Come possono i genitori favorire uno sviluppo sano del neonato durante il primo anno di vita?

Con il parto, tutto cambia per il feto, per la madre e per il padre.

Cominciamo dal neonato. Nel processo della nascita, ha sentito di entrare in una nuova condizione. Ora ha bisogno di essere il più vicino possibile al corpo della madre, di sentirne l’odore, il seno, di starle addosso. Questo è il suo nuovo posto, la sua fonte di vita. È da qui che trae la sua vitalità. Il sangue che lo nutriva nell’utero viene sostituito dal latte, e questo simboleggia la fase successiva del suo sviluppo. E proprio come quando era nel suo grembo, ha ancora bisogno di un legame con lei, solo in una forma leggermente più esterna. È consigliabile che lei gli stia il più vicino possibile, come se il cordone ombelicale non fosse stato reciso.

Dal punto di vista naturale, il periodo di allattamento dura due anni. Durante questo periodo, il bambino assorbe dalla madre non solo nutrimento materiale, ma anche nutrimento mentale, interiore ed emotivo. Tutto passa dalla madre a lui: pensieri, intenzioni, atteggiamento verso la vita e percezione della realtà.

Viviamo in un’epoca in cui il mondo è sempre più interconnesso e la dipendenza reciproca tra tutti gli individui è in costante aumento. Nel mondo di domani, sentiremo di essere tutti sulla stessa barca e di dover considerare gli altri come noi stessi. Altrimenti, affonderemo tutti. Questo è il mondo futuro che inevitabilmente raggiungeremo e l’approccio integrale all’educazione ci insegna che le forze evolutive ci stanno spingendo verso questa direzione. Pertanto, è opportuno sviluppare fin da ora una percezione integrale di noi stessi, della società e dell’ambiente. In altre parole, dovremmo iniziare a considerarci tutti membri di un’unica famiglia, parti di un unico grande sistema.

I genitori che comprendono questa tendenza e si impegnano a sviluppare una percezione integrale, la trasmettono anche alla generazione successiva. È consigliabile che riflettano e parlino il più possibile di connessione, reciprocità e complementarietà, di un atteggiamento positivo tra le persone, fino al livello dell’amore. Che disegnino letteralmente il futuro che desiderano per i loro figli e pensino a cosa possono iniziare a fare fin da oggi per costruirlo. L’atteggiamento integrale si trasmette al bambino, come detto, sviluppando in lui un “software” più avanzato per percepire la realtà. Questo lo aiuterà ad affrontare il nuovo mondo, non c’è niente di più importante di ciò che può ricevere dai suoi genitori.

Esistono anche molte espressioni della percezione integrale. La musica che gli faranno ascoltare, le storie che gli racconteranno, i giochi che gli proporranno, tutto dovrebbe essere in sintonia con quella frequenza integrale: connessione, armonia e unione, non lotta, guerra e separazione. In base allo sviluppo del bambino, è consigliabile stimolarlo con giochi in cui dovrà trovare il modo di collegare gli opposti, riparare le cose rotte e simili. Da questo imparerà che in natura non c’è nulla che non abbia un complemento.

Tra i due e i tre anni, è consigliabile che il bambino si integri in un piccolo gruppo di circa cinque bambini. In seguito, è possibile ampliare la cerchia sociale fino a una decina di bambini. In questo contesto, il bambino imparerà a relazionarsi con gli altri, attraverso l’interazione con coetanei, a ricevere dalla società e a dare in modo equilibrato e armonioso.

Se vivessimo già in una società sana, disturbi come la depressione post-partum non si verificherebbero. Dal punto di vista naturale, una madre non dovrebbe sentirsi male. Ma poiché la società in cui viviamo è corrotta, ovvero i legami tra le persone sono carenti di sostegno, amore, cura e incoraggiamento, allora si creano molti giochi di ego, lotte per il controllo e intrighi. La corruzione si insinua in ogni ambito della vita, compreso il nostro stato mentale e fisico.

La risposta che l’approccio integrale all’educazione offre a questo tema si basa sullo sviluppo all’interno di un contesto di gruppo. I futuri genitori imparano ad apprezzare la condizione speciale in cui si trovano. Stanno dando alla luce un bambino che sarà legato a tutti con amore, che aprirà per sé nuovi orizzonti, al di là di ogni limite di percezione ristretta. Collaborano con la natura nell’atto della creazione e questo viene considerato prezioso, valorizzato e meraviglioso.

Il profondo legame che si creerà tra le donne durante la gravidanza continuerà anche dopo il parto, gli incontri regolari offriranno loro calore e sostegno, creando un ambiente stimolante. Pertanto, nessuna si sentirà sola, isolata o smarrita. Anche i padri si sosterranno a vicenda, si daranno consigli su come affrontare la nuova situazione e su come aiutare la madre.

La natura è come un grande grembo in cui si sta sviluppando una nuova umanità. Tutti i sentimenti negativi che proviamo, tutte le pressioni e le situazioni difficili, tutto ciò serve a spingerci ad avvicinarci gli uni agli altri, ad accrescere il sostegno, l’amore, la cura e l’incoraggiamento all’interno della società. Proprio come le diverse connessioni che si formano spontaneamente tra le cellule del corpo del feto, così siamo chiamati a costruire consapevolmente una forma di connessione sempre più evoluta tra di noi, un ambiente favorevole, affinché possiamo nascere serenamente nella nostra nuova, armoniosa, equilibrata e completa connessione umana integrale.

Basato su “Nuova Vita 103 – Gravidanza e Parto: Dopo la Nascita” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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