Pubblicato nella '' Categoria

Non è facile essere d’ accordo con la Luce

Domanda: Come sentiamo che la Luce sta lavorando in noi, classificando le Reshimot in noi?

Risposta: Con il fine di raggiungere uno stato nel quale la Luce seleziona le nostre Reshimot (impressioni spirituali di informazione), una persona deve essere preparata per questo. In realtà, io non discerno le mie Reshimot, la Luce lo fa. Non sono io a decidere, ma la Luce. Sono disposto ad accettare la sua decisione ed a chiedere alla Luce di farlo per me. Questo avviene come conseguenza della rottura più poderosa.

Dobbiamo soffrire la frammentazione al fine di arrivare ad essere d’accordo con tutto quello che il Superiore discerne in noi per il nostro bene.
[30188]

(Dalla 2° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 19.12.2010, Talmud Eser Sefirot)

Materiale correlato:

Laitman blog: Lascia entrare la Luce!
Laitman blog: Luce di una casa lontana

Il gruppo è il luogo dove ci incontriamo

Domanda: Se si va avanti solo in virtù dell’ ambiente, poi, quando verrà la scelta della nostra volontà altruistica, Lishma?

Risposta: Dobbiamo raggiungere la perfezione, e ciò contiene due parametri:

  1. Da un lato, io sono indipendente e pari al Creatore in ogni modo.
  2. Dall’ altra parte, io sono simile a lui in ogni modo. In tal caso, io sono indipendente e perfetto.

Si scopre che l’ indipendenza e la perfezione devono unirsi e portarmi allo stato finale. Ma come possono l’indipendenza e l’ equivalenza esistere insieme? Come posso raggiungere la perfezione, elevando entrambe queste qualità, che sono di fronte l’una dall’altra?

Per permettere questo, il Creatore ha dovuto aggiungere un terzo fattore ai due già esistenti (Lui e me). Questo terzo fattore sarà il luogo del nostro incontro, il luogo della rivelazione. E’ lì dove rivelerò la mia indipendenza e il Creatore opposto a me.

E’ necessario creare un “territorio” dove saremo in grado di essere partner, opposti ma uguali e uniti. Questo territorio è chiamato la somma delle anime, la Shechina, Malchut. Dopo la rottura, noi come il Creatore siamo al di fuori dei confini della somma delle anime, e ora dobbiamo incontrarci lì. Facciamo questo per il grado, siamo nella condizione di partecipare a questo processo e rivelarci l’ un l’ altro.

Ecco perché la creazione era frantumata. Si è rotta in molte parti diverse, che sono il grado dell’ indipendenza della creazione, cioè la separazione e il distacco dal Creatore.

Dobbiamo usare questa situazione, che è il motivo per il quale Baal HaSulam scrive che dobbiamo mantenere l’ unicità di ogni persona. Dopo tutto, nessuno sarà il doppione di qualcun altro. Ogni persona deve essere autonoma e speciale.

Ma d’ altra parte, dobbiamo dare ad ogni persona la possibilità di essere aiutato a raggiungere l’ equivalenza della forma con il Creatore. Per mezzo della propria unicità, avendo una combinazione inimitabile di qualità e desideri, ogni persona li sviluppa in modo da indirizzarli verso la dazione. È così che egli raggiunge l’ equivalenza con il Creatore.

Questa somiglianza si realizza per mezzo dell’ unione con gli altri. Perché non è fatto attraverso l’ unione con il Creatore? Il fine è di preservare l’ indipendenza. Quando si lavora davanti al Creatore, una persona si annulla, mentre in relazione al gruppo, può giocare un ruolo decisivo, simile al Creatore.

Il luogo del nostro incontro è il territorio del gruppo, che è stato creato artificialmente e diviso in parti. Arriviamo lì attraverso la linea mediana e l’ unione. Lì dobbiamo realizzare il Zivug di HaVaYaH ed Elokim, l’ unità di giudizio e di misericordia.

Tuttavia, se una persona non pensa a questi tre elementi: lui e il Creatore, nell’ unità del gruppo, egli immagina in modo errato la realizzazione dell’ obiettivo della creazione che lo attende.

