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“Studio: Le persone con tanto auto-controllo sono le più felici”

Nelle notizie (da The Atlantic): “‘Abbastanza Improbabile, ma le persone che sono maggiormente in grado di resistere agli impulsi riferiscono di essere più soddisfatti della loro vita.

“Fra le risorse più preziose dell’umanità c’è l’auto-controllo, secondo Wilhelm Hofmann e il suo team di ricercatori presso l’Università di Chicago. Loro lo definiscono come ‘la possibilità di annullare o modificare le risposte interiori di una persona’ e di non agire in base ai propri impulsi. […]

“Maggior autocontrollo le persone riferivano di aver avuto, più soddisfatti segnalavano di essere della loro vita. E contrariamente a quanto i ricercatori si aspettavano, le persone con più auto-controllo avevano anche maggiori probabilità di essere felici nel breve termine. Infatti, quando hanno ulteriormente analizzato i dati, hanno scoperto che la maggiore felicità di queste persone è in gran parte rappresentata dall’aumento della soddisfazione di vita.

“Quando svolgono i loro compiti quotidiani, le persone con un grande autocontrollo sembrano essere generalmente superiori spiritualmente, e a lungo andare, sono più felici con le loro vite. Per spiegare perché questo dovrebbe essere così, i ricercatori hanno condotto un sondaggio on-line. Quello che hanno scoperto è che invece negando continuamente se stesse, le persone con un alto autocontrollo hanno semplicemente meno probabilità di trovarsi in situazioni in cui c’è un problema. Non perdono tempo a combattere battaglie interiori sul fatto di mangiare o meno un secondo pezzo di torta. Loro sono al di sopra di tali tentazioni minute. “

Il mio commento: Precisamente, la restrizione (Tzimzum Aleph) e ricevere solo dopo un certo calcolo e con una specifica intenzione (lo schermo e la luce che ritorna) rende la ricezione acuta (la Luce di NRNHY), fino al punto che una persona può sentire la sua fonte, il Creatore, in ogni piacere! Questo è il modo in cui la saggezza della Kabbalah ci insegna a rivelare il Creatore, attraverso la ricezione del piacere da lui.
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La Torà è la base di tutte le Leggi

Le leggi della Torà sono diventate la base di tutte le leggi poiché sono le leggi della naturale connessione umana. Se gradualmente ci evolviamo da una scimmia in un essere umano, allora ci avviciniamo gradualmente all’adempimento delle leggi o, almeno, pensiamo che dovremmo fare in questo modo, anche se di fatto non abbiamo successo. Ciò significa che esse sono le leggi del mondo superiore alle quali dobbiamo alla fine diventare uguali, e le leggi della natura superiore sono fisse.

L’umanità incomincia a risvegliarsi piano piano e vuole comportarsi in base a queste leggi e vivere in base ad esse. E’ molto difficile dire in che misura ci riusciamo, poiché gli uomini non hanno la forza di osservarle; si tratta di una forza che devono ricevere. Questo è ciò che la saggezza della Kabbalah fa nel dare ad una persona la forza di osservare queste leggi. Noi non possiamo adempierle da soli poiché sono opposte alla nostra natura.

Tuttavia, se una persona usa correttamente il metodo della Kabbalah, riceve la forza e la ragione per farlo, e allora può vivere in base a queste leggi. In sostanza, è tutta una questione di educazione. Noi dobbiamo educare una persona correttamente al fine dal farla passare effettivamente da scimmia in essere umano. Al momento, il comportamento degli uomini è di gran lunga peggiore di quello di una scimmia.

Le scimmie vivono in base a chiare leggi della natura del livello animato ed esse osservano le sue regole istintivamente. Perciò, niente è bene o male perché è la loro natura.

Noi abbiamo l’opzione di agire “per” o “contro”, “in favore”, e così via. Ciò significa che ci viene dato un certo livello di libertà che ci permette di chiarire a favore di cosa dovremmo usare queste leggi, in mio favore o in favore della società, e come diventare parte della società per un essere tutti un unico insieme.

Solitamente, scegliamo in nostro favore e non riflettiamo sul fatto che se ci connettiamo alla società allora tutti i problemi scompariranno e non ci saranno più dilemmi. Questo è il problema del futuro.
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(Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 29.04.2013)

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Il progresso che conduce alla regressione

Il Creatore, oggi, sta facendo sentire intenzionalmente a tutto il mondo che è appeso a un filo. La persona non sa cosa aspettarsi e cosa succederà dopo. Improvvisamente in Europa si verificano delle inondazioni, in America gli uragani, e poi incendi e uccisioni di massa. Il mondo intero è sconvolto: “la primavera araba”, “la primavera turca”, le rivolte in Siria, Libano, Libia ed Egitto. Il tutto accade quando con la moderna tecnologia e le opportunità che abbiamo, invece, potremmo risolvere tutti i problemi corporei e trasformare la terra nel Paradiso.

