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La donna ideale al Congresso

Domanda: Come una donna dovrebbe svolgere idealmente il suo ruolo nei tre congressi imminenti?

Risposta: La donna ideale include tutte le donne nel nostro gruppo mondiale al suo interno. Tutte le donne sono connesse insieme; loro annullano il loro ego, il loro desiderio di fare pettegolezzo, di criticare, e il loro reciproco disprezzo.

Non è che loro hanno perdonato l’una all’altra le mancanze reciproche: piuttosto, sentono veramente che stiamo diventando un corpo intero. Il nostro intelletto e i sentimenti ci staccano e ci portano fuori da questo corpo comune collettivo dando a ognuno l’illusione che lui esiste separatamente dagli altri.

Veniamo al congresso con lo scopo di scoprire la verità, di vedere con una visione non distorta che il mondo intero è un sistema unico. C’è solo materia che è stata creata dal Creatore “dal nulla” in cui il potere di “qualcosa” domina. Soltanto amore e connessione risiedono nel mondo. E se a noi sembra altrimenti è soltanto perché non siamo così noi stessi. Se cambio me stesso in modo da connettermi con gli altri, poi sentirò direttamente il mondo superiore, qui e ora. Null’altro è necessario oltre che cambiare la nostra percezione.

La donna ideale di Bnei Baruch sente che questo sistema superiore, è incluso in essa, e guarda il mondo con gli occhi corretti. Sogno di vedere tali donne.

Domanda: Come facciamo il massimo? Come ci focalizziamo sul lavoro interiore in modo da ottenere questa immagine ideale più rapidamente?

Risposta: Cominciamo da qui, che tutti i problemi particolari che esistono nel gruppo cominciano a essere percepiti e corretti come un problema comune in famiglia. E noi siamo ancor più di una famiglia, siamo un corpo. Anche cento anni fa Baal HaSulam ha scritto che il mondo oggi è una famiglia, un sistema. Però noi non abbiamo ancora visto questo fino ad ora.

Speriamo che ora il nostro gruppo Bnei Baruch diventerà una donna unita e un uomo unito. E poi queste due metà sono in grado di connettersi con un’immensa fusione in cui il Creatore viene scoperto. Noi siamo già molto vicini a questa condizione; venite, cerchiamo di affrettare il nostro progresso in questa direzione.

Mi aspetto di vedere tutti grandi come risultato del congresso. E le donne qui svolgeranno un ruolo ancora più importante degli uomini. Sappiamo che le donne determinano silenziosamente l’ordine intero delle nostre vite. Allora, spero tanto che le donne ci aiuteranno a salire durante il corso delle prossime due settimane in modo rilevante. Dopo il congresso ci incontreremo già su un livello successivo. Ci auguriamo successo!
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(Da Kab.TV- Preparazione al Congresso 24.01.2014)

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La zona neutrale

Domanda: La connessione viene raggiunta dall’annullamento totale di ogni individuo fino allo zero. Però qual è la differenza fra questo e la psicologia ordinaria?

Risposta: La differenza è molto semplice: davanti a chi annulliamo noi stessi? Annullo me stesso davanti agli altri e loro annullano loro stessi davanti a me, qual è il prossimo? Il prossimo è solo la condizione di rivelare la forza della Luce.

L’auto-annullamento di ognuno davanti tutti gli altri crea un punto neutrale al centro del cerchio nel quale non opera nessuna forza egoistica. E il punto del nostro desiderio reciproco generale, poiché ci connettiamo e neutralizziamo il nostro ego. In questo punto stabiliamo la nuova realtà, uno spazio nuovo nel quale scopriamo la forza superiore.

Tutti i nostri desideri sono focalizzati al centro del cerchio in cui c’è la forza del desiderio, la connessione, l’auto-annullamento, l’unità, e la garanzia reciproca. Da una parte, è detto che non c’è spazio vuoto e che c’è sempre una qualità determinata, una forza precisa. Però qui al centro non c’è nulla.

Il posto si chiama desiderio. Qui c’è concentrato il nostro desiderio collettivo, ma è come se fosse annullato, dato che nessuno di noi vuole usare il suo desiderio, e vuole solo dare agli altri. In questo modo creiamo un posto speciale nuovo in una dimensione diversa, su un’altezza diversa.

Cominciamo da Malchut, e poi Zeir Anpin, Bina, Hochma, fino a quando raggiungiamo Keter, il punto della Yod. Significa che fra dieci sforzi che abbiamo fatto (Yod significa il numero 10 in ebreo) raggiungiamo il punto della Yod, nel quale è rivelato il Creatore. Questa è l’essenza del centro del gruppo, nella quale costruiremo uno spazio nuovo, una dimensione nuova con attributi speciali e il nostro annullamento. E’ qui, dove la forza superiore può essere rivelata.

Così, soltanto dopo la frantumazione e la correzione riceviamo un mezzo, un vaso, nel quale il Creatore viene rivelato. Altrimenti sarà impossibile rivelarLo perché non abbiamo un sensore per questo, nessun senso naturale può sentirlo. Appare soltanto quanto Lo abbiamo stabilizzato in questo modo: siamo tutti egoisti, ma vogliamo salire sopra il nostro ego e annullare noi stessi davanti a tutti gli altri. Vogliamo tutto questo in modo da somigliare al Creatore; vogliamo acquisire La sua forma e i Suoi attributi in modo da assomigliare a Lui.

Così creiamo uno stato nuovo al centro del gruppo che si chiama utero, Shechina. Soltanto con il nostro annullamento reciproco possiamo creare uno spazio nuovo con degli attributi nuovi in una dimensione nuova che non esisteva prima in Malchut di Ein Sof (Infinito). Questo posto per la rivelazione del Creatore appare soltanto grazie ai nostri sforzi.
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(Dalla Prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 02.01.2014, Lezione sul tema: “9 Passi”)

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Missioni del Metodo Integrale

Secondo il metodo kabbalistico, è possibile raggiungere la correzione del mondo soltanto tramite l’educazione perché niente può cambiare con la coercizione. Ogni persona deve entrare in un unico sistema di re-educazione.

