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La connessione che cambia il mondo

Domanda: In quale intenzione abbiamo bisogno di essere per correggere il mondo durante il prossimo congresso?

Risposta: Se siamo collegati l’uno con l’altro bene e con forza, con l’intenzione per il nostro obiettivo, la dazione reciproca comune, questo sicuramente raggiungerà il mondo, e questo inizierà a cambiare.

Il fatto è che siamo collegati insieme attraverso lo stesso sistema interno. Quello che si studia nella Kabbalah: Sefirot, Partzufim, i mondi – tutte queste sono le connessioni tra di noi. Non sono da qualche parte nello spazio: questa è la nostra vera connessione.

Rivelando questo nei gruppi delle decine, improvvisamente vediamo che ci sono i cerchi dei mondi tra di noi che ci collegano, come noi influenziamo queste connessioni, e come loro ci influenzano, e la luce si manifesta tra di loro, questa è la manifestazione del Creatore, la Sua rivelazione.
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(Dalla lezione virtuale  del 02.06.2013)

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Un percorso inevitabile

Baal HaSulam, “L’amore del Creatore e l’amore degli esseri creati“: La fase immediatamente dopo “ama il tuo amico come te stesso” è l’adesione.

Il comandamento dell’amore per gli altri ci porta al livello dell’amore per il Creatore. Si tratta di un percorso sicuro con tutte le opportunità, gli stati, e i mezzi di cui abbiamo bisogno. E’ impossibile scappare da questo usando diversi pretesti come: dire che non lo sappiamo o che non abbiamo potuto agire, dal momento che ognuno ha ricevuto ciò che gli serve.

La correzione di “ama il tuo amico come te stesso” comprende tutte le altre correzioni ed è la più odiosa in quanto è opposta dalla nostra natura, ma non abbiamo altra scelta, anche se ancora non abbiamo capito che non è la nostra unica base. Finché non scopriamo la necessità di questa correzione, non possiamo accedervi alla strada che conduce alla meta.

Domanda: Come portiamo contentezza alla forza superiore trattando tutti gli altri bene?

Risposta: In sostanza, è la stessa cosa. Immaginate che tutti gli esseri creati, tutte le persone sono i “figli del Creatore.” Questo è quello che dicono le fonti. Quindi, se fate del bene al figlio, certamente portate contentezza al padre.

Una volta il Creatore ha detto a Giona, il profeta, che Egli non può semplicemente abbandonare la grande città di Ninive, con 250.000 abitanti, nonostante i loro peccati. Il messaggio è chiaro: “Se tu li tratti con amore e li salvi, allora Mi porterai soddisfazione.”

Il Creatore non ha alcun vaso (Kli) per ricevere la soddisfazione da noi, quindi il mezzo per riceverla è l’intera realtà che si diffonde tra noi, tra ognuno di noi e il Creatore. E in questa realtà le altre persone devono essere al primo posto.

Quindi la diffusione del metodo della correzione e il preoccuparsi di tutto il mondo sono le azioni più preziosi che ci hanno permesso di svolgere e dobbiamo concentrarci su di esse. Naturalmente dobbiamo prima correggere noi stessi per sapere come relazionarci con il mondo.

Il calcolo è il seguente: “Faccio di tutto per portare contentezza al Creatore. Esprimo questo desiderio nel preoccuparmi del mondo o, più precisamente, nel preoccuparmi delle persone. I livelli inanimato, vegetale, e animale della natura potranno anche essi aderire alla correzione. Al fine di prendermi cura delle persone, devo correggermi e quindi ho dovuto iniziare correggendo me stesso.
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(Dalla 4 ° parte della lezione quotidiana di Kabbalah  del 02.06.2013 , Scritti di Baal HaSulam)

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L’educazione integrale

Domanda: Io ancora non capisco cosa sia questa “educazione integrale” di cui parliamo tutto il tempo.

Risposta: In sostanza, si tratta di cambiare il nostro approccio, di un nuovo “insieme di dati”, di una nuova prospettiva del mondo. Che cosa è un “integrale?” Chiariamo questo in termini geometrici. Supponiamo che ci sia una certa area che può essere suddivisa in piccoli quadrati di una certa dimensione. Quindi l’area di ogni quadrato è un quadrato (1 … ²). Inoltre, abbiamo anche delle parti più piccole che non sono dei quadrati.

