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Il Libro dello Zohar ci porta nel Mondo Superiore


La scienza della Kabbalah ci dice che esistono cinque mondi che ci separano dalla Forza Superiore. Si trovano l’uno al di sotto dell’altro, e tutto quello che esiste in un mondo superiore discende e si riproduce completamente in tutti i mondi fino ad arrivare al mondo più basso che è il nostro mondo.

La differenza tra i mondi non risiede nei loro dettagli, ma nel materiale di ciascuno di loro. Quanto più elevato è un mondo, più spirituale (datore) è il suo materiale.  Quanto più basso è, più corporale (egoista, ricettore) è il suo materiale.

A causa del fatto che i dettagli di tutti i mondi sono identici, comparandoli, possiamo cercare di immaginare la differenza tra il loro materiale o desiderio e possiamo desiderare che questo cambiamento avvenga in noi. Il libro dello Zohar è speciale perché crea una proiezione del mondo spirituale nel nostro mondo. Ci racconta una storia su questo mondo e parallelamente, sulla fonte di questo mondo nel Mondo Superiore. Inoltre descrive tutto molto dettagliatamente, permettendoci di entrare nella scena della sovrapposizione di un mondo sull’altro.

Ci troviamo così tra due mondi: tra quello che capiamo sulla narrazione del nostro mondo  e l’immagine più elevata che proviamo ad immaginare.  La differenza tra le due immagini, è che le immagini nel nostro mondo sono visuali: le vediamo, le sentiamo e le capiamo, però nel mondo spirituale, le immagini sono qualitative: sono qualità, forze, desideri ed intenzioni.

Se una persona si trova sempre tra questi  due mondi, anche se non riconosce il Mondo Superiore, o non ha i sensi spirituali per percepirlo, tuttavia,  cercando di immaginare sempre il Mondo Superiore invece di questo mondo, comincia a sentire una rivelazione. In questo modo, si avvicina alla sua nascita nel mondo spirituale.

Questo è ciò che fa si che il Libro dello Zohar sia così speciale. A momenti attrae la persona ed in altri la rifiuta; tramite questi movimenti alternati, la avvicina al Mondo Superiore, o al successivo Mondo Spirituale che si trova al di sopra di lei.

Se la persona si trova già in un livello spirituale e desidera ascendere di più, allora questo libro meraviglioso realizza la stessa operazione. Opera in tutti i 125 gradini della scala spirituale.

Di conseguenza, quando leggiamo o ascoltiamo il Libro dello Zohar, dietro ogni parola od azione che si descrive nel libro,  dobbiamo visualizzare il concetto più corretto: “cosa potrebbe essere questo realmente nel livello più elevato?”.

Questi sforzi ci permettono di sentire il Mondo Superiore. La comprensione verrà dopo la sensazione. Per adesso, cominciano a formarsi in noi sentimenti più elevati, paralleli ai sentimenti corporei. In questo modo  entreremo in un mondo dall’altro.

Imparare a camminare nel mondo spirituale


Quando insegniamo ad un bambino a camminare, gli stiamo davanti e lo incoraggiamo a fare un passo, poi un altro e così via. Ma riguardo al nostro sviluppo spirituale, non siamo in grado di fare nemmeno un passo da soli. Il Creatore ci ha messo piedi e ci sorregge per permetterci di camminare, ma noi abbiamo paura e non capiamo niente. Restiamo così del tutto incapaci di fare neppure un passo in avanti!

E questo perché ogni passo in avanti nella spiritualità va contro la nostra natura, e quindi non capiamo come farlo. Non c’è nessuno sforzo che ci possa aiutare a questo proposito. La sola cosa che ci resta da fare è di chiedere al Creatore che ci mostri come fare e che ci dia l’intelletto e la forza per agire come fa Lui.

Quindi, tutto ciò che dobbiamo fare è di chiederlo a Lui! Il Creatore non ha bisogno che noi compiamo delle azioni per conto nostro. Quello di cui ha bisogno è che noi comprendiamo di dover imparare da Lui come si fa a diventare come Lui. Egli vuole che Gli domandiamo aiuto perché così avremo stabilito una connessione con Lui.

