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Come aiutare gli uomini?

Domanda: Cosa possono fare le donne per aiutare gli uomini a prepararsi per il Congresso nel deserto e dopo, durante il Congresso?

Risposta: Le donne hanno bisogno di “pressare” gli uomini senza pietà. Hanno bisogno di evocare molto chiara la sensazione interiore che, a meno che gli uomini li portano ciò che desiderano, è semplicemente un disastro. Supponiamo che un uomo ha un colloquio di lavoro, e il risultato, qualora non sarà assunto, è uno stato assolutamente critico per la famiglia. Se egli non ottiene il lavoro, la famiglia non avrà i soldi per comprare il cibo o per pagare l’affitto e cadrà immediatamente da un più o meno modesto tenore di vita, a rimanerci senza fissa dimora. E’ così che una donna ha bisogno di sentirsi: qualora l’uomo non portasse a casa lo stipendio, non avrà nulla di cui vivere. Questo deve essere ritenuto come una terribile crisi, come una rottura!

Se le donne decidono di influenzare gli uomini con questa sensazione, gli uomini non avranno alcuna altra scelta che farlo accadere. Pertanto è scritto che l’ Esodo dall’Egitto è stato messo in atto dalle donne. E la successiva ricezione del metodo di ascesa spirituale sul Monte Sinai è stato fatto anche grazie alle donne. Questa pressione verso gli uomini deve essere molto delicata, e non rude, per timore che possa innescare una forte resistenza da parte loro. Tutto ciò deve essere fatto in modo semplice, come una moglie può fare pressione sul suo uomo senza dire una parola. Che è proprio ciò di cui abbiamo bisogno.
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(Da un discorso sul desiderio di dare, 29.01.2012)

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Il desiderio che trasformerà il deserto in verde

Domanda: Alla fine di Febbraio, ancora una volta andremo nel deserto di Arava. Come possiamo riuscire a non cancellare quello che abbiamo realizzato la prima volta?

Risposta: Questo ciclo è diverso da quello precedente. Vedrai che la prima volta tutto è stato realizzato all’improvviso, come in un bambino ingenuo e genuino. Allora abbiamo avuto successo, ma questa volta il successo è possibile solo dopo molteplici problemi, una più grande contemplazione e delle fluttuazioni più grandi.

Dopotutto, ogni volta il desiderio diventa più furbo ed offre una resistenza maggiore. Non importa quanto in alto ti elevi, la tua inclinazione al male si eleva al di sopra di te, questo perché non possiamo ripetere qualcosa che è già avvenuta.

La cosa più importante è di essere coinvolti in questo, prepararsi e capire che dobbiamo unirci e non c’è altra scelta. In altro modo, non c’è nemmeno la possibilità di iniziare. Non c’è bisogno di andare nel deserto se non vi porteremo un vero desiderio. Questo desiderio appare nel cuore rotto.

Nel deserto, chi vince e sopravvive è quello che si attacca al cammino. Da un lato è distrutto, ma dall’altro, lui ha il capo del filo. Questo filo è l’unità con gli amici. Alla fine, non usciremo dal deserto, ma piuttosto esso diventa la terra di Israele grondante latte e miele. Se ci uniamo noi riceveremo tutta l’abbondanza spirituale proprio sul “posto”. Allora il deserto che risiede tra di noi, diventerà la Terra Promessa, l’intenzione, il desiderio per il Creatore. Lì noi Lo riveleremo.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 3.02.2012, lo Zohar)

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Lascia a casa il tuo “Io”

Domanda: Vorrei prepararmi al lavoro del Congresso nel deserto di Arava nel miglior modo possibile. Come dovremmo agire dall’interno per raggiungere il successo?

Risposta: Questo è difficile. Devo costantemente condurre un’analisi, porre domande e cercare le relative risposte, scendere e salire, e devo risolvere tutti i problemi solo unendomi agli amici. In questo modo voglio costruire un esempio per tutti.

Il successo è impossibile per una sola persona perché deve essere acquisito da tutti insieme, e ciò significa che mi preoccupo solo del desiderio comune. Ciò che è importante non è quello che sento, ma cosa noi stiamo sentendo. Non sono io ciò che sorge sopra qualcosa e rivela qualcosa, ma siamo noi ad ascendere e a rivelarlo. Esiste sempre il noi, mentre l’io non esiste affatto. Io voglio vivere in questa “zuppa”. La parola “Io” e la sensazione di sé stesso devono essere lasciate a casa.

