliorare le sorti dell’uomo potrebbero far crescere le proprie speranze: gli esseri umani non sono condannati, dalla loro costituzione biologica, a distruggersi a vicenda o ad essere in balia di un crudele, auto-inflitto destino.

Se noi chiedessimo a noi stessi come la struttura della società e l’attitudine culturale dell’uomo dovesse essere cambiata al fine di portare la vita umana alla soddisfazione maggiore possibile, noi dovremmo costantemente essere consci del fatto che ci sono certe condizioni che non siamo in grado di modificare. Come già menzionato, la natura biologica dell’uomo è, per ogni scopo pratico, non soggetta a cambiamento. In aggiunta, lo sviluppo demografico e tecnologico degli ultimi secoli ha creato condizioni che ci permettono di rimanere in una relativamente densa e ben insediata popolazione, con tutti i beni che sono indispensabili per la loro esistenza, un’estrema divisione di lavoro e di un apparato produttivo marcatamente centralizzato sono assolutamente necessari. Il tempo – che, guardandoci indietro, sembra idilliaco – è passato da quando gli individui o i relativamente piccoli gruppi avrebbero potuto essere auto-sufficienti. E’ solo un’accennata esagerazione dire che l’umanità costituisce ancora oggi una comunità planetaria di produzione e consumo.

Io ora ho raggiunto il punto dove potrei indicare brevemente cosa per me costituisce l’essenza della crisi nel nostro tempo. Concerne la relazione dell’individuo alla società. L’individuo è diventato più conscio che mai della sua dipendenza dalla società. Ma lui non vive questa dipendenza come una risorsa positiva, un legame organico, una forza protettiva, ma principalmente come una minaccia ai propri diritti naturali, o anche alla propria sussistenza economica. Inoltre, la sua posizione nella società è tale che le pulsioni egoistiche della sua composizione siano costantemente accentuate, mentre le pulsioni sociali, che sono per natura più deboli, progressivamente si deteriorano. Tutti gli esseri umani, qualunque sia la loro posizione nella società, stanno soffrendo da questo processo di deterioramento. Prigionieri inconsapevoli del loro stesso egoismo, si sentono insicuri, soli, privati dell’ingenuo, semplice e non sofisticato piacere di vivere. L’uomo può trovare significato nella vita, breve e pericoloso com’è, solo attraverso il dedicare se stesso alla società.

L’anarchia economica della società capitalista come oggi esiste, è, in mia opinione, la reale origine del male.Vediamo prima di noi una grande comunità di produttori i quali membri incessantemente si sforzano di privare l’un l’altro dei frutti del lavoro collettivo – non con la forza, ma nel complesso in accordo con regole legalmente stabilite. A questo proposito, è importante comprendere che i mezzi di produzione – vale a dire, l’intera capacità produttiva che è necessaria per produrre beni di consumo al pari di beni strumentali aggiuntivi – potrebbe essere legalmente, e per la maggior parte lo sono, la proprietà privata degli individui.

Per rendere chiare le cose, nella discussione che segue dovrei chiamare “lavoratori” tutti coloro che non condividono la proprietà dei mezzi di produzione – benché questo non corrisponda abbastanza al loro uso consuetudinario. Il proprietario dei mezzi di produzione è in una posizione di acquisire la forza lavoro dell’operaio. Usando i mezzi di produzione, il lavoratore produce nuovi beni che diventano di proprietà del capitalista. Il punto essenziale riguardo questo processo è la relazione tra cosa il lavoratore produce e quanto è pagato, entrambi misurati in termini di valore reale. Fin quando il contratto di lavoro è “libero”, cosa riceva il lavoratore è determinato non dal valore reale dei beni che produce, ma dai suoi bisogni minimi e dalle richieste del capitalista per la forza lavoro in relazione al numero dei lavoratori che competono all’impiego. E’ importante capire che nemmeno nella teoria il pagamento del lavoratore è determinato dal valore del suo prodotto.

