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Che cos’è il Terzo Tempio? Dove sarà costruito?

Il Primo e il Secondo Tempio furono costruiti dall’alto. Una forza spirituale discese e ci unì. Non furono opera dell’uomo; in altre parole, erano stati di unità che non avevamo raggiunto da soli. La forza superiore, una forza di amore, dazione  e connessione, ci concesse quell’unione come un dono, come un risveglio temporaneo dall’alto per mostrarci cosa potrebbe essere una vera connessione.

Ma perché quei Templi furono distrutti? Perché Tisha B’Av (il 9 di Av) è diventato un giorno di lutto? È accaduto affinché cominciassimo l’opera di correzione, cioè il lavoro di trasformare la nostra natura egoistica innata nella forma altruistica della forza superiore. I Templi furono distrutti per risvegliare in noi il bisogno di ricostruirli, non con pietre, ma con il nostro sforzo interiore. Ora non si tratta più di ricevere una connessione già pronta. Dobbiamo costruirla noi stessi. Ovviamente, non stiamo parlando di un Tempio fisico in un luogo geografico, ma di ciò che il Tempio rappresenta realmente: una connessione tra le persone basata su amore puro e dazione, simile nella forma alla qualità della forza superiore che ci ha creati e ci sostiene.

Il Terzo Tempio non discenderà dall’alto. Dobbiamo desiderarlo ardentemente. Dobbiamo sentire quanto profondamente ne abbiamo bisogno e lo reclamiamo. Questa volta, però, dobbiamo farlo dal basso. Sarà il risultato del nostro sforzo consapevole e del desiderio collettivo di raggiungere l’amore reciproco.

Inoltre, il Terzo Tempio sarà costruito da tutto il mondo, ma non nel modo in cui la gente solitamente immagina, bensì nei cuori di coloro che anelano alla forza superiore di amore, dazione e connessione affinché entri nelle loro vite. È lì che sorgerà il nuovo santuario, nel desiderio unificato delle persone che cercano la connessione spirituale.

Chi sono queste persone? Sono chiamate “Israele”. Non si tratta di una definizione biologica o nazionale. Non definisce coloro che sono nati da genitori ebrei, né chi possiede un passaporto israeliano. “Israele” si riferisce piuttosto a coloro che anelano sinceramente alla forza superiore, dalle parole “Yashar-El” (dritto alla forza superiore).

Coloro che sono portatori di questo desiderio hanno la responsabilità di raggiungere un’autentica unità tra di loro, i legami d’amore e di dazione che instaureranno si estenderanno al resto dell’umanità. Quando questo accadrà, quando il mondo inizierà a risvegliarsi a questa struttura spirituale, assisteremo alla costruzione del Terzo Tempio eterno e perfetto. Si tratta di un legame vivente tra cuori umani che si allineano con la forza superiore nella sua qualità di amore, dazione e connessione positiva.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 22 aprile 2025.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché esiste l’antisemitismo in Paesi in cui non vivono nemmeno tanti Ebrei?

Il collegamento con la fonte della vita, la forza dell’amore, della dazione e della connessione, passa attraverso Israele. Israele è qui inteso in senso spirituale (“Israele” dalle parole “Yashar-El” [direttamente alla forza superiore]), non come un luogo geografico o una nazionalità, ma come il desiderio più profondo che risiede nelle persone e che ci attrae al di là delle soddisfazioni corporee e dei piaceri materialistici, alla scoperta della forza eterna dell’amore, della dazione e della connessione.

Quando le persone, in qualsiasi parte del mondo, sentono un accumulo di sofferenza e di vuoto nella loro vita, possono iniziare a pensare inconsciamente che gli Ebrei stiano trattenendo qualcosa da loro, che la loro sofferenza sia in qualche modo legata a un comportamento scorretto degli Ebrei. Il fenomeno dell’antisemitismo nei Paesi in cui gli Ebrei sono molto pochi è una testimonianza di questo principio.

Anche se non ne sono consapevoli, la vera ragione è che sentono di non riuscire a trovare la connessione con la fonte della vita stessa, motivo per cui sfugge loro un appagamento genuino e duraturo, l’appagamento dell’anima. Questo è il tipo di appagamento di cui l’umanità sente sempre più il bisogno oggi. Per questo motivo, in loro cresce il sentimento antisemita e pensano che ci sia un problema crescente con gli Ebrei in generale e con lo Stato di Israele in particolare. È anche per questo che molte persone sentono sempre più spesso che non c’è altra scelta se non quella di eliminare lo Stato di Israele per trovare un modo di esistere da soli.

L’antisemitismo è una pressione della natura sugli Ebrei, che ha origine al di là della comprensione razionale umana, a livello di emozioni e desideri che agiscono sull’intelletto umano, e che funziona al fine di produrre una profonda connessione di amore, dazione e unità tra il popolo ebraico. Tale connessione permetterebbe poi alla forza originaria dell’amore, della dazione e della connessione di fluire attraverso la loro unità verso l’umanità nel suo complesso. Questo è il significato del fatto che gli Ebrei sono “una luce per le nazioni”.

