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La Sinergetica è la scienza delle leggi del caos

Opinione: La specificità dello sviluppo delle scienze moderne è la tendenza verso l’integrazione, verso l’unione di metodi di varie scienze e verso l’impostazione di metodi comuni di leggi. L’ordine in ogni sistema può essere equilibrato o disequilibrato. Con l’ordine equilibrato i parametri dei sistemi sono uguali all’ambiente circostante, con l’ordine disequilibrato i parametri sono diversi. I sistemi economici e sociali vengono ugualmente descritti attraverso dei parametri.

L’ordine equilibrato è più o meno stabile, nella sua natura è inclusa la resistenza alle varie perturbazioni. La possibilità di ritornare alla situazione iniziale è una qualità dei sistemi autoregolanti.

L’ordine disequilibrato ha una provenienza artificiale ed esiste solo grazie alla ricezione dell’energia dall’esterno. Dopotutto il disequilibrio del sistema e dell’ambiente richiama flussi di sostanze e di energie, per il sostegno dell’ordine si necessita della compensazione delle perdite dall’esterno. Se il nutrimento del sistema con l’energia venisse ad interrompersi, allora andrebbe in equilibrio.

La tendenza verso l’equilibrio è conosciuto nella fisica come il principio dell’azione minore, in biologia come la legge della sopravivenza, in economia come la legge della domanda e dell’offerta. L’essenza di questo consiste nel fatto che il sistema tende verso il cambiamento in maniera tale per ridurre al minimo i disturbi esterni, uscire dal cambiamento con minori perdite ottimali. Tutti i principi che si muovono vengono regolati dalla stabilità dei fenomeni e vengono considerati come organizzati.

I processi dell’auto organizzazione si studiano in “sinergetica” che è la teoria delle azioni comuni. Se la cibernetica studia la stabilità dell’utilizzo della connessione opposta negativa, la teoria generale dei sistemi invece studia i principi della loro organizzazione (la riservatezza, la gerarchia, ecc.), allora la sinergetica studia il loro disequilibrio, instabilità come stati evidenti, i loro innumerevoli non unidirezionali cammini di sviluppo.

La sinegetica studia il mondo disequilibrato nel suo sviluppo non prestabilito e senza alternative e il caos dello sviluppo, dove appare l’ordine futuro. Dallo stato presente del sistema (punti di biforcazione) ci sono tanti vie di sviluppo. Tutte loro concordano poi nel prossimo stato stabile (punto attrattore).

Nella sinergetica si studia la qualità di divergenza e convergenza, di biforcazione e degli attrattori, le leggi dello sviluppo dei sistemi aperti auto organizzati, passaggi dal caos all’ordine e dall’ordine al caos.
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La luce aprirà la mela

Domanda: In quale modo il Creatore può aiutarci a sconfiggere i “Greci” dentro di noi? Dopo tutto “l’Israele” dentro di me (l’uomo che anela al Creatore) sembra così impotente di fronte a loro.

Risposta: In verità si è detto che un bambino intelligente e un vecchio re sciocco combattono l’uno con l’altro. La nostra natura è l’inclinazione al male, la centrale corazza egoista in cui è nascosto un punto minuscolo, che non ha alcun modo di romperla. Ecco perché ci dobbiamo risvegliare da soli!

Tu sei come un piccolo verme seduto in un ravanello amaro o una mela. Come puoi uscirne? È impossibile. Sei circondato da tutti i lati e non c’è alcuna via di uscita. Non puoi fare nulla contro forze del genere.

Ma se ci sono più amici come te all’interno, e ciascuno ha un punto nel cuore, quando raccogli tutti questi punti, leggendo e connettendovi a Il Libro dello Zohar e volendo capire cosa sta succedendo e che cosa il Creatore vuole da noi. In questo modo ci si collega al sistema superiore e si attira la Luce superiore che riforma.

Allora avrai una possibilità, ma solo grazie alla Luce, che è il Creatore che ti si è rivelato.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.12.2011, Gli Scritti di Rabash)

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La caduta dell’impero consumista

Malchut è il desiderio di godere, e non capisce altro che questo. Ma se, grazie alla Luce che scende costantemente dall’Alto, si sviluppasse al punto di desiderare di sentire che cosa si trova al di sopra di lei, allora inizierebbe a cercare le prime nove Sefirot.