Il capitale privato tende a diventare accentrato in poche mani parzialmente dovuto alla competizione tra i capitalisti e in parte allo sviluppo tecnologico, e la crescente divisone del lavoro incoraggia la formazione di unità maggiori di produzione alle spese di quelle minori. Il risultato di questi sviluppi è un’oligarchia di capitale privato d’enorme potere che non può effettivamente essere controllato nemmeno da una società con una politica democraticamente organizzata. Questo è vero dal momento in cui i membri dei corpi legislativi sono selezionati dai partiti politici, largamente finanziati o altrimenti influenzati dai capitalisti che, per ogni scopo pratico, separano l’elettorato della legislatura. La conseguenza è che i rappresentanti delle persone non proteggono a sufficienza gli interessi delle classi poco privilegiate della popolazione. In aggiunta, sotto le condizioni esistenti, i capitalisti inevitabilmente controllano, direttamente o indirettamente, le fonti d’informazione più importanti (la stampa, la radio e l’educazione). E’ così estremamente difficile, e infatti nella maggior parte dei casi abbastanza impossibile, per il cittadino individuale arrivare a conclusioni oggettive e fare un uso intelligente dei suoi diritti politici.

La situazione prevalente in un’economia basata sulla proprietà privata del capitale è così caratterizzata da due principi prevalenti: primo, i mezzi di produzione (capitale) sono proprietà privata e i proprietari ne dispongono come meglio credono; secondo, il contratto di lavoro è libero. Ovviamente, non c’è nulla che sia una pura società capitalista in questo senso. In particolare, dovrebbe notarsi che i lavoratori, attraverso lunghe e amare lotte politiche, hanno avuto successo nell’assicurarsi un qualcosa di forma evoluta del “contratto di lavoro libero” per certe categorie di lavoratori. Ma preso nell’insieme, l’attuale economia non differisce molto dal capitalismo “puro”.

La produzione è tenuta in piedi per il profitto, non per l’uso. Non c’è alcuna disposizione che tutti coloro che saranno capaci e vorranno trovarsi un lavoro saranno sempre in grado di trovarlo; un’”arma del disoccupato” c’è sempre. Il lavoratore ha sempre paura di perdere il lavoro. Dal momento in cui disoccupati e lavoratori sottopagati non provvedono in maniera proficua al mercato, la produzione di beni di consumo si restringe, e un gran disagio ne è la conseguenza. Il progresso tecnologico spesso risulta in una maggiore disoccupazione più che in un alleggerimento del carico di lavoro per tutti. Il motivo del profitto, insieme alla competizione tra capitalisti, è responsabile di un’instabilità nell’accumulo e nell’utilizzo di capitale che porta all’aumento di una crescente severa depressione. La competizione illimitata conduce a un grande spreco di lavoro, e alla paralisi della consapevolezza sociale degli individui che ho menzionato precedentemente.

Questa paralisi d’individui la considero il peggior male del capitalismo. Il nostro intero sistema educativo soffre di questo male. Un’esagerata attitudine alla competizione è inculcata agli studenti che sono allenati ad inseguire un avido successo come preparazione per la futura carriera.

Io sono convinto che ci sia solo una via per eliminare questi gravi mali, esplicitamente attraverso lo stabilire di un’economia socialista, accompagnata da un sistema educativo orientato verso scopi sociali. In tale economia, i mezzi di produzione sono posseduti dalla società e sono usati con una consuetudine pianificata. Un’economia pianificata, che detta la produzione ai bisogni della comunità, distribuirebbe il lavoro da fare tra la forza-lavoro e garantirebbe un’occupazione ad ogni uomo, donna e bambino. L’educazione dell’individuo, in aggiunta alla promozione delle sue proprietà innate, tenterebbe di sviluppare in sé un senso di responsabilità per i suoi compagni invece di glorificare il potere e il successo nella sua società presente.

Non di meno, è necessario ricordare che un’economia pianificata non è ancora socialismo. Un’economia pianificata in quanto tale può essere accompagnata dalla completa schiavizzazione dell’individuo. Il raggiungimento del socialismo richiede la soluzione di alcuni problemi socio-politici estremamente difficili: come sia possibile, in visione del lontano raggiungimento della centralizzazione del potere economico e politico, prevenire che la burocrazia diventi onnipotente e arrogante? Come potrebbero essere difesi i diritti dell’individuo e con esso avere un contrappeso democratico al fine di garantire il potere alla burocrazia?

