Come possono le persone anziane dare un senso alla propria vita e sentirsi necessarie quando i famigliari non dipendono più da loro?

Molti anziani oggi si sentono inutili, dimenticati dai figli, dai nipoti e dalla società. Se ne stanno soli con la profonda sensazione che nessuno abbia più bisogno di loro. Ma la vera domanda che bisogna porsi non è chi ha bisogno di noi, ma piuttosto cosa fare per essere davvero di beneficio agli altri, a molte persone, persino all’intera umanità.

Questa è la chiave. Il mondo di oggi è stato plasmato per isolarci, per farci sentire autosufficienti e indipendenti. Costruiamo le nostre vite in modo da ridurre al minimo l’aiuto degli altri, spesso allontanando chi cerca di darci una mano.

Questo approccio va contro la nostra stessa natura. Siamo esseri interconnessi e soffriamo quando ignoriamo questa connessione.

Prendiamo, ad esempio, una nonna. Potrebbe sentirsi piccola e invisibile. Ma può aprirsi al mondo e dare un contributo potente. Se arriva a comprendere cosa significhi il vero beneficio per gli altri, allora scoprirà il suo ruolo unico. Qual è questo beneficio? È la capacità di insegnare e vivere il principio di connessione. Può apprendere e aiutare gli altri a imparare come costruire relazioni ottimali, gentili e armoniose. Solo questo porterebbe immensa bontà nel mondo.

Inoltre, farlo non richiede alcun movimento fisico. Anche solo pensando quotidianamente a come coltivare la connessione umana, anche virtualmente, anche in silenzio, genera una forza positiva. Soprattutto oggi, nell’era di Internet, anche piccoli sforzi sinceri possono irradiarsi lontano. Quella sensazione di contribuire a un mondo migliore le restituirà naturalmente la sensazione di essere necessaria.

Sarebbe anche saggio capire che il significato della vita è molto più profondo del semplice sentirsi necessari. Il significato della vita sta nel creare legami positivi e gentili con gli altri. Quando ci allineiamo a una direzione di connessione positiva, iniziamo a scoprire il nostro stato successivo, più unito e più evoluto.

Quello stato di autentica connessione umana positiva ci appaga. Quando ci impegniamo in una connessione autentica, non proviamo solo un sollievo temporaneo. Piuttosto, risvegliamo una nuova qualità interiore. Iniziamo a percepire di essere parte di un sistema più grande, di un campo di vita unificato.

È una sensazione completamente nuova, come se fossimo parti di un unico corpo. In quello stato, ci sentiamo sollevati e ringiovaniti.

Ecco perché anche a settanta o ottanta anni possiamo provare una seconda giovinezza. Quando ci apriamo a questo nuovo tipo di connessione sociale, quando partecipiamo alla costruzione di un’umanità più unita, i nostri pensieri diventano freschi, vivi e innovativi.

Questo è esattamente ciò che dobbiamo fare.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 6 maggio 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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