Tutti ne sono a conoscenza: politici, scienziati e sociologi. Abbiamo raggiunto un tale livello di progresso che potremmo facilmente fornire a tutta la popolazione mondiale tutti i bisogni di base come cibo e vestiti. Non c’è nessun problema, tranne l’uomo stesso: l’uomo è l’unica cosa che deve essere corretta.

Dopo tutto, per il momento possiamo promettere a noi stessi prosperità corporea in ogni zona e siamo in grado di risolvere tutti i nostri problemi, ma allo stesso tempo, metà della popolazione mondiale muore di fame e l’altra metà soffre di depressione e sta perdendo la voglia di vivere, come in Europa, dove non ci sono problemi alimentari, ma ci sono altri problemi.

L’unica cosa che ci può salvare è cambiare la natura umana. Dobbiamo tutti capire questo e rendere questo il nostro obiettivo principale. Non c’è altro modo. Non riusciremo in nulla se non cambiamo la nostra natura. Deve essere chiaro a tutti e soprattutto a coloro che sono impegnati nella saggezza della Kabbalah.

Siamo in grado di abbandonare tutti gli altri tentativi di correggere la situazione in quanto non importa quali realizzazioni faremo nella fornitura di cibo e vestiario, nell’industria pesante e leggera, nell’alta tecnologia, questo non migliorerà affatto il nostro stato. Tecnologicamente siamo in grado di fare miracoli, ma non possiamo utilizzarla per il bene dell’ umanità.

Siamo in grado di inventare rimedi per alcune malattie. Anche ora ci sono già i rimedi per il cancro, per le malattie dei reni e del cuore che sono molto meglio di quelle che vengono utilizzate oggi, ma fabbricarle non è vantaggioso e quindi non raggiungono il mercato. È molto più redditizio fabbricare apparecchiature più costose e creare maggiore confusione al fine di mantenere più occupati i medici e gli operatori sanitari. Un intero settore ruota attorno a questo, il sistema sanitario è un impianto sanitario.

Quindi non possiamo risolvere nulla prima di correggere la natura umana. Dobbiamo concentrarci solo su questo e poi ci riusciremo. Altrimenti non funzionerà.

La mia stampante praticamente nuova è andata fuori uso qualche tempo fa. Sono riuscito a stampare solo 50 pagine e ha già smesso di funzionare. I produttori fabbricano intenzionalmente prodotti che si rompono subito affinché noi ne compriamo di nuovi. La nostra natura, intenzionalmente, ci fa fare tutto nel modo opposto. Sembra che la tecnologia stia avanzando, ma la linea di fondo è che stiamo regredendo in ogni settore. Tutto avviene in modo che possiamo capire il male che è dentro di noi.

Non sorprende che nessuno si senta sicuro e che non ci sia nessun ambiente bello e piacevole per i nostri figli. Alla fine sarà impossibile prevedere cosa accadrà da un momento all’altro e vi trasformerete in un piccolo coniglio spaventato che si nasconde sotto una foglia. Questa sarà la nostra vita: la mattina potrete pensare a come sopravvivere fino alla sera e di notte potrete aspettare il mattino.

Purtroppo, senza paura, è impossibile avanzare. Dopo tutto, io sono un egoista, quindi l’unico modo per impressionarmi è attraverso la paura. Ci sono infiniti tipi di paura: la paura buona e quella cattiva, la paura di questo mondo e del mondo a venire, la paura di non raggiungere il Creatore, di non essere in grado di percepire Lui, di non essere in grado di riversare su di lui. Ma in ogni caso, la paura è lo stimolo più efficiente. La paura può portare a ciò che è desiderabile, poiché deriva dal desiderio. Voglio raggiungere un certo obiettivo e temo che non sarò in grado di realizzarlo, il che significa che la paura nasce dalla paura e questo è già un motivo reale, che si chiama “paura”.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 11.06.2013, Lettera 16)

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Un uomo che non si impegna nella saggezza della Kabbalah, ma guarda e ascolta soltanto le nostre trasmissioni inizia a percepire automaticamente tutti i termini e tutti i concetti della Torà in modo corretto, poiché la Luce superiore opera su di lui.

