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Ispirate gli uomini!

Domanda: Cosa significa che la forza di colui che riceve si sottomette alla forza di colui che dà? Significa che devo innalzare gli uomini al di sopra di me stesso?

Risposta: Ognuno di noi deve innalzare gli altri al di sopra di se stesso. Io faccio lo stesso rispetto al gruppo, all’ambiente: mi abbasso più che posso e divento inferiore a loro (-) mentre, dall’altra parte, cerco di ricevere da loro tanta più grandezza che posso a proposito dello scopo, del gruppo, e del Creatore (+).

Non potrò ricevere dal gruppo senza abbassarmi. Solamente colui che è piccolo può ricevere da colui che è grande. Dunque, io mi abbasso per entrare a far parte dei loro desideri, pensieri ed aspirazioni, e della grandezza dello scopo definitivo. In questo modo mi arricchisco. Nella misura in cui sono capace di ricevere dai miei amici quel tanto in più e lo rendo mio, nella stessa misura si determinerà la mia aspirazione ad avanzare. Ma se non ricevo questo di più dal gruppo, non ho niente con cui avanzare.

Si riceve sempre il desiderio di aspirare ad avanzare solamente dal gruppo. E questo perché io non sono altro che un punto pre-regolato, dentro il quale non c’è niente altro; e questo punto mi è stato dato solamente per farmi lavorare con l’ambiente. Tutto il mio vaso spirituale (Kli), tutta la mia anima, è ciò che ricevo dall’ambiente; non esiste in me.

E se non ricevo nulla dall’ambiente, se cammino con la puzza sotto il naso e non ho alcun desiderio di ascoltare gli amici, questi nuovi desideri non si potranno manifestare in me, ed io non avrò un’anima, un posto in cui rivelare il Creatore. Tutto questo è molto importante.

Lo stesso riguarda le parti maschili e femminili. Queste parti devono essere in sintonia reciproca. Noi ci dobbiamo abbassare rispetto all’altra parte per ascoltare e percepire i suoi desideri, e allora ne riceveremo le aspirazioni. In altre parole, dobbiamo ascoltarci tra di noi ed abbassarci per ricevere dall’altra parte la grandezza dello scopo ed il desiderio di conseguirlo.

Come si elevano gli altri uomini al di sopra di noi stessi? Abbiamo semplicemente bisogno di mostrare al gruppo degli uomini che li esaltiamo, che non stiamo più nella pelle di vedere i loro conseguimenti, che crediamo che siano capaci di prendere una stella dal cielo, e che crediamo in loro. Ispiriamoli, e allora saranno capaci di tutto! Dobbiamo essere come una madre che dice sempre al suo bambino quanto sia grande, forte, capace, ed intelligente e così lo incoraggia a crescere. Tutto questo è necessario agli uomini, perché essi dipendono dall’approvazione delle donne.
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(Dalla 2.a lezione del Congresso di Mosca del 10.06.2011)

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Voglio essere un bambino!

Domanda: Qual è il metodo di insegnamento kabbalistico per i bambini?

Risposta: E’ molto facile spiegare qualsiasi fenomeno ad un bambino, solo che a noi sembra difficile, ma non è così.

È scritto che chi insegna ad un bambino è come se scrivesse su un foglio di carta bianco, mentre quando cresciamo, dobbiamo scrivere sulla carta sulla quale abbiamo scarabocchiato. Prima dobbiamo neutralizzare i nostri pensieri, i desideri, i pregiudizi e i preconcetti, dobbiamo cancellare molte cose dall’interno e solo dopo possiamo cercare di scrivere qualcosa; però l’esperienza dimostra che è molto facile lavorare con i bambini.

Ho visto questo esempio su mio figlio. Quando cominciai a studiare con il Rabash, ripetevo a casa il materiale che avevamo letto durante la lezione. Mio figlio di sette anni si sedeva con me ed io gli ripetevo di nuovo il testo per avere una migliore comprensione del materiale. Vedevo che lui lo percepiva e ricordava meglio di me; gli facevo delle domande e lui rispondeva correttamente.