Come si fa quindi a calcolare l’area generale del corpo (S)? Noi aggiungiamo tutti i quadrati all’area e poi dobbiamo calcolare l’area delle parti speciali (S-?). Se stessimo parlando di peso, dovremmo vedere quale sia il loro centro di massa (He-?).

Quindi dividiamo questa zona in quadrati ancora più piccoli e quindi li aggiungiamo. La somma (Σ) è chiamata un “integrale” (). Così calcoliamo da zero all’ infinito (), fino ai più piccoli dettagli.

Nello stesso modo si raggiunge il livello più basso della razza umana attraverso l’educazione integrale, fino all’ultimo dettaglio. Alla fine ognuno di noi, ogni “quadrato” è uguale a tutti gli altri. È in questo modo che l’ educazione integrale si rivolge alla generalità, all’interezza e alla complessità.

L’educazione non correggerà l’ego. L’ego rimarrà così come è, e non c’è niente che possiamo fare con esso: non può essere ri-addestrato, rieducato per passare dalla ricezione alla dazione. L’educazione integrale un po’ “smussa gli angoli”, ma non corregge l’umanità. Con la sua attuazione noi avviciniamo solo le persone ad uno stato che ci permette di portare loro la Luce, e la Luce compie già il suo lavoro, che noi chiamiamo “riforma”. La conclusione è che i cerchi che costruiamo effettivamente cambiano solo dopo che passiamo la Luce alle persone.
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Un invito ad un incontro

Le 22 lettere dell’alfabeto ebraico rispecchiano, con la loro forma, la loro elaborazione e i loro segni, gli attributi delle 22 Sefirot spirituali: nove in Bina, nove in Zeir Anpin e quattro in Malchut. Ogni lettera sta per una certa Sefira e riflette il modo in cui si differenzia dalle altre lettere, così durante la lettura dello Zohar, possiamo essere colpiti dal testo, come se ci trovassimo in queste Sefirot spirituali.

Questa dovrebbe essere la nostra inclinazione durante la lettura, dato che le lettere sono come le note musicali per le nostre corde interiori, per gli attributi del Creatore che entrano nel desiderio dell’essere creato per ricevere ed evocare in lui sentimenti e impressioni. Il desiderio comincia a calibrare e ottimizzare se stesso, come un vaso musicale, secondo lo spirito dello Zohar e quello spirito tocca le corde della tua anima e gioca su di esso, come il violino di Re Davide.

Questo è il modo in cui vogliamo sentire Il Libro dello Zohar, in modo che la luce che viene da esso ci raggiungerà, ci riempirà, e farà vibrare i nostri desideri. Queste lettere sono un invito ad un incontro, ad una impressione reciproca con il Creatore. Quindi proviamo!
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 27.05.2013, Lo Zohar)

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Il cordone ombelicale per la connessione a colui che è superiore

Domanda: Può succedere che il gruppo non fornisca ad una persona il supporto di cui ha bisogno?

Risposta: Il gruppo fornisce ad una persona tutto il supporto di cui ha bisogno secondo la misura in cui può sentirlo. La questione è se egli è abbastanza sensibile per sentire questo supporto. Forse, non è collegato al gruppo per nulla, quel che succede non lo interessa, e vive la sua propria esistenza.

Viene a lezione, studia e và a casa. Dopo di che potrebbe venire a lezione ancora dopo un paio di giorni quando non ha altri impegni più importanti. Non gli interessa quel che succede nel gruppo. Non sviluppa la sensibilità interiore che permette di sentire la risposta, un’impressione, un’ispirazione da loro. Così facendo non riceverà nulla dal gruppo.

Il gruppo è un vaso, un mezzo per aderire a colui che è superiore, il posto dove l’embrione aderisce all’utero materno, la placenta che permette ad una persona di aderire al Creatore. Nel frattempo egli è solo nella forma di un embrione ed il gruppo è tutto il mondo, come lo è l’utero della madre. Comunque più tardi, riceve la forma del mondo intero.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 29.04.2013, Gli scritti di Baal HaSulam)

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