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La ricetta della salvezza dell’economia, o come non perire uno ad uno

Opinione (R. Ziemba, direttore sulle questioni di macroanalisi europee e africane, Roubini Global Economics): la recessione in cui sprofonda l’economia degli USA non è un problema di un solo paese.

Questo processo si prolungherà nei prossimi cinque anni e toccherà tutti i paesi ricchi del mondo. Cina, India, Turchia, Russia non riusciranno a scappare dall’influenza della recessione degli USA e della Comunità Europea. Il mondo potrebbe scontrarsi con dei problemi di petrolio provenienti dai paesi del Medio Oriente che sono stati colpiti dagli sconvolgimenti nazionali.

La ricetta della salvezza dell’economia è semplice: bisogna fare fede alla tecnologia, sviluppare intensivamente il settore agricola e la cooperazione interregionale. Questo suona come un mantra continuo cioè, quello di fare sviluppare la cooperazione tra i paesi.
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125 Gradi di amore e odio

Domanda: Cosa succede dopo la fine della correzione, quando avremo asceso tutti i 125 gradini? Comincia qualche nuovo processo lì?

Risposta: Quando ci eleveremo alla fine della correzione, vedremo. Adesso non capiamo nemmeno cosa sia il primo grado spirituale, fino a che punto il mondo spirituale sia opposto al mondo materiale. Su questo è detto: “Ho visto un mondo al rovescio”.

Non possiamo immaginare cosa succede passando attraverso tutti i gradi spirituali e raggiungendo la fine della correzione. Lì, avremo degli strumenti di percezione assolutamente diversi. Essi non saranno semplicemente più grandi, i quali potranno paragonarsi agli strumenti che abbiamo attualmente.

Allo stesso modo, oggi non siamo capaci di parlare del mondo integrale, nel quale io penserò a tutti e percepirò tutte le persone solamente come una totalità. Adesso non sappiamo cosa sia questo. Non possiamo immaginare che percepiremo il mondo intero come un organismo unico.

Automaticamente, dal mio interno, percepirò ogni pensiero, ogni supplica e desiderio come mio. Succede così, visto che “l’Io” sarà l’amore verso il prossimo! Sarà come se tutti si trovassero dentro di me.

Tuttavia, loro si trovano in realtà dentro di me? No! Sento che tra di noi c’è una distanza di 125 gradi di odio. È così grande l’odio che si rivela, poiché è detto: “Quanto più in alto si trova una persona, più egoismo avrà”.

Perché i vasi “rotondi” (Kelim Igulim) occupano uno spazio così grande? A causa della grandezza dell’odio! Tutto questo spazio è l’odio che si sta rivelando e devo riempirlo con amore, al di sopra di quest’odio.

L’odio gonfia le sfere, le allontana dal punto centrale all’esterno (“extra”) e adesso, con l’aiuto del mio amore, devo comprimerle di ritorno all’interno (“intro”), però, lo faccio al di sopra dell’allontanamento.

Voglio avvicinare il mio prossimo a me: lo faccio e sento che lui è vicino, come se fosse dentro di me. Comunque, tutto questo succede “come se”: al di sopra della distanza che c’è tra di noi. Accorcio soltanto questa distanza, la correggo, ma non la elimino!

La profondità del desiderio (Aviut) non si elimina. Per questo, invece di un punto piccolo, ottengo delle sfere enormi coltivate dall’odio, che allontana soltanto i nostri punti gli uni dagli altri.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 10.08.2011, Prefazione alla saggezza della Kabbalah)

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Verso il vento!

Siamo stati creati come un solo sistema dell’anima collettiva e siamo interdipendenti. Tuttavia, la Luce Superiore porta questa vaso collettivo verso una rottura e dopo questi pezzi rotti cadono sempre più in basso, dividendosi sempre di più e distanziandosi tra loro.

Quando raggiungono il fondo cominciano a svegliarsi, dal fondo della caduta. La stessa Luce che li ha obbligati a cadere comincia a risvegliarli ed a tirarli verso l’alto.

Questa ascesa è composta da diverse tappe e si realizza principalmente nei gradi della natura inanimata, vegetale ed animata, laddove il vaso opera inconsciamente, essendo completamente schiavizzato dalla Luce. Tuttavia, nel grado umano, dobbiamo rivelare i nostri stessi desideri.

