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Lezione virtuale “Nozioni di base di Kabbalah” del 18.12.2011

Lezione virtuale “Le Nozioni di base della Kabbalah”
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Scopri l’amore nell’amore

Rabash, Dargot HaSulam (I Gradini della Scala): “L’uomo come un Insieme”: Per prima cosa l’uomo deve sapere che l’amore si acquista con le azioni. Dare ai propri amici dei regali e ogni regalo che l’uomo da al suo amico è come una freccia ed un proiettile che fa un foro nel suo cuore. E sebbene il cuore del suo amico sia come una roccia, fermo, ogni proiettile fa un buco. Ed i molti buchi si uniscono in una cavità nella quale entra l’amore del donatore di regali.

Ed il calore dell’amore gli attira le scintille d’amore del suo amico ed allora i due amori tessono un abito che li copre entrambi. Questo significa che l’amore di una uomo circonda ed avvolge i due, e loro naturalmente diventano un uomo solo perché il vestito che li copre è un singolo indumento. Quindi, ambedue sono annullati.

Ero solito chiedermi perché il Rabash scrisse i suoi primi articoli sul gruppo e sull’amore degli amici come se non avessero fine. Aspettammo di vedere quando ci avrebbe rivelato qualcos’altro, ma non lo fece. Per quasi sei mesi lui scrisse solo riguardo a questo.

La verità è che non c’è altro posto nel quale possiamo realizzarci e scoprire il mondo spirituale, la seconda realtà. Se cambiamo il nostro mondo, vi riveleremo il superiore. È detto: “Non c’è niente di nuovo sotto il sole”. Il mondo è lo stesso mondo e  cambiamo solo le relazioni tra noi e poi scopriamo la realtà superiore.

Rabash, Shlavey HaSulam (I Gradini della Scala): “Riguardo a quello che è spiegato su ‘Ama il tuo amico come te stesso’: Se ognuno si annulla davanti al suo amico e si mescola a lui, diventano una moltitudine, nella quale tutte le piccole parti che vogliono l’amore degli altri si uniscono in una forza collettiva che consiste di molte parti. E quando lui ha una grande forza, può eseguire l’amore degli altri. Ed allora può raggiungere l’amore di Dio.

Quindi costruiamo il vaso che ci rende capaci di scoprire il Creatore, dopotutto, in base alla legge dell’equivalenza della forma, possiamo scoprirlo solo nella misura in cui si risveglia il nostro amore per Lui. È in quell’amore che noi scopriamo l’amore che proviene da Lui, la connessione, l’attitudine del Bene che fa il Bene. L’amore è quando noi vogliamo riempire l’altro e fargli del bene.

Così scopro il Creatore solo se voglio fargli del bene. Poi ho il Masach (schermo) e la Luce Riflessa. Ecco perché alla fine noi tutti costruiamo un singolo insieme e portiamo insieme molte piccole parti in una sola forza collettiva. Quando l’uomo assorbe questa grande forza dagli amici, quando acquisisce la forza collettiva degli amici, può davvero “realizzare l’amore degli altri”.

L’uomo “può raggiungere l’amore di Dio” se acquisisce la forza dell’amore per gli altri dai suoi amici, cioè può eseguire questa forza riguardo al Creatore ed in risposta Lo scopre, dopotutto il Creatore viene rivelato come la forza dell’amore.

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(Dall’8° lezione del Congresso Mondiale Arvut dell’8 Dicembre 2011)

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Lezione quotidiana di Kabbalah del 18.12.2011

Gli Scritti di Rabash “Amore degli Amici”
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Il Libro dello Zohar, Bereshit (Genesi), Pag.35, “E Luce Sia”, Punto 32, Lezione 14°
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Introduzione al Talmud delle Dieci Sefirot, Punto 1, Lezione 1°
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Rav Yehuda Ashlag “La Libertà”, Pagina 400 “Libertà dall’Angelo della Morte”, Lezione 4°
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Discendere per dei nuovi desideri

Domanda: Se tutto il tempo attraversiamo diverse forme, come possiamo mantenere la stessa aspirazione all’unità con il gruppo e il Creatore?

