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Lezione quotidiana di Kabbalah – 09.09.2014

Scritti di Rabash, Shlavei HaSulam, Articolo 29 “Lishma e Lo Lishma”
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Workshop
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Zohar per tutti, Introduzione, Articolo “Il Quarto Comandamento”, Punto 212
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 3, Parte 9
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Scritti di Baal HaSulam, Articolo “L’ Amore per il Creatore e Amore degli Esseri Creati”, Titolo “Un Comandamento”
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Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 29

Dal libro Il Segreto Essenziale degli Ebrei, M. Brushtein.

A proposito di Kabbalah

Prima di continuare con la storia, dobbiamo comunicare qualche informazione della scienza, sulla quale così spesso facciamo affidamento. Non è difficile da indovinare che parleremo della saggezza della Kabbalah. Qui ci sono alcune parole sulle origini della Kabbalah.

“Abramo – in cosa era il primo? Come abbiamo già accennato, lui è stato il primo che è riuscito a formare rivelazioni Kabbalistiche in un metodo chiaro, adatto per essere tramandato alle generazioni future…” (M. Brushtein, Antisemitismo come una Legge di Natura / Anti-Semitism as a Law of Nature. M.: AST, 2014, p. 51)

Che cos’è questa Scienza

“La Kabbalah è l’unica scienza dello sviluppo della creazione. È la fonte di tutte le altre scienze e insegnamenti.” (Dott. Michael Laitman).

Baal HaSulam scrive della stessa cosa, ma in modo più dettagliato.
“… Questa saggezza è né più né meno, che una sequenza di radici che discende nel modo di causa e conseguenza, in regole fisse, determinate, intrecciandosi ad un unico obiettivo molto elevato descritto come la rivelazione della Sua Divinità alle Sue creature in questo mondo.” (Yehuda Ashlag L’Essenza della Saggezza della Kabbalah”)

Nell’articolo “L’Essenza della Saggezza della Kabbalah,” lui spiega in gran dettaglio, ciò che è la Kabbalah e in ciò che è impegnata. Inoltre si occupa tanto di quest’apparato scientifico e della terminologia.

“Così i Kabbalisti hanno trovato un vocabolario fisso e lo hanno annotato davanti ai loro occhi, sufficiente a creare un eccellente linguaggio palato. Essa consente di conversare l’uno con l’altro dei rapporti delle radici spirituali nei mondi superiori semplicemente menzionando il ramo tangibile in questo mondo che è ben definito ai nostri sensi corporei.”

Egli non ha dimenticato gli stigmi e i pregiudizi nei confronti della Kabbalah.

“Tanti credono che tutti i nomi e le parole nella saggezza della Kabbalah siano una sorta di nomi astratti”.

Qui di seguito c’ è la risposta dei Kabbalisti.

“Però non è il caso. Al contrario: La Kabbalah usa solo nomi concreti e veri. Si tratta di una regola inflessibile per tutti i Kabbalisti che, ‘Qualsiasi cosa che non otteniamo, non definiamo da un nome e una parola.’”

“Qui dovete sapere che la parola ‘raggiungimento’ (Ebreo: Hasaga) implica l’ultimo grado di comprensione.”

Così, l’informazione Kabbalistica, vestita in una terminologia speciale, è completamente legata a questa terminologia. Questo metodo di trasmettere l’informazione si chiama “le lingue dei rami.”

Questo implica, prima, che il testo può essere scritto solo da una persona che vede la connessione fra radice e ramo, e secondo, che nulla può essere cambiato arbitrariamente in questo testo.

“Poi, lo capirai pienamente una volta dopo aver acquisito le concezioni sopra. Questo perché è ora chiaro che nessuna lingua al mondo può essere usata per spiegare quella saggezza, tranne una che è destinata solo per questo fine, cioè la lingua dei rami, relativa alle loro radici superiori.”

“Adesso non ci si meravigli per l’uso occasionale di denominazioni aliene. È così perché non hanno libertà di scelta con appellativi per sostituire il male con il bene, o il bene con il male.

La lingua dei rami è infatti il principio di trasferimento informazioni. Così, usando per esempio, la narrazione storica o la terminologia Kabbalistica, è possibile trasmettere la stessa informazione.

“Questa è la natura della lingua parlata tra i Kabbalisti, con la quale trasmettono i loro raggiungimenti spirituali da persona a persona e da generazione a generazione, sia con il passaparola che per iscritto. Loro si capiscono pienamente l’un l’altro, con la precisione necessaria che serve per negoziare lo studio della saggezza e con definizioni precise non si può fallire.”
[141734]

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L’arte dell’equilibrio

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual’è la definizione assoluta di bene e male?