All’inizio si dirigere verso le Sefirot superiori solamente per ricevere da loro per se stessa, perché pensa che abbiano qualcosa che la possa appagare. E’ simile ad un uomo del nostro mondo che vuole ingoiare il mondo intero, tutte le possibilità, la conoscenza scientifica e culturale e pensa che in questo modo sarà in grado di appagarsi, avere la conoscenza ed il potere.

Entrando in contatto con le prime nove Sefirot, anche egoisticamente, Malchut riceve da  loro l’illuminazione che inizia a “sciuparla”. Da una parte comincia a comprendere che le Sefirot più elevate non hanno nulla che possa comprendere, ottenere, e di cui colmarsi. Questa è la conclusione a cui è arrivata l’umanità nel corso della storia.

Dall’altra parte, la Luce ricevuta le risveglia il senso della sua insignificanza: la sensazione che ci sia qualcosa al di sopra di lei, da cui ne è controllata, e di cui non assumerà mai il potere. In questo modo un uomo inizia a collegarsi di più con l’ambiente, in quanto vede di esserne dipendente, e dunque giunge alla correzione.

Ma tutta la correzione avviene con lo stare all’interno dell’ambiente, non avviene dentro l’uomo. Ogni uomo ha solamente un unico punto, ed arriva a percepire se stesso solamente includendosi nel desiderio collettivo che esiste fuori di lui.

Un uomo capisce che il suo “IO” non è nel suo punto, che all’inizio voleva innalzare e soddisfare. Nella misura in cui si dona al mondo, riesce a trovare il suo vero vaso spirituale ed il suo vero appagamento. Qui rimane, dentro agli altri, e così diventa indipendente dal suo punto di partenza, e allo stesso tempo diventa eterno perché questo punto viene cancellato. Di conseguenza raggiunge l’infinito.

La reciproca inclusione di Malchut nelle prime nove Sefirot avviene a tutti i livelli, e al livello del mondo terreno si manifesta attraverso la nostra evoluzione. Oggi ci troviamo ad attraversare una transizione speciale: l’umanità inizia a spostarsi dalla sensazione dell’inclusione delle prime nove Sefirot in Malchut al suo livello, all’inclusione di Malchut nelle prime nove Sefirot.

Questa è la ragione per cui iniziamo a capire che è impossibile esistere senza l’inclusione negli altri. Non saremo più capaci di vivere in una società consumistica ed avremo bisogno di costruire delle relazioni nuove e diverse.

Gli stessi processi che avvengono nel mondo dell’Infinito ad ogni specifica fase, avvengono anche qui nel nostro mondo, solamente in un altro modo.
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.12.2011, TES)

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Scritti di Rabash, Articolo “L’ Importanza della Preghiera dei Molti”
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Preparazione alla lezione “Preoccuparsi per il Mondo”
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Scritti di Rabash, Dargot HaSulam, Articolo 158
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Scritti di Rabash, Dargot HaSulam, Articolo 195
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Rav Yehuda Ashlag “La Pace”, Pagina 261
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La società occidentale è in stallo

Opinione (Michail Hasin, economista): Già da quasi due anni nell’Unione Europea va avanti una crisi del debito molto seria e i suoi governi tacciono riguardo le sue cause principali, che sono il cambiamento del modello creditizio e l’impossibilità di mantenere in continuazione il livello di vita della poplazione per conto della crescita del debito, ma come si può lottare contro la crisi senza chiarirsi nei suoi motivi reali?!

I governi monetari dell’Unione Europea non lottano contro la crisi, cercano soltanto di spingere l’economia verso la crescita con metodi di stimolazione monetaria, che invece si oppone.

Probabilmente è stato imposto un tabù riguardo alla restrizione della zona euro, alla caduta dell’unione europea e alla caduta repentina del livello di vita della popolazione. Però nelle lobby bisogna ragionare su questo! Tuttavia, non vengono proprio discussi i motivi reali della crisi.

