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Un onestà tanto complessa

Domanda: Perché è detto: “Siate onesti con il Signore“?

Risposta: L’onestà è percepita come ingenuità nel nostro mondo a un livello che non è legato alla spiritualità, ma è opposta a esso. Una persona onesta è una semplice persona ingenua che non è molto intelligente e che vive proprio come gli è stato insegnato.

Ma nella spiritualità “ingenuità” significa perfetto in quanto deriva da una realizzazione e da chiarimenti, da un contatto con la forza superiore, dalla propria rivelazione. Poi si è in uno stato di interezza. Si tratta di ricevere i desideri che sono corretti e per raggiungere uno stato di una persona ingenua. Questo è un livello molto elevato e non è semplice affatto.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.03.2014)

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Azione spirituale nella vita quotidiana

Domanda: Ho studiato per più di cinque anni e sento come la mia vita sia all’interno del gruppo. Allora, nei cinque mesi passati, è stata progressivamente più difficile per me unirmi con gli amici. Anche se nella mia vita corporale ho perso tutto il mio desiderio per qualunque cosa; non c’è niente che posso fare. Se non sono fisicamente con i miei amici, non posso muovermi per il mio bene nella mia vita quotidiana.

Risposta: Questo è perché non senti che la tua vita quotidiana fuori dal gruppo anche appartiene alla tua strada spirituale.

Supponiamo di lavorare in qualche stabilimento o corporazione. Si ha bisogno di capire che lavorando in questo settore è il vostro lavoro spirituale. Se si mantiene un lavoro continuo dell’avanzamento spirituale in mente mentre si lavora in ufficio o stabilimento, poi tramite un qualsiasi vostro movimento e azione, si trasmette la propria energia spirituale personale. E’ necessario agire così in questo mondo affinché diventi corretto.

Il nostro lavoro completo in questo mondo è inteso affinché noi ci si possa influenzare l’un l’altro con i nostri sforzi spirituali. Così, se, mentre si lavora in ufficio accanto a un centinaio di sconosciuti che sono lontani dalla spiritualità, ma si va lì con il riempimento spirituale, poi tu, attraverso il tuo lavoro, come un agente sotto copertura, incanalerai la felicità spirituale che senti, tramite loro, al mondo intero.

Questo è il nostro lavoro a livello di àncora spirituale. In tale maniera siamo connessi l’un l’altro e permeiamo il mondo intero con la spiritualità. Questo è necessario per noi! Pertanto, il nostro mondo è creato in modo da lavorare in esso, e per questo i Kabbalisti obbligano ognuno di noi a lavorare in un lavoro esterno.

Cercate di lavorare con questa intenzione. Vedrete quanto successo avrete sul lavoro, come i vostri collaboratori cominceranno a relazionarsi con voi diversamente, e quale avanzamento raggiungerete spiritualmente.

E’ necessario unire correttamente le azioni e il lavoro. Non è facile, ma allo stesso tempo, questa adesso è la tua correzione. Questa è la cosa più importante che un individuo può fare nel nostro mondo, invece di avere la testa tra le nuvole quando si ascolta il Libro dello Zohar. Questa non è correzione.

Siamo intenzionalmente creati in modo tale che passiamo 10-12 ore al giorno occupandoci della nostra casa e del lavoro. Oggi, tante persone pensano così: “Matrimonio, bambini – chi li vuole?” Continuo a vivere con la mia mamma, lei mi nutrirà e mi vestirà, mentre contemplo le materie filosofiche.” L’uomo moderno vuole questo.

