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Attenti al cane!

Domanda: Sentire odio verso gli altri, io sento come se un “animale” fosse nascosto dentro di me, che è più forte di me. Come posso guadagnare potere su questo “animale”?

Risposta: Guadagnare potere sul nostro ego è possibile solamente a una condizione: che possiamo vedere quanto perdiamo da questo “animale” che ci controlla. Noi siamo governati dal nostro ego che non ci permette raggiungere una vita eterna e perfetta in un mondo buono e gentile.

Se io potessi vedere quanto mi ruba l’ego, quanto mi abbia preso e non mi dia niente, allora io lo odierei. Ma non lo odio ma perfino lo amo; m’identifico con esso, perché, infatti, la mia intera vita è per soddisfarlo. Come faccio a sentire che l’ego è la morte per me?

La cosa più importante che io possa fare è entrare in un gruppo, l’ambiente che possa innalzare l’importanza della spiritualità per me,’importanza della dazione e l’unità con gli altri, perché grazie a questo in particolare io rivelo la vita nel livello umano. Se io sono impressionato dall’ambiente e questo mi può influenzare io acquisto la forza sufficiente per superare il mio ego.

Tutto il nostro lavoro e i nostri sforzi sono necessari per la rivelazione del male, il nostro desiderio egoista. Oggi mi sembra utile per me: Più desidero, più guadagno, più potere acquisto, o rubo. Di più, di più, di più…..Nella nostra società, quelli che hanno un grande ego sembrano avere più successo.

Devo convincermi che ottenere una buona vita in questo mondo mi priva di avere una bella vita spirituale e mi inganna dipingendomi una bella vita qui, in questo mondo. Questo è possibile solamente in un ambiente che mi “faccia un lavaggio di cervello”, che m’influenzi, che mi persuada. L’opinione dell’ambiente può lavorare cosi tanto su di me, che io vorrò superare il potere del mio egoismo.

Allora io inizierò a sperimentare la vita in un livello diverso, che non ho mai sentito prima. Questo succede istantaneamente, non c’è una transizione. Io sento immediatamente che c’è vita fuori di me, non dentro di me, mentre io cercavo di soddisfare me stesso sempre di più.

Contrariamente, io sento vita quando io esco da questo “animale” che non può assorbire niente.
Facendo il primo passo, io scopro il mondo spirituale. Che cos’è il “mondo spirituale”? La realtà nella quale io vivo attualmente è chiamata “questo mondo”. Ma la realtà che io sento fuori di me, nella connessione con i miei amici, con un essere umano, è chiamata “mondo superiore”, poiché è il livello umano, che è superiore a quello animato.
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(Dalla prima lezione del Congresso in Spagna, 03.06.2011)

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Al notiziario in diretta: Tredici minuti sulla cosa più importante

La crisi che ha coinvolto il mondo era molto evidente nei congressi che abbiamo tenuto recentemente, compreso quello italiano di tre settimane fa e specialmente in quello di Madrid, Spagna, di una settimana fa. Le popolazioni sono nella confusione, ed il tasso di disoccupazione tra i giovani è del 40%. E le cose peggiorano tutti i giorni. Ci sono dimostrazioni e proteste che tengono occupate le strade delle città, e altro ancora.

Io sono andato di proposito a camminare per le strade di queste città per parlare con la gente. Nessuna delle persone con cui ho parlato sa che cosa fare e così le proteste continuano davanti ai palazzi del governo. Ma anche i governi non sanno che cosa fare. Tutti sono nella confusione e nessuno ha colpa di niente. Ma bisognerebbe capire che tutto succede perché ci troviamo ad affrontare la sfida della natura.

Il lavoro non può essere creato dal niente, da uno spazio vuoto. E a che scopo? In questo mondo esauriremmo le risorse naturali che ci sono rimaste ancora più velocemente, distruggeremmo la terra, e inquineremmo l’ambiente ancora un po’. Le nostre risorse di acqua e di aria diminuirebbero ancor più velocemente. Allora, perché dovremmo stimolare questa economia in deterioramento? Solo per dare un lavoro agli uomini? Con questo genere di conseguenze, è meglio non dare loro niente!

