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A che età si sviluppa la vergogna?

Crescendo i bambini incontrano regole ed aspettative sociali. Non possono più avere tutto ciò che desiderano e comprendono che deve esserci reciprocità ed impegno per essere ricompensati. Ed è allora che emerge una nuova consapevolezza, una distinzione tra superiore ed inferiore, tra ciò che è lodato e ciò che è condannato.

Questa consapevolezza va oltre le azioni e tocca la nostra stessa natura. Iniziamo a percepire che ci sono qualità che la società valorizza ed altre che rifiuta. Con il tempo, questo porta a un’analisi di sé sempre più profonda e complessa, in cui arriviamo a misurarci rispetto a uno standard esterno di amore e di dazione.

Tuttavia, un sentimento di vergogna più profondo non nasce da ciò che riceviamo, ma dal riconoscere che la nostra natura di ricezione è contrapposta alla qualità di amore e di dazione. È il momento in cui comprendiamo che siamo controllati da un desiderio egoistico di godere per il solo beneficio personale, mentre esiste una qualità opposta, molto più grande e nobile, che si trova fuori dalla nostra natura: una qualità di amore e di dazione. I Kabbalisti  chiamano questa qualità di amore e di dazione: “il Creatore” e la definiscono come la forza che ci ha creato e che ci dona ogni singolo momento della nostra vita e del nostro sviluppo. Il “riconoscimento del male” indica quello stato di vergogna spirituale che raggiungiamo quando ci sentiamo come se stessimo di fronte al “Creatore”.

In questa fase non ci vergogniamo solo di ricevere, ma di come riceviamo, cioè di come sfruttiamo gli altri e la natura per il nostro beneficio personale. Non si tratta di un giudizio esterno, ma di una presa di coscienza interiore ed è un momento chiave nella nostra trasformazione dal ricevere per il solo beneficio personale al diventare come la forza di amore e di dazione, come il Creatore.

Basato sul video “ Shame – Spiritual States with Kabbalist Dr. Michael Laitman.”

Scritto/modificato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Un vero diamante

Domanda: La gente si chiede perché le cose superflue per una persona, come i diamanti e l’oro, siano così preziose. Gli psicologi rispondono che sono proprio i gioielli esclusivi a preservare l’individualità in questo mondo di globalizzazione universale. Cosa significa per una persona possedere qualcosa che gli altri non hanno?

Risposta: È solo perché diamanti e oro sono accettati dalle persone come qualcosa che infonde fiducia, un tesoro. Ma cos’è esattamente questo valore? Esiste solo perché le persone gli attribuiscono queste qualità e nient’altro.

Domanda: Nella Leningrado assediata, un pezzo di pane era un tesoro ed è veramente tale. Allora, perché abbiamo bisogno di tutti questi gingilli luccicanti?

Risposta: Per dare valore alla vita. Tutto qui! Ma questo passerà. Credo che raggiungeremo uno stato in cui emergeranno latori di valore completamente diversi.

In realtà, il vero portatore di valore è lo schermo spirituale (il Masach). Questo è ciò che conta di più. È eterno, è il conseguimento spirituale personale di una persona. Nessuno può portarlo via, non puoi venderlo o trasferirlo. Dà un senso alla tua esistenza e, soprattutto, alla vita eterna, è l’eterna soglia della vita eterna.

Domanda: Quindi tutti questi gingilli diventeranno solo gingilli?

Risposta: Non avranno alcun valore, proprio come tutto il resto nel nostro mondo. Non appena inizieremo a padroneggiare il mondo superiore, il nostro denaro e i nostri valori materiali saranno immediatamente sostituiti dalla valuta spirituale.

E la valuta spirituale è Kesef (Kisuf = copertura) e non la realizzazione dell’egoismo, ma la sua copertura al di sopra di esso: il Masach.

Come lo misureremo? È individuale. Come lo scambieremo? Non può essere scambiato; è possibile solo attraverso la connessione con il Creatore.

Quindi, sono ricco nella misura in cui sono in grado di connettere tutti a me,di entrare in loro e riempirli. La connessione con gli altri, l’appagamento degli altri, questa è la mia ricchezza.