Noi abbiamo raggiunto un tale stato che le persone già conoscono il bisogno di cambiare la loro natura, perché è precisamente la nostra natura la causa di tutti i problemi, includendo i problemi globali, ambientali e climatici. Questo deve essere spiegato a tutti in tutti i modi, cominciando con le masse che soffrono maggiormente, perché loro sono le più sensibili alla loro condizione e sono pronte ad ascoltare come cambiarla.

Allora la nostra missione è prima di tutto, dimostrare a tutti che il mondo ha raggiunto il punto estremo dello sviluppo egoistico, ha passato questo punto e sta gradualmente cominciando a deteriorarsi. Tale movimento è inevitabile, non dipende da noi come siamo attivati dal programma interiore di creazione e ogni giorno che passa l’umanità sentirà maggiormente che il mondo sta crollando come una castello di carte.

Secondo, dobbiamo spiegare che l’ego è la causa di tutti i nostri problemi e sofferenze. Insieme a questo, il problema non è nella natura dell’inanimato, vegetale e animato, piuttosto solo nell’uomo, nel suo continuo movimento verso se stesso, nell’aspirazione di migliorare il suo stato a scapito degli altri e anche a danno degli altri. Questa è fondamentalmente la scoperta del motivo della nostra discesa.

Dobbiamo dimostrare che anche se la caduta è inevitabile, può essere controllata e gestita da noi se ci eleviamo sopra la nostra natura e guardiamo da un lato. Proprio per capire questo ci hanno dato l’intelligenza. Tanti concordano con questo, ma non possono capire in quale maniera è possibile cambiare noi stessi. Ed in verità è molto difficile per noi cambiare ed è impossibile per l’individuo fare questo.

Pertanto non siamo in disaccordo con le persone che dicono: “Questo è fondamentalmente utopistico. Sarà meglio per noi cominciare con qualcosa di più realistico.” Pero invece di scappare da questo, nonostante tutto, è necessario esaminare se questo è utopistico o no; non c’è un’altra possibilità.

Ci sono due modi davanti a noi, anche se uno di loro, che rappresenta la continuazione dell’esistenza del paradigma egoistico, non è affatto il modo giusto. Semplicemente siamo spinti da dietro tramite la sofferenza, scappando da questa in tutte le direzioni, come qualcuno malato che corre da un medico all’altro, da un trattamento ad un altro.

Prima lui va dai medici, dopo di che da tutti i tipi di guaritori, dopo ciò dal cartomante, e alla fine non ha tralasciato nulla.

Dobbiamo dimostrare alla gente che non c’è motivo di andare in una direzione come questa, dall’inizio essa è destinata al fallimento. Questo è un vicolo cieco nel quale si accumulano tanta sofferenza e tantissimi problemi, includendo la possibilità di una terza e di una quarta guerra mondiale, dove un residuo pietoso di umanità realizzerà la disperazione di questo vicolo cieco e sarà d’accordo a cambiare la sua natura.

E la seconda via è quella della consapevolezza che non soltanto possiamo, ma dobbiamo anche cambiare la nostra natura con l’aiuto della forza che viene scoperta nella nostra connessione. Se almeno noi bramiamo per l’unita, anche con l’intenzione egoistica, cominciamo a sentire dentro la nostra unità artificiale qualche tipo di forza del gruppo.

Si tratta di una unità fra eguali che bramano a uscire da loro stessi, e non soltanto coloro che si vogliono riunire. Perché, vedete che ci sono tante unioni rivoluzionarie nel mondo e allo stesso modo vari gruppi che semplicemente si riuniscono e sentono il potere della loro unità. Però questo è il potere della connessione totale di tutti. Mentre qui stiamo parlando del nostro innalzamento sopra noi stessi per il bene comune della nostra unità, fusione, scomparendo in esso, e diventando un tutto compreso.
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(Dal Congresso Virtuale di Mosca “Unità Senza Frontiere” 15.12.2013, Lezione 5)

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La vita spirituale – Un rinnovamento perpetuo

Domanda: Perchè  “La sfera di lamponi” scompare tutto il tempo e l’unico modo per poterla tenere e far crescere è rivolgersi alla comunità esterna?

Risposta: Ogni attività nella spiritualità è innovazione. Anche nel nostro mondo succede in questo modo, ma semplicemente non possiamo prestare attenzione a questo fatto. Nulla ritorna quello che era prima: per tutto il tempo stanno avvenendo nuovi chiarimenti e correzioni, una nuova scoperta del male e la sua correzione verso il bene.

Nella spiritualità non può esserci alcuna fermata, non può esistere uno stato stazionario. Ogni stato deve essere rinnovato per tutto il tempo. Questo  come nell’amore, come nelle relazioni tra le persone, dove dobbiamo sempre costantemente aver cura dei rapporti. Se vogliamo tenerli, dobbiamo svilupparli e farli crescere, aprendo nuovi stati.

In questo mondo, sino alla fine della correzione, riceviamo un regalo, un favore, un aiuto nel lavoro: riveliamo i desideri rotti specificamente forniti dal Creatore in modo tale da avere materiale per il rinnovamento. Grazie a questo possiamo rinnovare le relazioni e sviluppare i nostri sentimenti continuamente.

Ma se non ci fosse stata alcuna frammentazione, su cosa potremmo contare per costruire le nostre innovazioni e modifiche? E quando ci innalziamo dagli stati fisici a quelli spirituali, allora vediamo che la spiritualità è in un’evoluzione continua. Senza di questi, il mondo spirituale non esiste. Anche nel nostro mondo, secondo la fisica quantistica, l’elettrone non può esistere senza movimento.