In Spagna, sono apparso sul più popolare canale televisivo nell’ora di massimo ascolto. Invece di parlare solamente per pochi minuti, che mi erano stati accordati in base alla programmazione, l’intervista è durata tredici minuti. Ve lo immaginate – tredici minuti durante le notizie del mattino, tra i servizi che riguardavano i fatti più importanti del giorno! Il fatto è che non riuscivano a smettere di intervistarmi.

Il mio suggerimento è stato semplice e si è tradotto in un consiglio pratico: dobbiamo mettere gli uomini seduti a studiare: gli uomini dovrebbero ricevere dei sussidi di disoccupazione (che rappresentano anche la più efficace strategia di risparmio) e si dovrebbe insegnare loro in quale genere di mondo stiamo vivendo, cosa c’è davanti a noi, e che genere di sfide la natura ci sta lanciando.

Non si tratta dei capricci di qualcuno o degli interessi di una certa parte di coloro che governano. Non si tratta di altro che della natura, che ci sta sfidando. E per noi la sfida sta nel cambiare. Non dobbiamo cambiare altro che noi stessi.

Dobbiamo diventare un apparato globale ed integrato, in risposta alla crisi attuale. Infatti, la crisi è la sensazione della mancanza di una propria conformità alla natura circostante. Perciò, se ci correggeremo in questo modo, ogni cosa si porrà in equilibrio e raggiungeremo uno stato di armonia. Questo è ciò che dovrebbe essere insegnato agli uomini.

L’intervista è stata apprezzata positivamente in tutta la Spagna, e anche in America Latina e nel Nord America, e questo perché con essa ho esposto il solo modo ragionevole per uscire dalla situazione che si è formata. E non si tratta solamente della Spagna. Grecia, Islanda, Italia ed altri paesi sono in una situazione identica, e ce ne sono molti altri che piano piano entreranno nella crisi. Ed in altri luoghi la crisi si sta presentando con sfumature differenti.

In questo modo la natura ci mette sotto il naso un chiaro compito da eseguire: dobbiamo cambiare. Dobbiamo integrarci con la Natura proprio come tutti gli altri elementi che si trovano in essa – i livelli inanimato, vegetativo ed animato. L’uomo non dovrebbe pensare di essere al di sopra della natura e che può fare tutto quello che desidera. Il suo compito più importante è di diventare consapevolmente una parte integrante di tutto l’insieme della natura.

Diventando una parte integrante della natura, l’uomo incomincia a capire di cosa si tratta e, improvvisamente, scopre in essa delle nuove altezze: i mondi di Assiya, Beria, Yetzira, Atzilut, Adam Kadmon, ed il mondo dell’infinito. Egli non permetterà più al suo egoismo di porsi come ostacolo tra lui e la natura, ed incomincerà a percepire la natura come qualcosa di trasparente.Alla fine egli comprenderà e diventerà consapevole delle forze che controllano ogni cosa, compreso lui stesso.

Questo è il compito che abbiamo di fronte oggi. Perciò, se lo desideriamo e se da qui in avanti useremo la forza dell’aspirazione che già esiste in molti uomini nel mondo, allora aspireremo veramente all’auto-correzione, alla rivelazione del mondo, ad uscire da questo stato di sogno e d’incoscienza. Allora conseguiremo l’uguaglianza con la natura, arrivando al livello del Creatore.

(Dalla 1.a lezione al Congresso di Mosca del 10.06.2011)

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È ora di cominciare a prendersi cura del mondo

Quando una persona comincia a far pratica nel gruppo, cercando di uscire da se stessa ed unirsi ai desideri degli altri nell’amore e nella dazione, lavorando al di sopra del suo egoismo, scopre una distanza che la separa da loro: la piena misura del suo odio e la resistenza egoista. Gradualmente, comincia a vedere come questa distanza sia infinita, tanto è distante dagli altri.

Tuttavia, quando una persona lavora su se stessa ed acquisisce una certa vicinanza, scopre che la distanza, la Luce superiore, la forza superiore, è occulta. Ne risulta che la distanza tra lei e gli altri è divisa in 125 stati o passaggi. In tutto, questo cammino si divide in cinque mondi, ognuno dei quali consta di 5 Partzufim, mentre ogni Partzuf è composto da 5 Sefirot, che vengono anche contate come 10.

