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Non nasconderti dietro lo schermo di un computer

Domanda: Dopo l’unione che abbiamo sentito durante il congresso, l’uomo che studia con noi virtualmente dovrebbe cercarsi un gruppo nel quale inserirsi?

Risposta: Andare a cercare un gruppo non è più come succedeva duecento anni fa, quando l’uomo doveva lasciare la propria casa per andare alla ricerca. Oggigiorno entra in internet e si trova già insieme a noi, nel gruppo comune. Ha già assistito ad un congresso e sa di cosa si tratta.

Dovrebbe cercare un gruppo fisico? Non so se ne ha l’opportunità. Il gruppo più vicino potrebbe trovarsi diverse ore di strada lontano da lui.

Dovrebbe tuttavia cercare di mantenersi in collegamento con gli altri. Alcune volte devi sentire quanto tu non voglia questa connessione. Può darsi che collegandoti virtualmente idealizzi la situazione, pensando di essere già unito a loro completamente, mentre in realtà ti nascondi dietro lo schermo del computer. E allora, smetti di stare dietro il computer e collegati veramente agli altri. Vedi se è possibile.

Ovviamente adesso, dopo l’unificazione avvenuta durante il congresso, iniziamo a sentire confusione, repulsione e separazione, tutti quegli stati che sono opposti all’unità, uno contro l’altro. Questo avviene perché. per poter crescere, dobbiamo avanzare con le due gambe, quindi non sorprenderti se ci troviamo da un momento all’altro in stati opposti. Dobbiamo abituarci al fatto che devono alternarsi e susseguirsi uno con l’altro.

Perciò, se l’uomo non ha una connessione vicina con un gruppo, non attraversa questi stati drammaticamente, in modo veloce e intenso. Tutto questo viene fuori per lui in modo “macchiato”, ciò nonostante deve avere qualche tipo di connessione fisica con gli altri, perché siamo in questo mondo e non possiamo annullarlo completamente, non possiamo trasformarlo in un mondo virtuale. Siamo qui nei nostri corpi e con ogni tipo di connessione tra di noi perché è importante. Acceleriamo il tempo con le connessioni fisiche tra di noi.

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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 12.12.2011 Gli scritti di Rabash)

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Nascere per non tornare mai più in questo Mondo

Domanda: Cosa possiamo fare per non tornare ancora in questo mondo?

Risposta: Quando mi sforzo di raggiungere una sensazione mutua tra noi, l’unità, l’unione, la solidarietà, la garanzia mutua, quando ognuno dipende da qualcun altro e tutti sentono il desiderio comune nato tra noi, perché un nuovo desiderio comune diventa un Kli spirituale, il desiderio comune di dare, appena lo trovo (esiste già) nasco nel livello spirituale.

Non appena mi ci connetto entro in un nuovo mondo, poiché nel desiderio comune rivelo la Luce che risveglia che vi esiste secondo la legge dell’equivalenza della forma; la Luce dà soltanto, e questo desiderio esiste anche nella dazione. Più amici si connettono a questo desiderio, più lo rinforzano, poi la Luce può essere rivelata maggiormente in un simile desiderio.

Ecco perché nascere significa connettere il nostro desiderio comune che esiste già. Molti lo sentono in questo congresso e quelli che fanno la domanda “Come possiamo nascere?” devono semplicemente trovare questa nuova realtà, il desiderio comune. Questo sentimento rimarrà anche dopo il congresso e si svilupperà in ognuno di noi.

Gli amici andranno a casa, saranno sommersi dai loro problemi, ma ritornerà loro lo stesso sentimento che abbiamo raggiunto al congresso, perché questa realtà è già connessa a loro; e lo scopo di tutta la confusione, le discese e di tutto quello che succede a tutti ci sarà solo per riportarli ancora una volta al sentimento del desiderio comune (il cuore). l’uomo si svilupperà spesso in questo modo: il suo ego crescerà ogni volta ed acquisirà una connessione più grande, con un desiderio comune al di sopra di esso, è simile al modo in cui batte il cuore.

Proprio ora abbiamo bisogno del primo vero contatto tra di noi e chiedo a tutti di trovarlo. Abbiamo il tempo per farlo perché tutto succede in una frazione di secondo. Fate uno sforzo! Sono molto lieto di essere arrivati a questo stato, sento che questo posto è colmo di un unico desiderio comune che è stato creato qui. Connettetevi, vi invita tutti!

