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Correggendo idee sbagliate sulla Kabbalah


È risaputo il fatto che quanto più facciamo ricerche sulla letteratura Biblica più scopriamo che la sua datazione tradizionale è corretta. I filosofi che fecero rivendicazioni infondate sul fatto che Il Libro dello Zohar fosse stato scritto in Spagna nel undicesimo secolo, o addirittura più tardi nel Medio Evo, hanno dovuto cambiare idea e accettare a denti stretti quello che è scritto nello stesso Zohar , cioè, che l’autore è stato Shimon Bar Yochai nel secondo secolo.

Un argomento comune sostenendo la più recente scrittura dello Zohar era che il vocabolario usato nello Zohar non appariva nel lessico prima del secondo secolo. Comunque, recenti ricerche su testi antichi facilitati dalle nuove tecnologie hanno fatto luce su una ricchezza di documenti scritti nell’antica lingua Aramaica.

In una relazione su questi ritrovamenti nelle Notizie dell’Università di Chicago, uno dei ricercatori del Progetto Archivio della Fondazione Persepolis nell’Istituto Orientale, una studentessa di Aramaico, Annalisa Azzoni, assistente della Divinità School, dell’Università di Vanderbilt afferma: “Non abbiamo tanti archivi di queste dimensioni. Molto di quello che c’è in questi testi è completamente fresco, ma anche cosi cambia quello che già sapevamo. Ci sono delle parole che io sapevo venivano usate in dialetti in tempi posteriori, per esempio, ma non sapevo fossero usate in quel tempo ed in quel posti, La Persia del 500 D.C. Per uno studiosa di Aramaico è una scoperta molto importante”.

Io voglio credere che nel prossimo futuro tutte le miscredenze sulla Kabbalah svaniranno e noi saremmo capaci di usarla per migliorare il mondo.

Scienza – lo studio dei desideri


Domanda: Perché lo studio della scienza convenzionale non richiede la Luce Circostante invece la saggezza della Kabbalah sì? Qual è la differenza tra loro?

Risposta: In genere gli studi scientifici riguardano i desideri egoistici, e alla persona non viene chiesto niente di sovrannaturale. Non vanno oltre lo studio del materiale egoistico. Con la Kabbalah questo materiale, il nostro desiderio di godere, si presenta a noi, e noi esaminiamo questo mondo enorme intorno noi.

In ultima analisi, esploriamo il nostro desiderio interiore, che si divide in inanimato, vegetale, animale e umano, e che si trova già dentro di noi.

Tutti gli animali, le piante, la natura inanimata, tutto ciò che viene rivelato dalle nostre scienze, ci appare nel nostro desiderio di ricevere piacere.

Così, alla fine, tutte queste rivelano solamente il nostro desiderio. Tutta la nostra scienza (fisica, biologia, chimica, astronomia, ecc), si occupa di questo che si trova dentro di noi.

Anche la scienza della Kabbalah è dentro di noi. L’unica differenza è che la scienza convenzionale è lo studio dei nostri desideri egoistici nel loro stato originale e la saggezza della Kabbalah è lo studio dei nostri desideri, con l’intento di dare, che noi in primo luogo abbiamo bisogno di armarci per la nostra indagine.

Pertanto, un ricercatore dei nostri desideri terreni di godere non è obbligato a cambiare se stesso. Studia i fenomeni che appaiono nel suo desiderio egoistico. Per fare questo ha bisogno di una ragione.

Un ricercatore che va a studiare ciò che sta accadendo nel desiderio di godere con l’intenzione di dazione, vale a dire un kabbalista, deve trovare l’intenzione di dazione come strumento di ricerca.

Ottenere i Nomi del Creatore


Malchut, la creazione, non potrà mai raggiungere Keter, il Creatore. Lui è rivelato alla creazione in tutte le altre sefirot, che separano il Creatore e Malchut. Come risposta Malchut acquisisce similarità con Lui nella Luce Riflessa in tutte le sefirot. Queste forme di Malchut vengono chiamate raggiungimento o nomi del Creatore.