Lungo tutto il cammino che dobbiamo attraversare, non saremo mai in grado di compiere da soli neppure un solo passo in avanti. Questo perché ogni passo ci porta più in alto, in un nuovo mondo, e questo è qualcosa che noi non desideriamo; e inoltre ci mancano anche lo schermo necessario e la Luce.

Alla fine scopriamo solo di essere in nuovi stati e di dover fronteggiare un dilemma: ritornare di corsa da dove siamo venuti, alle nostre vite terrene, o chiedere al Creatore di portarci avanti? Ogni altra cosa che ci serve per progredire è già stata preparata dall’Alto – tutto a parte la nostra richiesta!

Ma non è veramente facile arrivare al punto in cui si fa questa richiesta. Sembra facile, ma qui è dove tutti si bloccano.

Lezione quotidiana di Kabbalah – 09.12.09

Il Libro dello Zohar – Selezioni, capitolo “Vayechi
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Il Libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “Noah,” articolo 261
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Articolo: “Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” articolo 60, lezione 26
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Articolo: “Il Carattere della Kabbalah,” lezione 4
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Come il Libro dello Zohar rimette a fuoco la nostra visione


Il Libro dello Zohar spiega la nostra relazione con il Creatore, che è la sola cosa che dobbiamo imparare. Le sole cose che esistono in tutta la realtà sono il Creatore e la creatura, ed esse sono le sole cose di cui parla il Libro dello Zohar.

Anche nella nostra vita quotidiana, dove il modo in cui si presenta il mondo ci impedisce di vedere la verità (cioè che noi e il Creatore siamo le sole cose che esistono), ogni cosa che abbiamo intorno riguarda di fatto la nostra relazione con il Creatore, anche se a noi non appare così. Non c’è nulla a parte il Creatore e la creatura.

Sebbene non ci siano delle immagini nella spiritualità, lo Zohar per prima cosa ci introduce in argomenti che sembrano delle “situazioni” fisiche, parlandoci di azioni ed immagini che ben conosciamo in questo mondo. Ma poi, lo Zohar comincia a spiegare cosa succede dietro a questo quadro, cioè dietro a queste descrizioni, cosa succede alle forze, ai desideri e alle qualità ad un livello parallelo più elevato. In questo modo, veniamo gradualmente abituati a distinguere le “immagini” o qualità più elevate, e a vedere ogni cosa intorno a noi come espressione della nostra relazione con il Creatore.

Uno tsunami misericordioso mandato dal Creatore


Viviamo in un periodo in cui in un modo o nell’altro tutti devo rivelare il Creatore e andare al di là del proprio egoismo. Si tratta di un processo collettivo in cui tutti dovranno superare il proprio egoismo e nessuno potrà restare nella propria condizione egoistica.

Il nostro mondo non è più diviso in nazioni distinte, perché il risveglio sta attraversando tutto il globo. Inizialmente avverrà attraverso la sofferenza, e in seguito – attraverso la nostra volontaria aspirazione di innalzarci. E’ come il movimento di un’onda che alla fine ci catturerà tutti. Ma intanto che questo risveglio si presenterà, le onde si scontreranno a causa di alcune interferenze, provocando degli effetti collaterali.

I cambiamenti avverranno all’improvviso e rapidamente. Oggi il mondo è come un vulcano che è pronto ad eruttare in ogni momento. Con questi presupposti, i momenti di silenzio dovrebbero soltanto metterci ancora di più in allarme.

Trovare il modo meno impressionante che spieghi agli uomini quello che sta succedendo aiuterà l’umanità a compiere il passaggio da un’esistenza egoistica ad un’ esistenza di relazioni e connessioni globali. Questa è la ragione per cui la divulgazione della Kabbalah è così importante. E’ il nostro compito, perché questo è il solo modo che il mondo ha per evitare anni di sofferenza, che potremmo paragonare ai dolori delle doglie del parto.