Risposta: Bene è equilibrio, armonia e interezza di tutte le parti della natura. Il male è l’opposto, una mancanza di equilibrio, mancanza di interezza, eruzioni di una sola forza che portano a guerre e disastri.

In altre parole, il bene senza il male non è una situazione positiva. Sembra apparentemente che un giorno di sole sia meglio di uno di pioggia, ma se questo viene portato a livelli estremi, questo calore brucierà tutto.

E così tutto quello che è bene è nascosto nell’equilibrio. Questo significa che devo mantenere l’equilibrio su i tre livelli della mia esistenza: corporale (animale), umano e spirituale. Il livello corporale è quello relativo alla salute, all’economia della casa, all’alimentazione salutare, al sesso salutare, alle relazioni salutari nella famiglia. Noi dobbiamo insegnare tutto questo alle persone, visto che loro, a differenza degli animali, non ereditano queste caratteristiche come istinti.

Il livello umano è la mia relazione con la società, con l’ambiente. Il livello spirituale è la mia aspirazione spirituale: il mio obiettivo nella vita, la mia percezione della realtà, come immagino quello che è superiore. Questi tre livelli richiedono un equilibrio complessivo.

Domanda: Come si può descrivere l’equilibrio del livello umano nelle relazioni con l’ambiente?

Risposta: Non sentiamo le divisioni tra di noi, apparteniamo ad una comunità unificata, ad un solo corpo umano; siamo connessi in un unico sistema. E tra di noi desideriamo instaurare delle relazioni equilibrate di mutua cooperazione.

In sostanza nulla ci separa, siamo un solo insieme. Dipendiamo gli uni dagli altri e non sentiamo nemmeno questa dipendenza, visto che tutte le risposte alle mie richieste arrivano subito, immediatamente fornendomi tutto quello che manca, ed io stesso fornisco agli altri con gioia quello di cui hanno bisogno.

Questo è chiamato equilibrio nella società umana, questa è l’interazione reciproca basata sulle due forze opposte che ci sono in tutte le persone. Una è rivolta a tutti e l’altra verso uno solo. Dobbiamo raggiungere questo.

Domanda: Ed allora qual’è il modo per ottenere questo? Come possiamo mantenere la giusta direzione verso questo fine?

Risposta: Prima di tutto, dobbiamo studiarlo. Se cerco di organizzare la mia vita nella famiglia e negli altri ambienti in questo modo, inizierò a sentire equilibrio, armonia tra di noi e con l’ambiente. E di li a poco viene rivelata una certa specie di potere condiviso, il buono che fa il bene.

Da un certo punto di vista lo creiamo, ma d’altra parte è qualcosa di latente nella natura, sopra di noi. Da questo ne deriva che non creiamo il potere in se stesso, ma le condizioni per poterlo scoprire. E poi di potersi collegare ad esso: ci riempie e noi lo costruiamo e creiamo, sempre di più, sino a che c’è completa armonia tra noi e questa forza. Questo è il fine, ed è chiamato il “bene perfetto”.

Domanda: Questo significa che la mia “bussola” è la forza buona che si trova in tutte le connessioni ed interazioni tra me e l’ambiente?

Risposta: E’ precisamente tra di noi. Noi diventiamo uguali, come se sparissimo, lasciando un solo desiderio e questo mantiene l’equilibrio di tutta l’armonia e l’unità.

E secondo questo stato generale integrale tra di noi, posso definire il concetto di bene e male. Chiamo l’equilibrio “bene” e la mancanza di equilibrio “male”.

Ripeto, la cosa principale è raggiungere l’equilibrio con l’ambiente immediatamente circostante, con la connessione e la mutual collaborazione. In questo caso “più” e “meno” si incontrano, il dare ed il ricevere, come uno scambio di materia, solo che qui si scambiano i sentimenti e le relazioni che si sviluppano. E’ la stessa cosa che succede nel livello inanimato, vegetale ed animale ma già ad un livello mentale e spirituale.

E su di questo livello, sviluppiamo dentro di noi un “senso” del male, la capacità di riconoscerlo sulla base di un righello universale: l’equilibrio tra le persone, l’amore reciproco, la connessione – tutto questo è bene. E l’allontanamento dall’unità, la distanza da essa, questo è male.

Questo è quanto deve diventare la base dell’educazione dell’uomo modern. Questo essenzialmente per via del fatto che non ha bisogno di altro oltre a questo. Questo gli porterà il successo nella vita.
[139000]

Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 10.4.2014

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Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 28

Dal libro: Il Segreto Essenziale degli Ebrei, M. Brushtein.

