Pubblicato nella 'Connessione' Categoria

Come si usa efficacemente il silenzio in una conversazione?

È possibile tenere una conversazione completamente in silenzio, attraverso i cuori.

Possiamo parlare attraverso il cuore nei nostri sentimenti. Quando desideriamo trasmettere i nostri sentimenti a qualcuno ed è molto difficile trovare le parole giuste, allora è meglio rimanere in silenzio.

Non dovrebbe causare disagio a nessuna delle due persone coinvolte nella conversazione. Basta rimanere in silenzio e iniziare a capirsi gradualmente senza parole.

Con il mio maestro, il kabbalista Baruch Shalom HaLevi Ashlag (Rabash), spesso stavamo in silenzio insieme. Non c’era la sensazione che uno dei due dovesse dire qualcosa. Io mi sedevo e pensavo accanto a lui e lui faceva lo stesso.

Non c’era bisogno di far uscire dalle nostre bocche una qualche forma di discorso. Ci sono certi sentimenti e momenti di totale chiarezza, quando avviene un contatto interiore, un flusso di sentimenti dall’uno all’altro e viceversa, senza parole.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.   

Come può il mondo essere migliore?

Il potere della connessione, dell’unità, della responsabilità e della cura reciproca è la chiave per creare un mondo migliore e più equilibrato.

Le calamità e le minacce di oggi hanno in definitiva lo scopo di farci aprire di più gli uni agli altri e, così facendo, attrarci verso uno stato più unificato, armonioso e pacifico.

Dovremmo quindi sfruttare le crisi odierne per connetterci meglio e diffondere l’unità e la responsabilità reciproca come soluzione a ogni nostro problema.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman. 

 

Come si fa a spiegare il bisogno di unità a qualcuno che è attaccato a una visione del mondo conflittuale e che cerca costantemente di giustificare una parte e di accusare l’altra?

Evito di intraprendere tali sforzi perché dimostrare qualcosa è un processo lungo, se mai sia possibile farlo, dal momento che nelle persone c’è una tendenza innata  a mantenere certe convinzioni.

Indipendentemente dall’esito, vale comunque la pena, per tutti coloro che sono disposti a  sentire il bisogno di unità, calibrare se stessi in modo da capire che la connessione umana positiva è la loro unica fonte di forza. Indirizzando tale connessione verso l’idea che nella realtà esiste una singola forza di amore e altruismo si pongono al centro della creazione.

Possono quindi avere successo, non imponendo la propria opinione sugli altri, ma dimostrando che è possibile raggiungere l’unità al di sopra di tutte le competizioni. Un numero sempre maggiore di persone si aprirà a considerare l’unità al di sopra della divisione come la soluzione definitiva ai problemi di tutti.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman. 

Esiste qualche evidenza del bisogno di connessione umana?

La natura stessa non fornisce nessuna evidenza della necessità per la connessione umana. Possiamo identificare tale necessità in alcuni esempi dettati da scopi per la sopravvivenza, ma non esiste alcuna evidenza nella natura stessa.

Nelle nostre vite noi sperimentiamo varie forme di connessione oltre a quella tra umano e umano che si prova al livello delle emozioni. Qui, dobbiamo connetterci contro il nostro desiderio egoistico, che ci spinge costantemente nella direzione opposta; ad esempio, esso mira a beneficiare se stessi piuttosto che gli altri e usa qualsiasi tipo di connessione non per beneficiare gli altri, ma per beneficiare un individuo o un gruppo che avvantaggi lo stesso individuo.  

Solo connettendoci al di sopra dell’ego potremo raggiungere una connessione armoniosa, poiché sta scritto: “come un solo uomo con un solo cuore”.

Tuttavia la connessione tra umano e umano non avviene naturalmente e istintivamente come in altri livelli della natura: l’inanimato, il vegetativo e l’animato.

Specificatamente, la connessione al livello umano è unica; noi resistiamo e ci opponiamo gli uni agli altri secondo la nostra natura, come possiamo vedere nel corso della storia e quindi per connetterci veramente dobbiamo superare la nostra natura egoistica. 

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman. 

Come vedi le crisi che stiamo affrontando in questo momento?

L’umanità sta affrontando una situazione difficile che potrebbe diventare disastrosa, ed è tutto per portarci a pensare gli uni agli altri. .

Col passare del tempo, sempre più persone diventeranno interdipendenti. Non avremo scelta se non sentire che condividiamo una responsabilità reciproca tra di noi.  

Se riusciamo ad adottare questo tipo di connessione e di intenzione, anche solo un po’, allora assisteremo a  un cambiamento dai tempi odierni, sempre più negativi, volti a superare le crisi, a un domani migliore e positivo.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman. 

Qual è il modo migliore per realizzare un desiderio?

Innanzitutto, dovresti avere un grande desiderio che ciò che vuoi diventi realtà.

Inoltre, dovresti esaminare se il tuo desiderio è in linea o è in contraddizione con il corso evolutivo della natura, che porta tutti e tutto a stati di connessione più elevati.

Dopo questo esame, dovresti trovare e circondarti di persone che desiderano raggiungere uno stato di connessione positiva. Acquisirai quindi una comprensione di come avanzare verso il risultato desiderato di una connessione armoniosa e pacifica con gli altri e la natura.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman. 