Se ci rendiamo consapevoli della situazione odierna, saremo in grado di cambiare il nostro atteggiamento verso ciò che sta succedendo. Scopriremo allora che il Creatore è già con noi e che ci sta mostrando come il nostro mondo è semplicemente la faccia opposta del mondo spirituale. Ma il passaggio al mondo spirituale dipende interamente dalla nostra decisione di modificare il nostro schema mentale egoistico nel suo opposto.

La Creazione è il desiderio di essere uguale al Creatore stesso


La domanda che ho ricevuto: Perché  la quarta fase di Luce Diretta (Bhina Dalet) è così speciale da  essere definita come creazione?

La mia risposta: La quantità di Luce che  riceve  questa fase è uguale a quella che riceve la prima fase ma c’è un aggiunta importante: essa non vuole semplicemente ottenere la Luce, ma vuole raggiungere lo stesso status del Creatore.   Vuole diventare esattamente come Lui.  Oltre a godersi la Luce, vuole godere anche della posizione di Donatore!

Per capire meglio questo concetto possiamo prendere come esempio la parabola dell’uomo ricco che incontra un uomo povero e insieme scoprono di essere amici di infanzia.  Il ricco quindi invita il povero a casa sua, lo veste con i migliori vestiti, gli dà da mangiare il miglior cibo, vuole ospitarlo a casa sua per sempre e vuole dargli tutto quello che il povero uomo potrebbe mai desiderare.

Ma nonostante tutto, l’uomo povero rimane triste, e quando il suo amico gli chiede cos’altro potrebbe fare per lui, risponde “ io non voglio sentirmi come colui che riceve, io voglio sentirmi come te”.
Ma per l’uomo ricco è impossibile donargli questa sensazione, anche se dovesse regalargli tutto quello che possiede.

Dunque, poiché la  quarta fase si trovava esattamente in questa situazione, senza indipendenza, decise di smettere di ricevere la Luce e compì l’azione che si chiama Tzimutzum Alef–  la prima restrizione, staccandosi così dal Creatore e rendendosi indipendente.

Dopo di che, lo sviluppo (nostro) ulteriore della creazione è quello di diventare simile a Lui.

La nostra sola possibilità di salire è di aggrapparci al Livello Superiore


Il solo modo in cui la nostra generazione può raggiungere lo scopo della creazione è attraverso l’uso del metodo che Baal HaSulam ha creato per noi. Noi dobbiamo studiare ed assorbire ciò che lui ha detto senza restare attaccati al contenuto dei suoi libri, ma sforzandoci invece di raggiungere il suo “spirito” e restargli così vicino come desidera fare un bambino con un adulto.

Il bambino non comprende l’adulto e non sa perché l’adulto si comporta in un certo modo. Il bambino “aderisce” al comportamento dell’adulto al quale sente di appartenere, e in questo modo riesce ad avere successo. Questo è anche il modo in cui il Livello Superiore è collegato con il livello inferiore. Dovete diventare un sola cosa con tutto ciò che il Livello Superiore vi dà innalzandone la grandezza nonostante il vostro egoismo.

Dovete mettere tutte le vostre qualità in armonia con il Livello Superiore. Questo è ciò che si dice “Servire Colui che è Superiore”. Così facendo, rivelate e vi elevate al Suo livello. Non c’è altro modo di elevarsi da un livello più basso verso un livello più alto che confondersi con il AHP dei Colui che è Superiore.

“Unirsi con Colui che è Superiore” significa desiderare di rivelare il Suo Spirito, le Sue preferenze e i Suoi pensieri, così come ciò che è importante per Lui, come pensa e qual è il Suo atteggiamento. Noi possiamo fare tutte queste distinzioni attraverso i segni esteriori che riveliamo dalla manifestazione del Grado Superiore.