Ad ogni nuovo passaggio, la persona si adatta con maggiore precisione alla forma considerata come un Partzuf spirituale che include 10 Sefirot. Avanziamo rivestendoci in esse e strutturandoci in maniera interna per coincidere con esse. Gradualmente, cresciamo avvicinandoci alla loro forma ideale, fin quando tutta la struttura dell’Albero della Vita si riveste nella persona. Per questo si dice che l’uomo è l’Albero della Vita.

Oggigiorno, nella tappa finale dell’evoluzione dell’umanità, il nostro egoismo è appagato; non ha uno sviluppo maggiore. Pertanto, ci sentiamo depressi, stanchi, ricorriamo alle droghe e al terrore, insoddisfatti della maniera in cui viviamo.

In essenza, il nostro appagamento egoista è l’impulso per uscire verso una realtà più elevata, per essere arricchiti dall’amore. Di fatto, non abbiamo altra opzione. Crediamo di essere limitati dal mondo integrale che ci blocca, ma questo è al di là di questo punto. È arrivato il momento in cui l’umanità si elevi ad un altro livello esistenziale, a una dimensione superiore. È per questo che il mondo sta cambiando così rapidamente davanti ai nostri occhi.

Speriamo di poter educare il pubblico su come raggiungere l’amore e l’unità, affinché possa entrare nella nuova dimensione, prendendo una scorciatoia gradevole, senza drammatici colpi. È l’unica ragione per la quale stiamo lavorando in tutto il mondo e parlando a tutti della nostra esperienza.

La nostra percezione del mondo ci impone di spiegare alla gente, non appena possibile, che il mondo sta entrando in un nuovo stato, che la natura è del tutto globale. Dobbiamo spiegare che la natura ci mette in una specie di “bolla” nella quale lavora solo una forza e se non ci armonizziamo a questa forza, affronteremo enormi problemi.

Ma come possiamo armonizzarci alla forza unica? Per farlo, dobbiamo essere connessi allo stesso modo in cui i livelli, inanimato, vegetale ed animato della natura sono uniti in maniera istintiva. Tutta l’ecologia non è altro che una rete integrale di relazioni, nella quale solo l’uomo, nel suo egoismo, distrugge questo equilibrio. Se non ci armonizziamo alla natura, non sopravvivremo.

Pertanto, stiamo facendo circolare la Kabbalah e spiegando all’umanità il bisogno di unirci, per elevarci al di sopra dell’egoismo ed allinearci il più possibile per coincidere con la natura. Al contrario, siamo un cancro nel corpo, che consuma il suo ambiente e muore.

È evidente che c’è una differenza tra il progresso interno, personale, individuale ed il nostro lavoro su scala mondiale che offre una minore qualità. Tuttavia, realizziamo questo compito, semplicemente perché è il momento di cominciare ad occuparci del mondo. A questo è destinata la saggezza della Kabbalah.
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(Dalla lettura di Roma del 20 Maggio 2011)

Percezione frammentata

La Kabbalah ci insegna che all’inizio fu creato soltanto il desiderio, ed era riempito con il piacere, la Luce. E allora, per creare le fondamenta per il futuro umano, questo desiderio fu rotto in molti pezzi. Rimase lo stesso desiderio, ma fu frantumato in molti frammenti che non si somigliavano per niente uno con l’altro. Queste parti sono totalmente diverse e non percepiscono di essere insieme e non si sentono una con l’altra. Quello che uno vuole non è comprensibile per l’altro.

Il primo stato è chiamato “il mondo dell’infinito”, e il secondo “la rottura dei vasi”. Come risultato abbiamo sette miliardi di frammenti, di pezzi rotti. Nel disegno sono insieme, ma nella realtà sono divisi interiormente, separati da tali muri, che non si tollerano l’uno con l’altro. Tutti sentono se stessi, pensano solo a se stessi, e nessuno ricorda che una volta furono un unico desiderio. Questi siamo noi nel mondo, in divisione, alla quale fummo portati intenzionalmente.