Questo parla del fatto che le elite politiche contemporanee hanno generato un degrado tale che già non è possibile agire con delle azioni più o meno adeguate, oppure che le domande già sentite toccano qualche tema di tabù globale nello sguardo occidentale, che sarebbero le varie possibilità di costruire il socialismo nei limiti della rinuncia di un patrimonio personale. Allora sì può solo constatare che la società occidentale, con tutta la sua ideologia, sia arrivata ad uno stallo serio, dal quale si può uscire solo attraverso una distruzione totale.

Risposta: Sono completamente d’accordo con Michail Hasin riguardo a questo quesito. Ritornare alla domanda del cambiamento della società verso un nuovo rapporto di vita è per loro simile alla morte economica, in quanto sembra loro di perdere potere e denaro, cioè la loro vita…. Qui non  appare un distacco, ma un’opposizione tra le elite e il popolo e sono necessarie le manipolazioni con la popolazione fino ad arrivare alle guerre, e tutto questo è solo per non distaccarsi dai propri guadagni…
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Una disintegrazione per il bene dell’unità

Baal HaSulam, “La Libertà”: Prendete, per esempio, una spiga di grano che è marcita nel campo ed è arrivata ad uno stato di semina di molte spighe di grano. Quindi, quello stato marcio è considerato la “fonte”, il che significa che l’essenza del grano si è spogliata della sua precedente forma, la forma del grano ed ha preso un nuovo discernimento, quello del grano marcio che è il seme chiamato “fonte”, che non ha forma per niente.

Perché la spiga di grano del grado precedente non è considerata essere la “fonte”? Perché possiede ancora una forma per conto suo e non è la radice del prossimo stato. Il seme del grano deve disintegrarsi, diventare “potere”, il potenziale dello stato futuro e poi potrà germinare come un nuovo germoglio. Quindi, nel mezzo, è necessario lo stato della disintegrazione.

Domanda: Qual è lo scopo di questa disintegrazione?

Risposta: Quello di perdere la forma precedente per assumere quella successiva. Non può avvenire in altro modo, così Keter diventa Malchut, che nasce ripetutamente in una nuova Keter.

Domanda: A cosa dovrebbe aspirare l’uomo nel suo lavoro: a perdere la forma attuale o ad acquisirne una nuova?

Risposta: Ad accelerare l’avanzamento, cioè ad incrementare la frequenza del cambiamento degli stati. Tutto il tempo dovrei sforzarmi per una nuova forma. Lascio che la fase di disintegrazione avvenga a modo suo, non me ne importa, capisco che è necessaria.

È la stessa cosa quando abbiamo bisogno di dormire, come se scomparissimo nella non esistenza. Non è un peccato perdere queste ore di vita? Tuttavia, sappiamo che senza dormire, il disordine del giorno precedente nella nostra testa non sarà organizzato in mensole e mutande. Tutte le mie esperienze hanno bisogno di passare attraverso l’elaborazione, l’indicizzazione e l’immagazzinamento, e solo allora sarò pronto per un nuovo lavoro ed una nuova percezione.

Domanda: Come acceleri allora la velocità?

Risposta: Attraverso l’aiuto dell’ambiente che forma in me il desiderio corretto.

Domanda: L’uomo ha sempre bisogno di sforzarsi verso lo stato successivo?

Risposta: L’uomo ha sempre bisogno di sforzarsi verso l’unità di Israele, della Torah e del Creatore. Questo è il prossimo stato; sempre la stessa unità, solo ad un grado più elevato, più potente, più “succoso”, di migliore qualità: io, il gruppo e la forza comune della dazione, il Creatore in noi.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.12.2011, “La Libertà”)

L’uguaglianza nel gruppo

Domanda: Supponiamo che un uomo stia studiando nel sistema di educazione integrale da sei mesi o da un anno, e che invece un’altro stia iniziando adesso. Ritieni che questi uomini debbano studiare assieme nello stesso spazio? Non dovrebbe valere il principio secondo il quale il più esperto educa il principiante?