La chiarezza riguardo le ambizioni e i problemi del socialismo sono di grande significato nella nostra era di transizione. Dal momento in cui, sotto certe condizioni, la discussione libera e senza ostacoli di questi problemi è stata oggetto di un tabù potente, io considero la fondazione di questa rivista un importante servizio pubblico.”
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“L’economia mondiale sta per entrare nella stagione degli uragani finanziari”

Opinione (da Insurance Journal): “La stagione dell’uragano del Atlantico del Nord va da metà agosto ad ottobre, con un forte picco dell’attività di tempesta intorno alla metà di settembre. Un modello meno familiare, ma molto più distruttivo nella confusione è la stagione dell’uragano finanziario, che coincide con quello meteorologico quasi giornaliero. […]

“La coincidenza tra gli uragani meteorologici e finanziari non può essere completamente casuale. L’ economia globale, come l’atmosfera del mondo, è un sistema complesso finemente bilanciato.

“In questi sistemi, le piccole perturbazioni possono accumularsi e innescare grandi effetti. E proprio come i punti di non ritorno meteorologici tendono a verificarsi quando la circolazione dell’aria d’autunno inizia a disturbare l’aria umida accumulata nella stagione estiva, qualcosa di simile sembra accadere ai mercati finanziari quando le contrattazioni che si sono calmate per le vacanze estive ritornano al normale. Il risultato può essere un improvvisa e violenta reazione agli eventi accumulati durante l’estate quando i mercati sembravano ignorarli. […]

“In Cina, l’attività economica ha fallito nell’accelerare come previsto, nonostante i ripetuti tentativi di stimolo monetario e fiscale. Questo potrebbe significare semplicemente che il governo e la Banca centrale non hanno ancora fatto abbastanza. È possibile, tuttavia, che l’economia cinese è diventata troppo complessa per essere gestita e perfezionata nel modo più efficiente possibile come nel passato. O forse i risultati deludenti dello stimolo cinese fino ad ora riflettono un fallimento più ampio della politica monetaria, che sta diventando evidente in tutto il mondo. Le recenti delusioni in Gran Bretagna supportano quest’ultima interpretazione.

“Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna si rifiutano di riconoscere che stampare denaro potrebbe essere controproducente. In Germania, al contrario, si rifiutano di accettare il fatto che stampare denaro potrebbe funzionare. Questo ci porta infine alla più importante fonte di instabilità che ci minaccia, un uragano finanziario in questo autunno – l’imminente scontro tra la BCE, la Germania e il resto della zona euro. “

Il mio commento: La mancanza di comprensione della natura di questo processo è la causa del nostro stato, e il problema scomparirà solo quando saremo a conoscenza della sua causa e le nostre azioni saranno in conformità con il programma della natura (vedi l’articolo: La pace nel mondo di Baal HaSulam).

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Il baratto avvicina le persone l’una con l’altra

Nelle Notizie (dal The Wall Street Journal): “Mentre i leader europei lottano con una crisi economica di cinque anni che ha gravato sulla Spagna con il tasso più alto di disoccupazione del mondo industrializzato, i giovani spagnoli, per far fronte alla crisi,  stanno accettando sempre di più iniziative personali (banche del tempo)” […]

“Oltre alle banche del tempo, includono anche mercati del baratto che nascono nei rioni, monete locali per spronare l’economia al dettaglio che sta soccombendo, e le reti di carità che ripropongono merci di scarto”[…]

“L’aumento delle banche del tempo rivive un concetto pionieristico del diciannovesimo secolo attraverso il quale gli anarchici e i socialisti negli USA e in Europa volevano provare la loro filosofia secondo la quale i prezzi dei beni e dei servizi dovrebbero riflettere più da vicino il lavoro impegnato nel produrli”[…]

