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Le fasi dello sviluppo dell’umanità: la paura e l’impotenza

Domanda: Quali fasi nel nostro sviluppo sensoriale dobbiamo attraversare? Per esempio, prima l’indifferenza, poi la paura, poi il senso di impotenza e così via…

Risposta: Il senso di impotenza funziona molto bene. Dopotutto, se senti che sei impotente e che c’è solo una via d’uscita, quella del supporto reciproco, allora nulla ti è più necessario.

Siamo completamente dipendenti dalla natura che ci circonda. Essa può fare di tutto con noi al di fuori di una cosa: se ci avviciniamo gli uni agli altri, entreremo in un buon contatto con questo, e così agiremo reciprocamente, noi con la natura e la natura con noi. Così saremo collegati integralmente da connessioni positive tra di noi e con la natura.

Commento: Io parlo con molte persone e vedo che lo stato di indifferenza è ormai finito. Quando il Coronavirus è comparso in Cina, c’era un’indifferenza totale all’estero. Adesso c’è una fase di paura perché si è già diffuso in molti paesi.

La mia risposta: Io non penso che questo sia già uno stato di paura. Prima di tutto le persone ancora hanno del cibo.

La paura arriverà quando saremo a corto di cibo, quando i medici non potranno farcela più a curare tanti pazienti, ci sarà allora la paura perché non so cosa succederà a me, al mio vicino, figuriamoci al mio lavoro e tutto il resto.

In aggiunta, finiranno i fondi per pagare gli stipendi, e comunque nessuno accetterà soldi nei negozi perché non ci sarà niente da vendere, quindi niente da far pagare.

Ma quando le persone vedranno tutto questo con gli occhi pieni di paura, allora saranno pronte a dire: “Si, si, sono pronto all’interazione positiva con gli altri!”
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Dalla trasmissione di KabTV “Il Coronavirus sta cambiando la realtà”, 4′ parte, 12/03/2020

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Le persone che stanno al passo con il piano della natura possono contrarre il Coronavirus?

Domanda: Migliaia di persone si sono unite, durante il recente congresso di Kabbalah in Israele. Immediatamente dopo, è iniziata l’epidemia globale. Noi ci siamo connessi e guarda cosa è successo. Abbiamo causato questo?

Risposta: No, non abbiamo causato questo. Prima di tutto, l’epidemia è iniziata prima del congresso, solo che non era così estesa.

Eravamo sicuri che nulla sarebbe accaduto ai partecipanti del congresso. Siccome decine di migliaia di persone in tutto il mondo si stavano connettendo fra loro fisicamente e virtualmente attraverso buoni sforzi, non c’era nessun pericolo lì.

Sono sicuro che nessuno dei nostri amici, dovunque fossero, dovunque si siano recati per partecipare ai congressi specchio del congresso, si sia ammalato. Non ci sono stati problemi con nessuno.

E come poteva accadere se ci siamo riuniti per generare fra noi ancora migliori connessioni? Noi ci muoviamo in sintonia con il piano della natura; quindi non possiamo essere contagiati dal virus che colpisce le connessioni egoistiche fra persone, società e paesi.

Domanda: E’ possibile dedurre la seguente formula: le persone che impareranno a connettersi con gli altri correttamente non saranno colpite da questo virus?

Risposta: Si. Posso darti la mia parola per questo. Dobbiamo solo capire che questa cosa non riguarda il 100% dei nostri studenti perché ci sono casi individuali che dovremmo analizzare singolarmente in modo da capire perché ciò sia successo.
Comunque, non penso che sentiremo parlare di un gran numero di studenti di Kabbalah che sono stati colpiti dal virus. E’ impossibile. Noi aspetteremo solo e vedremo.
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Dalla trasmissione di KabTV “Il Coronavirus sta cambiando la realtà”, 12/03/2020

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Un vaccino universale contro tutti i virus

In questo periodo tutto il mondo sta tentando di sviluppare un vaccino contro il Coronavirus. Ma esiste un vaccino spirituale contro questa epidemia, e non c’è dubbio che sarà l’unica vera protezione contro la malattia.