Se lo fermiamo, scompare. L’intero universo delle particelle elementari, che ruotano attorno al proprio asse a velocità terribili mentre viaggiano nelle loro orbite, è movimento e cambiamento. L’intero micro lavora a frequenze superiori e si avvicina alla velocità della luce.

Nelle nostre vite anche la velocità dei cambiamenti cresce e tutto l’apparato tecnico, l’elettronica, i cumputer, tutto lavora a velocità sempre più elevate. Questo ci da un’idea della quantità di cambiamenti che siamo printi ad includere nell’unitàdi tempo, l’unità di un’influenza. Tutto dipende dalla velocità, dalla frequenza con cui avviene il cambiamento.

Ogni  Partzuf include dieci Sefirot, ed ognuna di loro ne include altre dieci e così via ad infinitum. Allora deve esserci una frequenza molto alta in ogni intervallo in modo da includere tutti questi cambi infiniti di integrazione mutua di questo in quello e di quello in questo, e così via. I cambiamenti devono essere costanti ed ad una velocità molto alta.

Allora quando raggiungiamo la sfera di lampone, iniziamo a sentire che non è possibile tenerla fissa. Qui cominciamo a capire tutto della nostra psicologia: se noi non lavoriamo su qualche tipo di sensazione, di osservazione, tutto il tempo, allora questo scompare. Non è rivelato chiaramente in questa vita per il fatto che stiamo diventando un solo composto solo fatto di animale e di essere umano. E l’animale in me esiste senza cambiamento, come il resto degli animali. E se  la mia testa è coinvolta solo nell’occuparsi del mio animale, allora sento che tutto per me è a posto.

Ma se io inizio ad occuparmi dell’essere umano dentro di me con la mia mente, allora avrò bisogno di cambiamenti in questo punto. Allora io costantemente ed incessantemente dovrò decidere che cosa è più importante per me, l’animale dentro di me o l’essere umano? E’ l’uomo che cavalca l’asino o l’asino che cavalca l’uomo; chi porta chi?
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 7.01.2014, Lezione sul tema: “La preparazione per il congresso”)

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Lavorando con il mondo come una garanzia dell’Avanzamento Spirituale

Domanda: Come il mio lavoro con il mondo può cambiarmi così che possa finalmente ottenere il Creatore?

Risposta: E’ molto semplice. L’ho già spiegato molte volte.

Diciamo che abbiamo l’aspirazione di innalzarci sino al Creatore, sino alla proprietà della dazione. Non possiamo rivolgerci al creatore solo per il nostro beneficio anche se chiediamo che ci venga conferita la proprietà della dazione. “Dammi la qualità della dazione! Correggimi!”, perché? Sembra che si stia incolpando il Creatore per averci creato “cattivi” e così adesso gli chiediamo. “Sistema quel che hai fatto!”

In questo passaggio ci sono delle sfumature molto sottili. Ricorda, non possiamo rivolgere al Creatore le nostre richieste personali. La nostra richiesta deve essere generale e deve provenire da tutti gli amici. Solo quando cerchiamo di unirci in un gruppo e creiamo delle proprietà comuni tra di noi possiamo rivolgerci al creatore chiedendogli di manifestarsi dentro di noi. Il nostro appello verso di Lui è chiamato MAN e la Sua risposta è chiamata MAD.

Ma anche se riceviamo qualcosa indietro, sarà solo una leggera sensazione di spiritualità chiamata Galgalta ve Eynaim o Hafetz Hesed (Colui che non desidera nulla per il proprio tornaconto), nulla di più!

Per poter veramente percepire la spiritualità e carpire la forza superiore non abbiamo bisogno di desideri che ci appartengano, piuttosto necessitiamo dei desideri dei nostri vicini. Altrimenti, la nostra richiesta per le proprietà altruistiche sarà solamente un atto egoistico.

“Perché hai bisogno di qualità altruistiche? Si felice del modo in cui ti ho creato!” Se uno desidera superare la propria natura, non dovrebbe richiedere di alterarla.

Prova a pensarci ed a “digerire” questi stati interiormente. Se giustifichiamo il re, allora validiamo tutto quello che Egli compie con noi, anche se Egli ci imprigiona. Se non approviamo il re, significa che il nostro egoismo urla dentro di noi e che stiamo giudicando ogni cosa attraverso i nostri propri stati.

Quindi noi dovremmo rivolgerci al Creatore tutti assieme per poter veramente rivelare il Creatore invece di pregare solo per noi stessi. Se facciamo così, acquisiremo una “piccola somma”, sette miliardi di persone, l’intera umanità.

Se ci occupiamo degli altri come se fossero i nostri propri bambini, allora inizieremo a sentirli. Non appena la nostra influenza inizierà a manifestarsi su di loro, la loro reazione ci sarà immediatamente chiara.

Inizieremo a occuparci di loro. Li capiremo e sentiremo cose se fossero i nostri bambini. Realizzeremo quel che è bene e quel che è male per loro visto che sentiremo il loro proprio dolore interiore.

Percepiremo la loro reazione, la loro richiesta, la loro MAN per la salvezza e per l’unità, che sarà diretta verso di noi.

Non abbiamo la capacità di farlo per conto nostro da soli. E poi ancora, possono davvero unirsi e diventare un solo insieme anche se non sono un gruppo Kabbalistico? Loro non sanno nulla e nemmeno desiderano studiarlo siccome non ne hanno alcuna predisposizione.