E’ necessario sposarsi, avere bambini, lavorare, studiare, e vedere in tutto questo la realizzazione del proprio potenziale spirituale, in questo modo un’attività non dovrebbe essere diversa dall’altra, così nel gruppo, a lavoro, alla lezione, al workshop, con la propria sposa e i bambini, in tutte queste cose, saremo connessi internamente all’energia Superiore attraverso il gruppo e la trasmetteremo tramite noi stessi giù a tutti gli altri: la famiglia, il posto di lavoro, e il mondo intero, ovunque si può essere.
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(Da una lezione in Russo, 07.02.2014)

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Le metropoli dividono le persone

Opinione (Alexander S. Puzanov, professore del Dipartimento di Economia e Amministrazione Municipale presso la Scuola Superiore di Economia in Russia):

“La vita nelle metropoli moderne altera le naturali reazioni umane, distrugge l’integrità della persona ed aumenta le distanze tra gli individui. Gli abitanti delle metropoli tendono ad essere troppo riflessivi, così inibendo gli impulsi emotivi naturali.

Essi hanno più personalità; hanno molti ruoli sociali, al lavoro, a casa, al supermercato, negli spazi virtuali. Tutti questi ruoli in “scene” diverse portano alla distruzione dell’Io umano.

La disconnessione tra le persone è in aumento nelle grandi città ma la metropoli cerca attivamente di controllare diversi aspetti della vita umana. Una valanga di differenti informazioni travolge una persona in città, la costringe a selezionarle e filtrarle.

In città avviene una trasformazione delle reazioni umane naturali. Una riduzione della distanza fisica tra le persone è inevitabile in una città con un’alta densità di popolazione. Ciò si accompagna ad un aumento della distanza sociale.”

Il mio commento: La correzione della società e della crisi globale sta proprio nella riduzione della distanza tra le persone. Ma si può ottenere la correzione solo attirando la Luce Superiore, la proprietà di dazione, che si manifesta nella corretta unione.
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 04.04.2014

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Domanda proibita

Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar,” Paragrafo 67: Quando un uomo di Israele migliora e dà dignità alla propria interiorità, che è Israele in quell’uomo, rispetto all’esteriorità, che sono le nazioni del mondo in lui, cioè, quando un uomo stabilisce la maggior parte dei propri sforzi per migliorare ed esaltare la propria interiorità, per fare del bene alla propria anima, ed effonde minori sforzi, quelli proprio necessari, per sostenere le nazioni del mondo in lui, vale a dire le necessità del corpo, come è scritto (Avot, 1), “Rendi la tua Torà permanente e il tuo lavoro temporaneo”, così facendo, un uomo fa sì che i figli di Israele si elevino sia nell’interno che nell’esterno del mondo, e le nazioni del mondo, che sono l’esteriorità, si renderanno conto e riconosceranno il valore dei figli di Israele.

Domanda: C’è interiorità e c’è esteriorità. Per me è chiaro. Tuttavia, non capisco cosa preferire una rispetto all’altra significhi.

Risposta: C’è l’anima e c’è il corpo. Qui “corpo” non è usato nel senso fisico della parola. A livello della parola, il corpo è il desiderio di ricevere. Cos’è innanzitutto un essere umano?

Non è il corpo fisico. Anche una scimmia ha delle mani e un gallo ha le gambe. Gli esseri umani si trovano al di sopra del livello animato perché hanno la capacità di arrivare al Creatore. Anche se gli esseri umani appartengono al livello animato, hanno comunque una potenzialità aggiuntiva: il desiderio di cercare il Creatore.

Noi siamo degli “strani esemplari di scimmia” che hanno degli orizzonti di sviluppo illimitati.

“Cosa stai cercando nella nostra foresta?” chiedono gli esemplari di scimmia; “Hai perso qualcosa?”

“Sto cercando i miei fratelli. Voglio trovare nostro padre.”

“Tuo padre è qui, non lo vedi?”

“No. Sto cercando la fonte della vita. Manca qualcosa nella mia vita. Voglio sapere perché vivo. Non c’è nient’altro a parte le banane là fuori? E’ difficile per me stare alle regole senza cercare”.

“Senza cosa…?”

“Non conosco ancora me stesso, ma devo trovare un senso nella vita. La mia esistenza è insipida e non sa di niente.”
“Prova queste meravigliose banane!”

“Non servirà! Ho sempre un desiderio che va al di là dell’avere soltanto il cibo quotidiano.”
Questo desiderio in più è chiamato “un Uomo” (Adam). La nostra ricerca interiore si dirige verso un’aspirazione a diventare simili (Domeh) al Creatore, alle Sue qualità e alla Sua natura.

