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È necessario nutrire i palestinesi?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Anche nel periodo delle ostilità, Israele trasferisce a Gaza molte tonnellate di cibo. Ma non si sa perché, più tonnellate ci sono, più non piacciamo al mondo…

Risposta: In realtà, il mondo non tiene conto di queste consegne. Per dirla più semplice, la Striscia di Gaza riceve denaro dal Qatar, e per questo denaro Israele vende il suo cibo. Quindi in questo caso il problema non è in un “rapporto speciale” per lo Stato ebraico.

Inoltre, abbiamo aperto sul confine di Gaza, un ospedale da campo che serve i palestinesi. C’è anche una sezione per il parto, ecc. Allora, stiamo parlando non solo dell’aiuto ai feriti.

A mio parere, tutto questo è molto giusto. Perché non dobbiamo fornire il cibo e l’acqua ai palestinesi? Per lo più, le acque sotterranee sono poche e inquinate a causa di un uso sbagliato di essa. In generale, credo che dobbiamo fornire aiuti umanitari.

Perché? Perché siamo colpevoli di ciò che sta accadendo. Se avessimo la giusta intenzione, la transizione del mondo sulla via giusta non saremmo rimasti indietro nel “programma” – e non ci sarebbe alcuna operazione militare. Si scopre, che dobbiamo per forza nutrire i palestinesi, senza volontà. E proprio noi, dobbiamo correggere i rapporti già esistenti – dobbiamo unirci tra noi.

Invece per ora dobbiamo fare aiuti umanitari – non la carità dalla nostra parte. Dopo tutto, è colpa nostra se siamo arrivati a questo punto.

Naturalmente, ai nemici bisogna dare una dura resistenza, e io non tradisco la mia gente e il mio paese. Il fatto sta in quel lavoro per il Creatore, che dobbiamo effettuare, ma non lo facciamo. Dopo tutto, siamo responsabili di tutto il mondo. E se ti senti in colpa per i problemi del mondo, per le guerre e le violenze brutali, sarà necessario concordare con gli anti-semiti. Solo non con le loro azioni, non con il loro desiderio di distruggerci, ma per il fatto che essi inviano le loro accuse all’indirizzo giusto. Dopo tutto, solo noi abbiamo la libertà di scelta, e solo noi abbiamo la chiave per la felicità nel mondo.

Quindi Gaza deve essere alimentata. Inoltre, non dobbiamo neanche odiare Hamas – una piccola organizzazione, che ha preso il potere sul popolo miserabile del territorio di Gaza. Perché così noi risvegliamo queste persone ad agire e le trasformiamo in cattive.

Sorge una tale prospettiva rovesciata, se si tiene conto, che siamo noi stessi – la ragione degli eventi in corso.

Domanda: Come ottenere un tale senso di responsabilità? Come farlo crescere nel popolo?

Risposta: Senza addossare tutto il peso in una volta. Poco per volta, lo sentiremo veramente. Non solo sentiremo o non acconsentiremo razionalmente, ma molto di più, sentiremo che in realtà è proprio così.

Si chiama: prendere lo scettro dal Creatore e iniziare ad agire per il bene. In caso contrario, come si può vivere insieme in unione con Lui se non guardiamo il mondo in questo modo?

Dopo tutto, ciò che accade è causato dalla Luce superiore. E se abbiamo una pretesa nei confronti di chiunque altro, tranne su noi stessi, allora questa pretesa è per il Creatore. Chi non accuserà, oltre se stesso, io deporrò la colpa al Creatore…
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Dalla lezione dell’ articolo “Un comandamento” del 22.08.2014

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Per prima cosa la Volontà

Dr. Michael LaitmanDomanda: In uno dei nostri incontri sei o sette anni fa, hai detto che se avessimo continuato a studiare la saggezza della Kabbalah e accelerato i nostri sforzi, questo fatto ci avrebbe portati alla fine ad incontrare il Creatore, alla fine della correzione. E’ cambiato qualcosa da allora?

Risposta: Durante questo periodo, abbiamo attraversato innumerevoli cambiamenti che non si potevano nemmeno immaginare. Non lo vedi come sta cambiando il mondo? Cinque anni fa, abbiamo detto, “Guardate cosa succederà tra un anno”. Infatti, non è stato in un anno ma in cinque anni, ma è successo. Se fosse stato prima, sarebbe stato meglio, naturalmente, ma il mondo non può fare niente.