Per potersi collegare interiormente, Hanno bisogno della Luce superiore, il Creatore. MAD transiterà attraverso di noi a loro. Essi lo sentiranno perché mentre li stiamo educando, diventiamo una fonte di energia per loro. Noi siamo per loro come in collegamento per questa transizione.
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(Dal Congresso virtuale a Mosca del 15.12.2013, Lezione 5)

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Ingranaggi lubrificati con la Luce

L’influenza del gruppo deve essere così forte da “non lasciarmi dormire”. Cioè, che non sarò mai in grado di dimenticare l’importanza della connessione; piuttosto, sentirò che questo pensiero è bloccato nella mia mente e nel mio cuore, un fondale permanente.

Conseguire questo è assolutamente possibile. Nessuno può lamentarsi del fatto che questo non funzioni. Se la pensa così, sta semplicemente mentendo a se stesso. Per questo, abbiamo bisogno solo di lavoro e di tempo.

Se la persona si pone sotto l’influenza del gruppo ed è sotto la sua forza guaritrice, non può staccarsi, come se lo attirasse un magnete o un qualche tipo di onda che lo trattiene nel suo campo. Egli si lega ad un ambiente che egli stesso ha scelto in una fase. Tuttavia, dopo che la scelta viene fatta, entra sotto l’influenza dell’ambiente, degli amici, apprezza gli stessi valori, e la pensa nel loro stesso modo, perché, se il gruppo è importante per lui, accetterà tutti i pareri, anche quelli che non apprezza, che non amava, e che prima non pensava fossero buoni e belli.

Vediamo dalla nostra vita che se amiamo e apprezziamo qualcuno, cominciamo ad accettare e copiare il suo comportamento, perché noi lo consideriamo superiore a noi e noi dipendiamo da lui.

Pertanto, l’ego non rappresenta un disturbo per noi, e se noi non ci riusciamo, la ragione di questo è che non abbiamo investito abbastanza energia per rafforzare il gruppo. Non abbiamo utilizzato l’invidia. L’insegnante impara anche dai suoi studenti, come si dice, “Ho imparato molto dai miei insegnanti, ancora di più dai miei amici, e ancor di più dai miei studenti”. Perciò, puoi imparare da chiunque tu insegni.

Nel momento in cui sentiamo una sorta di resistenza interiore, dobbiamo accettare questo come la “linea di sinistra”, contro la quale la “linea di destra” è risvegliata. La società starà contro questo disturbo e poi vedremo che questo non è un disturbo, ma piuttosto un’opportunità per connettere le due linee e costruire la “linea di mezzo” tra di loro al fine di avanzare ulteriormente verso una rappresentazione del Creatore.

Stiamo cercando di collegare le parti rotte dell’anima come se stessimo collegando degli ingranaggi. Tuttavia, non vogliamo che vengano premuti sugli altri e che siano costretti a ruotare come accade in una società normale.

Vogliamo che comincino a girare in modo sincronizzato aiutandosi a vicenda, evitando la pressione di uno qualsiasi di essi sull’altro. Tutti loro devono girare in pieno accordo e armonia. Cioè, ciascuno deve sentirsi completamente libero, senza alcuna pressione, perché la Luce gira e muove tutti insieme.

Quando il Creatore viene rivelato, non resta nessuna pressione di uno su un altro in qualsiasi direzione e tutti sono azionati per mezzo della luce. Come è scritto, “E il terzo gruppo verrà a riconciliarli con gli altri”.

Rivelando l’inclinazione al male dentro di sé, egli può verificare se è subito in grado di passare alla giusta correzione. Se accetta subito questa scoperta dell’ego come un aiuto, come qualcosa di buono e utile, “un compagno contro di lui”, allora egli sarà subito in grado di lavorare con questo e costruire la “linea di mezzo”, e la linea di mezzo è già la scoperta del Creatore, e allora il lavoro diventa così facile per una persona, senza nessun attrito, da sentire come se stesse semplicemente galleggiando per aria.

Tuttavia, è impossibile rimanere in uno stato come questo, perché le oscillazioni arrivano per tutto il tempo, destra e sinistra, e la persona oscilla tra loro nella linea di mezzo che si chiama la linea di sistemazione, equivalenza della forma.
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Di fronte a un muro di Ego

Domanda: Non capisco qual’è il punto in cui posso essere colpito se io sono totalmente assorbito nel mio ego.

Risposta: Non posso spiegare ancora, ma si può già sentire che sta accadendo: una sorta di passaggio si apre, il quale non riusciamo ad identificare nei nostri sensi corporei. C’è una sorta di nascondiglio qui in cui possiamo entrare.

C’è un muro prima che improvvisamente si apre e si può attraversare. Si chiama apertura ed una porta nella spiritualità. Quando succede? Quando non si vuole identificare un muro prima di voi, si decide che non è un muro e che si sta per entrare attraverso di essa! Poi si entra effettivamente se si vuole annullare il vostro ego, che si frappone tra voi e il Creatore. Questo significa che si accettano le condizioni della garanzia reciproca.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 31.12.2013, Preparazione al Congresso)

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Tutti noi sappiamo che il desiderio di ricevere è materiale, e in altre parole, la base della creazione intera. Desiderio è tutto ciò che la Luce (il Creatore) ha creato. Pertanto il desiderio si chiama “qualcosa dal nulla” perché non esisteva prima di essere creato dalla Luce. Questa è l’unica azione, l’atto di creazione.

In seguito, il desiderio di ricevere si è evoluto dalla fase zero alla fase quattro, e con l’influenza della Luce ha cominciato a sentire la sua esistenza, cioè, chi è e cosa è. In questo stato all’improvviso ha cominciato a sentirsi come un ricevitore. Se sono stato creato in questo modo, questo è una cosa, e in aggiunta capisco anche che voglio ricevere e godere della ricezione; questo è già qualcos’altro. Qui stiamo parlando di intenzione: Il desiderio di ricevere ha rivelato l’intenzione al suo interno, ed era all’opposto dell’intenzione del Creatore.

