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Lasciate iniziare il congresso interiore

Domanda: Cosa ci può dire sul nostro stato ora che sono passate quasi due settimane dalla fine del congresso in cui è stata rivelatala vera vita?

Risposta: Tutto il nostro gruppo, il “Kli mondiale” deve risvegliarsi e capire che questa nebbia nella quale ci siamo trovati dopo il congresso ci è stata data di proposito e non possiamo fare niente per resisterle. Ogni uomo l’ha sentito nella propria forma e in tempi diversi.

Alcune persone si trovano ancora in uno stato elevato, anche se potrebbe non essere connesso precisamente con il traguardo, nell’unità con gli altri. Ma la sensazione in sé è rimasta. Dopo tutto, c’era una ragione che ha causato questa sensazione, e c’è lo stato attuale, che io mi sento bene, ma ho già dimenticato perché quale motivo mi sento bene, ma la sensazione piacevole rimane ancora.

Gradualmente si raffredda sempre di più, lungo quattro livelli, tornando indietro al livello precedente. All’inizio ero molto ispirato dal traguardo, dopo semplicemente dall’essere connesso al gruppo, dopo dal fatto di raggiungere qualche successo durante il congresso, e alla fine mi trovo con la sensazione di sentirmi bene, finché scompare anche questo sentimento.

Prima di tutto dobbiamo valutare queste fasi necessarie per costruire un nuovo desiderio, che deve essere tale da farci iniziare a vivere nella stessa intenzione, tutto il tempo nella stessa sensazione, e questo diverrà il nostro stato costante!

Se durante il congresso abbiamo ottenuto questo attraverso un attacco, attraverso l’apertura di un varco: ballando, in diversi eventi, nelle canzoni infinite, adesso dobbiamo raggiungere lo stesso stato interiormente, silenziosamente. Io devo sentire questo stato introspettivamente, dentro di me, e quello sarà il mio congresso.

Forse ci arriveremo presto e terremo i congressi precisamente in questa maniera: senza dire niente durante tre giorni, senza fare niente oltre alle azioni interiori, impressionandoci e ispirandoci soltanto nel guardarci l’un l’altro. E più avanti non dovremo nemmeno vederci più uno con l’altro, arriveremo gradualmente alla rivelazione vera dove non c’è più bisogno di parole, visioni, ascolti, o di saltare e abbracciarci. Procediamo verso questo stato.

Per ora dobbiamo tenerci stretto il congresso dentro di noi, in modo che diventi il nostro stato permanente, con calma, silenziosamente, con un’attitudine interiore molto più seria.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 05.12.2011, Talmud Eser Sefirot)

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L’ego è sempre con te

Domanda: Il momento dell’unione sperimentato al congresso mi ha dato la sensazione di una fortissima beatitudine, libertà ed ottimismo completamente aliena al nostro mondo consueto. Mi è parso letteralmente come un nuovo mondo separato verso cui il mio ego è corso felice. Ma nonostante questo tu ci hai detto che l’ego dovrebbe resistere a queste cose?

Risposta: Non preoccuparti del tuo ego. Arriverà e ti trascinerà lontano da questo stato “tirandoti per un’orecchio”, così dovrai ambire a raggiungerlo di nuovo ancora ed ancora. E’ proprio il tuo ego che inizia a distanziarti dal punto di unione che dovrai rendere presente continuamente e ricostruirti all’interno.

Questa ricostruzione è necessaria non perché sia divertente da fare, ma perché ne dipendono tutti i tuoi amici. Devi portare gradualmente motivazioni sempre nuove per quello che fai in modo da essere d’aiuto anche ai tuoi amici. Tieni conto che senza di te i tuoi amici non saranno in grado di trovare questo punto di unione.
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(Tratto dalle lezioni virtuali della domenica dell’11.12.2011)

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Dona amore

Rabash, lettera 8: E appena ottengo la qualità della dazione, iniziano subito a brillare in me scintille d’amore.

All’inizio otteniamo il potere di dazione, la Luce di Hassadim (Misericordia), e dopo la Luce di amore, la Luce di Hochma (Saggezza) vi si veste.