Allora capii che più una persona è pura, pur essendo un bambino, più percepisce la Kabbalah in modo naturale. Questo perché in realtà è una scienza della natura e lo vediamo con i bambini. Sono geloso della naturalezza con la quale tutti loro la percepiscono!

Molte cose si registrano in loro semplicemente attraverso la ripetizione, senza averle sentite, perché il loro meccanismo sensoriale non si è ancora sviluppato. La sensazione verrà dopo, durante il tempo dell’eruzione ormonale, ma allora saranno già pieni di diverse leggi e formule. Così, una volta che i loro ormoni cominceranno a lavorare ed i desideri a nascere, sapranno come regolarsi.
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(Dalla lezione 6 del Congresso WE! Del 3.04.2011)

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Il mondo globale non è diviso in parti

Ci sono due forze che ci influenzano: Una ci giuda dal davanti, e l’altra i spinge da dietro. Di conseguenza, la Kabbalah sostiene che abbiamo due strade per raggiungere lo scopo.

1. Se rendiamo la forza che ci guida in avanti più grande della forza ci spinge, avanzeremo in un modo più veloce e piacevole capendo cosa ci succede e desiderando che avvenga. Allora, una strada veloce e molto piacevole, verso la correzione personale e la rivelazione del nostro stato perfetto, si aprirà davanti a noi. In questo caso, percepiremo lo stato attuale come un punto di svolta, un trampolino per un salto molto vantaggioso.

2. Se non puntiamo in avanti e non aiutiamo ogni altro uomo, vale a dire tutta l’umanità, la forza negative ci spingerà ad avanzare attraverso la sofferenza. Naturalmente, prendere in considerazione la nostra intera interconnessione globale con il mondo moderno, non è un’ impresa semplice.

Dunque, gli uomini che oggi hanno il desiderio e l’aspirazione devono anche comprendere la loro responsabilità verso il mondo intero. La loro ricompensa è anche in questo. Aspirare verso l’obbiettivo e guidare gli altri verso il suo raggiungimento sono grandissimi e nobili propositi.

Questa è la ragione per cui oggi stiamo creando un sito internet e stiamo raccogliendo un enorme quantitativo di materiale. Siamo in contatto con molti sociologi, analisti politici, e scienziati che studiano gli stati attuali del mondo e della società in diverse zone. E questo ci permette di vedere quanto siano preoccupati da tutto quello che sta accadendo.

Gli scienziati stanno esaminando lo stato attuale delle risorse che sono rimaste a nostra disposizione come il gas, il petrolio, l’acqua, il carbone, i metalli, e il suolo, tutto ciò che la Terra ci ha dato. Questi scienziati sono impressionati negativamente, perché ci troviamo ad un passo dal limite dell’esaurimento delle nostre risorse. A questo proposito sono già stati scritti molti articoli, molti altri continuano ad essere pubblicati, e noi li stiamo raccogliendo. C’è una quantità enorme di materiale.

C’è anche un’enorme quantità di materiale sull’educazione. Abbiamo raggiunto un punto in cui non siamo più in grado di far crescere degli esseri umani. Siamo capaci di fornire loro ogni genere di educazione, sebbene questo non garantisca loro di trovare un lavoro in seguito. Tuttavia, non sappiamo come allevare un uomo-essere umano, allevare un bambino, “un cucciolo”, per farlo diventare un essere umano che viva in armonia, in una buona connessione con gli altri, proprio come chiede oggi il mondo globale. Dobbiamo spiegare accuratamente agli uomini cosa significa essere “globali”, in altre parole, essere completamente interconnessi.

Io ho iniziato i miei studi ed il mio lavoro nella biocibernetica, sui sistemi dell’organismo, che si occupa di come un organismo si mantiene in vita, e come si auto-organizza e mantiene in equilibrio sia dentro di sé che con il suo ambiente circostante attraverso dei sistemi di auto-regolamentazione. E’ un sistema incredibile.

La medicina si basa su questo materiale di conoscenza. I dottori usano le analisi e gli esami per controllare i diversi parametri dell’organismo, che possono essere a posto tra di loro oppure no. Ci sono dei grafici precisi che mostrano la presenza e lo stato in cui si trovano i nostri sistemi interiori: pressione e livello della temperatura, equilibrio degli elettroliti, degli acidi e così via. Tutto questo si riferisce ad un enorme insieme di informazioni interconnesse.