Risposta: Una discesa tra due livelli adiacenti mi dà una nuova forza di aspirazione. Per esempio, ieri ho mangiato, ma oggi sono di nuovo affamato. Devo aspirare all’unità allo stesso naturale modo.

Mentre sto nel mio livello attuale, sogno quello successivo. Questo è il mio ideale. In questo modo cresco per salire al mio ideale. Quindi come posso ora mantenermi in questo movimento? Ho bisogno di un desiderio che corrisponda alla mia nuova salita, un desiderio che sia due volte più grande di quello precedente. In altre parole, al fine di salire ad un livello superiore, devo perdere due volte tanto.

Mi trasformo continuamente facendo due passi indietro e un grande passo in avanti, ecco perché per me non è abbastanza tornare con il desiderio al livello precedente; ma ho bisogno di sentire una doppia discesa, una doppia perdita. Io posso acquisire questa nuova necessità solo dall’ambiente, e solo allora sarò in grado di crescere fino al livello successivo.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 15.12.2011)

L’Istituto di Ricerca ARI: Incontri all’ONU

Martedì, il membro del Consiglio dell’Istituto di Ricerca ARI e direttore esecutivo negli Stati Uniti Seth Bogner, ha incontrato lo staff del Segretario generale dell’ONU Ban Ki-Moon. Questo incontro è stato un seguito dell’incontro del mese di settembre con il Vice Segretario generale Dr. Asha Rose Migiro. Il Sig. Bogner ha presentato il corso di educazione integrale dell’Istituto Ari per tutte le persone del mondo, ed ha consegnato anche il nostro messaggio sulla crisi, sul suo approccio costruttivo, che può essere l’occasione per una trasformazione sociale tanto desiderata e con effetto globale.

Il 1° gennaio 2012 il Segretario Generale inizierà il suo secondo mandato in cui sta facendo educazione sul tema principale della sua nuova amministrazione. Nel suo discorso di accettazione del secondo mandato ha sottolineato la necessità di “migliorare la nostra capacità di considerarci come uno” e “fare di più per collegare i vari punti fra le sfide del mondo.”

L’ONU sembra essere pronto ad ascoltare il nostro messaggio. Hanno richiesto i nostri commenti sul piano formativo del Segretario Generale e ci hanno invitato a collaborare per promuovere e aiutare a formulare i loro programmi educativi. E’ già stato previsto un altro incontro futuro. Anche se non possiamo essere sicuri dell’esito della nostra collaborazione con le Nazioni Unite, siamo molto fiduciosi del fatto che l’ONU sia disposto ad ascoltarci ed è una grande svolta che possiamo usare a nostro beneficio per diffondere il nostro messaggio di unità nel mondo.

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Sfumature sulla teoria della dualità

Baal HaSulam, “La Pace”: Trovarono difficile accettare il presupposto della supervisione della natura. Di conseguenza arrivarono a un secondo presupposto, che qui ci sono due supervisori: Uno crea e sostenta il bene, e un altro crea e sostenta il male. E durante il loro percorso hanno elaborato molto questo metodo con evidenza e prove.

La teoria della dualità è uno stato naturale dello sviluppo. La natura ci influenza in diverse maniere e noi vi sentiamo sia cose positive che negative. Ci sentiamo bene e male, e naturalmente dividiamo la realtà in due parti. Dopo tutto non abbiamo altro sensore oltre al desiderio di ricevere.

I cinque sensi sono una sorta di sensori meccanici le cui letture non hanno un significato in se. Il desiderio di gioire si trova dietro la vista, l’udito, il gusto, l’olfatto e il tatto. Mostra le caratteristiche positive (+) e negative (-) dei dati che io percepisco. Questa è l’unica cosa importante per me, e l’unica cosa che il mio desiderio riconosce in quello che è bene o male per me.