(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 12.01.2011 , Scritti di Rabash)

Materiale correlato:

Laitman blog: Abbiamo bisogno del terzo elemento: il Creatore
Laitman blog: Dal punto nel cuore fino a Malchut dell’infinito

I Kabbalisti sulla Torà ed i Comandamenti, Parte 2

Cari amici, per piacere fate le vostre domande su questi passaggi dei grandi Kabbalisti. I commenti tra parentesi sono miei.

La Torà

La Torà tratta della Luce vestita nella Torà, in base a quello detto dai nostri saggi: “Ho creato l’inclinazione al male, ho creato la Torà come condimento”. Questo si riferisce alla Luce che c’ è nella Torà, dato che questa Luce è quella che riforma.

Baal HaSulam, Shamati (Ho ascoltato) articolo n.6 “Appoggio nella Torà”

Soltanto la Torà è il condimento speciale che annulla e vince (smette di usare) l’inclinazione al male (l’ egoismo nell’ uomo), come dissero i saggi, “La Luce in essa li riforma”

Baal Ha Sulam, “L’insegnamento della saggezza della Kabbalah e la sua essenza

[29418]

Lezione quotidiana di Kabbalah – 14.01.2011

Rav Yehuda Ashlag, Introduzione alla Saggezza della Kabbalah
Video / Audio

Rav Yehuda Ashlag, Art. “La Libertà”
Video / Audio

Uno, nel quale si uniscono mente e cuore

Esiste un alto principio, che è il Creatore – Uno, Unico e Unitario

Una unica forza superiore ha edificato tutta la creazione – essa esisteva già da prima, esiste insieme alla creazione ed esisterà dopo di essa, ossia esiste in tutte le condizioni.

Noi possiamo definirla secondo diversi punti di vista, a secondo l’ approccio, il che denuncia la nostra imperfezione, e perciò la definiamo come Una, Unica, Unitaria.

Ma tutte queste diverse definizioni della forza superiore, del Creatore, esistono solamente in relazione a noi stessi.

Uno – significa che non c’ è stata nessun’ altra forza che abbia partecipato alla creazione. Com’è detto: “Nessuno oltre a Lui”.

Unico – significa che Egli si unisce a tutte queste sue azioni e non ha alcun’ altro proposito.

Unitario – significa che, anche se queste azioni ci sembrano non collegate, e talvolta addirittura contraddittorie, questo è solamente perché noi stessi ci veniamo a trovare in posizioni diverse e contraddittorie rispetto alla Sua situazione. Per questo motivo ci sembra così. “Ognuno giudica secondo la propria corruzione”. Tuttavia, a seconda di quanto ci stiamo correggendo, tutte queste differenti condizioni e caratteristiche, che si differenziano in tutti i sensi, poco alla volta si riuniranno in una sola nozione.

Uno” – significa perfezione. Infatti se sono due, risulta che in qualche cosa si differenziano, che a uno mancano delle qualità che l’ altro possiede. In due si completano l’ un l’ altro.

Se non fossero due, ma un milione, allora ognuno sarebbe molto più lacunoso. In ognuno ci sarebbe solamente una milionesima parte di perfezione, e ne mancherebbero le altre 999.999

Se noi diciamo che non ce n’ è più di uno, allora significa che in Lui c’ è tutto!

Ma a me non pare che in Lui ci sia tutto, perché ci sono io opposto a Lui. Allora significa che il problema è in me, non in Lui.

Se Lui è uno e tutto è in Lui, allora non è importante come io Lo percepisco: come buono e cattivo, luce e tenebra, freddo e caldo, io devo capire che in Lui non ci sono tutte queste differenti caratteristiche. In Lui non c’ è né bontà né odio. Queste differenze esistono solo nelle mie sensazioni.

Se io dico che il Creatore è buono, – anche questo non fa parte della definizione: “Uno“. Uno significa che in esso non c’ è niente! Né di male, né di bene.

In questo modo io lo giudico per via delle Sue diverse manifestazioni che riguardano me. Ma Lui stesso, l’ Uno, è qualcosa di assolutamente astratto, che prescinde anche dal bene. E anche questa è solo una mia personale sensazione.

Questo concetto di “Uno“, con la sua perfezione di percezione e di comprensione ispira l’uomo. In questo Uno – e il cuore, e la mente si uniscono.
[32726]

(Dalla lezione sull’ articolo “Il carattere della scienza della Kabbalah” 13.01.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: Impregnato di un unico campo
Laitman blog: Il primordiale punto dell’ amore

Lo spazio derivato dall’ anima

Domanda: E’ scritto che il primo uomo, Adamo, aveva molti corpi e rivestimenti. Come differiscono “corpo”, “materia” e “vestito”?