Tratto dalla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 17 aprile 2025.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Il Fondamento della Struttura Spirituale

Gli amici si sforzano di creare una connessione tra loro e da quel punto rivolgersi al Creatore e chiedere l’adesione (Dvekut). In questo caso, l’insegnante è il messaggero del Creatore che vi conduce a Lui.

L’adesione con l’insegnante è una solida base (Yesod) su cui erigere un edificio spirituale. Yesod è la qualità superiore rispetto a Malchut. Pertanto, quando una persona si trova da un lato in Yesod e dall’altro in Malchut, si forma una connessione tra lo stato attuale e quello futuro.

Il fondamento (Yesod) viene costruito quando una persona gli attribuisce un grado superiore ed è disposta a fare sforzi per staccarsi dal proprio stato attuale e ascendere verso uno stato più elevato. Una persona deve chiedere, dunque, al Creatore la capacità di ascendere sempre più in alto.
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Dalla 2nd parte della Lezione di Kabbalah del 5/5/2025, Scritti di Baal HaSulam “Things that Come from the Heart”

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Un matrimonio può sopravvivere senza amore?

L’abitudine prende il posto della felicità. Se diamo continuamente al nostro partner, se investiamo ogni giorno nella relazione, allora ci diventa caro. L’essere umano è un piccolo egoista, la cui natura è un desiderio egoistico di piacere. L’amore significa ricevere appagamento. Se non c’è appagamento, non c’è amore.

L’amore cresce attraverso atti quotidiani di dazione, fino a quando entrambi i partner non possono più vivere senza donarsi reciprocamente gioia. Proprio come una madre prova felicità quando il suo bambino sorride dopo aver mangiato un cucchiaio del suo cibo, così si costruisce l’amore.

La saggezza deriva dalla comprensione della natura umana. Siamo egoisti. Cambiamo da un momento all’altro. Siamo incoerenti, per quanto vorremmo esserlo.

La vita familiare si fonda su concessioni reciproche. Possiamo concedere qualcosa al nostro coniuge non perché siamo nobili, ma perché riconosciamo di non poter controllare completamente la natura umana.

Se superiamo insieme questa natura, possiamo costruire una relazione duratura e forte. Fino ad allora, dobbiamo mantenere con pazienza e compassione il legame che abbiamo e continuare a costruirlo.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 2 febbraio 2020.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Garanzia reciproca: la decisione spetta a noi

Domanda: La garanzia reciproca è una correzione? Non riesco a correggermi da solo, quindi forse non è mio compito raggiungere la garanzia reciproca?

Risposta: La garanzia reciproca si raggiunge attraverso il lavoro di ognuno e di tutti insieme. Dobbiamo giungere a un accordo sul fatto che la garanzia reciproca è necessaria, che senza di essa non possiamo unirci, che è una condizione per unire tutti i desideri e tutte le anime.

Se decidiamo di volerla, allora, essendo al di sotto del nostro stato corretto, attiriamo la Luce Circostante grazie al desiderio di volerla raggiungere. Vogliamo essere in questo stato anche senza sapere o comprendere davvero cosa sia, ma basta semplicemente volerlo.

Allora la forza discende su di noi dall’alto sotto forma di Luce Circostante e comincia a correggerci,  in modo che, accettando di essere garanti l’uno dell’altro, arriviamo a soddisfare questa condizione e riveliamo la nostra reciproca inclusione nelle anime.

A dire il vero, noi riveliamo l’unico stato esistente, tutti gli altri stati in cui ci troviamo attualmente, per come ci appaiono, sono solo diversi gradi di incoscienza.

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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 4/5/2025, Scritti di Baal HaSulam, L’Arvut (La Garanzia reciproca)

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Che cos’e’ l’inferno?

L’inferno non è un luogo di fuoco e zolfo, ma uno stato spirituale interiore che sperimentiamo nel nostro cammino verso il raggiungimento dello scopo del nostro sviluppo: uno stato di completo equilibrio con la natura, che nella saggezza della Kabbalah chiamiamo “adesione al Creatore”.

Nel nostro sviluppo spirituale, l’inferno è la profonda sensazione di vergogna che proviamo quando percepiamo la nostra opposizione, nella forma, all’adesione al Creatore. In altre parole, è la sensazione di essere tagliati fuori dalla qualità dell’amore, della dazione e della connessione che definisce il Creatore.

Quando iniziamo a percepire l’enorme divario tra il nostro desiderio innato di ricevere per il nostro beneficio e la natura del Creatore fatta di puro amore e dazione, una vergogna terribile brucia dentro di noi. Questa vergogna definisce l’inferno. Essa trafigge più a fondo di qualsiasi sofferenza fisica, perché brucia nel punto più interno in cui percepiamo il nostro “io”.

