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Tutto il giorno per una sola ora


Domanda: Si deve cominciare il lavoro sull’intenzione durante la lettura del libro dello Zohar molto prima della lezione, già di giorno?

Risposta: Direi che bisogna lavorare sull’intenzione tutto il tempo. Nel nostro mondo, tutto è costituito in maniera tale che siamo in contatto con il gruppo e lo studio solo durante un breve periodo di tempo.

Migliaia di persone in tutto il mondo sono presenti alla lezione insieme a noi. Molti ascoltano la lezione con la traduzione simultanea. Ci sono alcuni che capiscono anche con difficoltà la traduzione, poiché questa viene fatta nei linguaggi più comuni;

ma questo non è importante per l’avanzamento spirituale. Rispetto al libro dello Zohar tutti siamo nella stessa posizione. Arriviamo alla lezione come ad una pompa di benzina, per riempirci e vivere dopo con questa tutto il tempo restante.

Il nostro mondo è fatto a proposito in maniera tale che lavoriamo la terza parte della nostra vita, un altro terzo dormiamo ed il resto lo sprechiamo in diverse sciocchezze; e ci resta soltanto un’ora o due che rubiamo al sonno e veniamo a studiare.

Ma quando cominciamo a studiare, dobbiamo capire che tutta la nostra vita si organizza correttamente e non andare a lavorare disperatamente. Il Creatore ha organizzato questo processo specialmente per noi.

Se arrivo alla lezione anche per una sola ora, questo deve essere sufficiente per essere in connessione con la meta, le restanti 23 ore. Durante queste 23 ore, preparo i miei desideri per l’ora in cui arrivo alla lezione.

2000 anni fa viveva nel deserto di Negev un uomo che si chiamava Bar Bi Yoma (l’alunno per un giorno). Egli era un agricoltore, lavorava in campagna.

Quando aveva il riposo nei lavori stagionali e poteva lasciare la sua casa, andava a Gerusalemme. Dopo tutto il cammino, gli restava solo un giorno per lo studio della Torà. Il giorno seguente stava già correndo a casa, al suo lavoro.

In suo onore, oggi esiste il costume che tutti studino un certo giorno dell’anno. Allora i saggi dissero che il suo studio un giorno all’anno era equivalente all’apprendimento continuo durante tutto l’anno, poiché tutto l’anno il suo desiderio era in questo giorno.

Per questo, se durante le 23 ore aspettiamo questa unica ora di studio, significa che contano tutte le 24 ore del giorno.

Da questo capiamo di quante ore abbiamo bisogno per preparare il nostro desiderio per un’ora di studio.

Per questo tutto dipende dalla preparazione. Dobbiamo dedicare tutte le ore del giorno alla preparazione della lezione sullo Zohar.

Tutta la creazione è un gioco del Creatore

Domanda: Cos’è il gioco del Creatore con la persona e quale è il suo obbiettivo?

Risposta: tutta la creazione è un gioco, come è scritto. Il Creatore formò l’universo e la persona in esso affinché la persona si sviluppasse e raggiungesse la somiglianza con il Creatore attraverso la connessione corretta tra la persona e l’universo.

Questo sviluppo si chiama gioco perché, sviluppandomi, cresco e mi elevo ad un gradino più elevato dello sviluppo, e non accumulo semplicemente conoscenze. Adesso noi dobbiamo elevarci al primo gradino spirituale. Non lo vediamo. È come un gioco: non sai cosa succede, la fine del gioco è sconosciuta.

Lo stesso processo avviene nello sviluppo delle piante e degli animali. Tutto si sviluppa nella forma del gioco. Ciò significa che mi trovo in un certo gradino e non posso discernere il gradino seguente; però applico sforzi di ogni tipo per raggiungerlo.

Lo stesso avviene con i bambini che giocano tutto il tempo. A causa di questi giochi, all’improvviso diventano più intelligenti, cominciano a parlare e comprendere. Essi non studiano le lingue, né le scienze, come noi. Essi assorbono in loro il mondo circostante attraverso il desiderio di comprenderlo.

Così siamo noi rispetto al mondo materiale. Abbiamo bisogno soltanto del desiderio di sentirlo e dopo la sensazione, dobbiamo comprenderlo e percepirlo dentro.

All’improvviso il mondo spirituale si manifesta dentro e lo sento, poiché rappresentiamo il vaso della sensazione, il desiderio. La comprensione e la ragione arrivano dopo il desiderio.