Di conseguenza divido la realtà in due parti: positiva e negativa. Questo si manifesta in maniera marcata nei bambini piccoli che evitano alcuni posti e cose e ne preferiscono altri. Anche l’uomo ha questo grado di sviluppo nel quale distribuisce tutto tra queste due forze. La natura stessa ci porta a questo poiché viviamo attraverso sensazioni.

La teoria è molto semplice, ma è molto importante a questo punto comprendere che non è limitata da sensazioni individuali buone e cattive, ma le trasferisce alla natura. Gli attribuisce le corrispondenti intenzioni da parte nostra. In questa maniera attribuiamo alla natura un certo potere, attitudine e intenzione sia per aiutarci sia per danneggiarci. Senza di questo, nessuno potrebbe pensare che la natura abbia un’intenzione, un disegno o un piano, ma è visto come qualcosa d’inanimato, non più di quello.

Tuttavia, quando la natura ha potere, non è più senza personalità. Non è più un gruppo di leggi ferme e impersonali determinate dall’interazione di particole elementari. No. Il potere della natura è qualcos’altro, può essere singola o doppia.

In generale la dualità è una teoria molto logica, poiché tutto nel mondo si basa su due opposti, il più e il meno, iniziando dagli elettroni e protoni nella struttura atomica. A prima vista, i due poteri sono realmente in opposizione uno con l’altro e dipende tutto dall’equilibrio delle forze tra loro.

Questo portò l’uomo a creare la mitologia. Abbiamo dotato la natura di un desiderio, un programma e uno scopo, e questo è diventato una pietra miliare nel cammino.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 02.12.2011 “La Pace”)

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Stare insieme su una cima appuntita

Domanda: Come dovremmo lavorare prima del congresso di dicembre per consegnare il nostro messaggio alle masse? Dovremmo intensificare la divulgazione su Internet oppure focalizzarci di più sul lavoro interno di unione?

Risposta: Certamente dovremmo lavorare su Internet in modo tale che più persone possibile in tutto il mondo sappiano del congresso.

D’altro canto, quando arriveremo al congresso, dovremo preoccuparci del mondo in un modo differente: attraverso la rete della nostra interconnessione interna. Al congresso dovrei dimenticarmi dell’Internet e di tutto quello che mi sono lasciato dietro. Tutta la mia attenzione è focalizzata sugli amici che sono connessi a noi fisicamente o attraverso dei canali virtuali. Dovremmo manifestare la connessione che vi si trova nella nostra rete, rivelare l’immagine dell’uomo simile al Creatore, il vaso di Adam. Poi ci sarà rivelata la forza superiore.

Questo vaso è chiamato Arvut (la garanzia mutua), poiché il suo attributo è la reciprocità, il rafforzamento reciproco, l’interconnessione e la cura reciproca in modo tale che nessuno cada dal cerchio comune.

Immaginate di essere su una cima appuntita, cadremo tutti se non ci teniamo per mano e non manteniamo l’equilibrio generale. Siamo come petali che circondano lo stelo di un fiore, è sufficiente che uno di noi perda il suo equilibrio e lasci la mano di qualcuno e tutti i petali “cadranno”. Questa è la sensazione della garanzia mutua.

Domanda: Cos’è questa “cima appuntita”?

Risposta: E’ la forza di supporto del Creatore che si manifesta se noi siamo connessi, poiché nella connessione tra noi troviamo l’Uno.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.11.2011 “L’Arvut (La Garanzia Mutua)”

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Lezione quotidiana di Kabbalah del 16.12.2011

Gli Scritti di Rabash “E si aiutano a vicenda”
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Rav Yehuda Ashlag Prefazione al Libro dello Zohar, Pagina 417, Punto 22, Lezione 10°
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KFS, Rav Yehuda Ashlag “La Pace”, Pagina 263 “Terzo Metodo: Politeismo”, Lezione 4°
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Preparazione alla Lezione
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Scritti di Rabash, Articolo 31
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Scritti di Baal HaSulam, Articolo 26 “Il Futuro dipende ed è legato alla gratitudine per il passato”
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Lavoro nel Gruppo
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L’architetto della valuta unica: “Il progetto euro è crollato”

Opinione (Jack Delor, l’autore dell’Euro, ex presidente dell’UE nel Daily Telegraph): Il progetto euro era fallimentare dall’inizio. Gli errori ammessi durante la creazione dell’euro hanno condannato la valuta unica alla crisi del debito.

