Congresso Mondiale della Responsabilità Reciproca: Il punto dell’unità, parte 2°
Alcune foto dal Congresso Mondiale della Responsabilità Reciproca tenutosi a Tel Aviv, 6-8 Dicembre 2011.
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Alcune foto dal Congresso Mondiale della Responsabilità Reciproca tenutosi a Tel Aviv, 6-8 Dicembre 2011.
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Domanda: C’erano un sacco di persone all’ultimo Congresso sull’Arvut che hanno partecipato fisicamente o virtualmente e non si sentiva il punto dell’unione, del quale parli tu e tanti altri. Possiamo dire che il congresso era inutile per loro e non li ha dato nulla?
Risposta: Naturalmente no! Loro sono anche dei co-partecipanti di questo successo e questo si trova dentro di loro, solo che non si è manifestato in modo evidente, personalmente. Questo è simile ai bambini che vivono con noi in un unico mondo, ma non possono sentire tutto ciò che sentono gli adulti. Se queste persone faranno gli sforzi necessari, sentiranno il punto di unione che è stato realizzato da tutti, con la loro partecipazione. In loro esiste già in una forma nascosta.
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Introduzione al Talmud delle Dieci Sefirot, Pagina 315, Punto 2, Lezione 3°
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Rav Yehuda Ashlag “La Libertà”, Pagina 381 “L’ Abitudine diventa una seconda natura”, Lezione 6°
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Un importante sito internet giornalistico Israeliano, NEWSru, ha pubblicato un resoconto sul Congresso mondiale sulla responsabilità reciproca che si è tenuto dal 6 all’8 dicembre 2011 a Tel Aviv.
“Il congresso sulla Responsabilità reciproca a Tel Aviv: Un’unione di uomini decisi ad unire il mondo intero.”
“Anche senza conoscere lo spagnolo, il francese o il turco, si può capire di cosa parlano e cosa tentano di raggiungere i partecipanti al Congresso Mondiale sulla Responsabilità Reciproca che, insieme a quasi due milioni di uomini, studiano attivamente la Kabbalah in tutto il mondo. Ma il Congresso non è stato solamente una vacanza di tre giorni per divertirsi insieme agli altri; ci sono state delle lezioni e delle conferenze. Arvut Olami in Ebraico significa responsabilità reciproca globale. L’idea è che quando ognuno di noi sarà in grado di essere responsabile per un suo amico, per un suo vicino di casa, e perfino per un estraneo, il nostro mondo diventerà davvero migliore. Mentre alcuni vedono questa realtà come un’utopia, i Kabbalisti la considerano una scienza.
“Il Dott. Laitman spiega: ‘La responsabilità reciproca è un metodo molto preciso sulla messa in equilibro della natura interiore con quella esteriore, ha un enorme numero di formule, grafici, numeri e rapporti. Si tratta di una scienza pratica, la scienza dell’equilibrio, della nostra omeostasi con il mondo esterno. Da una parte, quello che dice la Kabbalah sembra essere solamente un’altra utopia, ma dall’altra parte dobbiamo considerare che ormai abbiamo raggiunto una crisi molto grave che riguarda i nostri rapporti economici, le famiglie che si sfasciano, i divorzi, l’abuso di droghe, e ogni altro genere di crisi. Il genere umano non ha davvero altra strada che trasformarsi in una società di responsabilità reciproca.’
“Il numero totale di uomini che oggigiorno studiano la Kabbalah si aggira intorno ai due milioni di soggetti in tutto il mondo. Ci sono uomini e donne, e l’età e lo status sociale qui non contano perché, come pensano coloro che praticano la Kabbalah oggi, è ora di abbandonare le vecchie limitazioni in quanto il mondo ha bisogno di correzioni urgenti che sono possibili solo unendo le forze. In caso contrario, andremo dritti verso enormi sofferenze, e nessuno sarà capace di evitarle.
“Michael Sanilevich, amministratore delegato di “Kabbalah La’Am” dice: ‘Solamente in questo ultimo anno abbiamo ospitato 17 congressi. Li organizziamo in Israele dal 2002, e sono aperti a chiunque venga. Abbiamo studenti da 107 paesi, e oggi abbiamo rappresentanti da più di 70 paesi. Circa 10 mila persone sono registrate e abbiamo quattro mila contatti internet, ed ogni contatto avviene in un posto qualsiasi tra alcune persone e altre centinaia di persone.
