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New Life n.994 – La memoria collettiva – 1’ Parte


New Life n.994 – La memoria collettiva – 1’ Parte
Il Dott.Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

Riepilogo:

Il campo della memoria collettiva è il segreto della natura; tutte le creature sono connesse in un singolo campo di memoria collettiva. Questo è come un computer molto grande ed è gestito da una potenza elevata. Ogni nazione ha le sue proprie Reshimot o geni spirituali, che sono impressioni registrate su tutto ciò che è stato scritto nel loro desiderio collettivo di ricevere. Il destino di ogni nazione è determinato da questa radice spirituale, che viene rivelata solo ai kabbalisti. I kabbalisti sono coloro che possono usarla correttamente, a beneficio di tutti. L’unica nazione che ha accesso a questo campo di memoria collettiva è Israele poiché il suo ruolo è quello di connettere tutti al potere più alto.

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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.994 – La memoria collettiva – 1’ Parte”, 4/10/2018

“Gli scontri fra Iran e Israele e il perché i nemici di Israele non le danno tregua”

Il famoso portale Breaking Israel News ha pubblicato il mio nuovo articolo: “Gli scontri fra Iran e Israele e il perché i nemici di Israele non le danno tregua

“Se è impossibile suonare lo Shofar della redenzione, i nemici di Israele, Amalek, Hitler, ecc., arriveranno e ci richiameranno alla redenzione, ci hanno avvertito e non ci daranno tregua”.
(Rav Abraham HaCohen Kook)

Dopo lunghi periodi durante i quali Israele è stata in guerra con tutti i paesi limitrofi, l’Iran, il nemico di turno, la avverte che non le darà tregua.

La settimana scorsa è arrivato il momento in cui, fra i due paesi, dopo anni durante i quali hanno mostrato i muscoli, sono cominciati a volare i primi colpi. Ore dopo la rivendicazione dell’attacco alle forze israeliane sulle alture del Golan con razzi iraniani, Israele ha reagito sparando dozzine di missili sulle postazioni iraniane in Siria. Il breve ma intenso conflitto ha sollevato il timore che, nella regione, la violenza si intensificasse e potesse portare ad uno scontro diretto tra i due nemici.

Il solo modo di proteggere il popolo di Israele

Non sono un esperto nella risoluzione di conflitti internazionali. La storia, tuttavia, mi ha insegnato che Israele sarà sempre nel mirino dell’umanità e non avrà pace proprio a causa del ruolo unico che ha nei confronti del mondo, ovvero, quello di connettersi “Come un solo uomo con un solo cuore” e dare all’umanità un esempio positivo di connessione, cioè essere “Una luce per le nazioni”. Il solo rimedio che può proteggere dai problemi il popolo di Israele è realizzare questo compito. Finché non raggiungeremo una certa qualità e quantità di connessioni positive, al di sopra delle differenze, potremo solo aspettarci che le tensioni continuino a crescere.

Nel corso dei secoli, tutti i grandi leader ebraici hanno diffuso questo messaggio in tutti i modi possibili. Rabbi Kalman Kalonymus in Maor va Shemesh (Luce e Sole) scrisse: “Nessuna calamità può abbattersi su Israele quando tra loro ci sono l’amore, l’unione e l’amicizia”. Similmente, Rabbi Shmuel Bornsztain in Shem mi Shmuel (A Name Out of Samuel) scrisse: “Quando tutto Israele è come un solo uomo con un solo cuore diventa un muro fortificato contro le forze del male”. Allo stesso modo Rabbi Yehuda Leib Arieh Altar, ADMOR di Gur, ha sottolineato nel Sefat Emet (Vera Lingua): “L’unione di  Israele porta grandi redenzioni e allontana tutti i calunniatori”.

Perché il mondo ruota attorno ad Israele

Il popolo di Israele funge da nodo centrale nella rete di connessione umana. Se cerchiamo di connetterci positivamente al di sopra delle differenze, permettiamo che la forza di connessione positiva della natura fluisca, attraverso di noi, in tutta la rete di connessione umana. Di conseguenza, le persone iniziano a cambiare, anche se inconsciamente. La connessione sarebbe più apprezzata e come effetto secondario, l’atteggiamento verso il popolo di Israele sarebbe più positivo. D’altra parte il fallimento nell’investimento per rafforzare la connessione umana stimola la forza negativa ad alimentare ulteriormente l’inconscio umano, permettendo così alle fiamme dell’odio di divampare sempre più alte nella nostra direzione. Pertanto, nell’attuale situazione con l’Iran, è solo una questione di tempo prima che il popolo di Israele sia giudicato come quello da incolpare per la tensione.