Tutto quello che succede e tutto quello che sentiamo sono manifestazioni del Creatore che desidera mostrarsi a noi in quella forma. Intorno a me vedo la natura inanimata, natura vegetativa e animali, quelli materiali e quelli spirituali. Tutto questo sono forme della Luce, che sono rivelate in questo modo nel mio desiderio, in Malchut , queste sono le forme del Creatore in me. Queste forme possono essere un riflesso diretto in me, che non chiedono la mia similarità con Lui. Tuttavia, queste forme riflesse non sono vere, ed e per questo che il nostro mondo è cosi limitato ed immaginario.

Comunque, quando inizio a prendere forme che corrispondono a Lui, saranno chiamate come i nomi del Creatore in me, dato che saranno similari alla Sua dazione. Comunque, questa non sarà la Sua dazione, ma la mia. Se io costruisco una forma in me che è simile alla Sua dazione, e la Sua dazione si veste in essa, allora la nostra dazione unita si chiama il mio grado spirituale, la nostra adesione o il raggiungimento del Creatore.

Nel mio percorso in salita attraverso molti nomi o immagini del Creatore. Tutti i miei risultati sono nomi del Creatore.

Il potere nascosto dello Zohar


Domanda: Quale beneficio si trae oggi dallo studio dello Zohar? Devo studiarlo per raggiungere la spiritualità?

Risposta: Sì, ora è il momento di studiare lo Zohar. Ho aspettato parecchio tempo per fare questo, perché avevamo bisogno di formazione. Ora abbiamo raggiunto uno stato in cui una grande massa di persone nel mondo è già in grado di salire la scala spirituale (Commento allo Zohar che si chiama HaSulam – La scala). Quindi noi tutti cominciamo a studiare lo Zohar. E tutti coloro che si uniscono a noi per l’apprendimento e per essere in grado di sollevare se stessi come dei bambini devono unirsi a noi per imparare ad essere in grado di penetrare il senso di ciò che lo Zohar dice.

Lo Zohar non esaminerà la causa, ma farà appello al cuore dell’uomo e lo porterà a sviluppare i suoi sentimenti, a cominciare a pensare alle due caratteristiche: dare e ricevere. Non è un caso che Yehuda Ashlag abbia chiamato “HaSulam” (La Scala) il suo commento allo Zohar.

È impossibile studiare lo Zohar da soli, bisogna farlo solo nel gruppo. È stato scritto così da un gruppo di kabbalisti in cui c’era piena comunione tra le loro dieci anime. I 10 kabbalisti che hanno scritto lo Zohar, costituiscono la parte principale della nave spirituale.

Ciascuno di essi rappresenta una Sefira, gli effetti speciali di una sola nave (Kli), creata dal Creatore. Pertanto, se si aspira a divenire una tale nave solida, possiamo ottenere da loro il messaggio che avrà un impatto su di noi.

Se vogliamo studiare lo Zohar dobbiamo farlo in un gruppo e in questo modo sentiremo rapidamente nel libro una forza nascosta che si unirà a noi, e soltanto con l’unione saremo in grado di prendere il loro messaggio e capire i desideri che si organizzano per comprendere il messaggio spirituale.

La mente non può comprendere lo Zohar. È necessario che il gruppo abbia compiuto un grande percorso di preparazione in cui le persone abbiano già cercato di raggiungere la spiritualità in altri modi, libere da errori, che abbiano fatto un sacco di chiarimenti, che siano pronte ad elevarsi, sapendo che da sole, non potrebbero fare nulla.

Siamo pronti ad iniziare lo studio dello Zohar e ad impegnarci nel farlo.

Lezione quotidiana di Kabbalah – 14.05.2010

Preparazione alla Lezione: Shamati 66 “Il Dono della Torah”
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Il Libro dello Zohar, Capitolo “VaYikra”, Punto 33, Lezione 3
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Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Punto 50, Lezione 23
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Che cosa viene svelato nello Zohar?

