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Lezioni dal Congresso Mondiale dello Zohar – 08.05.2010

Congresso Mondiale dello Zohar, Lezione 5
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La Luce é generata a mezzanotte


Lo Zohar, Capitolo “Ve’Eleh Toldot Itzhak (Queste sono le generazioni di Isacco). Articolo 14: Sebbene tutte le persone nel mondo vengono da Israele, loro sono tutti degni di benedire il Creatore. Ma le benedizioni per le quali la parte superiore e la inferiore sono benedetti, chi sono coloro che Lo benedicono? Sono i servitori del Creatore. E chi sono loro cui la benedizione è una benedizione? Sono quelli che stanno nella casa di Dio durante la notte, quelli che si alzano a mezzanotte e si svegliano a leggere nella Torah. Sono quelli che stanno nella casa di Dio durante la notte. E hanno bisogno sia di essere servitori del Creatore, sia di alzarsi a mezzanotte, perché allora il Creatore vieni di intrattenersi con i giusti nel Giardino dell’Eden.

Nella scienza della Kabbalah, la “mezzanotte” non corrisponde al tempo fissato da ore astronomiche e dalla rotazione del pianeta terra, corrisponde piuttosto allo stato dell’uomo che costruisce dentro i lui i sensi spirituali (Kelim-Vasi).

Questo uomo si trova in un stato di oscurità perché il suo livello precedente si è esaurito completamente, come il grano le cui radici marciscono nel terreno. Questa è una condizione necessaria per acquisire un nuovo grado; il suo stato precedente deve “marcire” nei confronti del nuovo.

Allora l’uomo inizia a vedere nel buio un livello nuovo, il quale è formato sia dal livello successivo, che dalla Luce Superiore che si trova davanti a lui. Per il momento gli appare come oscurità perché lo sente attraverso le sue qualità attuali. Dopo tutto, ogni livello successivo è un grado di dazione più grande, in relazione al desiderio di godere non corretto, che gli si rivela.

Da una parte, per lui brilla una Luce più grande, ma dall’altra, gli si rivela un desiderio di godere addizionale e non corretto. Dentro di lui ha già un nuovo livello, ma lo percepisce come tenebre, come una mancanza di Luce all’interno del desiderio.

L’uomo sperimenta la Luce come tenebre perché il suo desiderio addizionale non è ancora corretto. Questo fatto gli fa cercare un modo per cambiare il suo atteggiamento di percepire la realtà. In sé e per sé la realtà é sempre una parte corretta della Malchut, che gradualmente gli si rivela sempre di più.

L’uomo cambia continuamente la sua percezione, le sue sensazioni e la sua consapevolezza, così come il raggiungimento del suo stato. Lui allora, chiede la Luce che Riforma, eppure, non lo fa per cambiare la realtà, ma per cambiare la sua percezione della realtà.

Quest’ uomo è chiamato “Servo del Creatore” perché in ogni stato capisce che tutto viene da “ Non c’è nessuno tranne Lui”. Corregge le sue qualità (Kelim-Vasi) solo la persona che percepisce che la realtà cambia come risultato del suo proprio cambiamento.

Il padre del popolo che aspira alla spiritualità

Lo Zohar, capitolo Vaiera, punto 360: “Egli protegge i piedi dei Suoi santi”.

Scrive, “I Suoi santi”, senza una Yud (in ebraico), il che significa un santo, Abramo con il quale il Creatore andava sempre affinché gli altri non potessero danneggiarlo.

Però i malvagi sono zittiti nell’oscurità”. Questi sono gli angeli ai quali il Creatore diede la morte nella notte in cui Abramo li inseguiva.

L’attributo di Chesed (Abramo) è la base del resto delle correzioni. È il primo attributo che si rivela nell’egoismo che si sta correggendo.

Per questo lo consideriamo “il padre del popolo di Israele”, il padre (la base) del popolo di Israele (di tutte le altre correzioni che portano l’essere umano al Creatore).

Lezioni dal Congresso Mondiale dello Zohar – 07.05.2010

Congresso Mondiale dello Zohar, Lezione 1
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Congresso Mondiale dello Zohar, Lezione 2
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Congresso Mondiale dello Zohar, Lezione 3
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Congresso Mondiale dello Zohar, Lezione 4
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Spostandosi da uno schermo all’altro

La Kabbalah ci parla con parole conosciute, le quali hanno un’interpretazione tanto materiale quanto spirituale.

Quando cominciamo a studiare la scienza della Kabbalah, immaginiamo tutto ciò che ci racconta in immagini di questo mondo.

Dopo cominciamo a pensare che essa ci parli della spiritualità così come la immaginiamo noi; però questa non è ancora la spiritualità, questa è solo la mia immaginazione su di essa: immagino i disegni e le differenti immagini.

