News da Bnei Baruch San Francisco: in seguito alla conclusione del Mega Congresso di Kabbalah, il gruppo di San Francisco mercoledi scorso ha trasmesso una sessione di 2 ore con Domande e Risposte , in preparazione del prossimo semestre presso il Learning Center.
La trasmissione ha avuto grande successo, con oltre 620 collegamenti. Mi auguro che tali trasmissioni dalla West Coast diventerà regolare, e saremo in grado di risvegliare un numero sempre maggiore di punti in nel cuore.
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Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, Art.36
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “Lech-Lecha”, Punto 423, Lez.24
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Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Volume 6, Punto 15, Lezione 15
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Rav Yehuda Ashlag: Introduzione al libro: Panim Meirot uMasbirot, Punto 8, Lezione 10
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Domanda: Cosa è lo schermo? Di cosa è fatto e come lo si può riconoscere?
Risposta: Lo schermo è la forza che ti da la possibilità di pensare agli altri invece che a te stesso. È quando si acquisisce un modo di pensare, di dire e decidere totalmente diverso. Per questo quando lo si ottiene, sembra che l’uomo ritorni a nascere.
Questo viene chiamato un miracolo: “Il miracolo dell’uscita dall’Egitto”, quando esco dal mio desiderio egoista e all’improvviso i miei pensieri cominciano a preoccuparsi per gli altri. Tutti i tuoi pensieri cominciano a funzionare in questa maniera.
Per adesso il cambiamento sembra essere preoccupante. Chi desidererebbe questo? Forse ne possiamo parlare, ma nella nostra realtà interiore ne abbiamo un gran timore.
Tuttavia, questo è il cambiamento che realizzerà la Luce Superiore. Non so come lo farà. Semplicemente avverrà alla stessa maniera in cui ci ha creati. Questa trasformazione nella persona si chiama miracolo. La Luce che ha creato il nostro desiderio può effettuare anche questo “upgrade” in lei.
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Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, Art. 6
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “Lech-Lecha”, Punto 382, Lez. 26
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Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Volume 6, Parte 15, Punto 137, Lezione 9
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Rav Yehuda Ashlag: Introduzione al libro: Panim Meirot uMasbirot, Punto 8, Lezione 9
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Ho ricevuto una domanda: Il capitolo dello Zohar che stiamo leggendo si chiama Comandamento (Tetzaveh). Cosa significa “Comandamento”, in spiritualità?
La mia risposta: Questo si riferisce al comandamento che ci è stato assegnato. Per unirci al lavoro del Creatore, dobbiamo prima di tutto cercare di riconoscere il nostro desiderio e il motivo della nostra creazione. Dobbiamo sentire il nostro stato di essere opposti al Creatore in modo di diventare “creature”.
Non è comunque sufficiente. Questa é solo la prima identificazione della propria natura. Dopo aver fatto questo, l’uomo deve cercare si assomigliarsi al Creatore e dopo scoprirà di essere incapace di farlo. Quando nonostante tutto lui insiste ad andare avanti e lotta per arrivare al livello successivo di riconoscere se stesso, scopre che non ha desiderio di diventare similare al Creatore. Oltre ad essere opposto al Creatore ed essere incapace di diventare similare a Lui, non lo desidera nemmeno.
Tuttavia, mentre attraversa questo processo, ogni volta che l’uomo innalza il significato del Creatore, l’importanza del traguardo, e vede il suo stato come basso ed insignificante, continua a ricercare fino a che scopre che esiste un sistema di collegamento tra le anime, e da questo, può ricevere una forza addizionale. Desidererà allora, e sarà capace, di rivelare tutta la sua opposizione al Creatore, la sua mancanza di desiderio e l’opportunità di diventare similare a Lui. Allo stesso tempo sentirà un bisogno pressante di correzione, di raggiungimento di dazione per il Creatore, che supererà molte volte quello che avrebbe ottenuto da se.
Allora, equipaggiato di questo “pesante ammonimento”, che lui ha ottenuto attraverso il potere del gruppo con la proprietà della garanzia mutua (dentro la quale esiste il Creatore come garante e supporta tutto il sistema), l’uomo arriva e ricorre a Lui. L’uomo adesso ha qualcosa verso cui fare ricorso, prima non poteva fare una richiesta corretta.
Questo è il modo in cui l’uomo raggiunge l’influenza della Luce che Riforma. Lui ha realizzato la sua libera scelta ed è arrivato in uno stato nel quale il Creatore gli concede la forza. Allora, dentro la Luce, lui inizia a vedere quello che deve correggere, com’è scritto “Nella Tua Luce noi vedremo La Luce”. L’uomo inizia a vedere l’ordine del Creatore: correggere tutte le sue 613 proprietà, una a una.
Ora l’uomo ha capito come ogni proprietà, forza e desiderio sono corrotti, come devono essere corretti, quello che ci guadagna con la correzione e come influenza l’intero sistema comune. Il Creatore è rivelato attraverso il sistema comune. Allora gradualmente, attraversa l’intero processo della Tora ed i comandamenti, corregge tutti i sui desideri con l’intenzione di dazione per il bene della dazione e perfino per l’intenzione di ricevere per il bene della dazione, che non è per il bene del piacere, ma piuttosto per il bene del Superiore.
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Lo Zohar, Capitolo Vaigash (Ieudà gli si avvicinò), articolo 120: … Ed è anche scritto, “Io discenderò con te in Egitto”, cioè la Divinità discese in esilio con lui, e in tutti i lati in cui Israele fu esiliato, la Divinità si esiliò con essi.