Pertanto uno squarcio immenso è stato prodotto fra l’intenzione del desiderio creato (un’intenzione per lo scopo di ricevere il piacere per sé) e l’intenzione del Creatore, che il desiderio sente (un’intenzione a dare piacere alla creatura, a soddisfarlo, ad essere preoccupato per essa e così via).

La sensazione del grande divario, la sensazione d’occultamento fa nascere nel desiderio di ricevere quello che è chiamato, Tzimtzum Aleph – la prima restrizione. Infatti, questo fu l’inizio della creazione. Con l’influenza delle condizioni attuali, il desiderio di ricevere comincia a fare qualcosa per sé. Comincia a ricevere soltanto allo scopo di dare piacere al suo Creatore, significa provare a essere come Lui. E questa somiglianza al Creatore è il primo mondo fra i cinque mondi (perché il desiderio di ricevere è compreso di cinque livelli), il mondo di Adam Kadmon (AK), che è Adam HaRishon (il primo uomo), il prototipo dell’uomo.

Questo completa la prima fase dopo di che il desiderio di ricevere non può fare altro. Allo scopo di continuare a realizzare se stesso ha bisogno di azioni nuove. I dettagli di queste azioni sono più interessanti. Da sotto il Tabur alla fine di Galgalta ve Eynaim, una miscela di desideri viene fatta, più precisamente, questa è una miscela di intenzioni Lo Lishma e Lishma.

Dopo questo viene fatta, Tzimtzum Bet, la seconda restrizione. Dà una spinta per la continuazione dello sviluppo che è così grande, che a suo tempo il desiderio di ricevere ha ricevuto la Luce all’interno di sé come se fosse Lishma, e poi scopre che nonostante tutto, non è preparato a fare questo, non ha dentro di sé il potere di mantenere l’intenzione giusta, e riceve tutto per se stesso. Lo stato nel quale l’adempimento egoistico viene rivelato si chiama la frantumazione del desiderio di ricevere.

Dopo di che, dentro questo desiderio frantumato, appaiono nuovi mondi, nuovi sistemi vengono costruiti. E tutti questi sistemi sono già costruiti in uno stato nel quale il desiderio di ricevere capisce ed è consapevole di che cos’è, chi è, e come deve costruire un sistema nel quale può essere riparato,questo significa passare dall’intenzione al fine di ricevere all’intenzione al fine di dare.

Tutto questo avviene quando nulla esiste ancora tranne i due desideri, le forze opposte, in altre parole, anche prima della formazione del nostro mondo, prima del Big Bang, prima del nostro universo, prima di tutto. Queste due forze costruiscono il sistema intero di controllo tramite il quale i quattro mondi appariranno: Atzilut, Beria, Yetzira, e Assiya (ABYA). Così il sistema di controllo viene creato.

In seguito, dal punto centrale del mondo dell’infinito, Olam Ein Sof, (∞), che sentiva vergogna e quindi faceva uno Tzimtzum, restrizione, un Partzuf unico interiore viene formato, un sistema interno molto singolare. Questo si chiama Adamo e il suo scopo è di somigliare assolutamente al Creatore, di portare il desiderio intero all’equivalenza della forma con Lui. Anche questo sistema attraversa una frantumazione, una divisione in una moltitudine di parti che cadono nel nostro mondo.

Che cos’è questo mondo? In esso ci sono le condizioni con le quali il desiderio di ricevere può correggere la sua intenzione. Come può fare questo? Fa questo in una forma completamente indipendente dal Creatore. Altrimenti non può essere una correzione indipendente e il desiderio non sarebbe autonomo. Allora, dopo i cinque mondi: Adam Kadmon, Atzilut, Beria, Yetzira, e Assiya, la discesa attraverso tutti i 125 livelli cominciando dal mondo dell‘infinito al nostro mondo qui, sotto i mondi superiori, un unico livello viene formato.

Questo è unico dal fatto che esistono i corpi, quello che conosciamo come corpi che nascono, si sviluppano, diventano vecchi, e muoiono. E in aggiunta a questo, questi corpi sono anche divisi in maschi e femmine.

Un sistema completo viene formato qui dall’azione delle forze, che nel nostro stato e nella nostra coscienza vengono sentite come corpi. Nei mondi spirituali, esistono soltanto desideri e intenzioni. E nel nostro mondo fisico, ci sono tre fattori: il corpo, il desiderio, e l’intenzione. E per questo motivo, i corpi possono raggiungere diversi rapporti fra il loro approccio reciproco e l’allontanamento. E questo approccio e l’allontanamento non influenzano necessariamente il desiderio e l’intenzione.

I desideri possono essere completamente diversi, l’intenzione può essere completamente opposta, molto cattiva, e contemporaneamente fra i corpi può esserci vicinanza. E possiamo vedere questo nel nostro mondo. I politici o la gente che si odia riunita, dice “nascondendo il coltello o il fucile” dietro la schiena, sorridono cortesemente, stringono le mani di ciascuno, parlano e concordando delle cose fra loro.

Questa è l’unicità del nostro mondo; questo è il suo vantaggio e la sua mancanza. Qui, senza correzione dei desideri e dell’intenzione, è possibile avvicinare l’uno all’altro tramite i corpi. E se non capiamo questa condizione, l’unicità del nostro mondo, se giudichiamo la vicinanza interiore secondo la prossimità esteriore, poi è chiaro che perdiamo.

Un esempio addizionale è l’attrazione sessuale. In genere, a un’età giovane la gente non capisce ancora che questo è un impulso corporeo. Il risultato è che ci sono tanti problemi.

La gente non capisce che l’intimità principale deve essere molto più profonda, interna, intenzionale, lo scopo della vita. Quando non potete raggiungere questa meta senza un’altra persona, dopo sarà la vera intimità.

Nel nostro mondo quindi si forma questa immagine di “corpi” , un’illusione vera. Viene divisa in quattro livelli: immobile, vegetale, animato, e natura parlante.

