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Ci siamo riuniti qui per diventare umani


Dall’articolo del Rabash, “Lo scopo della Società”: Ci siamo qui riuniti per mettere le fondamenta nell’edificazione di una Società, utile a chiunque sia interessato ad intraprendere il cammino ed il metodo di Baal HaSulam (il cabalista Rabbi Yehuda Ashlag), un cammino che porta ad innalzarsi ai gradi dell’Uomo, anziché rimanere nella distinzione di bestia.

Dobbiamo dedurre i principi fondamentali da questo articolo:

1. Cosa significa “riunirsi”?
2. Cosa è “il metodo di Baal HaSulam”?
3. 3. Cosa è “il livello umano”?
4. L’uomo è stato creato per provare piacere o paura del Creatore?
5. La condizione per raggiungere tutto questo è l’equivalenza della forma con il Creatore.
6. Il desiderio di provare piacere, di per sé non è cattivo. È la materia di tutta la creazione. L’inclinazione al male (Yetzer Ra) è la nostra riluttanza ad unirci e correggere la frammentazione dell’anima comune in parti, le nostre anime individuali.
7. Non dobbiamo distruggere il desiderio egoistico ma solo correggere la sua intenzione da “per me stesso” all’intenzione della dazione “per gli altri”. All’interno del nostro desiderio di ricevere, noi siamo sempre opposti al Creatore, ma all’interno dell’intenzione di dare, noi ci uniamo a Lui.
8. L’adesione con il Creatore ha luogo attraverso l’equivalenza della forma con Lui. Il modo per acquisire l’intenzione di dare è lavorando con il gruppo. Questo compito è fattibile e constatabile, ed il desiderio comune di dare che creiamo assieme è la nostra anima comune, che il Creatore riempie.
9. Ogni stato nel quale ci troviamo consiste di due stati opposti e nella maniera in cui avanziamo, il gap tra di loro aumenta. Da un lato, continuo a rivelare quanto sono insignificante ed allo stesso tempo, continuo a rivelare la grandezza dello scopo.

Devo unire tutto questo in un punto. In questo modo, sentirò la frammentazione tra le anime che forzerà la Luce Superiore a correggermi. Allora, la dazione regnerà tra me e le altre persone.

Questa è chiamata “La dazione della Torah, la Luce della Correzione”. Dopo questo, Colui che da la Torah viene rivelato anche all’interno della nostra attitudine corretta verso il nostro prossimo, all’interno del vaso spirituale comune (Kli).

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Lezione quotidiana di Kabbalah del 09.06.2010

Dal Libro dello Zohar: Capitolo “Vayigash”(Allora Giuda si avvicinò), punto 106, lezione 5
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Rav Yehuda Ashlag: Introduzione allo studio delle Dieci Sefirot, punto 44, lezione 14
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Rav Baruch Ashlag: Dagli scritti di Rabash – Shlavei ha Sulam, Art.15- pagina 37
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Perché gli angeli hanno bisogno di ali?


Lo Zohar, capitolo Vaikra, punto 135: i sette firmamenti si trovano in alto, ed in ognuno di essi ci sono stelle, segni e soli che servono in tutti ed ognuno dei firmamenti.

In tutti i firmamenti, ci sono Merkavot (plurale di Merkava, carrozza), una al di sopra dell’altra, per assumere il carico del regno del loro Padrone.

E in tutti i firmamenti ci sono Merkavot e soli che sono diversi l’uno dall’altro, trovandosi uno al di sopra dell’altro. Alcuni hanno sei ali ed altri hanno quattro ali; alcuni hanno quattro facce ed alcuni hanno due facce ed alcuni hanno una faccia; alcuni sono fuoco ardente, alcuni sono acqua, e alcuni sono vento, così com’è scritto, “Lui prende per messaggeri i venti, e le fiamme del fuoco per Suoi Ministri”.

Gli “Angeli” sono chiamati le forze dei livelli inanimato, vegetale ed animale relative all’uomo . In questo mondo, l’uomo esiste all’interno della Natura – inanimata, vegetale ed animale – la quale, gli fornisce l’ambiente necessario.

Lo stesso succede nel mondo spirituale tra le forze della nostra anima. Oltre al livello umano, esistono diverse forze nel livello spirituale: inanimato, vegetale ed animale, e queste forze si chiamano “angeli”.

Con l’aiuto di queste forze stabilisco la mia attitudine verso il Creatore, desiderando dirigermi a Lui e trovare la connessione con Lui. La mia anima esiste per opera di queste forze, questo è il suo ambiente. In questo modo avanzo.

Gli angeli sono le forze dell’anima dell’uomo. Lui le organizza come in questo mondo, affinché possano esistere nella sua anima. Lui dirige tutte queste forze verso il Creatore ed entra in contatto con Lui.

Queste forze non hanno né libero arbitrio, né una propria realtà. Esse sono come le forze della nostra natura: la forza di gravità, l’azione reciproca tra molecole ed atomi, tra oggetti grandi e piccoli. Tutti questi sono angeli.

Non immaginate angeli con ali che volano in aria! Le ali, di cui parla lo Zohar, sono le coperte, gli schermi che questi angeli portano all’uomo. Con l’aiuto di queste forze, l’uomo raggiunge la propria realizzazione. Allora, ha la forza dello schermo. Questo è ciò che significa un “angelo con le ali”.

La nostra attitudine verso di loro deve essere uguale a quella della natura di questo mondo. Eccetto le persone, le altre forze che ci sono nel mondo sono angeli. In realtà, voglio sempre organizzarle per sentirmi comodo. Lo stesso avviene nella spiritualità.