Dov’è il mio “scrigno” che riempio? È dentro a tutti gli altri. È eterno, perfetto, non scompare mai. È mio.

Domanda: Cos’è più prezioso in queste relazioni, il diamante più grande?

Risposta: La qualità con cui riempio gli altri: Nefesh, Ruach, Neshama, Haya, Yechida. Non mi riempio, dono soltanto. Io sono proprio il vaso della pienezza. Questo è molto interessante.

Domanda: Cosa c’è di equivalente all’oro, ai diamanti o ad un semplice ciondolo nelle relazioni spirituali?

Risposta: Il potere! I diamanti, l’oro, i ninnoli, qualsiasi cosa siano, rappresentano tutti un ​​potere sugli altri. Se mi trovo in un deserto e non ci sono persone sulla Terra, ninnoli o oro non mi danno nulla.

Il potere sugli altri è ricchezza nel nostro mondo. Ma il potere su se stessi, che mi connette al Creatore, è ricchezza spirituale.

Domanda: Il potere su se stessi è il controllo sul proprio egoismo?

Risposta: Sì.Questo è lo schermo.

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Dal programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV del 26/08/2024

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La vergogna può svolgere un ruolo positivo nella crescita spirituale?

Nella saggezza della Kabbalah apprendiamo che il Creatore, la forza superiore dell’amore e della dazione che ha creato e sostiene la realtà, ha specificamente inserito la vergogna nel sistema della creazione perché spinge le persone alla correzione. “Correzione” significa passare dal nostro egoismo innato, il desiderio di godere solo per il proprio beneficio, a diventare come la qualità altruistica del Creatore, il desiderio di dirigere il beneficio verso gli altri e, in ultima analisi, verso il Creatore. Se non provassimo mai vergogna, non cercheremmo mai questo cambiamento.

Quando ci avviciniamo al progresso spirituale, la vergogna diventa il sentimento più acuto che ci porta verso il Creatore in modo più diretto. Quando sorge la vergogna, emerge una preghiera di correzione. Non chiediamo più cose materiali o guadagni personali, ma piuttosto una trasformazione interiore della nostra stessa natura, affinché non ci vergogniamo più di essa.

La vergogna non è quindi destinata a spezzarci. Al contrario, ha lo scopo di ricostruirci. È una tappa necessaria del nostro progresso spirituale che ci permette di ascendere spiritualmente, dirigendoci verso la dazione e allontanandoci dall’egoismo. Quando riconosciamo che la nostra natura è opposta a quella del Creatore, possiamo finalmente iniziare il processo di correzione che ci fa crescere spiritualmente.

Il metodo della Kabbalah ci insegna a gestire in modo ottimale questo sentimento spirituale di vergogna, a non sopprimerlo o a sfuggirlo, ma a usarlo per sollecitare la nostra trasformazione spirituale. Quando non proviamo più vergogna per la nostra natura egoistica, smettiamo di progredire spiritualmente. Tuttavia, quando proviamo vergogna e raggiungiamo una richiesta genuina di correggere la nostra natura egoistica e acquisire una natura altruistica come quella del Creatore, allora ci si apre la porta di una realtà estesa, bella, eterna e perfetta.

Basato sul video: “Shame – Spiritual States with Kabbalist Dr. Michael Laitman.”

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Il tasso di suicidi aumenterà nei prossimi anni?

Il suicidio rimane una tragedia globale significativa anche nel 2025. Circa 740.000 persone muoiono ogni anno per suicidio, equivalenti a una morte ogni 43 secondi in tutto il mondo. Negli Stati Uniti, i tassi di suicidio continuano ad aumentare, con gli uomini che muoiono al doppio della velocità delle donne e utilizzano metodi più letali come le armi da fuoco. La questione ha toccato anche personaggi pubblici, tra cui lo scrittore e regista Jeff Baena, che tragicamente ha posto fine alla sua vita all’inizio di quest’anno all’età di 47 anni. Il suicidio persiste come una delle principali cause di morte a livello globale.