Temo che dopo questo Coronavirus, molte altre sue mutazioni appariranno e non saremo in grado di uscire da questo circolo vizioso. I colpi si susseguiranno con grande frequenza, uno dopo l’altro: se non sarà questo virus, allora sarà qualcos’altro. Siamo già in un periodo del genere e non possiamo uscirne.

Tuttavia, la soluzione è semplice: implementare il metodo della connessione che la scienza della Kabbalah ci offre, che spiega come connetterci in maniera appropriata e gentile. Appena sostituiremo le nostre relazioni distruttive ed egoistiche con relazioni amichevoli, il Coronavirus scomparirà.

Vediamo che questo Coronavirus lavora in maniera molto selettiva: ci separa, distrugge tutte le relazioni industriali e commerciali, i sistemi bancari, e le società.
Sembrerebbe spiegarci con il suo personale linguaggio che l’intero mondo che abbiamo costruito è sbagliato, egoista, e basato sullo sfruttamento reciproco. Contraddice la forma integrale della natura e della reciprocità, che la natura richiede anche al livello umano.

A tutti gli altri livelli della natura, inanimato, vegetale, e animato, c’è una simbiosi perfetta. E solo al livello umano c’è una costante guerra. La natura richiede che usando il nostro animo e i nostri sentimenti umani, la nostra comprensione, costruiamo la giusta connessione. Ed il virus ci sta aiutando in questo.

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Dalla trasmissione di KabTV: “Conversazione con David Blumenfeld”, 25/03/2020

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Coronavirus: un’occasione per unirci attorno ad un problema

Dobbiamo sempre ricordare che tutto ciò che ci accade ci viene inviato dal Creatore e lavora per il nostro bene. Ma negli eventi recenti con il Coronavirus, l’azione della mano del Creatore è particolarmente pronunciata. La connessione con il Creatore è possibile solo a condizione che le creazioni Gli chiedano qualcosa o Lo ringrazino per quello che ha fatto per loro, una delle due cose: o richiesta o gratitudine. Altrimenti, non ci sarà alcuna connessione della creazione con un potere superiore. Riceviamo solo l’illuminazione minima, che ci dà l’opportunità di esistere in uno stato di attesa. Ma un tale stato non è desiderabile né per le creature né per il Creatore.

Pertanto, dobbiamo capire che risvegliandoci con l’aiuto del Coronavirus, il Creatore ci aiuta a organizzarci e a rivolgerci a Lui. Ora tutta l’umanità si sta rivolgendo al Creatore consciamente o inconsciamente.

Ecco come si rafforza la connessione tra il desiderio della creazione di ricevere e il desiderio del Creatore di dare. Siamo tenuti a massimizzare questa connessione, espanderla, approfondirla e, soprattutto, a farlo insieme, trasformando la connessione in una preghiera comune. Tale preghiera rompe tutte le barriere e apre la connessione corretta e vera con il Creatore.

Riveliamo la connessione che esisteva già prima, ma non si sentiva, come un bambino che riposa tra le braccia di sua madre e non ne è consapevole. Questa è una connessione naturale inconscia. Ma quando il bambino cresce, inizia a rafforzare questa connessione, rendendosi conto che può essere interrotta. Ecco come cresce un bambino.

Tutto il nostro sviluppo e la nostra ascesa lungo il percorso spirituale, il riavvicinamento reciproco, risiedono nel fatto che ci stiamo organizzando sempre più per la preghiera, l’appello e la gratitudine verso il Creatore. In questo modo rafforziamo la nostra connessione, che diventa la cosa più importante per noi.

Tutta la mia vita è determinata solo dal grado della mia connessione con il Creatore, più o meno, da quanto fortemente mi aggrappo a Lui. Continuo a girare intorno a questo parametro come il più prezioso della mia vita.