Domanda: Che cosa mi si svela quando leggo lo Zohar?

Risposta: Mi si svela ciò che accade ai gradini superiori. Così come il piccolo bimbo cresce, vede , capisce e sente il mondo. Tu osservi dal suo comportamento, dalle sue reazioni, che lui comincia a capire di più, la vita, interpreta ciò che succede , e reagisce a esso coscientemente.

Nel conseguimento spirituale, dentro di noi, all’improvviso sentimentalmente si scoprono immagini sotto forma di proiezioni delle quali Lo Zohar ci parla.

I racconti “atterrano” sul mio desiderio e si impregnano, ed io incomincio a sentire e poi anche a capire ciò di cui si parla, cosi come nell’infanzia avevo scoperto questo mondo.

Lo scoprire spirituale non è razionale ma sensoriale, attraverso i nuovi organi di senso. Questo si chiama “La Luce che ritorna alla sorgente”. Lui semplicemente mi rende capace di capirlo, ed io divento cosi.

Questo potrebbe sembrare non serio: Dove è qui la scienza? Dov’è la ragione? Dov’è l’uomo?”. Noi non facciamo altro che leggere il libro e desideriamo molto di entrare a far parte di quel quadro, quel disegno, quella realtà della quale ci parla. Queste potrebbero sembrare azioni infantili: “Io voglio!”. Ma a noi non si chiede altro, tranne che di avere questo desiderio.

Nell’Introduzione al Talmud Esser Sefirot, p.155 il Baal HaSulam scrive così: “Anche se noi leggiamo senza capire il significato, chiamiamo su di noi la Luce del gradino superiore con il nostro desiderio di capire. Così come il piccolo vuole sapere in quale tipo di mondo si tratta quello in cui si trova. Anch’io! E così si svela a me all’improvviso!

La preghiera del cuore


Lo Zohar, capitolo Shemot, punto 368: quando il Rabbi Elazar stava seduto a digiunare, stava pregando e diceva “È rivelato ed è saputo di Te, Signore mio Dio, e Dio dei miei padri, che ho sacrificato il mio grasso ed il mio sangue per Te e li ho serviti con il calore e la debolezza del mio corpo …”

C’è una grande differenza tra leggere queste parole dal libro delle preghiere, a che, dentro di me, succeda qualcosa ed esploda in un’aspirazione verso il Creatore, esprimendosi in parole.

Queste sensazioni si sono create dentro di me e diventano parole e frasi. Può anche essere che non conosca questo linguaggio … Non so come avviene, ma il risultato dei miei sforzi fa si che eguagli i miei desideri alla Luce e li unisca ad essa.

La Luce e i desideri producono questa reazione nell’anima: viene percepita nel mio cervello; questo trasmette l’indicazione agli organi delle articolazioni ed io le pronuncio, ma non so dove sono nate queste parole in me!

Tale deve essere la vera preghiera, quando tutto proviene dall’interno, dall’unione delle luci con i Kelim, dalle stesse basi profonde della creazione. Si crea gradualmente, il riempimento del desiderio con la Luce – tutta TaNTA (il Kli completo: Taamim, Nekudot, Taguin, Otiot) – fino a che essa arriva all’espressione, grazie all’apparato dell’articolazione.

È chiaro che Rabbi Elazar pronunciava questa preghiera non secondo il libro delle preghiere, ma trovandosi in questo stato di connessione con il Creatore.

Prima della distruzione del Secondo Tempio, il popolo di Israele era in connessione con il Creatore, cioè, nelle qualità di dazione ed amore. La sua preghiera era la sensazione nel suo cuore (nel suo desiderio). E’ scritto in questa maniera: “Cos’è una preghiera? È il lavoro nel cuore”;
però i Saggi della Grande Assemblea (Anshei Kneset HaGdola), sapendo che presto si sarebbe avvicinata una caduta nell’egoismo – l’occultamento del Creatore in ognuno – crearono per noi il libro delle preghiere. Questo libro narra degli stati che deve passare l’uomo.

