Qual è la cosa più importante della Pasqua (Pesach)?
La Pasqua non riguarda qualcosa accaduto una volta nella storia. Riguarda ciò che sta accadendo dentro di te proprio adesso.
Perciò, la cosa più importante della Pasqua è: “Cosa è cambiato in me in questa Pasqua?”
Dentro ognuno di noi c’è una voce potente, esigente e indiscutibile che dice: “Io sono il centro. Tutto esiste per me.” Questo è il Faraone. In altre parole, non dovremmo accontentarci dell’idea che il Faraone sia un sovrano lontano esistito tanto tempo fa. Il Faraone è ciò che ci controlla interiormente proprio ora. È una forza che ci spinge a inseguire soddisfazioni egoistiche come onore, controllo, approvazione, successo e riconoscimento. Ci porta a misurare la nostra vita con domande come: “Quanto ho guadagnato? Quanto gli altri mi ammirano?”
Gradualmente, senza accorgercene, ne diventiamo schiavi.
Iniziamo a vivere per il denaro, lo status, l’approvazione e il confronto. Controlliamo, misuriamo e competiamo. Persino i nostri pensieri non sono liberi: sono dettati da questo Faraone interiore. Nonostante tutti gli sforzi, questa corsa infinita dietro soddisfazioni egoistiche finisce per non darci alcun appagamento. Al contrario, porta vuoto, stanchezza e ciò che oggi chiamiamo depressione, l’oscurità della nostra generazione.
Queste sono le “piaghe d’Egitto”. Non sono punizioni, ma segnali. Come un sistema di allarme che si attiva dentro di noi, ci mostrano che il nostro percorso attuale non può condurre alla felicità. Ci spingono a fermarci, a interrogarci e a cercare un’altra strada.
È qui che appare Mosè. Anche Mosè è dentro di noi. È una forza piccola e silenziosa che dice: “Deve esserci qualcosa di più. Deve esserci un modo diverso di vivere.” Ci tira fuori dall’egocentrismo e ci orienta verso una connessione positiva con gli altri, fatta di amore, cura e gentilezza nelle nostre relazioni.
Questo è l’inizio della libertà.
La libertà non è fare qualsiasi cosa vogliamo. La libertà è elevarsi al di sopra del Faraone interiore. È la capacità di uscire dalla percezione ristretta del “solo io” ed entrare in una realtà più ampia del “noi”.
Quando iniziamo a passare dall’amore per noi stessi all’amore per gli altri, qualcosa si apre. Quella che sembrava una barriera impossibile, il Mar Rosso, il confine del nostro ego, improvvisamente si divide. Appare un cammino che prima non c’era. E su quel cammino inizia un nuovo tipo di vita: una vita non basata sul confronto e sulla competizione costanti, ma sulla connessione. Non sul prendere, ma sul dare. In quella connessione iniziamo a percepire qualcosa di più profondo, più stabile e più reale: un senso di autentico appagamento.
Questo è l’esodo interiore.
Perciò, la cosa principale è vedere Pesach come un processo interiore che si svolge dentro di noi e, di conseguenza, porci queste domande:
- Ho riconosciuto il mio Faraone?
- Ho sentito il vuoto nel servirlo?
- Ho ascoltato la voce di Mosè dentro di me?
- Ho fatto anche solo un passo verso la connessione con gli altri?
Anche il più piccolo passo in quella direzione è l’inizio della libertà.
Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.
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