Il punto non è il mondo, ma noi. Noi siamo i soli a poter accelerare il nostro sviluppo. Il mondo è soltanto materia, e non c’è niente in esso. Le persone cresceranno e cambieranno in base a come le “sfameremo”, ma noi attraversiamo tutti i cambiamenti sapendo quello che facciamo.

Qui, la preoccupazione e la percezione e il riconoscimento che abbiamo dentro di noi di ciò che ci sta succedendo sono essenziali, ma ci vuole tempo perché stiamo sprecando le nostre risorse in azioni che sono totalmente inutili ed inefficaci.

Se chiariremo correttamente quello che sta succedendo tra di noi solo nella percezione del nostro avvicinarci o allontanarci, nella nostra giusta inclinazione diretta a creare le basi spirituali per la percezione del Creatore e per unirci a Lui, inizieremo ad avanzare più velocemente. Dobbiamo provare a cercare l’ascolto interiore e la vista interiore, i sensi interiori. Tuttavia, questi sensi non si trovano in ognuno di noi, ma tra di noi, poiché non sono sensi corporali ma sono, di fatto, dei sensi integrali che si manifestano nella connessione tra di noi.

Se non c’è una connessione di questo genere, significa che non ci sono questi sensi, ma, nel momento in cui ci sarà una connessione, dei nuovi corpi spirituali inizieranno ad apparire tra di noi proprio come la materia ha iniziato a svilupparsi in passato. I nostri sensi corporali, spirituali piano piano si sono sviluppati in questi corpi spirituali in modo che l’entità generale chiamata “l’anima” potesse manifestarsi.

Questo è ciò che dobbiamo sviluppare, e ci stiamo avvicinando a questa cosa almeno nella nostra presa di coscienza e nelle nostre sensazioni. Precedentemente, non riuscivo a trasmettere alcuna sensazione e alcun pensiero in parole, ma adesso posso perché voi state già facendo esperienza degli stati relativi. Lo riuscite già a comprendere e a vivere.

Ora, possiamo meglio comprenderci tra di noi e giustificarci indipendentemente dallo stato in cui si trova l’altro, poiché noi stessi abbiamo attraversato gli stessi stati: discesa, distacco, debolezza, umiltà e così via.

A meno che non riusciamo a giustificare ogni stato che l’altro attraversa, non saremo pronti per la connessione con il Creatore poiché, nel complesso, è il Creatore che mette insieme tutti questi stati dentro di noi, e noi dobbiamo giustificare tutte le Sue azioni e, dunque, anche tutte le nostre azioni. Non è una cosa facile.

Io ho visto come il mio maestro, il Rabash, ha attraversato questi stati. Sembrava un santo! Invece, in sostanza, a me sembrava tutt’altra cosa, ed io non riuscivo a fare niente contro questa mia sensazione, fino a quando non ho capito che era il Creatore che stava facendo tutto questo a lui per me, non succedeva nemmeno a lui ma nella mia consapevolezza poiché il mondo intero è dentro di me.

Tuttavia, siamo già arrivati vicini a comprendere, a riconoscere, e a giustificare questi stati. Siamo pronti per questi stati, e poi possiamo viverli e accettarli. Questa è una cosa molto importante.
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Da una Conversazione durante un Pasto al Congresso di Toronto del 08.04.2014

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Molto prima del Big – Bang

I Kabbalisti riferiscono che il conteggio di tutto in generale, è iniziato con un’ “idea” o, in altre parole, con l’avvento del “programma”. Da quel momento, possiamo parlare dell’ inizio. Questo punto è chiamato: punto zero.
L’autore di “questo piano” è talvolta chiamato il “Creatore“, e qualche volta la “Natura”.

Nella Kabbalah questo significato è intercambiabile, anche nella gematria – valori numerici di queste parole nella “lingua madre” della kabbalah (ebraica) sono identici.

Qualche parola su “l’idea della creazione”.

Il desiderio di ricevere, con tutte le sue variazioni, è stato concluso nel Pensiero della Creazione dal’ inizio.