I kabbalisti di tutte le generazioni hanno affermato che ogni cosa viene raggiunta solo dal potere della preghiera e sarebbe positivo se una persona pregasse tutto il giorno. Dopotutto, hanno rivelato quanto sia importante che ci rivolgiamo al Creatore consapevolmente, con comprensione dalla nostra connessione. Tutte le nostre azioni devono essere ponderate rispetto alla misura in cui ciò ci aiuta a rivolgerci al Creatore. Questa è l’unica conseguenza del nostro lavoro.

Ci sono solo due forze: il Creatore e le creazioni. Le creazioni dovrebbero sempre rivolgersi al Creatore, con tutte le loro forze, rivolgersi a Lui, chiedere e ringraziare. Ora il Creatore sta risvegliando il Coronavirus, inviando pensieri ai governanti del mondo e a noi il desiderio di rinchiuderci, fermarci, farci sedere tranquillamente a casa, in modo che possiamo concentrarci sempre di più sul nostro appello al Creatore.

Questo appello è il punto più centrale della creazione, che dobbiamo espandere sempre di più, fino a quando tutta la realtà, tutti i mondi, si inseriranno in questo punto per elevare una sola supplica come una sola persona ad un solo Creatore. Solo allora potremo dire che avremo raggiunto la connessione e l’adesione tra di noi. La cosa principale che il Creatore si aspetta è il nostro appello unito. Se un miliardo di persone invoca individualmente il Creatore, o se questo miliardo si unisce e fa un unico appello al Creatore, allora la differenza tra questi due appelli è come questo mondo e il futuro mondo della correzione finale. La cosa principale è la preghiera comune.

Pertanto, ci viene data un’occasione dall’alto per unirci attorno a un problema al fine di rivolgerci al Creatore tramite esso. Questo ci consente già di connetterci tra di noi e con il Creatore grazie al risveglio dall’alto. Sebbene questa connessione non sia nata a spese delle creazioni stesse, è anche una presa di coscienza ed è inclusa nella correzione generale.
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Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 29/03/2020, Gli Scritti di Rabash

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Il Coronavirus e l’antisemitismo

Domanda: Fino a poco tempo tempo fa lei affrontava quotidianamente problemi di antisemitismo; ha scritto articoli e libri su questo argomento. All’improvviso è arrivato questo virus e ora è più impegnato a spiegare da dove viene questo nuovo colpo. Perché?

Risposta: No, non sono particolarmente impegnato ad occuparmi del virus. Capisco perché ci è stato dato. Questo è un compito abbastanza semplice. Non può essere trattato come antisemitismo, dove è invece necessario spiegare tutto a livello ideologico.

Domanda: C’è qualche legame tra ciò che sta accadendo ora e l’antisemitismo?

Risposta: Presto ci sarà. Presto gli ebrei saranno accusati di aver lanciato deliberatamente questo virus attraverso la Cina e l’Iran, cioè attraverso i loro detrattori.

Commento: Questo avviene già nei media iraniani.

La mia risposta: In Iran, questo è comprensibile. Presto in tutto il mondo i notiziari e le persone ne parleranno. Tuttavia, ci sono molte cose che possiamo fare. Ed è allora che inizierò di nuovo a spiegare le ragioni dell’antisemitismo.

Per ora è molto difficile spiegare alla gente la connessione tra il virus e gli ebrei, tra il loro ruolo storico e la connessione egoistica delle diverse nazioni.

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Dalla trasmissione di KabTV “Il Coronavirus sta cambiando la realtà”

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Il virus addolcisce i nostri cuori

Ci troviamo in un periodo speciale, in preparazione per l’uscita dall’Egitto. Questa è una preparazione multilaterale perché dobbiamo realizzare che siamo catturati nella schiavitù egizia sotto il dominio del faraone, il nostro ego, che ci mantiene e non ci fa fuggire.