Non è facile per l’essere umano passare alla percezione della spiritualità solo attraverso le qualità e le proprietà per le quali non esiste il tempo, il movimento e lo spazio.

Egli non può immaginarla in questo modo e per questo disegna, per se stesso, differenti immagini e personaggi, ed in questo modo passa da uno schermo all’altro, come nel computer, fino a che corregge la sua percezione;

però il vocabolario dei termini è lo stesso. Ho mille schermi che cambiano, come nel programma “Windows” che si descrivono con le stesse parole, ma solo le immagini cambiano tutto il tempo.

Al principio immagini ogni termine come qualcosa di materiale, dopo sempre di più in maniera spirituale.

Invece del “braccio”, della “gamba”, degli “abbracci del lato sinistro”, degli “abbracci del lato destro”, del “Rosh (testa)”, “Toch (torso)”, cominci ad immaginare le qualità che non hanno nessuna forma materiale.

Anche nel mondo materiale, la fisica quantistica dice che non esistono particelle “solide”: elettroni, protoni,fermioni. Tutto è esteso. Sono alcune nubi di elettroni che scompaiono e che sono più vicine al concetto della qualità;

però i nomi sono gli stessi perchè non possiamo prendere altre denominazioni, sono le uniche che esistono nel nostro mondo.

Perchè dobbiamo essere così meticolosi e non possiamo cambiare neppure una sola parola? Perchè questa parola dal suo ramo materiale mira all’elevata radice spirituale.

Se cambiamo le parole, confondiamo le connessioni tra le radici ed i rami, e questa non sarà più una scienza.

Immginate se nella scienza della chimica cambiassimo le denominazioni delle sostanze e dopo cominciassimo a mescolarle secondo la formula per creare una reazione. Riceveremmo una sostanza totalmente diversa.

Per questo conserviamo lo stesso linguaggio e cerchiamo di avvicinare la sua percezione ad una forma più avanzata e realmente spirituale.

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Uniamoci al Cuore del Mondo


Una domanda che ho ricevuto: Il Convegno Mondiale Zohar avrà inizio a New York tra soli due giorni, e sembra che tutto vi sia già stato detto, come il modo per prepararsi e cosa accadrà lì. Eppure, potreste fornire alcune indicazioni di sintesi finale?

La mia risposta: La sintesi è di raggiungere una connessione tra i nostri cuori. Questa è l’unica cosa che dobbiamo correggere e questa deve essere la cosa più importante per noi.

Non ci si deve preoccupare di essere in grado di vedere e ascoltare tutto, o non essere in grado di capire tutto. La cosa più importante è il tuo cuore: è necessario preoccuparsi del collegamento con tutti gli altri desideri simili delle persone che partecipano a questa assemblea mondiale.

Al convegno saranno presenti più di mille persone, e saranno affiancati da centinaia di migliaia in tutto il mondo. Se questi cuori desiderano di unirsi in un unico desiderio cioè quello di raggiungere la rivelazione del Creatore, per raggiungere conferimento e l’amore attraverso la loro unità, allora accadrà! Questo obiettivo è raggiungibile e può essere realizzato, e ciò avverrà in un modo o nell’altro in un futuro molto prossimo.

Negli anni precedenti non ho parlato di amore e unità, ma adesso siamo già alle soglie del rivelare il Creatore in modo pratico, la qualità della dazione e di amore, nel nostro mondo. Pertanto entreremo a questo convegno con speranze di successo.

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Mancano soli 2 giorni al Convegno Mondiale Zohar

Una domanda che ho ricevuto: Il convegno mondiale Zohar partirà tra un paio di giorni. In relazione a questo, molte persone ci scrivono su vari ostacoli che impediscono loro di venire, e circa la loro paura e la riluttanza improvvisa ad arrivare. Cosa si può fare a riguardo?

La mia risposta: Se una persona ha l’opportunità di venire al nostro incontro, nessuna ragione dovrebbero impedirgli di farlo. Uno dovrebbe venire anche se si tratta di spendere una somma considerevole di denaro o di sacrificare tempo di vacanza. Non riesco a immaginare che cosa potrebbe essere più importante che passare qualche giorno insieme: E ‘un investimento puramente spirituale.

Noi non ci rendiamo conto di come tale unificazione tra la gente faccia avanzare il nostro progresso spirituale. Ora stiamo vivendo la “durezza di cuore”, e stiamo ricevendo una porzione supplementare di egoismo. E questo è grande! Questo è appunto lo stato in cui dobbiamo agire.

Ecco perché si deve essere consapevoli del motivo per cui egli non può venire. Qui sta la sua libera scelta per avanzare spiritualmente o meno. Solo se qualcuno è rinchiuso in una prigione e non può uscirne, allora è possibile capire il suo non venire.