Il cuore inizia ad anelare ad unirsi agli amici, e mi sembra che i miei occhi vedano i miei amici, le mie orecchie sentano le loro voci, la mia bocca gli parli, le mani abbraccino e i piedi danzino in un cerchio di amore e gioia insieme a loro, ed io trascendo i miei limiti corporali. Mi dimentico la grande distanza tra me e i miei amici e la distesa di migliaia di miglia di terra non ci saranno più tra di noi.

È come se i miei amici fossero davanti nel mio cuore, ed io vedo tutto quello che accade lì, e mi vergogno per le mie azioni contro i miei amici. E allora esco semplicemente dai vasi corporali e mi sembra che non ci sia un’altra realtà nel mondo oltre a me e i miei amici. Dopo questo, anche l’“io” viene cancellato ed è immerso, mescolato con i miei amici, finché mi fermo e dichiaro che non c’è realtà nel mondo, soltanto gli amici.

Rabash scrive questo da un raggiungimento spirituale. È esattamente così che otteniamo la realtà spirituale: non vi è niente che provenga dalla nostra attuale percezione, soltanto gli amici. Inoltre questo non fa riferimento ai visi che vediamo oggi davanti ai nostri occhi, ma ad una forza interiore trovata negli amici, un’unica scintilla che ognuno di loro ha ricevuto dall’Alto. Queste scintille sono amiche delle mie scintille e noi le uniamo in un gruppo.

Rabash, lettera 40: E quando l’uomo inizia a sentire l’amore dell’amico, immediatamente iniziano a svegliarsi in lui la gioia e il piacere…L’amore del suo amico per lui è una cosa nuova…

L’uomo lo scopre all’improvviso, prima non lo sapeva, non ci credeva, non era pronto per accettarlo. Il nostro amore non è tanto amare l’amico, ma sentire il suo amore. Ci resistiamo anche a quest’amore poiché ci impone certi obblighi. Tuttavia, quando scopro un nuovo sentimento che un amico ha per me, non posso più ignorarlo. In questa maniera l’amico inizia a “comprarmi”, ad unirmi a se.

…aveva sempre saputo di essere l’unico a curarsi del proprio benessere. Ma nel momento in cui scopre che l’amico s’interessa a lui, gli evoca una gioia incommensurabile, e non può più preoccuparsi di se stesso…

Non può continuare a preoccuparsi dei propri bisogni come prima. È scritto nell’articolo “L’Arvut (Garanzia mutua)”, che quando io sono sicuro, quando sento che altri mi amano, io smetto di concentrarmi su di me, senza riserve.

Non è solamente un’aggiunta di forza, che mi permette di fare un nuovo calcolo e smettere di pensare a me stesso. Nel momento in cui sento quanto mi amano i miei amici io rifiuto completamente l’amore per me stesso. Sembra che io dimentichi me stesso, smetto di percepire me stesso. L’amore viene dall’esterno, dagli amici, mi prende e mi porta fuori dai miei limiti, verso di loro.

…e non può più preoccuparsi di se poiché l’uomo può faticare unicamente quando sente piacere. E dato che inizia a sentire piacere preoccupandosi degli amici, naturalmente non può pensare a se.

È invitabile: Se io voglio aiutare il mio amico a non preoccuparsi per se, devo dimostrargli che m’interesso dei suoi bisogni. In questo caso lui rifiuta se stesso “per definizione”. In questa maniera lo porto fuori dal suo egoismo.

L’istruzione e l’educazione tradizionali non aiuteranno a farlo. L’uomo deve ricevere amore: questo lo scollegherà assolutamente dai propri bisogni.

Ma può l’amore risvegliare nell’uomo il desiderio di rifiutare la propria realtà? È scritto: “L’amore rompe l’abitudine”. L’amore non ubbidisce alla mente. E solamente quando c’è questo tipo di amore dagli amici, allora tutti vivono in un mondo dove tutto è bene, senza riguardo per se stessi. L’uomo sente come acquisisce la qualità di dazione, e allora, in base alla legge di equivalenza della forma,  si unisce per sempre al superiore, con il perfetto Donatore…

Questo fa riferimento alla forza più potente nella natura, lavorare con l’amore in due direzioni. È possibile controllare la nostra vita da due parti e obbligare l’uomo ad amare manifestando amore verso di lui in una certa maniera, anche senza una forza oppositrice di pressione o soppressione.