Israele attualmente lavora contro la sua missione divina

Il clima di paura ci unisce nei periodi in cui tali tensioni sfociano in una guerra a tutto campo. Smettiamo di preoccuparci delle dispute interne e tutti si concentrano sulla protezione dalla minaccia esterna. Tuttavia, questa connessione temporanea non ha una forza duratura, nel senso che, nel momento in cui scompare la minaccia esterna, ricominciamo come al solito e le nostre dispute interne sono di nuovo al centro della scena.

Pertanto, mentre il tempo gioca ancora a nostro favore, dobbiamo preoccuparci di avviare la nostra connessione attraverso incentivi positivi. Il mondo sta aspettando che portiamo a termine la nostra fatidica missione, ovvero, quello di infonderlo con una connessione positiva. Quanto più possiamo ispirare relazioni di cura, gentilezza e amore reciproci al di sopra delle nostre inclinazioni di divisione, tanto più apriremo la strada ad un nuovo atteggiamento chiave che investa l’umanità. La mia speranza è che useremo la nostra ambiziosa energia per ravvivare la nostra connessione e diffonderla a tutto il mondo il prima possibile, invece di aspettare che tumulti e sofferenze ci spingano sull’orlo del baratro.

New Life n.33 – La soprannaturalità e la soddisfazione del tuo partner


New Life n.33 – La soprannaturalità e la soddisfazione del tuo partner
Il Dott.Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Nitzah Mazoz

Riepilogo

Le coppie devono imparare come applicare il principio, “E tu amerai il tuo amico come te stesso” nelle loro relazioni. Questo può essere fatto solo con l’aiuto di un ambiente di supporto in cui tutte le coppie vogliano combattere contro l’ego umano. Nei workshop, per esempio, noi possiamo imparare a trascendere le critiche relazionandoci con i nostri partner come se fossero già perfetti. Possiamo imparare a riempire tutte le mancanze tra di noi con amore e diventare davvero un solo corpo.

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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.33 – La soprannaturalità e la soddisfazione del tuo partner”, 12/07/2012

E’ tutto un sogno…..oppure no?

Domanda in Facebook: Quindi noi non esistiamo e tutto è solo un sogno? Inclusi anche i campi di concentramento?

Risposta: Certo, quando vedremo la vera immagine del mondo eterno permeato di perfezione e amore, capiremo che, come è scritto nei Salmi: “Quando l’Eterno fece ritornare i prigionieri di Sion, ci sembrava di sognare.” In altre parole, ci troviamo in isolamento, in disconnessione rispetto alla realtà.

Tutto ciò che percepiamo prima di quello stato, cioé le nostre vite di oggi, tutto ciò che abbiamo attraversato e che ancora attraverseremo, è disegnato attraverso le nostre proprietà corrotte. E se non le correggeremo, allora molti prolemi difficili, siano essi guerre o altri disastri, ci attendono più avanti.

Ma, d’altra parte, possiamo correggere ciò che è dentro di noi ed attraversare i prossimi stati in maniera positiva.

In generale, noi “prepariamo” il nostro futuro; attraverso le nostre proprietà, siano esse non corrette o già corrette. Esse dovrebbero manifestare se stesse contro lo sfondo della luce bianca, che è assoluto amore e dazione. Se non ci avvicineremo a questo volontariamente, allora saremo guidati da un percorso circolare di sofferenza.

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Dalla trasmissione di KabTV, “Le Notizie con Michael Laitman”, 13/02/2018

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“La privacy nella nuova era digitale: cosa dobbiamo nascondere?” – Linkedin


Linkedin: “La Privacy Nella Nuova Era Digitale: cosa dobbiamo nascondere?

