Sembrerebbe che il costo della vita non è un soggetto che afferra il cuore e lo costringe a battere con forza. Ma in realtà per alcuni questo può anche essere più significativo che un’intifada.
Se mi sveglio una mattina e sono tormentato con il pensiero riguardo cosa posso dare da mangiare ai miei figli, come finire il mese senza un deficit, senza debiti nuovi e addizionali prestiti dalla banca, questo diventa un argomento di grande preoccupazione.
Essenzialmente, la colpa non è della banca né della compagnia che fa lo yogurt per i bambini e che gonfia il prezzo. Nessuno di loro ha la colpa. Perché loro agiscono secondo la loro natura egoistica. Però se vogliamo influenzarli convincendoli a fare un prezzo per il cibo dei bambini quattro volte più basso secondo il prezzo di base di tali prodotti ed essi otterranno ancora un grande profitto, è necessario cambiare il loro fondamentale modo di pensare.
È possibile fare questo tramite l’influenza dell’ambiente; allora venite, cambiamo il nostro ambiente! E facciamo questo non tramite urla, proteste e manifestazioni; piuttosto, verrà fatto attraverso la connessione e l’unità fra noi.
Con l’aiuto della forza della nostra unità, influenzeremo quelli che fanno lo yogurt per i bambini in tal modo che loro stessi vorranno abbassare il prezzo. E la stessa cosa è per il prezzo di appartamenti e altro. Mettiamo a posto tutto tramite la connessione fra noi.
Domanda: Perché una compagnia improvvisamente abbassa il prezzo?
Risposta: Perché la società la influisce tramite la sua opinione singola.
Domanda: Perché non avevamo successo prima quando eravamo uniti in una protesta generale?
Risposta: Non abbiamo avuto successo perché abbiamo voluto schiacciare le imprese e non cercare l’unità generale. Non è la forza uguale che agisce all’interno del sistema della natura. Se volessimo unire e raggiungere rapporti buoni nella società, poi saremmo influenzati da tutti.
Certo non succede immediatamente, per questo non è mirato precisamente verso lo scopo della creazione ma anche se fosse, avremmo visto il beneficio. Se proviamo solo ad annientare qualcuno, poi non c’è nessun messaggio costruttivo in questo e non si riuscirà mai in questo modo.
Noi non ci uniamo per uscire insieme contro qualcuno, ma piuttosto per il bene dell’unità in sé; il ché contribuirà a ridurre il costo della vita. L’unità è il mezzo per correggere la situazione.
E non c’era l’unità nelle proteste generali. I manifestanti volevano distruggere le imprese. Mentre, attraverso l’unità della società, noi vogliamo portarla a un tale buono stato che i prezzi scenderanno da sé. Questa è la differenza tra tutte le manifestazioni e rivoluzioni di prima. Questa è unità non contro qualcuno, ma piuttosto per il bene della forza positiva.
Ognuno vede chiaramente che, se la società fosse stata buona e corretta, questo avrebbe influenzato anche i suoi membri più ricchi. Questo è perché essi sono anche umani e si trovano tra la gente. Tutti i nostri pensieri nel mondo sono connessi e si influenzano reciprocamente, e le persone si influenzano l’un l’altro senza neanche pronunciare una parola, semplicemente tramite l’atmosfera. Ci siamo tutti trovati in un campo unico di pensiero e desiderio.
Domanda: Che cosa deve fare quella donna che non ha abbastanza denaro fino alla prossima busta paga e lei non ha nulla per sfamare i suoi figli?
Risposta: Lei deve capire che solo tramite la connessione e l’unita può influenzare la società intera e se stessa. Pensiamo sempre che possiamo cambiare l’opinione di qualcun altro solo se lo afferriamo e lo convinciamo.
Infatti, è possibile influenzarlo solo se creiamo una grande forza nella società che comincerà a pensare come noi, e poi questo pensiero lo penetrerà.
Venite, facciamo questo, in modo che nella nostra società cominceremo a pensare a dei cambiamenti buoni, di equilibrio nella società e di rapporti calorosi. Con un risultato come questo, i prezzi diminuiranno. Se la nostra società doveva diventare una grande famiglia nella quale, tutti pensano di bilancio, connessione, unità, e uguaglianza, poi il nostro pensiero comincerà ad agire e influenzare tutti i livelli e tutti i settori della popolazione.