“Chanoch Milvitzky, avvocato, dice: ‘Abbiamo molti studenti nei paesi Arabi. Per ovvie ragioni, non fanno sapere di studiare la Kabbalah, perché la Kabbalah è pur sempre relazionata al Giudaismo, e quindi ad Israele. Abbiamo anche degli studenti musulmani che vivono in Europa e in America, e non ci vedono nessuna contraddizione in quello che fanno. Noi non siamo un movimento religioso, non siamo dei mistici, offriamo un metodo che unisce i seguaci di diverse religioni. Per esempio, quando Michael Laitman tiene una conferenza in una università da qualche parte nel mondo, viene accolto più come uno scienziato che non come un rabbino.’
“Qui si può osservare un approccio tecnologico alle pratiche spirituali, dietro le quinte del congresso, dove viene allestito lo studio mobile. Non solo viene assicurata la trasmissione in diretta sul canale televisivo locale via cavo e su Internet, ma il materiale di studio e i vari interventi sono accompagnati dalle traduzioni simultanee in diverse lingue.
“Nello studio di registrazione alla periferia di Tel Aviv, vengono registrati film e programmi televisivi. Il movimento di Kabbalisti Bnei Baruch ha già ricevuto lo status di rappresentanza presso le Nazioni Unite, e sta preparando un libro in collaborazione con l’UNESCO, e dovrebbe essere pubblicato entro la prossima estate.
“La Kabbalah ha avuto origine 5700 anni fa. La modernizzazione dell’antica pratica, come la modernizzazione del mondo, cade ancora una volta sulle spalle della Nazione Prescelta. Non è proprio una coincidenza che la tradizione Giudaica interpreti la nozione di “prescelta” non come un’opportunità da cui ricavarne un vantaggio, ma come una maggiore responsabilità rispetto alle altre nazioni.
“Jurgen, uno dei partecipanti al congresso dice: ‘In Germania pensiamo che Israele sia il centro dal quale avrà origine l’unione. Il nostro sistema politico sta fallendo; l’Unione Europea presto si disintegrerà. Torneremo in Germania e faremo capire alla gente che sta arrivando un nuovo tempo. Dobbiamo partire da qui. Se Israele non arriva al sostegno reciproco, nessun altro sarà capace di farlo’.
“Dieci uomini turchi sono venuti al congresso. Un rappresentante di questo paese, Mutlu, sottolinea: ‘Non siamo interessati alla politica. In Turchia qualcuno potrebbe guardarci di traverso, e allora? Molti uomini nel mio paese hanno sentimenti di amicizia per Israele.’
“Olga dalla Svezia ci dice: ‘Ho un figlio che ha 16 anni. Qualche anno fa ha chiesto ai suoi compagni di scuola “Com’è la vostra vita?” E i suoi compagni gli hanno risposto che la loro vita sembra essere del tutto vuota. Questi sono ragazzini che hanno tutto. In Svezia i ragazzi e i bambini hanno tutto. E allora ho capito che se perfino a loro la vita sembra vuota…significa che siamo pronti. Siamo pronti.'”
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Domanda: Dopo il Congresso sento un’enorme separazione e repulsione, cosa che non avevo mai sentito prima. Può essere il risultato di non aver lavorato correttamente durante il Congresso?
Risposta: Dopo il tipo di unità e l’ascesa che abbiamo sentito al Congresso, è corretto se l’uomo sente stati quali separazione, repulsione e confusione. La resistenza della nostra natura egoista deve aumentare, e per bilanciarla, abbiamo bisogno di lottare contro questi stati.
Se ci manteniamo nello stesso punto d’unità che abbiamo raggiunto, dopo, in virtù dell’egoismo che gli rimane attaccato, questo punto inizierà a crescere. Abbiamo ricevuto un esempio e dobbiamo vivere nella stessa ispirazione. Conteniamo già lo stato chiamato “unità” che abbiamo raggiunto nel congresso nella forma più chiara e vivida. Io devo conservare questo stato, e cercare di rimanervi ogni momento della mia vita.
In verità inizierò a ricevere disturbi di ogni tipo, ma sono tutti intesi affinché io possa stringermi sempre di più allo stesso punto che ho raggiunto durante il Congresso, e allora questo punto crescerà basandosi su tutti questi disturbi. Entreranno e lo supporteranno con l’aiuto dei miei sforzi, e allora questo punto si espanderà. Così faccio crescere questo punto fino alla misura del primo livello spirituale. Non ho nessun’altra opportunità per crescere nella spiritualità, soltanto con dei disturbi, con l’“aiuto contro di me”.