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Lezione dopo il Congresso Mondiale dello Zohar – 11.05.2010

Lezione dopo il Congresso Mondiale dello Zohar
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Siamo responsabili di tutto il mondo!

Domanda: Rispetto all’articolo Prefazione al libro dello Zohar di Baal HaSulam, cosa significa in pratica “valorizzare la sua parte interiore rispetto a quella esteriore”?

Risposta: Valorizzare la mia parte interiore significa rispettare la mia missione, l’obbligo di raggiungere la dazione reciproca ed unirsi “come un solo uomo con un solo cuore”. Unirsi nell’amore fraterno per scoprire il Creatore, cioè, la forza comune della dazione e dell’amore che governa in natura.

Questa deve essere la cosa più importante per l’uomo. Esiste la forza superiore della dazione. Questa forza riempie tutto, ma non la percepiamo perché la annulliamo con il nostro egoismo. La nostra intenzione corretta risiede nel fatto che la scopriamo in tutto il suo potere.

Sto facendo un calcolo: è l’unica cosa che mi importa in questa vita, per questo sono nato e vivo. Ho bisogno di riuscirci mentre vivo in questo mondo. Da questo mio lavoro dipende tutta l’umanità, perché siamo uniti tutti in una sola rete.

Baal HaSulam scrive che “l’uomo del popolo di Israele” – coloro nei quali esiste il punto nel cuore (Isra-El significa “il desiderio dell’unione con il Creatore”)-determina la direzione e lo stato di tutto il mondo, in funzione della sua direzione.

Quest’uomo non può dire: “Adesso non voglio niente, sono in una caduta, lasciatemi stare con il vostro lavoro spirituale, vado a riposare!”

Dov’è la tua responsabilità e la comprensione che dietro di te ci sono milioni e milioni di persone che dipendono da te?

Adesso tu decidi il loro destino rispetto a come avanzeranno verso la correzione: sotto i colpi o consciamente, attraverso il cammino del bene. Se dipendono da te, sono nel diritto di chiederti, con tutta severità, qual è la tua scelta: portarli dietro di te nel lato buono e nel lato cattivo?

Non hai scelta. In questo modo è costruita la rete mondiale e questo posto ti è stato dato al suo interno. Per questo tu, devi trovarti sempre nel timore superiore, ricordando che determini ciò che succederà in tutto il mondo.

Dopo scoprirai che risulta che tutte le persone sono tuoi figli, i più vicini a te; ma anche adesso, con la fede al di sopra della ragione, devi pensare così. Tutto ciò che fai, non lo fai a te, ma a tutto il mondo!

Il grado della nostra valorizzazione della spiritualità determina inequivocabilmente il destino di tutti gli altri. Tutto ciò che è importante per noi, sarà importante per tutti.

Così è organizzato tutto questo sistema, nel quale siamo connessi attraverso rigide unioni. Colui che non ha il punto nel cuore non può cambiare niente. Solo tu, chiamato “Isra-El” o “Li-rosh” (Io sono la testa), puoi farlo.

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Lo scrivano della Torà


Dal libro Shamati: Il libro, l’autore, il racconto. Il libro è lo stato prima della Creazione (l’idea).

L’autore è il padrone del libro. L’unione dell’autore e del libro si scopre come “racconto”.

È necessario “ricevere il racconto”, ossia la Torà insieme al Datore della Torà.

Percepiamo noi stessi in qualche realtà e dobbiamo scoprire cosa significa?

È un’illusione oppure la verità?

In me si sviluppa qualche programma in una catena di causa ed effetto, ma chi è il suo autore? Potrò conoscere l’autore della storia che sto leggendo dentro di me?

Lo stesso libro (tutta questa realtà) già esisteva prima che lo cominciassi a leggere e scoprire; però tutte le scoperte sono in me, dipendono da come leggo questa storia, da come passo attraverso questo libro dal principio alla fine e dalle mie impressioni.

All’interno di questo racconto, nella misura della mia conoscenza ed inclusione in esso, scopro l’autore del libro.

Entro all’interno di questo libro, la sua storia comincia a costruirmi e mi prepara inoltre per essere il suo autore (lo scrivano).

La storia è la Torà, che ci porta alla scoperta completa di tutto il libro, nel quale ci troviamo insieme al Datore della Torà.

Ognuno di noi scopre il libro di nuovo, individualmente, ma necessita del maestro che lo aiuta a leggere.

Nel nostro mondo, l’adulto legge il libro al bambino fino a quando questi impara a leggerlo da solo.

