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Il clima fa la storia mondiale

Opinione: (V.Climenco, climatologo, geofisico, professore delle università di Oxford, Reihn e Milano): Il cambiamento del clima sul pianeta influenza i processi storici. Il secolo d’oro dell’umanità è iniziato 12.000 anni fa con la fine dell’era glaciale e dell’attenuazione del clima.

Poi, nel IV secolo prima della nostra era, è iniziato il raffreddamento che ha portato all’”Esplosione” della civilizzazione in varie parti del mondo, quindi la nascita della scrittura, l’utilizzo della ceramica e del bronzo, la cultura cittadina, la letteratura e la cultura.

Dai quindici casi di spostamento delle nazioni, tredici di questi spostamenti corrispondono agli episodi del raffreddamento e del riscaldamento globale. Tutti gli strumenti di difesa dell’antichità sono indirizzati alla respinta degli attacchi nordici, in quanto proprio i popoli nordici per primi si misero in moto, salvandosi dalla fame nell’epoca dei piccoli e grandi raffreddamenti.

La grande muraglia cinese è stata costruita nel periodo tra il IV e il I secolo prima della nostra era e cioè nel tempo del forte raffreddamento degli ultimi millenni. Il riscaldamento porta ad un benessere materiale, però viene accompagnato da una degradazione spirituale.

Risulta che l’uomo non sia capace di imparare in nessun altro modo, se non attraverso le sofferenze, la Bibbia sostiene proprio così.

VIII secolo: riscaldamento, occupazione degli arabi della Samarcanda, Spagna.

IX-X secolo: raffreddamento il secolo d’oro della poesia cinese, la nascita culturale del Giappone, gli arabi sviluppano l’algebra e la trigonometria.

X-XI secolo: riscaldamento, la conquista dell’Egitto da parte dei Fatimidi, la colonizzazione della Groenlandia da parte dei vichinghi.

XI-XII secolo: raffreddamento, l’invenzione della stampa.

XIII secolo: durante i cento anni di riscaldamento due volte avviene il cambiamento attraverso il raffreddamento e cioè la sconfitta del regno dei crociati, l’inizio della conquista dell’Asia da parte dei mongoli di Gengis Khan, invasione dei mongoli sulla Russia.

XIV e XV secolo: raffreddamento – la costruzione del Cremlino a Mosca, il Rinascimento in Italia, l’elevazione degli Aztechi, l’inizio del Rinascimento in Francia, primo libro stampato in Europa, il rovesciamento del giogo tartaro mongolico, la fine di Bisanzio, Colombo scopre il nuovo mondo.

Si parla di una grande quantità di eventi diversi, che spiega il fenomeno dell’influenza del clima.

Risposta: Tutto nel mondo è interconnesso, il clima non è la causa, ma una conseguenza di processi ancora più profondi e cioè la realizzazione dello sviluppo dei geni (Reshimot), dove sono registrate le tappe del nostro sviluppo.

Però, iniziando dai nostri tempi, questi geni si realizzano soltanto nella misura della nostra consapevolezza e della partecipazione attiva nel proprio sviluppo, perché lo scopo del processo è quello di elevarci al livello dello sviluppo della natura stessa, inclusione cosciente nei suoi processi.

Quindi, se non guardiamo al fatto che c’è una totale interconnessione dei fenomeni osservati, sì parla soltanto dell’integrazione della natura. La causa della storia mondiale è la realizzazione dei dati informativi (Reshimot) che vi sono stati introdotti inizialmente.
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La felicità è andata in crisi

I sociologi Gallup: La crisi in Europa e negli Stati Uniti si è imbattuta nella soddisfazione della vita. Gli scienziati dividono la popolazione in tre gruppi cioè “soddisfatti della vita”, “lottatori” e “sofferenti”. In Europa vi è un crescente divario nella quantità di soddisfazione di vita tra paesi ricchi e poveri. La maggioranza dei “soddisfatti della vita” si trovano in Danimarca ed in Olanda. Mentre la maggior parte degli insoddisfatti nell’Europa occidentale sono i bulgari, i rumeni e gli ungheresi. Ma adesso la crisi del debito, la diminuzione dei profitti, la disoccupazione ha portato nel gruppo dei “ sofferenti” un altro quarto di greci e portoghesi che prima erano sufficientemente soddisfatti.