Risposta: La “Materia” è il desiderio di ricevere. Un “vestito” è il grado di dazione nel quale può essere.

Tutta la “storia” della materia comincia con la rottura dei mondi, seguita dalla nascita dell’ anima collettiva (Adamo), che anche si rompe e noi dobbiamo riformarla visto che siamo sue parti. Per farlo, è necessario selezionare i desideri (Kelim), dopo aver chiarito quali di essi possono e quali non possono essere riformati, e quali non hanno bisogno di essere corretti. Pertanto, essi sono divisi in tre categorie o tre corpi.

Il corpo esterno è il peggiore desiderio che non può essere riformato per niente. Il corpo interno non ha bisogno di essere corretto perché viene riformato dall’ Alto. Di fatto, se non fosse stato corretto dall’ Alto, noi non potremmo correggere assolutamente niente.

Non ci si aspetta che noi correggiamo tutto il danno della rottura, visto che non siamo capaci di riuscirci. Dobbiamo diventare parte del sistema che ci aiuterà a realizzare le correzioni. Pertanto, i desideri che sono nella dazione vengono corretti dall’ Alto. Gli autentici Kelim (vasi) di ricezione, il “cuore di pietra” (Lev ha Even), non può essere riformato da noi.

In realtà, noi non correggiamo assolutamente niente, discerniamo solo la differenza tra il Creatore e il creato! Non ho bisogno di correggere il mio desiderio di sentire piacere, visto che mi è stato dato allo scopo del chiarimento, affinché attraverso analisi e sintesi, io appaia con un “derivato”, un nuovo significato sintetizzato.

Non è la materia ad essere interessante (“corrotta” o “corretta”), anzi è più interessante usarla per discernere un concetto più elevato: “Chi è il Creatore?”. Il che significa arrivare a conoscerlo attraverso i “Suoi atti”, e pertanto non ho bisogno di lavorare con desideri che non possono essere riformati o che non hanno bisogno di essere riformati. Quello che ho bisogno di fare è esaminare il luogo dove tutti essi sono mescolati.

Nel “cuore di pietra”, non esiste niente da studiare ed esaminare. Neanche con i desideri più elevati, GE (Galgalta ve Einaim), c’ è qualcosa da fare, dato che essi sono le proprietà dell’ anima e non mi appartengono. Io posso solo essere nel mezzo, tra l’ uno e l’ altro. Tutta la mia correzione equivale ai discernimenti, chiarendo il bene dal male.

In questo modo, non correggo niente, visto che non è il mio lavoro; ma grazie ai miei discernimenti ed ai miei sforzi, l’ agitazione ed il dolore, posso acquisire qualcosa di speciale, che è al di sopra dei desideri che non vanno al di là del livello animato.

Questa è tutta la materia della creazione, il desiderio di ricevere piacere: i gradi, inanimato, vegetale ed animato; ma devo scoprire il livello umano, il grado del Creatore in me! Attualmente, non esiste niente dentro di me, ma verificando la differenza tra la ricezione e la dazione, comincio a capire il Creatore.

Questo è il “beneficio” del lavoro spirituale.
[30641]

(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.12.2010, Beit Shaar HaKavanot)

Materiale correlato:

Laitman blog: Vale la pena di credere ai Saggi?
Laitman blog: Lavorare con la Luce

Torah, Porzione Settimanale – 13.01.2011

Il Libro dello Zohar, Porzione Settimanale “Beshalah”, Brani selezionati
Video / Audio

Lascia entrare la Luce!

Domanda: come si realizzano le Reshimot (impressioni spirituali di informazione)?

Risposta: Tutte le Reshimot sono selezionate dalla Luce Superiore (la Luce di AB-SAG). Immagina che tipo di lavoro è classificare tutte le Reshimot che sono rimaste dopo la Malchut collettiva frammentata mentre si desidera realizzare la correzione completa (Gmar Tikkun).