Una scimmia inizia a cercare senza aver alcun riferimento affatto. Fino a questo punto, la ricerca è racchiusa in uno sviluppo egoistico.
Lo sviluppo è rigidamente orientato a guadagnare più soldi, ad avere più successo, e a costruire di più. Questo processo va avanti da centinaia di migliaia di anni: c’è stata l’agricoltura, poi è apparsa l’industria, delle interazioni sociali complicate, infinite conquiste umane, e ancora la scimmia non è mai completamente felice o soddisfatta.

Dentro al groviglio dei desideri delle scimmie è latente una forte pressione a percepire il Creatore. Ma questa aspirazione è disarticolata, implicita, come se fosse nascosta sotto molti strati di vestiti, di altri desideri. Nuove inesplorate terre e continenti sembrano così attraenti alle scimmie! Le scimmie si sforzano di esplorare il mondo e le sue leggi: “Cosa c’è lassù nei cieli? Cosa c’è nella profondità della Terra? Cosa c’è nella mente e nei cuori dei nostri amici?” Gli esemplari di scimmia sviluppano le scienze e le tecnologie che rappresentano le pietre miliari evolutive nel linguaggio che le scimmie comprendono.

In sostanza, nella profondità delle loro menti, dietro a tutti gli sforzi possibili nella scienza, nella filosofia e nelle ultimissime tecnologie, gli esemplari di scimmia aspirano alla rivelazione della fonte della realtà.

Con il tempo, gli esemplari di scimmia diventano molto più forti e iniziamo a chiamarsi “esseri umani”. Questa situazione continua fino a quando un desiderio, una volta nascosto, non si manifesta più chiaramente. Allora, gli esemplari di scimmia iniziano a cercare alcune forze naturali; si impegnano nel misticismo e nell’astrologia, iniziamo a cercare i sacramenti, notano i “segni” che sono intorno e dentro di loro. Riconoscono misteriose qualità a diverse cose e fenomeni e creano innumerevoli teorie. Ne consegue che ancora non trovano nulla.

Tuttavia, il desiderio più profondo degli esemplari di scimmia piano piano si manifesta e si manifesta ancora di più. All’improvviso, tra migliaia di esemplari di scimmia grandemente sviluppati ne salta fuori uno di nome “Adamo“. Non è stato per caso che i suoi genitori gli hanno dato questo nome particolare. Questo enorme desiderio creatosi tutto nuovo, alla fine, diffonde la forza superiore che ha messo in moto la realtà intera con tutto quello che sia mai esistito.

Quest’uomo è chiamato “il primo uomo” (Adam Ha-Rishon) poiché egli è colui che ha acquisito una forma umana: l’uguaglianza con la forza superiore. In questo modo, egli ha rivelato il Creatore.

Egli è stato seguito da molti altri nel corso di venti generazioni prima di Abramo. Alcuni di loro hanno cercato di conseguire il livello umano.
Di conseguenza, la sete di rivelare la forza superiore è costruita su questo stereotipo di scimmia. Fino a qui, il loro egoismo li stava solamente accompagnando verso questa forza. Essi cerano di costruire una vita migliore e provano vari rimedi poiché il loro richiamo interiore è ancora nascosto.

Allora stesso modo, noi “induciamo” i nostri figli ad impegnarsi in attività vantaggiose mettendo in campo delle cose che si presentino bene e che siano buone per loro, in modo che piano piano si muovano verso la direzione desiderata. Lo stesso vale per gli esemplari di scimmia, che lentamente si avvicinano alla domanda sul significato della loro vita che è sollecitata da numerose sfide, delusioni, e conquiste. Questo è il modo in cui ogni avanzamento avviene.

