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La mia candela

Se ci fossimo  guardati dall’ esterno, dai confini di questo mondo, allora avremmo visto che “questa vita” non è la vita reale. Siamo separati del tutto dalla nozione autentica di ciò che è la vita.

Spiritualmente siamo morti e la nostra realtà è un’ illusione in uno stato inconscio, una scintilla di vita breve che sostiene il mondo intero.

Una persona vive davvero solo quando riceve la Luce e la mantiene al di sopra di se stessa, non permettendo che questo piacere si plachi ed allo stesso tempo non permettendogli di entrare nel suo desiderio di ricevere direttamente. La Luce ed il desiderio non si spengono reciprocamente ed allo stesso tempo non perdono la connessione mutua. Essi sono come una candela, come l’olio e il fuoco che sono uniti per mezzo di una miccia.

L’ olio è la nostra materia, il nostro desiderio di ricevere. La miccia è lo schermo (Masach) e la fiamma della candela è la Luce. Mantengo il fuoco al di sopra di me, disegno la frontiera tra esso ed il desiderio in modo tale che non lo rifiuto del tutto, ma lo conservo per la dazione.

Faccio il calcolo costantemente di quanto olio devo aggiungere, quanto desiderio devo aggiungere affinché le fiamme ardano correttamente. Allora la mia candela non si spegnerà.

Se riusciamo a fare questo, allora sperimentiamo la vita eterna e perfetta. Questa possibilità è davanti a noi.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.12.2010, “La perfezione nella vita”)

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Psicologia materialistica dell’ amore

L’ Amore non fa parte di questo mondo. Se tu incominci a rivolgerti a qualcuno con amore, ciò significa che in te incomincia a funzionare l’ anima.

E al momento in te, di quest’ anima c’ è solamente un punto rotto. Se tu da questo punto incominci a creare un rapporto d’ amore con un’altra persona e crei una specie di “vettore” d’ intenzioni e di aspirazioni, che si chiama amore, allora diventerà la tua anima.

Infatti si baserà sul tuo desiderio di piacere, che è stato riparato con l’ intento di renderlo atto a “donare”. Questo si chiama amore.

Se otterrai tale proposito, diventerai un’ individualità spirituale. In questo rapporto con l’ altro uomo, incomincerai a scoprire la luce NARANHAI, i mondi superiori, tutto ciò che c’ è fra te e lui. Da quel momento, fino a quando non sarai in grado di percepire l’ altro completamente, come fosse te stesso, come un tutto intero. Ciò significa che hai raggiunto il Mondo dell’ Infinito, infatti non esistono più confini, non più restrizioni. Così si rivela il mondo spirituale.

Nei confronti di tutto e tutti mi devo comportare con amore. Ma se qualcuno mi si avventa addosso con un coltello, cosa devo fare? Dovrò anch’ io prendere un coltello e ammazzarlo, con amore….. Così è la legge. E se viene da me l’ esattore delle tasse e mi dice che devo pagare, io pago. Dentro, nel mio cuore, io posso piangere sulle mie tasche vuote, ma la mia anima sarà felice.

Bisogna capire che il nostro rapporto con il vicino è basato sul nostro desiderio di godere e la sua correzione, per dare! Se riconosco tutte le esigenze dell’ altro e le soddisfo utilizzando il suo desiderio, significa che l’ amo.

Ma se io solamente limito il mio desiderio, così da non causare danno all’ altro, ciò significa che mi trovo nello stato di “dare per ricevere” (hafetz-hesed), ma non è amore. E’ detto: “Non fare all’ altro ciò che non vuoi sia fatto a te”, – questa è una verifica di come mi devo comportare con lui. Se non ti piace ti venga fatto qualcosa, non farla tu ad un altro.

Ma forse gli piacerà qualche altra cosa? Non lo so, lo faccio solamente seguendo i miei desideri. Questa è “psicologia materialistica”.

E pure l’ amore non va oltre la psicologia materialistica. Ma io sento talmente tanto l’ altro che percepisco i suoi desideri e perciò li faccio miei e li esaudisco con le mie possibilità di desiderio.