Sig. Zuckerberg” ha chiesto il senatore Dick Durbin riguardo al modo in cui l’amministratore delegato di Facebook vede la sua privacy: “Le piacerebbe condividere con noi il nome dell’hotel in cui ha soggiornato la scorsa notte?”

“Ehm …”. Zuckerberg ha preso del tempo per rispondere, mentre dozzine di telecamere e giornalisti lo guardavano. “No”, ha risposto il giovane in giacca e cravatta. La folla si è messa a ridacchiare mentre lui rispondeva alla sorprendente domanda.

Durbin ha continuato a chiedere:”Se ha inviato messaggi a qualcuno questa settimana, le piacerebbe condividere con noi i nomi delle persone a cui li ha inviati?”

“Senatore, no, probabilmente non lo farei pubblicamente qui,” ha risposto Zuckerberg con più fervore. Ma il senatore Durbin, come molti dei suoi colleghi, non era soddisfatto neanche quando la piccola faccia di Zuckerberg si è voltata a guardarli con un’espressione umiliata.

Per oltre sei ore, il fondatore e amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg, ha testimoniato davanti al Senato a Washington. Zuckerberg ha dovuto spiegare come le informazioni private di 87 milioni di utenti siano cadute nelle mani di Cambridge Analytica, una società di analisi dati.

In effetti, ciò che veniva interrogato su quella posizione non era Facebook, né il suo amministratore delegato, ma il diritto alla privacy. In un mondo tecnologico avanzato, con uno spazio virtuale aperto e sempre più interconnesso c’è spazio per la privacy nelle nostre vite?

La mia risposta è: oramai no. Gli utenti di Internet potrebbero lottare per questo, ma la tendenza futura mostra che non c’è molto da nascondere.

Le leggi dovrebbero infatti essere legiferate per limitare la capacità dei grandi monopoli di scambiare le nostre informazioni e calpestare i nostri diritti. Ma questo non è il punto principale. La società umana sta marciando verso una nuova era in cui tutti sapremo tutto di tutti, dalle informazioni più elementari che qualsiasi minore fanatico del computer può facilmente rintracciare, alle azioni più apparentemente imbarazzanti che cerchiamo di nascondere agli occhi dei nostri vicini e colleghi .

Stiamo vivendo una profonda trasformazione di quello di cui ci vergogniamo, una nuova era in cui tutto viene svelato. Presto diventerà chiaro che siamo tutti fatti della stessa pasta.

Superare la facciata del perbenismo e vedere come siamo

Una breve occhiata ai leader del mondo di oggi e alla loro immagine pubblica, rivela la nuda verità: il presidente Clinton aveva rapporti sessuali extraconiugali; il presidente Trump si trova ora di fronte alle accuse di aver tradito sua moglie con pornostar; l’ex primo ministro italiano, Silvio Berlusconi si vantava dei suoi orgiastici party “bunga bunga”; le storie dell’ex dittatore libico, i party passion di Gheddafi abbondano, così come una miriade di altre voci di diversi personaggi pubblici.

Persone e funzionari pubblici non sono diversi dagli altri. Il loro ruolo ufficiale non li rende immuni dalle pulsioni e dagli impulsi naturali insiti in ogni uomo e donna del mondo. Ogni uomo, piccolo o grande, operaio o dirigente, anziano o giovane, è guidato dai desideri di gustare cibo, sesso e famiglia. In questi desideri non siamo diversi da qualsiasi altro animale. Pertanto, non c’è motivo di rimanere perplessi riguardo alle informazioni rivelate su di noi nei social media, non rivela nulla di nuovo sulla nostra vera natura.

Se qualcuno ha un problema con la tua natura, con le tue preferenze e inclinazioni, le tue passioni e comportamenti, il tuo personaggio e i tuoi pensieri, allora puoi rispondere con una frase dei saggi ebrei: “Vai dall’artigiano che mi ha fatto e digli: “Quanto è brutto il vaso che hai creato” (Talmud, Taanit 20a-b).

Nel momento in cui realizzeremo che siamo fatti tutti della stessa pasta, ognuno con una diversa sfumatura e colore del desiderio, la privacy diventerà una cosa del passato. Quando ciò accadrà, potremo approfondire ciò che ci rende umani.

Allora cosa ci rende umani?