Dobbiamo sentirci connessi, come se fossimo nelle camicie di forza, nella cattività del nostro egoismo che governa tutti i nostri pensieri, desideri e movimenti. Quanto più sentiremo questa forza estranea, tanto più saremo in grado di avanzare verso l’uscita e ottenere il desiderio di scappare dall’egoismo.

Tutti i giorni sentiremo sempre più la forza dell’egoismo. Il Coronavirus ci aiuterà a capire che siamo sempre stati schiavi del faraone, anche se non ci avevamo fatto caso. Tutta la nostra vita passata è stata organizzata a seconda delle leggi, regole di condotta e programmi del faraone.

Tutto il mondo è l’Egitto, ma le persone non si sentono come schiavi di un sovrano malvagio, ma considerano le loro vite normali, sotto un re buono che si prende cura di loro. Il faraone non ci chiede niente tranne di onorare le sue leggi e di venerare i suoi valori.

Così è come stavano le cose, poi all’improvviso una forza esterna chiamata Coronavirus ci ha dimostrato quanto sono brutte le nostre relazioni e quanto è insopportabile il potere del faraone. Questo diventa evidente soprattutto se uno lo guarda da un aspetto invece che accettarlo come inevitabile e come legge della natura.

È necessario rivalutare tutti i legami industriali e familiari che abbiamo costruito prima e il nostro comportamento verso la vita e la morte. Non dobbiamo tornare alle nostre abitudini passate. Questo virus ci sta dando l’opportunità di risolvere il nostro passato. Analizziamolo e vediamo se vogliamo continuare con la nostra vita senza che sia successo niente.

Ci piaceva quel tipo di vita ? Che tipo di gioia abbiamo sperimentato viaggiando da un posto all’altro tutto il tempo comprando tutto quello che la pubblicità ci dice di comprare? Tutta la nostra vita è stata costruita a seconda di quello che hanno imposto su di noi i media e le pubblicità che dettano cosa pensare, cosa comprare e come comportarci. Il primo passo verso la correzione è una revisione completa.

Noi proveremo a valutare cosa era buono e cosa era sbagliato. Poi, ci immagineremo un altro stato, una nuova vita e come possiamo cambiarla. Dopotutto, anche prima dell’epidemia, le nostre vite non erano senza nuvole.

Noi non abbiamo deciso come vivere; il nostro egoismo lo ha fatto per noi e ci ha spinto a costruire il tipo di società, l’ambiente, in un mondo conveniente per lui. Ci ha trasformato in nemici della natura. L’abbiamo distrutta, abbiamo bruciato e ucciso piante e animali così che non c’è più un posto sulla terra in cui possiamo vivere normalmente.

Abbiamo costruito case di cemento dove ci nascondiamo da tutti e abbiamo paura l’uno dell’altro. I nostri figli sono andati anche oltre e si nascondono dentro i computer, così che non gli resta niente se non il mondo artificiale che gli abbiamo creato.

Il Coronavirus che ci ha scosso così tanto, ci dà l’opportunità di vedere dove siamo, dove siamo arrivati, chi siamo, così orgogliosi delle nostre menti, illuminati e liberi, potremmo costruire un’altra vita per noi stessi.

Forse siamo solo animali che si sono sviluppati a seconda del programma egoistico che la natura ha istallato in noi? L’egoismo ci porta a costruire relazioni che ci portano alla guerra, alla distruzione e alla crisi globale. Abbiamo aspettato a lungo che scoppiasse una crisi. Ma il Coronavirus si è presentato al posto suo.

Questo è qualcosa di nuovo, non è una crisi finanziaria oppure una guerra, ma una crisi tra le nostre relazioni. Prima di tutto il virus sta rompendo i nostri legami, ci sta forzando ad isolarci e ad avere un solo nemico comune. Oggi tutti gli abitanti del mondo hanno paura della stessa cosa. È una cosa buona che non abbiamo paura l’uno dell’altro ma di un solo nemico.