E come a noi noto da una parte della Kabbalah che si chiama la percezione della realtà, tutti i corpi esistono soltanto nella nostra immaginazione interna. L’intero immenso mondo materiale viene sentito solo come esterno. Comunque, è rivelato in questo modo soltanto nella nostra coscienza. I fisici, i biologi, e gli psicologi hanno già parlato di questo.

Però d’altra parte, questa è l’unicità del nostro mondo, e in genere, la realizzazione dell’intero processo dell’evoluzione della creazione, per questo ci porta allo stato dal quale possiamo cominciare ad avvicinarci almeno corporalmente.

Dove porta tutto questo? In tutta la storia l’umanità si è sviluppata secondo una legge interessante, la legge dell’ego crescente. Se parliamo di natura semplice, poi anche in essa prima si evolve il livello immobile dopo il piano vegetale, in seguito il livello animato e solo dopo l’umano. Comunque, queste tappe sono temporanee dato che il processo aggiunge qualche tappa e dopo si ferma e non si evolve più. Questa è l’evoluzione graduale in fasi.

Tutti sanno quali sono i cataclismi naturali accaduti sulla superficie della terra durante l’evoluzione. E in seguito, l’essere umano si è evoluto dalla scimmia. La Kabbalah ci rivela perché e come è successo. E chiaro che i Kabbalisti hanno scritto tanto su questo molto prima di Darwin. Hanno parlato di questo nel Libro dello Zohar, nei libri dell’Ari (il Kabbalista che visse nel 16° secolo) e nell’introduzione a “Lo Studio delle Dieci Sefirot”, che è il commentario al Libro dello Zohar di Baal HaSulam.

L’evoluzione umana è molto interessante: centinaia di migliaia di anni sono passati fino al 20o secolo, la più seria tappa dell’evoluzione esponenziale è arrivata. All’inizio del 21o secolo, abbiamo raggiunto uno stato di saturazione: l’ego ha smesso di evolversi ed ha anche cominciato a declinare un po’.

In altre parole, ha cominciato a capire che c’è una fine all’ego. Bramiamo tutto il tempo per raggiungere la cima della nostra evoluzione; il nostro ego è cresciuto e abbiamo pensato che questa crescita può essere l’infinito.

Particolarmente nel 20o secolo nel sogno Americano di felicità generale in una società che ci ha attratto da un illimitato e infinito consumismo. Credevamo di poter vedere e conoscere tutto, di poter godere di tutto, che tutti noi potevamo essere liberi e felici, che potevamo vivere centinaia di anni e anche di più. Tutto sembrava un sogno roseo. Eravamo sicuri che i nostri figli sarebbero vissuti molto meglio di noi; che sarebbe stato possibile vivere per il nostro bene e per il loro bene, in altre parole, saremmo stati due volte più felici.

Dopo, l’ego è cresciuto in uno stato nel quale per entrambi di noi non c’è vita e anche per i nostri figli non sarebbe meglio. Già partendo da oggi, stiamo osservando e siamo a conoscenza di questo. Stiamo preparando un mondo peggiore per loro, molto peggio di quello precedente.

Questo si sente nei disastri naturali e in tutto ciò che succede nel mondo. Anche le nazioni sottosviluppate hanno rapidamente raggiunto una certa soglia e cominciano a crollare.

E poi il nostro ego ci ha portato ad uno sbocco e vediamo che abbiamo raggiunto “la fine della linea”. I Kabbalisti hanno indicato questo punto come il 1995. Questo è l’indicatore unico che ha sottolineato Baal HaSulam. Per lui, da quel punto, l’umanità sarebbe diventata consapevole della fine della sua evoluzione e consapevole che il nostro ego non è infinito.

E’ circa alla fine il processo che è iniziato con il Big Bang che era l’inizio del nostro universo, presumibilmente 14 bilioni di anni fa. Cominciando dal Big Bang fino al nostro tempo, tutto questo periodo, è stato quello dell’evoluzione dell’ego. E qui esso ha raggiunto la sua fine.

Potete immaginare in che tempo unico stiamo vivendo? Da oggi l’ego sta iniziando a “piegarsi,” e lo vediamo rispetto ai casi di depressione, i problemi in famiglia (figli, divorzio), la condizione sociale, i rapporti fra noi, l’avanzamento verso una nuova guerra mondiale, e così via. La gente vede di nuovo tutto il tempo le mancanze di percezione. Lo stato egoistico, per il suo bene, Lo Lishma, sta sopravvivendo lo stesso. Non siamo preparati ad essere staccati da esso, ma non ci sembra più di essere qualcosa di assoluto, sicuro, e irremovibile. Così, la natura ci obbliga a cambiare la vecchia percezione, il nostro rapporto verso il mondo, in confronto alla vita, e verso noi stessi.

La Kabbalah parla di questo, proprio ora, l’umanità ha l’opportunità di raggiungere la consapevolezza del fine dell’evoluzione e di pensare di nuovo allo scopo della sua esistenza: viviamo veramente soltanto per il bene dei nostri corpi? O se non dobbiamo veramente comprendere il nostro mondo tramite i nostri corpi, assorbendo tutto tramite i cinque sensi: vedendo, ascoltando, assaggiando, odorando e toccando? Vari tipi di onde ci influiscono e ci percepiamo e ci vediamo su qualche tipo di schermo interno.

Però percepiamo tutto? Esistiamo nella forma giusta? Tramite il nostro ego, tramite la preoccupazione soltanto per i nostri corpi, non stiamo inserendo noi stessi in una trappola psicologica d’informazione che comprime e distrugge i nostri conseguimenti e le nostre emozioni, la nostra esistenza? In breve, venite, controlliamo di nuovo, abbiamo ragione o no del nostro prudente approccio egoistico?