Risposta: L’uomo esperto ed un principiante non possono essere uguali nello stesso gruppo. Nel nostro mondo cresciamo i bambini sino a vent’anni di età o poco meno, e poi li lasciamo andare per la loro strada. Fino a quando non li abbiamo preparati alla vita li trattiamo come se fossero bambini. Coltiviamo in loro il nostro livello, il livello della sicurezza, del supporto, dell’esposizione graduale al mondo, del sentimento di responsabilità per il proprio comportamento, imprese ed azioni.

Dovremmo relazionarci ai principianti nello stesso modo: aiutarli, trattarli come bambini e non pretendere subito un comportamento corretto. In pratica tutte le persone del mondo saranno classificate secondo i risultati che mostreranno nell’educazione integrale.
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(Discorso sull’Educazione Integrale del 12.12.2011)

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Preparazione alla Lezione
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Scritti di Rabash, Articolo 19
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Libro dello Zohar, Bereshit (Genesi), Pag. 81, Articolo “Le Due Grandi Luci”, Punto 113, Lezione 29
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Rav Yehuda Ashlag “La Pace”, Pagina 265, (Inizia con“E io credo”)
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Aiutiamoci a nascere

Opinione: (Jeff Harding, giornalista, ETF Daily News): “Il resto del mondo continua a regredire ed aumentano le informazioni negative. Le grandi potenze del mondo, l’eurozona, compresa la Germania, il Giappone e la Cina, stanno guidando questa tendenza e non c’è ragione di credere che gli Stati Uniti non la seguiranno.

“Le banche centrali del mondo, compresa la FED, hanno fatto tutto quello che hanno potuto per sostenere le loro economie con una grande quantità di denaro.

“Mentre queste economie scricchiolano, la domanda di materie prime, di beni strumentali e di prodotti è in discesa.”

Il mio commento: Ma è meraviglioso che la crisi si stia espandendo! Fino ad oggi l’umanità ha attraversato le fasi del suo sviluppo: “inanimato, vegetale ed animato”. La crisi segna la nascita di un nuovo livello del nostro sviluppo: il livello “umano”.

Questo è il livello di ascesa dell’uomo al di sopra del proprio corpo, per iniziare ad esistere nella nuova realtà di “Adamo“, cioè l’uomo inizia ad avere una percezione completa di se stesso e del mondo. Per riuscirci a noi tutti viene richiesto di guardare al mondo in modo diverso, senza restare attaccati al passato, ma esaminando cosa fa la natura con noi e a cosa ci sta portando. Non dovremmo fare resistenza, ma capire il cammino e facilitare la nostra nascita nel nuovo mondo.
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Lungo la traiettoria della Luce

Tutto ciò che desideriamo conseguire oltre la nostra natura, che tentiamo di comprendere, percepire e che ci viene impresso dalla spiritualità, riusciamo a farlo solo con l’aiuto della Luce. Inoltre tutti i cambiamenti nel nostro mondo corporale, nei nostri stati, avvengono solamente attraverso la Luce, che ogni volta brilla sempre più intensamente, e continua a farlo proprio perché continuiamo a crescere nel nostro desiderio egoistico.

Dentro di me continuano a svilupparsi dei nuovi desideri, e questo avviene per tutta la durata della mia vita, così come da una generazione all’altra e, sebbene la Luce sia costante, ogni volta brilla in un desiderio più grande. Di conseguenza dentro di me percepisco dei cambiamenti più grandi.

Anche nel nostro mondo ci sviluppiamo in questo modo, anche se qui non percepiamo la Luce. Come dicono i Kabbalisti, lo stesso succede nella spiritualità. Quando conseguiamo la rivelazione, non facciamo che rivelare lo stesso processo di sviluppo che stiamo attraversando adesso. La Luce brilla ininterrottamente, come è scritto: “Io non ho cambiato il mio HaVaYaH,” “La Luce superiore esiste nell’assoluta stabilità”, mentre i nostri Reshimot (le informazioni genetiche dell’anima) sono in continuo cambiamento dentro di noi e si sbrogliano come una catena. Ogni volta si presentano dei Reshimot sempre più grandi, rifacendo all’indietro la stessa strada attraverso la quale si sono presentati dall’alto verso il basso.