Questi vasi che un tempo erano un intero si sono completamente allontanati uno dall’altro; non si toccano nemmeno nelle loro sensazioni. Uno di questi sono io, e l’altro sei tu. E se vogliamo creare un’anima tra di noi (si forma esattamente tra di noi), dobbiamo creare resistenza (R) in mezzo.

Perché c’è bisogno di questo? Il fatto è che tutti vogliono gioire soltanto per se stessi, nessuno pensa agli altri, e la repulsione regna tra di noi. Ma se iniziamo a stendere i fili dell’unione verso gli altri, se perlomeno non desideriamo il male per gli altri, allora ci innalzeremo dal nostro livello egoista a quello di Binà, dove non vorrò più ferirti. Questo è già la neutralizzazione dell’egoismo.

Se inoltre io ti porto del bene che tu anticipi in base al tuo ego, allora io inizio a lavorare sul tuo ego per riempirlo. Questo è il livello di Keter, il livello dell’amore.

Questo è il processo che dobbiamo attraversare, alzandoci prima dal livello dell’egoismo al livello di Binà, per non portare male agli altri, e dopo nel livello dell’amore.
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(Dalla prima lezione del Congresso in Spagna del 03.06.2011)

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Noi non esistiamo ancora

Come si può mettere in pratica il metodo della Kabbalah e considerarlo come un esperimento da laboratorio? Infatti, la Kabbalah è una scienza puramente pratica; non si fa della filosofia, e nemmeno ci dice quanti angeli governano nei cieli e dove va una persona dopo che muore. No, con la Kabbalah una persona ha l’occasione di rivelare il suo successivo stato di esistenza qui e adesso.

Come ci si arriva? Come troviamo l’equilibrio tra le forze della ricezione e quelle della dazione per svelare il mondo superiore, la vita spirituale e la nostra anima? Oggi abbiamo l’opportunità di mettere in pratica questa scienza. Anche se ho solamente un amico, insieme possiamo costruire tra di noi un sistema di connessione reciproca che ci permetterà di conseguire il livello umano, che è più elevato del livello animato di sviluppo nel quale mi trovo in questo momento.

Che cosa mi fa sentire vivo oggi? Io sono nato da una madre che si trova a sua volta al livello animato, e sono stato allevato in un “apparato animato”. Da bambino ho succhiato il latte; poi ho incominciato a camminare, ho cambiato taglia di vestiti e sono entrato nel mondo. Quali sono i criteri della crescita, non animata, ma umana?

Quando io ed il mio amico, nonostante il nostro egoismo che ci divide, ci eleviamo al di sopra di esso, il livello che attraversiamo comportandoci in questo modo è considerato come il Machsom (in Ebraico, “la barriera”), che mi permette di smettere di pensare a me stesso e che da me stesso mi libera. Questo succede quando smetto di essere schiavo dei miei desideri che continuano a lanciarmi l’esca, ed io sono incapace di resistere.

Ci si riferisce a questa ascesa come alla “nascita spirituale”. Questa nascita è poi seguita dai periodi del nutrimento, della fanciullezza, e della maturità, che sono tutte fasi della crescita spirituale. Oggi noi vediamo noi stessi come delle persone mature, importanti, e “a posto”, ma questa visione è puramente corporale. Se guardassimo attraverso delle lenti che filtrano tutto tranne che il quadro spirituale, vedremmo uno sfondo bianco. Spiritualmente, noi non esistiamo ancora. Dobbiamo ancora entrare nella fase del concepimento spirituale e nascere nel mondo spirituale.

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(Dalla 1.a lezione al Congresso di Madrid del 03.06.2011)

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Aspirare ad un punto di equilibrio

Esistiamo nel campo della Luce (la qualità dell’amore e della dazione chiamata Creatore) che riempie tutto lo spazio che noi occupiamo, solo che non possiamo sentire questa Luce. Nella sua influenza su di me, è come un campo fisico, che sia gravitazionale, elettromagnetico o elettrostatico. Se ho un potenziale spirituale (la carica), comincio a muovermi all’interno di questo campo verso un punto di equilibrio con esso.