Siamo composti da due livelli: il livello fisico-corporeo e il livello umano-spirituale. Nel primo livello ogni persona ha bisogno di soddisfare i propri desideri corporei. Questo va bene, a condizione che nel processo non venga fatto alcun danno a nessuno. Nel secondo livello c’è la nostra essenza interiore, che è ciò di cui abbiamo bisogno per una vera, sincera connessione con gli altri.

Questo secondo livello è nascosto. È il livello profondo delle relazioni con gli altri, un livello spirituale che non viene sperimentato nei nostri legami corporei del primo livello. Si chiama “l’umano” in noi, esattamente come i kabbalisti si riferiscono ad esso, e per coglierlo ulteriormente, è necessario evolvere in maniera consapevole.

Dal momento che il secondo livello è nascosto, esso è intangibile e non possiamo percepirlo. Noi identifichiamo erroneamente il nostro sé spirituale “umano” al nostro corpo fisico umano. Di conseguenza, creiamo norme sociali e valori morali che limitano l’uso del corpo umano, cioè il soddisfacimento dei desideri del primo livello.

Proprio a questo punto entrano i social media a rendere palese il modo in cui ci limitiamo. I social prosperano nel celebrare la nostra mancanza di connessione con la nostra essenza interiore. Per continuare a fare soldi i media ci deludono giorno e notte, producendo spettacoli stravaganti dei nostri impulsi naturali. I media drammatizzano i comportamenti e le azioni che derivano dalle nostre pulsioni istintive di base, invece di ricordarci che è la nostra vera natura, e la loro. E così siamo gradualmente sottoposti al lavaggio del cervello da un sistema di valori falsi, lodando o rimproverando gli altri per le pulsioni naturali con cui sono nati.

Una versione corretta dei social media si impegnerebbe a creare connessioni umane positive, “per connettere le persone, costruire comunità e avvicinare tutto il mondo”, come testimonia Zuckerberg davanti al Congresso degli Stati Uniti e al mondo. I media devono aiutarci ad elevarci al secondo livello nascosto; creare un nuovo insieme di valori basati non sui nostri corpi e impulsi naturali, ma un insieme di valori volti a raggiungere la nostra essenza, a rafforzare il nostro contributo alla società e ad incoraggiare buone relazioni.

Gli umani sono cablati per la connessione

La vittoria del pubblico nella lotta per la privacy sarà possibile quando iniziamo a sviluppare il nostro ” interiore umano”, connettendoci in modo significativo e positivo agli altri. È attraverso le relazioni reciproche che scopriremo la forza nascosta della natura; una forza che ci lega a tutti i livelli e che ci fa sempre più pressione per svegliarci ed affrontare la nostra connessione reciproca. Raggiungendo una tale reciproca sensazione della forza superiore della natura, alzeremo la cortina di nebbia che copre ciò che riteniamo privato e vergognoso, e questo “mistero” che circonda il mondo virtuale sparirà.

I social media, con Facebook come uno dei suoi attuali protagonisti, hanno la capacità di creare tendenze positive che possono ispirare ed elevare l’umanità a una maggiore connessione. Hanno il potere di impostare il tono sociale e creare una nuova cultura, di affinare la percezione sociale della realtà in una sana percezione della natura umana e di aiutare ogni persona ad adottare nuove comprensioni sulle proprie pulsioni fisiche e spirituali.

Quando un contenuto significativo scorrerà nelle vene dei social network, nessuno si vergognerà più o avrà più paura dell’esposizione. Più ci identifichiamo con il nostro livello spirituale che è disconnesso da qualsiasi necessità fisica, più saremo in grado di essere calmi a fronte di tali incidenze, come questa perdita di privacy di decine di milioni di utenti. Sapremo come mettere il nostro sé nella giusta prospettiva, quella fisica e quella spirituale. In un clima sociale di questo tipo, l’unica vergogna che affliggerà l’uomo sarà quando uno si osserverà attentamente e si chiederà: “Ho investito abbastanza nella creazione di relazioni positive? Ho contribuito a una connessione positiva nella società? Sono stato attento agli altri, come dovrebbe essere un ‘umano’? “

Mente e sentimenti

Domanda: Una persona può non comprendere la Kabbalah con la mente ma solo nelle proprie sensazioni?