Il mio commento: Alla fine dei conti scopriamo l’umanità in uno stato semi buio ed in una completa depressione, questo è il risultato del suo stesso progresso. Ma è importante riconoscere che questi tempi non riguardano una fine, ma un nuovo inizio. Però a differenza delle situazioni precedenti, è difficile qui vedere un futuro, in quanto è opposto alla nostra natura egoistica e per questo necessita di nuove caratteristiche delle conoscenze, cioè l’educazione integrale.

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La fine di un’illusione o il cambio di un paradigma

Tutto quello che riveliamo oggi nel nostro mondo si presenta sotto la forma corrotta della connessione che esiste tra di noi. In realtà non ci sono macchine, case o i livelli della natura, inanimata, vegetale ed animata, non ci sono uomini: non esiste niente di tutto questo.

Ci sono solo le cinque fasi dentro l’anima e le sue connessioni con le altre anime, e queste connessioni sono corrotte. Queste connessioni distorte danno al mondo la forma corrotta che vediamo, e poiché il mondo non può esistere in questa forma (poiché in definitiva è corretto), viene definito come un mondo artificiale, che per il momento esiste nelle qualità non corrette.

Non appena incominciamo a correggerlo, vediamo immediatamente un mondo ed uno stato corretto invece di un mondo e di uno stato non corretto, fino a quando non diventa il mondo dell’Infinito dove non ci sono limiti alla diffusione della Luce e tutto è corretto.

Alla fine o siamo dentro l’unica struttura dell’anima collettiva, o ci siamo come se fossimo divisi in una moltitudine di pezzi interconnessi. Quando questa struttura è unita, la chiamiamo infinito, completezza, questo è l’Infinito. E quando si presenta come se fossimo divisi in una moltitudine di pezzi e non viene percepita come un insieme, questa struttura la chiamiamo “mondo”, un certo livello di occultamento dell’Infinito. In sostanza vediamo sempre lo stesso Infinito, ma con una minore nitidezza e in una forma che è peggiore. Questi sono i mondi, i mondi dell’occultamento, ma vediamo sempre e solamente la connessione tra di noi.

Nel nostro mondo costruiamo delle cose diverse apparentemente artificiali: case, macchine e così via, e tutte queste cose sono anch’esse forme di connessione tra di noi. Al fine di aggiustare la separazione, la distanza, e la spaccatura tra di noi, dobbiamo costruire delle diverse connessioni artificiali. Invece di correggerci, siamo assorbiti con tutto ciò che riguarda l’esteriorità, e questa è la ragione per cui, da una parte, il nostro mondo si presenta sempre più corrotto e, dall’altra, straripa di cose che non servono.

Se avessimo l’intenzione di correggerci, non avremmo bisogno di tutta questa tecnologia, ma dobbiamo vivere in questo mondo nel modo in cui è organizzato per rivelare il fine, la spaccatura, la crisi e la mancanza di scopo che vi è e quindi prendere la direzione della correzione interiore. Questa è la rivoluzione che sta avvenendo nella nostra generazione, il cambiamento del paradigma.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.12.2011, Lo Zohar)

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Aprite le carte, signori!

Messaggio: Al Summit di novembre a Cannes, i leader dei “venti” si sono messi d’accordo per una nuova costruzione finanziaria mondiale. L’idea basilare era la lotta contro i settori in ombra. In cambio di questo ci vogliono sessanta trilioni di dollari, paragonabile al PIL degli USA. Questi soldi sono anonimi, spesso ottenuti per vie illegali, sempre speculative. Su di loro si sono gonfiate le “bolle” dei mercati finanziari: ciò che prendevano come crescita dell’economia mondiale si è rivelata un tumore maligno.