Allo stesso modo in cui si comporta un elettrone in un campo elettromagnetico, la persona si comporta in un certo luogo: lui o lei aspirano ad uno stato di equilibrio, vivendo nel campo delle loro sensazioni; però anche le sensazioni sono forze! Noi le studiamo nella saggezza della Kabbalah così come altri studiano l’influenza delle forze fisiche, salvo che noi non percepiamo la loro esistenza nel nostro mondo.

Quando il punto nel cuore appare nella persona, lei comincia a muoversi verso un luogo nel quale possa ricevere il riempimento che richiede da questo punto. Queste persone “entrano” nei nostri gruppi o “ci scoprono all’improvviso” su Internet. Tutto questo sembra loro molto inaspettato … ed è così che cominciano a studiare la saggezza della Kabbalah.
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(Dalla 2° lezione del Congresso di Madrid del 3.06.2011)

Diffondere il calore dei nostri cuori

Domanda: Oggi molta gente verrà da noi per la festa di Shavuot. Alcuni di loro non sono connessi in nessun modo alla Kabbalah. Come dobbiamo trattarli?

Risposta: E’ molto importante infiammarli con l’aspirazione attraverso le canzoni, i balli ed il calore dei cuori aperti. I miei discorsi con loro non sono così importanti, dato che le persone hanno difficoltà nel sentire la differenza per mezzo dell’ascolto. Voi potete pensare che la mia conferenza sia la cosa più importante in tutto questo, ma non è così. Le persone hanno bisogno di portare alle loro case un buono stato d’animo da queste riunioni.

Per quanto io lo voglia, non sarò capace di dare loro un buono stato d’animo o l’ispirazione. Tutto questo è “lo spirito senza un’ascesa”. Voi dovete portare il vostro spirito qui. Inoltre, tra le persone, ci saranno molti dei nostri amici con lo stesso “bagaglio”.

La cosa più importante è la sensazione interiore che resterà nelle persone quando andranno via, anche se non è rivestita di parole. Se una persona è incapace di restare tranquilla, significa che il risultato non è stato ottenuto.

Domanda: Li influenzerà questo spiritualmente?

Risposta: Si, poiché nonostante ciò, vogliono unirsi a noi ed essere parte di questo. Questa è la maniera in cui funziona. Ad ogni modo niente passerà dalla mente.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 6.06.2011, Scritti del Rabash)

Uniti per tutti

Domanda da Mosca: cosa significa desiderare l’unità? E come si sente l’unità?

Risposta: Apparentemente queste domande vengono dal nostro stesso gruppo di Mosca come preambolo al prossimo congresso. Cosa significa unirsi? Perché? Perché celebreremo questo congresso? La domanda è corretta.

Perché dobbiamo unirci? Ad essere sincero, questo è impossibile da spiegare. Se una persona ha una Reshimo (gene informativo) che le è restata dentro dall’unità che aveva sperimentato una volta mentre si trovava nel desiderio comune, nel quale aveva scoperto il Creatore e dopo ha perso questa sensazione, adesso questa Reshimo si sta risvegliando nuovamente, quindi, questa persona, desidera ritornare a quello stato. “Io lo voglio!”.

Per esempio, ad alcune persone piace mangiare le rane. Bene, cosa puoi farci … io non ho questo desiderio, ma per queste persone sono una delizia celestiale. È esattamente così che nasce il desiderio per la spiritualità. Si risveglia e questo è tutto. Cosa puoi farci? … Una persona comincia a sentire il desiderio di mangiare le rane ed un’altra, lo sente per la spiritualità. Questo desiderio si risveglia dall’interno e non dipende da noi.

Perché qualcuno comincia a sentire il desiderio di mangiare le rane? Perché una volta le ha provate ed ha sentito un sapore piacevole, si è abituato, ha ricevuto l’educazione corrispondente e adesso desidera questo.

Un’altra persona, però, era nel cammino spirituale in un certo momento e dentro di lei è restata una Reshimo, la quale adesso si è risvegliata. Questa è la ragione per la quale è impossibile spiegare in che modo si senta l’unità alle persone che non hanno una Reshimo dello stato spirituale; però è possibile insegnare loro che vale la pena unirsi gli uni con gli altri, perché in questo modo usciremo dalla crisi generale e pertanto, vale la pena che si uniscano con coloro che sono focalizzati sulla correzione dello stato attuale del mondo. Dopotutto, anche loro ne beneficeranno.