Il desiderio esiste in tutti ed è creato dalla Luce “a partire dall’assenza” come un’impressione inversa della Luce. Il desiderio è ciò che dobbiamo sviluppare dentro di noi per mezzo di noi stessi. Questo desiderio è la vera “creatura”, che si risveglia ed aggiunge le sue intenzioni, i suoi sforzi e l’amore per se stessa.

Tutto questo non arriva come una risposta diretta all’influenza della Luce, ma è il risultato della propria ricerca del vaso. Senza dubbio, la Luce lavora qui, anche se in maniera occulta, comunque, qui c’è ancora l’aggiunta necessaria da parte del vaso che si è sviluppato alla quarta ed ultima tappa. Questa aggiunta è il suo stesso desiderio e l’amore.

Per noi, si esprime nella nostra lotta contro il desiderio egoista rivelato in noi quando vogliamo unirci. Non sentiamo la resistenza del nostro ego in nient’altro che in ciò che si riferisce all’unione nel gruppo, nell’annullarci davanti alla sua forza per raggiungere la qualità della dazione generale che giace dentro di noi, che è chiamata la rivelazione del Creatore.

Se una persona si dirige in questa maniera, che è chiamata “Israele, la Torà ed il Creatore sono uno”, in questo sforzo, rivela la resistenza del suo ego nei confronti della correzione. Tuttavia, deve continuare con tutti i mezzi e cercare ancora di rivelare dentro di sé almeno una certa disposizione ad unirsi.

È come un veliero che non può navigare direttamente contro vento. Tuttavia, ci sono delle veli speciali che aiutano la sua navigazione a zigzag, nella forma di una curva di ascesa e discesa ed in questo modo avanza verso il vento.

In questa maniera deve comportarsi una persona quando scopre che è incapace di andare contro il suo ego, che questo impedisce la sua unione con il gruppo per annullarsi davanti ad esso e rivelare la qualità della dazione generale in lei. Tuttavia, è capace di farlo con ogni tipo di mezzi indiretti, ausiliari.

Questi mezzi ausiliari sono costituiti dall’ambiente che una persona costruisce nella forma che la influenza. L’ambiente diventerà la candela che la porterà a zigzag verso il vento e così avanzerà!
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 21.09.2011, Shamati 232)

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La legge della Globalizzazione in azione

La crisi ha dimostrato l’inutilità dei governi e la loro incapacità di governare su scala mondiale. La crisi ha formato all’interno della comunità mondiale un nuovo modo di pensare planetario globale. Dobbiamo renderci conto che i cambiamenti che si mostrano sono l’azione della legge fondamentale dello sviluppo della civilizzazione umana: la legge della globalizzazione.

La legge dello sviluppo dell’umanità, la globalizzazione, si sta manifestando nella società del nostro tempo, mentre nella natura, questa legge è fondamentale e costante.

Dobbiamo insegnare la legge della globalizzazione perché saremo capaci di risolvere tutti i nostri problemi solo seguendo adeguatamente questa legge. Non possiamo andare contro la globalizzazione, ma studiandola, ci ricostituiremo e trarremo il più grande beneficio da essa.
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L’Unità come metodo di risoluzione della Crisi, Parte 5

Opinione: (Il precedente primo ministro britannico James Gordon Brown): “Non ci sarà nemmeno un accordo sul cambiamento climatico, anche se le preoccupazioni nucleari sono in aumento e il caso sull’investimento nelle basse emissioni di carbonio è sempre più ovvio un giorno dopo l’altro. Non ci sarà nemmeno un supporto globale sufficiente per i disoccupati in Medio Oriente, Africa e Africa sub Sahariana (che messe insieme costituiscono il trenta percento della gioventù mondiale), con tutti i problemi d’immigrazione e insicurezza che questo arrecherà. La crescita globale sarà notevolmente inferiore a quello che sarebbe altrimenti necessario, a meno che il mondo inizi a comprendere che non c’è una soluzione per l’instabilità finanziaria, diminuzione commerciale e disoccupazione massiva senza un accordo globale per i lavori e per la giustizia.”

“Questa è una sfida che il vertice G8 dovrebbe prendersi e portare a compimento.”