Oggi i paesi sviluppati non vogliono più avere a che fare con questi soldi perché sbucano fuori dagli offshore non trasparenti e poi di nuovo si nascondono, dopo aver costruito la distruzione sul mercato finanziario.

Per vincere le finanze dell’ombra, i leader dei “venti” hanno dichiarato guerra al loro anonimato. I conti numerici bancari devono essere liquidati.

I conti nominali e i detentori dell’attivo nominale devono essere “legati” ai veri proprietari. Gli offshore, rimanendo un “paradiso fiscale”, smetteranno di essere un rifugio segreto. Tutti i partecipanti dei mercati finanziari devono ricevere numeri univoci e dopo non sarà senza nome nessun movimento di flussi finanziari.

Il mio commento: Fino a che l’amore verso l’amato sé e la fame di guadagnare più zeri in banca, cioè l’egoismo, controllano il mondo, la lotta del nascondere i profitti e le faccende oscure sarà inutile. Soltanto la correzione dell’uomo metterà fine al gioco della roulette mondiale.

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Peggiora la crisi economica globale

Nelle News (dal Bob Tuskin Radio Show): “Una depressione globale stringe la presa sulle economie del Mondo. La crisi che viviamo oggi è stata alimentata dalle politiche distruttive e presto la situazione precipiterà.

Sprecare fondi a seguito di situazioni difficili ritarda il momento in cui prendere le decisioni radicali, al prezzo di peggiorare di gran lunga i guai che stanno per verificarsi. Il “D-Day scuoterà le economie del mondo. Questo potrebbe verificarsi in realtà tra pochi mesi, magari nel 2012.

“E’ possibile che la Grecia sia la prima avvisaglia poiché il paese è in bancarotta, solo il necrologio non è stato ancora scritto. I suoi cittadini si stanno impoverendo e ad Atene si sta scatenando la rabbia. Un sentimento rivoluzionario potrebbe esplodere in qualunque momento, mandando onde d’urto attraverso l’Europa.

I cittadini delle altre nazioni in difficoltà non distano molto da questa situazione, come in America dove migliaia sono infuriati contro un sistema che sta distruggendo il loro stile di vita e aspettative per il futuro.

Il 16 Ottobre, il GEAB (Global Europe Anticipation Bulletin) ha pubblicato il seguente titolo per la sua ultima analisi economica “Crisi Globale sistemica – Decimazione delle Banche Occidentali nella prima metà del 2012” argomentando: “La seconda metà del 2011 ha visto una tendenza irrefrenabile verso il dissesto geopolitico delle economie globali, caratterizzato dalla convergenza di crisi monetarie, finanziarie, economiche, sociali, politiche e strategiche.

“Di conseguenza aspettiamoci una caduta libera dei profitti, fogli di bilancio allo sbando con la sparizione di risorse per trilioni di dollari, il tutto accompagnato da un disappunto pubblico crescente, in pratica è “stato fatto il primo passo” per eliminare il 10/20% delle banche Occidentali”.

“Bob Chapman, un collaboratore del programma radiofonico Progressive Radio News Hour, ritiene che il problema del debito sia endemico su scala mondiale. Viviamo una grave crisi finanziaria il cui problema principale consiste nel debito fuori controllo. Non è possibile ripagarne una gran parte. Il fatto che il debito aumenti rende la situazione ancora più difficile. Si profilano grossi guai.

Quotidianamente circolano voci riguardo ai piani che salveranno le nazioni europee dalla crisi. Tutte invenzioni create per evitare che i mercati collassino. Non c’è soluzione per l’Europa e per l’intero sistema finanziario. Ovviamente nessuno ammetterà che il sistema è compromesso.

Nel suo articolo intitolato “La fine della Storia” Paul Craig Roberts si domanda come Washington finanzierà il suo impero crescente a dispetto dei limiti dovuti alla mancanza di fondi. Solo l’emissione di nuova carta moneta potrà procurare temporaneamente i fondi. Questo risulterà inevitabilmente in un aggravio dell’inflazione.

