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L’ amore moderno delle caste: Come i matrimoni rafforzano l’inequità

Nelle notizie (da Slate): “Non è raro in questi giorni che le persone si sposino al di fuori del loro gruppo etnico o religioso e di vivere in una regione diversa del paese rispetto a dove sono cresciuti. Tra le persone con istruzione universitaria, in particolare, la tendenza non è così tanto di sposarsi all’interno della loro comunità o di sposarsi all’interno del loro gruppo educativo. In qualche caso si può vedere un laureato sposato con uno che ha abbandonato le scuole superiori (i miei genitori, per esempio), ma è abbastanza raro. Dal momento che i redditi sono normalmente misurati a livello familiare per fini statistici, è abbastanza importante per la grande immagine sulla tendenza nazionale. In particolare, “l’accoppiamento assortativo” di questo tipo è una delle principali cause di dislivello reddituale familiare e di disparità.

“Quanto grande? Jeremy Greenwood, Nezih Guner, Georgi Kocharkov, e Cezar Santosreport l’avevano scritto un nuovo documento in cui ancora nel 2005 l’incontro tra marito e moglie era casuale, il coefficiente di Gini, la misura sintetica più comune di disparità di reddito, sarebbe stata 0,34 mentre nel mondo reale era 0,43, con una differenza di quasi il 25 per cento.

Naturalmente, dicendo che la disuguaglianza sarebbe inferiore se i matrimoni fossero randomizzati non ci sta dicendo molto. Per molto tempo è successo che il marito di una donna laureata era molto più probabile ad avere una laurea di quanto suggerirebbe il puro caso. Ma un certo numero di fattori demografici strettamente connessi l’hanno spostato drasticamente oltre nelle ultime generazioni, in un modo da far diventare l’accoppiamento assortativo una forza economica molto più potente. E il nesso tra i modelli patriarcali di matrimonio e quelli di altre tendenze è un motore importante della disuguaglianza”.

Il mio commento: L’egoismo governa il mondo, non il romanticismo. Solo richiedendo l’equa distribuzione del reddito per tutti e l’istruzione di tutti, come se tutti noi appartenessimo alla stessa famiglia, porterà il mondo alla calma. Nel frattempo, abbiamo ancora bisogno di convincerci che la nostra natura ci sta spingendo alla manifestazione di rifiuto e di odio in tutte le sue forme future, e alla realizzazione dell’egoismo come il male assoluto, al fine di cercare il modo per correggerlo.
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Uno strumento per la rilevazione del Creatore

Domanda: Come possiamo stabilire lo stesso atteggiamento verso Il Libro dello Zohar come l’atteggiamento che stiamo provando a stabilire nei nostri workshops? Il punto è che nell’educazione integrale all’improvviso sentiamo che ci manca una fonte e se aggiungiamo Il Libro dello Zohar al workshop questo può elevarci ad un nuovo livello…

Risposta: Accadrà. Dobbiamo vedere Il Libro dello Zohar come l’adattatore fra il Creatore e noi. Il Creatore inserisce questo libro in noi, il libro si apre e ci costruisce, e con il suo aiuto si rivela.

Il Libro dello Zohar è un mezzo. Non è un libro nel senso ordinario, ma un insieme di mezzi per scoprire il Creatore nell’ essere creato.

Però il libro può essere rivelato soltanto in un gruppo pronto. Lo Zohar ci costruisce. Però la preparazione deve essere giusta per cominciare ad operare.

Domanda: Quando ti siedi di fronte al libro e non in un cerchio di amici, c’è una qualche illusione che lo studio dello Zohar sia uno studio individuale. Come possiamo superare questo allo scopo di sentire che siamo in un cerchio attorno al Libro dello Zohar con l’intero vaso globale?

Risposta: Dovreste parlarne prima della lezione. Questa si chiama l’intenzione prima dello studio ed anche durante lo studio. Essa deve venire dall’interno. Entrambi, Luci e vasi vengono chiariti dall’interno. Nessuna consulenza esterna aiuterà qui. Questo è chiaro.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 06.01.2014, Il Libro dello Zohar – Estratti Selezionati, Parshat, “VaYikahel)

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La lotta per la libertà di imparare

Notizie (da Salon): “La scuola è il posto dove i bambini sono spinti a comportarsi in un certo modo, e dove la loro libertà è grandemente ristretta – di gran lunga più ristretta di quanto la maggior parte degli adulti tollererebbe nei propri posti di lavoro. Negli ultimi decenni, abbiamo spinto i nostri figli a passare ancora più tempo in questo genere di condizioni, e c’è una forte prova (raccolta nel mio recente libro) di come questa situazione stia provocando danni psicologici seri a molti di loro. Inoltre, sempre più scienziati hanno riconosciuto come i bambini imparano in modo naturale, e sempre più di noi sono arrivati a capire che i bambini imparano più a fondo e di più, e con grandissimo entusiasmo, in condizioni che sono quasi opposte a quelle della scuola.[…]