Ma se questo è il modo in cui stanno le cose, dov’è la mia partecipazione? Continuerò a reincarnarmi allo stesso modo in cui mi sono sviluppato fino ad ora, nel corso di migliaia di anni? No. I Kabbalisti dicono che questa fase è finita. Se abbiamo ricevuto il desiderio per uno sviluppo interiore, dobbiamo usarlo in un modo diverso. Come? Accelerando il nostro sviluppo, prendendone parte personalmente. Cominciamo a capire e a comprendere cosa sta succedendo, controlliamo il nostro sviluppo, il quale non potrà più verificarsi senza di noi.

Fino ad ora ci siamo sviluppati attraverso i Reshimot che si sono sostituiti uno all’altro, sbrogliandosi come una catena. In questo modo abbiamo completato il nostro sviluppo sulla base dei livelli inanimato, vegetale ed animato. Tutte queste fasi si sono compiute nella natura comune a tutti: nell’intero universo, sulla faccia del pianeta Terra e in tutta l’umanità, che ha già attraversato i livelli di sviluppo inanimato, vegetale ed animato.

Ma adesso è arrivato il momento di realizzare il livello umano, e non si può più continuare in questo modo. La differenza tra il livello umano e quello animato sta nella consapevolezza della vita: “Per che cosa sto vivendo? Cosa mi sta succedendo?” Il che è possibile solamente quando l’uomo compie in ogni momento il suo dovere, facendo uno sforzo. Attraverso il suo sforzo giunge ad un conseguimento qualitativo della realtà in cui esiste: per cosa sta vivendo, perché e per quale scopo.

Quando tutte queste risposte o conseguimenti vengono rivelati all’uomo, si realizza quello che si chiama “Il mondo spirituale” o “Il mondo superiore”, ed allora percepiamo dove ci troviamo veramente, che genere di sistema ci viene rivelato davanti agli occhi, e in che modo questo sistema ci controlla, e così ci rendiamo conto di essere già impegnati nella nostra vita e nella nostra esistenza su diversi livelli: nel mondo superiore.

La Luce si trova in una condizione di assoluta stabilità,  ogni volta i Reshimot vengono rivelati sempre di più, ma se non comprendo nel modo giusto la connessione tra i Reshimot e la Luce, allora soffro per la mancanza di corrispondenza delle caratteristiche.

In questo modo sono obbligato a cercare una soluzione, esattamente quello che sta succedendo in questo momento a tutta l’umanità, e la soluzione sta nel trovare una formula per diventare come la Luce. Diventare come la Luce significa conseguire le caratteristiche della dazione. In che modo possiamo volerlo? Con l’aiuto del gruppo, e realizziamo questo desiderio attraverso la Luce.

Questa è la ragione per cui quando leggiamo Lo Zohar, dobbiamo pensare alle azioni della Luce su di noi: ci deve connettere, realizzare i Reshimot, farci salire ad un livello più alto, renderci più connessi tra di noi e rivelare ciò che è nascosto. Durante la lezione dobbiamo chiedere tutto ciò che desideriamo.

Naturalmente ogni uomo dovrebbe esaminare in quale misura i suoi desideri sono convogliati lungo la stessa traiettoria della Luce. In caso contrario potrebbe domandare qualcosa opposta a ciò che la Luce sta per donargli. E allora la sua richiesta, la sua preghiera, lo porterà nello stato opposto: la rivelazione del male invece che del bene.

Quindi riflettiamo insieme sulla nostra connessione affinché la Luce ci influenzi e ci connetta, ed in questo modo conseguiremo la qualità della reciproca dazione, che è già un livello spirituale. Non ha importanza che cosa leggiamo de Lo Zohar. Ciò che conta è quello che tutti noi insieme pensiamo delle azioni della Luce su di noi. Non dobbiamo pensare a noi, ma alle azioni che la Luce compie su di noi.
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(Dalla 2° parte della Lezione quotidiana della Kabbalah dell’01.12.2011, Lo Zohar)

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