Per di più, il noi non è solo un raduno di amici o di un’ “unità di forze speciali.” Tutti questi sono giocattoli, in realtà, “noi” è un’anima. Il fatto è che non abbiamo delle parti che si uniscono una con l’altra; ma ognuno in essa è fuso insieme all’interno di uno, e questo non ha alcun rapporto con ciò che siamo oggi ma è una nuova creatura che è stata appena creata.

Dopo tutto l’essenza spirituale che vogliamo formare prima non esisteva . In precedenza c’era solo una Reshimo rotta che conduceva a questo e oggi, con i nostri sforzi, cerchiamo di formare un’anima dal mondo di Nikudim, che avrebbe dovuto essere corretta in questa fase, ma è stata rotta deliberatamente a causa dell’amore per noi stessi.

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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 08.02.2012, Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot)

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Un ponte stretto nel dominio del Creatore

Rabash, Lettera 42: “Le loro opinioni differiscono tanto quanto le loro facce”, allora come possono loro diventare “come un solo uomo con un solo cuore?”. Il discorso è che quando ognuno si preoccupa di se stesso, è impossibile essere “come un solo uomo”, perché loro non sono simili. Tuttavia, se ognuno cancella il suo stesso dominio (tutti gli interessi egoistici dell’uomo), allora non avranno più delle opinioni private, l’opinione separata di ognuno viene eliminata e tutti entrano nel dominio dell’Uno.

In altre parole, noi possiamo correggerci solo a condizione che ognuno cancelli se stesso. Ma sono davvero capace di rinunciare a qualcosa e di andare bene a me stesso in generale? Vediamo che restiamo come eravamo.

Noi abbiamo bisogno di cominciare a connettere i nostri punti nel cuore. Questo punto non appartiene all’universo personale di ognuno ed alle sue speciali qualità, che sono differenti dalle qualità degli altri. La connessione tra noi è possibile solo attraverso questi punti nel cuore perché essi non ci appartengono, essi sono una “Particella Divina dall’Alto” in ognuno di noi! E se dovessimo connettere questi punti, potremmo unirci attraverso di essi.

Da questo la condizione: ascendere nella fede al di sopra della ragione, è il solo modo di connetterci. Quando noi connettiamo i punti nel cuore, riveliamo la loro fonte, il Creatore!

Se ognuno cancella se stesso, “il suo dominio”, allora i nostri punti spirituali ci rivelano la realtà nella quale essi esistono ed essi esistono nel Creatore e noi entriamo in Lui attraverso di essi. Nel momento in cui mi cancello, il mio punto si connette immediatamente con i punti dei miei amici ed insieme mi portano e mi conducono nel Creatore.

Ed allora noi riveliamo che invece di esistere nel vaso, all’interno del desiderio, noi esistiamo nella Luce che riempie questo vaso! Tutta la mia percezione si gira sottosopra: io ero all’interno del mio desiderio e pensavo che questo era quello che sono, ognuno per conto suo, nel proprio dominio.

Ma nel momento in cui cancelliamo noi stessi, i nostri punti ci rivelano il riempimento proprio nello stesso posto, nello stesso stato nel quale eravamo. Solo, invece di percepire il vaso, noi percepiamo la Luce, che esiste nel vaso.

Il cambiamento è solo nella nostra percezione e nient’altro. Noi siamo passati dal percepire il desiderio al percepire la Luce. Noi abbiamo cancellato il nostro egoismo e cominciato a sentire la fonte del punto nel cuore, il Creatore, attraverso i punti.

Questi punti erano semplicemente un piccolo modo di restare aggrappati a Lui mentre esistevamo nei nostri domini e adesso li abbiamo usati per il passaggio nel Suo dominio.
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(Dal Congresso Arvut, 2° lezione, del 18.11.2011)

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Il gruppo fa di te un eroe

Lettera n.8 di Rabash: Riunitevi in un gruppo stretto di persone in un luogo, sotto una guida per opporre resistenza agli attacchi dei nemici con il potere di superare, oltre qualsiasi limitazione umana….

Il potere di superare oltre qualsiasi limitazione umana, ma com’è possibile? Esiste qualcuno che possieda veramente questo potere? Oltre qualsiasi limitazione umana… questo è già il Creatore.