L’amore ci arriva dal Creatore nella stessa maniera, ma è come se Lui ci guidasse in basso nel sentiero spirituale con due “briglie”: sofferenza e piacere. Entrambi vengono dall’amore. Perciò se desidero aiutare qualcuno, è possibile farlo solo moltiplicando il mio amore. In questo modo obbligo l’uomo verso tutto quello che è richiesto.

Per questo motivo è scritto: “Comprati un amico”, dice “comprati”, cioè dagli sempre amore e vedrai come si unirà a te. Tu lo “acquisti” e vi saldate insieme e generi la stessa risposta in lui. Alla fine, ognuno di noi è incluso negli altri.

E quando tutti gli amici sono inclusi negli altri, ognuno riceve un vaso intero d’infinito, un’anima completa. In questo modo non otteniamo soltanto la nostra radice spirituale, ma anche l’intero Malchut del mondo dell’infinito con tutte le Luci di NRNHY, la forza più potente nell’intera realtà.
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(Dall’8° lezione della Congresso Arvut, 8.12.2011)

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Conserva ciò che è stato raggiunto

Iniziando da ora dobbiamo tenere stretto quello che abbiamo raggiunto: dobbiamo aumentare l’unità che è nata tra di noi durante il congresso. Questo punto deve moltiplicarsi, e anche se all’inizio del viaggio appare opprimente e senza fine, non è cosi. Gli stati spirituali sono molto più corti del primo stato preliminare.

Quando ci solleviamo da Malchut e ci congiungiamo con Zeir Anpin, il potere spirituale s’intensifica sessanta volte, e quando Zeir Anpin si eleva a YESHSUT, crea un’intensità seicento volte più forte. Ogni nuovo livello include le dieci Serfirot e aggiunge una posizione, incrementa il potere per dieci: seicento, seimila, ecc.

Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che il mondo intero ha bisogno di un’ascesa. Dobbiamo trasmettere il metodo di correzione all’umanità, il metodo dell’unità universale. Dobbiamo correggere la crisi in questo mondo, che continuerà a espandersi, cogliendo tutti senza eccezioni, fino al villaggio più remoto, fino all’ultimo angolo del mondo. Si manifesterà in ogni famiglia e in ogni persona. Questa multi-crisi toccherà ogni area dell’attività umana.

Per questo motivo tutti noi dobbiamo lavorare nel ruolo di mentori, divulgatori di questo metodo. Questa crisi non finirà finché il mondo intero non entrerà in un’interconnessione reciproca, finché tutti non diventeranno come siamo noi adesso. Pensiamo che questo sia impossibile, mentre in realtà sarà molto più facile per il mondo che per noi. I desideri e le idee sono molto più facili da divulgare alle grandi masse, attraverso i fili dell’interconnessione interiore. L’anima collettiva non andrà da nessuna parte: siamo separati unicamente nelle nostre sensazioni. Le persone ci capiranno velocemente, verranno vicino, e si connetteranno a noi.

La cosa principale adesso è di fortificare il sentimento di unità che è apparso al congresso, perché queste sono le attuali porte spirituali. Ci sono delle persone nuove tra di noi che hanno semplicemente goduto dell’essere stati tra gli amici. Ci sono delle persone che sentono cose più grandi, persone che già manifestano questo sentimento di una rivelazione spirituale, un primo raggiungimento e non solamente unione. E ci sono altri che sono andati oltre. Rappresentiamo uno spettro pieno e sono molto contento di queste varianti nel vaso collettivo, perché questo significa che vive e si sviluppa.

Adesso dovete unicamente stringerlo e vedrete che sarà relativamente facile. Dobbiamo proteggere la nostra unità almeno un po’, malgrado i disturbi, ritorneremo a casa e la cosa più importante sarà conservare ciò che è stato raggiunto.

Io mi mantengo unito ai miei amici nonostante la distanza, e vedo il mondo dal di fuori. Mi siedo in aereo o in treno, e il mondo interiore si trova fuori dalla mia finestra. Tutto fluisce fuori di me, ma ciò che importa è quanto accade all’interno. La fiamma interna è molto più importante di ogni altra cosa, più importante della vita. Io metto le cose a posto, le distribuisco in base alla scala dei valori, e poi la chiave è di rimanere in cima, nella punta della piramide, nel sentimento che ho raggiunto, sono pronto anche a morire poiché l’eternità è vi celata al suo interno.

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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 09.12.2011, “Seicentomila anime”)

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Mi sento bene con gli amici o con gli amici tra i quali risiede il Creatore?