Malchut dell’ Infinito realizzò uno “Zivug” (adesione, fusione) con la Luce della correzione finale nel suo volume totale creato dal Creatore nella sua fase completa Dalet (4/4), e tutto si frammentò nei più piccoli frammenti. Non c’è nessuna proprietà, Sefirà o sua sub-Sefirà che possa rimanere vincolata all’ altra. Esse si odiano.

Che moltitudine infinita delle diverse proprietà ci sono adesso nel Rosh de SAG dalla moltiplicazione di queste luci che si elevarono a lui dopo la frammentazione. È impossibile contarle ed immaginarle. La Luce della correzione finale è contraria al Kli (il desiderio di ricevere, desiderio) alla fine della correzione e invece dell’unificazione, c’è odio tra di loro. Tutto questo Kli è completamente frammentato, scomposto in frammenti.

Adesso, Rosh de SAG deve ordinare il vaso frammentato in tutte le sue Sefirot individuali: cosa raccogliere di queste al fine di fare del primo Partzuf, per lo meno qualcosa di corretto, sotto la Seconda restrizione e da varie limitazioni. Che lavoro enorme e complesso è questo!

D’ altro canto, quando la Luce Superiore entra, illumina tutta questa moltitudine di rotture, le Reshimot, ed esse si allineano immediatamente nella loro luce con ognuna di esse, occupando il loro luogo corretto. La Luce le organizza, illuminandole, chi più e chi meno ed in questa Luce tutte loro si allineano in linea retta in una sola volta.

Allora, dalla innumerevole moltitudine di queste forme, SAG seleziona le forme corrette e le mette in ordine; ma come riconoscerle? Questo lavoro è fatto ancora dalla Luce Superiore che illumina le Reshimot dall’ alto, i più meravigliosi discernimenti di ciò che è corretto e di ciò che non lo è, secondo la proprietà, la direzione ed in che modo allinearle lungo le tre linee, dall’ Alto verso il basso, con gli schermi affinché tutte loro siano connesse reciprocamente.

La Luce raccoglie i pezzi rotti nella prima goccia di seme, che è l’ inizio di un embrione. Questa contiene tutto, eccetto il lavoro, che deve essere aggiunto. Comunque, tutte le classificazioni sono fatte dalla Luce; ed allora, l’ inferiore è capace di lavorare. In quanto al discernimento, l’ inferiore non può mai ottenerlo.

Pertanto, se vogliamo discernere qualcosa, classificarla ed unirci agli altri nel nostro mondo, non saremo mai capaci di farlo. Niente e mai! Abbiamo bisogno della Luce Superiore per connettere tutte le parti separate, visto che anche noi rimaniamo nel mondo frammentato. Intanto, vogliamo organizzarlo, restauralo e riviverlo noi stessi … Che impegno insensato!
[30185]

(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 19.12.2010, Talmud Eser Sefirot)

Materiale correlato:

Laitman blog: Vuoi diventare un embrione spirituale?
Laitman blog: Correzione in tre linee: Un elevato compromesso complementare

Lezione quotidiana di Kabbalah – 13.01.2011

Scritti di Rabash: Articolo 16
Video / Audio

Il Libro dello Zohar: Punto 94, Art. “Il conduttore di somari”, Lezione 5
Video / Audio

Talmud Eser Sefirot, Parte 8, Punto 59, Lez. 33
Video / Audio

Scritti di Baal HaSulam, Art: “La qualità della Saggezza nascosta – in generale”, Lez. 2
Video / Audio

I Kabbalisti sulla Torà ed i Comandamenti, Parte 1

Cari amici, per piacere fate le vostre domande su questi passaggi dei grandi Kabbalisti. I commenti tra parentesi sono miei.

La Torà

La Torà è Luce semplice che si espande dalla Sua essenza la cui sublimità è senza fine.

Baal HaSulam “Introduzione al libro, Dalla bocca di un saggio

La Torà sono tutti i nomi del Creatore, i quali appartengono alle creature.

Baal HaSulam “La mente attuante”

La parola Torà viene dalla parola Horaa (istruzione) e dalla parola Maraa (mostra) e Reiah (visione) cioè, piena coscienza che non lascia filamenti nella sua scia.

Baal HaSulam, lettera n.11

[29325]

Materiale correlato:

Laitman blog: I Kabbalisti sul Linguaggio della Kabbalah, Parte 5
Laitman blog: I Kabbalisti sul Linguaggio della Kabbalah, Parte 6