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Non gestione ma realizzazione

Domanda: Si dice che l’attività manageriale includa tre fattori: tempo, talento e desiderio.
Eppure, nella sua opinione, può essere manager anche qualcuno a cui il management non piace. Perché?

Risposta: Perché uno a cui non piaccia fare il manager non confonde né manipola le persone. Il management è una cosa buona quando si ha chiaro un determinato obiettivo e si cerca di sviluppare costantemente modalità specifiche e semplici per raggiungerlo, quando si capisce quali sono le persone giuste per ricoprire un determinato ruolo al fine di raggiungere l’obiettivo.

Domanda: Intende dunque che un buon manager è qualcuno che non desidera esserlo ma piuttosto si trova in questo ruolo per necessità?

Risposta: Sì, esatto. Diversamente ci si impantanerebbe nel lavoro e ci si crogiolerebbe a scavare nel pantano.

Domanda: Significa forse che per il manager l’obiettivo da perseguire deve essere più importante del desiderio di avere il controllo su altre persone e gestirle?

Risposta: Certamente. Se solo potessi saltare alla fine dell’intero processo! Questo è ciò che conta per me, a me fare il manager non piace, mi piace raggiungere gli obiettivi.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Management Skills”, 11/06/2020

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Superare il conflitto al livello del pensiero

Domanda: Perché per noi è così difficile fermarci quando un conflitto è in pieno svolgimento? Come è possibile  “organizzarci” in anticipo, in modo da non raggiungere tali stati?

Risposta: Non abbiamo bisogno di approfondire lo stato di un conflitto. Dobbiamo solo capire che per ciascuno di noi esiste uno stato più elevato, più importante e necessario e dobbiamo provare ad elevarci al di sopra del contrasto.

Domanda: Cosa dovrei fare: eliminare tutta la rabbia accumulata, sapendo che potrebbe sorgere un conflitto, o sopportare e tenere tutto per me stesso?

Risposta: Ne l’uno e né l’altro. Hai solo bisogno di chiarire con calma tutti i punti e poi iniziare a risolverli attraverso l’ascesa al livello comune successivo.

È importante riconoscere una situazione critica prima che insorga un contrasto. Quindi, per così dire, è possibile sorpassarlo al livello dei pensieri e delle forze, e non quando le persone si stanno già urlando addosso o iniziano una lotta.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Skills Management”, 16/07/2020

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New Life n.1273 – Il potere di cambiare la realtà

New Life n.1273 – Il potere di cambiare la realtà
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

Riepilogo:

Le onde cerebrali sono la nostra arma più potente contro il Coronavirus. I nostri pensieri e desideri hanno il potere di cambiare la realtà e guarirci fisicamente. Il vero vaccino contro il Coronavirus e tutti i virus è cambiare il nostro atteggiamento l’uno verso l’altro. Viviamo in un campo di forza che influenza l’universo. I virus arrivano a livello di pensiero e desiderio, attraverso l’aria. L’ego umano che cerca di essere migliore degli altri a spese degli altri è malvagio in quanto ci indebolisce e ci fa ammalare.

Abbiamo bisogno di un sistema educativo speciale che ci insegni ad essere buoni con gli altri e a connetterci oltre gli ostacoli che ci separano. Dobbiamo cambiare noi stessi, in modo da impegnarci in relazioni cuore a cuore con gli altri. Sperimentiamo una nuova vita quando cambiamo la nostra natura da egoista ad altruista e da odio ad amore.

Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1273 – Il potere di cambiare la realtà”, 03/08/2020

Come possiamo trasformare la sofferenza in piacere?

Domanda: Perché, con la costante rivelazione del male in me, provo una grande sofferenza? È perché non sono soddisfatto del mio progresso e del mio fallimento nell’avvicinarmi al Creatore?

Risposta: E’ perché la discrepanza tra ciò che si desidera e ciò che è in realtà, invoca sofferenza. In questo caso, vuoi avanzare, ma ti senti inferiore rispetto allo stato in cui vorresti essere.