Come Dovremmo Descrivere il Mondo di Oggi in una Sola Frase?

Il mondo oggi è rappresentato come un unico sistema globale, interconnesso e interdipendente, e poiché desideriamo rimanere fedeli a noi stessi, con il nostro egoismo individualistico, mentre il mondo diventa sempre più connesso, sperimentiamo questa crescente connessione come sofferenza. 

È per questo che dobbiamo infondere una nuova forma di educazione e di istruzione nelle nostre vite, in modo da sviluppare nuove influenze che ci promuovano e ci guidino a realizzare positivamente la nostra crescente connessione, con considerazione, sostegno e incoraggiamento reciproci nelle nostre connessioni.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman. 

 

Cosa cerco quando osservo la Natura?

Dovreste cercare quanto è intelligente, perfetto ed eterno.

La natura è buona. Dove non ci sono persone, c’è bontà.

L’uomo è l’unica creatura che danneggia gli altri e se stessa. La natura senza l’uomo non lo fa.

Perché l’uomo possiede questa qualità malvagia? Nel riconoscere che siamo malvagi, cambiamo  nella direzione della bontà e portiamo  noi stessi alla bontà, proprio  attraverso l’auto-riconoscimento.

Nel momento in cui ci integriamo correttamente nel sistema della natura, allora siamo  in grado di vivere una vita armoniosa e pacifica secondo le leggi della natura e non secondo le nostre leggi artificiali.

Impariamo, dunque,  dalla natura come comportarci, come non arrecare danno ad alcuno, come sostenere e aiutare tutti e vedere tutti come belli, buoni e attratti da uno stato di amore perfettamente  connesso.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman. 

Cosa significa essere come il Creatore?

Essere come il Creatore significa essere come la forza  singola dell’amore, dell’elargizione e della connessione, che governa la realtà e ci conduce verso l’obiettivo che ha stabilito per noi, che è quello di godere attraverso la somiglianza e l’identificazione con quella forza.

La saggezza della Kabbalah si occupa proprio di come passare dal nostro stato di esistenza animata innata, in cui siamo opposti al Creatore, a uno stato di esistenza in cui diventiamo come il Creatore. Si tratta di conoscere le due nature opposte, la nostra natura egoistica e la natura altruistica del Creatore, e di capire come attrarre e lavorare con la natura altruistica superiore fino ad assomigliarle completamente.

Questa transizione è considerata un passaggio dal livello animato a quello umano dell’esistenza. La parola “umano” in ebraico (“Adamo”) deriva dalla parola “simile” (“Domeh”) perché il concetto di diventare umano significa che diventiamo simili al Creatore (“simili all’altissimo” [“Domeh le Elyon”]).

“Qual è lo scopo per cui il Creatore ha creato questo  destino? In effetti, è per elevarlo a un grado più alto e più importante, per sentire il suo Dio come la sensazione umana, che gli è già data”. Il Kabbalista Yehuda Ashlag (Baal HaSulam), “L’insegnamento della Kabbalah e la sua essenza”.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman. 

Come puoi connetterti con persone diverse?

È difficile per noi accettare persone diverse perché non abbiamo una prospettiva integrale sul mondo. Se ne avessimo una, vedremmo come tutti ci completiamo a vicenda e che ognuno ha il suo ruolo speciale.

Forse possiamo comprendere meglio questo concetto con le professioni, ad esempio, una persona è un ingegnere, un’altra un insegnante, un’altra un addetto alle pulizie, un’altra un medico e così via. Insieme ci forniamo l’un l’altro i servizi di cui tutti abbiamo bisogno e dipendiamo reciprocamente dal fatto che ciascuno svolga il proprio compito in modo responsabile.

Se impariamo a collegarci al di sopra delle nostre differenze e a usarle per completarci a vicenda,allora  più grandi sono le nostre differenze, più forte sarà la nostra connessione.

Quando riusciamo a connetterci al di sopra delle nostre differenze, allora è come se componessimo un puzzle complesso e tale connessione fa emergere una forza speciale di connessione che risiede nella natura.

Qual è la base di questa connessione tra persone diverse?

Possiamo connetterci in questo modo sulla base della visione del bisogno di ogni persona in questo puzzle globale che dobbiamo ricomporre correttamente. Quando comprendiamo che ogni persona è un pezzo unico del puzzle, allora possiamo sostenerci e incoraggiarci a vicenda per trovare il nostro posto.

In tale  processo, è importante capire che non cambiamo nessuno se non noi stessi. Non possiamo costringere le persone a cambiare. Dobbiamo invece trovare il nostro rapporto ottimale con gli altri. Questo perché ognuno di noi ha delle caratteristiche innate e naturali, oltre a quelle che si sviluppano sotto l’influenza della società.

Quando alla fine ci sviluppiamo in un ambiente sociale che guida il nostro sviluppo a connetterci al di sopra delle nostre differenze, allora scopriamo quanto siano  vitali ed essenziali le nostre caratteristiche.

Quando ci colleghiamo, sono le nostre differenze a creare un puzzle collettivo, integrale e completo. Inoltre, connettendoci correttamente, possiamo apprezzare veramente la ricchezza e la versatilità che abbiamo quando sentiamo quanto siamo diversi l’uno dall’altro, e sulle nostre differenze formiamo insieme un tutto integrale.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.