Aprendo lo Zohar – 08.06.2010

Il Libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “Il Conduttore di Somari”,Punto 112
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Kabbalah per Principianti “Lo Scopo della Creazione“ – 08.06.2010

Kabbalah TV Canale 66, Kabbalah per Principianti, “Lo Scopo della Creazione”
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Lezione serale di Kabbalah del 08.06.2010

Lettura dal Centro studi “Kabbalah per la Nazione”: Scopo della Creazione
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La luce infinita o l’oscurità infinita?

Quando studiamo la Kabbalah, entriamo in contatto con la Luce. Unendoci con quelli che hanno lo stesso obbiettivo e studiando insieme, ci incorporiamo attivamente in Malchut del Mondo dell’Infinito, dove tutti sono uniti interiormente come fossero uno.

A causa del fatto che desideriamo esistere attivamente in questo stato, attiriamo verso di noi la Luce nascosta da questo stato perfetto e con questo, acceleriamo il nostro sviluppo spirituale.

Questo si chiama diventare Isra-el, cioè, una persona che aspira “dritto al Creatore”, “accelera il tempo” con il suo studio, attira la Luce e la obbliga a rivelarsi;

ed anche “santifica i tempi”, cioè, vuole che la Luce la diriga alla dazione (la santità è la qualità della dazione).

Risulta che lo studio in un gruppo kabbalistico ci da “ le redini” o “il volante” e con il suo aiuto possiamo dirigerci; per mezzo delle nostre forme di sviluppo e della loro velocità, diventiamo indipendenti dalla Luce.

Dall’altro lato, la Luce è molto forte ed essa mantiene il programma di sviluppo per ognuno di noi e per tutti insiemi.

Per questo, cercando di accelerare il nostro sviluppo, cominciamo a sentire fino a quanto dipendiamo della Luce e dalla sua manifestazione. Solo con il suo aiuto possiamo avanzare.

La Luce mi eleva e mi abbassa, risvegliando in me il desiderio di svilupparmi per diventare un uomo “simile al Creatore” ed ascendere dal livello animale, al di sopra di tutta questa vita materiale.

Anche io spero che la Luce cominci ad influenzarmi. Mi preparo a donarmi ad essa, ad incorporarmi il massimo possibile agli studi, al gruppo, alla divulgazione ed a risolvere tutti i miei problemi che si sono accumulati durante il periodo di oscurità ed occultamento.

Risulta che sono uguale al “gallo” – dal proverbio sul gallo ed il pipistrello – che aspetta l’alba. Sto aspettando che arrivi l’alba ed illumini il mio cammino e mi rallegro che arrivi la Luce.

Però il “pipistrello”, che non si è preparato all’arrivo della Luce, al contrario, percepisce il risveglio che arriva dall’alto come oscurità.

Tutti i sette miliardi di persone, tutti noi, viviamo in un mondo. Però, colui che si prepara per l’arrivo della Luce e della rivelazione del Creatore, sente che tutto ciò che succede nel mondo è predeterminato per la rivelazione della Luce.

Se non si prepara, allora la stessa Luce che si sta avvicinando a noi, la percepisce come oscurità.

Anche se siamo nello stesso sistema comune, solo quelli che aspettano l’arrivo della Luce e la desiderano, la percepiscono realmente come Luce.

Quelli che non desiderano avvicinarsi alla Luce, all’amore per il prossimo, alla dazione, sentiranno sempre più crisi e problemi.

Siamo tutti nel Mondo dell’Infinito, però tutto dipende dalla nostra preparazione. Possiamo sentire in questo mondo la Luce Infinita come l’oscurità infinita, o non sentire niente come se fossimo incoscienti, vivendo come animali.

Tutto dipende dal nostro desiderio di diventare uomini, cioè di essere “simili” al Creatore nel suo amore e la sua dazione.

Lezione quotidiana di Kabbalah del 08.06.2010

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Scritti di Rabash:”Quando un uomo venderà tutto ciò che ha e sposerà la figlia di un saggio”. Vol.1, Art.14
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Un’eccitante avventura senza lasciare la tua stanza

Lo Zohar apparentemente ci parla di una semplice storia. Descrive le stesse cose sempre più volte, ma da differenti livelli e gradi ed in diversi termini e situazioni. Noi non possiamo ma domandiamo: “Perché ritorna sempre sulle stesse cose? Quanto possiamo leggere sulle stesse cose?”

Tuttavia, dovremmo capire che se una persona attraversa questi stati mentre legge lo Zohar, allora non è per niente la stessa cosa. Lei sperimenta ogni volta una nuova avventura. Può essere descritta con le stesse parole, ma questo perché non c’è niente nella realtà eccetto le 10 Sefirot e le 3 linee, ovvero le 4 lettere di HaVaYaH, moltiplicate per le tre linee, che equivale a 12 parti.

Se il desiderio e lo schermo cambiano in noi, allora nuove qualità vengono costantemente rivelate, come suoni, odori e sapori. Dall’inizio alla fine, il quadro cambia sempre e noi ogni giorno sperimentiamo nuove impressioni e sensazioni.

Quindi, sebbene possiamo domandare quante volte possa essere ripetuto (ed il testo dello Zohar è soltanto il 5% di quello che esisteva in origine), ogni pagina ed ogni parola è un’esperienza completamente unica per quelli con una realizzazione spirituale. Speriamo che ognuno di noi potrà sentire lo Zohar in questa maniera.

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