John Williams ha ipotizzato un’ inflazione, calcolata secondo la prassi dei trascorsi decenni, pari all’11.5%.

“Nel Nuovo Millennio Washington ha distrutto la supremazia della legge, l’affidabilità delle strutture pubbliche e qualsiasi principio morale per ottenere un egemonia globale…”

“Contemporaneamente trilioni di dollari in aiuti finanziari sono piovuti su Wall Street ed altre Corporation favorite, devastando nel frattempo l’economia Americana.

Si è dunque esaurita la possibilità per l’America di dominare il mondo, o si svolge un piano per instaurare l’ultima guerra globale per ottenerlo? Tenuto conto dei matti che al momento guidano le sorti del mondo non scommetteremmo contro quest’eventualità, anche se ci fosse il rischio di distruggere l’intera umanità.

Il mio commento: La Natura ci mette alla prova su tutti i fronti, dimostrandoci che non possiamo uscire da questa situazione solo grazie alla nostra mente ed alla nostra esperienza. L’unica via è verso l’alto. Dobbiamo correggere noi stessi, e da questo punto, una volta compresa la situazione, dobbiamo correggere le relazioni sociali, e di lì le connessioni politiche, economiche, familiari nella società. E’ possibile costruire e non distruggere proprio sulla base della comprensione di quanto sta succedendo.
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Conserva ciò che è stato raggiunto

Iniziando da ora dobbiamo tenere stretto quello che abbiamo raggiunto: dobbiamo aumentare l’unità che è nata tra di noi durante il congresso. Questo punto deve moltiplicarsi, e anche se all’inizio del viaggio appare opprimente e senza fine, non è cosi. Gli stati spirituali sono molto più corti del primo stato preliminare.

Quando ci solleviamo da Malchut e ci congiungiamo con Zeir Anpin, il potere spirituale s’intensifica sessanta volte, e quando Zeir Anpin si eleva a YESHSUT, crea un’intensità seicento volte più forte. Ogni nuovo livello include le dieci Serfirot e aggiunge una posizione, incrementa il potere per dieci: seicento, seimila, ecc.

Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che il mondo intero ha bisogno di un’ascesa. Dobbiamo trasmettere il metodo di correzione all’umanità, il metodo dell’unità universale. Dobbiamo correggere la crisi in questo mondo, che continuerà a espandersi, cogliendo tutti senza eccezioni, fino al villaggio più remoto, fino all’ultimo angolo del mondo. Si manifesterà in ogni famiglia e in ogni persona. Questa multi-crisi toccherà ogni area dell’attività umana.

Per questo motivo tutti noi dobbiamo lavorare nel ruolo di mentori, divulgatori di questo metodo. Questa crisi non finirà finché il mondo intero non entrerà in un’interconnessione reciproca, finché tutti non diventeranno come siamo noi adesso. Pensiamo che questo sia impossibile, mentre in realtà sarà molto più facile per il mondo che per noi. I desideri e le idee sono molto più facili da divulgare alle grandi masse, attraverso i fili dell’interconnessione interiore. L’anima collettiva non andrà da nessuna parte: siamo separati unicamente nelle nostre sensazioni. Le persone ci capiranno velocemente, verranno vicino, e si connetteranno a noi.

La cosa principale adesso è di fortificare il sentimento di unità che è apparso al congresso, perché queste sono le attuali porte spirituali. Ci sono delle persone nuove tra di noi che hanno semplicemente goduto dell’essere stati tra gli amici. Ci sono delle persone che sentono cose più grandi, persone che già manifestano questo sentimento di una rivelazione spirituale, un primo raggiungimento e non solamente unione. E ci sono altri che sono andati oltre. Rappresentiamo uno spettro pieno e sono molto contento di queste varianti nel vaso collettivo, perché questo significa che vive e si sviluppa.

Adesso dovete unicamente stringerlo e vedrete che sarà relativamente facile. Dobbiamo proteggere la nostra unità almeno un po’, malgrado i disturbi, ritorneremo a casa e la cosa più importante sarà conservare ciò che è stato raggiunto.