Lezione quotidiana di Kabbalah– 07.12.09

Preparazione alla lezione
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Il Libro dello Zohar – Selezioni, capitolo “Noah,” articolo 252
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Articolo: “Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” articolo 55, lezione 24
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Articolo: “Il Carattere della Kabbalah,” lezione 2
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Il libro dello Zohar è come un fiume che sgorga dal Giardino dell’Eden


Dobbiamo aprire noi stessi affinché il Libro dello Zohar possa scorrere dentro di noi con facilità, completamente e senza ostacoli. Allora cominceremo a sentire delle nuove sensazioni di ciò che sta succedendo in quell’altro mondo.

Dobbiamo aspettarci di percepire un quadro che è fatto di sensazioni, ma senza fantasie o visioni. Dovremmo desiderare di percepire le parole di questo libro immediatamente e direttamente, come quando leggiamo qualcosa che comprendiamo e che ci è vicino, e che ci sembra di vivere mentre siamo immersi nella lettura.

Il testo del Libro dello Zohar è un fiume che sgorga dal Giardino dell’Eden e che scorre nel cuore dell’uomo. Chiunque apra il suo cuore sarà bagnato dalle sue acque, ne sarà purificato e comincerà a vedere.

Non perdete l’occasione di ricevere una consegna dal Creatore


In passato, anche se solo un centinaio di anni fa, c’erano molte persone che erano pronte a lasciare tutti i loro averi e a fare tutti gli sforzi inimmaginabili per rivelare il Mondo Superiore nascosto. Tuttavia, poiché non era ancora il momento che l’umanità Lo rivelasse, e l’umanità non aveva ancora raggiunto la connessione globale, il Dominio Superiore non spinse gli uomini in questa direzione.

Nel 20° secolo l’egoismo collettivo ed individuale degli uomini è cresciuto in misura tale che un uomo riflette su ogni sforzo infinitesimale che deve fare, valutando se farlo o no. Se un pensiero sulla spiritualità ( buono o cattivo) ci attraversa, è un segno che il Creatore, il Grado Superiore, sta scendendo verso di noi e ci sta invitando a connetterci con Lui. In risposta, un uomo deve cercare una connessione più profonda e il modo per sbloccarla.

Il Livello Superiore ci manda dei pensieri che Lo riguardano per svegliarci, noi che siamo al livello inferiore, ed Egli si aspetta da noi una risposta o una reazione. Noi, il livello inferiore, dobbiamo solo aprire il messaggio ricevuto e scoprire cosa c’è dentro.

E’ come qualcuno che sta bussando alla nostra porta, dicendo: “C’è una consegna!” L’oggetto della consegna è un pensiero sulla spiritualità che all’improvviso ci arriva. In risposta, noi dobbiamo aprire la porta, ricevere la consegna, e poi aprirla per scoprire chi la manda e come dovremmo rispondere.

Invece, mentre sentiamo bussare alla porta, ce ne restiamo seduti ed aspettiamo di vedere – cosa succederà dopo? Ma niente può succedere, perché l’intero messaggio è contenuto nella chiamata, nel bussare; è dentro i nostri cuori. Dunque, noi siamo come un uomo che non ha voglia di alzarsi dalla seggiola e che grida al postino: “Lascialo vicino alla porta, lo prenderò più tardi!”

Questa è la ragione per cui la Forza Superiore ci lascia soli e noi perdiamo l’urgente necessità della spiritualità finché non veniamo risvegliati un’altra volta. Ma chi sa quando questo bisogno ritornerà? Ecco perché nel momento in cui riceviamo ogni sollecitazione dobbiamo realizzarla completamente finché non è finita, finché non abbiamo aperto tutti i messaggi e le consegne e non abbiamo trovato l’indirizzo del mittente.

Io dormo, ma il mio cuore è vigile; è la voce del mio amato che bussa, dicendo, “Aprimi, sorella mia, amore mio, amore mio, mio purissimo

Mi sono tolto il mantello, come me lo rimetterò? Mi sono lavato i piedi, come li sporcherò?

…il mio amato si ritirò, e se ne andò…

(Da Cantico di Cantici di Re Salomone 9° secolo AC).