Si dice anche che il “desiderio di ricevere” sia stato creato per ricevere piacere dal Creatore (Natura). Per inciso, la parola “Kabbalah” in ebraico significa “ricevere”. A tal modo, la “Kabbalah” è la scienza del ricevere il piacere.
Qualsiasi piano alla fine prevede una realizzazione, soprattutto se è il piano di “tutto ciò che c’è”.

E infatti, è iniziato un processo, per il quale è apparso tutto, ciò che tutti conosciamo, e ciò che non sappiamo. In una parola – tutto.

Più in basso in un modo semplificato e schematico si mostra questo processo grandioso e senza scampo. Per illustrare i fenomeni che lo accompagnano, abbiamo deciso di prendere l’aiuto di personalità famose.

Fase №0

Lo scopo. L’essenza dell’idea – di creare una Creazione (Desiderio), è in grado di ricevere piacere dal Creatore senza fine.

Solo quel piacere naturalmente, che non conosce sazietà.

Bacon

Fase №1

La creazione comincia a ricevere il piacere e diventa consapevole di essere come un recipiente che riceve, e il Creatore come colui che dona, e per questo smette di ricevere.

L’eterno godimento equivale ad un’eterna mancanza.

Shakespeare

Fase №2

La creazione sta provando a conferire piacere al Creatore, ma non è in grado di farlo.

Piacere – tutto il senso che l’anima preferisce vivere meglio se non lo prova.

Stendhal

Fase №3

La creazione è tornata al suo ruolo – ricevere.
Varietà – la madre del godimento.

Disraeli

Fase №4

La creazione sta cercando di ottenere piacere, ma non per se stessa, ma per amore del Creatore …

L’arte di esaltare il piacere sta nella capacità di essere in mezzo ad esso.

Jean-Jacques Rousseau
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Le azioni pratiche determinano il risultato

Domanda: Quando vengo a pregare in disperazione totale, devo chiedere di cambiare, io ho bisogno di chiedere che un amico avanzerà spiritualmente?

Risposta: Le preghiere sono chiamate il desiderio del cuore, il desiderio incontrollato del cuore. Posso dire quello che voglio, nulla aiuterà, sono soltanto i movimenti delle labbra. Potrei danzare, piangere, o rotolare per terra; questo non produce alcun risultato. La cosa principale è che cosa sto provando nella profondità del mio cuore.

Un desiderio è chiamato cuore e la quarta fase del mio desiderio è quello nascosto da me. A volte quando è rivelato, mi fa tremare. E questo aspetto è sentito dalla Luce, la contatta, perché è come il nome di quattro lettere del Creatore.

L’ultima fase si trova effettivamente in contatto con la fase superiore di Keter. Un anelito di connessione appare in essa che è opposta a quella di “Keter”: Una delle due vuole avere il controllo completamente (in qual caso questa fase è chiamata “Faraone” che vuole tenere la Luce dentro di sé), o l’opposto, che vuole somigliare a “Keter, ” la caratteristica di dazione.

Non abbiamo nessun controllo su questa fase, infatti non la intuiamo e non la sentiamo. Qui sono necessarie tutti i tipi di azioni pratiche! Non si tratta solo di sedere e meditare; la saggezza della Kabbalah non lo riconosce! Tutto questo non esiste! Puoi andare profondamente dentro di te, pensare che puoi avere tutti i tipi di intenzioni, ma tutte queste sono indagini interiori che sono determinate in definitiva dal lavoro preliminare e dal lavoro che ne consegue. Queste investigazioni sono obbligatorie solo per capire cosa ho ottenuto, quanto posso sentire quello che sono nel momento presente.

Allora, se noi vogliamo veramente evocare la Luce circostante su di noi, è necessaria un’azione; il risultato, l’influenza della Luce che da’ forma al corretto anelito del nostro desiderio nel suo ultimo aspetto. Come è scritto, “Il Creatore mette la preghiera nella mia bocca”. Anche se la persona non sta pensando a niente, ma meccanicamente effettua ciò che è necessario, alla fine, i suoi normali pensieri si trasformano in pensieri meravigliosi.