Il mio commento: Questo è possibile unicamente attraverso l’influenza estesa e massiva dei mass media su le masse e il processo della educazione successiva nello spirito della “garanzia mutua.” Nel frattempo il G8 è sordo alle azioni di questo tipo, e non possiamo biasimarli per questo; questo è ciò che loro sono.
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Incontriamoci nella Sukkah della Pace

Nel nostro mondo tutti noi comprendiamo il motivo per cui i bambini giocano e cosa accadrà quando saranno cresciuti. Il nostro mondo è una copia del mondo superiore e questo gioco simboleggia il fatto che dobbiamo avanzare lentamente verso la verità, scegliendola costantemente dalla situazione opposta in cui ci troviamo.

Il lavoro spirituale comincia con l’essere attaccati alle azioni e ai piaceri falsi, che sono totalmente egoistici. Ci rendiamo conto però che solo grazie a loro possiamo crescere, in modo da avere il libero arbitrio e poter scegliere, per chiarire i nostre vasi da soli, il nostro atteggiamento verso il superiore.

Non esiste un’altra scelta. Cadiamo e ogni volta ci rialziamo, e quindi avanziamo, come è stato detto:
“I giusti cadono mille volte e si alzano sempre”, andiamo avanti così, dobbiamo essere pazienti e capire che questo è l’unico modo per costruire un vaso indipendente e perfetto. Riesce chi continua. La costanza è la cosa principale.

Anche nella vita materiale possiamo vedere la copia di tutti i processi spirituali. È per questo che nasciamo come piccoli bambini senza cervello; giochiamo con giochi insignificanti e non siamo in grado di prenderci cura di noi stessi, fino a che, grazie a questi giochi, cresciamo e procediamo con le correzioni più serie. Passano molti anni fino al momento in cui l’uomo che “sta sulle sue gambe” sia pronto alla vita in questo mondo.

Dopo la Selichot (I Dieci Giorni di Pentimento), Rosh Hashanah (il Capodanno), Yom Kippur (Il Giorno dell’Espiazione), i cinque giorni tra Yom Kippur e Sukkot, ed i sette giorni di Sukkot, si raggiunge il livello di Shemini Atzeret (L’Ottavo Giorno Di Assemblea): l’unione con la Luce. A poco a poco, giorno per giorno, dobbiamo fare dei chiarimenti, il cui simbolo è il rivestimento della Sukkah (Skhakh) fatta “dello scarto del fienile e della cantina”, cioè di ciò che l’uomo non rispetta e a cui non pensa, ritenendo che il cibo che si ottiene da fienile e dalla cantina sia più importante, e non lo sia lo scarto.

Ma in particolare, ciò che gli sembravano rifiuti senza valore ora diventano la cosa più importante. Se alzo questo “rifiuto” sopra di me e lo uso per coprire il mio ego, se mi nascondo sotto questa copertura, allora sarò in grado di godere della sua ombra. Ecco come si scopre la Luce Superiore, che non si rivela direttamente senza l’ombra. Si raggiunge così la Sukkah della Pace (Sukkat Shalom), sotto la coperta perfetta (Shalem), lo schermo.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah Gli Scritti di Rabash dell’11 Ottobre 2011)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 21.10.2011

KFS, Pagina 477 “La mente creativa”
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Libro dello Zohar, Pekudei (Quantità), Pag. 54 “E Mosè stabilì il Tabernacolo”, Punto 295, Lezione 12
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Rav Yehuda Ashlag, Prefazione al Libro dello Zohar, Pagina 413, Punto 16, Lezione 6
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Scritti di Baal HaSulam, “Un Comandamento”, “Portare involontariamente contentezza al Creatore”, Lezione 7
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Pregate per il potere interno della dazione

Domanda: Che significa chiedere al Creatore? Devo acquisire i suoi attributi per farlo?

Risposta: Chiedere significa cercare, domandare ed anche chiedere la mia trasformazione. Dopotutto, devo esprimere il mio desiderio per essa. Condanno me stesso (questo è il significato di “pregare” o “Lehitpalel” in ebraico), io ricerco gli attributi dei quali manco ed in che modo posso raggiungere la forza della dazione.