Io mi mantengo unito ai miei amici nonostante la distanza, e vedo il mondo dal di fuori. Mi siedo in aereo o in treno, e il mondo interiore si trova fuori dalla mia finestra. Tutto fluisce fuori di me, ma ciò che importa è quanto accade all’interno. La fiamma interna è molto più importante di ogni altra cosa, più importante della vita. Io metto le cose a posto, le distribuisco in base alla scala dei valori, e poi la chiave è di rimanere in cima, nella punta della piramide, nel sentimento che ho raggiunto, sono pronto anche a morire poiché l’eternità è vi celata al suo interno.

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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 09.12.2011, “Seicentomila anime”)

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Una nuova grande depressione minaccia l’economia globale

Opinione (i capi del Fondo Monetario Internazionale FMI, K.Lagard al telecanale Skynews): L’economia mondiale rischia di entrare in una nuova fase di caduta, paragonata alla grande depressione degli anni trenta del secolo scorso.

Al momento nel mondo non esiste un’economia che possieda l’immunità alla tendenza di rinforzo che ha l’attuale crisi, né tra i paesi con un basso livello di profitti, né tra i governi sviluppati, né trai i paesi con nuovi mercati, né tra i poteri industrialmente sviluppati.

Io metto in guardia dal protezionismo, l’isolamento e da altre decisioni economiche sbagliate, cioè da tutto ciò che è capace di creare le condizioni economiche mondiali analoghe a ciò che esisteva negli anni ’30 del secolo scorso.

Il mio commento: Si va depositando gradualmente un parere giusto, cioè che il mancato avanzamento dell’integrazione minaccia con le sue conseguenze imprevedibili. Questo dà qualche speranza al fatto che l’umanità gradualmente riconosce la necessità, contrariamente all’egoismo, di accettare il bisogno della comunità.

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Engels aveva ragione

Opinione: (V. Novozhenov, Università di Stato di Altai, da window.edu.ru): “L’umanità è parte della natura. Più di cento anni fa, quando sia gli scienziati che gli ingegneri parlavano della conquista della natura, Engels osservò che l’uomo non dovrebbe dominare la natura come il conquistatore sopra una nazione straniera.

“La dominazione umana sulla natura è basata sul fatto che si differenzia dalle altre creature, un essere umano è in grado di imparare le sue leggi e applicarle correttamente. Per evitare azioni irrazionali nel rapporto con la natura, dobbiamo prima di tutto capire: come dovrebbero essere le nostre azioni razionali? Come evitare l’impatto spontaneo sulla natura? Dove e come indirizzare i nostri sforzi?

“Di seguito l’elenco dei problemi ambientali globali più significativi:

  • La fame, come espressione di problemi sociali, economici, ambientali e demografici;
  • Scarsità di acqua potabile;
  • Carenza di terra fertile;
  • Terre aride, la deforestazione e la desertificazione;
  • L’aumento dell’effetto serra;
  • Il pericolo di un conflitto nucleare;
  • Conflitti regionali ed internazionali, basati sulla competizione per le risorse naturali e per il territorio.

Il mio commento: Solo comprendendo le leggi della natura e conformandoci ad esse, ci aiuterà a correggere l’esistente stato pericoloso, come fa la natura nella sua connessione e interazione integrale, così come il consumo ragionevole. Tutti i nostri problemi derivano dall’egoismo in crescita. Questo può essere utilizzato correttamente solo se introduciamo nella società l’istruzione universale e globale su come comportarsi correttamente, in relazione alla natura.

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L’ingranaggio umano in un mondo tecnologico

Siamo talmente coinvolti dal gioco di ciò che pensa la società da sentircene completamente schiavi. Siamo arrivati al punto in cui la nostra mente ed il nostro approccio al lavoro è collegato al lavoro. Un uomo ha paura di andare in pensione. Si domanda cosa farà dalla mattina alla sera con tutto il tempo libero che avrà a disposizione. Un uomo non è abituato ad organizzare liberamente il proprio tempo, e non vuole essere libero.