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(Dalla 7° lezione del Congresso Mondiale Arvut dell’8 Dicembre 2011)

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Scopri l’amore nell’amore

Rabash, Dargot HaSulam (I Gradini della Scala): “L’uomo come un Insieme”: Per prima cosa l’uomo deve sapere che l’amore si acquista con le azioni. Dare ai propri amici dei regali e ogni regalo che l’uomo da al suo amico è come una freccia ed un proiettile che fa un foro nel suo cuore. E sebbene il cuore del suo amico sia come una roccia, fermo, ogni proiettile fa un buco. Ed i molti buchi si uniscono in una cavità nella quale entra l’amore del donatore di regali.

Ed il calore dell’amore gli attira le scintille d’amore del suo amico ed allora i due amori tessono un abito che li copre entrambi. Questo significa che l’amore di una uomo circonda ed avvolge i due, e loro naturalmente diventano un uomo solo perché il vestito che li copre è un singolo indumento. Quindi, ambedue sono annullati.

Ero solito chiedermi perché il Rabash scrisse i suoi primi articoli sul gruppo e sull’amore degli amici come se non avessero fine. Aspettammo di vedere quando ci avrebbe rivelato qualcos’altro, ma non lo fece. Per quasi sei mesi lui scrisse solo riguardo a questo.

La verità è che non c’è altro posto nel quale possiamo realizzarci e scoprire il mondo spirituale, la seconda realtà. Se cambiamo il nostro mondo, vi riveleremo il superiore. È detto: “Non c’è niente di nuovo sotto il sole”. Il mondo è lo stesso mondo e  cambiamo solo le relazioni tra noi e poi scopriamo la realtà superiore.

Rabash, Shlavey HaSulam (I Gradini della Scala): “Riguardo a quello che è spiegato su ‘Ama il tuo amico come te stesso’: Se ognuno si annulla davanti al suo amico e si mescola a lui, diventano una moltitudine, nella quale tutte le piccole parti che vogliono l’amore degli altri si uniscono in una forza collettiva che consiste di molte parti. E quando lui ha una grande forza, può eseguire l’amore degli altri. Ed allora può raggiungere l’amore di Dio.

Quindi costruiamo il vaso che ci rende capaci di scoprire il Creatore, dopotutto, in base alla legge dell’equivalenza della forma, possiamo scoprirlo solo nella misura in cui si risveglia il nostro amore per Lui. È in quell’amore che noi scopriamo l’amore che proviene da Lui, la connessione, l’attitudine del Bene che fa il Bene. L’amore è quando noi vogliamo riempire l’altro e fargli del bene.

Così scopro il Creatore solo se voglio fargli del bene. Poi ho il Masach (schermo) e la Luce Riflessa. Ecco perché alla fine noi tutti costruiamo un singolo insieme e portiamo insieme molte piccole parti in una sola forza collettiva. Quando l’uomo assorbe questa grande forza dagli amici, quando acquisisce la forza collettiva degli amici, può davvero “realizzare l’amore degli altri”.

L’uomo “può raggiungere l’amore di Dio” se acquisisce la forza dell’amore per gli altri dai suoi amici, cioè può eseguire questa forza riguardo al Creatore ed in risposta Lo scopre, dopotutto il Creatore viene rivelato come la forza dell’amore.

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(Dall’8° lezione del Congresso Mondiale Arvut dell’8 Dicembre 2011)

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Stare insieme su una cima appuntita

Domanda: Come dovremmo lavorare prima del congresso di dicembre per consegnare il nostro messaggio alle masse? Dovremmo intensificare la divulgazione su Internet oppure focalizzarci di più sul lavoro interno di unione?

Risposta: Certamente dovremmo lavorare su Internet in modo tale che più persone possibile in tutto il mondo sappiano del congresso.

D’altro canto, quando arriveremo al congresso, dovremo preoccuparci del mondo in un modo differente: attraverso la rete della nostra interconnessione interna. Al congresso dovrei dimenticarmi dell’Internet e di tutto quello che mi sono lasciato dietro. Tutta la mia attenzione è focalizzata sugli amici che sono connessi a noi fisicamente o attraverso dei canali virtuali. Dovremmo manifestare la connessione che vi si trova nella nostra rete, rivelare l’immagine dell’uomo simile al Creatore, il vaso di Adam. Poi ci sarà rivelata la forza superiore.

Questo vaso è chiamato Arvut (la garanzia mutua), poiché il suo attributo è la reciprocità, il rafforzamento reciproco, l’interconnessione e la cura reciproca in modo tale che nessuno cada dal cerchio comune.

Immaginate di essere su una cima appuntita, cadremo tutti se non ci teniamo per mano e non manteniamo l’equilibrio generale. Siamo come petali che circondano lo stelo di un fiore, è sufficiente che uno di noi perda il suo equilibrio e lasci la mano di qualcuno e tutti i petali “cadranno”. Questa è la sensazione della garanzia mutua.