Egli non ha bisogno di niente altro che di questo. Se egli farà tutto sistematicamente, allora incomincerà a percepire senza dubbio un mondo opposto e a capire che tutto quello che percepiamo al di fuori, in realtà, è dentro di noi. Sarà più facile e più semplice per lui percepirlo. Egli ha soltanto bisogno di passare attraverso questo cambiamento, è tutto qua.

Nell’insieme, questo è ciò di cui parlano i campi che si occupano delle questioni al limite come la fisica quantistica e la teoria della relatività. Un uomo prova e non capisce perché le cose succedono in una certa maniera, e allora incomincia a rendersi conto e a pensare in base ai termini di un nuovo sistema di coordinate.

Ma prima di ogni nuovo livello, prima della realizzazione, c’è una sensazione di oscurità, di confusione, come se il fango fosse stato mescolato con l’acqua e niente è chiaro.

La cosa principale è che noi siamo parte della natura e non possiamo scappare. Ci impegniamo nella scienza più naturale, la sola che ci chiarisce dove siamo, come viviamo, e come percepiamo la natura.

Ma se un uomo non ha questa inclinazione, non riuscirete a persuaderlo a studiare. Se egli incomincia a sentire il bisogno di farlo, allora non ha bisogno di parole. Lo sente come fa un animale, “questo si riferisce a me”. Si guarderà intorno fino a quando non arriverà alla saggezza della Kabbalah.
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(Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 29.04.2013)

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Il meccanismo dell’ intelletto collettivo

Domanda: Come funziona il meccanismo dell’intelletto collettivo di gruppo? Sembra che, in connessioni integrali corrette, appaiono emozioni collettive, e il loro risultato è l’intelletto collettivo. Che ruolo hanno i singoli sentimenti di una persona in questo?

Risposta: Credo che, a livello della rete generale, a seconda di come operano i sistemi analogici integrali, tutto è interconnesso, la sensazione dell’individualità scompare, e ognuno sente la rete collettiva condivisa.

Questo si trova ad un livello di magnitudine superiore. Non è solo la somma di tutte le singole parti, ma piuttosto la rivelazione dell’integralità, quando la gente supera se stessa in modo da coesistere all’interno di questa rete collettiva condivisa. In definitivo, ogni persona inserisce se stesso in tutti e tutti sono inclusi in tutti. Tuttavia, questa non è la cosa principale. La cosa principale è il livello successivo in cui la gente comincia specificamente a sentire questa integralità. Vivono all’interno di essa.

C’è qualcosa in comune: un associazione maggiormente integrale, dove non esiste il singolo individuo, ma tutto crea un intero coerente, e questa è la singola immagine di un gruppo o di una società. Questo è sentito da tutti coloro che una volta erano singoli individui e si sono innalzati in modo da unirsi con tutti. In questo stato, le persone sperimentano una realtà completamente diversa.

Questo è qualcosa che possiamo comprendere e questo è già stato discusso nella fisica quantistica, questi sono gli eventi che si fanno sentire al di fuori del corpo umano, al di fuori dei propri limiti, eventi che sono al di fuori del tempo, del movimento e della posizione. Questo è il nostro prossimo livello.

Quindi quando si parla del nostro mondo, stiamo semplicemente parlando della natura inanimata, vegetale ed animale. Non includiamo l’ Adamo (essere umano) in questo, perché si suppone che egli si trova al di sopra di tutti gli altri livelli. Tuttavia, in che modo l’Adamo è superiore? Per caso lui ha la capacità di agire sopra i suoi istinti? No, esiste dentro i suoi istinti e desideri.

Più ci sviluppiamo egoisticamente, più scopriamo quanto i nostri istinti, le pressioni egoistiche, e geni interni ci dirigono.

Pertanto, ad oggi, non possiamo escludere la persona dal mondo animato. Al contrario, vediamo che non importa quanto ci piacerebbe considerare l’essere umano come superiore, ciononostante, egli ritorna in questo mondo. Solo da un livello in cui è possibile percepire per mezzo dell’unità potremo salire al livello della prossima nuova e più qualitativa esistenza, e a quanto sembra, il pensiero della creazione è stato progettato specificamente per portare una persona a questo.

Ultimamente, nelle zone di confine della scienza abbiamo scoperto i limiti dei nostri sentimenti, le nostre capacità di ricerca, e anche la nostra comprensione dei processi, e questa limitazione è molto grave. Non possiamo più avanzare. Abbiamo incontrato qualcosa, e non siamo preparati a scoprire qualcosa in più. Possiamo parlare di una cosa solo speculativamente. Più tardi, la natura si chiuderà d’avanti a noi perché la sentiamo solo come individui.