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(Dalla lezione quotidiana di Kasbbalah del 12.12.2011 Gli scritti di Rabash)
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Domanda: Dopo l’unione che abbiamo sentito durante il congresso, l’uomo che studia con noi virtualmente dovrebbe cercarsi un gruppo nel quale inserirsi?
Risposta: Andare a cercare un gruppo non è più come succedeva duecento anni fa, quando l’uomo doveva lasciare la propria casa per andare alla ricerca. Oggigiorno entra in internet e si trova già insieme a noi, nel gruppo comune. Ha già assistito ad un congresso e sa di cosa si tratta.
Dovrebbe cercare un gruppo fisico? Non so se ne ha l’opportunità. Il gruppo più vicino potrebbe trovarsi diverse ore di strada lontano da lui.
Dovrebbe tuttavia cercare di mantenersi in collegamento con gli altri. Alcune volte devi sentire quanto tu non voglia questa connessione. Può darsi che collegandoti virtualmente idealizzi la situazione, pensando di essere già unito a loro completamente, mentre in realtà ti nascondi dietro lo schermo del computer. E allora, smetti di stare dietro il computer e collegati veramente agli altri. Vedi se è possibile.
Ovviamente adesso, dopo l’unificazione avvenuta durante il congresso, iniziamo a sentire confusione, repulsione e separazione, tutti quegli stati che sono opposti all’unità, uno contro l’altro. Questo avviene perché. per poter crescere, dobbiamo avanzare con le due gambe, quindi non sorprenderti se ci troviamo da un momento all’altro in stati opposti. Dobbiamo abituarci al fatto che devono alternarsi e susseguirsi uno con l’altro.
Perciò, se l’uomo non ha una connessione vicina con un gruppo, non attraversa questi stati drammaticamente, in modo veloce e intenso. Tutto questo viene fuori per lui in modo “macchiato”, ciò nonostante deve avere qualche tipo di connessione fisica con gli altri, perché siamo in questo mondo e non possiamo annullarlo completamente, non possiamo trasformarlo in un mondo virtuale. Siamo qui nei nostri corpi e con ogni tipo di connessione tra di noi perché è importante. Acceleriamo il tempo con le connessioni fisiche tra di noi.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 12.12.2011 Gli scritti di Rabash)
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Domanda: Cosa possiamo fare per non tornare ancora in questo mondo?
Risposta: Quando mi sforzo di raggiungere una sensazione mutua tra noi, l’unità, l’unione, la solidarietà, la garanzia mutua, quando ognuno dipende da qualcun altro e tutti sentono il desiderio comune nato tra noi, perché un nuovo desiderio comune diventa un Kli spirituale, il desiderio comune di dare, appena lo trovo (esiste già) nasco nel livello spirituale.
Non appena mi ci connetto entro in un nuovo mondo, poiché nel desiderio comune rivelo la Luce che risveglia che vi esiste secondo la legge dell’equivalenza della forma; la Luce dà soltanto, e questo desiderio esiste anche nella dazione. Più amici si connettono a questo desiderio, più lo rinforzano, poi la Luce può essere rivelata maggiormente in un simile desiderio.
Ecco perché nascere significa connettere il nostro desiderio comune che esiste già. Molti lo sentono in questo congresso e quelli che fanno la domanda “Come possiamo nascere?” devono semplicemente trovare questa nuova realtà, il desiderio comune. Questo sentimento rimarrà anche dopo il congresso e si svilupperà in ognuno di noi.
Gli amici andranno a casa, saranno sommersi dai loro problemi, ma ritornerà loro lo stesso sentimento che abbiamo raggiunto al congresso, perché questa realtà è già connessa a loro; e lo scopo di tutta la confusione, le discese e di tutto quello che succede a tutti ci sarà solo per riportarli ancora una volta al sentimento del desiderio comune (il cuore). l’uomo si svilupperà spesso in questo modo: il suo ego crescerà ogni volta ed acquisirà una connessione più grande, con un desiderio comune al di sopra di esso, è simile al modo in cui batte il cuore.
Proprio ora abbiamo bisogno del primo vero contatto tra di noi e chiedo a tutti di trovarlo. Abbiamo il tempo per farlo perché tutto succede in una frazione di secondo. Fate uno sforzo! Sono molto lieto di essere arrivati a questo stato, sento che questo posto è colmo di un unico desiderio comune che è stato creato qui. Connettetevi, vi invita tutti!
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(Dalla 7° lezione del Congresso Mondiale Arvut dell’8 Dicembre 2011)
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