Questo significa che solo il potere del superiore ci può aiutare a sollevarci, a superare queste condizioni e tutti i nemici interiori (ovviamente questo non implica i nemici esterni). Ognuno di noi ha tanti pensieri e desideri che ci confondono e non ci lasciano nemmeno un minuto. Dobbiamo lottare contro tutti loro, ma è impossibile farlo da soli,  ma si può fare da una forza che vada oltre i mezzi umani, la forza del superiore.

La forza del superiore è la forza del Creatore, che ci viene data attraverso quella del gruppo. Non possiamo dirigerci direttamente verso il Creatore, ma soltanto verso il gruppo. Non si trova in nessun altro posto, solamente nel gruppo.

È per questo che dobbiamo cercare sempre di stare insieme agli amici, nei pensieri e desideri comuni simultaneamente, nella stessa frequenza e nella stessa direzione di movimento, come cantando e ballando insieme. Qui troveremo questa forza che ci supporterà, incurante di tutti i disturbi che vengono dagli “attacchi dei nemici”.

“Sono senz’altro coraggiosi e persone di forte spirito, la loro decisione è messa sulla pietra poiché non faranno un singolo passo indietro. Loro lottano dal primo livello nella guerra con l’inclinazione al male fino all’ultima goccia di sangue. E aspirano solamente alla vittoria in questa guerra nel nome del Creatore”.

Bene, chi può dire questo di se stesso? Che eroe sarebbe questo? Forse solo un bambino potrebbe dalla mancata esperienza. È impossibile con qualsiasi altra forza oltre i mezzi umani. In altre parole, è impossibile ottenere il successo senza l’aiuto dall’Alto, questa idea dovrebbe imprimersi nel gruppo.

L’uomo non può persistere con questa idea, ed è uno sbaglio pensare di poter riuscire a ricordarlo, anche scrivendolo da qualche parte….io vedo che molte persone scrivono durante le lezioni (io facevo lo stesso quando studiavo), pensano che la carta sia la loro anima, nella quale registrano, ma questo non aiuterà per niente.

sarò capace di registrare questa conoscenza nella mia memoria quando cerco di farlo nel gruppo attraverso la garanzia mutua. Tutto ciò che esiste nel gruppo è la mia memoria, e posso essere sicuro che non si cancellerà di lì e sarò capace di usarlo.

Io personalmente posso continuare a dimenticare tutto, ma gli amici continueranno a ricordarmi questa conoscenza: che io posso avere successo unicamente attraverso la forza del Creatore, e non da me, e la forza del Creatore esiste nel gruppo.

Allora sarò capace di essere “coraggioso”, come ho bisogno di essere, se riesco a connettere tutti noi insieme, trovare la forza superiore dentro di noi, e obbligarla ad aiutarci. Com’è scritto: “I miei figli mi hanno sconfitto”. Questa è la condizione del Creatore che sta aspettando che ci dirigiamo verso di Lui, che ci appelliamo a Lui.

Il Creatore viene rivelato a condizione che l’appello venga dal gruppo ed è per questo che chiamiamo il gruppo il vaso per la rivelazione del Creatore.
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(Lezione 2° dal congresso Arvut, del 18.11.2011)

Non svegliare ancora il leone addormentato

Dopo il congresso ci troviamo in uno stato un po’ vago, come nella nebbia, ma questo è buono. È cosi che deve essere. Dopo un pasto abbondante si diventa grassi, goffi, non ci si può muovere.

Accade lo stesso dopo un congresso: Hai riempito il tuo “stomaco” con un sacco di cose buone che c’erano lì, e adesso gradualmente inizi a digerirle. Per questo motivo ti senti un po’ rilassato. Come un animale che ha appena mangiato e sentendosi pieno e assonnato si sdraia nell’attesa che il corpo digerisca il cibo.

Vedrai come ritorni al tuo stato nel giro di una o due settimane. Nessuno stato deve essere negato. Devono essere studiati da fuori. Adesso ti trovi in uno stato nel quale non t’interessi di niente, né degli amici, né dell’insegnante, né della Kabbalah, né del mondo intero in generale. Non vuoi niente, vuoi soltanto dormire, e non puoi né vuoi uscire da questa ibernazione, rimanendo  ostinatamente in questo flusso.

Sì, non resistere e cerca di studiare in questo stato, come un ricercatore scientifico. Adesso sei indifferente a tutto e vuoi unicamente godere di quest’ozio. Senti di essere uno zero assoluto con la nebbia nel cuore e nella testa, come mezzo addormentato.