E il contrario è anche vero. Esiste il monito: “La sua saggezza è superiore alle sue azioni”. Questo non è consentito! Si ritiene che quando la saggezza di una persona supera i suoi atti, si uccide spiritualmente. Tutti tipi di filosofie, le intenzioni, i pensieri, che studiano dalla mattina alla sera non sono buoni. Il nostro mondo è un mondo di azioni. Ci troviamo nella fase finale del mondo di Assiya, tradotto come “azione”.
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Dal Congresso di San Pietroburgo “Giorno Due” 13.07.2013, Lezione 3

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La connessione con la Luce

Ci sono due fasi nello sviluppo umano: la più alta e la più bassa. Inoltre, noi (NOI) rappresentiamo la fase più elevata perché abbiamo il punto nel cuore (•). Ci preoccupiamo dello sviluppo; sentiamo e capiamo la sua importanza; ce ne prendiamo cura; non ne siamo indifferenti; abbiamo una connessione con la Luce, che non conosciamo da noi.

Invece, l’umanità non ha alcun contatto diretto con la Luce, e gli uomini vivono sullo schema della nostra civiltà, prendendosi cura delle necessità comuni per il cibo, il sesso, la famiglia, il denaro, l’onore, il potere e la conoscenza. Gli uomini non hanno bisogno di niente altro.

Tuttavia, oggi c’è una situazione speciale: il mondo sta sprofondando nella crisi. Praticamente, tutti la sentono e non possono farci niente. Qui, noi dovremmo capire che questa crisi è provocata dal fermo approccio della Luce, che si manifesta in noi, svalutando l’istituzione della famiglia, distruggendo l’educazione dei bambini, negandoci l’empatia nelle relazioni tra le persone, ed indebolendoci. In generale, i molti aspetti della crisi ci portano ad un punto in cui il precedente benessere e le vecchie abitudini sembrano “scivolarci tra le mani come acqua”. Questo succede perché non siamo capaci di entrare in contatto, in connessione, con la Luce che viene rivelata sempre di più.

Quindi, abbiamo una ragione per metterci in contatto con gli uomini e spiegare loro perché si sentono male. Baal HaSulam a questo riguardo scrive che dobbiamo diventare un “regno di sacerdoti”, per entrare in contatto con gli uomini e per dire loro come correggere la situazione, come fronteggiare la crisi. Infatti, l’uscita dalla crisi è nell’unione (Σ) attraverso il metodo dell’educazione integrale(∫).

Se ci uniremo, la crisi scomparirà perché nella nostra unione incominceremo a rivelare la Luce. Spetta a noi, adesso, ma non ce la facciamo; è sempre più occultata, e di conseguenza, percepiamo una crescente oscurità. Se eguagliamo la Luce, allora la manifestiamo nella sua qualità originale, illuminiamo la vita con il bene, che costruisce tutte le connessioni tra di noi e ci appaga.

In questo modo, abbiamo solamente due semplici opportunità:

  • O ci uniamo, diventando uguali alla Luce, di modo che venga rivelata in noi;
  • o non ci uniamo, e allora la Luce sarà rivelata comunque, ma a suo tempo, lungo il cammino del dolore e della sofferenza, che sono la causa della nostra crescente divergenza tra la Luce e noi.

Tuttavia, la stessa umanità non riesce a comprendere il metodo della correzione e non riesce a percepire qualcosa perché non possiede la cosa più importante, il punto nel cuore. Quindi, dipende da noi: grazie al punto nel cuore, abbiamo una connessione con la Luce. Quindi, per l’appunto, dobbiamo diventare un punto di connessione tra la Luce e l’umanità intera.

Inoltre, in tutte le generazioni da Adamo fino ad ora, i Kabbalisti hanno creato solamente specifici gruppi, oggi, ma non è abbastanza. In passato, il potere spirituale del gruppo era sufficiente per rivelare la Luce. Ci sono stati vari periodi in cui i gruppi erano composti da alcuni uomini solamente, e poi dozzine, e centinaia, e migliaia. Ad ogni modo, noi dobbiamo integrare i nostri piccoli gruppi in tutti gli altri uomini.