Domanda: Cos’è questa “cima appuntita”?

Risposta: E’ la forza di supporto del Creatore che si manifesta se noi siamo connessi, poiché nella connessione tra noi troviamo l’Uno.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.11.2011 “L’Arvut (La Garanzia Mutua)”

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Lui farà quello che non ho potuto fare io

Quando cerchiamo di connetterci, cominciamo a sentire di mancare di qualche tipo di aiuto dall’Alto, perché non possiamo farlo da soli. Non possiamo né connettere, né sincronizzare i nostri movimenti, ma questa rivelazione ci da la conoscenza di Colui che può fare questo per noi. Può essere solo la forza superiore!

Poi noi riveliamo il bisogno per l’essere superiore e per il posto nel quale Egli deve agire in noi. Nel mondo spirituale funziona sempre in questo modo: io lavoro, mettendo sempre più sforzo, ed alla fine rivelo un “meno” e da questo “meno” scopro il “più” che probabilmente è ciò di cui manco.

Io rivelo sempre una mancanza, un vaso, un desiderio, contro il quale rivelo il potere, la Luce, che può fare quello che io non posso. Non importa quanto ci abbia provato, non ci sono riuscito. Così arrivo alla conclusione che sono incapace di farlo, ma allo stesso tempo vedo Chi può.

Ecco perché i nostri movimenti cominciano nella direzione negativa e causano in noi delusione, stanchezza e collera. Dall’esperienza di tutta la nostra vita non possiamo capire come questo possa avvenire. Nel nostro egoismo agivamo differentemente: chi fa uno sforzo vince, ha successo e riceve una ricompensa.

Riguardo al mondo spirituale è detto: “Ho lavorato ed ho trovato” e non “ho vinto”, “guadagnato” o “rubato”. Ciò significa che non ho raggiunto questo usando il mio potere, quando comincio un’azione e la finisco.

Qui funziona differentemente, grazie ai miei sforzi raggiungo un certo limite, quando niente riesce bene e cado nella disperazione, lascio e non voglio niente, sentendomi completamente deluso e solo allora, se mi muovo di un millimetro in avanti, rivelo che c’è una forza che può farlo!

Questa forza si nasconde deliberatamente, finché non raggiungo uno stato di totale disperazione. Baal HaSulam scrive nella sua lettera: “Non c’è un momento più felice nella vita di una persona di quando raggiunge il limite delle sue forze e vede che non ha successo”, dato che solo allora può elevare una preghiera e gridare. L’uomo sa a chi si deve rivolgere, solo allora Lui gli sarà rivelato.

Inoltre sa di non avere scelta, che deve gridare, infatti non è richiesto nient’altro che questo grido.
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(Dalla 2° lezione del Congresso Arvut nel Deserto di Aravà, del 18.11.2011)

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Consigli su come prendersi cura di un neonato

Domanda: Durante la lezione hai detto che proprio ora la cosa principale per i tuoi studenti è far crescere il sentimento nato tra di loro (il desiderio comune verso la qualità della dazione reciproca), che già esiste indipendente e separato da loro, come un neonato che è separato dalla sua madre. Come dovrebbero essere le nostre prossime azioni?

Risposta: Ora abbiamo solo bisogno di sforzarci per accrescere il desiderio del neonato utilizzando l’egoismo che è apparso in noi. Dovremmo raggiungere la nostra comune connessione e rafforzarla continuamente, come un atleta che diventa più forte attraverso l’utilizzo della resistenza delle attrezzature sportive.

Domanda: Dato che la connessione è realizzata con la parte maschile del nostro gruppo nel mondo, come può parteciparvi la parte femminile?

Risposta: La parte femminile supporta gli uomini in questo, li obbliga, li rafforza e li rassicura, si impegna attivamente nella divulgazione dell’idea della mutua garanzia, il collegamento integrato in tutta l’umanità, per il 99%, che significa il pubblico in generale.
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Entrare al Congresso nel modo giusto

Domanda: Posso portare il mio corpo al congresso, anche se non ho né il desiderio né l’intenzione…?

Risposta: Per lo meno ho la mancanza del desiderio, ho l’intenzione negativa. Venire senza alcuna intenzione non è buono. Almeno dovresti sentire: “Non lo voglio, ma lo farò”. Poi, dovresti fare tutto quello che è richiesto. E’ uno stato meraviglioso quando non puoi annullarti con i tuoi amici e fare anche quello che deve essere fatto.