Domanda: Al congresso abbiamo sentito la vita ma adesso le discese mi stanno dipingendo un’immagine completamente differente. Voglio ritornare alla base, alla linea di mezzo, alla quale devo fare affidamento, oppure dovremmo avanzare ciecamente finché non veniamo alla Luce? Abbiamo qualche fonte di supporto?

Risposta: A parte il gruppo, scompaiono tutti gli altri dettagli della percezione, le qualità ed i fondamenti  che all’uomo non forniscono supporto.

Inoltre, scavando nel gruppo, l’uomo vede anche di non poter davvero fare affidamento sulla garanzia mutua degli amici, perché anche loro sono parte delle condizioni che lo portano ad un più grande bisogno di supporto. Gradualmente nel gruppo perde anche un terreno solido, finché le sue ricerche lo portano al bisogno di rivelare il Creatore. Soltanto in Lui l’uomo troverà il vero supporto, la soluzione e la risposta a tutti i suoi problemi, i fallimenti, le domande ed i guai.

Dobbiamo attraversare diverse fasi di questo cammino e cominciamo con ciò che per noi è realistico. L’uomo si ferma sempre nel posto che gli sembra sicuro e quindi, la cosa migliore è quando tutte le speranze gli arrivano attraverso il gruppo dal Creatore, quando capisce che la soluzione, il riempimento e la corretta analisi verranno solo da qui. Tutto il resto sono fasi intermedie.

Per esempio oggi le nostre speranze finiscono con il gruppo: “Noi siamo insieme! Questo è grande! Quanto sono magnifici i miei amici!”. Non scopriamo ancora il bisogno di qualcosa di più grande, non chiediamo ancora che una forza più alta venga rivelata nel gruppo, più della semplice cerchia di amici; ma questo arriverà gradualmente.

Domanda: Baal HaSulam scrive riguardo a quanto sia facile controllare il nostro desiderio con due redini, ovvero piacere e dolore. Allora, perché è così difficoltoso per noi dirigere il nostro desiderio nella direzione spirituale nel gruppo? Di cosa stiamo mancando?

Risposta: Tu non puoi connetterti agli amici. Il tuo piacere risiede nel sopprimere gli altri e conservare il tuo terreno; ma anche gli altri conservano il loro terreno, così come potete unirvi? Invidia, passione ed orgoglio, tutte queste qualità iniziali ci separano gli uni dagli altri.

Tu supponi di poterti unire, ma non penso che sia così. Questo è possibile solo con l’aiuto della Luce che riforma, attraverso un lavoro molto difficile. Questo richiede la forza della Torah, il metodo kabbalistico.

Unendoci, raggiungeremo Malchut dell’Infinito. Non c’è niente a parte l’unità. Unisci gli amici nel gruppo e raggiungerai il mondo dell’Infinito. Tutto inizia e finisce qui.

Voi pensate che sia semplice. Vi state chiedendo perché non stiamo avendo successo, cos’è sbagliato? Ma non può essere altrimenti perché non chiedete che il Creatore dimori tra voi, non vedete neppure di essere incapaci di unirvi per conto vostro e supponete persino di esserne capaci. Non avete ancora rivelato la verità.

Domanda: Allora come possiamo aiutarci a vicenda a farlo?

Risposta: Ci possono essere molte azioni esterne. La domanda è quanto queste azioni incitano l’uomo verso uno sforzo interiore. Questo è il nostro problema, ed allora continuiamo a provarci.

Non abbiamo ancora il bisogno di connetterci, del gruppo, del mondo e del Creatore in un tutt’uno. Dobbiamo rivelare questo bisogno più velocemente, poiché in altro modo spireremo ed il mondo sarà nei guai.

Il Reshimo di Malchut dell’Infinito, il quale viene rivelato nel gruppo, è il risultato di molti sforzi che facciamo e questo lavoro deve essere fatto proprio nel gruppo. È il campo nel quale crescono tutti i frutti, poiché contiene tutto il necessario e i nostri sforzi determinano quanto velocemente saremo capaci di connettere tutto in un insieme. Più velocemente lo facciamo, più facile e piacevole sarà il nostro cammino.

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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14.12.2011, “La Libertà”)

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Alcune foto dal Congresso Mondiale della Responsabilità Reciproca tenutosi a Tel Aviv, 6-8 Dicembre 2011.