“La maggior parte degli studenti – che siano bravissimi, discreti o incapaci – hanno perso l’entusiasmo per imparare al momento in cui raggiungono la scuola media o quella superiore. In una recente ricerca di studio, Mihaly Czikszentmihalyl e Jeremy Hunter hanno dotato più di 800 studenti di 33 diverse scuole medie e superiori di tutto il paese, di speciali orologi da polso che fornivano un segnale in momenti diversi della giornata. Ogni volta che il segnale appariva, essi dovevano riempire un questionario indicando dove si trovavano, cosa stavano facendo, e quanto felici o infelici erano in quel momento. I livelli più bassi di felicità, di gran lunga, si sono presentati quando i ragazzi erano a scuola ed i livelli più alti quando erano fuori da scuola a giocare o a parlare con gli amici. A scuola, erano spesso annoiati, ansiosi o tutte e due le cose. Altri ricercatori hanno dimostrato che, in ogni grado successivo di classi, gli studenti sviluppano delle attitudini negative sempre crescenti verso ciò che viene insegnato, soprattutto matematica e scienze.[…]

“Quando le scuole sono state sostituite dallo stato che le ha rese obbligatorie, e si sono indirizzate verso fini secolari, la struttura basilare e i metodi di scolarizzazione non sono cambiati. I successivi tentativi di riforma sono falliti perché, sebbene abbiano tentato di aggiustare un po’ della struttura, non hanno modificato il progetto di base. Il metodo dalla A alla Z, e della lezione con relativo esame, nel quale l’apprendimento è motivato da un sistema di ricompense e punizioni invece che dalla curiosità o da un qualunque reale e sentito desiderio di conoscere, è ben ideato per allenare all’indottrinamento e all’obbedienza ma non per molto altro.[…]

“Come società, siamo portati a minimizzare queste scoperte. Non siamo sorpresi dal fatto che imparare non sia piacevole. Lo pensiamo come una medicina che sa di cattivo, difficile da ingoiare, ma positiva a lungo termine per i bambini. Molte persone pensano perfino che la grande sgradevolezza della scuola sia un bene per i bambini, perché in questo modo impareranno a sopportare i fastidi, perché la vita dopo la scuola non è piacevole. Forse questa triste visione della vita deriva dalla scuola. Naturalmente, la vita ha i suoi alti e bassi, che siamo grandi o bambini. Ma ci sono un mare di occasioni per imparare a tollerare ciò che non è piacevole senza aggiungere in mezzo un modo di imparare sgradevole. La ricerca mostra che le persone di tutte le età imparano meglio quando sono auto-motivate, quando inseguono le questioni che sono le loro questioni reali, ed obbiettivi che sono gli obbiettivi della loro vita reale. In queste condizioni, imparare è di solito gioiso!

“[…] le spinte e le capacità naturali dei giovani ad imparare sono pienamente sufficienti per motivare tutta la loro educazione. Quando vogliono o hanno bisogno di aiuto dagli altri, lo domandano. Non dobbiamo costringere le persone ad imparare; tutto quello che dobbiamo fare è di far avere loro la libertà e le opportunità per farlo. Naturalmente, non tutti impareranno le stesse cose, nello stesso modo, o allo stesso tempo. Ma si tratta di una cosa buona. La nostra società prospera sulla diversità. La nostra cultura ha bisogno di persone con molti diversi generi di capacità, interessi e personalità. Soprattutto, abbiamo bisogno di persone che si buttino nella vita con passione e che si prendano la responsabilità di loro stessi nel corso della vita. Questi sono i comun denominatori delle persone che si sono fatti carico della loro stessa educazione”.

Il mio commento: La scuola appare ancora come un’istituzione stabilita per la produzione di esseri umani che eseguono come servivano ai tempi di Charlie Chaplin. Era necessario cambiare la scolarizzazione molto tempo fa, ma anche coloro che sostenevano un nuovo sistema di educazione non hanno mostrato alcun consenso. Il problema è che nessuno capisce la struttura del nuovo mondo: integrato, unito, interconnesso, al quale le persone dovrebbero essere adattate per entrare integralmente nella struttura del mondo. Una persona può essere cambiata solamente attraverso il metodo dell’educazione integrale.
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La zona neutrale

Domanda: La connessione viene raggiunta dall’annullamento totale di ogni individuo fino allo zero. Però qual è la differenza fra questo e la psicologia ordinaria?

Risposta: La differenza è molto semplice: davanti a chi annulliamo noi stessi? Annullo me stesso davanti agli altri e loro annullano loro stessi davanti a me, qual è il prossimo? Il prossimo è solo la condizione di rivelare la forza della Luce.