In un modo o nell’altro, devi stare attento a quello che attraverserai durante il congresso: io incorporo me stesso negli altri con tutti i miei pensieri e desideri, e metto tutto il resto da parte. Al congresso entra solo il mio punto nel cuore, e oltre a quello non ho altro con me.

Domanda: Ma non ne ho alcun controllo.

Risposta: Questo è il motivo per il quale abbiamo bisogno della preparazione che ti permetterà di liberarti del peso innecessario. Vieni per poter espandere il tuo punto nel cuore, cioè, per connetterlo con tutti gli altri punti. Nessuno ha bisogno dei “carichi” extra che hai. Nella hall del congresso devono brillare solo le nostre scintille che si collegano in una sola, lì non porto lì il peso di tutti i miei problemi.

Domanda: Come puoi perderti negli amici, annullarti in loro?

Risposta: Devi fare tutto quello che loro fanno, tutto quello che loro vogliono che tu faccia, e cercare di aggiungere il tuo desiderio a quelle azioni. In altre parole cerchi di “vestirti” nel gruppo.

Domanda: Come fanno queste azioni fisiche a influenzare i miei pensieri?

Risposta: Per forza, i cuori seguono le azioni.
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(Dalla quarta 4° della lezione quotidiana di Kabbalah del 28.11.2011 “L’essenza della religione e il suo scopo”)

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Avevo un borsellino e adesso non c’è più

Domanda: Sto cercando d’immaginare 72 ore al congresso: come fa questo processo a portarmi a essere Uno, Unico e Unificato?

Risposta: Io entro nella hall del congresso come se fosse una vasca sacra (Mikveh), un posto che mi purificherà e mi correggerà. Questo è un posto pieno di acqua santa, la qualità di Binà, l’utero materno nel quale io sono incluso e nel quale crescerò. Non ho bisogno di fare altro che stabilirmi lì come una goccia di seme all’interno dell’utero. Devo solo aderirvi, e tutto il resto sarà fatto da altri. Devo solo diventare parte di quello che sta accadendo.

È scritto: “Il Creatore dimora dentro la Sua nazione”, dove “dentro la sua nazione” significa il posto in cui tutti si riuniscono e ogni persona annulla il proprio egoismo al massimo possibile per unirsi agli altri. E allora riveliamo che lì, all’interno di quest’unità, è presente il superiore, Malchut, la Shechinà, e al suo interno il Shochen, il Creatore.

Non abbiamo bisogno di altro! Semplicemente vieni lì e non essere un intelligente sapientone. Perdi il tuo “io”. Vieni lì e annullati. Se qualcuno ti chiede di fare qualche cosa, falla semplicemente. Entra in connessione, senza alcun chiarimento. La cosa più importante è muoversi nel flusso comune.

È per questo motivo che i congressi sono adatti a tutti quanti. Se una persona viene, si alzerà una forza molto potente che ci solleverà e ci farà roteare come in una centrifuga, come un insieme, e non avremo bisogno di altro. Non abbiamo bisogno di una mente speciale né di studi lunghi, ma soltanto di quella forza, con la quale avrete già un’impressione del superiore, del livello superiore, quindi venite!

Siete venuti e cantate, ballate, mangiate, preparate da mangiare e annullatevi  il più possibile davanti a quello che sta accadendo. Questo vi porterà al livello superiore, perché è lì, all’interno, nella connessione tra le persone.

E’ stata stabilita dai Kabbalisti la tradizione di tenere pranzi comuni, cantare canzoni e ballare, perché questo conduce all’unità, ed è impossibile senza. Un giorno Abramo invitò degli ospiti alla sua tenda, e prima di tutto gli fece accomodare per un pranzo comunitario, mentre spiegava come questo fosse necessario per unire e amare il prossimo.

Senza l’unità non otteniamo niente. Io comprendo che il nostro egoismo, la nostra natura vi sia contraria. Anch’io tempo fa ero opposto all’unità, molto più di voi, ma non mi spaventa: per qualsiasi forma di egoismo esiste una forza capace di sconfiggerlo. La cosa più importante: cercate di essere il più determinati possibile e mettetevi in testa di venire e di perdervi.

Perdetevi in un posto sconosciuto, come un borsellino che avevate e che non c’è più. Non potete farci niente: c’era, e non c’è più! Provate!
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 28.11.11 sul Talmud Esser Sefirot)

Un Uomo e una Donna: i due fattori per il successo

C’è una certa unione, una preparazione, che solo gli uomini possono compiere se si separano dalle loro famiglie, dalle donne e si isolano. Quando voi andate al di là delle frontiere del nostro mondo ed esistete solo in unità con gli amici, questo produce una preghiera speciale, delle sensazioni speciali. Noi l’abbiamo sentito, è davvero così e non può essere descritto in nessun altro modo.