Allora studia bene questo stato, molto seriamente, per poter comprendere: Perché ti trovi lì, perché il Creatore vuole per te questo stato, e qual è il beneficio di tali stati? Prima di tutto studia questo stato e non annullarlo. Più tardi comprenderai come procedere.

Questi sono stati inevitabili. Come un leone che ha preso la sua preda, si è riempito e adesso si riposa. Cioè, dopo aver ricevuto il riempimento, hai bisogno di tempo per digerirlo. È richiesto un lungo periodo per ristabilire l’ordine dei sistemi. Tuttavia, devi mantenere il controllo di questo processo e non cercare di superarlo immediatamente.

Non aver paura di non risvegliarti più. Ti aiuteremo. Devi solo controllare costantemente il tuo stato, non lottarci, ma solo prendere in considerazione dove ti trovi. Non mangiarti pensando di essere un animale insensibile, ma semplicemente guardati da fuori, nel tuo stato. Questo è sufficiente.

Non va bene se un uomo inizia mangiare se stesso, non aiuta né corregge! Dopo tutto, alla fine inizia a giustificarsi, confortandosi con il fatto di non essere d’accordo con tale stato. Qui inizia a funzionare la forma protettiva dell’egoismo. Tuttavia se vedi con gli occhi di uno scienziato imparziale il tuo corpo animale adesso che dorme, proprio come un leone, allora vedrai il tipo di processo che stai attraversando, e il risveglio arriverà.

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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.12.2011, TES)

L'”albergo” del Mondo Superiore

Domanda: Il punto di unione è localizzato tra l’unione spirituale e quella fisica? O l’unione fisica non esiste affatto?

Risposta: Qui l’unione fisica non fa differenza. Quando ci incontriamo, continuamente ed inconsciamente cerchiamo questo punto dentro di noi. Così incominceremo a lavorarci e a comprenderne il significato.

E’ importante considerare dove si trova il nostro punto di contatto. Ora, una volta raggiunto, abbiamo solamente bisogno di svilupparlo. E anche coloro che non lo hanno raggiunto possono arrivare a percepire questo contatto, in quanto si tratta comunque di un’acquisizione comune.

Adesso dobbiamo allargare questo punto a dispetto di tutti gli ostacoli. Dobbiamo capire che gli ostacoli hanno il significato preciso di allargare questo punto, per farlo crescere. Spero che entro i prossimi mesi formeremo da questo punto le prime dieci Sefirot, e questa sarà la prima dimostrazione della nostra anima.

In queste dieci Sefirot incominceremo a percepire le forze, il progetto, la corrente, l’ingresso e l’uscita della Luce. Cominceremo a percepire tutti movimenti che avvengono all’interno di queste Sefirot come in un organismo vivente, e cominceremo a vivere la nostra  vita interiore comune. Dentro di noi nascerà un’anima, più che un semplice punto di contatto. Il Creatore ha creato una sola creatura, ed ognuno di noi comincerà a percepirvisi. In altre parole sarà il nostro “albergo”.

E piano piano inizieremo a percepire i nostri corpi fisici come qualcosa che ci accompagna. L’allargamento del punto di unione, l’espansione di questa qualità più elevata comincerà a prevalere su ogni cosa in una misura tale, che praticamente non ci assoceremo più ai nostri corpi. Ci percepiremo come esseri viventi solo all’interno del punto di unione. Nel frattempo i nostri corpi si ritroveranno ad essere sempre più distanti, senza importanza, e non necessari, fino a quando non si dissolveranno come se non esistessero.
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(Dalla serie di lezioni virtuali della domenica dell’11.12.2011)

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Separati sotto un flusso di luce

Domanda: Quando parliamo dell’amore per gli altri questo suona banale alla maggiorparte delle persone. Come possiamo trasmettere loro il nostro messaggio?

Risposta: Non parlategli direttamente dell’amore per gli altri.Invece spiegate le leggi del sistema integrale che richiedono una mutua connessione più forte tra di noi. C’è una separazione crescente nell’umanità e quindi c’è la necessità della correzione. Questo è il motivo per cui ci sentiamo sempre peggio.

