La libertà esiste? La vera libertà è possibile?
Innanzitutto, la vera libertà non significa indipendenza politica o qualsiasi altra cosa legata a condizioni esterne. La libertà, nel vero senso spirituale, è la capacità di elevarsi al di sopra della nostra natura egoistica e di entrare in una nuova forma di connessione reciproca.
Redenzione significa che ci è stato dato un metodo, un sistema, attraverso il quale possiamo correggere la natura egoistica malvagia che è in noi, cioè il desiderio di profitto personale a spese degli altri, e trasformarla in bene.
Che cos’è il “bene”? Il bene non si riferisce a un’idea morale astratta. Piuttosto, il bene è uno stato di garanzia reciproca, uno stato in cui siamo connessi in modo tale che ogni persona è responsabile di tutte le altre.
Perché questo stato di mutua garanzia è considerato “positivo”?
Questo accade perché esistiamo in due livelli di realtà. Uno è il mondo ristretto e limitato che percepiamo attraverso i nostri sensi, la piccola sfera in cui viviamo la nostra vita quotidiana. L’altro è un sistema molto più ampio, un livello superiore di forze che governa ogni cosa e ogni persona. Questo sistema superiore ci è nascosto, eppure determina tutto ciò che accade nel nostro mondo.
Per percepire questo sistema superiore, dobbiamo assomigliargli. La natura del sistema superiore è quella di una connessione armoniosa, reciprocità e dazione. Pertanto, quando creiamo tra noi una connessione di questo tipo, fatta di garanzia reciproca, responsabilità reciproca e interesse reciproco, iniziamo a sentire la forza positiva della natura che dimora in questa connessione.
Questa connessione non è semplicemente cooperazione o accordo. Non è “tu ed io che lavoriamo insieme”. È qualcosa di più profondo. È quando tutti noi usciamo da noi stessi ed entriamo in uno spazio comune, un campo di connessione condiviso dove non ci sono più “io” e “tu”, ma un unico centro che costruiamo tutti insieme.
In questo spazio condiviso nasce una nuova forza. Non è solo la somma dei nostri sforzi individuali. Ognuno di noi supera il proprio ego per connettersi, e proprio per questo emerge una nuova qualità: la forza della dazione e dell’amore collettivi. Questa è la garanzia reciproca. All’interno di questa forza, scopriamo la forza positiva che dimora nella natura, che chiamiamo anche “il Creatore”.
Questa è una legge di natura. Quando costruiamo la giusta connessione tra noi, riveliamo la forza che governa la realtà. Iniziamo a comprendere il programma della creazione, la direzione dello sviluppo e come vivere correttamente, al di sopra del tempo e della confusione, con chiarezza e scopo.
Pertanto, l’unità non è solo un ideale sociale. È la chiave per una vita sicura, confortevole e appagante.
Oggi il mondo è sempre più interconnesso e interdipendente. Un problema che si manifesta in una parte del mondo si ripercuote rapidamente su altre. L’umanità sta iniziando a rendersi conto di dipendere l’una dall’altra, eppure non sa come vivere in questo modo. Questa è la fonte di tutti i nostri problemi.
Ecco dove risiede il ruolo di Israele. Non è una nazione nel senso comune del termine, ma un gruppo che un tempo scoprì questo metodo di connessione e che ora ha bisogno di riscoprirlo e trasmetterlo al mondo.
Esiste un’idea sbagliata secondo cui l’unione degli Ebrei generi sospetto o ostilità. Ciò è vero solo se l’unità è egoistica, ovvero una forma di unità chiusa e opportunistica. Tuttavia, se l’unità mira al beneficio di tutti, a portare connessione ed equilibrio nel mondo, allora accade il contrario. Le nazioni del mondo iniziano a percepire, anche inconsciamente, che questa unità porta loro del bene.
Facciamo già parte di un unico sistema interconnesso. Quando creiamo una connessione positiva al suo interno, questa si diffonde in tutta la rete. Le persone iniziano a provare un maggiore senso di sollievo, comprensione reciproca e consapevolezza, anche senza sapere perché.
Per questo motivo la correzione deve cominciare da noi, ma riguarda tutti.
La libertà non è la fuga da qualcosa di esterno. La libertà è l’acquisizione della capacità di connettersi armoniosamente, di elevarsi al di sopra del proprio ego e di rivelare la forza superiore che si cela in quella connessione. Se riusciamo a farlo, non solo miglioriamo le nostre vite, ma subiamo una trasformazione fondamentale e scopriamo una nuova natura più elevata di connessione, reciprocità e dazione reciproca.
Basato su “Cos’è la Pasqua ebraica? – Parte 2 di 2 | Jtimes con il Kabbalista Dr. Michael Laitman”.
Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.
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