Ma d’altra parte, queste sono sofferenze positive. Ti insegnano ad andare avanti correttamente. È quindi vietato immergersi in esse e sedersi e piangere, ma è necessario attuarle correttamente.

Domanda: Quindi, la rivelazione del male implica la sofferenza?

Risposta: No. Dipende da come la percepisci. Se non senti la differenza tra ciò che vuoi e ciò che hai, come sofferenza, non avanzerai. Ma questa non è la via della sofferenza.

Il percorso della sofferenza è quando sei inconsciamente in loro e non sai come muoverti e cosa fare. Tutta l’umanità si trova in questo stato.

Solo le persone che studiano la saggezza della Kabbalah sono consapevoli delle sofferenze che ricevono e possono usarle per mirare allo scopo della creazione. Ascendono al di sopra delle sofferenze e la percepiscono anche come dolcezza, come guida verso l’obiettivo auspicabile.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Fundamentals of Kabbalah”, 18/11/2018

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Da cosa dipende un matrimonio felice?

Domanda: Tutta l’umanità crede che i matrimoni celebrati in età matura siano più forti e più stabili. È davvero così? Quando una persona ha bisogno di sposarsi?

Risposta: Naturalmente, nel tempo diventiamo più saggi. La vita ci educa con metodi piuttosto duri. Tuttavia, non devi per forza farne esperienza. Tutto dipende dall’istruzione ricevuta, dal tipo di esempio che il bambino ha avuto in famiglia. Sappiamo che i bambini ripetono alla lettera ciò che vedono fare ai loro genitori.

In generale, inizierei a educare una persona alla vita familiare già dalla scuola dell’infanzia e continuerei a scuola, all’università e al lavoro. Circoli domestici, televisione, tutto dovrebbe essere dedicato alla creazione della famiglia corretta come unità della società.
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Dalla trasmissione di KabTV “Kabbalah Express”, 1/09/2020

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Gentilezza e genetica

Domanda: Ho letto che la benevolenza verso le persone dipende per il 45% dalla genetica. Questo vuol dire che ci sono individui per i quali è naturalmente più facile costruire relazioni e connessioni, mentre altri sono destinati a fallire. Perché la natura ha pianificato tutto in questo modo?

Risposta: E’ così specificamente per creare in noi l’illusione del libero arbitrio, della libertà di scelta (come se io decidessi ogni cosa), della libertà di percezione ed azione, per mostrarci un mondo nel quale sembra esserci completa libertà.

Domanda: Qual è la scala di valori in base alla quale definisci buone o cattive le connessioni tra individui?

Risposta: Questo è molto difficile da determinare perché dipende dalle intenzioni dell’individuo. E non possiamo vedere le sue intenzioni in quanto ci sono celate.
Questo è il motivo per il quale la Kabbalah è chiamata la saggezza nascosta; si occupa delle intenzioni e non di forze come la fisica o di proprietà come la psicologia, ma di intenzioni che sono più elevate delle forze e delle proprietà.
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Dalla trasmissione di KabTV “Communication Skills”, 30/07/2020

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New Life n.1252 – Differenze di opinioni sul Coronavirus

New Life n.1252 – Differenze di opinioni sul Coronavirus
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi

Riepilogo:

Il problema dell’epidemia da Covid19 è che ogni esperto espone pubblicamente la propria opinione personale e la gente si confonde, diventa isterica oppure ne rimane indifferente. L’ignoto fa paura. Abbiamo familiarità con l’influenza perché l’abbiamo provata di persona. Anche se non conosciamo questo virus e non abbiamo vissuto la malattia di persona, questa situazione ci stressa comunque molto. La cosa giusta è fare quello che dice la maggioranza dei medici, non quello che dice la gente o i mezzi di comunicazione. Devo accettare quello che la maggioranza delle persone decide, perché desidero stare con tutti. Questo mi porterà felicità. Dobbiamo comportarci in modo di fare il bene per gli altri e proteggere la loro salute, anche se noi stessi siamo indifferenti. Chi non usa le mascherine è sconsiderato verso gli altri. Chi fa il bene degli altri non ha tempo per l’isterismo né per l’indifferenza.

Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1252 – Differenze di opinioni sul Coronavirus”, 15/06/2020

Non c’è nessun problema che non possa essere risolto

Domanda: Lei pensa che ogni problema possa essere risolto?

Risposta: Assolutamente tutti! Tutto dipende a che livello e come risolverlo.

Tutta la natura obbedisce ed è determinata da chiare leggi di luce e vaso (desiderio). Le decisioni arrivano dall’alto verso il basso e non ci sono sorprese.

E nonostante questo sia nascosto a noi, in generale, non c’è nulla di sconosciuto in natura. Comunque, non possiamo calcolare, così come si studia la teoria della probabilità all’università, quanto è alta la probabilità di una particolare sentenza. Einstein diceva anche: “D-o non gioca con i dadi.”

Domanda: Cioè, molte soluzioni esistono solo in relazione a una persona? C’è davvero una soluzione chiara?

Risposta: Certo! Perché l’inizio e la fine della natura sono assolutamente connessi. Ma con rispetto all’uomo, questa natura unificata esiste in una forma così incomprensibile che l’ha raccolta dentro se stessa e posiziona tutti i cubi in una lucente piramide.

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Dalla trasmissione di KabTV “Management Skills”, 11/06/2020

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Conflitti interiori

Domanda: C’è differenza nel modo di redimere conflitti con persone esterne a se stessi e conflitti interiori? Oppure il procedimento è lo stesso?

Risposta: In linea di principio, sì. Ma dentro ad una persona, i conflitti si risolvono in modo leggermente differente perché serve vedere entrambi i lati dell’argomento.

Commento: Diciamo che io voglio uscire e devo decidere se indossare una mascherina o no. C’è un conflitto interno. Da un lato ho una certa cautela perché non voglio infettare gli altri. Dall’altro, è scomodo respirare e sembra non esserci nessuno in giro. Quindi, una persona fa regolarmente dei calcoli, i conflitti sorgono ogni secondo.

Risposta: Con una mascherina, è molto semplice. Di fatto ci sono specialisti che capiscono come il virus si diffonde. E se dicono che dovresti indossare una protezione, lo accetti e te ne metti una anche se non c’è nessuno in giro.
Questo mi dà la possibilità di essere onesto con me stesso e con la natura.

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Dalla trasmissione di KabTV “Management Skills”, 16/07/2020

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L’unica motivazione

Domanda: Molti dicono che la maggior parte delle persone sono motivate a lavorare per lo stipendio, alcune per fare carriera, ed altre dall’atmosfera positiva all’interno dell’azienda.

C’è un proverbio che racconta di un viandante nel deserto che incontra un uomo che sta facendo rotolare una pesante pietra. Il viandante gli chiede: “Cosa stai facendo?”  Ed egli risponde: “Lavoro, soffro.” In seguito il viandante incontra un altro uomo che sta facendo la stessa cosa. Alla sua domanda risponde: “Mi guadagno da vivere per mantenere la mia famiglia”. Ed il terzo disse: “Sto costruendo un tempio.”

L’azione è la stessa, ma per ognuno la motivazione è diversa. Quale può essere la più alta motivazione per un individuo? Come motiveresti, diciamo, i tuoi dipendenti?

Risposta: Solo con l’educazione. Hanno bisogno di capire che stanno facendo il lavoro più importante al mondo. In ogni istante compiono sforzi tali da migliorare il mondo ed elevare l’intero universo al grado successivo dell’esistenza.

Non c’è alcun lavoro al di sopra di questo perché dirige il mondo verso uno stato integrale quando ogni parte interagisce con tutte le altre come una singola unità. E sempre di più il mondo si conforma come un singolo organismo. La consapevolezza di ciò che stiamo facendo è un incentivo necessario per il nostro corretto sviluppo.
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Dalla trasmissione di KabTV “The Post-Coronavirus Era”, 4/06/2020

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