Forse grazie alla paura del Coronavirus, possiamo connetterci meglio tra di noi, aiutarci l’uno con l’altro, riavvicinarci e sentire che siamo parte di una sola umanità? Ne viene fuori che il Coronavirus è nostro amico e assistente, mandato dal Creatore dal cielo. In fin dei conti è stato capace di eliminare le nostre discordie e di unirci!

Immagina di avere tanti figli che litigano tra di loro, bestemmiano e non sai come calmarli. Adesso, all’improvviso, appare qualcosa che risolve la questione, separa i bambini e invece di arrabbiarsi tra di loro, arriva qualcosa dall’esterno che li mette in allarme generale. Una sfortuna comune, che ci unisce e ci dà un motivo per pensare a qualcosa per sentirci uniti. Vediamo in questo virus un modo per essere uniti gli uni con gli altri addolcendoci il cuore.

Anche se lo associamo alla privazione e alla paura, non è così, proviene dall’amore. Viene da noi con amore e non come un bastone, un ricatto o una minaccia.

Invece di separarci, il virus ci darà l’opportunità di costruire relazioni nuove tra di noi. Il virus esprime il nostro egoismo perché arriva dove vi è egoismo, ne consegue che dobbiamo stare attenti non al virus, ma all’egoismo. In questo modo riveleremo il nostro male sempre di più e ce ne allontaneremo, e avendo cambiato il nostro comportamento in positivo, guariremo tutto con questo.

Saremo in grado di abbracciarci senza paura di infezioni e di virus. Tutto il mondo sarà connesso con legami buoni e amichevoli.

Tutti penseremo, prima di tutto a cosa è bene per gli altri e ci approcceremo nel modo più adatto. Ovvero, io vado al di sopra del mio egoismo e scopro cosa c’è di buono nell’opinione degli altri e costruisco delle connessioni con loro su queste basi. Questo assomiglia all’ordine del lavoro spirituale: restrizione, osservazione, (rifiuto di lavorare con i propri desideri) e la luce riflessa (il desiderio di dare a seconda della propria percezione del bene).

Ne consegue, che ogni crisi ci è stata data per il nostro bene. È scritto: “Nessuno è crudele nel dominio del re”. Bisogna solo avanzare velocemente, giorno dopo giorno, e la cosa più importante non sono le azioni fisiche, ma quelle spirituali.

Altrimenti l’opportunità di correzione che ci è stata data da questo virus scompare. E quindi la natura ci spinge con misure più dure, ma non dobbiamo aspettare questo. Avanziamo nella sua direzione e alimentiamola con il nostro libero arbitrio.

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Dalla prima parta della lezione quotidiana di Kabbalah del 18/03/2020 Lezione sull’argomento di Pesach (Pasqua)

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Il Coronavirus è l’inizio delle piaghe d’Egitto?

Domanda: E’ da poco passata la Pasqua ed il simbolo di questa festività sono le dieci piaghe inviate al Faraone. L’epidemia di Coronavirus è l’inizio di una serie di cataclismi?

Risposta: Non c’è dubbio che siamo arrivati ad una fase molto interessante del nostro sviluppo, che oggi ci richiede di avvicinarci sempre di più e nel modo più corretto. Ciò che ci viene richiesto non è di commerciare e guadagnare usandoci a vicenda per trarre profitto a spese di qualcun altro, ma relazioni reciproche attraverso delle buone connessioni. Dopodiché potremo volare, muoverci e connetterci quanto vorremo.

Domanda: Stai parlando di qualche genere di relazione sensoriale interiore?

Risposta: Parlo delle intenzioni.