La gente mi chiede: “E se ho studiato la Kabbalah solo per 2-3 settimane e non c’è un gruppo vicino, non è troppo presto per me venire?”. Può venire anche se una persona incontra la Kabbalah semplicemente informandosi sul nostro convegno. Chi sa cosa ne sarà di lui domani? Forse riuscirà a ottenere qualcosa di questa vita.

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L’esilio è creato dal Creatore

Lo Zohar, capitolo Shemot, punto 59: … Il Creatore non ha mai abbandonato Israele nell’esilio, prima che Lui ha messo la Sua divinità con loro.

È ancora di più con Giacobbe, che quando lui discese in esilio, il Creatore e la Sua Divinità e i superiori supremi e le Merkavot, tutti discendono con Giacobbe … Questa è la condotta del Creatore in tutti gli esili …

Cosa significa “La Sua Divinità discende con il popolo di Israele in esilio?” Pensiamo che ci sia qualcosa in cui il Creatore non agisca; però esiste solo una forza che funziona in tutta la creazione ed in noi: il Creatore o la Luce.

L’esilio è uno stato speciale del desiderio (della creazione) che la Luce crea particolarmente per abbassarlo, per allontanarlo da Sé e creare in esso il desiderio per Lei.

La Luce determina esattamente tutti gli stati dell’esilio, tutti i problemi che si riveleranno nel desiderio di ricevere, tutte le vacuità, tutte le disgrazie.

L’opposto della Luce (del Creatore) funziona nell’esilio come è detto: “Ho indurito il cuore del Faraone”. Il Creatore fece anche il diluvio ecc …

Poiché “Non c’è nessuno a parte Lui”. L’esilio è una forma dell’influenza della Luce (del Creatore) attraverso la sua parte inversa, in un modo accuratamente misurato, esatto, in tutte le qualità, contro ogni desiderio, in tutte le connessioni tra di esse.

Per questo, senza dubbio, il Creatore (la Luce) si trova in esilio insieme al popolo, influenzandolo ed appoggiandolo sempre.

Egli stesso crea questo esilio attraverso la sua parte inversa ed oscura, come è detto dal re Davide: “Mi hai spinto da dietro e davanti (attraverso la Luce e l’oscurità)”.

Quando la Luce non richiede più di influenzare attraverso la parte opposta (attraverso l’oscurità), quando stimola sufficientemente il desiderio (Kli) e questo aspira realmente alla parte illuminata (verso la dazione), la Luce attrae il Kli dall’esilio verso la liberazione;

però solo la Luce è l’unica forza che agisce da dietro e davanti e per questo tutto l’esilio è la preparazione alla nostra liberazione.

L’importanza della divulgazione della scienza della Kabbalah, parte 1

Baal HaSulam, La prefazione al libro Panim Meirot:

La nostra liberazione dalle sofferenze e l’arrivo del Messia significano la rivelazione del Creatore, come è detto: “E non verrà insegnato di più ad un uno rispetto ad un altro riguardo al Creatore perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande”.

Quando i figli di Israele troveranno la ragione perfetta si riempiranno con essa e la diffonderanno a tutti i popoli del mondo attraverso le frontiere di Israele, come è detto: “Si riempirà la terra con la conoscenza del Creatore e fluiranno al Creatore ed ai suoi beni”.

Per questo è detto nel libro dello Zohar: “Grazie a questo libro, usciranno i figli di Israele dall’esilio”. Allora otterremo la liberazione definitiva solo attraverso la divulgazione di massa della scienza della Kabbalah. È detto dai saggi: “La Sua Luce riporta alla Fonte”; cioè, solamente la Luce contenuta nel libro è capace di riportare la persona alla sua Fonte.

Per questo, per prima cosa, dobbiamo diffondere la scienza della Kabbalah alle masse affinché arrivi il Messia, il Liberatore. La divulgazione della scienza della Kabbalah e l’arrivo del Messia dipendono l’una dall’altro. Per questo dobbiamo fondare scuole e scrivere libri, per accelerare la divulgazione della scienza al popolo.

Le azioni del Creatore sono le leggi della Natura e non possono essere un inganno. Per questo i saggi hanno detto: “Se non ci riescono da soli, le sofferenze li aiuteranno”. Il che non lo farà la ragione, lo farà il tempo; cioè, esiste un cammino di sofferenze che li aiuta a separarsi dal vassoio del cibo animale, per salire lungo la scala della perfezione.

Lezione quotidiana di Kabbalah – 05.05.2010

Preparazione alla Lezione:  Shamati 103
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Il Libro dello Zohar, Capitolo “VaEra”, Articolo 157
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Beit Shaar Ha-Kavanot, Punto 128, Lezione 39
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Rav Yehuda Ashlag “Matan Torah (Il Dono della Torah)” Lezione 7
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