E poi questo comincerà a funzionare. Perché la prontezza nella mente e nel cuore apparirà in tutti, rendendo tutto più equilibrato, sociale, e condiviso, come in un unico comune. Da questo, tutti i sistemi diventeranno equilibrati. Il divario fra i ricchi e i poveri sarà ridotto maggiormente, da migliaia di volte solo a un centinaio di volte. Funziona in questo modo; tutto è regolato in questo modo.
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Domanda: Da un lato, dobbiamo sentirci responsabili per l’antisemitismo in tutto il mondo e per tutti gli eventi cattivi che succedono perché non stiamo adempiendo il nostro ruolo.
Dall’altro lato, dobbiamo riferire questi problemi solo al Creatore perché “non vi è nessun altro oltre a Lui.” Per me, c’è molta confusione. Non so come relazionarsi correttamente a questa situazione.
Risposta: Da “non vi è nessun altro tranne Lui,” capiamo che tutti i problemi vengono da Lui. Chi gli dà forma? Il Creatore. Però perché Lui lo fa? Perché Lui deve portarci a uno stato di correzione completo (Gmar Tikkun). Perché ci manda i guai e li rende così terribili? Perché non abbiamo raggiunto la somiglianza delle proprietà con Lui al grado che possiamo considerare i suoi atti come atti di benevolenza.
Salvo che uno raggiunga la rivelazione, uno non è in grado di comprendere l’intero quadro. Applicando gli sforzi senza rendersene conto dell’essenza del perché esattamente ci stiamo sforzando, portiamo anche più piacere al Creatore. Dobbiamo accettare questo stato di cose.
A questo proposito ci sono alcuni aspetti che devono essere considerati. Con ogni mezzo, il Creatore organizza tutto secondo il programma che Lui ha pianificato prima e attraverso il quale Lui vuole portarci all’unità e fare la nostra connessione simile alla Luce Superiore. Per questo, tutti i frammenti frantumati della creazione devono essere riconnessi e dare reciprocamente, realizzando così la somiglianza con la natura di dazione della Luce.
Questo è il modo in cui tutti i 600 000 frammenti devono riunirsi in modo che la forma di dazione reciproca fra loro diventerà simile alla Luce che li riempie. Infatti è la Luce che li soddisfa. Non c’è altra Luce! C’è solo la proprietà di dazione e amore.
Quando correggiamo noi stessi e ci relazioniamo gli uni agli altri con amore e dazione, la Luce riempie il nostro vaso, Kli. Non ci sarà mai altro oltre ad essa! Costruiremo questo tipo di rapporti tra noi con l’aiuto del Creatore, la Luce che ritorna.
Allora, significa che riceviamo energia da Sopra che ci permette di connetterci reciprocamente nella misura del nostro bisogno di connetterci; infatti la nostra unità è la Luce che ci riempie. Non abbiamo bisogno di niente altro oltre ad essa, la connessione globale che costruiamo è il Creatore.
Noi siamo quelli che “fanno il Creatore!” Siamo noi che dobbiamo rifornire tutti gli stati che attraversiamo. Qualsiasi altra cosa che ci succede è una rivelazione della frantumazione.
Questo spiega perché i profeti scrivono delle cose che stanno per accadere prima della fine della correzione. Descrivono le guerre, i massacri, e altri eventi terribili perché loro hanno visto il vaso generale, il desiderio, come completamente frantumato da cima a fondo. In ciascuno degli strati, essi predissero ciò che sarebbe potuto accadere. Hanno percepito il futuro perché erano coscienti dei rapporti terribili fra gli elementi del vaso rotto.
Tuttavia, le loro previsioni si avvereranno solo se non correggiamo il male che si sta gradualmente rivelando in noi. Il male si è rivelato in accordo con la nostra disponibilità a correggerlo. Quando siamo pronti, attraversiamo il processo di rivelazione del male in noi con gioia, come ha scritto Baal HaSulam: “Sono felice di vedere i peccatori emergenti.”
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Domanda: Lo stato del mondo oggi suscita tanta preoccupazione: il terrorismo internazionale, la crescita incontrollata di gruppi estremisti terroristici come ISIS, la minaccia di guerra di Gog e Magog che fu descritta dai profeti. E in Israele una nuova intifada è sorta, l’economia e la situazione sociale si stanno deteriorando. Che si può dire di questo?