Nell’antica Babilonia, c’erano enormi controversie tra gli uomini. Essi non avevano idea di come risolverle. La situazione divenne così acuta che essi iniziarono ad urlare: “Vogliamo conoscere il nostro Re!”. Questo era un modo di pensare avanzato, da esemplari di scimmia progrediti. A loro sembrava che fossero passati centinaia di migliaia di anni durante i quali proclamavano di voler “familiarizzare” con la forza superiore. Essi non erano che dei primitivi adoratori di idoli, essi costruirono ziggurat. Con la loro torre che raggiungeva i cieli, in sostanza, essi erano impegnati in azioni spirituali in rapporto alle forze della natura, sebbene egoisticamente.

In breve, questo è il momento in cui è iniziato il desiderio degli esemplari di scimmia di rivelare la forza superiore. Tuttavia, essi non sapevano come raggiungerla. Essi avevano una tendenza lunga di molti millenni di progresso sociale e tecnico alle loro spalle, così decisero di continuare su questa strada ma si imbatterono in una crisi poiché è impossibile raggiungere il Creatore in questo modo.

Dobbiamo capire che essi vivevano alquanto modestamente, avevano abbastanza da mangiare, e tutti i loro sforzi erano diretti a conseguire la forza superiore.

Al tempo della Babilonia, gli esemplari di scimmia si avvicinarono allo stato umano fino ad un certo livello. Qualcosa cambiò in loro. Essi iniziarono ad aspirare alla fonte, alla forza superiore.

Da allora in poi, lo sviluppo di una nuova metodologia di conseguimento ebbe inizio. Questa metodologia ci rivela la verità. Non ha importanza se la verità è piacevole o comoda. Io non sto cercando la comodità; invece, io voglio sapere.

Possiamo continuare su questo cammino di conseguimento soltanto acquisendo un livello di egoismo ancora più grande. Ciò significa che ci dobbiamo spostare al livello successivo.

L’egoismo Babilonese “aggiuntivo” permise ad una piccola parte ( approssimativamente cinque mila uomini su tre milioni) di prevalere, elevarsi al di sopra del proprio egoismo, diventare Galgalta ve Eynaim ed unirsi al gruppo di Abramo. La maggioranza non fu in grado di far fronte al proprio egoismo e si dimenticarono dello scopo della loro vita, “la torre verso i cieli”, cioè, la ricerca della forza superiore. Essi caddero sotto il peso dell’amore per se stessi e furono dispersi per il mondo e continuarono a costruire la loro esistenza materialistica.

L’egoismo ingigantito li divise in due parti: interno ed esterno. Questo processo continua fino ad oggi: una piccola parte, la casa di Abramo, Israele, si sviluppa e si corregge, mentre la parte più grande (AHP) dovrebbe solamente arrivare alla disponibilità a correggersi, ma non è in grado di farlo da sola ed è corretta solamente attraverso Galgalta ve Eynaim. Questo piega perché anche il mondo intero deve attraversare una grande crisi e molte delusioni in modo che, alla fine, essi si connettono con Galgalta ve Eynaim e lo sostengono.

Come ha detto il profeta Yeshayahu (Isaia) , “le nazioni del mondo” reggeranno “i figli di Israele” sulle loro spalle verso il Tempio. Essi sono in grado di farlo sebbene non siano in grado di correggersi esse stesse. Galgalta ve Eynaim è un punto di passaggio tra l’AHP, le “nazioni del mondo,” e la forza superiore.

Dunque, insieme, entrambe le parti, conseguiranno la correzione completa.

Perché gli esemplari di scimmia preferiscono l’interiorità all’esteriorità? Essi si fanno una domanda sullo scopo della vita: “Perché non faccio le cose dopotutto? Per cosa vivo? Perché sviluppo l’industria, le scienze, la cultura, l’educazione, ed i sistemi politici? Perché scopro nuove terre? Perché conquisto il mondo?”

Oggigiorno, almeno metà del mondo attraversa diversi livelli di diseguaglianza. Un enorme numero di persone prendono degli anti-depressivi, droghe leggere o alcool. Questi sono i segni della debolezza e della disperazione. Nessuno ha una risposta alla domanda più profonda mai fatta: “Perché sono qui?”