Perché? La causa è il vuoto, un vuoto schiacciante e incessante che strazia le persone, lasciandole irrequiete. Neppure le droghe possono attenuare questa sensazione oscura. Quando una persona sente che non ci sono altre opzioni, quando la vita stessa sembra priva di significato, raggiunge questo punto di rottura.

Qual è la soluzione? Dobbiamo guardare alla vita in un modo in cui comprendiamo come e perché la natura opera, chi siamo, quale è la nostra natura rispetto alla legge generale della natura che ci circonda, da dove veniamo, dove siamo veramente ora, dove stiamo andando e come possiamo avere un impatto significativo in questo quadro. In altre parole, dobbiamo sviluppare una comprensione del significato della vita. Tuttavia, questa comprensione arriva solo quando siamo disposti a superare il confine tra vita e morte. Quando l’interrogativo esistenziale ci opprime più della semplice sopravvivenza, otteniamo un metro di misura per il quale vale veramente la pena vivere. Possiamo allora iniziare a sollevarci al di sopra delle nostre anguste vite egoistiche.

Che cosa significa? Significa non aggrapparsi alla vita come fa la maggior parte delle persone, non aggrapparsi a ogni desiderio passeggero. Non solo si smette di aggrapparsi, ma si inizia a vivere in un modo in cui, ogni minuto, si lascia andare l’egoismo, il desiderio di stare bene solo per il proprio tornaconto, e ci si eleva al di sopra di esso. In ogni momento ci si eleva al di sopra della morte. È come se la sperimentaste costantemente, ma così facendo vi separate da questo mondo ed entrate nel mondo superiore.

Potrebbe sembrare difficile, ma non lo è affatto. È un’opportunità incredibile a disposizione di ogni persona.

Se vogliamo comprendere il significato della nostra esistenza, dobbiamo smettere di dare valore al nostro desiderio egoistico di godere solo per il nostro tornaconto. Dovremmo invece apprezzarla solo come una base, un trampolino di lancio verso qualcosa di più grande. Questo mondo è solo una rampa di lancio per costruire una vita superiore.

La vita superiore esiste oltre la morte. Quando “uccidiamo” il nostro ego, per così dire, in ogni momento, cioè quando lasciamo andare la nostra piccola esistenza egocentrica, cresciamo in una realtà spirituale completamente nuova.

La crescita spirituale riguarda il vivere non per noi stessi, ma per qualcosa che va oltre noi stessi, per la forza dell’amore, della dazione e della connessione, per il sistema della realtà, per l’umanità nel suo complesso. Quando ci dirigiamo al di fuori del nostro “io” in questo modo, intraprendiamo un processo di trasformazione che porta immensa gioia, armonia, pace e un significativo compimento nel nostro cammino verso la scoperta di un’esistenza vera, eterna e perfetta.

Basato sulla trasmissione di KabTV: “Close-Up. Inversione dei poli” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 15 maggio 2011.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Di cosa dovremmo essere orgogliosi?

Quando impariamo come funziona la natura, come essa sia una forza unica di amore e dazione che crea e sostiene tutta la realtà, e come ogni nostro desiderio, pensiero,  caratteristica e qualità siano opera della natura, alla fine ci rendiamo conto che non abbiamo nulla di cui essere orgogliosi da soli. Ogni nostra forza, talento e qualità, sia positiva che negativa, ci è stata data dalla natura. Anche la saggezza e lo sforzo di cui abbiamo bisogno per passare dal nostro stato egoistico innato a uno stato altruistico che sia in equilibrio con la natura, vengono anch’essi dalla natura. Pertanto, è privo di senso vantarsi della nostra intelligenza, forza o abilità, perché non siamo noi ad aver creato queste qualità.

Potremmo allora chiederci se possiamo essere orgogliosi di compiere buone azioni per gli altri. Chi ci dà questa forza? Se analizziamo bene, vediamo che la natura ci dà tutto: la saggezza, la capacità e persino le circostanze che ci permettono di agire.