Questa è l’unicità del nostro tempo, il momento di scoprire la saggezza della Kabbalah come mezzo che rende possibile la scoperta dentro di noi di sentimenti nuovi. Rende possibile non essere bloccati nei nostri cinque sensi “bestiali” che moriranno insieme con i nostri corpi e fa sviluppare in noi un senso interiore nuovo che non dipende dal nostro corpo. Questa si chiama la Neshama, l’anima. In principio, questa è anche un corpo, ma un corpo spirituale. La sviluppiamo facilmente tramite un cambio d’intenzione da “per me stesso” a “per un altro”. Questa ci aiuta a uscire dalla limitazione di noi stessi e a cominciare a sentire ciò che gli altri sentono. Se sento tutto dentro di me, quindi la mia realtà si chiama “nostro mondo” e se sento tutto in tutta l’ umanità, poi sento un mondo superiore, soltanto se posso entrare nei sentimenti dell’ altro o essere fuori da me stesso.

Le sofferenze che sentiamo in noi sono le nostre vere crisi. E questo è un aiuto enorme così da poter uscire da noi stessi e cominciare a sentire il mondo che esiste fuori di noi.

E poi uno stato come questo arriva, in principio, non mi importa cosa provo dentro di me. E come se stessi vivendo dentro l’altro, e poi passo da “me stesso” mortale, limitato, a “il sé” immortale, infinito. La saggezza della Kabbalah ci dona questo.

Ed essenzialmente ci dà molto di più. Così la morte è collegata al mio corpo “bestiale” e l’Ein Sof è connesso all’anima.

In altre parole, entro in un’area completamente diversa all’interno della quale esisto veramente. E comincio a sentire questo mondo come immaginario, che non esiste veramente. Questo è perché io esisto soltanto dentro la mia erronea immaginazione, all’interno della mia percezione egoistica dove sono centrato soltanto su me stesso.

E quindi il nostro mondo è unico nel quale ci possiamo avvicinare con l’aiuto dei corpi, anche con le diverse intenzioni. Ci possiamo raccogliere insieme in un cerchio con un po’ di amici, accanto a una tavola rotonda e cominciare a connetterci uno con l’altro. E anche se la connessione fra noi è artificiale dato che per nostra natura siamo egoisti, tuttavia c’è un gruppo, c’è una tavola rotonda, c’è un’ “area giochi” nella quale tutti noi ci possiamo unire e sostenere l’un l’altro in questa connessione, e fra noi esiste un circolare Arvut, una responsabilità reciproca. E’ possibile, perché noi raggiungiamo lo scopo comune. E utilizziamo tutte le opportunità materiali, tutto quello in possesso nelle nostre mani. Di questo sostegno uno verso l’altro è detto, “Tutto ciò che è nelle vostre mani dovreste fare”. Proviamo ad arrivare alla connessione fra noi nella quale ognuno di noi può uscire da se stesso e diventare uno tutto unico.

Perciò è questo l’imperativo? E soltanto allo scopo di aiutare l’un l’altro. Non c’è altro più di questo. Perché esiste questo tutto unico? Perché è successa la frantumazione dell’unico desiderio in una moltitudine di desideri? Soltanto affinché tramite esso io possa anelare all’aiuto reciproco, significa che ognuno può uscire da se stesso per l’altro.

Così bramiamo per qualche tipo comune unità, anche se non vogliamo questo, ma proviamo ad agire insieme con l’aiuto dei corpi. Ci riuniamo in un gruppo, facciamo attività varie, organizziamo congressi, studiamo, insegniamo, e ci educhiamo. Proviamo a raggiungere la connessione fra noi, una “sfera di lamponi”. E i nostri impulsi passano da uno all’ altro. Noi ci possiamo sostenere, svegliare l’un l’altro. Noi possiamo ingrandire e aumentare psicologicamente la connessione fra noi.

E la prima condizione è in questo, che la connessione deve esistere secondo le leggi scritte per noi dai Kabbalisti. Per questa unità, l’accordo deve essere come un Kli , ciò significa la caratteristica di dazione massima e amore, per quanto possibile. Gli articoli Kabbalistici lasciati dai nostri insegnanti per noi ci dirigono verso essa. Loro hanno scritto e registrato per noi ciò che deve essere la connessione, hanno determinato tutte le sue condizioni.

Pertanto, “l’accordo” fra noi deve essere come un Kli. E in genere non c’è bisogno di inventare la condizione per la connessione. Per mezzo delle nostre menti storte che ci spingono egoisticamente dovunque tutto il tempo, inventiamo solo ciò che è utile per il nostro ego, ma in nessuna maniera verso la spiritualità. Non capiamo che cos’è questa spiritualità e quindi dobbiamo ascoltare le fonti. Questo è molto importante perché c’è una moltitudine di “saggi” che cominciano ad inventare qualcosa, è chiaro che dopo un po’ di tempo falliscono. Sono pronti a distruggere questa vita per noi, ma noi non riusciamo ad ottenere quello che stiamo cercando.

Però c’è una seconda condizione: tocca a noi esplorare il mondo superiore, in altre parole, quello che dobbiamo ottenere. E anche i nostri studi devono essere basati sulle fonti, sui libri che furono scritti da persone che hanno raggiunto il mondo superiore.

Aspiriamo al mondo superiore, e al grado del nostro anelito di essere più vicino ad esso, al grado di tensione, riceviamo l’influenza da esso, che si chiama Ohr Makif (la Luce Circostante).

Questa ci illumina tutti, illumina solo, ed è ovunque. Però continuerà a illuminare noi, soltanto in rapporto al grado che bramiamo per lei. Quando vogliamo avvicinarla, poi su quel grado svegliamo una Luce più forte su noi stessi.

