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Essere pronti a studiare la Kabbalah

Domanda: Come fa una persona a sapere di essere pronta per lo studio della Kabbalah?

Risposta: Se una persona chiede: “Qual è lo scopo della mia vita” e non trova una risposta, inizia a cercarla e spesso arriva alla Kabbalah.

Se sentono di non poter vivere senza di essa, diventa chiaro che il Bore li sta invitando a questo. E così, iniziano a studiare la scienza della Kabbalah.
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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 28/8/19, “Domande e risposte”

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Come può una persona desiderare di conoscere il Creatore e non ciò che Lui dà?

Domanda: Come si può aprire il cuore al Creatore affinché ci porti fuori dall’egoismo?

Risposta: Questo è esattamente il motivo per cui studiamo la saggezza della Kabbalah. Serve per capire come ricevere tutto ciò che il Bore vuole darci, cosa che può avvenire solo attraverso la connessione tra di noi.

Pertanto dobbiamo sforzarci di connetterci al di sopra dei nostri desideri egoistici e, nella stessa misura, il Creatore può essere rivelato dentro di noi.

Domanda: Come può una persona desiderare di conoscere il Bore stesso e non solo ciò che Lui dà?

Risposta: Dipende dalla tua disponibilità a connetterti con il Creatore piuttosto che a ricevere da Lui. Devi essere pronto ad accettare ciò che Egli desidera dare, per connetterti con Lui e portargli contentezza attraverso questa connessione.

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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 23/9/24, Scritti di Rabash “Riguardo alla Shechina [Divinità]”

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Cosa significa che una persona è pura?

Ci sono due casi in cui possiamo essere puri.

Uno è quando il nostro desiderio di ricevere è molto limitato e allora siamo puri come i bambini piccoli. In altre parole, la natura umana è un desiderio di ricevere piacere e questo desiderio cresce individualmente e in tutta l’umanità. Passiamo da desideri individuali più ristretti, come cibo, sesso, famiglia e casa, attraverso desideri sociali sempre più intensi di denaro, onore, potere, per arrivare a desideri ancora più elevati di conoscenza e spiritualità. Quindi, possiamo essere puri se ospitiamo un desiderio molto limitato e non sviluppato, simile all’innocenza e alla purezza che vediamo nei bambini piccoli.

Tuttavia, possiamo anche essere puri con un grande desiderio di ricevere. Come? Attraverso il lavoro di sviluppo dell’intenzione di donare.

Per lavorare sullo sviluppo dell’intenzione di donare in base al nostro innato desiderio di ricevere, dobbiamo attrarre la forza positiva di amore e dazione che risiede nella natura. Ciò agisce gradualmente su di noi e fa sì che la nostra intenzione passi da un’impura intenzione egoistica, in cui miriamo esclusivamente a trarre beneficio da noi stessi a spese degli altri e della natura, a un’intenzione altruistica, in cui intendiamo apportare benefici agli altri e alla natura.

Quest’ultima purezza richiede lavoro, e la Kabbalah è un metodo che guida tale lavoro. È per quelle persone che sentono di avere un grande desiderio di ricevere e che sentono il bisogno di lavorare con esso per meglio orientarsi tra gli impulsi che agiscono costantemente su di loro.

Con il metodo della Kabbalah, possiamo attrarre la forza positiva dell’amore e della dazione della natura, chiamata “attrarre la luce che riforma”, imprimere un cambiamento importante alla nostra intenzione e imparare a diventare puri in un mondo in cui un desiderio smisurato di ricevere rovina sempre di più la vita delle persone.

 

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

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Il “caffè sospeso” rieduca i ricchi

Nelle notizie (NPR):

“Il 27 marzo 2013, John Sweeney, un idraulico irlandese, ha aperto una pagina Facebook chiamata Suspended Coffees. Il suo messaggio era semplice: Offri una tazza di caffè a uno sconosciuto, perché un atto di gentilezza può cambiare la vita. Otto ore dopo, la pagina aveva ottenuto più di 20.000 like.