Oggi, la nostra società nel mondo è esattamente così. Il mondo non può più essere diviso in paesi separati come si faceva prima. Però, noi non siamo ancora psicologicamente pronti per questa nuova situazione. Non la comprendiamo. Dobbiamo sviluppare e capire il sistema globale e la connessione equilibrata che questo sistema deve assicurare. Questo equilibrio ci dà la perfezione di una vita normale.

Non appena una parte dell’organismo umano comune esce fuori da questa giusta interconnessione, si presentano immediatamente delle malattie. Inoltre, delle malattie si possono presentare in diversi sistemi e in diverse forme. Noi ancora non lo comprendiamo. Gli scienziati sono ancora all’inizio dell’esame di questi meccanismi globali.

La tecnologia ci insegna il comportamento dei sistemi analogici, dei sistemi globali, e dei sistemi a circuito chiuso. Non appena iniziamo ad immaginare tutto questo rispetto alla società umana, notiamo che oggi esistono delle terribili discrepanze nello la stato dei fatti. Ma la natura ci sta spingendo piano piano verso una visione del mondo globale.
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(Dalla 1.a lezione del Congresso di Mosca del 10.06.2011)

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Lasciate entrare tutti nel vostro cuore

La sola cosa che abbiamo bisogno di fare è di continuare a fare spazio dentro il nostro cuore per accogliere gli altri. Il mio cuore è un pezzo di carne. Ed io devo trovare un punto al suo interno che posso trasformare in vuoto, dal quale posso creare uno spazio. Questo è il punto dal quale il nostro universo sembra essersi sviluppato.

In realtà, il nostro universo non esiste e non c’è nessun mondo. Tutto questo esiste solamente nelle nostre sensazioni.
Dunque, se questo vuoto incomincia ad espandersi dentro il nostro cuore, da qui ne emergerà un nuovo mondo, uguale al modo in cui il nostro universo è stato creato attraverso il desiderio. Questo è ciò che dobbiamo fare.

Facciamo in modo che ogni persona senta questo punto dentro di sé, dentro il proprio cuore, e proviamo a creare il vuoto intorno a questo punto in modo che chiunque ci possa entrare.

(Dalla festa chiusura del Congresso di Mosca del 12.06.2011)

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Cerchi magici nella pedagogia

Domanda: Come può una persona sapere che è pronta ad essere un maestro e ci sono lezioni per esserlo?

Risposta: Per prima cosa, la persona deve avere una predisposizione per l’insegnamento, cioè non per leggere (ogni persona può farlo in maniera egoistica) ma per spiegare, per osservare come lavora lo studente, se accetta o meno l’opinione del maestro. Un maestro deve anche avere la capacità di imparare dagli alunni, di adattare e spiegare in accordo ai cambiamenti.

Non credo che tutte le persone siano capaci di farlo, tuttavia, ci sono molto aree nell’educazione. Ad alcune persone non piace parlare e spiegare le cose, ma all’improvviso, si mostrano come buoni leader pratici. Giocano con i bambini, organizzano i gruppi e li portano a fare delle escursioni.

La nostra educazione è diversa perché per prima cosa, vogliamo insegnare ai bambini riguardo alla vita. Mostriamo loro i musei, le fabbriche, gli ospedali, anche se questo, certamente, dipende dalla loro età. Familiarizzano con le operazioni aeroportuali, ferroviarie e bancarie; facciamo in anticipo dei piani con gli amministratori di queste istallazioni e quando arrivano i bambini, viene spiegato loro il processo di produzione.

Spieghiamo loro in anticipo dove vanno e una volta che ritornano, si siedono insieme in cerchio e discutono delle cose che hanno capito: come opera un determinato meccanismo, il suo scopo e così via. Vogliamo che sappiano tutto della vita: come funzionano i ristoranti, gli ospedali, le fabbriche ed il giardino zoologico. Prendono nota durante la visita sul campo, poi scrivono un saggio e lo discutono con i loro maestri. Questo amplia la loro visione del mondo.