Qual è quindi il nostro ruolo personale? Noi siamo il sistema attraverso il quale agiscono le leggi della natura. Il nostro ruolo in questo quadro è quello di creare le giuste condizioni affinché le leggi altruistiche e integrali della natura possano operare attraverso di noi. Possiamo quindi essere orgogliosi di diventare un recipiente corretto per l’opera della natura attraverso di noi, di renderci un canale per far fluire la forza d’amore e di dazione della natura verso gli altri e verso il mondo.

Basato sul video: “Pride – Spiritual States with Kabbalist Dr. Michael Laitman”.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cos’è la Verità Assoluta?


La verità assoluta è il riconoscimento che tutto nel nostro mondo è relativo, tranne due forze fondamentali: il desiderio di ricevere e il desiderio di dare. Queste due forze opposte definiscono tutta l’esistenza. La forza della dazione è la forza che risiede nella natura, mentre noi esseri umani siamo la forza della ricezione.

La saggezza della Kabbalah chiama la forza della dazione “il Creatore”, così come “la Natura” e diversi altri nomi che definiscono la potenza del dare rivolta verso l’esterno e che ha creato e sostiene tutta la vita.

La forza della ricezione è ciò che questa forza di dazione ha creato: gli esseri di livello inanimato, vegetale, animale e umano.

Per determinare la verità, dobbiamo misurare tutto in base a questo standard assoluto: la forza o qualità della dazione. Se qualcosa ci avvicina alla dazione e alla connessione, è vero. Se ci allontana dalla dazione, è falso. Questa comprensione ci consente di fare veri progressi per scoprire come e perché la natura funziona come funziona, come e perché la natura dell’essere creato è stata creata in opposizione alla natura generale e come passare dalla nostra natura di ricezione alla natura della dazione per scoprire la realtà al di fuori della nostra percezione innata, una realtà di eternità e perfezione. Altrimenti, ci perdiamo in molteplici “verità” soggettive.

Ma perché dovremmo pensare che la dazione sia la verità ultima? Dopotutto, non lo percepiamo immediatamente come tale. È qui che la Kabbalah offre un metodo, non un sistema di credenze, ma un approccio pratico, scientifico ed empirico. Siamo invitati ad esaminare la saggezza, per vedere come essa spiega la struttura dell’universo, la natura dell’umanità e la direzione del nostro sviluppo in modo logico e pratico. Col tempo, attraverso lo studio e l’esperienza personale, sviluppiamo gli strumenti sensoriali per percepire direttamente questa realtà.

Proprio come i primi scienziati che dedussero l’esistenza dei microrganismi prima di poterli vedere al microscopio, i kabbalisti lavorano con forze che inizialmente sono al di là della percezione ordinaria. Ma attraverso un processo strutturato, chiunque può sviluppare queste capacità e sperimentare direttamente il Creatore, la forza assoluta della verità.

Pertanto, la verità non riguarda solo i fatti o la logica. Si tratta di raggiungere uno stato in cui ci allineiamo con la forza della dazione, elevandoci al di sopra della nostra percezione limitata ed egocentrica per recepire la realtà come è al di fuori della nostra innata visione e sensibilità egoistica.

Basato sul video: “Verità e menzogna – Stati spirituali con il Kabbalista Dr. Michael Laitman”.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché il tasso di suicidi è aumentato così tanto negli ultimi quarantacinque anni?

Il numero impressionante di suicidi nel mondo è una conseguenza diretta della frantumazione della nostra società umana. La natura umana è il desiderio di godere. Tutti desideriamo comfort, sicurezza e felicità per noi stessi, ma ci troviamo di fronte a un ciclo infinito di sentimenti negativi e insoddisfazione. Questo ci porta alle domande esistenziali fondamentali: Qual è il senso della vita? Perché abbiamo bisogno della vita? Cosa c’è da aspettarsi? Quando ci confrontiamo con un mondo sempre più instabile, iniziamo a sentire che la vita non riserva altro che sofferenza. Il pensiero che anche tutti gli altri lottano non ci offre alcun conforto in questa situazione.