Risposta: La situazione non ha bisogno di essere spiegata. Anche se, tutti sentono e vedono quel che sta succedendo: antisemitismo, problemi economici, il costo della vita. Questi problemi sono diventati la nostra realtà quotidiana e non scendono dall’ordine del giorno ma solo cambiano di posto; qualche volta questo problema sorge sopra di tutto e qualche volta un altro problema.
Ed è necessario capire che noi, il popolo d’Israele, creiamo quest’immagine in sé e la sua trasformazione da buona a imponente dipende solo da noi.
Dal mio punto di vista, il problema più importante nel nostro tempo è la crescita dell’antisemitismo nel mondo.
Questo è anche più importante dei problemi economici e anche dei problemi di sicurezza all’interno d’Israele. Però gli israeliani non attribuiscono importanza all’antisemitismo nel mondo, non fanno attenzione a questo.
Attraverso la vicinanza tra noi, fra il popolo d’Israele, possiamo cambiare e trasformare la situazione generale per tutto il mondo, anche il rapporto con i vicini arabi che ci circondano e anche con i cittadini arabi all’interno d’Israele. Tutto dipende di noi e possiamo cambiare la situazione. La scelta fra la via buona e la via del male è nelle nostre mani.
La palla è nel nostro campo, siamo noi responsabili per la pace nella nazione e la pace nel mondo, per tutto il male e tutto il bene che si trova in esso. E non abbiamo nessuno da incolpare perché siamo noi che misurano la bontà e la cattiveria del nostro destino comune, secondo il grado della nostra unità o separazione. E la norma è determinata solo dal siamo o non siamo in grado di corrispondere alla natura globale comune.
Solo noi siamo pronti a portare noi stessi e dopo di noi l’umanità intera all’armonia comune. Allora non c’è nessun bisogno di sperare che i cambiamenti verranno da qualche altra persona o dalle risoluzioni delle Nazioni Unite. Tutto dipende solo da noi; determiniamo quale decisione otterranno. Questo perché Israele è il dirigente dell’umanità.
Comprensibilmente, ognuno può dire che non è d’accordo con questo e non lo accetta. Però insieme con questo, lui non ha scelta, e neanche noi. Se il mondo è in crisi, siamo da incolpare; lo abbiamo portato a questo stato.
La cosa principale è capire lo stesso principio: la soluzione a tutti i problemi viene trovata nell’unità e nella connessione, anche per la lotta contro l’intifada e l’aumento dei prezzi. Se ci connettiamo, allora possiamo influenzare le forze della natura, equilibrare la nostra società, ottenere maggior uguaglianza, e poi abbassare i prezzi. Però questo comincia ad essere compreso, anche se non stiamo creando un cerchio così grande e non stiamo andando nel mondo del sistema superiore.
E semplicemente necessario immaginare che se ci connettiamo, vorremo avvicinarci un po’, equalizzarci l’un l’altro, e succederà che troveremo un modo di abbassare i prezzi. In altre parole, è possibile concludere questo da una deduzione logica semplice.
Se usiamo il nostro metodo di discussione in un cerchio, poi grazie a questa patente, a quest’esercizio, è possibile portare le persone più vicine l’una all’altra; e poi ognuno può dare un po’ agli altri e ridurre un po’ la disuguaglianza.
È così che suscitiamo la forza buona nella società, sciogliendo ogni cuore. La cosa principale è che una persona deve capire che la connessione e l’unità influenzano le nostre vite e agiscono per il bene delle nostre tasche, salute, educazione, l’educazione dei nostri figli, e tutto il resto, e questo viene dalla saggezza della Kabbalah.
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Domanda: Perché i Kabbalisti sostengono che la saggezza della Kabbalah sia una scienza, il che significa che si tratta di uno studio basato su fatti e rilevazioni?
Risposta: Un Kabbalista non cambia le condizioni esterne come fa uno scienziato, ma piuttosto cambia le sue qualità interiori e studia i cambiamenti che internamente avvengono circa la percezione del mondo.
Uno scienziato studia la natura inanimata, vegetativa ed animata, mentre un Kabbalista studia la natura al livello dell’essere umano, Adamo, che deriva dalla parola Ebraica “Domeh” – assomigliare al Creatore, come è detto che il Creatore ha creato l’uomo a Sua immagine e somiglianza.