In altro modo, non sarebbe un esilio. Esilio significa che ti senti in occultamento. Senti che la spiritualità (il Creatore) esiste e senza dubbio, vedi solo il suo contrario. Questa spiritualità brilla in te in una maniera che ti permette di sentire la presenza del Creatore, ma in maniera occulta. È solo allora che si chiama esilio.
Se la tua sensazione di occultamento del Creatore è assente, questo non è esilio. Fino a dove ti concerne, Egli semplicemente non esiste; ciò significa che esisti in un livello inferiore alla spiritualità. L’esilio è una sensazione spirituale che è al di sopra del livello del nostro mondo. Per tanto, non possiamo dire che la gente di questo mondo si trova in esilio.
Tuttavia, se intuisci che qui deve esserci qualcosa di spirituale, se hai questa sensazione, oppure hai in qualche modo familiarizzato con ciò che è nascosto, allora sei in esilio. Questa è una connessione che brilla attraverso il suo contrario, con una luce nera invece di una bianca. Da ciò si deduce che “Israele in Egitto” è un grado spirituale. Avete una Luce, un’illuminazione speciale, in modo da non separarvi dalla spiritualità; considerando che siamo “come bestie mortali” finché non abbiamo la sensazione dell’esilio.
Oggi, leggendo il Libro dello Zohar,poco a poco, ci svegliamo dalla nostra esistenza bestiale e la realtà del nostro esilio sta diventando più evidente. Non è poca cosa il poter ascendere al livello dell’esilio. Per riuscirci, hai bisogno di sentire veramente l’occultamento, l’aspirazione (il desiderio) per il mondo spirituale; hai bisogno di distinguere tra le tenebre che è Lui che si occulta da te e come puoi acchiapparLo.
L’esilio è il contrario del grado spirituale chiamato rivelazione. La sensazione ed il lavoro di questo lato contrario è parte dell’opera del Creatore.
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In accordo ai Kabbalisti, lo Zohar è la parte più efficace di tutta la Torah e di tutti i libri di Kabbalah. Perché? Questi libri sono chiamati santi (la proprietà di Binà) perché sono scritti dalle vette dell’acquisizione spirituale. Quindi, leggendoli, possiamo attrarre su di noi la Luce che ci riporta al Creatore (alla somiglianza con Lui).
Tuttavia, possiamo correggere il desiderio di ricevere solo attraverso il desiderio di correggerci perché non c’è Luce, non c’è riempimento senza un desiderio. Da qui, dobbiamo chiedere che la Luce agisca su di noi e ci trasformi. Questa Luce è chiamata “Luce Circondante” perché brilla su di noi da lontano. Sotto l’influenza della Luce, la nostra “cattiva intenzione” si trasforma in una “buona intenzione”. Allora, nella misura in cui il desiderio assomiglia alla Luce, questa lo riempie.
Dunque prepararsi allo studio della Torah significa acquisire il desiderio per la correzione. Questo desiderio è preceduto dalla comprensione che la nostra natura è cattiva (per noi). Il male nella nostra natura è la nostra incapacità ad unirci! La nostra unione è proprio il vaso in cui la nostra vita spirituale Superiore può essere rivelata.
Per questa ragione, dobbiamo tentare di stabilire una connessione reciproca ed unirci. Ciò è esposto negli scritti in cui Israele si trovava ai piedi del Monte Sinai: “come un uomo con un cuore”, “tutti gli Israeliani sono amici” e “ama il tuo prossimo come te stesso”. Dopo aver scoperto la nostra incapacità ad unirci e cominciare a sentire cosa ci impedisce di raggiungere il nostro buono stato, allora MAN, una vera preghiera, il desiderio di diventare corretto, emergerà in noi.
Cioè, la preparazione per lo studio della Torah equivale ai tuoi sforzi per unirti, sentendo quanto siamo incapaci di farlo e realizzando questo stato come cattivo, come un ostacolo sul cammino verso il bene. Cioè, lo studio della Torah viene dopo la corretta preparazione; MAN emerge da sé.
Possiamo pensare e chiarire tutto questo già mentre leggiamo Il Libro dello Zohar. Nel frattempo la Luce ci aiuterà nel nostro lavoro.
Il raggiungimento dello scopo della creazione grava su tutta l’umanità.
Domande sul post, I Kabbalisti sullo scopo della creazione, Parte 7°.
Domanda: La Kabbalah sostiene che le leggi spirituali sono rigide ed immutabili come le leggi della natura nel nostro mondo. Tuttavia, afferma anche che, contravvenendo a queste leggi, una scintilla chiamata Ner Dakik (un’illuminazione sottile e minuscola) discese lungo il Machsom (la barriera che ci separa dalla spiritualità e che ha generato tutta la realtà materiale). Come è possibile che una legge spirituale sia stata violata?
La mia risposta: Esistono due nature, due mondi: il superiore controlla l’inferiore.
Domanda: Cito: “Quando si tratta della correzione dell’anima, né le capacità corporee, né i talenti determinano il successo”. Alcuni dei suoi studenti sono molto talentuosi e partecipano a quasi tutti i progetti di divulgazione. Allo stesso modo, ci sono alcuni ai quali costa molto lavorare anche un’ora al giorno. Spesso questa situazione mi deprime e mi da persino timore, perché è impossibile raggiungere la meta a prescindere da tanti sforzi. Come posso usare questo stato e non disperarmi?
La mia risposta: La riuscita spirituale dipende dallo sforzo che si investe per creare il desiderio per l’attributo dell’amore e della dazione. Non ha niente a che vedere con le facoltà corporee che ci ha dato la natura alla nascita.
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