L’auto-annullamento di ognuno davanti tutti gli altri crea un punto neutrale al centro del cerchio nel quale non opera nessuna forza egoistica. E il punto del nostro desiderio reciproco generale, poiché ci connettiamo e neutralizziamo il nostro ego. In questo punto stabiliamo la nuova realtà, uno spazio nuovo nel quale scopriamo la forza superiore.

Tutti i nostri desideri sono focalizzati al centro del cerchio in cui c’è la forza del desiderio, la connessione, l’auto-annullamento, l’unità, e la garanzia reciproca. Da una parte, è detto che non c’è spazio vuoto e che c’è sempre una qualità determinata, una forza precisa. Però qui al centro non c’è nulla.

Il posto si chiama desiderio. Qui c’è concentrato il nostro desiderio collettivo, ma è come se fosse annullato, dato che nessuno di noi vuole usare il suo desiderio, e vuole solo dare agli altri. In questo modo creiamo un posto speciale nuovo in una dimensione diversa, su un’altezza diversa.

Cominciamo da Malchut, e poi Zeir Anpin, Bina, Hochma, fino a quando raggiungiamo Keter, il punto della Yod. Significa che fra dieci sforzi che abbiamo fatto (Yod significa il numero 10 in ebreo) raggiungiamo il punto della Yod, nel quale è rivelato il Creatore. Questa è l’essenza del centro del gruppo, nella quale costruiremo uno spazio nuovo, una dimensione nuova con attributi speciali e il nostro annullamento. E’ qui, dove la forza superiore può essere rivelata.

Così, soltanto dopo la frantumazione e la correzione riceviamo un mezzo, un vaso, nel quale il Creatore viene rivelato. Altrimenti sarà impossibile rivelarLo perché non abbiamo un sensore per questo, nessun senso naturale può sentirlo. Appare soltanto quanto Lo abbiamo stabilizzato in questo modo: siamo tutti egoisti, ma vogliamo salire sopra il nostro ego e annullare noi stessi davanti a tutti gli altri. Vogliamo tutto questo in modo da somigliare al Creatore; vogliamo acquisire La sua forma e i Suoi attributi in modo da assomigliare a Lui.

Così creiamo uno stato nuovo al centro del gruppo che si chiama utero, Shechina. Soltanto con il nostro annullamento reciproco possiamo creare uno spazio nuovo con degli attributi nuovi in una dimensione nuova che non esisteva prima in Malchut di Ein Sof (Infinito). Questo posto per la rivelazione del Creatore appare soltanto grazie ai nostri sforzi.
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(Dalla Prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 02.01.2014, Lezione sul tema: “9 Passi”)

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Missioni del Metodo Integrale

Secondo il metodo kabbalistico, è possibile raggiungere la correzione del mondo soltanto tramite l’educazione perché niente può cambiare con la coercizione. Ogni persona deve entrare in un unico sistema di re-educazione.

Noi abbiamo raggiunto un tale stato che le persone già conoscono il bisogno di cambiare la loro natura, perché è precisamente la nostra natura la causa di tutti i problemi, includendo i problemi globali, ambientali e climatici. Questo deve essere spiegato a tutti in tutti i modi, cominciando con le masse che soffrono maggiormente, perché loro sono le più sensibili alla loro condizione e sono pronte ad ascoltare come cambiarla.

Allora la nostra missione è prima di tutto, dimostrare a tutti che il mondo ha raggiunto il punto estremo dello sviluppo egoistico, ha passato questo punto e sta gradualmente cominciando a deteriorarsi. Tale movimento è inevitabile, non dipende da noi come siamo attivati dal programma interiore di creazione e ogni giorno che passa l’umanità sentirà maggiormente che il mondo sta crollando come una castello di carte.

Secondo, dobbiamo spiegare che l’ego è la causa di tutti i nostri problemi e sofferenze. Insieme a questo, il problema non è nella natura dell’inanimato, vegetale e animato, piuttosto solo nell’uomo, nel suo continuo movimento verso se stesso, nell’aspirazione di migliorare il suo stato a scapito degli altri e anche a danno degli altri. Questa è fondamentalmente la scoperta del motivo della nostra discesa.

Dobbiamo dimostrare che anche se la caduta è inevitabile, può essere controllata e gestita da noi se ci eleviamo sopra la nostra natura e guardiamo da un lato. Proprio per capire questo ci hanno dato l’intelligenza. Tanti concordano con questo, ma non possono capire in quale maniera è possibile cambiare noi stessi. Ed in verità è molto difficile per noi cambiare ed è impossibile per l’individuo fare questo.

Pertanto non siamo in disaccordo con le persone che dicono: “Questo è fondamentalmente utopistico. Sarà meglio per noi cominciare con qualcosa di più realistico.” Pero invece di scappare da questo, nonostante tutto, è necessario esaminare se questo è utopistico o no; non c’è un’altra possibilità.