“La banca del tempo di Valladolid, iniziata dal governo cittadino prima dell’inizio della crisi, ha attratto più e più giovani membri con l’economia spagnola che si sbriciola. I nuovi disoccupati apprezzano l’etica ugualitaria della banca, afferma l’amministratore trentaduenne Juan Manuel Primo. “L’ora di tutti ha lo stesso valore qui, ha detto: Un’ora di lavoro di una sarta ha lo stesso valore dell’ora di un avvocato”[…]

“Avere una rete di supporto come questa è molto importante in un periodo nel quale sei vulnerabile, dice Alessandra Melis, trentenne, che ha recentemente perso il proprio lavoro di pulizie dopo che i suoi impiegati sono stati licenziati. Sta usando la banca del tempo per avere dei passaggi per fare le sue commissioni in città, in cambio di lezioni di cucina e di portare a spasso i cani”.

“Quando un parrucchiere che appartiene alla banca ha dovuto chiudere il proprio locale recentemente, ha potuto contare su pasti e altre necessità da parte di altri membri in cambio di tagli di capelli”[…]

“Gli spagnoli barattano anche merci – diciamo libri, mobili in cambio di merce fresca – in mercati che apparentemente stanno nascendo a quanto pare in ogni rione”.

“Carlos Bravo, tecnico informatico trentacinquenne che ha aiutato a lanciare una piccola banca nel centro di Madrid quest’anno, ha detto che le banche del tempo hanno un tipo di valore diverso: aiutare gli spagnoli urbani a riaccendere un senso di vicinanza con i vicini che facilita la richiesta di favori e altre forme di assistenza reciproca”[…]

“Alcuni economisti si preoccupano che questi sistemi di scambio economico stiano spingendo ancora più in basso l’economia spagnola – lontano dalla vista dei regolatori e di chi riscuote le tasse, ed effettivamente mandando indietro nel tempo lo sviluppo”[…]

“Anche se altri dicono che queste misure rappresentano una forza stabilizzante nella società. Perché per le persone che non trovano lavoro, questo tipo di possibilità di scambio e aiuto reciproco può fare più sopportabile una situazione che sarebbe altrimenti insostenibile, afferma Jose Luis Alvarez Arce, direttore del dipartimento economico dell’Università di Navarra”[…]

Il mio commento: Questo è l’elemento di reciprocità, di aiuto mutuo, ed esisterà finché il governo non diventa simpatizzante con le persone e l’intera società, non acquisti il sistema dell’aiuto reciproco. In questi tempi al governo non piace il libero scambio senza tasse che aiuta le persone a sopravvivere. Il prossimo passo è quello di organizzare una rete propria di compravendita di merci senza il cento per cento di margine di profitto e senza intermediari.

Allora questa rete detterà i suoi prezzi e beni necessari ai produttori. Questo può portare i prezzi dei prodotti basici a un costo minimo. Allora le persone potrebbero diventare responsabili per un servizio volontario per la popolazione, la città, e quindi riducendo i costi municipali e di conseguenza tutte le tasse (imposte) alla popolazione, e le persone potrebbero organizzare gruppi di studio per ragazzi, lezioni addizionali , club, ecc.
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Un integrale dal nostro mondo all’Infinito

Baal HaSulam, “Talmud Eser Sefirot, Parte 2″ Histaklut Pnimit, “Articolo 96: E’ una legge meravigliosa nei Mondi Superiori che in ogni Sefira che abbiamo scelto di esaminare, troveremo dieci Sefirot interiori. Se prendiamo una singola Sefira a partire da quelle dieci Sefirot interiori, troviamo altre dieci Sefirot interne a quella Sefira di prima. Inoltre, se prendiamo una Sefira di quella interna, la Sefirot interiore, ancora una volta troveremo in essa Dieci Sefirot, che sono all’interno della precedente interna interna, e così via e così via senza sosta.

La nostra mente non riesce a comprendere questi principi spirituali, l’incorporazione delle Sefirot in ogni altra fino all’ Ein Sof, incessantemente, dal momento che in ciascuna delle Sefirot vi sono altre dieci e in ciascuna di queste dieci ce ne sono altre dieci, ecc. Come possiamo capire cosa vuol dire Ein Sof? Dove comincia e dove finisce? Non riusciamo a capire perché la nostra mente non si basa su una valutazione qualitativa, ma sulla valutazione quantitativa. Sembra che anche qui si tratti di quantità: dieci, dieci e dieci ancora una volta, come in un discreto, sistema numerico. Ma questa è l’impressione sbagliata. Tutte le modifiche e le divisioni si basano sulla qualità in ambienti separati qualitativi.