Come per l’effetto Doppler, che nuove caratteristiche interne appaiono in me, in particolare perché mi sono trovato in un campo uniforme di uguale tensione, ma se mi sposto al suo interno, poi si crea una tensione in me come l’elettricità creata in un filo sotto l’influenza del campo magnetico. Questa è la nota Legge di Induzione; tutto ciò che ha elettroni liberi in esso può essere usato come un condotto che muove all’interno del campo elettrico.

Così ci muoviamo anche in un campo uniforme di Luce, e al grado che bramiamo per esso, significa, che proviamo a muoverci più rapidamente, per raggiungere, per ottenere, e scoprirlo, in tale misura sorge in noi l’“induzione” e la “corrente d’induzione” si forma in noi. E loro cambiano le nostre intenzioni, da Lo Lishma a Lishma. All’inizio non capiamo come succede questo, ma gradualmente il fenomeno agisce.

In questo modo, tutto lo sviluppo che si prevede per noi ci conduce alla connessione. Quindi, esistono vari impulsi come questi in natura, come i tentativi a connettere nazioni, organizzazioni professionali e la grande industria, l’ unione internazionale come l’Unione Europea e così via.

Però non sappiamo come connetterci. Allora tutto succede in modo opposto. L’Unione Sovietica si è anche sciolta perché non era possibile unire tutti in una base spirituale comune, e anche l’ Europa si spezzerà; il risultato di questo non è noto. Anche, negli Stati Uniti e, in genere, tutte le unioni cominciano a frammentarsi perché tutte sono costruite sull’ego reciproco. Soltanto se cominciamo a capire che tocca noi a connetterci, poi attraversiamo questo percorso, questa transizione da allontanamento reciproco ad attrazione reciproca, in un buon modo, facile, e confortevole. E per questo la saggezza della Kabbalah ci è stata data. Però se non possiamo usarla, poi purtroppo saremo spinti verso sofferenze maggiori, odio reciproco, con grandi perdite per tutta l’umanità verso la III e IV Guerra Mondiale, e così via ….

E così l’unificazione del nostro mondo è in questo, che in particolar modo in esso possiamo rimodellare le nostre intenzioni da Lo Lishma a Lishma e fare questo completamente senza dipendere dal Creatore, cioè, costruiamo noi stessi l’equivalenza della forma con Lui senza essere sotto la Sua influenza rivelata. Siamo preparati a costruire uno stato fra noi che sarà simile alla spiritualità e risveglierà su di noi la Luce che Riforma e noi procediamo in questo modo.

Allora la soluzione è soltanto nella connessione fra noi. Di conseguenza abbiamo sviluppato l’ Educazione Integrale per primo e innanzi tutto in modo da continuare ad unire il mondo e per secondo ad innalzarlo al Creatore.

Ci siamo trovati in una situazione unica, abbiamo ricevuto un risveglio unico dall’alto, e quindi ci ha portato alla connessione (S), alla Kabbalah, a studiare. E in questa condizione, dobbiamo essere occupati con la nostra divulgazione.

In principio, oggi il mondo intero è in crisi e dipende solo da noi se si capirà che cos’è questa crisi e qual è il suo scopo. Alla fine, noi, come la parte scelta e unica, dobbiamo prendere questo intero mondo e innalzarlo insieme con noi al livello del Creatore, e connetterlo al Creatore.

E’ possibile fare questo all’interno di un tempo breve; tutto dipende da noi. Spero che capiremo che la soluzione è nella connessione e che la connessione giusta esiste soltanto tramite noi; e che cominceremo seriamente ad essere coinvolti nella divulgazione dell’educazione e dell’apprendimento integrale.
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(Dal Congresso virtuale  di Mosca “Unità senza Confini” Giorno Due 14.12.2013, Lezione 2)

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Prepariamoci all’arrivo dell’ospite tanto atteso

Stiamo solo cercando di capire tutte le componenti del concetto di garanzia reciproca. Il garante di questa garanzia è il Creatore, la Forza Superiore. E questa forza deve manifestarsi in ogni azione: all’inizio, nel mezzo, e alla fine. Il Creatore è molto “geloso”, e se ci dimentichiamo di Lui, Egli ci abbandona subito, e cadiamo immediatamente dato che tutti i nostri progressi si verificano solo grazie a Lui.

Qual è la differenza? Dopo tutto, il Creatore supporta tutta la natura: i livelli di inanimato, vegetale, e animato. Ma lì non abbiamo bisogno di partecipare al nostro rapporto con Lui consapevolmente. Ma il nostro grado di sviluppo umano, dobbiamo rivolgerci al Creatore per tutto il tempo. In caso contrario, che tipo di uomo sarebbe Adamo se non sognasse di diventare come (Domeh) il Creatore?

Quindi, abbiamo bisogno di preoccuparci della componente mancante nel nostro avanzamento: il Creatore! Potremmo non riuscire immediatamente e in un primo momento avremo la sensazione che ci manca qualcosa per mantenere la nostra unione. Anzi, partiamo sempre con la rivelazione della nostra rottura. Ma il Creatore deve essere all’inizio e alla fine di ogni azione, in ogni suo momento.

Egli dovrebbe connetterci come la forza della garanzia, la forza che corregge, l’esempio che vogliamo vedere davanti a noi, il sistema di riferimento. Lo vedo in tutti gli amici e dentro la sfera di lamponi: il punto della nostra unione. Capisco che è Lui che realizza la nostra connessione e unione. Vedo solo Lui – Lui – Lui!

In sostanza, per che cosa lavoriamo con gli amici? Lavoriamo insieme alla rivelazione del Creatore tra noi! Egli è l’ospite d’onore più importante, noi aspettiamo Lui, siamo sempre pronti al suo arrivo! Prepariamo una tale connessione tra noi, una tale aspettativa e speranze così Egli verrà!
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.01.2014, Lezione sul tema: “9 Passi”)

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