“ I Principi Fondamentali della Teoria Integrale”

L’universo suggerisce di avere mente e sentimenti.

La Natura è una forza unificata.

La natura è composta di due forze: dazione e ricezione.

L’inanimato, il vegetale, e la natura animata si sviluppano a causa di un programma interno.

La forza di dazione e ricezione sono in fase di sviluppo insieme.

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Yeshivat Haverim Mondiale – 07.09.2014

Yeshivat Haverim Mondiale
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In un dibattito eterno con se stesso

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché, fra il popolo di Israele ci sono così tanti flussi opposti, e anche persone con un atteggiamento critico verso la loro nazione e persone che anche sono d’accordo con le accuse che vengono da fuori e con le sanzioni contro Israele? Perché tanto odio esiste per quanto riguarda il popolo d’Israele all’interno di se stesso?

Risposta: Una volta, il popolo d’Israele era su un livello spirituale, esso aveva raggiunto e aderito ad esso per qualche tempo, e, dopo di che, è caduto da questo stato. Tuttavia, un Reshimo (reminiscenza) è rimasto, il gene del livello spirituale e non siamo in accordo con questo livello spirituale perché è completamente contro il mondo fisico.

Segue che, all’interno di ogni ebreo, c’è qualche tipo di attitudine contro Israele che è diretta contro l’Israele vero, dipendente da quanto è forte questo Reshimo dentro di lui. Comunque, questo Reshimo è in tutti – più in alcuni, meno in altri.

Allo stesso modo, questo dipende dal livello di sviluppo. Qualche volta, questo Reshimo si apre in delle persone e crea attitudini taglienti in lui contro Israele, e, dopo di che, il contrario; cade silenzioso. Questo è ciò che accade con tutti, perché è costruito in una forma molto diversa e passa attraverso una moltitudine di stati.

Questo produce tensioni intense all’interno del popolo d’Israele. Ciò è a tal punto che gli ebrei in tanti paesi diventano gli istigatori d’azione contro la nazione d’Israele e il popolo d’Israele, contro il giudaismo, e contro tutto quello che è connesso agli ebrei.

Domanda: Questo è l’odio di sé?

Risposta: Non è l’odio di sé. Una persona non è d’accordo con l’ebreo che si trova dentro di lui, e, allo stesso momento, scopre all’interno di se stesso la fonte delle settanta nazioni del mondo, che lui ha lasciato in Babilonia. La fonte d’Israele, nel frattempo, è quiescente dentro di lui, nascosta profondamente all’interno, e la fonte di quella tribù dalla quale è stato creato diventa più prominente.

Ne consegue che lui si sente più vicino a quelle persone e a quella nazione, quel posto dove sta vivendo adesso, che per il popolo ebreo è la nazione d’Israele. Allora, a lui dobbiamo spiegare come è stato creato il popolo ebraico e che cosa sta succedendo con noi, a quali fonti sono nascoste dentro di lui.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 12.08.2014

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Quando non sentite alcun gusto nella Spiritualità…

Dr. Michael LaitmanLa Torà, “Levitico” (Metzora), 14:8: “La persona che si purifica immergerà le sue vesti, raderà tutti i suoi peli, e [egli stesso] si immergerà nell’acqua, e sarà puro. Dopo di che, potrà rientrare nell’ accampamento, ma resterà fuori dalla sua tenda per sette giorni.”

Questo passaggio parla dei metodi di purificazione dei desideri facendo piano piano un maggiore lavoro interiore.

La peluria (Se’arot) simboleggia i desideri inappagati di una persona e perciò deriva dalla parola Ebraica “Sauer” (tempestoso), cioè, una persona sente come una tempesta interiore per l’incapacità di appagare se stesso con la dazione.

Rasarsi i propri peli significa sbarazzarsi di questi desideri e decidersi a non usarli. Infatti, questi sono i desideri più grandi e gli impulsi più forti che una persona ha.

La Torà, “Levitico” (Metzora), 14:9: “Il settimo giorno si rada di nuovo i peli, i capelli, la barba, le sopracciglia, si raderà insomma tutti i peli, laverà le vesti ed il proprio corpo con l’acqua, poi sarà puro”.

I sette giorni di purificazione aiutano una persona a sbarazzarsi totalmente del precedente livello nel quale i suoi impulsi egoistici sono stati rivelati.

L’uomo corregge i desideri egoistici che sono rimasti per sette giorni (sette Sefirot) e quando si purifica da questi desideri egli è pronto per la dazione.