La preparazione delle donne non è allo scopo di connettersi fra loro, ma di aiutare gli uomini a farlo, di cercare di creare tutte le condizioni necessarie per questo e di spingerli tranquillamente verso la connessione. Le donne possono aiutare gli uomini a superare il loro egoismo e raggiungere l’unità.

A questo proposito, le nostre donne di tutto il mondo, hanno capito questo punto molto bene. Loro ci hanno supportati ed io sono loro grato per questo. Il loro supporto è stato sentito per tutto il congresso di Arava e grazie a questo ci hanno reso un grande servizio.

Il congresso di Dicembre comporta già lo stato di essere ai piedi del Monte Sinai, dove ci sono le donne, i bambini e gli anziani. Comunque, il fondamento sono gli uomini, 600.000 anime, non per la loro quantità, ma per la loro forza.

Nella saggezza della Kabbalah tutto è misurato dal suo potere, perché la Kabbalah parla di unirsi in un unico desiderio generale. Questo unico forte desiderio viene espresso come il numero 600.000, che simboleggia il potere della nostra unità. Elevarsi al livello di 600.000 significa raggiungere la completa rivelazione della forza superiore, il Creatore.

Io spero che la riveleremo perché abbiamo tutti i requisiti per farlo, o per lo meno stiamo facendo tutto quello che è in nostro potere. Anche tutto il mondo ha bisogno di quello che stiamo facendo ed è grazie a questo che riceviamo il supporto dall’Alto. Noi abbiamo successo non perché siamo così speciali e talentuosi, ma perché il mondo ha bisogno di un gruppo che lo faccia avanzare.
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(Dalle serie di lezioni virtuali della Domenica del 20.11.2011)

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La transizione psicologica verso un nuovo stato

Domanda: Qual è il cambiamento psicologico che dobbiamo attraversare?

Risposta: Il passaggio per sentire il mondo superiore è semplicemente un cambiamento psicologico che l’uomo attraversa, sente ancora il nostro mondo e continua a vivere come fa di solito. Non scompare niente e niente gli sfugge; resta un uomo ordinario, nella famiglia, a casa, al lavoro e dovunque altro, però riceve “un colpo interiore” in più, un cambiamento di fase che lo rende capace di cominciare a sentire un’altra qualità che esiste nel nostro mondo: la qualità della dazione.

Questo attributo è molto più elevato dell’attributo della ricezione sul quale si basa il nostro mondo, perché  è illimitato, infinito e perfetto. È libero! È onnipotente! Quindi è chiamato “il Creatore”.

L’attributo della dazione regge il nostro mondo e lo nutre come una madre, incluso il nostro egoismo, il nostro attributo della ricezione. Tutto nel nostro mondo, i livelli della natura inanimato, vegetale, animato e parlante, tutti questi, sono attributi della ricezione. Noi, essendo noi stessi attributi di ricezione, percepiamo solo questi tipi di esistenza egoistica.

Quando acquisiamo l’attributo della dazione, cominciamo a sentire delle forze completamente differenti, dei campi e degli attributi, che sono molto più vasti e più sublimi del nostro mondo.

Quando entriamo nel campo della dazione e cominciamo a sentirla, allora tutto il nostro mondo, il cosmo e l’intero universo si riducono immediatamente ad una dimensione minima. Tutto al di fuori del nostro mondo comincia ad essere sentito davvero infinito ed illimitato, come lo stesso attributo della dazione. Noi sentiamo che vi viviamo e ci sviluppiamo lungo i 125 gradi che studiamo nella saggezza della Kabbalah.

Spero che raggiungeremo questo stato nel prossimo congresso. Dipende tutto solo dalla preparazione delle persone che si riuniranno lì. Anche se delle persone a caso con un piccolo desiderio egoistico o dei principianti che non capiscono davvero per cosa sono venuti, partecipano a questo incontro, loro non ci disturberanno.

Il punto principale è che se noi, tutti i membri attivi del movimento Bnei Baruch e gli amici d’oltremare, ci riuniremo e tutti quelli che non potranno venire si connetteranno a noi virtualmente, allora saremo facilmente capaci di incorporare in noi tutti i nuovi visitatori e coloro ai quali è giusto capitato di essere qui, e loro parteciperanno a questa connessione involontariamente. Noi siamo la chiave, il cuore, e la parte principale di questa grande connessione per il raggiungimento del superiore.
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(Dalle serie di lezioni virtuali della Domenica del 20.11.2011)