Allo stesso modo nella scienza della Kabbalah, l’adulto (spiritualmente) deve aiutare il bambino, perché è impossibile scoprirlo da solo. Ciò si produce unicamente attraverso la trasmissione dal maestro all’alunno.

Così, ognuno di noi, impara a leggere questo libro ed attraversa tutta la storia per scoprire in esso il suo autore.

Fino a che non imparo a leggere da solo e non termino tutto questo cammino, non scoprirò il libro ed il suo autore, poiché è possibile solo nella somiglianza con Lui.

Poco a poco io stesso divento l’autore perché scrivo la Torà nel materiale del mio desiderio, che ogni volta acquisisce le nuove forme delle lettere.

Anche se il libro è già scritto dal suo Autore, io stesso divento il suo autore. Attraversando questo racconto dal principio alla fine, mi comparo e mi unisco al libro, al suo autore ed alla storia.

Nota: in ebraico esiste la parola Sofer che significa scrittore (autore) e scrivano.

Si considera che l’autore è solo il Creatore, il quale ha scritto un unico libro che include tutto: la Torà.

Noi la copiamo soltanto (la scopriamo), ognuno dentro di sé.

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La saggezza che ci indica la Luce


Lo Zohar, capitolo Shemot, punto 177 …. Ruach riveste il Guf dell’uomo in questo mondo, sommerso come le lettere incavate in un timbro, poiché l’interno del Guf che emerge fuori è considerato esteriorità.

Per questo c’è solamente luce di Vak in esso. Ruach, l’interno del corpo è sommerso. Contiene Chokhmà però non illumina.

Quando Ruach si espande dal Guf ed ascende al Giardino dell’Eden nella terra, … diventa protuberante.

I Ruach che ascendono lì hanno la stessa forma del Guf in questo mondo che è protuberante.

È come stringere una pasta attraverso lo stampo. Se lo stampo ha una forma di stella, allora la pasta esce a forma di stella. Se lo stampo è rotondo, allora la pasta esce di forma rotonda.

Cioè, la Luce che era all’interno di un desiderio (Kli) è stata ricevuta da questo desiderio dentro la Luce Riflessa (come il vaso spirituale). Per questo la Luce si è rivelata!

Per questo, la Luce riceve la stessa forma che aveva il “corpo” (desiderio). Anche quando lo abbandoni, nel desiderio resta il ricordo (Reshimo) sulla forma del desiderio in cui era vestito.

Si tratta della Luce speciale: non è una Luce astratta, semplice, una Luce che non è stata mai accettata dal corpo. Il corpo ha accettato questa Luce e si è corretto secondo questa forma.

Il corpo ha terminato questa correzione ed ora la Luce anteriore, che era nel corpo e lo stesso corpo sono uno davanti all’altra. Il corpo continua a correggersi in una forma più avanzata, ma la forma anteriore non scompare.

Le forme anteriori ci aiutano nella nostra correzione ulteriore, perché la Luce, che prima era nel corpo, si veste in esso un’altra volta e aiuta gli stati successivi.

Anche se il prossimo gradino può essere totalmente diverso, la stessa Luce – la stessa saggezza spirituale che una volta si è vestita in me – mi aiuta nel cammino in avanti, allo stesso modo che in questa vita mi aiuta l’esperienza di ciò che ho passato nei gradini anteriori.

Ogni stato rimane, “niente scompare nella spiritualità”; ed ogni stato che è cambiato lascia dietro di sé le forme che aiutano gli altri stati.

La comparazione, la rivelazione e l’unione di queste forme è proprio ciò che ci conduce alla saggezza (alla scienza della Kabbalah).

Prima della lettura del libro dello Zohar

Prima della lettura del libro dello Zohar dobbiamo avere una tale disposizione da sentire che siamo nel gruppo.

Perché allora siamo simili alle qualità dello stesso gruppo di cabalisti che scrissero lo Zohar e possiamo capire con maggiore facilità ciò che essi desiderano trasmetterci.

La comprensione arriva come risultato dell’influenza della Luce. Questa influisce su di noi, dalla connessione tra le anime dei dieci cabalisti che erano nello stato della correzione finale, cioè, nella connessione corretta tra loro.

Per questo, quando corressero le connessioni tra loro fino ad un tale livello in cui nessuno di loro aveva neppure un solo desiderio di ricevere non corretto, rivelarono tra loro la Luce Superiore che viene denominata “Lo Zohar”. È la Luce che proviene dal Rosh (testa) di Arich Anpin, la Luce dell’Infinito.