Perciò, quando studiamo l’uomo come ci suggerisce la saggezza della Kabbalah, impariamo a conoscere il Creatore studiando noi stessi, e di conseguenza cambiamo noi stessi finché non diventiamo come Lui.
In questo modo conseguiamo il pensiero, il progetto e lo scopo finale della creazione ed il mondo diventa più chiaro e gestibile…
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Domanda: Rapporti complessi sono stati creati fra cittadini ebrei e arabi della nazione. Siamo destinati a vivere insieme in una nazione, anche se non abbiamo scelto questo. Gli arabi sono circa il 20% della popolazione di Israele. Fra loro, l’83% sono musulmani, in maggioranza Sunniti. Abbiamo parità di diritti e responsabilità, ma ci sono due lati in ogni moneta. Da un lato, tanti cittadini arabi vogliono vivere in pace con noi. Ci sono città nelle quali gli ebrei e gli arabi sono stati in buoni rapporti di vicinato per decenni, per esempio in Acre e a Jaffa.
Dall’altro lato, questo settore è diventato una fonte di violenza con gli ultimi disordini.
Abbiamo vissuto insieme uno accanto all’altro per così tanti anni, e anche oggi, non abbiamo imparato ad andare d’accordo con l’altro! Gli ultimi sviluppi fanno paura, deludono, e suscitano sfiducia tra noi. Che cosa si può dire del sistema di rapporti tra i settori arabi ed ebrei in Israele?
Risposta: Suppongo che andando più in profondità nei livelli quotidiani umani psicologici e sociali, in ultima analisi, si confondono le persone. Infatti, spetta a noi fare una cosa sola a proposito degli arabi di Israele. Dobbiamo dimostrare come gli ebrei si connettono fra di loro e come possiamo accettare gli arabi fra noi in modo che anche loro si connettano con noi. Non è necessario fare altro.
In genere, il popolo arabo, come ogni nazione, ha un ruolo unico. Prima di tutto, storicamente sono nostri cugini. Dal punto di vista ebraico, la loro religione non è idolatria, poiché non s’inchinano a qualsiasi statua o immagine.
Dal punto di vista psicologico e filosofico abbiamo una visione molto simile del mondo. Per tutta la storia siamo stati in contatto l’uno con l’altro e in periodi particolari, c’erano buoni rapporti fra noi. Però questo non dipende da loro o da noi, piuttosto dal processo generale attraverso il quale siamo dovuti passare durante la storia. In altre parole, non c’è spazio per la lode o il biasimo qui.
Allora ignoro lo studio tradizionale che indaga la mentalità dei popoli, l’unicità, le caratteristiche e le loro linee naturali. Ora è giunto il momento per un cambiamento a livello di umanità in tutte la nazioni, allora perché andiamo più in profondità nei rapporti quotidiani? Possiamo cambiare in un momento se attiviamo le forze naturali fondamentali di base.
Scienziati e analisti stanno costruendo castelli di sabbia che spariscono in un momento. Non hanno alcun beneficio differente dal flusso di pubblicazioni di articoli di giornali e letteratura scientifica.
Sto semplificando questo in una certa misura, però spetta a noi pensare globalmente. Anche se l’immagine globale in cui ci stiamo dirigendo verso il completamento di cambiamenti di correzione cambia tutto il tempo, in particolare la legittimità a questo livello che influisce l’essenza della vita e la connessione fra noi. E questo è ciò su cui dobbiamo lavorare.
Allora dico: “Venite, cominciamo a connetterci fra noi.” E sulla strada, cominceremo ad attirare gli arabi israeliani verso di noi. Anche se non abbiamo ancora raggiunto la connessione noi stessi, è possibile verificare come stiamo facendo questo. È necessario imparare dal sistema di connessione fra noi, non più su un livello intellettuale ma secondo la forma corretta.
Nonostante tutto, dobbiamo avanzare in questa direzione, quindi questa sarà la ricerca costruttiva e sostanziale che ci aiuterà a capire di più la situazione, ad identificare le forze naturali che stanno lavorando in noi, per imparare ad attivarle, identificarle, e camminare su questa strada.
Dall’altro lato, qual è la ragione di masticare sui rapporti tra noi e i nostri vicini ripetutamente come le istituzioni che sono coinvolte con questo? Anche se ci forniscono dati precisi ed accurati, la situazione non cambia. Perché devo ottenere informazioni con le quali non posso fare nulla?
