In che modo la festività della Pasqua ebraica commemora l’Esodo dall’Egitto?

Ciò che chiamiamo “Egitto” in relazione alla storia della Pasqua ebraica non è un luogo sulla mappa. È uno stato interiore. È il dominio del nostro ego, il nostro costante desiderio di trarre vantaggio a spese degli altri. Questo ego ci confina, ci limita e definisce la ristretta realtà in cui viviamo, una realtà sospesa tra la nascita e la morte, in costante lotta, insoddisfazione e separazione.

Il Faraone rappresenta questo ego in tutta la sua potenza. Ha il controllo totale su di noi, detta i nostri pensieri, i nostri desideri e le nostre relazioni. Sotto il suo dominio, non riusciamo a connetterci veramente con gli altri. Anche quando ci proviamo, rimaniamo intrappolati in noi stessi.

Tuttavia, in questo ego può risvegliarsi un nuovo punto. Questo nuovo punto si chiama “Mosè”. È un desiderio piccolo ma potente che inizia a spingerci verso l’esterno, cioè fuori da noi stessi, fuori dalla percezione egoistica, verso qualcosa di superiore. Si interroga sull’esistenza di qualcosa di più nella vita e su un modo diverso di esistere.

Questo è l’inizio dell’esodo.

Uscire dall’Egitto significa elevarsi al di sopra di questa natura egoistica. Significa purificarci interiormente, ovvero purificare le nostre intenzioni, passare dal tornaconto personale alla connessione con gli altri. Quando iniziamo questo processo, le nostre relazioni cambiano. Smettiamo di incolparci a vicenda, di litigare e di competere in modo negativo. Al contrario, iniziamo a costruire una forma positiva di connessione, comprensione reciproca e persino amore.

Questa trasformazione interiore apre a una percezione della realtà completamente nuova.

Non percepiamo più la vita come temporanea e limitata alla durata della nostra esistenza fisica. Iniziamo invece a sentire una realtà più ampia e profonda, che non è vincolata dal tempo, dallo spazio o dall’esistenza individuale. È uno stato di connessione, di unità, in cui la vita viene percepita come continua, completa e infinita.

Questo è il vero significato dell’uscire dall’Egitto. In altre parole, l’esodo dall’Egitto è una transizione interiore che ogni persona deve affrontare. Oggi, più che mai, l’umanità è spinta verso questa consapevolezza: solo elevandoci al di sopra del nostro ego e connettendoci gli uni con gli altri in modo armonioso possiamo accedere a una nuova forma di esistenza senza limiti.

Basato sul video “Termini della Pasqua ebraica spiegati dalla Kabbalah” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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