Queste sono cose semplici che possono essere rappresentati tramite il grafico di una linea. Ogni giorno, abbiamo bisogno di aumentare la connessione tra di noi. Entro seimila anni dovremo aver unito tutti I nostri desideri. Oggi ci viene richiesto di collegarci ad un certo livello, diciamo X2 . Nell’anno 2012 la richiesta aumenterà al livello X3. Se non raggiungiamo questo livello affronteremo una sofferenza commisurata alla nostra incompatibilità con la natura.

Oggi stiamo sperimentando una crisi, una caduta ed è perferramente naturale che accada. Comunque possiamo invertire questa tendenza se facciamo salire il nostro livello di unità. Se operiamo in questo modo sentiremo una crescita invece che una caduta. Dipende tutto da noi.

Abbiamo la saggezza della Kabbalah che fu concepita per sviluppare il riconoscimento del male dentro di noi. Infatti più restiamo indietro, più diventiamo separati. La luce cresce mentre noi siamo più distaccati e disconnessi, e questo ci fa sentire sempre peggio.

La luce ci fà sentire il mondo come un unico globale ed integrale mutualmente connesso in tutte le sue parti. E di conseguenza sentiamo gradualmente che stiamo diventando sepre più opposti a questo mondo integrale. Così non stiamo parlando riguardo all’amore ma delle leggi della natura e del suo sviluppo.

Dopo il congresso di Dicembre vedremo che il mondo peggiorerà molto più in fretta. Da parte nostra, potremo accelerare lo sviluppo in modo positivo, e dobbiamo fare ogni sforzo per ottenerelo.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’ 29.11.2011, “L’essenza della religione ed il suo scopo”)

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Non abbiate paura di fare il prossimo passo

Dalla nostra vita e dagli insegnamenti dei Kabbalisti, impariamo che nel mondo non esiste altra forza tranne il Creatore, il quale governa ogni cosa. La differenza tra noi ed il Creatore è enorme. La Sua posizione è totalmente opposta alla nostra.

Noi siamo completamente fatti di desiderio di ricevere per noi stessi, di godere e di attirare ogni cosa possibile verso di noi: questa è la nostra natura. Lui, invece, è il desiderio di donare, di far piacere agli altri: questa è la Sua natura. E lo scopo della creazione che Lui ha stabilito è di farci arrivare al Suo stato: lo stato più elevato ed eterno di perfezione.

Il rapporto che c’è tra un uomo ed il Creatore è come quello che c’è tra un bambino ed i suoi genitori. Se un genitore vuole insegnare al suo bambino a camminare, gli fa vedere come fare: mette il bambino sul pavimento, lo aiuta a stare saldo sulle sue gambe, e poi lo lascia andare. Il bambino si trova in mezzo alla stanza: può stare in piedi, ma non riesce ancora a camminare! Così piange senza sapere cosa fare.

Va in confusione ed ha paura che tutti lo lascino da solo. Non capisce che è rimasto da solo per fare un passo in avanti! Nonostante tutto, dobbiamo farlo in questo modo, perché altrimenti il bambino non imparerebbe a camminare.

E allora il bambino fa un passo in avanti e noi lo afferriamo subito. Fa un passo! Barcolla in avanti, ma prima di cadere, noi lo prendiamo, lo rimettiamo sui suoi piedi e lo lasciamo andare. Traballa ancora e non sa cosa fare, ma non c’è altro modo- o cade dove si trova o fa un passo insicuro in avanti, così che noi possiamo afferrarlo ancora. Così, tentativo dopo tentativo, impara a fare i passi da solo, all’inizio afferrandosi a qualcosa, per poi camminare un pochino per volta.

Il nostro mondo è un’istantanea del mondo spirituale. E’ costruito dentro il nostro egoismo, e tutte le azioni riflettono le azioni del mondo spirituale, ma in forma capovolta. Quindi, attraverso questo esempio, possiamo comprendere cosa ci succede in questa vita ed in che modo la forza superiore che si trova sempre davanti a noi ci insegna ad andare avanti per superare la distanza che ci separa dal Creatore.

Da una parte, la distanza è enorme. Ed ogni volta ci sentiamo come un bambino che non sa cosa gli sta succedendo e perché gli è successo a lui, dov’è il suo sostegno e perché è stato lasciato solo. Perché dopo un buono stato arriva uno stato così brutto?