Facciamo molte cose nel limite di un accordo comune. Quando qualcuno si mette in una disputa, discute o fraintende, questo viene discusso da tutti. A volte abbiamo anche una simulazione di giudizio: assegniamo alcuni bambini ad essere giudici, avvocati, giurati, testimoni ed il pubblico. I ruoli cambiano ogni volta.

In questo modo ogni bambino impara a vedere se stesso attraverso gli occhi degli altri, come lo vedono o la vedono un giudice, un fiscalista, il pubblico e gli altri. Un bambino comincia a sviluppare e a vedere un mondo più ampio del suo stretto punto di vista.

Ci sono altri esempi, ma l’elemento chiave è avere una discussione in cerchio. Non c’è cosa migliore che i bambini si siedano in classe e guardino il maestro; tutti sono uguali in un cerchio, inclusi i maestri.

Il maestro si abbassa al livello comune e rimane tra i bambini, senza emergere. Lui li dirige in una maniera così acuta che non lo percepiscono. Insegniamo loro ad essere responsabili, a giudicare, a difendere ed accusare. I bambini hanno un’enorme capacità di assorbimento e dobbiamo utilizzarla.

Qualsiasi persona capace di insegnare o dirigere un gruppo, di preparare del materiale o sviluppare il metodo può essere un maestro. Abbiamo bisogno di diverse figure professionali per lavorare con i bambini e le bambine. In generale, studiano separatamente ma a volte li mischiamo.
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(Dalla lezione 6 del Congresso WE! Del 3.04.2011)

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Il lavoro quotidiano

Domanda: Gli ultimi tre congressi tenuti in Italia, Spagna e a Mosca, sono stati speciali. Cosa dovrebbe fare il gruppo adesso?

Risposta: La fine di un congresso significa che adesso ci si deve elevare al livello raggiunto da questo congresso nella vita “quotidiana”. Durante il congresso, ci è sembrato di essere aggrappati ad una sbarra e adesso, invece, dobbiamo restare in piedi sulle nostre gambe.

In altre parole, abbiamo messo una scala per arrivare al livello successivo e ci siamo saliti. Questo è il mio stato attuale:

Abbiamo fatto degli sforzi durante il congresso e ce l’abbiamo fatta appena. E adesso, dobbiamo stare su questo scalino – tutti insieme.

Questo è il nostro lavoro fino al prossimo congresso. Non appena ce ne staremo bene in piedi, non appena controlleremo questo scalino, saremo pronti per il successivo.

Non dovremmo restarci automaticamente, ma dovremmo semplicemente spuntare una data di un mese o due sul calendario, per fissarci un tempo. Forse, ce la potremmo fare in una settimana o due oppure, invece, in metà anno, ma tutto dipende da quanto velocemente ci rediamo conto e gestiamo il potenziale che abbiamo per salire fino alla cima. Ognuno deve riuscirci dentro di sé.

Quando ero al congresso, tutta la mia ascesa era inclusa nel nostro gruppo mondiale. Mi sono unito con gli amici e attraverso questa unione mi sono elevato più in alto.

Tutto è avvenuto sotto l’influenza della comunicazione, del gruppo, dell’ambiente esterno. Mi sono sentito subito pronto ad unirmi a loro, a stare insieme a loro. Per fortuna ci sono stati dei momenti come questo e che sono durati dei minuti e forse anche delle ore.

Adesso, non essendo sotto l’influenza degli amici, devo fare questo lavoro dentro di me: alzarmi in piedi e reggermi sulle mie gambe. Si tratta di un lavoro serio e con una punta di dolore costante; un lavoro nel quale sento che la responsabilità ricevuta dagli amici vive in me, mi aiuta con il gruppo e con il gruppo del mondo, nella divulgazione, nello studio, e mi dà sempre l’energia per farmi agire insieme a loro.

L’unione che si realizza in queste circostanze, ai congressi, sotto l’influenza esterna, si deve rispecchiare in ciò che compio nella vita quotidiana.

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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 16.06.2011, Gli scritti del Rabash)

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Il ruolo dei gruppi delle donne

Domanda: Abbiamo bisogno di un gruppo di donne? Qual è il ruolo del gruppo delle donne?