Questo è il motivo per cui è attualmente così difficile per noi comprendere questo principio e il concetto di infinito. Nella nostra vita le persone più forti e le più intelligenti, i più grandi egoisti, vogliono usare questo mondo per il proprio beneficio, a piegarsi e ad estrarre i soldi il più possibile da esso, per vincere la gara, di ottenere il controllo e la conoscenza, mettersi in mostra davanti agli altri, e di sentirsi bene con se stessi, sentendosi sicuri nel presente e sul futuro.

Ma oggi vedono che non riescono a gestire nulla e non sanno cosa fare. I leader si sentono impotenti. Stanno cercando di calcolare quanto si può superare questa perdita di controllo, che è il problema principale della crisi attuale. Il problema non è la crisi stessa, vale a dire le percentuali indicate dagli indicatori economici. Al principio, si preoccupavano solo di queste percentuali e somme, ma ora vedono che questa non è la causa, ma piuttosto la mancanza di controllo della situazione.

Non si tratta di risultati che volevamo ottenere, ma anzi, riguarda il motivo dei nostri fallimenti. Non sanno questo motivo! In primo luogo, erano la causa di tutti i successi e gli insuccessi, tenendo le redini della gestione egoistica. Il mondo piegato davanti a loro e le loro regole obbedivano all’egoismo. Ma oggi non possiamo stipare il mondo nel sistema egoistico che abbiamo creato e che non possiamo gestire. Non ci ascolta più: è come se fosse organizzato in modo diverso, lasciandoci totalmente perplessi.

Così la differenza tra i due sistemi è rivelato gradualmente: il numerico e l’analogico, il sistema che opera su base quantitativa e il sistema basato sulla qualità. La Natura dalla sua parte ci rivela alcuni dei sistemi che operano secondo la qualità, un sistema analogico, che annoda tutto insieme per raggiungere il lavoro collettivo. Questo è come la forza del Creatore si rivela.

Noi, invece, abbiamo sempre lavorato in modo diverso, utilizzando la forza egoistica dell’essere creato, che era il risultato della frantumazione, ciascuno nel proprio. Questo è perché abbiamo sempre agito su base quantitativa, secondo i numeri. La nostra percezione si basa tutta su questo principio. Ecco perché ci sentiamo così impotenti quando il mondo spirituale si rivela a noi e si sta avvicinando a noi. E’ la rivelazione del sistema spirituale, del Creatore, e questo è ciò che provoca la crisi attuale.

Mentre nel mondo spirituale, le Sefirot sono divise in dieci e così via fino ad Ein Sof, questo mondo è basato sul principio numerico. Ma dal momento che stiamo parlando di infinito, distrugge la base quantitativa e lo trasforma in uno qualitativo. E’ come parte integrante e quindi la crisi e il mondo moderno sono chiamate parti integranti.

Un integrale non è solo una semplice somma. In una somma ci sono una serie di componenti. E l’integrale include Ein Sof, infinito: Comprende questi componenti che non possono essere inclusi in un calcolo quantitativo. E’ come il problema di fare un cerchio in un quadrato, in cui è richiesto per costruire un quadrato che è identico nella sua area di un cerchio. Questo problema non ha soluzione al nostro livello.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 10.07.2012, Lo studio delle dieci Sefirot)

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Cellule Cancerogene: Non individualismi, ma un gruppo societario

Nelle notizie (da Rice University): “Di fronte alla crescente evidenza che le cellule cancerogene comunicano, cooperano e si impegnano perfino nel prendere collettivamente delle decisioni, alcuni biofisici e ricercatori sul cancro della Rice University, Tel Aviv University e Johns Hopkins University suggeriscono una nuova strategia per raggirare il cancro attraverso la sua stessa intelligenza sociale.