Possiamo essere portati, sia emotivamente che logicamente, a uno stato in cui toglierci la vita sembra l’unica soluzione. Se la vita consiste semplicemente nel sopravvivere a infinite difficoltà, allora cosa dovrebbe impedirci di porvi fine? L’istinto di autoconservazione non è abbastanza forte da controbilanciare il dolore opprimente e vediamo come può essere facilmente neutralizzato. La società, tuttavia, determina in larga misura il modo in cui questa equazione si manifesta in una persona. Per esempio, i Giapponesi hanno storicamente venerato la morte, elevandola a una forma di onore culturale. In America, il problema si manifesta in modo diverso, attraverso il diffuso abuso di droghe, che serve come fuga dal vuoto esistenziale.

La depressione continua ad aumentare, soprattutto nei Paesi più sviluppati. Questo non sorprende, perché più una società diventa avanzata, più sente il vuoto interiore. Non si tratta però di un problema che riguarda solo i Paesi sviluppati, ma di un problema sempre più diffuso in tutta l’umanità, man mano che ci evolviamo. Tuttavia, c’è una via d’uscita.

L’umanità raggiungerà un punto in cui molte persone preferiranno la morte alla vita e questo sarà un momento di transizione. A questo punto, le persone si renderanno conto che la loro sofferenza non è causata da forze esterne, ma dalla loro disarmonia interiore. Si renderanno conto di aver perso l’equilibrio, non solo tra di loro, ma anche con la natura stessa. Smetteranno di incolpare la natura e le cause esterne a loro stesse e inizieranno a riconoscere che il proprio approccio egoistico all’esistenza ha messo la natura contro di loro. Questa presa di coscienza richiederà un cambiamento radicale.

Quando questo accadrà, l’umanità scoprirà finalmente il metodo per cambiarsi. Le persone impareranno a raggiungere l’equilibrio, la felicità e l’armonia con la realtà circostante. Questo risveglio aprirà le porte a una nuova percezione della vita, in cui la nostra direzione verso lo scopo della vita, l’unità e una sensazione eterna e perfetta dell’esistenza sostituiranno la sofferenza.

Basato sulla trasmissione di KabTV “Close-Up. Inversione dei poli” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman il 15 maggio 2011.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Qual è la radice della vergogna?

Secondo la saggezza della Kabbalah, la radice della vergogna si trova in quelle che vengono chiamate le “Quattro Fasi della Luce Diretta”, il progetto iniziale della creazione che esiste alla base della vita.

Queste quattro fasi sono quattro discernimenti e decisioni chiave che hanno avuto luogo ben oltre l’universo fisico come lo conosciamo, in una relazione primordiale tra la forza originaria dell’amore e della dazione, chiamata “il Creatore”, che ha creato un essere in forma opposta, come forza di ricezione.

La natura fondamentale dell’essere creato è stata creata come desiderio di ricevere piacere, senza alcuna consapevolezza di chi o cosa gli stia dando il suo appagamento. All’inizio, l’essere creato non riconosce nemmeno l’esistenza di chi dona. È come un neonato che prende dai genitori senza pensarci due volte. L’essere creato non avverte quindi alcuna differenza tra sé e il Creatore. Percepisce solo l’appagamento che riceve.

Tuttavia, man mano che l’essere creato si sviluppa, sorge una nuova sensazione: il riconoscimento che riceve mentre il Creatore dà. Questa consapevolezza crea un senso di disparità, la comprensione che c’è una natura superiore che dona, mentre lui prende soltanto. Questa sensazione di disparità che emerge è la prima sensazione di vergogna nella creazione, la radice della vergogna.

Basato sul video: “Vergogna – Stati spirituali con il Kabbalista Dr. Michael Laitman”.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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La Tradizione dei Kabbalisti

Domanda: L’atto di un kabbalista di scrivere le proprie impressioni da una lezione è una tradizione o era qualcosa che faceva solo Rabash?

Risposta: Di norma, è una tradizione. Tutto dipende dall’approccio della persona.

Ci sono insegnanti che non riescono a scrivere nulla. Al contrario, vivono di ciò che dicono e trasmettono nell’atmosfera. E ci sono quelli che fanno il contrario. È molto difficile da dire.

Domanda: Quindi molti kabbalisti hanno qualcosa di simile a Shamati, appunti di ciò che hanno ascoltato in una lezione?