Anche quando torna a casa dal lavoro, continua a lavorare allo stesso computer. Quando va in vacanza, non si stacca dal telefono o da internet, rimanendo costantemente connesso allo stesso sistema, di cui è schiavo, come uno dei tanti altri minuscoli ingranaggi.

Questo stile di vita che si è formato nel corso degli ultimi decenni ha determinato questa direzione nella vita dell’uomo, quindi egli è incapace di sentirsi libero. Immaginiamo se l’uomo fosse occupato tre ore al giorno, compiendo un lavoro fondamentale per la società e provvedendo in questo modo alla sua esistenza. Egli potrebbe passare il resto del suo tempo a riposare e a fare le cose che gli piacciono. Il problema è che noi non riusciamo nemmeno ad immaginare che questo sia possibile. Siamo schiavizzati al punto che non riusciamo nemmeno ad immaginare cos’altro potremmo fare nella vita a parte lavorare.

Dobbiamo fare esperienza di una rivoluzione veramente molto grande, perché la natura ci sta ponendo delle nuove condizioni, cambiando sia noi, nel nostro intimo, che l’ambiente che ci circonda. Sta distruggendo il nostro padrone: tutta questa enorme società umana che ci ha resi schiavi. A modo suo, la natura ci sta costringendo a cambiare e ad acquisire una nuova visione della vita.

La vita diventerà qualcosa di completamente diverso. Saremo costretti a svilupparci come esseri umani. Invece di dieci ore di lavoro (con il resto del tempo a continuare a pensarci), lavoreremo tre ore al giorno e passeremo il resto del tempo a fare delle cose completamente diverse.

Però, abbiamo bisogno di capire cosa dobbiamo fare. Infatti, non ci stenderemo al sole come degli animali pigri e sazi che riposano dopo aver mangiato e che non fanno niente fino a quando non hanno fame di nuovo. Dovremo trovare delle attività “umane” che l’uomo deve fare nel mondo.

Oltre alle tre ore dedicate al lavoro e ad un paio d’ore dedicate alle faccende di casa, il resto del tempo lo passeremo a fare ciò che conta di più come esseri umani e che appaga l’anima. L’uomo tratterà il lavoro e le faccende di casa semplicemente come delle cose che non si possono evitare e che si devono proprio fare in questo mondo; sarebbe felice di non farle del tutto. Nelle sette, otto ore che l’uomo avrà come tempo libero dal lavoro, egli dovrà trovare una vera attività, che valga per l’uomo, al quale egli potrà dedicare tutta la sua anima.
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(Dal discorso “Lezioni sul Nuovo Mondo” 01.12.2011)

L’architetto della valuta unica: “Il progetto euro è crollato”

Opinione (Jack Delor, l’autore dell’Euro, ex presidente dell’UE nel Daily Telegraph): Il progetto euro era fallimentare dall’inizio. Gli errori ammessi durante la creazione dell’euro hanno condannato la valuta unica alla crisi del debito.

I leader hanno fatto troppo poco e troppo tardi per il sostegno della valuta unica, la crisi del debito presenta in sé una minaccia del ruolo internazionale dell’Europa e dei valori democratici occidentali.

Il mio commento: Ma come sarebbe stato possibile creare un mercato senza l’integrazione di tutti in un’unica Europa. Questa presa in giro della parte “progredita” dell’umanità è quando gli autori del progetto di un’Europa unita considerano che sia sufficiente spingere un po’ in avanti gli standard e i mercati. Ma dov’è l’unione? Non è una tasca comune, senza parlare dell’integrazione culturale, dell’educazione integrale, dell’avvicinamento al di sopra delle differenze nazionali e culturali, del superamento del disprezzo e dell’odio.

E’ ovvio che il progetto sia crollato, ed è chiaro che la sua fine senza gloria fosse già inclusa dall’inizio! L’integrazione per prima cosa è nelle persone, non nel mercato globale.
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