“Abbiamo bisogno di andare oltre la nozione che il cancro sia un gruppo di cellule alla rinfusa che si muovono fuori controllo” ha detto Herbert Levine, co-direttore del Center for Theoretical Biological Physics di Rice e co-autore dell’articolo di copertina di Trends in Microbiology, di questa settimana, che mette insieme circa una dozzina delle recenti scoperte circa il comportamento sociale delle cellule cancerogene. ‘Queste cellule conducono una vita sociale sofisticata’.

“Eshel Ben-Jacob, co-autore dell’articolo, e già ricercatore capo allo CTBP, ha detto, ‘Il cancro è un nemico sofisticato. E’ sempre più evidente la prova che il cancro usi delle comunicazioni avanzate per fare lavoro di gruppo che porta alla riduzione in schiavitù delle cellule normali, creando metastasi, resistendo alle medicine e attirando in trappola il sistema immunitario del corpo’.[…]

Ben-Jacob ha detto che le cellule cancerogene hanno dimostrato di cooperare per eludere i farmaci chemioterapici, proprio come i batteri che comunicano e agiscono come una squadra per resistere agli attacchi degli antibiotici. Ha detto che alcune forme di cancro sembrano avvertire quando i farmaci chemioterapici sono presenti e suonano un allarme in modo che tutte le cellule del tumore si modifichino in uno stato dormiente o inattivo. Dei segnali simili sono poi usati per dare il messaggio “tutto a posto” e così le cellule si risvegliano dentro il tumore.

“Se riuscissimo a rompere il codice di comunicazione, potremmo essere in grado di impedire alle cellule di passare dallo stato dormiente a quello sveglio, stabilendo così il momento giusto per sferrare l’attacco chemioterapico,” ha detto Ben-Jacob. “Questo è soltanto un esempio. I nostri ampi studi sulla vita sociale dei batteri ce ne offrono altri, come l’invio di segnali che scatenano le cellule cancerogene a rivoltarsi contro loro stesse e ad uccidersi a vicenda.’”

Il mio commento: Il cancro è un corpo nel corpo. Il nostro corpo è una comunità di cellule legate dall’unica idea di sostenere la vita reciprocamente. Ma c’è la malattia del cancro: alcune cellule, a causa dell’aumento del loro egoismo, si separano dalle altre cellule del corpo e incominciamo a vederle come dei nemici, come dei corpi estranei che devono essere attaccati e divorati. Il cancro è il momento del collasso nel sistema delle cellule il cui egoismo smisurato non sente di appartenere al corpo. E’ come succede a noi che non riconosciamo la natura come la nostra casa e desideriamo distruggerla per ottenere un bene momentaneo. Come il cancro uccide il corpo, che poi muore perché perde il suo habitat, così noi ci stiamo dirigendo verso la morte se continueremo ad uccidere il nostro pianeta.
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I risultati della prima revisione dei conti della Federal Reserve dopo quasi 100 anni di storia

Nelle Notizie (da 12160.info): “Quello che è stato rivelato in questa revisione dei conti è sorprendente: 16,000,000,000,000.00 di dollari sono stati segretamente dati alle banche degli Stati Uniti, a società e banche estere ovunque dalla Francia alla Scozia. Nel periodo fra dicembre 2007 e giugno 2010, la  Federal Reserve aveva segretamente salvato molte delle banche, aziende e governi del mondo. La Federal Reserve ama riferirsi a questi salvataggi segreti come a un programma di prestito all-inclusive, ma praticamente niente di questo denaro è stato restituito e fu ceduto in prestito a 0% di interesse. Perché la  Federal Reserve non ha reso pubblico tutto questo o almeno informato il Congresso degli Stati Uniti circa il salvataggio da 16 trilioni di dollari, è ovvio – il pubblico americano sarebbe stato oltraggiato nello scoprire che la Federal Reserve sta salvando banche estere mentre gli americani stavano lottando per trovare un lavoro.”

Il mio commento: Questo è il modo in cui l’egoismo gestisce la proprietà pubblica “a vantaggio del loro paese e della gente!”
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