Gli uomini non se ne rendono conto, ma sentono il vuoto e la devastazione. Se fossero privati della televisione o di altri mezzi di comunicazione che li confondono sempre di più, se fossero liberati di tutto ciò che “inghiottono” con forza dall’alba al tramonto, con cosa resterebbero?

Gli uomini sono costretti a lavorare duro, ma non è necessario. Lavorando duro, essi sono di proposito distolti dalla domanda più grande evocata per natura. Oggi, questa domanda diventa molto pericolosa. E’ come uno scontro che può innescare un fuoco grandissimo.

Nessuno vuole ascoltare questa domanda. Gli uomini hanno paura del dolore che si portano dentro. Quando un uomo si fa questa domanda, l’intera vita di un uomo si trasforma in grande spasmo doloroso. Chi lo vuole? Gli uomini stanno cercando di trovare un po’ di gioia; essi non vogliono essere sommersi da una totale disperazione.

Gli uomini sono pronti ad uccidere quando le domande sul significato della loro vita provocano un dolore che non può essere curato da una qualsiasi medicina che si conosca.

Il genere umano fa tutto quello che può per evitare la sofferenza: turismo, moda, cinema, TV, intrattenimento; non c’è fine alle “alternative”. Fate tutto quello che volete, ma non svegliate l’angoscia che non ha soluzione.

Nonostante tutto, la domanda sul senso della vita risveglia senza riguardo dei politici o di altre figure professionali che sanno come capovolgere questa domanda. I loro sforzi non hanno successo perché contraddicono lo scopo della creazione.

Tuttavia, gli uomini hanno bisogno di “cucinare” e “maturare” internamente. In tutti i modi, questo processo dipende dall’opportunità di avere un ampio accesso alla metodologia della correzione che comporta un rimedio bell’e fatto, una bellissima vita satura di senso di eternità e di perfezione così come un’ascesa infinta per tutti, invece delle malattie o dell’assurdità della nostra attuale esistenza.

Da una parte, la metodologia della correzione presenta una chiara spiegazione della situazione in cui ci troviamo in questo momento. Spiega il perché questa situazione ci è accaduta e come correggerla. Dall’altra parte, ci fa avere una forte tecnica pratica di correzione che ci mostra degli immediati risultati positivi.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dello 03.03.2014, Gli scritti di Baal HaSulam)

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Chi può sentire la Torà?

La Torà, “Esodo” (Ki Tissa) , 34:4-34:7: Mosè tagliò due tavole di pietra come le prime; si alzò di buon mattino e salì sul Monte Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavole di pietra in mano. Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamo il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui proclamando: “Il Signore!, il Signore!, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di grazia e di fedeltà, che conosceva il suo favore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione, che castiga la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione”.

“Fino alla terza e quarta generazione” si riferisce al terzo e al quarto livello quando la luce proviene già da uno stato spirituale e tutte le Reshimot (geni spirituali) si fermano. Nel complesso questo è quello che raggiunge Mosè ed esprime nella sua realizzazione. Egli vede chiaramente le due linee: la destra e la sinistra, la benedizione e la maledizione, che scendono dal Creatore e gestiscono l’ego tirandolo in avanti in perfetto accordo tra loro, costringendolo a voler cambiare.

Domanda: Tutte le persone possono sentire ciò che il Creatore proclama?

Risposta: No. Solo l’attributo di Mosè, gli altri non possono sentire niente! Il punto non è dove loro si trovano poiché la montagna simbolizza unicamente la distanza. Quindi sotto all’odio, dove sono i restanti attributi di una persona, che non percepiscono l’attributo della dazione e non esiste per loro.

Grazie alla prima restrizione loro stessi si sono messi al di sotto, e loro possono guardare ciò che sta accadendo solo a distanza. Una montagna coperta di fumo significa che l’ego è nascosto al popolo. Loro non capiscono nemmeno che l’ego è davanti a loro e che devono superarlo. Loro non lo sentono come il Monte Sinai diventa il deserto del Sinai attraverso il quale devono passare.