Per questo, se cerchiamo di acquisire la stessa attitudine tra noi, come quella che avevano gli autori del libro dello Zohar, attraiamo la Luce dallo stesso stato che essi raggiunsero.

Questa Luce può anche creare una connessione tra noi, come è scritto: “Chi crea il mondo in alto, farà il mondo in noi”. Proprio questo dobbiamo aspettarci dalla lettura del libro dello Zohar.

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Lezioni dal Congresso Mondiale dello Zohar – 09.05.2010

Congresso Mondiale dello Zohar, Lezione 6
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Congresso Mondiale dello Zohar, Lezione 7
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Congresso Mondiale dello Zohar, Lezione 8
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Congresso Mondiale dello Zohar, Lezione 9
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Il tempio che sta nel tuo cuore

Domanda: Perché, per il processo della correzione, fu necessario passare per la distruzione dei due Templi?

Risposta: Il vaso spirituale corretto deve “ricevere per la dazione”; però, per prima cosa, bisogna raggiungere la correzione dell’intenzione (cioè, dare) e dopo “ricevere per la dazione”.

Per questo, la distruzione dello stato perfetto – “Mondo dell’Infinito” creato dal Creatore – avvenne in due tappe: dalla “ricezione per la dazione” alla “dazione per la dazione”. Nella distruzione del primo Tempio, persero la Luce di Chaya. Dopo, nella distruzione del secondo Tempio – nella discesa dalla “dazione per la dazione” alla “ricezione per se stessi”, cioè,ricezione per i desideri impuri, Klipot – persero la Luce di Neshamà. Così ci troviamo nel nostro mondo.

Con questo, è creato per noi il campo di lavoro: ricostruire il Tempio e, siccome lo facciamo noi stessi, ci scopriamo nella Luce di Yechidà.

Allo stesso modo avviene la costruzione terrena del Tempio. Per questo, come nei Templi precedenti, per prima cosa dobbiamo raggiungere il gradino spirituale dentro di noi e dopo, finalmente, costruire il Tempio terreno.

Anche se resta la domanda: dovremo realmente costruirlo nel mondo materiale? Perché è stato detto che, non appena il nostro mondo raggiungerà la completa correzione, questo mondo immaginario (Olam Ha-Medume) scomparirà dalla nostra immaginazione. Nelle nostre qualità corrette, percepiremo solo il Mondo Spirituale.

In ogni caso, anche se il Terzo Tempio fosse costruito di pietra, sarà una realtà solo dopo che lo avremo costruito nel nostro cuore, come avvenne con il Primo ed il Secondo Tempio. Per questo, dobbiamo concentrare tutta la nostra attenzione sulla correzione del cuore.

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È possibile la vita senza sofferenze?

Domanda: Come è la vita umana nel mondo spirituale? Senza nessuna sofferenza?

Risposta: Non siamo capaci di immaginarla, poiché qualsiasi nostra percezione sarà egoista.

La percezione spirituale consiste nel trovare la gioia e l’entusiasmo nella dazione, nell’amore per il prossimo.

Ma non per ricevere da questo la gioia e la tranquillità, ma per la grandezza ed il valore speciale dell’azione in sé.

Come posso sentire la grandezza della dazione? Chiedo che la Luce me la faccia sentire, poiché io non sono capace di farlo:

ma non sono capace neppure di volerlo e di chiederlo! Cosa devo fare? L’ambiente può obbligarmi a desiderare ciò che è innaturale per me, qualcosa che è opposto a me.

La società può obbligarmi a qualsiasi cosa. L’uomo è anche pronto a sacrificare la sua vita per vedersi grande agli occhi degli altri.

Tutto dipende dall’ambiente! Questo può inculcarti i desideri che sono contrari al tuo egoismo ed il tuo egoismo ti appoggerà in questo!

È così perché il grado del parlante in noi è più alto di quello animale. Per compiere il desiderio in questo gradino e soddisfare l’ambizione, l’uomo è pronto ad uccidere l’animale dentro di sé.

L’animale non è capace di farlo, ma l’uomo si, perché in lui c’è un gradino parlante, sul quale si può influire. Questo gradino dipende completamente dall’ambiente.

L’ambiente deve influire su ognuno in maniera tale che voglia elevarsi al di sopra del proprio egoismo.

Influendo in tale maniera uno sull’altro, la società si eleverà tutto il tempo.

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