Risposta: La nostra mente è un derivato dei sensi. Il mondo spirituale non può essere compreso dalla ragione, perché il Creatore ha creato un desiderio, cioè dei sentimenti, e quando iniziamo a cambiare i nostri desideri, la mente cambia con loro.

Pertanto, noi ritorniamo ai sentimenti: essi devono essere cambiati e di conseguenza la mente cambierà.

La mente serve i nostri desideri egoistici. In altre parole, è egoista.

Domanda: Cosa succede alla ragione, quando le intenzioni cambiano? Diventa diversa?

Risposta: Quando i sentimenti cambiano per l’amore e la dazione, anche la mente cambia. È chiaramente schiava dei desideri.

Domanda: Gli scienziati hanno stabilito che una persona usa solo dal 3 al 5% del potenziale del proprio cervello. Se lavorasse per la dazione, userebbe il restante 97%?

Risposta: Sì. Ma è per questo motivo che è ancora necessario raggiungere la qualità della dazione.

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Esiste la punizione nella Kabbalah?

Domanda: Esiste la punizione nella Kabbalah?

Risposta: Nella Kabbalah, a differenza del nostro mondo, tutti i problemi devono essere risolti nella linea di mezzo. Il tumore purulento deve essere aperto e trattato fino a quando non diventa un organismo normale e sano.

Domanda: Ma nel nostro mondo abbiamo ancora tribunali, prigioni, ecc., come mai?

Risposta: Loro non risolvono nulla. Vediamo come la prigione non aiuti affatto. Le persone sono isolate dalla società. Qual è il senso? Non è una correzione. Una prigione dovrebbe rappresentare il sistema di correzione della persona. Non dovrebbe funzionare sotto forma di punizione.

Nota: Baal HaSulam scrisse che la punizione è un rimprovero della società.

Il mio commento: Sì, ma solo se la società è pronta a trattare un trasgressore in modo che egli si sentirà un emarginato. Allora questa diverrebbe davvero la sua correzione.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 17/12/2017

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Abbiamo bisogno di perdonare?

Domanda: Ci viene insegnato che la felicità risiede nel perdono. Cos’è il perdono nella Kabbalah? Abbiamo bisogno di perdonare? E se sì, in quali situazioni?

Risposta: Non esiste il perdono nella Kabbalah. Se capisci che è successo qualcosa di brutto ma perdoni tutto, allora tu rimandi la risoluzione del conflitto, coprendolo come se non esistesse.

Quindi, rendi il nostro stato ancora più critico. Pertanto, il perdono non risolve il conflitto. La prossima volta “salterà fuori” con ancora più forza. Il conflitto è risolto solo nella linea di mezzo.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 17/12/2017

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Cosa pensa un kabbalista?

Domanda: A cosa pensa un kabbalista durante tutto il giorno?

Risposta: A come portare il Creatore nel nostro mondo. Dopotutto, non esiste altro nell’universo. I mondi superiori sono un sistema di reciproca comprensione tra la persona e il Creatore.

Il Creatore è la qualità della dazione e io devo pensare a come arrivare a questa qualità e vedere che il mondo è in completa connessione. Questo è abbastanza complicato.

Io, come un bambino piccolo, voglio vedere il mondo buono e perfetto. Voglio vedere in esso il potere del Creatore che lega tutto insieme e crea qui ogni tipo di eventi.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 17/12/2017

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Un regalo dall’alto

Domanda: Posso dire che la mia terribile esperienza con la vita quotidiana sia un regalo per aiutarmi ad arrivare alla verità del mondo superiore?

Risposta: Assolutamente si! È realmente un regalo. Dopo tutto, molte persone ancora stanno cercando soddisfazione negli obbiettivi materiali.

Allo stesso modo, i kabbalisti in nessun modo dicono che una persona debba diventare un eremita, limitarsi, soffrire la fame, ecc… Tutt’altro, dobbiamo godere della vita! Dare al corpo ciò che desidera. La cosa importante è che non interferisca con te, che non ti porti via molto tempo e sforzo, e ti dia la possibilità di studiare la natura superiore.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 7/01/2018

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