Noi, il nostro gruppo, non possiamo ottenere la connessione con la Luce se non prendiamo in considerazione tutta l’umanità. Abbiamo un grande desiderio e tuttavia non siamo in grado di realizzarlo. Gli anni passano e noi siamo apparentemente “inattivi”. Inseriti nei nostri gruppi, siamo come un cane che corre su se stesso per prendersi la coda. Mettiamo in campo sforzi giganteschi e riscuotiamo piccoli effetti.

Perché? Perché ci manca il bisogno, la sensazione della necessità. Non abbiamo la grande mancanza con la quale potremmo raggiungere la Luce. Non l’ avremo, non importa quanto duramente lavoriamo.

Questa è la ragione per cui i gruppi “stanno a galla” da anni. I gruppi devono avere tutta l’umanità connessa ad essi, non miliardi di persone tutte insieme, ma è necessario iniziare a lavorare in questa direzione. I gruppi devono “rivolgersi alle masse” e connetterle a noi.

Allora in risposta, avremo un grande desiderio, un grande bisogno. Sì, si tratta solamente di un semplice bisogno naturale “terreno” che si basa sulle necessità ordinarie; in questo modo, trasformeremo il tutto in un impulso spirituale e chiederemo al Creatore l’appagamento spirituale. Noi eleviamo il loro desiderio e chiediamo: “Dacci la Luce! Dacci l’unione!”. Questo desiderio spirituale risveglia la Luce che in risposta ci influenza, viene rivelata in noi, e noi la portiamo agli uomini.

Così facendo, questa Luce risolverà tutti i problemi. Nel nostro mondo non ci manca niente se non la connessione tra le persone. Attraverso la corretta interconnessione, saremo in grado di gestire tutto. La sola cosa che ci serve è di costruire correttamente le relazioni tra di noi.
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Dal Congresso virtuale  “One America”  16.11.2013, Lezione 1

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Una barchetta in un mare in tempesta

Domanda: Come possiamo descrivere il prossimo stato nel gruppo di modo da poterci avvicinare?

Risposta: Lo stato successivo è la completezza. Immaginatelo come potete. Ognuno ha la propria idea del livello spirituale o lo immagina in modo diverso.

Potreste pensare che quando conseguirete il livello spirituale vi siederete come un re sul trono ed avrete tutti gli angeli che vi serviranno: uno vi porterà una sigaretta, un’altro l’accenderà, un terzo vi porterà un bicchiere di birra, e vi sistemeranno i cuscini sui quali vi siederete. Spero non immaginate il mondo superiore in questo modo.

E’ importante che abbiate la giusta idea del mondo superiore tenendovi aggrappati costantemente alla giusta intenzione poiché senza di essa siete come una barca a vela in un mare in tempesta che è sbattuta da una parte all’altra dalle onde impetuose. Non si tratta soltanto di aver perso la strada, ma del fatto che vi trovereste proprio in una situazione pericolosa.

Dovete costantemente vedere l’obbiettivo davanti a voi. Se lo vedrete, allora individuerete immediatamente delle diverse interruzioni che arrivano per contrastarlo. Allora avrete il tempo per coglierle e superarle, di modo che le userete per aiutarvi.

Ma se non vedrete lo scopo, allora perderete la direzione e non ci sarà niente che potrete esaminare e a cui potrete paragonare le interruzioni. Perciò, non capirete che queste interruzioni vi allontanano dallo scopo: desideri, pensieri e scenari diversi nei quali scomparite. Vi inghiottiranno invece di essere voi ad inghiottire loro.

E’ molto importante definire chiaramente l’obbiettivo davanti a noi, e questa è la ragione per cui la preparazione è così importante. La preparazione consiste nel delineare lo stato corretto che vogliamo conseguire, solo questo e niente di meno, e senza alcun dubbio! In caso contrario, preferirei morire se non conseguirò quello che voglio!
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Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 30.06.2013, Gli Scritti del Rabash

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Dal libro: Il Segreto Essenziale degli Ebrei, M. Brushtein.

“I Principi Fondamentali della Teoria Integrale”

I desideri egoistici permettono di vedere gli stati opposti a loro.

Non sappiamo ciò che controlla l’egoismo.

L’universo è costruito interamente dal desiderio di ricevere.

Adesso stiamo di fronte all’entrata della dimensione eterna, l’infinito.

La forza dell’unita può rompere i confini del nostro universo.

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