Ma se percepiamo il comportamento del Creatore nel modo giusto e sappiamo come usarLo per bene, allora accettiamo questi stati non molto piacevoli con amore e felicità perché ci rendiamo conto che in questo modo cresciamo.
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(Dalla lezione 4 dal congresso mondiale della responsabilità reciproca del 7.12.2011)

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È scritto: “Non c’è nessuno tranne Lui”, che significa che non c’è altra forza nel mondo (non c’è altro potere, oltre la sola Forza Superiore, né nelle più piccole azioni, né nell’intero universo in generale), che abbia la capacità di fare qualcosa contro di Lui. E quello che l’uomo vede, che ci sono cose nel mondo che negano la Più Alta Sovranità (il potere del Creatore su di me), la ragione è che questo è il Suo volere.

Noi ci confondiamo quando presumibilmente pensiamo che a prendere decisioni ci siano amici, un gruppo, della gente, un grande mondo con i suoi presunti “governanti” e persino io. La Forza Superiore desidera che io la pensi in questo modo, che pensi di controllare le cose e che ci siano altre persone ed un altro potere a parte Lui.

Ed è considerata una correzione, chiamata “la sinistra respinge e la destra avvicina”, il che significa che quello che la sinistra respinge è considerata correzione. In altre parole, anche le cose che ci appaiono cattive, il rifiuto della spiritualità, del cammino e del gruppo, quando mi dimentico dello scopo e non lo voglio, quando penso che il gruppo non mi voglia, tutti questi problemi vengono solo da una forza, che regna su tutto, non importa se io lo veda oppure no. Il Creatore controlla il mondo esterno ed il mio interno, tutti i miei pensieri e i desideri.

Io voglio avanzare, unirmi ad un gruppo e attraverso il quale raggiungere la Forza Superiore, voglio rivelarlo, aderire ai miei amici e rivelare con loro la Luce Superiore, la qualità della dazione; ma anche quando mi sforzo per farlo nella forma più diretta e sincera, con tutto il mio cuore, sperimento ancora le discese e la confusione nel punto più sincero, che raramente riesco a raggiungere attraverso il duro lavoro. All’improvviso cado dal mio cammino vero e diretto.

Lo potrei capire se andassi nella direzione sbagliata e fossi riportato al cammino diretto, ma no, devio e cado quando sono già nel cammino vero e diretto.

L’uomo viene spinto lontano dallo scopo e dal gruppo, all’improvviso si confonde e perde il desiderio. Pensa che i suoi amici non siano buoni, il cammino sia sbagliato e tutto il sistema non funzioni, e non è chiaro chi abbia mai raggiunto il mondo spirituale; ma è questo genere di rifiuto che lo aiuta ad acquisire un desiderio assoluto. La prossima…

Ed è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno. Proprio adesso ho un piccolo desiderio per la spiritualità, ma non sento che non è abbastanza. Tutti pensano che il loro cuore stia per esplodere e che siano pronti a tutto! Ma in realtà, per raggiungere il potere spirituale, abbiamo bisogno di una pressione interiore, di un desiderio interiore e di una sete molto più forti.

E noi veniamo respinti per incrementare la nostra aspirazione verso il livello sufficiente, per acquisire un desiderio completo e capire che non c’è niente che possiamo fare senza l’aiuto del Creatore.

Abbiamo bisogno di raggiungere uno stato nel quale il nostro grido passi attraverso la nostra unità, la nostra connessione e sia diretto al Creatore, con la richiesta di una forza superiore, la Luce che riporti alla fonte, la forza comune della dazione, che avvolge tutta la natura e ci aiuti! Lascio correggere la mia sola parte egoistica nella natura e la tiro in avanti.

In altro modo vedo di essere condannato, in altre parole devo raggiungere uno stato nel quale vedo di aver fatto il massimo che avrei potuto fare per il bene della mia connessione nel gruppo, di aver messo tutto il mio sforzo nel raggiungimento dell’unità, della connessione con gli amici, quelli con i quali io volevo raggiungere una connessione con il Creatore, rivelare il potere della dazione, in modo che regnasse in noi e ci riempisse con questa unica qualità.

E qui manchiamo di un grido comune verso il Creatore, la forza superiore. Noi dobbiamo sentirci persi in modo tale da essere sufficienteche un nostro solo grido; ma deve realmente provenire da uno stato di disperazione, quando vediamo che non raggiungeremo mai il successo senza il Suo aiuto.

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(Dalla 4° lezione del Congresso Mondiale Arvut del 7 Dicembre 2011)

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