La montagna diventa un deserto, perché il popolo non può salire al livello di Mosè, e ai loro desideri egoistici sembra che adesso si apre gradualmente davanti a loro per avanzare. Avanzare significa che loro correggono ogni desiderio che hanno e alla fine salgono al Monte Sinai, ma questo avviene durante i 40 anni di pellegrinaggio.

Si scopre quindi che solo la persona che è vicina agli attributi di Mosè può ascoltare la Torà che Mosè scrisse. Infatti la Torà è completamente nascosta a tutti, in modo che tutti i tentativi e gli sforzi sono solo esercizi che li aiutano ad avvicinarsi a Mosè, per decifrare tutte le fasi della sua ascesa e seguirlo.

Allora non solo leggeranno, ascolteranno, e sentiranno tutto ciò che viene detto nella Torà, ma potranno anche effettivamente compierla, il che significa che potremo raggiungere lo stato di amore e dazione. La Torà non è un segreto, ma un metodo che può essere rivelato a noi solo nella misura in cui lo accettiamo in anticipo. Il suo compimento nel nostro mondo è molto semplice se cominciamo ad attuarlo con precisione, senza progetti astrusi.
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(Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” del  16.09.2013)

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L’evoluzione dell’uomo in tutta la storia del suo sviluppo ha come scopo quello di trovare piacere nelle nostre vite, riempimento, possibilmente eterno ed assoluto. Ma alla fine, arriviamo sempre ad un “punto morto” perché il piacere è momentaneo, transitorio ed imperfetto.

Quando una persona comincia a capire questo, allora è pronta a parlare con noi. Altrimenti è inutile, non ci ascolterebbe.

Domanda: Ma le persone che studiano Kabbalah e hanno familiarità con i suoi principi attraversano questo percorso abbastanza rapidamente. Quando vedi il sistema, allora non c’è bisogno di correre dietro ai piaceri del momento.

Risposta: Le persone che giungono alla saggezza della Kabbalah non hanno ancora risolto molti dei loro problemi. Gli sembra di poter risolvere i problemi con l’aiuto di questa saggezza, e poi in seguito restano delusi, lasciano, e poi tornano nella prossima reincarnazione, o se il tempo lo permette, tornano in questa vita.

Domanda: Ma questa saggezza accorcia notevolmente la strada.

Risposta: No! La conoscenza non aiuterà mai contro le sensazioni. Tu puoi dire ad una persona tutto quello che vuoi, ma essa farà, in ogni caso, quello che vuole e non quello che sa.

Siamo stati creati dal desiderio di ricevere. Il nostro cervello è progettato solo per mostrarci dove è possibile ricevere questi desideri il più in fretta possibile. Siamo come dei cani che cercano i piaceri secondo il senso dell’olfatto. I nostri desideri ci guidano, quindi non vi è alcuna possibilità di accorciare il percorso.

5.000 anni fa , in tutti i libri kabbalistici, si diceva che alla fine del 20° secolo l’umanità avrebbe cominciato a essere scoraggiata dal suo sviluppo egoistico e che poi la scoperta della saggezza della Kabbalah sarebbe diventata possibile. E fino ad allora, era proibito per i Kabbalisti parlarne, e tutti pensavano che fosse una specie di segno, che riguardasse il misticismo, la chiromanzia, la magia ei miracoli. Solo ai giorni nostri la scienza della Kabbalah è stata scoperta. Molti ancora non lo vogliono capire perché non sono ancora sfuggiti dalle vecchie idee su questo.

Fino ai nostri tempi abbiamo dovuto percorrere la via della sofferenza e delle delusioni all’interno dello sviluppo egoistico. Ma dai nostri giorni in poi, una volta raggiunto il punto di delusione totale, è possibile avanzare in avanti. E qui abbiamo una scelta: continuare per la via della sofferenza oppure preferire la via della saggezza della Kabbalah. Ma andare attraverso la via della Kabbalah significa iniziare immediatamente a salire al livello superiore successivo. Questo significa creare un secondo livello, parallelo al piano inferiore.
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(Da Kab.TV “Conversazioni con Michael Laitman, 27.09.2013)

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NASA: La fine della Civiltà

Dalle notizie (Dal The Guardian): “Un nuovo studio sponsorizzato dal Centro Goddard Space Flight della NASA ha evidenziato la possilità che la civiltà globale industriale potrebbe cadere nei decenni a venire per lo sfruttamento di risorse non sostenibile e per via della distribuzione disomogenea della ricchezza.