Paradossalmente, però, proprio questa sensazione è necessaria. Senza sentire l’inferno, non possiamo risvegliarci al bisogno di trasformazione, di elevarci al di sopra dei nostri desideri egoistici e acquisire la qualità della dazione. L’inferno, quindi, non è una punizione, ma una forza di correzione che sperimentiamo lungo il cammino che ci porta a uscire dalla percezione egoistica della realtà ed entrare nella percezione dell’amore, della dazione e della connessione, qualità che equivalgono a quella del Creatore. È il modo in cui il Creatore ci invita a diventare come Lui, a trasformare la ricezione in dazione, i nostri impulsi divisivi in impulsi unificanti.

L’inferno è dunque lo stato interiore in cui il nostro desiderio egoistico subisce una profonda correzione. È il luogo dove il desiderio di godere solo per se stessi viene esposto in tutta la sua bruttezza, e da questa consapevolezza nasce il desiderio di somigliare al Creatore. Tale desiderio solleva l’anima dagli abissi dell’inferno verso la luce della vita, verso l’adesione al Creatore, ovvero, in altre parole, verso il Paradiso.

Basato sulla Lezione quotidiana di Kabbalah con il Kabbalista Dr. Michael Laitman dell’8 dicembre 2003.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Diventare Uguali al Creatore

Lo stato in cui ci troviamo attualmente, lo stato corrotto, appare tale solo a noi. In verità, siamo ancora nello stesso stato corretto. Nulla è cambiato, come è detto: “Io, il Signore, non cambio” (Malachia 3:6).

I kabbbalisti, che rivelano i gradi spirituali avanzati e ascendono da un livello all’altro, affermano che nulla cambia. Tutto è nascosto solo in relazione a noi e siamo noi a doverlo scoprire.

Questa rivelazione è possibile solo attraverso i nostri sforzi, quando desideriamo veramente tornare allo stato originale.

Come spiega Baal HaSulam in una lettera contenuta nel libro “Pri Chacham, Lettere”: una persona che ascende dall’inizio del cammino alla sua correzione finale (Gmar Tikkun) raggiunge quello stesso stato in cui era già aderente al Creatore come punto della radice, attraverso il proprio sforzo.

Grazie ai suoi sforzi, aggiunge consapevolezza, espande la sua percezione della realtà e la sente 613 volte più intensamente di prima.

Perché prima era come una goccia di sperma, un punto aderito al Creatore. Ma quando ritorna a quello stato attraverso il proprio lavoro, raggiunge la pienezza di quel livello di Dvekut (adesione) al Creatore. Diventa uguale al Creatore.

Questo è ciò che si intende con “gli ZON del mondo di Atzilut sono in costante accoppiamento (Zivug) allo stesso livello”.

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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 3/5/2025, Scritti di Baal HaSulam “L’Arvut (Garanzia reciproca)”

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Che cos’è la Torah

La Torah è tutto ciò che scopriamo quando andiamo oltre questo mondo, quando usciamo da questo mondo.

Dopo tutte le nostre ricerche e indagini in questo mondo, quando arriviamo a rompere il guscio che lo circonda e ad entrare nel mondo spirituale, allora tutto ciò che ci viene rivelato si chiama “Torah”.

Tratto dalla Lezione quotidiana di Kabbalah con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 30 novembre 2003.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché si dice: “Non gioire quando il tuo nemico cade”?

Si dice: “Non rallegrarti quando il tuo nemico cade”, perché il tuo nemico è lì per spingerti a correggerti, ad elevarti al di sopra dei tuoi desideri egoistici e ad avvicinarti all’equilibrio con le leggi integrali della natura.

La forza del tuo nemico ti aiuta e la pressione che esercita ti affina.

Più il tuo nemico agisce con forza, maggiore è l’opportunità che hai di elevarti. Non dovresti quindi celebrare la caduta del tuo nemico, ma riconoscere il ruolo che ha avuto nella tua ascesa.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 28 dicembre 2019.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Qual è il significato del detto “Ama coloro che criticano e odia coloro che lodano”?

Potrebbe sembrare masochismo, ma non lo è. Colui che rimprovera ci aiuta scalfendo il nostro ego, permettendo così alla luce di entrare. Per “luce” qui si intende la qualità di amore, dazione e connessione che risiede nella natura, o in altre parole, la qualità del Creatore.

Quando ascoltiamo parole che ridimensionano il nostro orgoglio, possiamo avvicinarci al Creatore.

L’egoismo, il nostro desiderio di trarre piacere a spese degli altri, è il muro e il rimprovero è il martello. Se ci proponiamo di correggere il nostro ego per assomigliare al Creatore, allora non ci rallegreremo dell’umiliazione, ma la useremo.

Un Kabbalista potrebbe sembrare arrabbiato o indignato, ma interiormente è grato. Sa che si tratta di un aiuto, uno strumento per elevare la propria anima verso una maggiore vicinanza con il Creatore.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 28 dicembre 2019.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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