Commento: Solitamente esaminiamo le porzioni della Torà andando un po’ più a fondo…

Risposta: Se ci trovassimo in un conseguimento spirituale, avremmo molto di cui parlare. Ci sono molti esempi, ci sono un’infinità di ore sul cibo su tutti i canali della Televisione. Si tratta degli spettacoli più popolari…

Mi ricordo quando il libro About Tasty Healthy Food fu pubblicato da Stalin. Gli uomini avevano fame e questo libro riproduceva delle bellissime ed eleganti fotografie di diversi piatti; le persone lo compravano e se si sentivamo un po’ sazi. Si è trattata di una vera e propria campagna di relazioni pubbliche sul movimento molto tempo prima che arrivassero Hollywood e l’America con le sue campagne pubblicitarie. Psicologicamente ha funzionato al 150%.

Ho visto qualcosa di simile a questo non molto tempo fa negli USA quando sono stato a far visita al nostro editore. Sua moglie è di origini russe e si occupa di diamanti. Hanno pubblicato un libro sui diamanti che ha avuto una richiesta mai vista negli USA e in Canada, soprattutto in posti dove nessuno aveva mai visto diamanti del genere.

Le persone che non li hanno si godono la sensazione di vederli: quanto luccicano e cambiano colore, e come vengono lucidati, ecc. Per questo persone è come possedere tutta questa ricchezza. E’ un grande trucco psicologico.

In altre parole, possiamo parlare all’infinito di cibo e di diamanti perché ne sentiamo il gusto, li vogliamo, e sappiamo di cosa si tratta. Considerate quanti piatti si possono preparare con gli stessi ingredienti. Le persone hanno gusti diversi e diverse sensazioni, mentre quando si tratta della spiritualità non sentono al momento alcun gusto.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 25.02.2014

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Dr. Michael LaitmanDomanda: Ogni giorno portiamo il nostro desiderio alla lezione del mattino e soprattutto allo studio dello Zohar. Come possiamo riunirci ed innalzare la nostra domanda, la nostra richiesta al Creatore, durante la lezione, in modo da non concentrarci sul quadro descritto ma per vedere al di sopra di esso?

Risposta: Naturalmente, non ci dovremmo concentrare sulle storie descritte, ma dovremmo arrivare alla lezione con le impressioni che abbiamo raccolto durante il giorno:

• In quale misura ho fatto in modo di superare il mio attaccamento alla mia rigida percezione pensando che dono alle persone e loro donano a me;
• In quale misura ho provato a percepire il Creatore in tutto questo, e a sentire che tutto deriva da Lui;
• In quale misura ho provato a vedere solamente il lato positivo in tutto in modo da potere avanzare spiritualmente, nonostante le diverse sensazioni negative, l’impazienza, le rotture, e la rabbia;
• In quale misura ho provato a dirigere tutto verso l’importanza della connessione con il gruppo per trovare la connessione con il Creatore.

Devo portare tutte le impressioni e le esperienze che ho accumulato agli incontri con il gruppo e durante la lezione devo cercare di concentrare tutti i miei sforzi sull’unione con il Creatore attraverso gli amici, il che significa percepire il corpo spirituale che è tra di noi, tra me e gli amici.

Se non ho accumulato del potenziale negativo, non ho niente da portare alla lezione. Devo arrivare alla lezione come se andassi ad un evento speciale nel quale correggo ciò che non sono riuscito a fare da solo senza la connessione con gli amici, senza aver aperto Il Libro dello Zohar con loro, il che mi avrebbe permesso di ricevere attraverso di esso la Luce che incolla e ci salda insieme.

E’ perché ho provato a farlo senza la connessione fisica con gli amici, senza leggere lo Zohar insieme a loro, non ce l’ho fatta! O avrei potuto farcela un pochino, ma solo per imparare che mi manca ancora la loro partecipazione e così devo andare alle lezioni. Ci vado non perché sono costretto e obbligato a farlo, ma perché desidero ardentemente andarci. Mi sono preparato per questa cosa.

Potrebbe sembrare che parlo di uno stato ideale, ma è a questo che dobbiamo aspirare. Naturalmente se vado alle lezioni in questo modo, mi aspetterò molto; tremerò e avrò paura di perdere questa opportunità. Questo è ciò che dobbiamo conseguire e possiamo farlo solamente come se fosse un virus, infettandoci a vicenda. Se questo sarà lo spirito tra gli amici, un uomo vedrà come tutto funziona per lui e come riuscirà in tutto quello che farà.
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Da una conversazione ad un Pasto al Congresso di Toronto del 08.04.2014

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