“Suspended coffee”, o “Caffè sospeso”, è una tradizione che proviene da Napoli e risale almeno all’inizio del XX secolo. Quando i clienti pagano il caffè, pagano anche in anticipo per una tazza da dare a qualcun altro, di solito qualcuno che altrimenti non potrebbe permetterselo. …
Una sfida per fare della gentilezza attraverso il caffè un punto fermo della cultura americana è che “siamo una società che non è molto a suo agio, culturalmente, nel chiedere aiuto”.

Domanda: È possibile creare una tale armonia per l’umanità in modo che coloro che hanno soldi e opportunità presentino qualcosa senza il loro nome e gli altri lo usino senza umiliarsi alla richiesta? Ci avvicinerebbe all’armonia o no?

Risposta: In parte sì.

Domanda: Qual è l’elemento più importante qui? Il fatto che sia offerto e che sia anonimo?

Risposta: È naturale, senza cognomi, senza nulla. Né chi dà né chi riceve. È così che tutto esiste in incognito.

Domanda: C’è armonia in questo?

Risposta: Certo.

Domanda: Il fatto che io dia qualcosa di mio senza pretendere nulla in cambio rende il mondo più accogliente, migliore?

Risposta: Parzialmente. Il nostro egoismo non ci permette di farlo tutti i giorni. Si può fare per una settimana o poco più, ma non sempre.

Domanda: Quindi non può essere un processo di educazione a portarci a questo e a vivere sempre così?

Risposta: No.

Domanda: Ci devono essere degli alti e bassi?

Risposta: Altrimenti sarebbe come una specie di tassa e così via.

Domanda: Non sarebbe più uno sforzo?

Risposta: Sì, e deve esserci uno sforzo.

Domanda: È chiaro che questo è un processo di educazione più per chi sospende, cioè per una persona ricca. E per chi accetta, cosa c’è invece? C’è qualche tipo di educazione per lui?

Risposta: Deve capire che qualcuno ha pensato a lui. E quindi, quando avrà la stessa opportunità, dovrà farlo anche lui.

Domanda: È bellissimo! È in atto un processo di educazione reciproca?

Risposta: Sì.

Domanda: È possibile farlo?

Risposta: Si tratta di un accordo reciproco. Naturalmente si può fare. È possibile arrivarci attraverso l’educazione. Una persona viene educata così e poi diventa un’abitudine. Ci pensa, non lo dimentica e lo fa. Oppure può essere sotto pressione, come una specie di tassa.
Ma non c’è altro modo, perché l’egoismo in noi cresce costantemente e richiede di essere alimentato.

Domanda: Quindi una persona si adatterà in qualche modo a questi sforzi?

Risposta: Sì.

Domanda: Possiamo dire qual è la via definitiva all’armonia?

Risposta: L’approccio finale all’armonia è quando non sentiamo che il nostro egoismo ci costringe a fare qualcosa. È quando ci eleviamo al di sopra di esso e siamo veramente liberi. Si tratta, ovviamente, di un’impresa acrobatica! Ma accadrà.

Domanda: Ci conduci lentamente in un mini vicolo cieco e poi improvvisamente dici: ‘Ma accadrà.’ Vuoi calmarci o accadrà davvero?”

Risposta: Sono sicuro che accadrà, l’umanità deve arrivare a questo. È scritto nei nostri geni.
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Da “Notizie con il Dr. Michael Laitman” di Kab TV del 13/5/24

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Il Significato Simbolico del Numero delle Anime

Domanda: Sento una sorta di mistero dietro il numero “600.000.” Questa sensazione è corretta?

Risposta: “600.000” è una cifra puramente simbolica per rappresentare il numero di anime che devono unirsi per rivelare pienamente la Shechina. Quindi non bisogna attribuire troppa importanza a questo numero.

Il punto principale per noi è stare insieme nell’aiuto reciproco e nell’appagamento l’uno dell’altro, in modo da poter sentire insieme l’intero Kli, l’intera anima. Allora avremo successo.
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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 23/9/24, Scritti di Rabash “Riguardo la Shechina [Divinità]”

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