Se amo il prossimo e faccio miei i suoi desideri, allora posso aumentare la sua richiesta (MA”H) fino al mondo dell’ Infinito! Lui stesso non lo può fare, ma lo posso fare io per lui!

Nello spirito nessuno di noi può prendere un pezzo di cibo e metterselo direttamente in bocca. Solamente se io lo do a te e tu lo dai a me. E a patto che io sappia precisamente quello di cui tu hai bisogno e altrettanto tu di me. Allora tu potrai mettermi in bocca quel pezzo di cibo, e io a te. Siamo talmente uniti che nessuno di noi si può nutrire da solo.

E tutto questo deve avvenire qui, in questo mondo! La Luce dell’ Infinito deve espandersi fino a questo mondo, come è detto: “I suoi piedi staranno su una montagna di grasso”. I rapporti spirituali sono tali che addirittura nel fisico non puoi agire diversamente.
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(Da una lezione sullo scritto “Il carattere della scienza della Kabbalah” del 12.01.2011)

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Lo scudo protettore di una persona

Baal HaSulam, Beit Shaar HaKavanot (La porta delle intenzioni), articolo 87: La Sefira Keter con la Luce di Nefesh è chiamata lo stato di Ibur (embrione) di ogni grado, la quale anche se non ha esaminato il suo “corpo” è localizzata interamente nella Klipat Noga, dove il bene è mischiato al male.

Per adesso solo la radice che è in esso è corretta, non il corpo stesso e per questo, per adesso, tutto il corpo è chiamato la “pelle”. Pero, quando raggiunge lo stato di Yenika (allattamento) e riceve il Kli di Chokhmà, nel quale si veste la Luce di Ruach, questo allora riceve il “corpo”.

In questo stato di “embrione” (Ibur), il bene è mischiato al male e non sappiamo come differenziarlo. Tuttavia, nello stato di “allattamento” (Yenika, succhiamento del sostentamento) cominciamo già a distinguere tra il bene ed il male e ad usare i buoni desideri. A causa dei nostri chiarimenti, cresciamo e per questo, questo stato è chiamato “allattamento”.

Non è un bambino materiale che nasce e cambia il suo posto, uscendo dalla madre all’ esterno. Un “embrione” spirituale e un “bambino” che riceve sostentamento sono diversi tipi di connessione tra il superiore e l’ inferiore.

Se non posso esaminare niente per conto mio ed il superiore lo fa per me, allora questo stato è chiamato “embrione”. Se io partecipo ai chiarimenti e differenzio il bene dal male, usando il bene, allora questo è “allattamento”.

Se chiarifico la Klipat Noga (la buccia Noga) in modo tale da fare uno “scudo”, a partire da essa per le tre Klipot (bucce) impure, convertendo il male selezionato nella “pelle” che mi protegge, allora posso cominciare a costruirmi, scegliendo dalla miscela dei buoni e dei cattivi desideri.

Questa è una miscela speciale, poiché in questa, le qualità del Creatore e della creatura sono mescolate. È proprio a partire da questo che devo costruire qualcosa di nuovo: un uomo indipendente (Adam, che significa “simile” al Creatore).
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20.12.2010, Beit Shaar HaKavanot)

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Verso dove dirigiamo le forze che ci ha dato?

Stiamo distruggendo il mondo con la nostra attitudine. Ogni giorno, semplicemente, registriamo le specie di piante ed animali che spariscono dalla faccia della terra.

Il mondo diventa ogni giorno più povero, perdendo le diversità delle sue forme. Anche se non le eliminiamo direttamente, creiamo le condizioni a causa delle quali non possono semplicemente esistere. Ci sono alcuni che dicono che la situazione sta diventando irreversibile.

Solo attraverso questi deplorevoli risultati, vediamo che abbiamo fatto qualcosa di male. Dopotutto, pensiamo di avere il diritto di fare quello che vogliamo della natura. Lo facciamo invece di esaminare prima la natura e noi stessi, per vedere dove dobbiamo dirigere le forze che possediamo.

Dobbiamo cambiare l’ ambiente o cambiare noi stessi per mezzo dell’ ambiente corretto? Qui risiede tutta la distinzione tra l’ approccio corretto e quello sbagliato. O sto cercando di sistemare tutti e tutto il mondo, e faccio in modo che tutti ballino secondo il mio ritmo, o mi rendo conto che tutto quello che non mi piace nel mondo è qualcosa che ho bisogno di correggere dentro di me.