Risposta: Sì, gli articoli del libro Shamati sono un tipo speciale di articoli. Ritengo che stiamo avvicinando l’umanità a uno stato in cui sarà in grado di apprezzare la profondità di questo libro.
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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 18/02/25, “Preparazione all’apertura del cuore al Congresso”

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Che cos’è la verità? Come possiamo definire la verità?

La verità e la falsità sono tra gli aspetti più fondamentali ma fraintesi della percezione umana. Il kabbalista Yehuda Ashlag (Baal HaSulam) scrive che “nessun merito è più importante della qualità della verità e non esiste disonore maggiore della qualità della falsità.” Eppure, nel nostro mondo, la verità sembra sfuggente. Ognuno ha la propria versione della verità. Questa è la radice di molta confusione, laddove  le persone sostituiscono continuamente la verità con le bugie e le bugie con la verità.

Come possiamo quindi stabilire cosa sia effettivamente vero?

Il problema risiede nella nostra incapacità di misurare la verità rispetto a uno standard assoluto. In filosofia, psicologia e religione, non esiste una verità unica e universalmente condivisa. Le leggi e i codici morali variano da paese a paese, e anche valori fondamentali come libertà ed uguaglianza sono interpretati in modo diverso da persone diverse. Se gli esseri umani vivessero in isolamento, separati in piccoli gruppi senza interazione, forse queste variazioni non avrebbero importanza. Ma oggi, il mondo è interconnesso e, senza una base comune, nascono malintesi e conflitti.

Esiste uno standard assoluto per la verità?

Nel mondo fisico, accettiamo che alcune leggi siano immutabili. La legge di gravità, ad esempio, si applica allo stesso modo a tutte le persone, indipendentemente dal credo o dalla cultura. Se le leggi sociali fossero altrettanto universali, avremmo una solida base per le relazioni umane. Tuttavia, poiché siamo egoisti, in quanto ognuno di noi desidera godere di un vantaggio personale a spese degli altri, modelliamo le leggi sociali per adattarle ai nostri desideri. Invece di cercare uno standard oggettivo, adattiamo continuamente le nostre percezioni di verità e falsità per servire i nostri interessi personali.

La saggezza della Kabbalah insegna che la verità non è statica, ma deve essere ricercata continuamente. “Cercate la giustizia e la verità”, dicono le fonti, il che significa che dobbiamo perseguire attivamente la verità nel corso della vita. È un processo di perfezionamento che avviene di generazione in generazione e che porta a una società che si sviluppa e progredisce. Se abbandoniamo questa ricerca e insistiamo a mantenere le nostre verità soggettive, rimaniamo divisi e stagnanti.

Perché la falsità è così profondamente radicata nella natura umana?

Nasce dal nostro desiderio intrinseco di godere per il proprio tornaconto. Quando una persona opera esclusivamente per interesse personale, la verità e la falsità diventano secondarie. L’unica considerazione diventa ciò che ci fa stare bene in quel determinato momento. In questo stato, ognuno giustifica il proprio punto di vista, convinto di essere nel giusto mentre gli altri sono nel torto. Il mondo, quindi, si frammenta in prospettive contrastanti.

Questa divergenza di opinioni non è intrinsecamente negativa. Anzi, le differenze tra le persone sono necessarie e benefiche. Il vero problema è che non sappiamo come lavorare con le nostre differenze per raggiungere una verità superiore comune. Invece di elevarci al di sopra delle nostre dispute, lasciamo che ci separino. La Kabbalah non invita a cancellare le differenze, ma a trovare l’unità al di sopra di esse. Sarebbe quindi saggio imparare ad elevarci al di sopra delle nostre pulsioni egoistiche di divisione per unirci.

Cosa è più importante: la verità o l’unità?