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In tutti c’è il punto di unione

Domanda: C’erano un sacco di persone all’ultimo Congresso sull’Arvut che hanno partecipato fisicamente o virtualmente e non si sentiva il punto dell’unione, del quale parli tu e tanti altri. Possiamo dire che il congresso era inutile per loro e non li ha dato nulla?

Risposta: Naturalmente no! Loro sono anche dei co-partecipanti di questo successo e questo si trova dentro di loro, solo che non si è manifestato in modo evidente, personalmente. Questo è simile ai bambini che  vivono con noi in un unico mondo, ma non possono sentire tutto ciò che sentono gli adulti. Se queste persone faranno gli sforzi necessari, sentiranno il punto di unione che è stato realizzato da tutti, con la loro partecipazione. In loro esiste già  in una forma nascosta.

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NEWSru: Il Congresso Mondiale della Responsabilità Reciproca a Tel Aviv

Un importante sito internet giornalistico Israeliano, NEWSru, ha pubblicato un resoconto sul Congresso mondiale sulla responsabilità reciproca che si è tenuto dal 6 all’8 dicembre 2011 a Tel Aviv.

“Il congresso sulla Responsabilità reciproca a Tel Aviv: Un’unione di uomini decisi ad unire il mondo intero.”

“Anche senza conoscere lo spagnolo, il francese o il turco, si può capire di cosa parlano e cosa tentano di raggiungere i partecipanti al Congresso Mondiale sulla Responsabilità Reciproca che, insieme a quasi due milioni di uomini, studiano attivamente la Kabbalah in tutto il mondo. Ma il Congresso non è stato solamente una vacanza di tre giorni per divertirsi insieme agli altri; ci sono state delle lezioni e delle conferenze. Arvut Olami in Ebraico significa responsabilità reciproca globale. L’idea è che quando ognuno di noi sarà in grado di essere responsabile per un suo amico, per un suo vicino di casa, e perfino per un estraneo, il nostro mondo diventerà davvero migliore. Mentre alcuni vedono questa realtà come un’utopia, i Kabbalisti la considerano una scienza.

“Il Dott. Laitman spiega: ‘La responsabilità reciproca è un metodo molto preciso sulla messa in equilibro della natura interiore con quella esteriore, ha un enorme numero di formule, grafici, numeri e rapporti. Si tratta di una scienza pratica, la scienza dell’equilibrio, della nostra omeostasi con il mondo esterno. Da una parte, quello che dice la Kabbalah sembra essere solamente un’altra utopia, ma dall’altra parte dobbiamo considerare che ormai abbiamo raggiunto una crisi molto grave che riguarda i nostri rapporti economici, le famiglie che si sfasciano, i divorzi, l’abuso di droghe, e ogni altro genere di crisi. Il genere umano non ha davvero altra strada che trasformarsi in una società di responsabilità reciproca.’

“Il numero totale di uomini che oggigiorno studiano la Kabbalah si aggira intorno ai due milioni di soggetti in tutto il mondo. Ci sono uomini e donne, e l’età e lo status sociale qui non contano perché, come pensano coloro che praticano la Kabbalah oggi, è ora di abbandonare le vecchie limitazioni in quanto il mondo ha bisogno di correzioni urgenti che sono possibili solo unendo le forze. In caso contrario, andremo dritti verso enormi sofferenze, e nessuno sarà capace di evitarle.

“Michael Sanilevich, amministratore delegato di “Kabbalah La’Am” dice: ‘Solamente in questo ultimo anno abbiamo ospitato 17 congressi. Li organizziamo in Israele dal 2002, e sono aperti a chiunque venga. Abbiamo studenti da 107 paesi, e oggi abbiamo rappresentanti da più di 70 paesi. Circa 10 mila persone sono registrate e abbiamo quattro mila contatti internet, ed ogni contatto avviene in un posto qualsiasi tra alcune persone e altre centinaia di persone.

“Chanoch Milvitzky, avvocato, dice: ‘Abbiamo molti studenti nei paesi Arabi. Per ovvie ragioni, non fanno sapere di studiare la Kabbalah, perché la Kabbalah è pur sempre relazionata al Giudaismo, e quindi ad Israele. Abbiamo anche degli studenti musulmani che vivono in Europa e in America, e non ci vedono nessuna contraddizione in quello che fanno. Noi non siamo un movimento religioso, non siamo dei mistici, offriamo un metodo che unisce i seguaci di diverse religioni. Per esempio, quando Michael Laitman tiene una conferenza in una università da qualche parte nel mondo, viene accolto più come uno scienziato che non come un rabbino.’