L’ egoismo è dentro di me. Pertanto, ho bisogno della Luce che Riforma per correggerlo. Questa è la base dell’ approccio corretto.

L’ umanità ha cominciato ad accettarlo solo recentemente; ha cominciato a capire che il mondo è un sistema chiuso nel quale tutto è connesso in maniera integrale. Passerà molto tempo dal momento in cui cominciamo a vederlo fino a che questo ci faccia cambiare.

Siamo come un piccolo bambino ignorante che vede che sta facendo qualcosa di male, però nonostante ciò, continua a farlo, ricevendo sempre delle sculacciate. Gli ci vorrà molto tempo per maturare alla fine.
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(Dalla 4°parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 21.12.2010, “La Pace”)

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Quando la tecnologia è inutile

Vogliamo rendere migliori le nostre vite, più comode. Questa è la tendenza corretta. L’ unica domanda è: Vi aggiungiamo l’ intenzione corretta? Correggiamo “l’ umano” in noi con l’ aiuto della Luce che Riforma?

Nei livelli, inanimato, vegetale ed animato possiamo fare quello che vogliamo, a condizione che il nostro obbiettivo sia di correggere il mondo, cioè di correggere noi stessi; però se questo non è il caso, allora non importa quello che facciamo, questo porterà problemi, guerre e disastri.

L’ umanità si è sempre sviluppata a causa della mancanza di qualsiasi altra scelta, scappando dalla sofferenza. Ogni generazione aspira ad avanzare perché “la pressione dello sviluppo” è sempre sul punto di raggiungerla e di “stritolarla”. Così, l’ uomo è obbligato a correre in avanti. Egli non ottiene che le cose si concludano e non sa perché, ma ha sempre fretta di andare avanti.

Questo succede nei tre primi livelli di sviluppo: inanimato, vegetale ed animato. È così che abbiamo corso in avanti duranti i millenni; però, oggigiorno siamo arrivati al limite dello sviluppo e vediamo che non c’ è più nient’ altro, neppure una ragione per continuare a correre in avanti. Tecnologicamente, anche se ho una moltitudine di opportunità, perché ne ho bisogno? La nanotecnologia è al mio servizio, ma perché?

Perché abbiamo bisogno di tutto questo internet? Cosa mi da in realtà? Mi mostra solo che sono vuoto e sto buttando il mio tempo nella spazzatura. Il 99% del traffico “pulito” è uno dei problemi dei quali il mondo vorrebbe disfarsi, dei pettegolezzi e della volgarità; e la scienza, aggiunge qualcosa di buono in tutto questo?

Se vediamo tutto questo con un approccio verso lo sviluppo, vedremo un eccellente mezzo che rivelerà rapidamente il nostro vuoto interiore. Dobbiamo solo capire che il nostro problema non è tecnologico.

Lo sviluppo tecnologico ancora non si è esaurito, ma ci siamo quasi fermati contro una barriera, la domanda è: Perché? L’ uomo non ne ha bisogno, questo è tutto.

Non vedevamo tutte queste cose durante il periodo hippie, anche quando a quei tempi le persone si domandavano: Perché ho bisogno di tutto questo progresso? Qual è la sua utilità? Mi scioglie e mi cancella, trasformandomi in una macchina. Questa vita meccanica non mi da niente. Nascere, crescere, lavorare e dopo morire, questa è tutta la formula.

Vedendo la vita da questa prospettiva, una persona perde ogni desiderio e vive in maniera involontaria; e a meno che si sviluppi in lei il livello umano, lo sviluppo tecnologico è prossimo ad arrivare alla sua fine.

Anche se tutto va bene rispetto alla cultura e all’ educazione, abbiamo bisogno di risultati più profondi. Abbiamo bisogno dell’ essenza, del carattere umano. Le Reshimot si svegliano in noi, stimolando il desiderio insoddisfatto, il vuoto non riempito da tutte le applicazioni di internet e da tutta la tecnologia del mondo.