Risposta: In linea di principio, non c’è una connessione tra le donne come quella che c’è tra gli uomini. Un uomo dovrebbe essere unito ai suoi amici come un unico vettore, al punto tale che tra di loro non ci sia alcuna differenza. In questo senso, a livello terreno, essi devono provare a raggiungere una totale fusione reciproca nelle loro sensazioni e nei loro pensieri.

Questa qualità, questa capacità di connettersi è innata nell’uomo: gli uomini devono semplicemente lavorarci sopra. Solo l’egoismo li separa, ed essi si devono unire al di sopra dell’egoismo. Se ci sono due amici e tra di loro c’è del reciproco egoismo che li tiene divisi, vuol dire che devono ancora trovare un contatto.

Questo è il compito degli uomini. La parte delle donne non può farlo.

La parte degli uomini comprende gli oggetti che hanno dentro di sé la potenzialità di permettere la connessione reciproca. Potenzialità! Gli uomini devono creare questa rete di connessione tra di loro. Gli uomini sono in gradi di farlo. Questa è la loro correzione.

La parte delle donne è creata in modo tale che ogni donna sia di per sé come una regina. La donna non può essere unita alle altre donne con dei legami, come lo sono invece gli uomini. Tuttavia, insieme alle altre donne, può creare un desiderio comune per raggiungere lo scopo.

Questo è il compito delle donne. Questo desiderio deve essere guidato, per farlo passare alla parte degli uomini e, attraverso di loro, al Creatore.
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(Dalla 2.a lezione del Congresso di Mosca del 10.06.2011)

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Il gioco “dietro le quinte”

I livelli della nostra connessione, di quanto sia stretto il legame tra di noi, sono i gradini spirituali della scala, la scala dei mondi. Ci uniamo al livello minimo, superiamo la compattezza del nostro desiderio (Aviut Shoresh), quindi conseguiamo il Creatore solo al livello della Luce di Nefesh.

Quando ci uniamo ad un livello maggiore, conseguiamo Lui come Luce di Ruach, seguita dalla Luce di Neshama, Haya, e Yechida. Quindi proseguiamo in avanti dal mondo di Assiya verso il mondo di Yetzira, e a seguire verso i mondi di Beria, Atzilut, Adam Kadmon, e finalmente raggiungiamo il mondo dell’Infinito, dove la nostra unione non ha confine e tutto è collegato in un solo insieme.

Fino ad allora, questa straordinaria forza continua a lavorare tra di noi, confondendoci, e nutrendoci in tutti i modi possibili in modo che possiamo sviluppare il bisogno di unirci tra di noi e fonderci con essa. Ad ogni modo, questa forza agisce da “dietro le quinte”. E’ lo stesso modo con cui giochiamo con i nostri figli, quando vogliamo che si “facciano venire delle idee brillanti” ed usino le loro capacità per conseguire qualcosa in modo autonomo. Sappiamo che solamente quando un bambino impiega uno sforzo personale consegue la conoscenza e la sapienza della vita. A questo riguardo, noi siamo lo stesso.

D’altro canto, però, i bambini hanno un naturale e gigantesco desiderio di crescere; sono sempre pronti ad agire e ad imparare cose sul mondo, mentre noi siamo pigri e incapaci di spingerci a fare gli sforzi necessari. E qui è dove la forza esterna, la forza del gruppo (e mai la forza del Creatore!) può riuscirci, come è scritto: “Essi autarono ognuno il suo amico.”

(Dalla lezione 8 al congresso WE! dello 03.04.2011)

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Il desiderio delle donne come motore della creazione

Domanda: Cosa significa rafforzare il desiderio collettivo delle donne? Come posso aggiungervi il mio desiderio?

Risposta: Nella scienza della Kabbalah, studiamo che l’intero universo è composto da due parti: la Luce ed il vaso, il desiderio. Il desiderio è considerato la parte femminile, ed il mezzo per il suo appagamento è considerato come parte maschile. Questa è la ragione per cui è molto importante rafforzare il desiderio delle donne. Virtualmente ogni cosa si sviluppa attraverso questo desiderio, sia la parte superiore che la parte inferiore.