Questo è quello che abbiamo da dire alle persone. Loro non capiscono cosa significhi la spiritualità, o il Creatore, l’adesione, l’unità, il sentimento di perfezione, l’eternità, l’armonia con la natura o le sfere superiori … tutto questo ha poco senso per loro, cosicché ti diranno: “Lasciami tranquillo! Dammi solo qualcosa in questa vita: la pace, la sicurezza e la buona salute. Non ho bisogno di altro!”. Ogni persona parla in base al suo desiderio.

Quando parli a questo tipo di persona, devi dimostrarle che non sarà nemmeno capace di riempire il suo desiderio, a meno che non proceda unita a tutti gli altri verso l’unione, perché questo è quanto esige la natura integrale e globale. Abbiamo modo di spiegare queste cose e l’evidenza che le sostengono. Pertanto, dille che il mondo richiede l’unità perché questo è quanto esige la natura. Devi parlare alla persona al suo livello, invece di parlarle del Creatore e della spiritualità. A causa del fatto che non ha un altro modo di farlo, anche lei si incorporerà; però, ogni persona deve essere accostata in accordo al suo desiderio.

(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 11.05.2011, lo Zohar)

La Kabbalah è la fisica del Mondo Integrale

La saggezza della Kabbalah è la fisica del mondo integrale. Cosa sia tutto questo mondo integrale, non lo sappiamo. Noi ne realizziamo solo un piccolo pezzo e siamo incapaci di percepirlo per mezzo degli organi sensoriali del nostro mondo fisico, similmente a tutti gli altri animali.

D’altro canto, diversamente da loro, noi abbiamo una mente spaziosa, un grande desiderio e per tanto stiamo in un altro mondo un po’ meglio rispetto alle bestie comuni, mentre cerchiamo di trarre maggior vantaggio da esso. Adesso, la nostra percezione sensoriale, basata sui nostri cinque organi sensoriali, la vista, l’udito, il gusto, l’olfatto ed il tatto, sono molto peggiori delle loro. Loro sono migliori di noi nel sentire la natura.

Solo la nostra mente ed il nostro ego sono molto avanzati e questo perché siamo migliori delle bestie, più crudeli e perversi. Noi possiamo trarre vantaggio da questo mondo ed anche loro si rendono conto di questo. Nonostante ciò, in ogni caso, siamo capaci di percepire solo una piccola parte della realtà.

La saggezza della Kabbalah ci spiega tutta la nostra esistenza, la realizzazione della vera realtà. Secondo la saggezza della Kabbalah, la più grande differenza tra la nostra percezione limitata di questa piccola parte della realtà e la capacità di vedere la vasta realtà, come se planassimo al di fuori di questa stretta gabbia del nostro piccolo mondo chiuso verso l’enorme e splendido mondo esterno, giace nel sapere come non essere dipendenti da ogni tipo di cambiamento, forze ed azioni, ma piuttosto, percepire una sola forza.

Non appena cominceremo ad attrarre questo numero infinito di forze, azioni, cambiamenti e pensieri, tutto questo disordine che ci circonda diventerà una forza sempre più unita. Ciò significa che noi stiamo scalando la scala dei mondi, finché non raggiungiamo il mondo dell’infinito, nel quale di fatto c’è solo una forza e nel quale tutti i pensieri, i desideri, le percezioni, gli insegnamenti e le azioni, assolutamente tutto quello che prima era così confuso per me, diventa unito. È lì che realizziamo “Non esiste nessuno tranne Lui”, questa forza singolare, il Creatore.

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“Unità – Il Futuro del mondo” – Congresso Mondiale in Mosca – 10.06.11

Lezione nr. 1 “Il mondo come una forza unificata”
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Lezione nr. 2 – Lezione per le donne
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Lezione nr. 3 “ L’ Anima umana e la sua correzione”
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Lezione nr. 4 “ La base interna del Gruppo”
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Lezione nr. 5 “ La Mutua Garanzia nel Gruppo”
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Yeshivat Haverim
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Lezione nr. 6 “ Libertà di scelta”
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Lezione nr. 7
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Yeshivat Haverim
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Cerimonia di chiusura
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