Allora, perché ci è tanto difficile risolvere questo problema? Perché i risultati tecnologici creano l’ illusione che saremo capaci di modernizzare “l’ umano” in noi facilmente e lui diventerà migliore, più gentile e più felice. Ma questo è sbagliato. In quest’ area non otterremo niente senza la forza superiore, la forza spirituale. Tutti i mezzi “terreni” per correggere una persona, obbiettivamente falliranno.

Pertanto, l’ umanità non cambierà la sua situazione fino a che non prenderà coscienza di questo.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 22.12.2010, “La Pace”)

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Non un attimo di quiete

Domanda: Chi deve sopraffare l’ odio: Io o il Creatore ?

Risposta: Qualsiasi cosa mi si dica a proposito del Creatore, devo essere io stesso a darmi da fare, dall’ inizio alla fine. In seguito, considerando quanto succederà, deciderò com’ è avvenuto: se avrò fatto tutto da solo, o con l’ aiuto di qualche forza Superiore.

Non vale la pena di aspettarsi che ci arrivi qualcosa dall’ alto. Non arriverà niente. Con le proprie forze e i propri tentativi io devo già riuscire a svelare la situazione esistente. Tutto dipende da quanto io ci tenga a farlo. Sono come un bambino che cresce nella misura di quanto egli stesso voglia crescere. E questo desiderio è lui stesso, da solo, che se lo deve procurare.

Nel nostro mondo i bambini si sviluppano in un modo naturale, e noi a stento siamo in grado di seguirli. Un bambino va dappertutto, è sempre alla ricerca di qualcosa. Ecco che anche a noi tocca portarci appresso un lavoro spirituale. Altrimenti non ce la faremo a svilupparci e a crescere. Ma noi, invece, ci organizziamo delle tregue e delle pause di riflessione.

Forse il bambino si prende dei “time-out”? Non ha un attimo di quiete, deve in ogni momento cercar di capire il mondo.
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(Da una lezione su di uno scritto del Rabash 11.01.2011)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 12.01.2011

Scritti di Rabash: Articolo 14
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Il Libro dello Zohar: Punto 90, Art. “Il conduttore di somari”, Lezione 4
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Talmud Eser Sefirot, Parte 8, Punto 59, Lez. 32
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Scritti di Baal HaSulam, Art: “La qualità della Saggezza nascosta – in generale”, Lez. 1
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Cos’è una Klipà?

Ho ricevuto una domanda: Cos’è una Klipà (buccia)?

La mia risposta: Dopo la rottura dei vasi (desideri) nel mondo di Nikkudim, i desideri rotti, che possono essere usati, sono scelti per costruire i mondi ABYA. Tutto quello che rimane è chiamato Klipà (buccia) o desideri impuri. Klipà sono i desideri che non possono essere usati (corretti) con il fine della dazione fino alla Fine della Correzione.

Una Klipà si manifesta nel processo di chiarimento sulla causa della malattia e isolando il resto del corpo da essa. Il corpo intero (l’ anima rotta) sta male: la testa, gambe, braccia, il cuore ed i polmoni. Perché questo? Io scopro che una piccola zona ammalata avvelena il corpo intero perché tutto nel corpo è collegato.

Se io isolo la fonte della malattia dal resto del corpo, la parte chiamata “Klipà”, il resto del corpo può tornare in vita ed essere corretto. Io mi assicuro costantemente che la parte cattiva non si mescoli con il corpo, non interferisca con esso, e sparga la malattia su di esso ancora una volta.

Questo è il nostro lavoro con le Klipot (plurale di Klipà). Noi facciamo chiarezza su ognuno di loro in modo adeguato. Nel corpo dell’ anima, la malattia colpisce ogni cellula ed organo, per cui io devo separare la fonte della malattia e pulire e correggere il resto. Dopodiché io rifornisco tutto il possibile, tranne il pezzo colpito, che io spingo fuori o elimino da me.

In altre parole, Klipà sono i desideri che io devo discernere, separare dal corpo sano, e non usare mai più. Allora io posso correggere il corpo. Dopo aver svolto questo lavoro al 100%, e aver diviso i desideri in due parti, quelli buoni e quelli cattivi, arriva la Fine della Correzione (Gmar Tikkun). Allora vedo che anche la Klipà può essere corretto.