Ci sono due modi davanti a noi, anche se uno di loro, che rappresenta la continuazione dell’esistenza del paradigma egoistico, non è affatto il modo giusto. Semplicemente siamo spinti da dietro tramite la sofferenza, scappando da questa in tutte le direzioni, come qualcuno malato che corre da un medico all’altro, da un trattamento ad un altro.

Prima lui va dai medici, dopo di che da tutti i tipi di guaritori, dopo ciò dal cartomante, e alla fine non ha tralasciato nulla.

Dobbiamo dimostrare alla gente che non c’è motivo di andare in una direzione come questa, dall’inizio essa è destinata al fallimento. Questo è un vicolo cieco nel quale si accumulano tanta sofferenza e tantissimi problemi, includendo la possibilità di una terza e di una quarta guerra mondiale, dove un residuo pietoso di umanità realizzerà la disperazione di questo vicolo cieco e sarà d’accordo a cambiare la sua natura.

E la seconda via è quella della consapevolezza che non soltanto possiamo, ma dobbiamo anche cambiare la nostra natura con l’aiuto della forza che viene scoperta nella nostra connessione. Se almeno noi bramiamo per l’unita, anche con l’intenzione egoistica, cominciamo a sentire dentro la nostra unità artificiale qualche tipo di forza del gruppo.

Si tratta di una unità fra eguali che bramano a uscire da loro stessi, e non soltanto coloro che si vogliono riunire. Perché, vedete che ci sono tante unioni rivoluzionarie nel mondo e allo stesso modo vari gruppi che semplicemente si riuniscono e sentono il potere della loro unità. Però questo è il potere della connessione totale di tutti. Mentre qui stiamo parlando del nostro innalzamento sopra noi stessi per il bene comune della nostra unità, fusione, scomparendo in esso, e diventando un tutto compreso.
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(Dal Congresso Virtuale di Mosca “Unità Senza Frontiere” 15.12.2013, Lezione 5)

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La fascistizzazione del mondo o la correzione

Opinione (Vardan Baghdasaryan, storico russo e politologo): “La quantità di violenza armata mostrata nei film PG-13 è più che triplicata dal 1985, l’anno in cui è stato introdotto il rating. “Fonte: ScienceDaily

“La sfida più grande per le prospettive di progresso morale dell’umanità nel 20° secolo è stato il fascismo. Il fascismo non era stato, come viene spesso rappresentato, un guasto irrazionale nel programma culturale dell’Europa, l’oscuramento della coscienza delle nazioni europee tedeschi o altri, un regime artificiale.

“I problemi che hanno dato origine al fascismo non sono stati risolti, e alla fine del 1970 emerse una nuova ondata di fascismo. Inizialmente, si diffuse attraverso l’uso dei simboli, attraverso il cinema la diffusione di svastiche e altri simboli fascisti, nella formazione del culto della violenza e nel suo uso quotidiano.

“Gli ex ideali pacifisti del 1960 sono stati scartati. Al loro posto è stato realizzato l’ideale del guerriero-vincitore. Il

“Superman” non era molto diverso dall’immagine del vincitore biondo nella propaganda del Terzo Reich. Questi modelli sono stati instillati sin dalla tenera età.

“L’eroe malvagio dei giochi per i computer arriva invece dei racconti tradizionali popolari che hanno stabilito il potere del bene. La nuova cultura del gioco insegna l’idea che uccidere non è solo ammissibile, ma è anche necessario per raggiungere il proprio obiettivo.

“La crudeltà è stata rilevata in varie culture, ma la violenza sulla base della superiorità antropologica è una caratteristica della coscienza fascista. Uccidere in un gioco per computer non è considerato uccidere una persona affatto.

“Forse, le immagini incoraggianti dell’eroe-killer non vanno al di là dell’ambito virtuale, e uccidendo in un gioco per computer, una persona rilascia una carica di aggressività, che non viene trasferita ad altri. Le statistiche dicono il contrario: nel 1974, ci sono stati 3 omicidi predeterminati ogni 100.000 persone, con una tendenza al ribasso, ma dal 1980 il vettore si è invertito, e nel 1993 ci sono stati 4 e oggi ci sono 7 ogni 100.000 persone.

“L’egemonia culturale precede l’egemonia politica. La cultura popolare è diventata in gran parte fascista. Qual è il futuro? “

Il mio commento: In futuro, ci sarà il fascismo ordinario, che la Kabbalah aveva avvertito all’inizio del 20° secolo. La Kabbalah afferma anche che ci sono solo due percorsi nell’evoluzione umana: il sentiero della sofferenza – il regime fascista, con un rapido arrivo della terza e quarta guerra termonucleare – o il percorso di progressiva rieducazione consapevole (attraverso l’educazione integrale e l’istruzione) di tutta l’umanità.
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