Domanda: Oggi, infatti, sentiamo una grande dipendenza reciproca. Quando in passato un ghiacciaio si scioglieva da qualche parte, o se c’era una guerra, ciò non era affatto avvertito. Oggi, invece, ha un effetto sul mondo intero e ovviamente tutti sono interessati. Esiste una certa solidarietà ma è apparentemente negativa: non voglio essere dipendente dagli altri.

Quando sentiamo questa dipendenza, come possiamo passare da un’integrazione forzata un’integrazione positiva?

Risposta: Non c’è nulla che possiamo fare. Possiamo solo imparare dall’esempio dell’antico Egitto. Anche lì tutto avvenne attraverso i colpi, attraverso le dieci piaghe egiziane.

Immagina che se non ci sia il Coronavirus allora ci sarà qualcos’altro. Diciamo che viviamo serenamente come facevamo due mesi fa.

E all’improvviso comincia una guerra in Africa o in America Latina, non importa dove, a causa della quale l’estrazione di qualche materia prima, per esempio qualche metallo raro, si ferma. A causa della produzione di quei soli due paesi che si trovano in guerra, l’intera economia si può fermare. Cosa faremo allora?

Tutti i governi cominceranno a perseguitare questi due paesi che combattono fra loro e che hanno fermato l’esportazione di materiali necessari al mondo intero. Il mondo scoprirà nuovamente la dipendenza globale e dovrà adottare misure che assicurino relazioni buone e regolari tra tutti. Altrimenti non ci sarà nulla.

Commento: Wikipedia, comunque, dà la seguente definizione di interdipendenza: “In una relazione interdipendente si presume che tutti i partecipanti si influenzino reciprocamente a livello emotivo, economico, ambientale, morale ed in altri modi”. In altre parole, la dipendenza non è solo fisica ma anche morale.

La mia risposta: Sì, si manifesta a tutti i livelli.

Domanda: Significa che nella società esiste una mancanza di comprensione di questa dipendenza?

Risposta: Questa è la cosa principale. Questo è il motivo per cui quando vogliamo rovinarci la vita a vicenda, cessiamo gli scambi commerciali, persino a nostro discapito, solo per essere sicuri che per gli altri sarà ancora peggio.

Domanda: Quale genere di dolore pensi che le persone provino oggi? In che modo il virus influenza le persone? In che stato è l’umanità?

Risposta: Oggi le persone non sentono ancora la piena essenza di questo problema. Lo digeriscono ma, per così dire, lo stanno ancora soffocando; non sono veramente preoccupate….“Bene, certamente c’è un virus. Bene, su 100 milioni di persone ne sono morte 100. E allora?”. Vedi, questa portata non può impressionare il mondo.

Commento: Fu lo stesso in Egitto, anche quei colpi cominciarono lentamente, tuttavia, abbiamo la possibilità di tornare in noi.

La mia risposta: Sì. Diffondendo il metodo della connessione integrale possiamo spiegare che tutto questo può essere fermato.

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Dalla trasmissione di KabTV “Il Coronavirus sta cambiando la realtà”, 12/03/2020

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Il virus non distingue tra nazionalità e colore della pelle

Il Coronavirus opera senza riconoscere confini e differenze sociali. Non distingue nazionalità o colore della pelle: nero, bianco, giallo, rosso. Il sistema umano nei confronti della natura è come fratelli, diversi l’uno dall’altro, in relazione alla propria madre. La madre ama tutti.

Noi non lo vediamo con i nostri occhi egoistici e dobbiamo correggere la nostra visione. La correzione sta nel cambiare completamente la natura della connessione tra le persone in aiuto reciproco integrale. Se ciò non accade, ci aspetta una serie di continui colpi della natura, che tuttavia ci costringeranno a trarre le giuste conclusioni.
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Dalla conversazione con David Blumenfeld, 25/03/2020

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In tempi di problemi su scala globale

Domanda: Il virus influenza solo il livello animato, il nostro corpo biologico, per poter cambiare il nostro atteggiamento a livello “umano”, cioè a livello spirituale, psicologico?