“Sapendo che questi avvertimenti catastrofici sono spesso tacciati di essere strani e subiscono giudizi controversi, lo studio cerca di utilizzare dei dati storici incontrovertibili che mostrano come “il processo di sviluppo – decadenza sia veramente un ciclo ricorrente della storia” Infatti sono abbastanza comuni i casi di rovina delle civiltà attraverso cadute precipitose – spesso che durano secoli –“

“Il progetto di ricerca è basato su di un nuovo modello multidisciplinare “Human and Nature Dynamical” (HANDY) guidato dal dott. Safa Motesharrei, specialista in matematica applicata, della Fondazione Nazionale delle scienze Americana, con il supporto del Centro di sintesi socio – ambientale, in associazione con una squadra di scienziati di materiale naturalistiche e sociali. Lo studio basato sul modello HANDY è stato accetato per la pubblicazione nella rivista specializzata Elsevier Journal, Ecological Economics.

“Attraverso l’analisi della dinamica di queste crisi umano-naturali, il progetto ha identificato i fattori salienti che si relazionano tra di loro e che spiegano il declino delle civiltà e che possono aiutarci a determinare il rischio che stiamo correndo oggi: ovvero la popolazione, il clima, l’acqua, l’agricoltura e l’energia[…]

“Questi fattori possono portare alla rovina quando convergono e generano due caratteristiche sociali cruciali: la mancanza di risorse dovuta ai freni posti sulla capacità di occuparsi dell’ecologia, e la stratificazione economica della società in Elites (ricche) e le Masse (o “le persone comuni”) [i poveri]. Questi fenomeni sociali hanno giocato un ruole centrale nel carattere o nel processo della rovina” in i casi negli ultimi 5000 anni.

“Al momento il livello elevato di stratificazione sociale è collegato all’ultra consume di risorse, con “Elite” soprattutto nei paesi industrializzati che sono risponsabili sia per:

“…la ridistribuzione non equa del surplus nella società controllata dalle Elite. Le masse della popolazione anche se producono la ricchezza hanno a disposizione solo una piccola parte di questa, di solito giusto al livello si sussistenza o poco di più”

“Comunque gli scienziati ci illustrano che gli scenari peggiori non sono inevitabili,e suggeriscono che regolamentazioni e cambiamenti strutturali potrebbero evitare la fine, se non sgombrare la strada verso una civilizzazione più stabile”

“Le soluzioni principali sono ridurre la diseguaglianza economica per assicurare una distribuzione delle risorse più giusta e di ridurre drammaticamente il consumo delle risorse facendo ricorso a risorse rinnovabili meno intensive e riducendo la crescita della popolazione.

“Il collasso può essere evitato e la popolazione può raggiungere un equilibrio se il tasso per persona di consumo della natura viene limitato ad un livello sostenibile e se le risorse sono distribuite in un modo ragionevolmente equo.”

Il mio commento: L’egoismo umano non può essere fermato; ci porta tutti quanti in modo irreversibile verso la morte. Anche di fronte alla morte non sarà in grado di contenersi! Così non possiamo nemmeno parlare della consapevolezza della morte. Solo una guerra globale, dove tutti perderanno tutto, fermerà la nostra civilizzazione egoista e ci obbligherà a riarrangiare il nostro atteggiamento verso la vita. Oppure possiamo avanzare se accettiamo il metodo dell’educazione integrale.
[130500]

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Conoscere è assaggiare

Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar”, Punto 48: Si è visto che i suoi 613 organi sono i 613 Partzufim (plurale di Partzuf), unici nella loro Luce, ognuno a proprio modo.

Domanda: Come possono le parti di un insieme essere diverse in radiosità? Cosa vuol dire “ognuno a suo modo”?