Lo chiamarono Sidur che ci mostra l’ordine degli stati spirituali che dobbiamo passare nel nostro cuore, cioè, nel nostro desiderio;

ma siccome non lo possiamo fare durante il nostro esilio, a causa dell’assenza della connessione con la Luce (con il Creatore) perché la Forza Superiore è occulta, dobbiamo leggere meccanicamente le parole del libro delle preghiere. In qualche modo, proviamo ad immaginare cosa possano significare queste parole nella spiritualità …

Solo la Luce, durante gli studi della Kabbalah, provocherà in noi sensazioni, pensieri, sentimenti, parole e frasi della nostra preghiera, come risultato del lavoro del nostro cuore e non dell’apparato delle articolazioni.

Lezione quotidiana di Kabbalah –13.05.2010

Il Libro dello Zohar, Capitolo “VaYikra”, Punto 17, Lezione 2
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Il libro che conserva il segreto di chi sono io

Domanda: Come distinguere l’influenza che esercita in noi il libro dello Zohar rispetto ad altri libri?

Risposta: Gli altri libri agiscono in maniera più aperta ed influiscono sulle nostre sensazioni e la nostra mente materiale.

Per questo, durante la lettura, in un certo modo, possiamo immaginare come trovarsi in questo stato.

Per esempio il libro dello Shamati si dirige alle nostre sensazioni ed altri articoli di Baal HaSulam si dirigono alla nostra mente;

però, lo Zohar non si dirige alla nostra mente né alla nostra sensazione esterna e mondana. Dobbiamo rivelare in esso il senso interiore, cioè cosa questo libro ci mostra dentro la nostra anima, dentro le nostre qualità e sensazioni interne.

Prima di poterlo fare, sentirai che non ti unisci a questo libro e che esso esiste totalmente a parte te.

I libri di Kabbalah e specialmente il libro dello Zohar sono molto personali ed intimi. Quando entri in questi libri, essi ti rivelano la tua anima.

Cominci a sentire che questo libro ti conosce a fondo, più di quanto tu conosci te stesso!

Il libro ti descrive. Esso ti rivela te stesso ogni volta di più e ti spiega chi sei all’interno …

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“Verrà la madre e laverà il figlio”

Domanda: Baal HaSulam scrive che chiedeva al Creatore che gli diminuisse i gradi spirituali per poter portare alla gente la Kabbalah. Cosa significa questo?

Risposta: Per portare la Kabbalah alla gente bisogna essere proprio nel grado più alto, fin quanto possibile. Inoltre bisogna saper discendere ai gradi più bassi e poter in questo modo, trasmetterle il necessario.

Quando scelgo un professore per i miei figli, non assumo un bambino, ma un maestro qualificato e non mi importa se comincia insegnando loro l’alfabeto;

perché egli è più vicino alla fonte della Luce! Se un cabalista chiede che gli diminuiscano il suo grado spirituale, non significa che lo rifiuti! Poiché rifiutare è sinonimo di non voler dare al Creatore. Al contrario, quanto più elevata è la persona, maggiore è la sua dazione al Creatore!

Per la dazione agli inferiori, egli è disposto a creare in se stesso un addizionale Partzuf Searot (“i capelli”).

Egli stesso non discende. È simile a ciò che avviene quando un adulto gioca con un bambino: in quel momento si comporta come un bambino, ma non scende al livello del “bambino”.

Abbassando il suo grado, egli non perde nulla. Semplicemente, è più vicino agli inferiori e può stabilire un contatto con essi.

Nel Mondo Spirituale, la riduzione del livello è un’azione particolarmente difficile, perché è contraria al movimento verso il Creatore, verso l’alto;

poiché bisogna unirsi ai desideri non corretti e preferire la loro correzione agli studi del superiore.

Ciò esige di essere immerso nel sistema comune della connessione delle anime, per potere in questo modo, ricevere l’importanza della sua correzione congiunta.

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