Questa forza esiste all’interno della società, pertanto se entro nella società, sviluppo il desiderio di “investirmi” nei miei amici con tutta la mia anima e tutto il mio cuore e mi connetto a loro internamente col fine di dissolvermi completamente in questa connessione, quindi troverò lì il potere della dazione. Questo è esattamente quello che chiediamo.

Prego per arrivare ad uno stato nel quale vedrò che tutto è perfetto e connesso. Questa situazione si chiama Shechinà (divinità), la riunione generale delle anime (Knesset Israel). Voglio essere lì e prego affinché la connessione che riunisce tutti i desideri delle anime “Yashar-El” (diretto al Creatore) si realizzi in me.

Non mi rivolgo a nessun potere esterno o desiderio che esiste in maniera indipendente oppure ad una figura immaginaria. Tutte le preghiere si dirigono a Malchut (del mondo di Atzilut o del mondo dell’Infinito), per la connessione tra di noi, nella quale scopriamo la dazione reciproca. Voglio che questo stato mi si riveli e questo è ciò che viene chiesto.

Questo è un punto molto delicato e dobbiamo aver cura di non cominciare ad immaginare una statua o una figura, ma solo lo stato nel quale siamo connessi e ci incorporiamo gli uni negli altri, uniti nella più completa dazione. In modo più corretto, questo dovrebbe essere definito un attributo e non una forza, a causa del fatto che una forza può sembrare qualcosa di lontano, mentre un attributo è quello che voglio acquisire io stesso. Queste sono differenze molto sottili, ma determinano la purezza della mia attitudine e pertanto sono cruciali.

Ci viene detto: “Non esiste nessuno a parte Lui”, tuttavia, dobbiamo immaginarlo come il nostro stato in un sistema perfetto. Allora potremo essere sicuri di non confonderci.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.09.2011, Shamati 240)

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L’Unità come metodo di risoluzione della Crisi, Parte 4

L’Opinione: (Dott. Rodrigue Tremblay, Professore di Economia Emerito, Università di Montreal, Canada, autore di The Code for Global Ethics):La crisi mondiale e una crisi morale. . . . L’Umanità ha bisogno una nuova rinascita morale, libera dalla vecchia formula che incoraggiava i conflitti e le guerre. The Code For Global Ethics di Tremblay propone un codice universale dei diritti e dei doveri delineando principi razionali umanistici da applicare a un mondo globale, che si restringe e interdipendente.

“[Egli afferma] che le fondamenta umanistiche sono l’idealismo, la compassione, e la reciproca tolleranza; è la visione universale dell’umanità. Un codice morale, scrive Tremblay, deve essere giudicato dal suo modo di trattare gli altri e dal miglioramento delle vite.”

Il mio commento: Ma chi può sviluppare questo codice e renderlo accettabile alla comunità mondiale? Solo i Kabbalisti saranno in grado di redigere questo codice perché loro conoscono bene lo stato futuro del mondo, mentre solo persone ben note potranno presentare questo codice al mondo.
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Sciopero generale in Italia per l’austerità

Nelle news (del guardian.co.uk): “La confederazione sindacale più grande d’Italia, Martedì ha chiamato ad un giorno di sciopero generale per il 6 Settembre, come protesta contro un piano di austerità del governo che è stato descritto come “ingiusto e sbagliato”.

“La convocazione allo sciopero, anche se largamente aspettata, è un altro colpo per il Primo Ministro Silvio Berlusconi, la cui popolarità è decaduta negli ultimi mesi e che è stato obbligato dalla Banca Centrale Europea ad adottare il pacchetto dell’austerità di 45 miliardi di euro”.

“Il sindacato di estrema sinistra ha criticato il pacchetto sui tagli al governo centrale e locale, i piani per liberare i contratti di lavoro ed una mancanza di misure per attaccare l’evasione fiscale”.

Il mio commento: Forse queste pressioni obbligheranno il governo a cercare una soluzione invece di una scusa poco convincente e terrà conto della nostra opinione: vedere in quello che sta succedendo una tendenza verso la garanzia mutua, la quale deve essere insegnata alla nazione. Solo questa connessione tra di noi ricostruirà le relazioni economiche e sociali e non soltanto usciremo dalla crisi, ma ci eleveremo alla forma di una società perfetta.
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