L’unità. La verità e la falsità, così come le percepiamo, sono relative. Dipendono dal nostro livello di comprensione, dai nostri desideri e dalle nostre emozioni. Ciò che una persona considera vero, un’altra potrebbe considerarlo falso. Ma l’unità è una necessità assoluta. Una società che dà priorità ai legami umani positivi e alla responsabilità reciproca si allineerà naturalmente alla verità nel tempo. Anche una bugia, se usata per il bene dell’unità, può essere giustificata. Per esempio, un genitore potrebbe ingannare un figlio per guidarlo verso qualcosa di benefico. Allo stesso modo, se una persona annulla le proprie pulsioni egoistiche per il bene della società, può raggiungere il miglior stato possibile per sé e per gli altri.

C’è una ragione per cui i saggi dicono: “La verità cresce dalla terra.” La terra simboleggia il desiderio umano, che è nel suo stato più basso e più egoistico. Da lì, una persona deve ascendere a uno stato unificato e altruistico. Il movimento verso la verità è sempre una salita verticale, che richiede un movimento continuo per elevarsi al di sopra del proprio interesse personale.

I kabbalisti mentono?

Sì, ma solo per il bene di un obiettivo più alto, che è l’unità. La saggezza della Kabbalah spiega che la verità non riguarda l’accuratezza dei fatti, ma l’allineamento con lo scopo della creazione. Questo scopo è che tutte le persone raggiungano una connessione completa, formando un insieme unificato. Per raggiungere questo stato, dobbiamo comprendere le leggi della natura, come operano e dove ci guidano. La verità più alta non si trova nelle prospettive individuali, ma nella legge universale che, in ultima analisi, ci sviluppa fino a uno stato di completa connessione.

Allo stesso tempo, dobbiamo preservare l’individualità delle persone. L’unità non consiste nel rendere tutti uguali. L’unità si realizza invece quando individui diversi si integrano volontariamente in un insieme più grande. La verità, quindi, ha luogo quando tutte le prospettive individuali si fondono armoniosamente.

Come si fa a stabilire cosa è effettivamente vero?

Qual è l’obiettivo comune verso cui dobbiamo unirci? È la connessione stessa. Secondo la Kabbalah, riveliamo la vera natura della realtà solo attraverso la nostra connessione. Il Creatore, la verità ultima, non è un concetto astratto, ma una forza d’amore, di dazione e di connessione che si rivela nell’unità delle persone. Non ci sono esempi di questo che possiamo vedere con i nostri occhi nel mondo fisico. Dobbiamo invece farne esperienza interiormente. Il principio chiave è mettere il desiderio degli altri al di sopra del nostro, come espresso nel comandamento: “Ama il tuo prossimo come te stesso”. Quando raggiungiamo questo livello, diventiamo parti attive dell’unico sistema unificato e iniziamo a sentire la presenza del Creatore.

In che modo la Kabbalah distingue tra diversi tipi di verità e falsità?

La saggezza della Kabbalah fa un’importante distinzione tra due tipi di analisi: verità e falsità rispetto a dolce e amaro. La verità e la falsità sono determinate dall’intelletto, mentre il dolce e l’amaro sono percepiti emotivamente. Fin dalla nascita, operiamo naturalmente sulla base del dolce e dell’amaro. Cioè, consideriamo “buono” ciò che ci sembra o ci fa sentire bene e “cattivo” ciò che sentiamo o immaginiamo come negativo per noi. Un neonato cerca istintivamente il piacere ed evita il dolore, senza alcuna valutazione intellettuale, come risposta corporea automatica.

Tuttavia, man mano che ci sviluppiamo, impariamo gradualmente ad applicare la seconda analisi: verità e falsità. Dobbiamo essere in grado di riconoscere che qualcosa può essere dolce ma dannoso, o amaro ma benefico. Ad esempio, la medicina potrebbe avere un sapore amaro, ma porta alla guarigione. Al contrario, qualcosa che è piacevole nel momento può portare a danni a lungo termine.

La sfida è imparare come integrare questi due tipi di analisi. Come possiamo allineare le nostre valutazioni emotive e intellettuali affinché lavorino insieme invece che in opposizione? La chiave sta nell’imparare a perfezionare continuamente la nostra analisi intellettuale per valutare i nostri impulsi emotivi.

Basato sul video “Verità e menzogna – Stati spirituali con il Kabbalista Dr. Michael Laitman”. Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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