Risposta: Sì. Il fatto è che la più alta connessione tra le persone è emotiva: le loro relazioni reciproche e le intenzioni di una persona con un’altra.

Se queste intenzioni sono buone, mirate alla connessione, la natura si sposta al suo stato integrale assoluto e poi, naturalmente, tutto va bene. Le persone vedono solo l’assistenza della natura, per quanto le loro azioni sono buone.

Tuttavia, se stabiliscono relazioni sempre più egoistiche fra loro al fine di trarre profitto a spese degli altri e persino danneggiare gli altri, allora ovviamente la natura si manifesta in modo opposto nei loro confronti.

È qui che arrivano tutti i tipi di problemi biologici, come questo virus. Possono anche essere problemi ambientali, guerre o qualsiasi cosa a qualsiasi livello: inanimato, vegetale, animato o umano.

La cosa principale è disperdere. Come è scritto, “Disperdere i malvagi; meglio per loro e per il mondo “. Le persone si mantengono a una certa distanza l’una dall’altra per trarre gradualmente la conclusione corretta e ricominciare a connettersi, ma in modo positivo.

Domanda: Quindi la natura ci ha integrato con la forza e ora in qualche modo ci isola gli uni dagli altri attraverso i cataclismi? Stai dicendo che secondo la Kabbalah questo è come la natura ci influenza?

Risposta: Assolutamente si. Questo è ciò che è accaduto nel corso della storia a partire dal peccato di Adamo, quando esisteva un unico sistema, che poi si frammentò in molte parti. Ora dobbiamo riconnetterle interagendo correttamente fra noi.

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Dalla trasmissione di KabTV “Il Coronavirus sta cambiando la realtà”, 12/03/2020

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Anticorpi contro l’egoismo

Il Coronavirus è la conseguenza della connessione interrotta tra le persone. In natura tutto è armoniosamente connesso, sia a livello di particelle elementari, cioè di materia inanimata, che ai livelli vegetale e animato.

A questi livelli ognuno usa il prossimo solo nella misura in cui il suo istinto naturale lo obbliga. Un lupo caccia e mangia la pecora non perché desidera farle del male, il lupo ha necessità di mangiarla per sopravvivere. Ma dopo che il lupo sarà sazio non toccherà altre pecore. Non avrà altro desiderio di ucciderle.

Se al posto del lupo ci fosse una persona, questa ucciderebbe tutte le pecore, venderebbe la carne al negozio, farebbe soldi e troverebbe il modo di spenderli per il suo piacere.

L’egoismo dell’individuo non conosce confini. Il suo desiderio di godere non rientra nel piacere animale per il cibo, il sesso e la famiglia. Egli tenta di usare il prossimo a suo vantaggio, per conquistare il mondo intero, per essere al di sopra degli altri con l’aiuto del denaro. E questo desiderio distrugge le nostre vite, rendendoci nemici gli uni degli altri.

Ricchezza, fama e conoscenza sono appagamenti egoistici che prevedono che un individuo sia al di sopra degli altri. Per cui l’individuo mette in atto ogni sorta di stratagemma per guadagnare denaro dagli altri. Ciò comporta già la competizione.

Non dobbiamo competere tra noi per il cibo, il sesso e la famiglia; semplicemente ne godiamo come farebbe qualsiasi animale. Tuttavia, il livello umano è caratterizzato dal fatto che richiede soldi, onore e conoscenza. Questi desideri egoistici non possono essere soddisfatti; chiedono sempre di più.

Ma la natura, che è un sistema integrale e globale, non è d’accordo con questo, proprio come un albero non è d’accordo con l’essere abbattuto. La natura resiste e produce anticorpi per prevenire l’invasione e la distruzione del sistema naturale da parte dell’uomo.