Risposta: Ogni cellula, molecola, atomo e le loro parti hanno uno proprio scopo ed un proprio lavoro. Noi dovremmo rivelare la natura e lo scopo di ogni minimo dettaglio della creazione proprio fino all’ultimissima “banalità”. Infine, dobbiamo arrivare al punto originale di “qualcosa dal niente”, all’origine del desiderio, e poi correggerlo nel punto della sua origine. Così facendo, revochiamo “qualcosa dal niente”.

Tutti i desideri sono unici ed interconnessi. Tuttavia, dobbiamo arrivare a conoscere la loro struttura non entrando a fondo nei particolari come siamo abituati a fare nella nostra società deterministica, che è frammentata in pezzi singoli. No, nella spiritualità, comprendiamo le cose attraverso l’integrazione dinamica di tutte le loro parti. I desideri non sono estranei tra di loro. Ognuno di essi è sempre intrecciato con il resto dell’insieme (613 meno uno).

Domanda: Secondo la tua descrizione, ognuno dovrebbe essere un genio in…

Risposta: E’ detto: “Non è il saggio che impara.” Arriviamo a conoscere il mondo attraverso “assaggi, sapori” (Ta’amim). Una formula chimica che descrive precisamente le qualità della sostanza non ci dice nulla delle sue qualità; mentre, se percepiamo la sostanza, ne capiamo tutto immediatamente.

Ecco perché la conoscenza nella spiritualità sta nell’assaggiare. Si può scrivere una lunga storia su alcuni sapori, e comunque non immaginarli. Tuttavia, se io ne assaggio, risolverò immediatamente il problema e saprò esattamente di cosa si tratta. Conoscere solamente il gusto è sufficiente perché il sapore comprende e rivela l’origine della sostanza, le sue qualità e sfumature. Poi, quando leggo il nome appropriato di una cosa che ho già provato, saprò già di cosa si tratta.

Il conseguimento spirituale non ha bisogno di nulla se non dell’annullamento davanti al gruppo, dell’umiliazione del desiderio di ricevere rispetto al desiderio di donare.

Domanda: Allora, chi sono quelli che raccolgono le informazioni e come lo fanno?

Risposta: Una forma completamente nuova dello HaVaYaH si manifesta in un desiderio, nei quattro discernimenti della Luce diretta. Non c’è altro che questo. Ed è questo che effettivamente conseguiamo. Tutti i mondi, le azioni, le divisioni, e le correzioni, tutto è costruito sulla struttura originale e invariabile dello HaVaYaH.

La chiave per arrivare è l’unione degli amici rafforzata dalla Luce. Solamente l’unione totale ci fa avere la conoscenza e la saggezza. Dopo lasciamo lo stato del distacco e rimettiamo insieme le parti rotte, penetriamo nella loro natura, ed in questo modo arriviamo alla realizzazione.

Questa è la sola ragione per cui è avvenuta la frantumazione: i frammenti staccati hanno formato un quadro frantumato che è totalmente opposto alla loro natura. Rimettendo insieme queste parti, arriviamo a conoscere la forma contraria dell’unione, ed in questo modo “ri-mettiamo insieme” il Creatore. Tuttavia, noi non Lo ri-mettiamo insieme nel senso di appagamento interiore del vaso; invece, lo faccia esteriormente. Ad ogni modo, grazie a questo processo arriviamo a Lui.

Domanda: Conseguentemente, significa che l’unione influenza tutto a livello atomico del mondo materiale. Può essere veramente così?

Risposta: Il mondo che vediamo ogni giorno è il quadro dei nostri stessi difetti, è come se venissimo radiografati e vedessimo il risultato su uno schermo. Vediamo la nostra stessa corruzione, la pancia dell’egoismo che cerca sempre di più l’auto-appagamento.
Ecco perché quando cambiamo, anche il mondo intero cambia con noi. E’ detto: “Ed io vidi un mondo sotto sopra”.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 14.02.2014, Gli Scritti di Baal HaSulam)

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