Anche nel nostro mondo, sappiamo che se non fosse stato per le donne e i loro desideri, il mondo avrebbe cessato di esistere molto tempo fa. Una donna spinge l’uomo, lo obbliga a lavorare, ad avere o a costruirsi una casa. Lei porta avanti la casa: cura le faccende, dona la vita, e alleva.

Dunque, in base alla natura, l’uomo è un fornitore di energia, di forza, e la donna è la forza che crea ogni cosa, cresce i bambini, li educa, e si prende cura di loro. Quindi, non importa quello che fa l’uomo, per definizione e anche senza esserne consapevole, lo fa perché la donna risveglia in lui questi desideri. Questo meno, la parte femminile, provoca sempre l’azione del più, la parte maschile.

Tutto in natura funziona in questo modo: gli animali, le piante e, naturalmente, noi. Probabilmente non ce ne rendiamo conto a causa delle nostre proprietà egoistiche; fuggiamo da questa consapevolezza, ci impediamo di sentirla. Tuttavia, nella realtà la parte femminile è sempre la base fondamentale, l’elemento determinante del nostro movimento in avanti.

L’uomo, inconsciamente, senza saperlo, si domanda se avrà l’approvazione della donna come conseguenza delle sue azioni. E’ veramente così che succede: questa è la natura.

Dunque, le donne dovrebbero assumersi la responsabilità di guidare, incoraggiare, e riordinare gli uomini nel modo corretto, come fa una mamma con i suoi bambini. Nella misura in cui le donne si assumono questa responsabilità e sostengono gli uomini, nella stessa misura gli uomini si comporteranno in modo diverso, studieranno, e comunicheranno tra di loro, e si faranno coinvolgere.

Radicalmente e categoricamente, dobbiamo allontanarci da ciò che sta succedendo nel nostro mondo perché è tutto sotto-sopra. Dobbiamo rendere la parte femminile decisiva, vale dire che dobbiamo sentire il bisogno delle donne per conquistare il traguardo, mentre la parte degli uomini deve rendersi responsabile di colmare questo bisogno, questo desiderio di appagamento.
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(Dalla 2.a lezione del congresso di Mosca del 10.06.2011)

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La formula del Creatore

Nel nostro lavoro spirituale non possiamo fare niente da soli perché non sappiamo come riconoscere la forza che è unica e completa e come relazionarci ad essa nelle molte situazioni della nostra vita. Con cosa ci dobbiamo mettere in sintonia? Dire semplicemente che il Creatore è dappertutto non aiuta.

Questa è la ragione per cui ci viene dato il gruppo, e se ci uniremo insieme, scopriremo tra di noi questa forza unica e completa chiamata “non c’è nessuno tranne Lui”. Il Creatore ha diviso di proposito la creatura che Egli aveva creato in una miriade di parti, in modo che queste parti potessero riunirsi ancora una volta in un unico pensiero, in un unico desiderio. Allora, in questo desiderio comune, esse riveleranno la forza unica e completa che esiste solamente nella connessione che esse stesse hanno formato, nell’unione e nell’adesione reciproca.

Unendosi insieme in un solo desiderio, non conseguiamo questa forza al di fuori di noi, ma riveliamo noi stessi e questa forza insieme come una cosa sola. Infatti, non c’è Luce alcuna senza vaso (Kli), e non c’è Creatore senza la creatura. Più stretto diventa il legame che c’è tra di noi, di più riveleremo il Creatore dentro la nostra unione.

In altre parole, la nostra unione è il Creatore. E così era all’inizio della creazione, dopo la quale ci siamo divisi e siamo discesi in questo mondo sotto forma di piccole creature egoiste.

Perciò, unendoci insieme costruiamo il Creatore. Lo creiamo in modo autonomo, e questa è la ragione per cui Egli è chiamato il Creatore (in Ebraico Bo-Reh o “viene e vedi”). Non c’è altro luogo dove Lo possiamo edificare, comprendere, unirci e aderire a Lui, se non nell’unione con il gruppo. E tutta l’umanità dovrà unirsi nello stesso modo.
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(Dalla 8 lezione del cogresso WE! dello 03.04.2011)

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