La natura è una legge integrale che unisce tutti gli elementi e non consente a nessuno di governare ma solo di mantenere una connessione reciproca con il resto degli elementi. Tuttavia, non appena ci spingiamo troppo in là con il nostro interesse personale, subito sentiamo la resistenza delle altre persone, della società o di una certa parte della natura.

Un ulteriore avanzamento è possibile solo a condizione che un individuo osservi la legge integrale della natura, senza dimenticare che tutti noi siamo all’interno della stessa sfera connessi da un’unica rete.

L’universo e la Terra, con tutto ciò che c’è in essa: natura inanimata, piante, animali e persone, sono inclusi in un unico meccanismo e dipendono l’uno dall’altro. In questo unico sistema c’è solo una legge che richiede a tutti di completarsi a vicenda.

L’egoismo umano è l’unico componente che odia tutti e vuole usare chiunque per il proprio beneficio. Non solo noi umani vogliamo usare la natura ma inoltre lottiamo tra noi.

L’egoismo ci ha condotti ad un mondo globale nel quale cercavamo di guadagnare sempre di più gli uni dagli altri. Ma non aspiravamo ad una buona connessione tra noi, che avrebbe contribuito ad ogni parte della natura. Al contrario, ovunque l’uomo sia intervenuto sulla natura, ha cercato di soggiogarla, distruggendo intere specie per capriccio, senza pensare alle generazioni future e neppure al suo domani.

Si dice: “Vai e guadagnati da vivere”. Cioè, ognuno produce ciò che sa fare da sé: uno coltiva cetrioli, l’altro fa il pane, poi ci si scambia i prodotti a vicenda. Ma gradualmente questo fenomeno positivo diventa negativo perché ogni egoista vuole essere un monopolista e sconfiggere gli altri.

Qualcuno apre una panetteria, poi un altro, poi un terzo e cominciamo a competere tra noi, ad aggiungere additivi chimici al pane, a drenare la terra senza pensare al futuro. La cosa più importante è avere successo agli occhi degli altri, guadagnare soldi, onore e potere. Siamo pronti ad agire persino a nostro svantaggio, come gli Stati Uniti e la Russia, che stanno gettando enormi quantità di soldi nelle armi, senza riuscire a fermare il loro conflitto.

Gli esseri umani sono diventati degli egoisti sempre più grandi e vogliono schiavizzarsi e rovinarsi a vicenda; era inevitabile che una reazione sarebbe arrivata dal livello biologico sotto forma di virus. Qual è esattamente il livello umano associato ad un virus primitivo? Il fatto è che tutti i livelli sono connessi tra loro. La natura inanimata, vegetale, animata e gli essere umani sono connessi in un unico sistema.

Quindi, in risposta ad una disputa tra le persone avviene un terremoto. Tutto in natura cominciò con una piccola particella che si unì gradualmente con altre particelle. E così si formarono gli atomi e poi le molecole viventi, che iniziarono a trasmettere energia e informazioni fra loro fino a che non apparvero organismi più complessi.

Non esiste una singola minuscola particella nell’universo che non sia connessa attraverso questo campo con l’intero universo, con ognuno dei suoi elementi a tutti i livelli: inanimato, vegetale, animato e umano. E la connessione più importante è a livello umano, al livello del pensiero, cioè delle relazioni: essa determina e controlla tutto.

La velocità del pensiero è infinita; non è limitata dalla velocità della luce, pertanto tutto è chiaro nel pensiero. E chi non capisce che tutte le parti della natura sono connesse in un unico sistema è come un bambino che dice che la tazza è caduta e si è rotta da sola.

Per cui, la conclusione più importante derivante dall’epidemia globale di Coronavirus sarà che le relazioni tra gli individui, la rete che ci connette, sono il fenomeno più importante al mondo che definisce le nostre intere vite. Se le riequilibriamo, ripristineremo l’armonia a tutti i livelli e vivremo come se fossimo in paradiso.

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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1211 – Anticorpi contro l’egoismo”, 10/03/2020

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