Comunque, se usciamo verso un livello integrale, allora possiamo vederla direttamente nella forma in cui esiste, e non nella forma in cui l’individuo, il ricercatore, la sente, quando esco fuori da me stesso in reciproca integrale cooperazione con gli altri, io esco “da me stesso”, dai miei limiti di tempo, movimento, e luogo, da tutto ciò che si trova dentro al mio corpo, nei miei cinque sensi. E’ come se io entro in una nuova sensazione integrale. Io esisto all’interno di essa, e quindi tutta la mia psicologia si trova già sopra i miei limiti. Lì, finalmente siamo in grado di comprendere la nuova fisica del mondo.
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(Da Kab.TV di “La Saggezza delle Moltitudini” 6.05.2013)

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Domanda: Dopo le prime discussioni integrali in cerchi, le persone che vi hanno partecipato hanno detto che più utilizzano questo metodo, più diventano egoiste.

Risposta: Loro incominciano a vedere la loro natura egoistica, cominciano a vedere se stesse. Questo è un bene. Cioè, c’è veramente una ragione per connettersi. Non abbiate paura di questo. Essi non avranno fenomeni negativi, deviazioni o depressioni. Il loro ego si sta solo rivelando nella sua forma integrale. E questo è un bene. Questo sta a significare che tra di loro sta comparendo una maggiore necessità di connettersi.
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(Dal congresso di Krasnoyarsk 13.06.2013, Lezione 3)

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Io Voglio!

Il Rabash, “Che cos’è l’ordine di spazzare via Amalek”: Ed inoltre, vediamo che un uomo deve prepararsi per godere del piacere di cui il vaso è rivestito. Ciò significa che l’uomo può godere la Luce del piacere di cui il vaso è rivestito nella misura in cui si è preparato, il che è considerato un fatto esteriore. Ciò significa che non possiamo paragonare un uomo che beve acqua quando ha sete con un uomo che beve acqua quando non ha sete. Questo perché il vaso di ricezione del piacere non è misurato dalla brama del piacere.

Noi sappiamo che la differenza tra “lo accelererò” e “a suo tempo” sta solamente nella preparazione. Alla fine un uomo deve compiere le azioni da solo e dire: “Io voglio!” e quando lo vorrà, le cose si spalancheranno per lui!

Ci sono due modi per arrivare alla richiesta di “Io voglio!”. O con i colpi che non lasciano all’uomo alcuna altra scelta e che lo obbligano a riprendersi dopo ogni colpo o problema e che lo risvegliano dal suo rifiuto di fare tutto. Questo succede perché egli è confuso e non riesce a trovare in sé le forze di connettersi con gli amici al fine di costruire il vaso, e sono solamente i colpi che lo costringono a fare un passo in avanti.

Oppure si tratta di fare un passo, ma non è soltanto fare un passo. Egli vede che questo passo è vantaggioso sia in senso spirituale che materiale. Il vantaggio materiale consiste nel fatto che egli si sbarazza dei colpi ed il vantaggio spirituale consiste nel fatto che egli si riprende ed inizia a percepire di avere uno scopo, un processo, ed una possibilità di percepire qualcosa del cammino di “Io lo accelererò”.

In questo modo egli consegue il doppio: Egli consegue delle nuove capacità ed un nuovo gusto dal punto di vista materiale e forse anche spirituale. Tutto questo gli viene dato dopo i colpi, poiché ci sono due opposti nei colpi che egli riceve dal Creatore, nel colpo della Luce che funziona su un uomo in modi diversi e che lo spingono verso lo scopo. Noi studiamo che in ogni stato, anche in quello più basso in assoluto, ci sono dieci Sefirot, la Luce di NRNHY, Reshimo (gene spirituale) del rivestimento, e il Reshimo di Aviut (grossezza).

Quindi, dobbiamo cercare di capire che tutto dipende dalla nostra preparazione che ci porta alla richiesta di “Io voglio!”. Dobbiamo raggiungere lo stato in cui non ci rimane alcun desiderio tranne uno e questo desiderio dovrebbe essere il più grande. Ci sono due modi per arrivarci: “A suo tempo” (attraverso il cammino della sofferenza), o “Io lo accelererò” (attraverso il cammino della Luce). Ma è impossibile uscire dall’Egitto senza il desiderio di “Io voglio!”

D’altra parte, un uomo sente una grande afflizione e disperazione nelle sue forze e, allo stesso tempo, sostegno e fiducia che il Creatore può salvarlo, il che significa che tutto è nelle mani di Dio. Questa versatilità deve dare forza ad un uomo e non distruggerlo nel momento in cui esce.
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(Dalla Preparazione alla Lezione Quotidiana di Kabbalah del 28.06.2013)

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