Come faccio a sapere quali desideri sono buoni e quale Klipà? La Luce di AB-SAG arriva e separa i desideri che possono essere usati dalla Klipà. Ci mostra se un determinato desiderio può essere utilizzato con il fine di ricezione o di dazione. Basandoci su questo, possiamo determinare il posto per ogni desiderio e creare una scala da loro, in base alla similitudine con la Luce.

Quando la Luce illumina tutti i desideri, possiamo vedere con facilità quali di loro sono più vicini o più distanti dalla Luce oppure quali sono completamente opposti alla Luce. Abbiamo bisogno soltanto della Luce per poter vedere questo.

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Europa: Una casa comune, un problema comune

Domanda: Ci sono diverse decine di noi in Olanda pronte a prendere parte al Congresso europeo che si terrà a Berlino. Per molti di noi questa sarà la prima volta che partecipiamo ad un Congresso di Kabbalah, e alcuni studenti ancora non si rendono conto quale è lo scopo del Congresso e perché è così necessario partecipare. Come li possiamo preparare?

Risposta: Gli europei devono capire che il loro continente si trova in uno stato molto pericoloso rispetto a tutti gli altri. Al di fuori di tutto il mondo, l’ Europa affronta il problema più grave e più grande, che, se esplodesse, potrebbe caricarsi di una terza guerra mondiale.

Gli europei sono in una situazione molto instabile proprio perché hanno deciso di unirsi, ma d’ altra parte la loro unione è egoistica. Se un egoista separa un altro con un confine, allora essi sono ancora in grado di mantenere una connessione attraverso quel confine secondo regole fisse. Ma se non ci sono collegamenti formali e ognuno entra nel mercato comune con un’ economia comune e con le riserve di enormi problematiche che l’ Europa possiede, allora io non vedo alcuna possibilità di esistere e prosperare nel mondo.

Dopo tutto, come sarebbe possibile? Sarebbe andare contro le leggi della natura. Pertanto, l’ Europa dovrà affrontare problemi sempre più gravi a meno che gli europei riconoscono che è necessario correggere il loro ego . Si sono messi in una situazione in cui, semplicemente, non hanno altra scelta.

L’Europa è proprio il luogo che ora serve come laboratorio pratico per attuare il metodo della Kabbalah, perché ha voluto unirsi, ma lo ha fatto sulla base del profitto egoistico. Ora, da un giorno all’ altro, essa è tenuta a rivelare che questo è il più orribile male che ci possa essere e di tutto la  peggiore possibilità.

Questo è il motivo per cui gli europei devono partecipare al Congresso in cui saremo tutti uniti insieme, attirando la Forza Superiore e desiderando la sua influenza per questa parte del mondo al fine di correggerlo. In caso contrario, l’ Europa potrebbe portare la sofferenza al mondo intero facendolo diventare il nostro problema comune. Mi rivolgo a voi a nome del nostro intero Kli mondiale: Noi dobbiamo farlo.

L’ Europa è il luogo più problematico del mondo, insieme a tutte le sue nazioni spezzettate e alla moneta comune. Non vedo alcun sintomo per un buon futuro. Anche se l’ Europa ha una base molto buona, le relazioni tra tutti i paesi fanno sì che il potere potenziale sia appunto il fattore che può portare ad una esplosione enorme.

Inoltre, oltre ai problemi sociali, ci sono anche le catastrofi naturali che ci aspettano, e noi siamo completamente impotenti di fronte a loro. I problemi climatici sono sempre peggiori e l’ Europa è completamente dipendente dall’ Oceano Atlantico, che la rende vulnerabile da tutti i lati. Questo è un problema molto grave. L’ umanità non ha i poteri e le modalità per sostenere le situazioni che stanno iniziando a sorgere in Europa, se non seguire il metodo della Kabbalah.

Il nostro compito si riduce a una sola cosa: portare la conoscenza di questo metodo a tutti fino a quando non viene attuato. Quindi, io sono in attesa di vedere tutti voi al Congresso di Berlino! Non ho altro da aggiungere.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del  9.01.2011, “La Saggezza della Kabbalah e Filosofia”).

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