I leader hanno fatto troppo poco e troppo tardi per il sostegno della valuta unica, la crisi del debito presenta in sé una minaccia del ruolo internazionale dell’Europa e dei valori democratici occidentali.

Il mio commento: Ma come sarebbe stato possibile creare un mercato senza l’integrazione di tutti in un’unica Europa. Questa presa in giro della parte “progredita” dell’umanità è quando gli autori del progetto di un’Europa unita considerano che sia sufficiente spingere un po’ in avanti gli standard e i mercati. Ma dov’è l’unione? Non è una tasca comune, senza parlare dell’integrazione culturale, dell’educazione integrale, dell’avvicinamento al di sopra delle differenze nazionali e culturali, del superamento del disprezzo e dell’odio.

E’ ovvio che il progetto sia crollato, ed è chiaro che la sua fine senza gloria fosse già inclusa dall’inizio! L’integrazione per prima cosa è nelle persone, non nel mercato globale.
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Lui farà quello che non ho potuto fare io

Quando cerchiamo di connetterci, cominciamo a sentire di mancare di qualche tipo di aiuto dall’Alto, perché non possiamo farlo da soli. Non possiamo né connettere, né sincronizzare i nostri movimenti, ma questa rivelazione ci da la conoscenza di Colui che può fare questo per noi. Può essere solo la forza superiore!

Poi noi riveliamo il bisogno per l’essere superiore e per il posto nel quale Egli deve agire in noi. Nel mondo spirituale funziona sempre in questo modo: io lavoro, mettendo sempre più sforzo, ed alla fine rivelo un “meno” e da questo “meno” scopro il “più” che probabilmente è ciò di cui manco.

Io rivelo sempre una mancanza, un vaso, un desiderio, contro il quale rivelo il potere, la Luce, che può fare quello che io non posso. Non importa quanto ci abbia provato, non ci sono riuscito. Così arrivo alla conclusione che sono incapace di farlo, ma allo stesso tempo vedo Chi può.

Ecco perché i nostri movimenti cominciano nella direzione negativa e causano in noi delusione, stanchezza e collera. Dall’esperienza di tutta la nostra vita non possiamo capire come questo possa avvenire. Nel nostro egoismo agivamo differentemente: chi fa uno sforzo vince, ha successo e riceve una ricompensa.

Riguardo al mondo spirituale è detto: “Ho lavorato ed ho trovato” e non “ho vinto”, “guadagnato” o “rubato”. Ciò significa che non ho raggiunto questo usando il mio potere, quando comincio un’azione e la finisco.

Qui funziona differentemente, grazie ai miei sforzi raggiungo un certo limite, quando niente riesce bene e cado nella disperazione, lascio e non voglio niente, sentendomi completamente deluso e solo allora, se mi muovo di un millimetro in avanti, rivelo che c’è una forza che può farlo!

Questa forza si nasconde deliberatamente, finché non raggiungo uno stato di totale disperazione. Baal HaSulam scrive nella sua lettera: “Non c’è un momento più felice nella vita di una persona di quando raggiunge il limite delle sue forze e vede che non ha successo”, dato che solo allora può elevare una preghiera e gridare. L’uomo sa a chi si deve rivolgere, solo allora Lui gli sarà rivelato.

Inoltre sa di non avere scelta, che deve gridare, infatti non è richiesto nient’altro che questo grido.
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(Dalla 2° lezione del Congresso Arvut nel Deserto di Aravà, del 18.11.2011)

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