Supponiamo di ottenere un rapporto, una relazione completa e totale di una situazione, includendo i fatti e i calcoli statistici dettagliati. Che cosa facciamo con questo? È impossibile per noi sprofondare in una routine; al contrario, dobbiamo cambiarla. Non richiediamo statistiche dal passato ma informazioni su come attivare gli sforzi di connessione, come creare e aumentare il potere tra il popolo d’Israele, e con il loro aiuto, connetterci con tutta l’umanità in uno, cominciando con i nostri vicini più prossimi. Ad oggi, non abbiamo questo potere perché non lo abbiamo creato ancora fra la gente. E abbiamo bisogno di questo specificamente.
Per Israele è Li Rosh (la testa, la mente). Manchiamo della testa. Il corpo è pronto e sta gridando, piangendo con i disordini, i disturbi, gli atti antisemiti, e incolpa noi per l’inazione, perché non lo stiamo conducendo in un buona maniera, non stiamo prendendo su noi stessi il ruolo della testa per portarlo in un rifugio sicuro.
Allora, cosa ci resta da pensare? Dopo tutto, siamo in grave ritardo.
Pertanto, vale la pena, per noi, dare forma alla testa, la quale è il meccanismo unico in cui tutti noi ci connettiamo insieme. E nel momento in cui ci connettiamo, la gente capirà perché stiamo facendo questo e quale tipo di lavoro stiamo facendo nel connettersi l’uno con l’altro.
Così il popolo d’Israele, almeno gli ebrei che vivono in Israele, devono provare a costruire la connessione tra loro. Abbiamo il metodo, e sappiamo dalla saggezza della Kabbalah che cosa dobbiamo raggiungere. Tutto ciò che rimane è quello di realizzare l’obiettivo e poi i rapporti fra noi e i nostri vicini, e le nazioni del mondo si stabiliranno. Oltre a questo, verranno ad aiutarci. È perché con questo si sta parlando della testa che porta l’intero corpo al bene.
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La rivista Italiana Shalom ha pubblicato il mio articolo “Chi sei Popolo di Israele?”
Domanda: Cosa vuol dire essere un Kabbalista che è occupato in un lavoro pratico?
Risposta: Un Kabbalista che è occupato nel lavoro pratico è un uomo che rivela il Creatore, nel nostro mondo e vuole portare l’intero mondo a Lui. Lavora sul cambiamento del ego in dazione, altruismo, l’odio in amore, la separazione tra noi in unità. Lui realizza il pensiero del Creatore nel nostro mondo, indaga e lo realizza.
Un vero Kabbalista è un materialista e non un mistico. Egli vede che tutto il mondo esiste come un tutt’uno sotto l’influenza di una sola forza, e capisce che in questo mondo tutto funziona sotto una sola legge, la legge del completamento, dell’unità, e mutua integralità, significa, la legge dell’amore, e se a noi sembra, che non è così, è solo perché questo è il modo in cui siamo costruiti e quindi dobbiamo correggere il nostro punto di vista non corretto. Il male che vediamo fuori di noi in realtà è dentro di noi e si riflette nella nostra visione distorta sul mondo esteriore. Se fossi completamente corretto, allora io non vedrei alcun male nel mondo.
Domanda: Questo significa che il kabbalista non vede alcun male nel mondo?
Risposta: Questo dipende dal livello in cui si trova. Il fatto è che il nostro ego, che si chiama “Faraone” è diviso in 125 gradi egoistici, e il Kabbalista li corregge dentro di sé in porzioni, in piccole parti, dal livello più piccolo al più grande. Correggendo ognuno di loro, per lui è come se si alzasse nei gradini di una scala di realizzazione, collegandosi con la forza superiore, in adesione con tutta l’umanità, e in questa adesione lui sente il Creatore.
Essere un Kabbalista praticante, significa, essere un insegnante o uno studente, uno che raggiunge il mondo superiore, studiare secondo le fonti autentiche Kabbalistiche, e dedicarsi completamente ad esso, perché tutto il raggiungimento del mondo spirituale è anche la realizzazione dello scopo della vita.
Perché quando tu inizi a capire con chi hai a che fare, tutto ciò che esiste in questo mondo si vede chiaramente come frutto della fantasia umana; questi sono sforzi insignificanti ed esperienze rispetto al raggiungimento dell’eternità, del completamento, della perfezione del Creatore.
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