“Qui si può osservare un approccio tecnologico alle pratiche spirituali, dietro le quinte del congresso, dove viene allestito lo studio mobile. Non solo viene assicurata la trasmissione in diretta sul canale televisivo locale via cavo e su Internet, ma il materiale di studio e i vari interventi sono accompagnati dalle traduzioni simultanee in diverse lingue.

“Nello studio di registrazione alla periferia di Tel Aviv, vengono registrati film e programmi televisivi. Il movimento di Kabbalisti Bnei Baruch ha già ricevuto lo status di rappresentanza presso le Nazioni Unite, e sta preparando un libro in collaborazione con l’UNESCO, e dovrebbe essere pubblicato entro la prossima estate.

“La Kabbalah ha avuto origine 5700 anni fa. La modernizzazione dell’antica pratica, come la modernizzazione del mondo, cade ancora una volta sulle spalle della Nazione Prescelta. Non è proprio una coincidenza che la tradizione Giudaica interpreti la nozione di “prescelta” non come un’opportunità da cui ricavarne un vantaggio, ma come una maggiore responsabilità rispetto alle altre nazioni.

“Jurgen, uno dei partecipanti al congresso dice: ‘In Germania pensiamo che Israele sia il centro dal quale avrà origine l’unione. Il nostro sistema politico sta fallendo; l’Unione Europea presto si disintegrerà. Torneremo in Germania e faremo capire alla gente che sta arrivando un nuovo tempo. Dobbiamo partire da qui. Se Israele non arriva al sostegno reciproco, nessun altro sarà capace di farlo’.

“Dieci uomini turchi sono venuti al congresso. Un rappresentante di questo paese, Mutlu, sottolinea: ‘Non siamo interessati alla politica. In Turchia qualcuno potrebbe guardarci di traverso, e allora? Molti uomini nel mio paese hanno sentimenti di amicizia per Israele.’

“Olga dalla Svezia ci dice: ‘Ho un figlio che ha 16 anni. Qualche anno fa ha chiesto ai suoi compagni di scuola “Com’è la vostra vita?” E i suoi compagni gli hanno risposto che la loro vita sembra essere del tutto vuota. Questi sono ragazzini che hanno tutto. In Svezia i ragazzi e i bambini hanno tutto. E allora ho capito che se perfino a loro la vita sembra vuota…significa che siamo pronti. Siamo pronti.'”
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Dal punto al primo livello spirituale

Domanda: Dopo il Congresso sento un’enorme separazione e repulsione, cosa che non avevo mai sentito prima. Può essere il risultato di non aver lavorato correttamente durante il Congresso?

Risposta: Dopo il tipo di unità e l’ascesa che abbiamo sentito al Congresso, è corretto se l’uomo sente stati quali separazione, repulsione e confusione. La resistenza della nostra natura egoista deve aumentare, e per bilanciarla, abbiamo bisogno di lottare contro questi stati.

Se ci manteniamo nello stesso punto d’unità che abbiamo raggiunto, dopo, in virtù dell’egoismo che gli rimane attaccato, questo punto inizierà a crescere. Abbiamo ricevuto un esempio e dobbiamo vivere nella stessa ispirazione. Conteniamo già lo stato chiamato “unità” che abbiamo raggiunto nel congresso nella forma più chiara e vivida. Io devo conservare questo stato, e cercare di rimanervi ogni momento della mia vita.

In verità inizierò a ricevere disturbi di ogni tipo, ma sono tutti intesi affinché io possa stringermi sempre di più allo stesso punto che ho raggiunto durante il Congresso, e allora questo punto crescerà basandosi su tutti questi disturbi. Entreranno e lo supporteranno con l’aiuto dei miei sforzi, e allora questo punto si espanderà. Così faccio crescere questo punto fino alla misura del primo livello spirituale. Non ho nessun’altra opportunità per crescere nella spiritualità, soltanto con dei disturbi, con l’“aiuto contro di me”.
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(Dalla lezione quotidiana di Kasbbalah del 12.12.2011 Gli scritti di Rabash)

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